Martedì 11 Dicembre 2018 - 7:54

“Sinfonie in Sal Maggiore”, Da Vinci torna all’Augusteo

di Mimmo Sica

NAPOLI. “Sinfonie in Sal maggiore” è il viaggio nella musica che Sal Da Vinci (nella foto) manderà in scena da venerdì 16 fino a domenica 25 marzo. Con lui sul palco 50 musicisti diretti dal maestro Adriano Pennino. La regia è di Marco Carniti.
Sal in che senso questo spettacolo è un “viaggio”?
«È un sogno della mia vita che si realizza. Sono partito dall’idea di rappresentare come si è formata nel tempo la nostra cultura. Attraverso il mare siamo stati conquistati e colonizzati. Attraverso il mare siamo stati contaminati da tradizioni, consuedudini, costumi, culture insomma di diversi popoli ed etnie. Attraverso il mare ciascuno di noi trova calma, spiritualità e senso di libertà. Io trovo tutto questo attraverso il mare che, con un viaggio, idealmente mi riporta da Napoli a New York, dovo sono nato».
In che chiave va letto il suo lavoro?
«Ho voluto portare al pubblico che mi segue e che mi sostiene da sempre una cosa diversa dalle altre sia per quanto riguarda la drammaturgia che per il mio stile interpretativo che è differentre e del tutto nuovo. Ho messo insieme un’orchestra di 50 musicisti, tutti rigorosamente campani, diretti dal maestro Adriano Pennino Così si faceva una volta e sentiremo una musica interamente modulata dall’uomo attraverso strumementi autentici completamente avulsi da ogni contaminazione tecnologica».
Quale è l’ambientazione?
«Tutto si svolgerà all’interno di una nave da crociera. Un mondo galleggiante dove si incontrano persone di ogni razza e nazionalità. Ognuno crede di fare il giro del mondo ma alla fine metaforicamente ciascuno fa il giro intorno al buffet. Ho voluto dare un “assaggio” della parte scherzosa dello spettacolo che contiene momenti di grande liricità. Mi riferisco, in particolare, al bellissimo monologo interpretato in maniera maiuscola da Floriana De Martino. Si chiama “Al di là del mare” ed è il racconto del dramma di tante donne maltrattate che non ce la fanno a “saltare il recinto” per vivere una vita migliore e dignitosa. È un messaggio forte che ho voluto dare perché oggi, contrariamente a quanto avveniva per il passato, queste navi raccontano solo il bello del viaggio, la spensieratezza e l’allegria, ma non si esaurisce tutto qui. Nella realtà ci sono testimonianze ed esperienze di vita con contenuti importanti su cui la gente deve riflettere».
Ci saranno anche riferimenti a personaggi famosi?
«Racconto la bellezza di icone mondiali come Renato Carosone che continua a vivere nel mio cuore in lungo e in largo. L’ho associato a Frank Sinatra, un altro grande di genitori italiani. Interpreterò un suo pezzo importante e per la prima volta canterò in inglese perché comunque resto uno scugnizzo».
Quali canzoni sentiremo?
«Non anticipo nulla, perché deve essere una sorpresa per tutti. Poi mi rimetterò al giudizio del pubblico. Dico solo che partiremo dall’eterna “Santa Lucia” e approderemo ai piedi della statua della Libertà». 
Chi compone “l’equipaggio”? 
«Il capitano è Gianni Parisi. Poi Floriana De Martino, Ciro Villano, che ha scritto la sceneggiature con me, e mio figlio Francesco. È un equipaggio sgangherato e comico. Gli attori faranno frequenti incursioni con sketch che si ispirano ai gran varietà degli anni d’oro del teatro e della televisione, senza rinunciare al gusto di raccontare temi profondi e scomodi come l’emigrazione di ieri, di oggi e di sempre, visto che i grandi argomenti, come la bellezza della musica, sono sempre attuali. Con loro due ballerini: Sara Grethe e Patrick King, che è anche un valente coreografo». 
A questo proposito, quale è la coreografia? 
«Non ci sono coreografie spettacolari perché ho voluto una cosa più morbida, più sensuale, un po’ più da piuma. Abbiamo dato più importanza all’orchestra e alle canzoni, a un repertorio internazionale caratterizzation dalla “leggerezza”». 
E la scenografia? 
«Le scene sono molto emozionanti. Sarà fantastico entrare in platea accolti dalla “benevola” tensione che crea l’orchestra. Lo spettatore sarà catapultato nel salone delle feste di una nave da crociera dove tutti corrono a chiedere informazioni su questo “teatro”». 
C’è anche un taglio autobiografico?
«Mi piace raccontarmi e parlo un po’ della mia vita sempre sospesa tra Napoli e New York. Insomma in questo spettacolo sono un pendolare di sogni».
Dopo l’Augusteo dove porterà lo spettacolo? 
«Ci fermeremo e lo riprenderemo nella prossima stagione».

13:43 14/03

di Redazione

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