Martedì 13 Novembre 2018 - 3:38

Bagnoli, i residenti portano in tribunale l'Autorità portuale

Dopo piazza San Domenico Maggiore, anche nell'area flegrea citazioni contro il Comune per la movida

NAPOLI. Non solo la richiesta, già partita, di risarcimento danni nei confronti del Comune dei residenti di piazza San Domenico. Sono pronte altre due citazioni dei cittadini che lottano contro la movida molesta. Una da parte dei residenti di piazza Bellini ed un altra da quelli di Bagnoli. E in particolare quest’ultima avrà un risvolto particolare. Già perché i residenti dell’area flegrea non porteranno in tribunale soltanto Palazzo San Giacomo, ma pure l’Autorità portuale. A svelarlo è il presidente del comitato per la quiete pubblica e la vivibilità cittadina, che riunisce i vari comitati di residenti, Gennaro Esposito ì. Ex consigliere comunale e avvocato, Esposito porterà le istanze dei residenti in tribunale. L’Autorità Portuale sarà citata in giudizio dai residenti perché «ha consentito una trasformazione ad alcune strutture  che hanno la concessione per attività balneari ad uso elioterapico» spiega Esposito. Trasformazione in cosa? Nelle discoteche che tolgono il sonno e contro cui i residenti di Bagnoli combattono ormai da anni. Saranno circa venti i residenti dell’area flegrea che porteranno in tribunale Comune di Napoli e Autorità Portuale con la richiesta di risarcimento danni. Un altra decina di residenti, invece, adiranno le vie legali contro il Comune nella zona di piazza Bellini. In 19 l’hanno già fatto a piazza San Domenico. Insomma, un totale di più di 50 cittadini che porteranno in tribunale l’amministrazione per la “movida molesta”. L’obiettivo è ripetere quello che hanno fatto per primi due residenti di Brescia che hanno spillato all’amministrazione comunale lombarda circa 50mila euro proprio per non aver messo un freno alla movida. Successivamente anche i tribunali di Como e Savona hanno dato ragione ai residenti della zona che hanno svolto lo stesso tipo di ricorso contro le rispettive amministrazioni comunali. In particolare, come si legge nella citazione già presentata dai residenti di piazza San Domenico, i ricorrenti chiedono il risarcimento per il «danno derivante dal mancato intervento da parte del Comune di Napoli per le immissioni intollerabili nelle loro abitazioni provoca una lesione del diritto costituzionale alla salute ed al normale svolgimento della vita familiare all’interno della propria abitazione ed al diritto alla libera e piena esplicazione delle proprie abitudini di vita quotidiane tutelati anche dall’art.8 della Convenzione Europea dei Diritti dell’uomo».

 

19:00 12/07

di Dario De Martino


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