Venerdì 14 Dicembre 2018 - 20:46

«Il film su Berlusconi non dice la verità»

Mariano Apicella, storico chansonnier che collabora con l'ex premier, punta l'indice contro Paolo Sorrentino

di Gianni Mattioli

NAPOLI. È da anni famoso, sulle cronache giornalistiche e televisive, come il cantante scoperto da Silvio Berlusconi, e che ha composto con lui molte canzoni. Ma in effetti Mariano Apicella (nella foto con Silvio Berlusconi), ha fatto da sempre il cantautore, in seguito alla grande passione ereditata dal padre, Tonino Apicella, per la canzone napoletana in genere, ma anche per quella italiana, preferendo tutti i generi musicali. Cantante che si può definire “intimista” visto anche il fatto che si è sempre espresso in locali e posti dove la musica assume aspetto interiore e dà adito al sentimento e all’intimità. «Il canto è una passione che mi porto dalla nascita - esordisce - ed è stata trasmessa da mio padre, il quale anche lui l’ha avuta da quando è nato. Però, devo dire che mio padre non aveva molto piacere a portarmi con lui, perchè sapeva bene che questo ambiente è molto difficile da gestire. Alla fine però ho vinto io, perchè ho fatto quello che volevo e ci sono riuscito».
La sua voce ha interessato in particolare Berlusconi: come è stato l’incontro?
«È stato tutto all’hotel Vesuvio, dove ho lavorato per circa dieci anni e dove mi sono fatto le “ossa” come si dice. Poi un giorno, era il periodo in cui venne a Napoli per un comizio nell’anno in cui vinse le elezioni, si trovò a mangiare proprio all’hotel del Lungomare, e venne con tutto l’entourage politico di allora. Mi chiamarono al loro tavolo e vollero che cantassi per loro il mio repertorio. E da allora il Cavaliere, mi ha preso  in simpatia, perchè ama tanto la canzone partenopea».
Sorrentino, nel suo nuovo film “Loro”, ha descritto un po’ quell’ambiente: sembra che lei non ha gradito certe cose della sceneggiatura...
«Io ho solo visto un piccolo trailer, e da quel poco che ho visto, e da alcune cose che mi hanno raccontato coloro che vi hanno partecipato, o che sono stati vicini alla produzione, ho tratto la convinzione che Sorrentino non si è documentato abbastanza sul Cavaliere. Innanzitutto, nella pellicola, lo fanno cantare il brano  “Malafemmena” che lui non ha mai cantato, perchè se proprio vogliamo dirla tutta, Sorrentino se avesse fatto le cose per bene, gli avrebbe fatto cantare brani in francese, che erano quelli che Berlusconi cantava da giovane sia sulle navi da crociera, che tra le riunioni di amici. Il suo “cavallo di battaglia” è sempre stato il repertorio francese. Se avesse voluto fare un film basato sulla verità, avrebbe potuto mettere le sue canzoni scritte con me, o quelle che lui preferiva: i classici francesi».
Lei andrà a vedere il film in modo critico, quindi?
«No, non andrò a vederlo perchè non ho intenzione di assistere a delle cose non vere. Qualche voce, di persone che sono state nell’orbita del film, mi ha parlato di offese e di cose irreali, contro di lui. Ma anche contro di me e del suo entourage, pare che abbiano dette di cotte e di crude, definendoci in termini che mi fanno amareggiare. Anche io ho un pensiero e delle convinzioni su Sorrentino. Molti me ne hanno parlato come di un “pazzo geniale”, come Mozart o Beethoven. Ripeto mi hanno solo raccontato delle cose, che però non posso appurare, perchè non ho visto nulla del film, ma mi assicurano che tutti quelli come me e altri che lo seguono, non sono stati trattati bene. Quando poi uscirà il film e le cose saranno accertate, prenderemo  i provvedimenti del caso. Io non mi strapperò i capelli, ma certo queste cose danno fastidio».
Quali cantanti partenopei preferisce?
«Ammiro molto Sal Da Vinci, Gigi Finizio e Natale Galletta. Mi piace molto come scrive Nino D’Angelo e poi questo giovane che ora si affaccia al panorama della musica napoletana, Andrea Sannino. Dalla maggior parte dei cantanti miei colleghi forse sono visto come un privilegiato, invece non lo sono affatto. Ci sono molti pregiudizi in questo senso».

14:52 12/04

di Redazione


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