Domenica 27 Maggio 2018 - 21:39

Tragica rapina, caccia ad altri due della gang. Polemica politica dopo tweet di un candidato Pd

Commerciante indagato, domani la decisione del giudice su omicidio colposo o volontario

FRATTAMAGGIORE. Saranno decisive le valutazioni del pm della Procura di Napoli Nord, sulla scorta dei rilievi effettuati ieri sul posto dalla polizia, sulla decisione in merito all'iscrizione nel registro degli indagati del gioielliere che ieri a Frattamaggiore ha esploso il colpo di arma da fuoco che ha ucciso Raffaele Ottaiano (a terra il corpo senza vita), che insieme ad altre due persone ha tentato di rapinare la gioielleria Corcione in corso Durante. Appare inevitabile l'iscrizione nel registro degli indagati per omicidio, mentre è ancora da definire se l'ipotesi sia di omicidio volontario o di omicidio colposo. Dipenderà dalle valutazioni sul comportamento del gioielliere che, a quanto si apprende, non era all'interno dell'esercizio commerciale ma al piano di sopra, dove si trova la sua abitazione, e da qui sarebbe sceso in strada esplodendo un colpo di arma da fuoco in direzione di uno dei tre rapinatori, uccidendolo. Un secondo rapinatore è stato bloccato da un ispettore di polizia libero dal servizio, mentre il terzo è riuscito a fuggire. L'iscrizione nel registro degli indagati per il gioielliere sarà formalizzata domani dalla Procura di Napoli Nord, con sede ad Aversa (Caserta) e competente sul territorio di Frattamaggiore. 

Intense, quindi, le indagini della polizia per identificare gli altri due componenti della banda. Oltre ai tre rapinatori a bordo di scooter, infatti, nei pressi della gioielleria, è stata notata una quarta persona che parlava al cellulare. L'ispettore di polizia era in compagnia di un amico quando ha notato due scooter, con a bordo tre persone, che da via Camillo Benso Conte di Cavour sfrecciavano a forte velocità in direzione del corso Durante, facendo uso anche dei segnali acustici. Da poliziotto con esperienza professionale operativa, in quanto un tempo ha svolto servizio presso la sezione Falchi della Questura di Napoli, ha subito capito che i tre stavano per compiere un reato. Dopo pochi minuti, infatti, ha notato un fuggifuggi tra le persone che in quel momento affollavano il corso Durante e, correndo in direzione della gioielleria, ha imposto più volte l'alt polizia al 28enne. 

Lauro, che indossava dei guanti in lattice, aveva posizionato lo scooter in maniera trasversale alla carreggiata in modo da non far passare alcun veicolo, pronto per la fuga. Anche l'esplosione di alcuni colpi d'arma da fuoco in aria a scopo intimidatorio, non hanno dato l'effetto sperato: ne è nata una colluttazione tra il poliziotto ed il rapinatore che, caduto a terra, non ha esitato a puntare l'arma che impugnava, una pistola Beretta modello 92 SB parabellum, con colpo in canna e matricola abrasa, al volto dell'ispettore. L'ispettore è riuscito a disarmare il 28enne, bloccandolo a terra e, in quello stesso momento, il poliziotto si è accorto della presenza del corpo sul selciato di un giovane, poi identificato per Raffaele Ottaiano, 26enne di Caivano, ucciso dal gioielliere. Nel frattempo sul posto sono intervenuti gli agenti della sezione volanti che hanno recuperato due sacchi, all'interno dei quali erano custoditi monili ed oggetti in oro, razziati all'interno della gioielleria. Sequestrati i due motorini, usati dalla banda, e le due pistole, quella del rapinatore arrestato e quella del rapinatore colpito dal gioielliere, del tipo a tamburo calibro 38. 

Intanto fa scalpore un tweet di un candidato del Pd e si scatena il dibattito sulla legittima difesa. "Uno in meno. Complimenti al gioielliere e al poliziotto fuori servizio". È questo il tweet del candidato alla Camera del Pd Emilio di Marzio. Immediato il commento: "Quando vi dicevo che il PD oramai parla come la destra, come in questi giorni per Macerata, non stavo esagerando, stavo sottovalutando": ha scritto su Twitter Arturo Scotto (Leu).  «Imputare il gioielliere che ha sparato al rapinatore non sta nè in cielo nè in terra, lui stava facendo il suo lavoro. Totale solidarietà al gioielliere, non esiste l'eccesso di legittima difesa, deve essere l'utlima possibilità ma se la mia vita o quella dei miei figli è a rischio devo difendermi», ha invece commentato Matteo Salvini.

16:39 11/02

di Redazione


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