Martedì 25 Settembre 2018 - 15:43

Vieni avanti sconfitto Che a noi vien da ridere

Opinionista: 

Vincenzo Nardiello

Avanti gli sconfitti. La manovra è riuscita in pieno. I numeri parlano chiaro: nessun Governo può nascere senza il consenso di chi ha perso le elezioni. L’appello lanciato ieri dal Presidente della Repubblica «a pensare all’interesse del Paese» rappresenta l’apertura ufficiale delle grandi manovre. Tuttavia, la stragrande maggioranza del Pd ve fare i conti con l’Opa ostile lanciata sui suoi elettori (con successo) dalla Lega. Potrebbe quindi farsi largo l’ipotesi di un leghista “moderato”, con l’assenso di Salvini, in grado d’incassare l’astensione di quella sessantina di deputati (soprattutto Pd, fuoriusciti M5S e cani sciolti vari) indispensabili a far partire la legislatura. Ma si tratterebbe di un governicchio politicamente molto debole, che resterebbe sotto il tiro di M5S. Per non dire che in tal modo si manderebbe all’opposizione il primo partito italiano. L’esito di questo complicatissimo puzzle è il frutto di una legge elettorale indecente, costruita con un unico scopo: provocare il caos per giustificare il peggio. Cos’altro sarebbe un Esecutivo fondato sull’appoggio determinante (quindi condizionante) di coloro che sono stati sconfitti nelle urne? D’altra parte, una delle poche certezze dell’indecifrabile quadro consegnatoci dal Rosatellum è che se anche nascesse un Governo a guida Salvini o Di Maio, esso si reggerebbe su pochi ed incerti voti di maggioranza. Vorrebbe dire che né l’uno né l’altro potrebbero realizzare quelli che sono stati i cavalli di battaglia della loro campagna elettorale: la flat tax e il reddito di cittadinanza. E che interesse avrebbero i capi di Lega e M5S a governare senza poter fare ciò che hanno promesso agli elettori? A quel punto sarebbero loro per primi ad avere interesse a stare fuori da un Esecutivo che servirebbe solo a dimostrare ciò che gli avversari hanno ripetuto per tutta la campagna elettorale: l’irrealizzabilità delle loro promesse. Meglio, allora, star fermi un altro giro per poi ripresentarsi agli italiani - magari con una nuova legge elettorale - e tornare a chiedere il loro consenso con maggiori chance di governare. Ecco, il punto di caduta per mettere tutti d’accordo potrebbe essere questo. Buon governicchio a tutti.  

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