Lunedì 18 Giugno 2018 - 19:02

Le pmi e le startup innovative

Le prime società che è possibile costituire senza l’intervento del notaio sono le startup innovative, utilizzando la piattaforma startup.registroimprese.it. La costituzione mediante la firma digitale sarà una facoltà, e le startup potranno sempre scegliere la via tradizionale affidandosi alla figura del notaio Questa operazione è partita dal 20 luglio 2016 dopo che sono state approvate e pubblicate le specifiche tecniche a mezzo decreto ministeriale. La piattaforma startup.registroimprese.it dopo aver inserito i dati e firmati in maniera digitale, provvederà a trasmetterli mediante posta elettronica certificata dedicata, al competente ufficio delle entrate, e precisamente, il modello sottoscritto, l’atto costitutivo e gli eventuali documenti a corredo e la ricevuta di pagamento. L’agenzia delle Entrate tramite posta elettronica certificata trasmetterà all’indirizzo dedicato la liquidazione finale e gli estremi di registrazione. Il procedimento di costituzione senza intervento del notaio in via alternativa rispetto a quello ordinariamente previsto dal codice civile. I notai non saranno del tutto contenti, gli startupper sì, in quanto potranno aprire una società gratuitamente online, con risparmi di costi e tempi. La norma del ministero dello Sviluppo economico, definisce la startup innovativa, quali società di capitali (anche srls,) costituita anche in forma cooperativa, e che soddisfi almeno uno dei seguenti criteri: a) sostenere spese in ricerca e sviluppo in misura pari o superiore al 15% del maggiore importo tra il costo e il valore della produzione; b) impiegare personale altamente qualificato per almeno un terzo della propria forza lavoro; c) essere titolare o depositaria o licenziataria di almeno una privativa industriale relativa ad una invenzione industriale, biotecnologica. L’oggetto sociale deve riguardare necessariamente la produzione, lo sviluppo, la commercializzazione di servizi o prodotti innovativi ad alto tasso di tecnologia. Queste società vengono iscritte in un’apposita sezione del Registro delle imprese, al fine di poter usufruire dei benefici introdotti dalla normativa e nel contempo garantire la massima pubblicità e trasparenza. Questa tipologia di società è sostenuta dalla Stato, in quanto rappresenta una forma di impegno per finalizzare ciò che riguarda l’innovazione, lo sviluppo e la crescita del Paese, e tra i principali vantaggi che derivano dalla creazione di una startup innovativa si evidenziano: taglio degli oneri amministrativi per la fase di avvio, e nella fattispecie nel non pagare l’imposta di bollo e i diritti di segreteria per l’iscrizione al Registro delle Imprese e il diritto annuale alle Camere di Commercio; credito d’imposta del 35% sulle assunzioni a tempo indeterminato di personale altamente qualificato fino a una soglia massima di 200mila euro annui per ogni impresa; contratti di lavoro rinnovabili di altri 12 mesi passati i primi 36 mesi; Crowdfunding cioè la possibilità di raccogliere fondi attraverso piattaforme online, in base alla normativa Consob; internazionalizzazione attraverso il sostegno dell’Ice. Anche le Pmi innovative godono di gran parte delle agevolazioni concesse finora alle startup innovative. Per rientrare nella categoria delle pmi innovative una società deve avere meno di 50 milioni di euro di fatturato all’anno (o un attivo dello stato patrimoniale sotto i 43 milioni), meno di 250 dipendenti e possedere almeno due di questi tre requisiti: il 3% dei costi totali deve essere attribuibile a attività di ricerca, sviluppo e innovazione; un terzo del team deve essere composto da persone in possesso di una laurea magistrale o un quinto del team deve essere formato da dottorandi, dottori di ricerca o ricercatori. I vantaggi per queste imprese sono: l’esonero dell’imposta di bollo per l’iscrizione al Registro, nonché del pagamento del diritto annuale dovuto in favore delle Cciaa, possono remunerare il personale con piani di incentivazione in equity quali stock option e work for equity, con contemporaneo esonero da imposizione sul reddito. Sono previsti incentivi fiscali in favore di persone fisiche e persone giuridiche che intendono investire nel capitale sociale delle pmi innovative. La persona fisica che investe in una pmi innovativa potrà beneficiare di una detrazione Irpef del 19% fino a un massimo di 95mila euro all’anno. S e è invece una persona giuridica la deduzione dall’Ires sarà del 20%, per un massimo di 99mila euro l’anno. In entrambi i casi, l’importo non detraibile in un anno può essere riportato nei periodi di imposta successivi, ma non oltre il terzo. Le pmi innovative possano usufruire dell’ equity crowdfunding, la modalità di raccolta fondi online normata oltre un anno fa in Italia che prevede finanziamenti alle startup in cambio dell’acquisto di titoli di partecipazione nelle società.

di Carmine Damiano

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