Venerdì 17 Agosto 2018 - 0:08

C’è piaciuto Carletto, un vincente normale

Opinionista: 

Salvatore Caiazza

La tranquillità fatta in persona. Carlo Ancelotti ha dimostrato di essere un allenatore forte ma senza presunzione e fronzoli. Nei venti giorni di ritiro a Dimaro ha dato via ad un percorso di normalizzazione che può fare solo bene all’ambiente Napoli. «Qui c’è carne fresca, finalmente posso di nuovo insegnare calcio », ha detto il tecnico di Reggiolo nella conferenza stampa di fine ritiro. Non vedeva l’ora Carletto di tornare a fare l’allenatore. Certo, lavorare con Psg, Chelsea, Real e Bayern Monaco è una opportunità unica. Ma quando hai di fronte dei campioni diventa difficile poter mostrare le qualità di maestro di calcio. Nelle tre settimane in Val di Sole lo ha fatto. Si è messo sul campo con tanto di cappellino e ha cominciato a fare sul serio il suo lavoro. Aiutato dal figlio Davide, ha dato un imput tattico agli azzurri che arrivavano dai tre anni di esperienza con Sarri. Giorno dopo giorno si è distaccato dall’idea del vecchio tecnico riuscendo a ricavare dai giocatori ciò che voleva. È naturale che è troppo presto per dire questo è il Napoli di Ancelotti. Ma una parte di lavoro è stata fatta. «Saremo pronti per l’inizio del campionato», ha ammesso Carletto. Il 19 agosto si parte con la sfida esterna con la Lazio. Una trasferta mai facile, soprattutto d’estate e con una avversaria molto agguerrita che l’anno passato ha perso sia all’andata che al ritorno dopo aver sbloccato per prima il risultato. C’è piaciuto, dunque, Ancelotti. In campo con il piglio del maestro duro, fuori un animatore da villaggio che ha fatto divertire i giocatori. Soprattutto la sera con il karaoke. Un modo giusto per creare il gruppo e far integrare subito i nuovi arrivati. Nessuno si è tirato indietro sia per gli allenamenti che per le attività ludiche. Non si è lasciato nulla al caso. Dagli orari di lavoro alle mezze giornate di riposo. Tutti insieme a colazione, pranzo e cena. Ancelotti ha fatto la doccia con la squadra evitando di creare un distacco col gruppo. Ha parlato ad ogni singolo calciatore e gli ha assicurato che avrà le sue opportunità. «Non voglio vedere elementi sfiancati e con i musi lunghi a fine stagione», ha chiosato il tecnico. Ha lanciato un chiaro messaggio al presidente De Laurentiis che si era sempre lamentato del fatto che Sarri faceva giocare sempre gli stessi. Per poter essere competitivi su tutti e tre i fronti si dovrà far ruotare la rosa. Certo senza fare turn over eccessivi ma chi c’è deve dare il suo contributo. Ci sarà naturalmente chi giocherà di più e chi di meno, ma niente straordinari dei singoli. Vale lo spirito di gruppo e soprattutto il risultato finale. Sì perché a differenza di Sarri il buon Carletto si è sbilanciato. Non ha badato ai fatturati, alla rosa poco rinforzata o a Cristiano Ronaldo alla Juventus. Ha sentito il dovere di dire la sua dopo aver accettato la proposta di DeLa. È rimasto il Napoli dei 91 punti fatta eccezione di Jorginho andato al Chelsea. Non sono stati ceduti i big e quindi è già una ottima partenza. Certo qualche top player ci vorrebbe ma non è detto l’ultima parola fino al 17 agosto. Si è parlato con insistenza di Cavani dopo che erano stati accostati al Napoli Benzema, Di Maria e Vidal. Tutta gente che guadagna e costa un botto. La cosa certa è che per completare un quadro ci vogliono un terzino e un altro portiere. Ancelotti dice di non andare di fretta ma meglio affrettarsi. I tempi di mercato del club azzurro non sono di certo noti per grandi acquisti. Si aspetta sempre troppo e poi si finisce per non prendere ciò che serve. Sulla corsia di destra è saltato Sabaly, Arias resta in corsa anche se è diretto all’Atletico Madrid. Ci sarebbe adesso Darmian che De Laurentiis vorrebbe in prestito. Ma guadagna troppo per un difensore. Se, però, il Napoli vuole crescere non può sempre guardare alla gerarchia degli stipendi. Il giocatore dello United porterebbe l’esperienza giusta in un gruppo bello assortito. Poi si darebbe un grande segnale alle avversarie. Soprattutto alla Juventus che sta gongolando con CR7 alle proprie dipendenze. Un grande colpo. Come quello di Ancelotti al Napoli. Vediamo alla fine chi vincerà. Speriamo Carletto.

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