Sabato 26 Maggio 2018 - 21:30

I camper di House Hospital nelle piazze della Campania

I camper dell’Associazione House Hospital onlus in tutti i capoluoghi di provincia per garantire visite gratuite e informare i cittadini sul tema delle Cure palliative. Domani, a partire dalla mattina, in occasione della XVII Giornata Nazionale del Sollievo House Hospital onlus sarà con i suoi camper a disposizione dei cittadini che vorranno sottoporsi gratuitamente ad una visita dermatologica o senologica. Ricevendo anche importanti informazioni sul tema delle cure palliative e della medicina del dolore. A Napoli l’iniziativa prenderà vita in piazza Trieste e Trento e proseguirà per tutta la giornata in altre piazze.

Non è superfluo ricordare che la prevenzione è la prima arma di difesa, in Campania i casi sono in costante aumento. Solo nel 2016 se ne sono registrati 50mila, a fronte dei 48mila dell’anno precedente. Con il picco maggiore che si rileva tra i 50 e i 69 anni, l’età più a rischio. Intercettare presto la malattia aumenta la possibilità di sconfiggerla, non a caso la guarigione riguarda ormai l’80-90 per cento delle donne colpite da tumore della mammella.

Come detto, medici e volontari avranno anche il compito di spiegare ai cittadini alcuni concetti troppo spesso ignorati. Obiettivo della Giornata Nazionale del Sollievo è infatti quello di promuovere la lotta al dolore e la conoscenza delle cure palliative. Sono state coinvolte il mondo delle professioni (medici, psicologi e infermieri), la società civile e il terzo settore (scuole, società sportive, associazioni culturali e di volontariato).

Tutte le iniziative nazionali sono contenute in un dossier che si può consultare sul sito web www.regioni.it Conferenza Stato Regioni, un documento che  offre uno spaccato significativo di quanto i temi della lotta al dolore, delle cure palliative e della umanizzazione dell’assistenza sia particolarmente avvertito in tutto il Paese.

Da questo punto di vista la Campania sta facendo molto, basti pensare che su tutti i progetti approvati, la Campania ne ha visti andare in porto ben 15. Abruzzo 7 - Basilicata 1 -Emilia Romagna 27 - Lazio 10 - Lombardia 37 - Marche 4 - Molise 3 - Piemonte 7 - Puglia 3 - Sicilia 1 - Toscana 1 - Umbria 17 - Veneto 12 - Trentino Alto Adige 2.

«Un giusto riconoscimento al lavoro effettuato in questi anni dall’equipe multiprofessionale e multidisciplinare in cure palliative e medicina del dolore e dagli Osservatori Regionali dell’Associazione House Hospital onlus a favore dei malati algici, cronici e terminali in ambito oncologico e non della Regione Campania», spiega il Direttore Generale di House Hospital Sergio Canzanella.

19:15 26/05

di Redazione

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Comunicare il sociale, rivista anche in braille

Comunicare il sociale, mensile di approfondimento del Terzo Settore ha deciso di realizzare una versione in braille. Una selezione di articoli verrà trascritta grazie alla collaborazione con la Univoc di Napoli, per permettere alle persone cieche di leggere il prodotto editoriale. L'iniziativa sarà presentata lunedì 28 maggio alle 13,30 presso la sede dell'Ordine dei Giornalisti della Campania in via Cappella Vecchia 11.

Comunicare il Sociale, testata online e cartacea edita dal CSV Napoli, rappresenta un’opportunità di approfondimento che si propone di offrire uno strumento di riflessione sul proprio agire quotidiano, sulle comuni meccaniche politico-economiche che governano, influenzano e incidono sulle scelte di ciascuno. Comunicare il sociale ha lo scopo di rendere fruibile un’informazione che è erroneamente considerata di nicchia, ma che spazia in tutti i settori di interesse collettivo e che va  dall’ ambiente, all’economia, passando per temi delicati come quello dei migranti, della legalità, e dei minori. Da marzo 2017, dopo un periodo di pausa, la versione cartacea di Comunicare il Sociale è stata riproposta ai suoi lettori con una veste grafica completamente rinnovata. Oggi il giornale, pubblicato mensilmente, punta a essere sempre di più la voce delle associazioni e delle organizzazioni di volontariato ospitando storie, interviste e racconti dai territori ma anche spazi di servizio, inchieste e approfondimenti sui temi di più grande attualità.

Durante la conferenza stampa sarà presentata anche la campagna #diventavolontario, azione di comunicazione del CSV Napoli. Il Centro di Servizio per il Volontariato di Napoli e provincia lancerà una serie di iniziative con l’obiettivo di sensibilizzare la cittadinanza all’attenzione verso l’altro, soprattutto verso chi vive in condizioni di marginalità, educando alla solidarietà e promuovendo il volontariato come occasione per crescere, divertirsi e partecipare.  

La campagna #diventavolontario prevede affissioni sui bus di Napoli e provincia, una serie di video virali da condividere sui social network e uno spot che racconta proprio l’agire volontario nei nostri territori.

A Napoli e provincia sono quasi 1500 le associazioni di volontariato che operano silenziosamente, con un numero stimato di volontari non inferiore a 10 mila persone. Il CSV Napoli segue e accompagna il percorso di questo piccolo esercito, fornendo gratuitamente servizi di formazione, comunicazione e consulenza. Il Centro dei Servizi per il Volontariato, fin dal momento della sua costituzione, avvenuta nel 2004, ha determinato i propri orientamenti sulla base di alcuni obiettivi trasversali in particolare la promozione della strategia di rete e la promozione della partecipazione. Tutte le azioni si realizzano attraverso modalità che non sono improntate ad una logica sostitutiva del volontariato stesso, ma sono invece orientate a facilitare e supportare l’azione volontaria e la sua capacità di intervenire nelle situazioni di disagio e di tutela dei diritti negati.

Ad “adottare” la campagna di comunicazione del CSV Napoli anche l’Istituto Italiano della Donazione, che ha deciso di fare proprio l’hashtag #diventa volontario per promuovere uno dei valori fondamentali del vivere consapevole il donarsi agli altri.

Interverranno alla conferenza stampa:  Nicola Caprio -presidente Centro di Servizio per il Volontariato di Napoli e provincia, Edoardo Patriarca-  presidente Centro Nazionale per il Volontariato, Roberta Gaeta - assessore al welfare del Comune di Napoli, Ottavio Lucarelli - presidente Ordine dei giornalisti della Campania,Cinzia Di Stasio - segretario generale Istituto Italiano della Donazione, Salvatore Petrucci- presidente Unione Nazionale Italiana Volontari pro Ciechi/ Sezione di Napoli.

 

21:49 25/05

di Redazione

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Grande festa a Miseno per Antonio e Enrica

Si è svolta presso la Chiesa di San Sossio a Miseno la cerimonia di matrimonio tra Antonio Cennamo, commercialista napoletano, e Enrica Pagano, ricercatrice universitaria. La coppia, nel loro giorno più bello, ha poi accolto i circa 200 invitati presso l'hotel Cala Moresca, accolti dal padrone di casa Alfredo Gisonno.

Tra gli invitati Vittorio Ciotola, Presidente dei Giovani Industriali di Napoli, Francesco Zaccariello, presidente dei Giovani Farmacisti, Antonio Garofalo, Sabina Martusciello, Massimo Cirillo, Michele Maione, Tina Vasaturo, Luigi Laino, Giovanni Avitabile, Cristina Caracciolo, Corrado Diaco.

 

 

 

19:08 25/05

di Redazione

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“I Papi dei Concili dell’era moderna. Arte, Storia, Religiosità e Cultura”

ROMA. In occasione della canonizzazione di Paolo VI, annunciata da Papa Francesco per il prossimo mese di ottobre, dal 17 maggio al 9 dicembre 2018 le sale terrene dei Musei Capitolini ospiteranno la mostra “I Papi dei Concili dell’era moderna. Arte, Storia, Religiosità e Cultura”. Un percorso che si snoda intorno a 30 opere - dipinti, sculture, argenti e tessuti liturgici rari e preziosi – e illustrerà le figure di alcuni tra i pontefici che sono stati protagonisti dei tre concili dell’era moderna, il Concilio di Trento, nel Cinquecento, il Concilio Ecumenico Vaticano I e il Vaticano II, tra Ottocento e Novecento, veicoli di riforme e rinnovamenti nella continuità della Chiesa, con importanti ricadute in campo teologico-storico e pastorale e sul versante artistico. Dalla seconda metà del Cinquecento al Novecento, si sono susseguiti pontefici, sul soglio di Pietro, che hanno confermato tre Concili, i quali, proprio perché realizzati nell'era moderna si sono fatti anche interpreti di tale epoca, con i suoi "linguaggi". La mostra, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, ideata e organizzata dal Centro Europeo per il Turismo e la Cultura presieduto da Giuseppe Lepore con i servizi museali di Zètema Progetto Cultura, è curata dal Bibliotecario di S.R.C. Arcivescovo Jean-Louis Bruguès, dall'Arcivescovo Agostino Marchetto, Nunzio Apostolico e storico dei concili e da Daniela Porro, Direttore del Museo Nazionale Romano. La mostra, il cui coordinamento e la cura del catalogo (Gangemi Editore) è affidato ad Antonio D’Amico, si apre con una panoramica sui protagonisti del Concilio di Trento, a partire da Paolo III Farnese, del quale si potranno ammirare due ritratti, uno di Jacopino del Conte, eseguito nel 1545, e l’altro di Cesare Fratino realizzato a distanza di secoli, nel 1949. Per la prima volta l’uno accanto all’altro, si potrà apprezzare la fortuna iconografica, la fama del pontefice e soprattutto la filiazione delle due opere, in un sinergico scambio di suggestioni. Per la storia dell’arte, quello di Trento fu un concilio significativo in quanto il documento numero 25 delle costituzioni, redatto dall’acuta mente del cardinale di Bologna Gabriele Paleotti, comprendeva una serie di precise indicazioni rivolte agli artisti, dalle quali era necessario non transigere. In pittura emersero figure di santi e sante martiri che divennero oggetto di catechesi, tra cui santa Apollonia martire raffigurata, tra gli altri, da Federico Barocci, pittore interprete delle direttive conciliari, del quale in mostra si vedrà per la prima volta un inedito dipinto in cui la santa è collocata in un paesaggio e domina la scena a figura intera. Altro pontefice coinvolto nel Concilio di Trento, soprattutto per l’indizione dell’indice dei libri proibiti, fu Marcello II del quale si potrà ammirare un affascinante ritratto in vesti cardinalizie di Jacopino del Conte. Mentre di Giulio III, potremo vedere la bella e rara terracotta colorata proveniente dai depositi di Villa Giulia. Bisognerà attendere tre secoli per giungere alla convocazione del Concilio Ecumenico Vaticano I voluto da Pio IX nel 1869. Questo evento viene ricordato tra l’altro per aver avallato l’infallibilità del Pontefice e, ancor prima, alla vigilia del Concilio lo stesso papa si rese protagonista della dichiarazione del dogma dell'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria. In mostra l’imponente Proclamazione del Dogma dell’Immacolata Concezione eseguito nel 1856 da Francesco Podesti, un affascinante dipinto proveniente dalla Pinacoteca Civica di Ancona. Dalla Città del Vaticano, custoditi dall’Ufficio Celebrazioni Liturgiche nella Sacrestia del Pontefice, arrivano due preziosi manufatti come il raffinato Triregno e la Croce processionale con la quale Pio IX aprì il Concilio. Nel 1962 papa Giovanni XXIII, del quale in mostra si potrà rivedere il celebre discorso alla luna e il Volto in bronzo di Giacomo Manzù, dichiarava aperto il Concilio Ecumenico Vaticano II. Questo Concilio vide protagonista un altro papa che verrà canonizzato il prossimo ottobre, Paolo VI, il quale volle chiudere l’evento conciliare con una lettera agli artisti, letta in Cappella Sistina l’8 dicembre 1965 che ascolteremo in filodiffusione grazie alla concessione di Rai Direzione Teche. Dalla Collezione Paolo VI di Concesio a Brescia arrivano il ritratto a figura intera di Paolo VI in abiti pontificali eseguito da Dina Bellotti e, tra gli altri, la bella scultura in bronzo del pontefice di Enrico Manfrini, sviscerando l’intimo rapporto del pontefice bresciano con l’arte e la liturgia. Mentre dalla Sacrestia del pontefice vedremo la preziosa Mitra con ricami a fili d’oro. Questa mostra, che nasce e si sviluppa nell’ambito di una collaborazione pluriennale tra i Musei Capitolini e il Centro Europeo per il Turismo e la Cultura, sarà un’occasione irripetibile per romani e turisti di riavvicinare la personalità e la storia dei grandi Vescovi di Roma legati nella memoria ai Concili Ecumenici dell'era moderna, per i quali devozione e popolarità non sono venute meno con il passare del tempo. Un percorso espositivo che si snoda tra arte, fede e spiritualità, mettendo in evidenza la bellezza di diversi manufatti d’arte provenienti dalla Città del Vaticano, da vari musei italiani e da collezioni private. 

17:40 25/05

di Redazione

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“A’ Purtecella”, tradizione partenopea e radici greco-romane a Torre Annunziata

Risalgono all’epoca greco-romana le origini della cucina napoletana. Pare, tra l’altro, che il termine “scapece” (un modo tipico di preparare le zucchine con aceto e menta) derivi dal latino. Ancora, tra le specialità dei pompeiani c’era un particolare tipo di cavolo.  Lo stesso nome della pizza  deriva probabilmente da “pinsa”, participio passato del verbo latino pinsere, che vuol dire schiacciare. Simone Ferrante, ventottenne patron da tre anni de “A’ Purtecella” di Torre Annunziata, basa la sua cucina proprio su questi ed altri piatti della tradizione partenopea che affondano le loro radici nel fertile substrato greco-romano.
Il locale è un vero e proprio tempio del gusto a cui si accede attraverso una piccola porta che introduce a un ambiente confortevole e dallo stile greco su tre livelli, con l’apertura della suggestiva terrazza d’estate. Ambienti freschi e verdeggianti, separati da una scala a chiocciola scavata nella pietra. Il menù (sia quello del ristorante che quello della pizzeria) è sempre in fieri, cambia a seconda della disponibilità degli ingredienti (dunque in base alla stagionalità) e all'estro dello chef e del pizzaiolo. E per ogni piatto o pizza in cantina c'è sempre il vino giusto da abbinare.
Accanto a Ferrante, ai fornelli c’è lo chef Salvatore Guarro, anche lui giovanissimo, che non smette mai di sorprendere la clientela con piatti semplici e al contempo unici per come vengono presentati e per il gioco di consistenze che rendono le pietanze talmente sfiziose da volerle mangiare fino all’ultimo boccone. Non è da meno la pizza ottenuta con un impasto a lunga maturazione e farcita con ingredienti che rimandano al territorio vesuviano. Anche l’offerta dei vini strizza un occhio a quelli che vengono fuori da uve che nascono sui terreni del Vesuvio, ma non mancano anche etichette di vini ottenuti con uve da vitigni italiani ed internazionali conosciuti. Una visita è d’obbligo. Anche di sera. Magari dopo aver visitato gli scavi di Oplonti.

12:50 25/05

di Eduardo Cagnazzi

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Vesuvio: arti, sapori e tradizioni

San Sebastiano al Vesuvio si appresta a celebrare un intero week end all’insegna della promozione della filiera agroalimentare vesuviana, delle sue eccellenze e della buona musica. Appuntamento da oggi a domenica 27 maggio presso la Villa Comunale del comune che sorge ai piedi del Vulcano con la seconda tappa del progetto "Vesevus de gustibus – le arti, i sapori e le tradizioni", l’iniziativa itinerante che farà tappa in 11 comuni del Parco Nazionale del Vesuvio e che si concluderà il prossimo mese di settembre.

Dopo l’appuntamento di Ottaviano, “Vesevus de gustibus” arriva a San Sebastiano al Vesuvio al termine di una lunga settimana che ha visto la cittadina location di due eventi all’insegna delle tipicità locali prima la festa del pane, seguita subito dopo da quella della pizza.

“Il week end sarà inaugurato dalla tavola rotonda in programma venerdì 25 maggio alle ore 17,30 presso l’aula consiliare di San Sebastiano al Vesuvio, che vedrà confrontarsi amministratori locali, associazioni di produttori, Dipartimento di Agraria dell’Università Federico II di Napoli, Città Metropolitana di Napoli, Regione Campania e Parco Nazionale del Vesuvio sulle tematiche delle eccellenze agricole nell’area del Parco del Vesuvio” - afferma il sindaco Salvatore Sannino.

Sabato 26 maggio, invece, nel Parco Urbano (dalle ore 11 alle 13 e dalle 18 alle 19) spazio ai piatti preparati dagli alunni dell’Istituto Alberghiero Tognazzi di Pollena Trocchia, che utilizzeranno le materie prime fornite dalle aziende agricole locali, e che si alterneranno con esibizioni jazz proposte dal liceo musicale Margherita di Savoia di Napoli.

La manifestazione proseguirà domenica 27 maggio con un agriaperitivo offerto dalle aziende agricole locali ancora nel Parco Urbano (ore 11) e si concluderà con il concerto della “Corale Vesuviana” presso l’aula consiliare del Comune di San Sebastiano al Vesuvio, inizio previsto per le ore 19.

Nutrito il menù preparato per l’occasione e che prevede pasta e patate con pesto di noci e basilico, polpette di verdure, parmigiana di melanzane con pomodorini del piennolo, caponatine, bruschette, crostate con marmellata di ciliegia e albicocche pellecchielle, torta di noci, semifreddo alle ciliegie.

“Una serie di iniziative – spiega il vice Giuseppe Panico, con delega all’ambiente – finalizzate alla promozione dello sviluppo di una rete di imprese del settore agroalimentare della zona vesuviana, al fine di caratterizzare questo territorio come Città del Gusto. Obiettivo coinciso con l’impulso del consigliere delegato al Parco Nazionale del Vesuvio della città metropolitana, Michele Maddaloni, per diffondere e promuovere le eccellenze del territorio dell’area Parco, che vanta una produzione agricola unica per varietà di sapori, tradizioni e artigianato locale”.

Una iniziativa che trova nel Dipartimento di Agraria dell'Università di Napoli Federico II, che rappresenta la più antica Scuola Universitaria di Scienze Agrarie del Meridione, un valido sostegno, come afferma il direttore del Dipartimento il Prof. Matteo Lorito “per un progetto che unisce le arti, ed in particolare la musica, con la tradizione gastronomica e agroalimentare dell'area vesuviana. Da questo punto di vista, è difficile immaginare un territorio più ricco di eccellenze musicali ed enogastronomiche, dove i sapori di una grande biodiversità alimentare si sposano da secoli con un senso artistico e una produzione musicale di grande valenza internazionale e che caratterizza e unisce comunità spesso molto diverse tra di loro. Il coinvolgimento dei licei musicali insieme all'Università ha proprio lo scopo di consolidare, anche sulla base di studi scientifici di elevato profilo, il valore di prodotti materiali e immateriali che nutrono lo spirito ed il corpo (e fanno anche bene alla salute), trasferendo una corretta informazione ai giovani in un maniera che tenga conto degli attuali gusti e sensibilità degli allievi”.

Il consigliere metropolitana delegato al Parco del Vesuvio e promotore del progetto, Michele Maddaloni, dal canto suo ringrazia "tutti i soggetti coinvolti che, accettando l’invito, hanno voluto mettersi insieme per rilanciare e valorizzare i cibi e le tradizioni enogastronomiche del nostro territorio vesuviano ricco di storia, coinvolgendo alunni degli istituti alberghieri e musicali. Arte e cibo si sposano in un connubio inscindibile e rappresentano un punto di forza per il rilancio delle nostre terre vesuviane, ricche di storia e da secoli meta di viaggiatori e turisti provenienti da ogni parte del mondo”.

“Vesevus de gustibus” nasce con l’intento di rilanciare il Parco Nazionale del Vesuvio, attraverso il coinvolgimento degli allievi degli istituti alberghieri, che prepareranno degustazioni di prodotti tipici, e degli studenti dei licei musicali, che allieteranno i partecipanti con note di Mozart, Vivaldi, Mascagni, Haendel, Rossini.

Gli organizzatori e i promotori dell'evento sono Città Metropolitana di Napoli, il Parco Nazionale del Vesuvio, il Dipartimento di Agraria dell’Università Federico II di Napoli, i comuni del Parco Nazionale del Vesuvio, la Fondazione Cives, che gestisce il Museo Archeologico Virtuale, e gli istituti alberghieri dell’area vesuviana.

12:09 25/05

di Redazione

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Cilento concede per la prima volta i suoi tessuti cravatta a Vesuvius Corallo per abiti da donna

Venerdì 25 maggio alle ore 20 al Circolo Posillipo il collettivo dei giovani “Vesuvius fiori di Corallo” di Ginevra Giannattasio scenderà in campo per l’evento benefico “Canto d’amore” per sostenere il progetto “Donne in panchina”.

Rifacendosi alla tradizione delle maestranze napoletane rende come leitmotiv dell'evento, il recupero della memoria storica, tramandando le tradizioni delle arti campane e intraprendendo un nuovo iter verso l'innovazione. Vesuvius si ripropone quindi di creare una sinergia tra il folclore del passato e il moderno glamour, trovando il giusto connubio tra i due mondi con un designer contemporaneo.

Per l’occasione la storica Maison “M. Cilento & F.llo”, fondata a Napoli nel 1780, ha concesso a “Vesuvius fiori di Corallo” i suoi tessuti cravatta in Twill di pura seta per la prima volta per un abito sartoriale da donna confezionato da “Mani di Fata” di Anna Maria Di Leva. Modelle per un giorno donne lavoratrici e studentesse che sfileranno indossando anche abiti con i preziosi tessuti di San Leucio e a fantasia che richiamano la tradizionale riggiola partenopea, dedicati ai magnifici luoghi marini della Regione Campana.

Il tutto impreziosito dalle borse artigianali di Delù, della famiglia De Laurentiis e i gioielli di manifattura orafa “Lovely Life By Carmen Gioielli” di Rita Esposito. Il defilè avrà come colonna sonora la canzone classica napoletana con la direzione musicale di Carlo e Salvatore Simeoli di Kartel Studio. Partner della serata la giovane imprenditrice Martina Cardone dello showroom “Ellis”.

«Le donne sono tutt’altro che in panchina – dichiara Ginevra Giannattasio - anzi le donne si sostengono, si aiutano, si confidano, e, quando fanno squadra sono super». Il progetto “Donne in panchina”, supportato dalla campagna di crowdfunding sulla piattaforma Meridonare, nasce nel 2016 ad iniziativa della Consigliera della Municipalità 5 Arenella Vomero Cinzia Del Giudice per sensibilizzare contro la violenza sulle donne, ed ha visto realizzare una serie di progetti per le panchine del territorio da parte delle allieve dell’Accademia delle Belle Arti guidate dalla professoressa Maria Cristina Antonini.

Durante la serata un focus sul progetto #IoRestoANapoli, piattaforma web che mira a promuovere l’occupazione giovanile in Campania nel campo dell’alta sartoria napoletana, dell’artigianato partenopeo con lo scopo di riportare alla luce la memoria storica della tradizione.

A sostenere il progetto tanti artisti che si esibiranno in un concerto come il soprano Linda Airoldi del Teatro San Carlo, la tammorra di Romeo Barbaro e il pianoforte di Lucia Piatto.

10:15 25/05

di Redazione

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Il libro di Antonio Tessitore a Casa don Diana

CASAL DI PRINCIPE. È stato presentato a Casal di Principe, a Casa don Diana, il libro "La mia vita senza parole" scritto da Antonio Tessitore, ammalato di Sla da oltre 15 anni, con il giornalista del "Roma" Mario Pepe. A discuterne, moderati dalla giornalista Alessandra Cappabianca, il coordinatore del Comitato Don Diana, Valerio Taglione: il direttore dell'Uoc Malattie respiratorie dell'Azienda dei Colli-Monaldi, Giuseppe Fiorentino; la psicoterapeuta Emilia Di Lello.

19:27 24/05

di Redazione

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Università Parthenope, primo master dedicato alla tutela del mare

L’Università degli Studi di Napoli “Parthenope” presenterà la prima edizione del Master di I livello su “Gestione strategica delle risorse ittiche e prevenzione delle condotte illecite” il giorno 25 maggio 2018 ore 10:30, presso Palazzo Pacanowski in Via Generale Parisi, 13 a Napoli – sede del Dipartimento di Giurisprudenza – all’interno di un workshop dove si illustreranno le tematiche e le linee programmatiche e progettuali del Master stesso.

Il Master viene realizzato in Convenzione con la Fondazione YMCA Italia Onlus, che da anni è impegnata sulla tematica della sostenibilità e valorizzazione della risorsa ittica dal mare al piatto, con particolare riferimento alla lotta alla pesca illegale, nasce nel 2012 per  volontà della Federazione italiana YMCA  (Ente Morale) al fine di creare una struttura dedita ad attività di solidarietà sociale, di diffusione e di supporto delle iniziative YMCA non solo a livello nazionale, ma anche su scala internazionale.

La YMCA, acronimo di Young Men Christian Association – Nobel per la Pace nel 1946, si adopera da sempre per i grandi cambiamenti sociali, affrontando le problematiche che affliggono le persone in tutto il mondo. Questioni quali il razzismo, la discriminazione, la pace, i giovani a rischio e la disoccupazione sono affrontati in maniera creativa e diretta in risposta alla crescente modernizzazione, al consumismo ed alla frammentazione.

Il Direttore del Master, Prof. Alberto De Vita, professore ordinario di diritto penale del Dipartimento di Giurisprudenza, modererà l’incontro a cui parteciperanno, oltre i referenti della Fondazione YMCA, importanti esperti del settore e autorevoli esponenti istituzionali.

Il Master pluridisciplinare, grazie alla fitta rete di stage messi a disposizione, costituirà un’importante opportunità d’ingresso nel mondo del lavoro.

19:04 24/05

di Redazione

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Pionieri dello sci, domenica la cerimonia

ROCCARASO. Si terrà domenica 27 maggio a Roccaraso la cerimonia commemorativa dei pionieri dello sci locale che a partire dagli anni ’20 del secolo scorso hanno dato vita alla tradizione invernale abruzzese. Un luogo in passato ed ancora oggi frequentato da molti napoletani sia in estate sia durante la stagione sciistica. L’intera iniziativa, durante la quale sarà apposta una targa commemorativa, prenderà il via alle ore 17 con la celebrazione della Santa Messa e poi proseguirà presso la Sala del Consiglio comunale. All’evento parteciperà il sindaco di Roccaraso, Francesco di Donato, e sono attesi anche esponenti abruzzesi delle istituzioni e dello sport. A testimonianza del legame tra la località appenninica e Napoli, per la manifestazione sono stati invitati anche i vertici della Federazione Italiana Sport Invernali della Campania.

FOTOGALLERY

L’iniziativa nasce grazie a Ugo Del Castello, residente nella località abruzzese, che ha realizzato il testo “Storie di neve a Roccaraso. Due primati certi e inconfutabili”. Si tratta di un racconto che, attraverso specifiche ricerche, testimonia che a Roccaraso nel 1929 si sono tenute in assoluto le prime gare di sci alpino e nel 1931 è nata la prima scuola italiana di sci alpino fondata dai fratelli Ferdinando e Renato Valle e Paolino Pompanin. «In quegli anni di sviluppo dell’attività sciistica – racconta Del Castello – fu fondamentale anche il contributo di un gruppo di napoletani. Inizialmente si recavano sulle Dolomiti per sciare, poi per una questione di maggiore comodità portarono sulle nostre montagne i maestri ampezzani. Così iniziò tutto. Diversi gli sciatori napoletani che partivano col mitico treno delle 0.40, che poi arrivava al mattino in montagna, per godersi una giornata di sci. Si ricordano in particolare Emilio Buccafusca, Mario Corona, Gianni Scapagnini, Edoardo Ruggiero, Giuseppe Ciaccia, Gianni e Renato Perez, Pinotto Coci, Salvatore  Del  Fico, Mario Morace, Antonio Castellano, Vieri Rombo, Umberto Palazzo, Raffaele Granito, Demo Rezzica, Massimo D’Asta e Vittorio Gallipoli». Un primato che inorgoglisce la comunità roccolana e che allo stesso tempo salda ancor di più il rapporto con la nostra città. «I napoletani – continua Del Castello – hanno avuto un ruolo fondamentale per lo sviluppo della nostra località. Ancora oggi c’è un legame forte. Roccaraso è la montagna di Napoli. Questi primati li ho ricostruiti attraverso attente ricerche. A Roccaraso sono venuti a sciare anche importanti esponenti politici di quel tempo. L’Istituto Luce ha dei filmati dell’epoca, ma anche sul quotidiano “Roma” degli anni ’20 e ’30 ho trovato tracce delle nostre iniziative sciistiche grazie all’impegno di giornalisti appassionati di neve».

 

17:50 24/05

di Marco Altore

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