Venerdì 19 Ottobre 2018 - 2:21

Stupidità, complessi e influsso del Maligno

Opinionista: 

Pietro Lignola

Cari amici lettori, un discorso su Salvini, a mio sommesso avviso, può partire egregiamente dalla divertente vignetta pubblicata ieri su “Il Giornale”. Krancic, sotto il titolo “emergenza razzismo”, raffigura Calimero, il famoso pulcino nero della pubblicità di un detersivo, che dice: “Ha stato Salvini”. Sommando l’ignoranza dello strafalcione grammaticale all’inconsapevolezza di non essere “nero ma soltanto sporco”, si ha un ritratto abbastanza eloquente di quanti, nella sinistra politica ed ecclesiastica, sparano a palle di fuoco sul nostro ministro degli interni. Più sciocchi dell’ingenuo pulcino, non si rendono conto che il loro incolpare assurdamente Salvini, travisando ogni fatto di cronaca nera, accresce vistosamente il seguito del leader leghista nel paese reale. Essi hanno però due pessime caratteristiche che il minuscolo gallinaceo non aveva: la malafede e l’odio. Calimero era ignorante e soffriva di complessi (d’inferiorità ma anche razziali) e mania di persecuzione: era convinto, infatti, che tutti lo perseguitassero perché era piccolo e nero. I nostri oppositori per principio hanno indubbiamente una mania di persecuzione che esprimono con il loro tardivo e pretestuoso antifascismo. Hanno, peraltro, uno smisurato complesso di superiorità. Se consulterete uno psicologo, vi renderete conto, però, che non vi è grande differenza fra questo e l’apparentemente opposto complesso d’inferiorità. Quasi tutti coloro che non hanno sufficiente autostima sentono il bisogno di ostentare una pretesa superiorità nei confronti degli altri: una forma di difesa contro se stessi. La malafede si manifesta in una maniera palese e in un’altra occulta. Quando una persona come Renzi, dopo aver posseduto i pubblici canali d’informazione sistemandovi nani e ballerine che gli erano fedeli, accusa il nuovo Governo di volersi spartire le poltrone, la malafede è troppo evidente per non essere colta da chicchessia. Quando i chierici che gestiscono “Famiglia Cristiana” producono una ripugnante copertina che assimila Salvini a Satana, non sono scusabili: il loro atteggiamento non ha nulla, proprio nulla di cristiano. Essi sono, infatti, accecati dall’odio. Noi non sappiamo e non vogliamo sapere se quest’odio nasce da un qualche oscuro interesse alla politica dell’accoglienza attraverso cooperative che si dicono cattoliche. Sappiamo, però, che per un cattolico Dio è amore e, per la logica degli opposti, Satana è odio. Ora, per quanto mi risulta, Salvini non ha mai manifestato odio contro i migranti, sostenendo invece, a ragione e condividendo l’opinione della maggioranza degli italiani, che l’accoglienza indiscriminata è insostenibile e pericolosa per la sicurezza dei cittadini. La conseguenza: coloro che odiano Salvini e scomodano l’angelo ribelle per provocarne la pubblica esecrazione, sono, essi sì, sotto l’influenza del Maligno. Et de hoc satis. Vorrei, prima di lasciarvi, formulare qualche osservazione su un buon articolo di fondo pubblicato ieri su un altro quotidiano cittadino. Il redattore condivide le preoccupazioni espresse in un appello contro il progetto di riqualificazione di Via Partenope approvato dal Comune di Napoli, ma esprime delle riserve sull’atteggiamento conservatore e immobilistico di chi avversa il progetto. Io ho sottoscritto quell’appello e mi sento conservatore ma non immobilista. Condivido, ad esempio, con l’autorevole fondista l’idea che sia cosa buona e giusta asfaltare Via Marina (se mai accadrà), la Riviera e il Corso. Oltretutto i vàsoli (oramai introvabili dopo la scellerata vendita al mercato nero) facevano parte del tradizionale scenario cittadino, ma i cazzimpòcchi non sono certo meno alieni dell’asfalto. Trovo intollerabile, invece, la pedonalizzazione del Largo di Palazzo, che da molti lustri è diventato un deserto di pietra. Possibile che, nei palazzi, a nessuno sia venuto in mente di metterci prati, fontane, panchine e altri strumenti di vivibilità? Questa pedonalizzazione fa schifo, anche se, all’epoca, non si fece per “facilitare un privato interesse”. Un altro rilievo: nelle città saggiamente amministrate, fra cui Napoli purtroppo non rientra, le strade delle zone pedonali sono percorse dai mezzi pubblici. Il ragionevolissimo motivo è che i pedoni per raggiungere e lasciare la zona hanno bisogno di un tram, di un autobus, magari di un taxi. Perché debbono trascinarsi fino a San Carlo per trovare un veicolo? Si danneggiano, in tal modo, tutti i cittadini e i turisti diversamente o scarsamente abili. Città immobile no; ma le trasformazioni debbono essere utili ai napoletani, ai visitatori e non agli affaristi. e poi, non dovrebbero somigliare alle supposte installate sotto Bassolino a diradare le tenebre della Villa Borbonica.  

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