Domenica 24 Giugno 2018 - 7:24

Verde negato, dopo sei anni di lavori il parco non riapre

Cancelli chiusi ai Camaldoli. E a Secondigliano la vicenda del parco San Gaetano Errico ha fatto più volte gridare allo scandalo

NAPOLI. La vicenda del parco San Gaetano Errico, uno dei pochi polmoni verdi di Secondigliano, ha fatto più volte gridare allo scandalo. Da diversi mesi tra le associazioni e i cittadini della zona monta la protesta contro il Comune di Napoli e contro la gestione del parco. Pochi mesi fa palazzo San Giacomo, dopo l’ennesimo caso di voragini che si erano aperte nei vialoni della struttura, era intervenuto con massicci getti di cemento che dovevano servire a “tamponare” l’emergenza. In realtà il problema – e l’apertura di nuove voragini – è stato solo rimandato di qualche settimana. Da giorni si segnala la presenza di buche sul selciato. Buche che si affiancano a mini avvallamenti che non fanno presagire niente di buono per il futuro a breve termine del parco. I problemi del polmone verde di Secondigliano, però, non si limitano alla sola presenza dei famigerati avvallamenti. Più in generale – come più volte denunciato dal Laboratorio di Riscossa Secondiglianese – la struttura è in condizioni di scarsa efficienza e funzionalità. L’illuminazione pubblica non è mai stata ripristinata e quindi, per questioni di sicurezza, il parco viene chiuso al primo calar della sera, lasciando centinaia di ragazzi senza alcun luogo dove giocare. «Circa tre mesi fa – spiega Michele Somma, vice presidente del Larsec – il parco fu chiuso per permettere al Comune di rifare i vialetti che presentavano buche e avvallamenti. In realtà l’intervento è consistito in una semplice colata di cemento che ha tamponato il problema ma non lo ha risolto alla base. È ormai assodato – prosegue – che non si tratta di avvallamenti dovuti al pessimo stato della pavimentazione, ma che si tratta di infiltrazioni che vengono dalle tubature idriche sotterranee. Se non si procederà ad un intervento radicale non si farà altro che spendere soldi inutilmente per tamponare un problema che si ripresenterà in futuro». Sulla questione legata agli orari di chiusura Somma prosegue: «Nel periodo invernale il buio cala intorno alle 17. Questo significa che per quasi metà giornata il parco resta chiuso e centinaia di ragazzi restano fuori. Crediamo che sia necessario intervenire per mettere nuovamente in funzione l’illuminazione pubblica – l’affondo del numero due dell’associazione secondiglianese – perché è impensabile avere un parco pubblico e non poterlo utilizzare perché il Comune non si decide a intervenire sull’impianto elettrico». 

RACCOLTA DI FIRME. Negli scorsi mesi i cittadini di Secondigliano hanno dato il via ad una raccolta firme. Centinaia di cittadini hanno chiesto al sindaco de Magistris maggiore attenzione per il parco San Gaetano Errico. Ad oggi – complice la disastrosa situazione delle casse comunali – niente sembra essere in cantiere. «Nel parco c’erano delle fontanine – ricorda Michele Somma – togliere la sorveglianza all’interno del parco è stato un vero disastro. Le fontane venivano vandalizzate di continuo, quindi hanno pensato bene di toglierle del tutto». 

GUANTAI AD ORSOLONE. Situazione diametralmente opposta nel parco pubblico di via Guantai ad Orsolone. Qui il polmone verde non è stato mai riaperto nonostante i fondi utilizzati per il suo recupero. «Dopo anni di lavoro e dopo promesse su promesse il parco di via Guantai ad Orsolone è ancora chiuso. La politica sembra disinteressarsi del futuro di questa area verde e i fondi investiti non sono praticamente serviti a nulla. Per procedere alla riapertura del parco bisognerà nuovamente investire perché lo stato di abbandono è tale da compromettere anche i lavori fatti negli ultimi anni». È la denuncia del consigliere dell’VIII Municipalità Salvatore Passaro che, da diversi mesi, ha avviato una vera e propria battaglia. I lavori di rifacimento della struttura, durati sei lunghi anni, hanno visto la loro naturale conclusione solo nel marzo del 2017. Alla conclusione dei lavori, però, non ha fatto seguito la riapertura al pubblico. Alla base della mancata apertura – come più volte ribadito dal Comune – le difficoltà legate ad ottenere l’allaccio elettrico nelle strutture adibite ad ospitare i custodi e le ancora più note difficoltà a reperire personale di guardiania. Lo scorso mese di ottobre l’assessore al Verde di palazzo San Giacomo Maria d’Ambrosio, nel corso di un sopralluogo, aveva annunciato il suo impegno per la conclusione dell’iter burocratico e tecnico con Enel. La vicenda sembrava ad un passo dalla risoluzione ma poi è arrivato il nuovo deludente stop. «A Scampia – prosegue Passaro – ci sono unità inutilizzate di lavoratori socialmente utili. Si potrebbe utilizzare quel personale per riaprire il parco. Nonostante tutto – continua ancora il consigliere – non si potrà aprire a breve. In alcune parti l’erba è completamente secca, le condutture idriche hanno risentito delle gelate e del mancato utilizzo e sono da revisionare».

16:18 13/01

di Antonio Folle


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