Domenica 23 Settembre 2018 - 14:12

Il turismo brinda e la città arranca

Opinionista: 

Aldo de Francesco

In una recente indagine, tra le qualità maggiormente raccomandate ai sindaci, in cima a tutte c’è la credibilità, il credito più spendibile per avere il consenso, guadagnarselo e governare. Se uno ha credibilità diceva Prezzolini con la proverbiale, cinica ironia - può arrivare anche a vendersi un fiume nel Sahara. Dopo sette anni da quel voto a sorpresa che, nel maggio del 2011, per una serie di favorevoli circostanze astrali, portò De Magistris a Palazzo San Giacomo, c’è oggi ancora qualcuno, che non sia un ultras, a sostenere che il nostro abbia credibilità? Forse fino a pochi mesi gli si poteva accordare qualche residuo alibi, ma ora dagli esami non finiscono mai,siamo passati a una raffica di bocciature. L’ultima intemerata è di pochi giorni fa ed è venuta dal Presidente di Federalberghi Antonio Izzo. Questi, inchiodando l’amministrazione comunale a un oggettiva elencazione di intollerabili carenze -trasporti, ambiente, insicurezza, mancanza di decoro e di servizi igienici pubblici, assoluto deficit di eventi ha demolito indirettamente l’enfasi panglossiana del sindaco nel voler far passare, contro ogni evidenza, la sua Napoli come il miglior dei mondi possibilii. Fosse stato un politico a dirlo, poteva anche far sorgere qualche dubbio. Invece fa riflettere non poco che sia stato un imprenditore, cauto e attento per il suo lavoro sul territorio. Vuol dire che la misura è davvero colma? È inaccettabile che, mentre il turismo è sempre più in crescita, le istituzioni a Napoli facciano poco o nulla per favorire degnamente questa fiducia. Grasso che cola. Una situazione che non può non chiamare in causa i tre flop della presunta rivoluzione arancione: Cambiamento, Normalità e Uguaglianzaa. Vogliamo dirla tutta? Resta un miraggio il cambiamento, privo di svolte urbanistiche coraggiose anche nel recupero delle periferie. Se si toglie la ripresa di Bagnoli per grazia ricevuta del governo, le cose cambiano di poco. La normalità è un caos sistematico e quotidiano in una città nella morsa di un marasma totale. Infine il resto è una cronica corona di spine che sfiora picchi di povertà senza precedenti. Se a tutto questo aggiungiamo la insicurezza pubblica sempre più allarmante per il fenomeno delle baby gang quale conseguenza di una degenerazione urbana e sociale , frutto di disagi giovanili e familiari diffusi e quella economica disastrosa, che la gente si illude di affrontare ricorrendo al gioco d’azzardo da record assoluto rispetto al Paese, il quadro della Napoli odierna non consente alibi. Ma c’è ancora un altro particolare che ci turba: se in passato le preoccupazioni maggiori a Capodanno venivano dai botti oggi la devastante insidia per i nostri giovani viene dalle botti di alcool, dagli abusi che se ne fanno: conseguenza purtroppo dell’effetto movida, verificabile nei referti medici nei tanti ricoveri di fine anno. A questo punto, spiace dirlo, ma non sappiamo proprio più a chi santo votarci. Il cardinale Sepe dice giusto a chiedere una generosa mobilitazione delle coscienze”.

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