Domenica 23 Luglio 2017 - 14:41

La nuova identità della politica francese

Opinionista: 

Giuseppe Scalera

Un’elezione non è mai un passaggio indolore. Tanto in Francia quanto in Italia. E dalla prevedibilissima vittoria di Macron spuntano oggi nuovi temi politici di indiscutibile interesse. Innanzitutto, la contemporanea sconfitta di socialisti e gollisti, le due forze politiche tradizionali che si sono divise il potere negli ultimi cinquant’anni. Un semplice dato contingente? Tutt’altro. En Marche, il nuovo partito che il presidente Macron ha creato solo nel 2016, ha obiettivi più che ambiziosi: orientamento centrista che guarda a sinistra, impianto progressista e liberale, superamento di ogni forma di conservatorismo, perfetta aderenza all’Unione Europea, moralizzazione e modernizzazione della vita politica francese. Sirene che suonano verso gli elettori come un rapido superamento delle antiche logiche ed alchimie del passato per porre l’economia francese al centro della mondializzazione globale. E che tutto sia in rapido mutamento lo testimonia anche Marine Le Pen che, nel giorno della sconfitta, manifesta la volontà di chiudere con un passato sicuramente utile per rilanciarne l’immagine ma storicamente debole in una transizione di governo. Se vuole veramente avere un futuro, se pensa seriamente di procedere da destra ad un reale cambiamento del Paese, deve illanguidire la sua figura sciovinista ed oltranzista, deve sfuggire all’isolazionismo politico, proponendo l’idea di un progetto di governo che non semini odio, che non punti le sue carte soprattutto sul terrorismo e sul disagio delle periferie ma indichi strade ragionevoli e concrete per uscire dalla crisi. In questo contesto, socialisti e gollisti appaiono stretti da una tenaglia feroce. Il tema della loro identità, alla luce di quanto successo nelle ultime settimane, si pone in modo radicalmente diverso. E richiede tempi rapidi, magari, forse, uomini nuovi se non vuole restare oggi marginale nel sistema politico francese. È uno scenario che conosciamo bene anche in Italia dove la frantumazione delle alleanze politiche, tanto a destra quanto a sinistra, ha sbriciolato il sistema bipolare, dando forza e vitalità ad un movimento tanto nuovo quanto fragile come quello dei 5 Stelle. Da qui, l’oggettivo interesse della politica italiana verso quello che accade oltre le Alpi. La Francia, per molti versi, resta lo specchio delle nostre inquietudini, il laboratorio politico e culturale cui si è guardato da sempre. E con l’ Inghilterra ormai fuori dai giochi europei, il primo, vero alleato per cambiare le regole economiche e sociali nel Vecchio Continente.

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