Mercoledì 12 Dicembre 2018 - 14:53

Velata o Svelata, Napoli condannata a fare notizia

Opinionista: 

Giovanni Lepre*

Velata o Svelata? È riuscito il regista italo-turco Ferzan Ozpetek a dimostrare che Napoli si interpreta meglio se a guardarla è uno “straniero”, come sostiene il direttore del Museo di Capodimonte, Sylvain Bellenger? O ha fallito il tentativo, per stare al responso stroncatura di Bruno Discepolo? Agli esperti di cinematografia l’ardua sentenza. L’impressione, quando si parla di Napoli, come ha sottolineato Nicola Quatrano, è che la percezione giochi brutti scherzi. Perché viziata dal sistema mediatico, che tratta la città con parametri diversi da quelli usualmente adottati per altri contesti. Succede così che a Capodanno bambini di Crotone vengano feriti al torace da proiettili, minorenni genovesi ricoverati per overdose di alcolici, appartamenti torinesi danneggiati da botti illegali, cassonetti milanesi incendiati con bombe carta e bottiglie molotov da teppisti. Ma a calamitare l’attenzione, a fornire lo spunto per la canonica intervista, è il napoletano Vincenzo Natale, senza che altrettanta curiosità susciti un trentasettenne avellinese, malgrado entrambi risultino vittime di colpi di arma da fuoco barbaramente utilizzate per dare sfogo a istinti belluini. Le baby gang costituiscono un tormento quasi quotidiano per Milano, non solo per Napoli, ma la retorica e l’enfatizzazione delle “stese” è nata solo in quel di Partenope. Condividere i rilievi di Quatrano non significa tuttavia rifugiarsi nel falso alibi del mal comune mezzo gaudio, se non altro perché, come a suo tempo genialmente rilevò Giuliano Ferrara, il problema di Napoli è che “non si fa mancare niente”, aggiungendo purtroppo alle sue bellezze (messe in risalto dalla Napoli velata di Ozpetek), svariate forme di criminalità e teppismo, con una creatività, innata e pervertita, meritevole di miglior causa. Ha ragione Quatrano a ricordare che le ruberie e la vandalizzazioni degli alberi di Natale nei giorni scorsi sono state un mal comune di mezza Italia. Resta tuttavia da chiedersi cosa si faccia per contrastarle, per ridurle, per reprimere i violenti e educare i giovani figli del disagio sociale. A Napoli, innanzitutto, ma anche nel resto del Paese. Se ho un problema cerco di risolverlo. Se non ho i mezzi per farlo, chiedo aiuto a chi di dovere, eventualmente inchiodandolo alle sue responsabilità. Contribuisco così anche a migliorarne la percezione nell’opinione pubblica, rendendola più aderente alla realtà dei fatti. A costo di rinunciare a fare notizia.

Share

Commenta

Plain text

  • Nessun tag HTML consentito.
  • Global tokens will be replaced with their respective token values (e.g. [site:name] or [current-page:title]).
  • Twitter-style #hashtags are linked to search.twitter.com.
  • Twitter message links are opened in new windows and rel="nofollow" is added.
  • Twitter-style @usernames are linked to their Twitter account pages.
  • Replaces [VIDEO::http://www.youtube.com/watch?v=someVideoID::aVideoStyle] tags with embedded videos.
  • Indirizzi web o e-mail vengono trasformati in link automaticamente
  • Linee e paragrafi vanno a capo automaticamente.


cronaca
sport
politica
spettacoli

Rubriche

LA SCIENZA PER TUTTI
di Michele Sanvitale
BIRRA IN CAMPANIA
di Alfonso Del Forno
IL COMMERCIALISTA
di Carmine Damiano
ODISSEA GASTRONOMICA
di Antonio Medici
RICETTE E CURIOSITÀ ATTENTI A QUEI DUE
di Antonio Sorrentino ed Enzo De Angelis
IL FATTARIELLO
di Edo e Gigi (I Fatebenefratelli)
REPORTACI
di Automobile Club Napoli
BIRRA IN CAMPANIA
di Alfonso Del Forno