Sabato 18 Novembre 2017 - 1:58

Test di Medicina, pioggia di ricorsi a Napoli

NAPOLI. Una vera e propria fiumana di gente si è riversata ieri pomeriggio all’interno dell’aula conferenze dell’hotel Ramada per prendere parte alla tappa partenopea del “Tour dei Diritti” lanciato dall’avvocato palermitano Francesco Leone. Circa 400 persone hanno partecipato all’incontro-dibattito che ha gettato le basi per i futuri ricorsi che saranno presentati al Tar per il test di Medicina 2017. Anche quest’anno le denunce e le segnalazioni da parte degli studenti di brogli, irregolarità e difformità nei test somministrati sono state tantissime. In una particolare classifica stilata dagli stessi studenti, l’Università Federico II di Napoli è sul podio degli atenei dove si sono verificate il maggior numero di irregolarità, preceduta da La Sapienza di Roma e seguita dall’Università degli studi di Catania. Nel corso dell’incontro l’avvocato Leone ha ascoltato le testimonianze degli studenti partenopei ed ha illustrato la strategia d’azione per consentire ai tanti esclusi - circa 50mila in tutta Italia - di poter ricorrere contro quella che il legale siciliano classifica come una «violazione del diritto allo studio». 

Universiadi 2019, Lotti: «Ritardi, ora lavoro di squadra». De Luca: «Norma tipo Expo»

NAPOLI. Il tempo stringe, il ritardo c’è. E per questo serve una norma ad hoc. Nel sopralluogo allo stadio Collana, a tenere banco è l’argomento-Universiadi 2019. Il ministro dello Sport, Luca Lotti, ammette che «siamo un po’ in ritardo, ma proprio per questo ci siamo riuniti ed abbiamo fatto un buon lavoro di squadra. Lo testimonia la riunione per mettere a punto una norma allo scopo di aiutare la realizzazione delle Universiadi». ma occorre fare presto, come incalza il governatore campano Vincenzo De Luca. «Bisogna avere una riduzione dei tempi di realizzazione di tutti gli appalti perché con la procedura ordinaria non riusciremo a concludere le opere entro la primavera 2019. Occorre una normativa nazionale ad hoc sul modello Expo da sottoporre all’Anac». Lotti raccoglie la richiesta e lancia la proposta di un sistema «normativo che può prevedere un eventuale commissario. A tal proposito stiamo lavorando col Coni. L’obiettivo è realizzare ogni cosa velocemente ed a norma».

Eav, offesa a Troisi e Noschese: imbrattati i murales a San Giorgio

NAPOLI. Imbrattati i murales con i volti di Massimo Troisi, Totò e Alighiero Noschese nelle stazioni della Circumvesuviana di Napoli Piazza Garibaldi, San Giorgio a Cremano e San Giovanni. Un "vero e proprio raid teppistico militare", lo definisce Umberto De Gregorio, presidente di Eav, la holding dei trasporti della Regione Campania che gestisce la Circumvesuviana e che aveva inaugurato poco tempo fa le opere di street art oggi "imbrattate, vandalizzate, deturpate senza motivo, senza apparente giustificazione". Secondo De Gregorio "amministrare Eav non vuol dire soltanto amministrare un'azienda di trasporto. Vuol dire combattere una guerra di civiltà contro i barbari che ogni giorno, in forme diverse, saccheggiano le nostre 150 stazioni e i nostri treni. Puliamo i muri e ci scrivono sopra, mettiamo le panchine e le distruggono, mettiamo le emettitrici dei biglietti automatiche e le scassano. È una guerra. Ma non abbiamo alcuna intenzione di arrenderci. Anzi, andiamo avanti sempre più decisi e convinti".

Pedofilia, il Papa: «Non firmerò mai richieste di grazia»

Papa Francesco non firmerà mai richieste di grazia nei confronti di preti che si macchiano di pedofilia. Lo ha detto lui stesso nel discorso a braccio alla Pontificia Commissione per la tutela dei minori. Il Pontefice, come dà conto il Sir, parlando dell'iter dei casi di abusi, è arrivato a trattare la richiesta di grazia al Papa. "Io non ho mai firmato una di queste e mai le firmerò - ha affermato - . Io non firmo le sentenze". Il Papa ha citato "un solo caso" in cui si è trovato a mettere la sua firma: "C'erano due sentenze, era l'inizio: un sacerdote della diocesi di Crema. La sentenza del vescovo era buona, prudente, toglieva tutti i ministeri ma non lo stato clericale. Io ero nuovo, non capivo bene queste cose, e davanti alle due ho scelto la più benevola, ma dopo due anni lui è ricaduto: è stata l'unica volta che l'ho fatto, non lo farò mai più".

"La Chiesa è arrivata un po' tardi" sulla pedofilia, ha denunciato. "Non è stato facile cominciare questo lavoro: avete dovuto nuotare controcorrente", ha detto Bergoglio. "La Chiesa è arrivata un po’ tardi, - la denuncia del Papa - e quando la coscienza arriva tardi, i media risolvono il problema e anche arrivano tardi".

 

"Sono consapevole di questa difficoltà, ma è la realtà", ha proseguito Francesco: "Siamo arrivati in ritardo. Forse l’antica pratica di spostare la gente per fronteggiare il problema ha addormentato un po’ le coscienze".

"Ma grazie a Dio il Signore ha suscitato 'uomini profeti' nella Chiesa. Uno è il cardinale", ha detto il Papa rivolgendosi al card. Patrick O’Malley, alla guida della Commissione. O' Malley, ha detto il Papa, "ha coinvolto altri e ha cominciato questo lavoro di far salire il problema alla superficie e vederlo in faccia. Il cardinale ha cominciato a parlare con le parole di Gesù sui bambini".

"Per il momento risolvere il problema degli abusi deve essere competenza della Congregazione per la Dottrina della Fede", ha detto il Papa. Il Pontefice, parlando a braccio, ha indicato "la strada da continuare con il nostro lavoro: nostro, perché è la Commissione, ma dentro la Santa Sede e con il Papa". "Alcuni chiedono che vada direttamente alla Rota e alla Segnatura, al sistema giudiziale della Santa Sede. Ma in questo momento il problema è grave, è grave chealcuni non hanno preso coscienza del problema", ha denunciato ancora.

Il Papa ha ammonito sulla necessità che "tutta la Chiesa prenda coscienza del problema. Ma ci sono tanti casi che non avanzano, non vanno avanti: questo è vero'', ha ammesso il Papa. Che ha spiegato che nel dicastero pontificio "si sta cercando di prendere più gente che lavori nella classificazione dei processi: operai che classificano, studiano i dossier".

Papa Francesco, incontrando poi la Commissione parlamentare Antimafia in Vaticano, ha chiesto la massima tutela per chi si espone a gravi rischi denunciando le violenze di cui è testimone. "Non si può dimenticare che la lotta alle mafie passa attraverso la tutela e la valorizzazione dei testimoni di giustizia, persone che si espongono a gravi rischi scegliendo di denunciare le violenze di cui sono state testimoni. Va trovata una via che permetta a una persona pulita, ma appartenente a famiglie o contesti di mafia, di uscirne senza subire vendette e ritorsioni", ha ammonito Bergoglio. "Sono molte le donne, soprattutto madri, - dice - che cercano di farlo, nel rifiuto delle logiche criminali e nel desiderio di garantire ai propri figli un futuro diverso. Occorre riuscire ad aiutarle, nel rispetto, certamente, dei percorsi di giustizia, ma anche della loro dignità di persone che scelgono il bene e la vita".

Boldrini e i rappresentanti del G7 tra i vicoli del Centro Storico

Visita nel centro storico di Napoli, patrimonio dell'Unesco, per la presidente della Camera, Laura Boldrini, e la delegazione dei presidenti delle Camere basse del G7, nel capoluogo partenopeo per una due giorni che si completerà con una colazione a Villa Rosebery, ospiti del capo dello Stato Sergio Mattarella, e un'escursione agli scavi di Pompei, nel pomeriggio. Il folto gruppo di illustri ospiti ha passeggiato, per circa tre ore, nel cuore antico della città, visitando monumenti storici e attraversando le strade più caratteristiche della città partenopea. La mattinata ha avuto inizio, poco dopo le 9, in piazza San Domenico Maggiore. Poi, a piedi, le delegazioni hanno raggiunto la cappella San Severo del principe Raimondo di Sangro, dove hanno potuto ammirare la scultura del Cristo Velato, opera di Giuseppe Sammartino. La presidente Boldrini e gli ospiti si sono poi spostati in via dei Tribunali, dove passanti e turisti si sono fermati incuriositi a scattare fotografie. Boldrini a San Gregorio Armeno ha ricevuto un corno portafortuna in regalo. I presidenti dei parlamenti europei dei Paesi G7 hanno visitato il centro storico del capoluogo partenopeo e hanno visitato la chiesa di Santa Chiara, la via dei presepi, ovvero San Gregorio Armeno, e alcuni dei palazzi storici.

Ischia, proclamato lo stato d’emergenza. Mattarella sull’isola

"Siamo qui per aiutarvi". È quanto assicura il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, agli abitanti di Casamicciola, il comune di Ischia colpito dal terremoto del 21 agosto. Nel corso della visita sull'isola il capo dello Stato ha incontrato gli sfollati che hanno chiesto aiuto alle istituzioni. Il presidente Mattarella, accompagnato dal presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, dal prefetto Carmela Pagano e dal capo della Protezione Civile Angelo Borrelli, ha preso un caffe' nello storico bar "Calise" di Casamicciola Terme, ha ringraziato i soccorritori e le forze dell'ordine e ha visitato il Centro Operativo Misto.​

 Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Paolo Gentiloni, ha deliberato la dichiarazione dello Stato di emergenza a causa dell'evento sismico che lo scorso 21 agosto ha colpito l'isola di Ischia. I comuni interessati, si legge nella nota di Palazzo Chigi, sono Casamicciola Terme, Forio e Lacco Ameno. Per l'attuazione dei primi interventi, nelle more della ricognizione dei fabbisogni effettivi, in seguito alle stime elaborate dal Dipartimento della protezione civile, sono stati stanziati 7 milioni di euro, posti a carico del Fondo per le emergenze nazionali.

 "L'arrivo di Mattarella previsto per oggi dimostra una grande attenzione da parte dello Stato, e' un fondamentale segnale di fiducia nei confronti di chi e' stato colpito dal terremoto". Cosi' a Il Velino, Vito Iacono, Capogruppo consiliare del comune di Forio, commentando la visita del presidente della Repubblica prevista ad Ischia per le 16.30. Il Capo dello Stato fara' tappa a Casamicciola e Lacco Ameno, zone maggiormente danneggiate dal sisma. "Temevamo che con il passare dei giorni l'attenzione su cio' che e' accaduto potesse scemare. Ischia non va dimenticata - ha ribadito - al di la' delle polemiche e di eventuali responsabilita' da verificare, l'isola va supportata. E soprattutto bisogna pianificare e ricostruire evitando le zone a rischio. Non possiamo dimenticare che anche l'ultimo terremoto di 140 anni fa si e' verificato proprio a Casamicciola. Il problema non e' la legge contro l'abusivismo ma il definire norme di buon senso: se a distanza di anni la scossa sismica colpisce sempre la stessa area, non si puo' pensare di edificare ancora". Aspre critiche ci sono state anche a causa di una errata rilevazione dell'entita' del sisma: "E' necessaria - ha spiegato - una immediata riattivazione dell'Osservatorio Geofisico e dei sistemi di rilevamento, in sinergia con le strutture di ricerca, fondamentale per favorire una migliore e puntuale lettura degli eventi che colpiscono Ischia. La presenza di una struttura operativa che fornisca dati attendibili puo' favorire una diversa comunicazione anche per la gestione di allarmismi non confermati da dati scientifici. In questo modo - ha concluso il consigliere - si puo' valutare l'entita' e la natura del fenomeno che si e' verificato, ma soprattutto realizzare una costante attivita' di monitoraggio".

Ciro riceve una medaglia per il coraggio dalla ministra Pinotti

Visita del ministro della Difesa Roberta Pinotti nell'isola di Ischia, colpita dal terremoto dell'altroieri. L'esponente di governo si è recata in ospedale, dove ha incontrato i genitori dei tre fratellini estratti vivi dalle macerie dell'edificio crollato a Casamicciola. In particolare, Pinotti ha elogiato il coraggio del piccolo Ciro, donando una medaglia al bambino. Pinotti si è poi recata alla centrale operativa e successivamente l'area di Casamicciola più colpita dal sisma. Pinotti ha incontrato anche il sindaco di Casamicciola Vincenzo Castagna e il capo della Protezione civile Angelo Borrelli.

In arrivo 50 carabinieri sull'isola: è caccia agli sciacalli

ISCHIA. Sono iniziati già da ieri sera i servizi dei carabinieri per la prevenzione e la repressione dei fenomeni di sciacallaggio nelle case evacuate: carabinieri del Reggimento Campania sono impegnati tra le macerie in pattuglie h24, a piedi. Nel frattempo sono giunti sull’isola i rinforzi: altri 50 carabinieri dalla terraferma. Si battono tutte le strade e vicoli secondari per controllare se vi si aggirino persone sospette e vengono ispezionati gli ingressi delle abitazioni per controllare se siano stati forzati.

Ischia, ipotesi inchiesta per disastro colposo

NAPOLI. La Procura di Napoli sta valutando l'ipotesi di aprire un’inchiesta contro ignoti per disastro colposo e omicidio colposo plurimo in seguito ai danni provocati dal terremoto avvenuto lunedì sera sull'isola di Ischia. ''Sono nel quadro ordinario delle valutazioni possibili in questo momento'' ha dichiarato Giovanni Melillo, Capo della procura di Napoli, ai microfoni di '6 su Radio 1'. Melillo ha poi specificato che si tratta di un ''quadro complesso e bisognoso di approfondimenti''. Sul possibile legame tra il fenomeno dell’abusivismo edilizio e il crollo di alcuni edifici sull’isola, il capo della Procura di Napoli ha dichiarato: ''Non sfuggono i costi sociali, che anche in queste occasioni si rivelano, di fenomeni gravi come quello dell'edilizia illegale e dell'abusivismo edilizio. All'abusivismo edilizio corrisponde una delle priorità del lavoro della procura della Repubblica di Napoli; un fenomeno che in Campania ha dimensioni straordinariamente gravi e come tale va affrontato''. Infine, sulla presenza di abusivismo di necessità nella zona di pertinenza della Procura di Napoli, Melillo ha concluso: ''La dimensione di necessità è nettamente inferiore a quella speculativa e strettamente criminale del fenomeno dell'abusivismo edilizio''.

Intanto una leggera scossa di magnitudo 1.9 e' stata registrata a Ischia, poco dopo le 5, con epicentro a Lacco Ameno a una profondita' di 6 chilometri.

Ciro, il piccolo grande eroe di Casamicciola

Prontezza di riflessi e generosità: così ha salvato la vita al fratellino di sette anni ed è riuscito a sopravvivere, per circa 16 ore, sepolto da metri di pietre e calcinacci, al buio. E' lui il vero eroe del sisma che ha scosso Ischia, provocando danni, feriti e la morte di due donne. Ciro ha solo 11 anni, ma rifugiandosi sotto a un letto e tirando a sé il fratello ha permesso la loro sopravvivenza. Un materasso li ha protetti e un bastone ha dato la possibilità di segnalare la loro presenza ai soccorritori che erano sulle loro tracce. Per ore, i vigili del fuoco li hanno tenuti svegli, dissetati con dell'acqua e promesso ricompense una volta usciti da quel cunicolo oscuro. I bambini hanno tenuto duro anche se, lo stesso Ciro, ha più volte chiesto di non essere lasciato solo, con il terrore di andare incontro alla morte. I tre fratellini: Ciro, il primogenito, Mattias e Pasquale di appena sette mesi sono "miracolosamente sani", come hanno riferito i sanitari dell'ospedale Anna Rizzoli di Lacco Ameno, e potranno tornare dai propri cari al più presto. La loro casa, una palazzina di tre piani a Casamicciola, si è sbriciolata ma tutti e tre sono sopravvissuti senza riportare ferite: solo una piccola frattura a un piede per Ciro e lievi traumi per il secondogenito. I soccorritori, che non si sono arresi un attimo, hanno così garantito un "miracolo" che ha dato speranza agli ischitani ancora sotto choc per quello che è accaduto nella serata di ieri. Una scossa del quarto grado della scala Richter ha gettato scompiglio e morte sull'isola verde, in questi giorni presa d'assalto da vacanzieri e villeggianti. Turisti che, dopo lo spavento, hanno letteralmente assaltato i porti per tornare sulla terraferma. Traghetti e aliscafi, infatti, sono stati affollatissimi per tutto il giorno riportando a Napoli e a Pozzuoli chi è voluto scappare da hotel, resort, case di vacanze e strutture termali. Una decisione definita dagli operatori del settore "immotivata" dal momento che quasi tutti gli impianti ricettivi non hanno subito danni eclatanti. Intanto, il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, arrivato alla buon'ora a Ischia, ha parlato di 2.600 sfollati e, in conferenza stampa, ha spiegato che almeno 200 persone saranno accolte nelle camere di hotel dell'isola. Sono state 42, invece, le persone ricorse alle cure dei sanitari presso l'ospedale Anna Rizzoli, 15 delle quali ancora ricoverate per ferite e traumi non importanti. Tra queste anche una donna che ha dato alla luce una bambina. L'unico ferito grave, ancora in prognosi riservata, è stato trasferito nella notte al Cardarelli di Napoli in eliambulanza. Per due donne, purtroppo, non c'è stato nulla da fare: sono morte colpite dai crolli: la 59enne di Barano, Lina Balestrieri, uccisa mentre si stava recando in chiesa e la 65enne Marilena Romanini, turista residente nelle Marche che era ospite di alcuni amici. Mentre si contano i danni e si piangono le due vittime monta la polemica circa la gravità dei danni generati sull'isola da una scossa tellurica definita dai geologi e dai sismologi "moderata". Un'intensità che non giustificherebbe la distruzione e i decessi avvenuti in queste ore. E saranno le successive verifiche tecniche ad accertare se le palazzine crollate fossero o meno state costruite abusivamente. Sull'argomento non si è pronunciato neanche il numero uno della Protezione civile secondo il quale "molte case sono state realizzate con materiale scadente e senza rispettare le norme antisismiche".

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