Venerdì 19 Ottobre 2018 - 1:56

Caro amico Carletto, attento agli incompetenti

Opinionista: 

Italo Cucci

Dovevate vederlo, Carletto, quando venne a ritirare il suo Guerin d’Oro di B alla Ca’ del Liscio di Raul Casadei: le gote rosse, il sopracciglio già un po’ all’insù, un sorriso annunciato e già un bel fisico; perché nel Parma c’era da combattere e lui non si tirava indietro. Era anche taciturno, forse per timidezza, forse perché a casa - gente all’antica - gli avevano insegnato il valore del silenzio. Eravamo seduti intorno a un tavolino da balera, l’avevo messo accanto a Liedholm, altro premiato. E non a caso. Me l’aveva chiesto Nils che con aria disincantata faceva sembrare naturali anche le scelte studiate. Carlo era una scelta per la Roma ormai fatta da tempo. Scambiarono poche parole, ritirarono felici i loro premi (e ci tenevano, perché venivano gratis a ritirarli), fecero quasi finta di niente ma dopo pochi giorni si ritrovarono a Roma. Per uno scudetto. Il sor Carlo arrivato a Napoli non è cambiato molto. Soprattutto di stazza. Ma ha ancora voglia di correre con i suoi ragazzi, li fa lavorare perché il lavoro - da buon emiliano un po’ calvinista - è il fondamento di ogni attività; e sorride sempre, trasmette serenità, non serba rancori, si fa severo quando serve ma non stizzoso; è umilmente superiore a tutto e tutti e lo dimostra da sempre, studiando di vincere senza fare proclami. Per il Napoli si è detto che sia un valore aggiunto, il tecnico e l’uomo su misura per raccogliere gli entusiasmi archiviati e farli riesplodere, giusta carica con la quale affrontare tutti gli avversari - grandissimi o minimi - con la stessa elementare idea: dobbiamo vincere per ADL e per il Napoli che poi sono la stessa cosa, nonostante le volgari proteste degli striscioni stolidamente in piazza. Per che cosa? Forse per tornare indietro, ai tempi d’oro dei debiti, dei fallimenti, della verguenza? Oggi si tien conto più del valore autentico della squadra - che Ancelotti dice straordinario, pari alle sue ambizioni - che delle ciance economico/ finanziarie care a Sarri. Fra il dire e il vincere c’è ne passa, ma potete star certi che a Carlo Ancelotti interessa lo scudetto, non partecipare con il Giuoco forse bellissimo ma perdente. A proposito, Carlo, stai attento agli incompetenti. In genere sono quelli che blaterano di più.

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