Martedì 16 Ottobre 2018 - 15:49

Attesa una conferma della grande serata in Champions League

Opinionista: 

Mimmo Carratelli

Scappa la Juve (2-0 a Udine), prendi la Juve, insegui la Juve. E’ il pazzo ritornello di questo campionato ronaldesco in cui Madama licenzia e vince, cambia e vince, viaggia e vince. Si dice al bar sport che il pallone è rotondo e il campionato è ancora lungo. Si dice che la Juve ha avuto sinora un calendario agevole e che dovrà ancora affrontare il Milan (dodicesima giornata), l’Inter (quindicesima) e la Roma (diciassettesima). Intanto, si è sbarazzata di Lazio e Napoli senza soffrire. Si dicono tante case, mentre con l’ottavo successo consecutivo, Madama vola sull’ottovolante e chi la prende? Nello sfolgorio della Juve, una stella spenta, l’ombra malinconica di Dybala, fuori a Udine dopo poco più di un’ora. Tocca ancora al Napoli dare un minimo d’interesse a un torneo che sembra segnato, il Napoli che è l’unica squadra nella scia bianconera, l’unica che le ha fatto pressione in questi ultimi anni, l’unica che, nonostante due sconfitte, e una proprio a Torino, sembra tenerla sotto tiro anche quest’anno, mentre l’Inter fa fatica e la Roma è lontana. La condanna di chi insegue è non perdere un colpo, neanche mezzo colpo, altrimenti Madama svolta l’angolo e non si vede più. E, intanto, il Napoli è impegnato nella sua grande trasformazione, meno frufru e tikitaka, più verticale che orizzontale, più dritto alla meta. La trasformazione da Sarri ad Ancelotti più marcata, più evidente, più positiva sino alla “partita perfetta” di mercoledì sera contro il Liverpool. Il Napoli che ha disfatto i reds, che non gli ha consentito un solo tiro in porta, che non li ha fatti mai giocare è il vero Napoli, il punto d’arrivo del lavoro di Ancelotti, la squadra che vedremo d’ora in poi, sicura, attenta, determinata? Arriva il Sassuolo di Robertino De Zerbi, un signorino di allenatore che fece “bello” il Benevento e sta lavorando magnificamente con la squadra emiliana reggendo il terzo posto alla pari della pompatissima Inter e della Fiorentina beata gioventù, arriva il Sassuolo e non è che sia proprio la provaverità, ma, insomma, qualcosa significherà, quattro giorni dopo il successone sul Liverpool. Il Sassuolo, che sul campo della Juve ha resistito 50 minuti prima di cedere, che ha battuto l’Inter, che ha rifilato cinque gol al Genoa, deluso però, domenica scorsa, dalla sconfitta casalinga contro il Milan, anche pesante (1-4), è formazione agile e pericolosa per il suo calcio ben congegnato e veloce, esaltato dal ritorno sotto le luci della ribalta di Kevin-Prince Boateng, già tre gol in nero verde. Coincidenza, anche il Napoli, dimenticando il Liverpool, è reduce dalla sconfitta di Torino contro la Juve e deve riprendere il campionato di gran carriera perché la stagione non sia un funerale. Ancelotti mischia ancora le carte, prodigioso amministratore di energie e risorse con tre partite a settimana, operando anche scelte e avvicendamenti tecnici a misura dell’avversario. Però, stavolta, la tensione e l’attenzione sono state tantissime contro gli inglesi e c’è bisogno di energie fresche, non stressate. Il Sassuolo è formazione brillante che può creare difficoltà col suo smargiasso 3- 4-3. Ha segnato due gol più del Napoli e questo fa pensare a una formazione che fa del gioco offensivo la sua arma migliore. La condizione fisica sarà essenziale. Se il Napoli, fra quelli che hanno giocato mercoledì sera, non accuserà ruggine, può prendersi questa partita prima della sosta. È una vittoria necessaria perché il campionato non muoia prima del tempo. Sarebbe una vittoria da far bene a tutti sperando che accada qualcosa, che la Juve non può vincere sempre (ma potrebbe), che la Juve s’ingarbugli (aspetta e spera!), che la Juve, che la Juve, e si capisce che, gira e rigira, è la Juve a decidere, non sono gli altri. Se la Juve non si ferma, il treno dello scudetto è partito e nessuno salirà a bordo. In ogni caso, all’ottava giornata di campionato, non si può dichiarare una resa incondizionata.

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