Martedì 23 Ottobre 2018 - 20:12

Polveriera San Giovanni-Mercato, dopo le "stese" adesso è psicosi

Raffica di allarmi dopo le ultime sparatorie nei fortini delle cosche

NAPOLI. Un paio di giorni di tregua non cancellano le preoccupazioni degli investigatori per l’escalation di violenza tra Napoli Est e il quartiere Mercato con “stese” a ripetizione. Ricominciano a verificarsi falsi allarmi, a dimostrazione del clima di tensione che vivono gli abitanti in particolare di alcune zone: le Case Nuove, il corso San Giovanni a Teduccio e il rione Villa. Luoghi in cui maggiormente sono entrati in azione i pistoleri dei clan in guerra. I Mazzarella e i Rinaldi. 

Intanto da San Giovanni a Teduccio i forti contrasti Rinaldi-Mazzarella (con l’aggiunta dei Reale e i Formicola da un lato e dei D’Amico-“Gennarella” dall’altro con l’incognita dei Silenzio) ha contagiato il Mercato e rischia di trasferirsi anche alla zona della Stazione Centrale e a Forcella. Un po’ come avvenne, sperando di no, agli inizi degli anni Duemila con la faida Contini-Mazzarella che diventò in breve tempo Alleanza di Secondigliano contro la maggior parte degli altri clan di Napoli. Scenari ipotetici ma che partono da un dato di fatto inconfutabile: negli ambienti di camorra partire in quarta è molto facile, fermarsi è difficile. Al momento San Giovanni a Teduccio (non Barra e Ponticelli, quartieri che pure fanno parte del comprensorio) e il Mercato (in particolare le Case Nuove) sono nella morsa della criminalità organizzata nonostante polizia e carabinieri abbiano messo a segno colpi importanti contro le cosche. Ma forse il punto è proprio questo: tolti dalla circolazione i capi, luogotenenti e gregari saliti di grado sono diventati malavitosi difficili da controllare e soprattutto dotati di poco self control. Per cui le pistole hanno ricominciato a fare rumore.

Tra San Giovanni a Teduccio e le Case Nuove gli elementi comuni sono molteplici, a cominciare dal predominio degli affari illeciti perennemente in bilico tra i Rinaldi, che hanno in zona un gruppo sostanzialmente autonomo ma affiliato, e i Mazzarella. Per un lungo periodo il reggente di questi ultimi, alleati storicamente dei Sarno di Ponticelli, fu Salvatore Maggio, che poi formò un proprio clan appoggiandosi agli altri. Ne scaturì una guerra lampo, conclusa con l’arresto del pregiudicato e la sua celta di collaborare con la giustizia. Ora i contrasti stanno emergendo nuovamente perché la fragile tregua tra i Rinaldi e i Mazzarella si è rotta alla fine dell’anno scorso. Da allora è stato un susseguirsi di attentati e intimidazioni, compresa la bomba-carta che il 3 dicembre (5 giorni prima) era esplosa in via Padre Ludovico da Casoria danneggiando il balcone dell’abitazione di Antonio Caldarelli, 70enne capostite della famiglia alleata dei Rinaldi. Ma soprattutto, sono state una quindicina le sparatorie su un fronte e sull’altro, con un bilancio che comprende anche un morto e un ferito: Antonio Perna, dilaniato da un ordigno che lui stesso trasportava per piazzarlo sotto casa dei De Matteo, e Giovanni Salomone, vittima di un agguato in corso Protopisani ad aprile scorso.

 

18:36 12/06

di Franca Siga


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