Venerdì 26 Maggio 2017 - 20:52

I giovani protagonisti dello sviluppo del Sud

Opinionista: 

Giovanni Lepre*

Per anni si è ripetuto che la cultura del posto fisso danneggiava il Mezzogiorno. La crisi e la condizione di crescente complessità dei conti pubblici ha determinato il blocco del turn over nelle pubbliche amministrazioni. Nel contempo, crollava la produzione industriale, molte imprese chiudevano i battenti, i livelli occupazionali subivano sforbiciate. In un panorama dai toni dimessi, i giovani del Sud hanno imparato a fare da soli o, quanto meno, si sono cimentati. I dati lo certificano in maniera inoppugnabile. Come documenta una rilevazione di Srm in collaborazione con il Banco di Napoli, a fine 2016 in Italia le imprese guidate da giovani con meno di 35 anni erano poco più di 608 mila, pari a circa il 10% del totale. Questa percentuale è nettamente più elevata nel Mezzogiorno (12,5%). La Campania, per numero di imprese giovani, è seconda soltanto alla Lombardia. Ne annovera più di 79mila, con una incidenza percentuale sul totale del tessuto produttivo locale che raggiunge addirittura il 13,7%. Nelle prime dieci province della graduatoria nazionale, ben tre sono campane. Napoli è seconda in Italia dopo Roma e davanti a Milano. Salerno è al sesto posto, Caserta all’ottavo. Insomma, tutto si può dire meno che dalle nostre parti siamo pieni di bamboccioni. C’è una nuova generazione agguerrita, pronta a svolgere un ruolo da protagonista nel quadro di una ripresa della Campania e dell’intero Sud. In Campania, il fenomeno è incoraggiante anche sul fronte delle cosiddette startup innovative. Se ne contano 833 su 2.823 meridionali e 12.556 del totale Italia. Questi non sono solo numeri, ma indicatori di una realtà in fermento, che bisogna aiutare a consolidarsi. Viviamo una stagione di transizione, caratterizzata da piccoli segnali positivi. Napoli, in particolare, è oggetto di rinnovate attenzioni. Chi è vicinissimo a Macron assicura che per il neo presidente francese, è “la città più bella del mondo”. Sky la sceglie per il suo festival dell’arte e non esclude di riprovarci il prossimo anno. Perfino Peter Griffin, il manager della Hasbro, che detiene i diritti di Monopoly, decide di lanciare a ottobre un’edizione partenopea del gioco da tavolo, in cui si gareggia lungo siti quali piazza Plebiscito, via Arena alla Sanità e Secondigliano. “Potevamo scegliere Roma o Milano”, ha sentenziato, “ma oggi nessuno ha un brand così appetibile quanto Napoli”. Se lo dicono gli stranieri, e vista la verve dei nostri giovani, forse possiamo cominciare a crederci anche noi.

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