Venerdì 28 Aprile 2017 - 10:19

Forza, intelligenza, rabbia e cervello

Opinionista: 

Italo Cucci

Partita vitale, vinta con forza e intelligenza, rabbia e cervello. Un Napoli nuovo. Una rassegna di rarità: attacco e difesa equivalenti, una squadra diversa che rinuncia a fronzoli e spara tutta l’energia che ha in corpo, impietosa, con una saggezza tattica insolita, come se sentisse l’opportunità di tornare in gioco esibendo contro un avversario forte - reduce da cinque vittorie e un pareggio - risorse che parevano essere state assorbite dal doppio durissimo scontro con la Juve. Mi viene in mente la profezia di Capello: il Napoli non ha perso l’estate in inutili amichevoli, ha fatto una preparazione seria che darà i suoi risultati a primavera. Anche per ecletticità tattica voluta da un Sarri che muta moduli quasi con ironia, per mostrare quel che sa, non l’integralismo spesso criticato. E così nessuno s’attarda in personalismo, tutti lavorano per tutti, a cominciare dagli attaccanti - Insigne, Callejon, Mertens - che sono spesso in difesa e a centrocampo dove assommano la loro classe alle veemenza e potenza di Allan e Koulibaly, il difensore più ammirato d’Europa, aiutato da uno Strinic mai visto prima così deciso, dinamico. Sicuro di sè. Non è più il classico 4-3-3, Sarri gioca con le scelte di Inzaghi mutando modulo, costringendo nella prima fase la Lazio - con un pressing alto e asfissiante - ad ammucchiarsi in area, più disordinata e incerta e sorpresa che spaventata, soprattutto incapace di chiudere tutte le vie percorse con attenzione da sette/otto napoletani che l’assediano. Spesso la risposta dei laziali somiglia alla "confusione" che arricchì l’arma tattica di Mourinho; ma non c’è palla per Inmobile fino a quando non entra Keita e allora la partita sembra farsi equilibrata, ancorchè combattutissima, ma il Napoli ci si trova da dio e presto aggiunge al gol iniziale di Callejon un’altra perla del mago Insigne senza tuttavia abbassare i toni. Si capisce che ora, tolte di torno le Coppe, la squadra di Sarri vuole fortissimamente non solo un posto in Champions ma possibilmente la promozione diretta, anche se la Roma insiste nel sogno proibito di raggiungere la Juve e farsi almeno seconda con certezza. Ripeto: una partita nuova, senza complessi estetici, tutta forza, volontà, lucidità e cattiveria. Quante volte è stata invocata, la cattiveria, certo intesa come determinazione impietosa: è arrivata e d’ora in avanti ci sarà. Può attendersi un Napoli sempre più forte e deciso. Riguardatevi la supremazia a centrocampo, la sicurezza difensiva, la ricerca offensiva senza enfasi ma cinica e sostanziosa. Fino all’ultimo minuto. Fino alla sigla del prezioso Insigne, spettacolare interprete della partita più bella del Napoli nell’anno nuovo.

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