Lunedì 16 Luglio 2018 - 0:43

Esportazioni campane: gli ultimi saranno primi?

Opinionista: 

Giovanni Lepre*

I numeri, a volte, possono dire tutto e il contrario di tutto. Prendiamo, ad esempio, il dato sull’incidenza dell’estero sul fatturato della regione Campania. Si tratta di appena il 10,3%, distante anni luce dal 27,1% della media nazionale e nettamente inferiore perfino al 12,3% del Mezzogiorno. La Campania, insomma, esporta poco. Ma, come sottolinea l’ultimo report di Srm in collaborazione col Banco di Napoli, è anche la regione in cui le esportazioni stanno crescendo a ritmi superiori a quelli del resto del Paese. Nel primo trimestre 2018 l’incremento è stato dell’8,3%: meglio, molto meglio del 3,7 del Mezzogiorno e del 3,3 della media nazionale. Al momento, la Campania vende fuori confine valori per 2,6 miliardi di euro, il 22,3% dell’export complessivo del Mezzogiorno. Il primo elemento confortante è che la rilevazione gennaio-marzo 2018 non costituisce una parentesi felice, ma si pone in continuità con un trend di crescita che in Campania si sta confermando in questi ultimi tempi. La seconda nota felice, e qui siamo al paradosso iniziale, è che proprio il ritardo campano può rappresentare ora un vantaggio. In altre parole, se il sistema impresa locale ha avviato finalmente un processo strutturato di internazionalizzazione, vi sono amplissimi margini di miglioramento. Vi è da considerare, inoltre, che la Campania vende magari ancora poco, ma lo fa ovunque nel mondo, in ben 185 paesi. E che a trainare la crescita sui mercati globali vi sono anche comparti altamente innovativi, come l’aerospazio, l’automotive e il farmaceutico. Accanto a questi, un’industria agroalimentare sempre più performante e alcuni tra i cavalli di battaglia del made in Italy, a partire dal sistema moda. L’eccellenza e la capacità di anticipare il futuro sono caratteristiche che si ritrovano, insomma, nell’imprenditoria campana e che possono far sì che, nel prossimo futuro, la base produttiva stessa possa consolidarsi e rafforzarsi, riducendo la dipendenza da altre aree e favorendo indirettamente la stessa attrattività del territorio per investimenti dall’estero o da altre aree dello Stivale. Il limite attuale sta proprio nei numeri. Bisogna a tutti i livelli sviluppare politiche che favoriscano la crescita dell’imprenditoria, al passo con l’evoluzione tecnologica e la qualità di prodotti e servizi. Accompagnando in questo itinerario virtuoso anche comparti come l’artigianato, che spesso, proprio a causa degli insufficienti standard di internazionalizzazione, stentano più di altri a imboccare la strada della ripresa.

Share

Commenta

Plain text

  • Nessun tag HTML consentito.
  • Global tokens will be replaced with their respective token values (e.g. [site:name] or [current-page:title]).
  • Twitter-style #hashtags are linked to search.twitter.com.
  • Twitter message links are opened in new windows and rel="nofollow" is added.
  • Twitter-style @usernames are linked to their Twitter account pages.
  • Replaces [VIDEO::http://www.youtube.com/watch?v=someVideoID::aVideoStyle] tags with embedded videos.
  • Indirizzi web o e-mail vengono trasformati in link automaticamente
  • Linee e paragrafi vanno a capo automaticamente.


cronaca
sport
politica
spettacoli

Rubriche

RICETTE E CURIOSITÀ ATTENTI A QUEI DUE
di Antonio Sorrentino ed Enzo De Angelis
IL FATTARIELLO
di Edo e Gigi (I Fatebenefratelli)
REPORTACI
di Automobile Club Napoli
IL COMMERCIALISTA
di Carmine Damiano
ODISSEA GASTRONOMICA
di Antonio Medici
RICETTE E CURIOSITÀ ATTENTI A QUEI DUE
di Antonio Sorrentino ed Enzo De Angelis
IL FATTARIELLO
di Edo e Gigi (I Fatebenefratelli)
I PERSONAGGI
di Mimmo Sica
LA SCIENZA PER TUTTI
di Michele Sanvitale