Sabato 18 Novembre 2017 - 1:40

Le verifiche fiscali alle aziende

Nella lotta all’evasione e nel recuperare gli imponibili o le imposte evase, sempre di più imprenditori/ lavoratori autonomi si trovano ad aprire le porte delle loro aziende/studi agli organi verificatori, quali Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza. Questi possono sempre accedere senza alcuna autorizzazione se non con un ordine di servizio c/o i locali adibiti a esercizi pubblici, a uffici dove si svolgono le attività, a locali adibiti ad attività industriale e commerciale, al fine di effettuare verifiche, accessi o ispezioni, controllo del lavoro nero e con l’obbiettivo di verificare che gli adempimenti normativi e le prescrizioni di legge vengono osservate. Tale attività rientra tra i poteri degli organi verificatori senza alcuna richiesta o autorizzazione da parte di organi terzi. Quest’ultima è prescritta ed è vincolante ai fini dell’accesso presso i locali adibiti anche o esclusivamente all’abitazione del contribuente; e in quest’ultimo caso, e non nel caso di locali adibiti ad uso promiscuo, è necessaria anche l’esistenza e l’esplicitazione di gravi indizi di violazioni. L’autorizzazione va richiesta alla Procura della Repubblica, con le opportune motivazioni e/o indizi di reato. Pertanto le possibili situazioni sono: accesso presso i locali adibiti esclusivamente all’esercizio dell’attività commerciale o professionale, in tale caso è sufficiente l’autorizzazione del capo dell’ufficio; accesso ai locali ad uso “promiscuo” è necessaria anche l’autorizzazione del Procuratore della Repubblica; accesso in locali diversi ( destinati esclusivamente ad abitazione) l’autorizzazione del Pm può essere richiesta e rilasciata soltanto in caso di gravi indizi di violazioni delle norme fiscali. Le ultime due sono a tutela del contribuente e nel rispetto dell’inviolabilità del domicilio, pertanto il rilascio dell’autorizzazione della Procura della Repubblica è un segnale di garanzia del contribuente, il quale si vede invadere la propria abitazione o in caso di locali promiscui solo dopo che i verificatori hanno motivato al Pm le loro intenzioni. Poiché la verifica fiscale rappresenta, per il contribuente, un momento particolarmente delicato, è fondamentale che egli sia a conoscenza dei propri diritti e doveri nel rapporto con l’amministrazione finanziaria, nonché delle norme che regolano l’operato degli accertatori. La verifica, il controllo o qualsiasi altra attività ispettiva, deve soggiacere a delle regole ben precise: 1. l’ordine di servizio; 2. processo verbale giornaliero; 3. processo verbale di constatazione ossia il Pvc. Il Pvc ha natura di atto pubblico, e pertanto è soggetto a querela di falso esercitabile dal contribuente, e contiene sia le constatazioni che le valutazioni del verbalizzanti. La querela di falso può essere presentata soltanto per le constatazioni e non anche per le valutazioni. La verifica viene avviata ai fini di tutelare l’interesse pubblico alla prevenzione, ricerca e repressione degli illeciti tributari e deve essere eseguita nel pieno rispetto dei diritti e delle garanzie riconosciute al contribuente sottoposto al controllo. L’articolo 12 dello Statuto dei diritti del contribuente prevede una durata massima delle verifiche, e precisamente c/o le sede del contribuente o suo delegato la permanenza non deve superare i 15 giorni per i lavoratori autonomi e le imprese in contabilità semplificata, 30 giorni per tutti le altre aziende. Tale termine non è perentorio, pertanto la violazione del periodo massimo di permanenza presso la sede del contribuente non comporta la nullità dell’atto. Il potere degli organi verificatori può essere sintetizzato attraverso: accessi ed ispezioni, controlli che possono essere relativi all’esame di un registro specifico, sono in genere di breve durata, e che segue un processo verbale di constatazione che può essere negativo oppure rilevare infrazioni. Controlli documentali, trattasi di richieste di informazioni e documentazione e/o i registri contabili, tale controllo di solito viene svolto presso l’Ufficio stesso. Verifiche, un sistema di controllo specifico, che si manifesta in una serie di comportamenti, svolti da soggetti giuridicamente qualificati, tesi a controllare il regolare adempimento delle norme tributarie. cdamiano@damianoeassociati.it

di Carmine Damiano

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