Lunedì 18 Giugno 2018 - 19:07

Transazione fiscale, come fare

Anche il fisco si è organizzato per concedere la possibilità di transigere con il contribuente il proprio credito fiscale vantato, ciò è possibile attraverso due istituti alternativi, in sede di concordato preventivo o attraverso gli accordi di ristrutturazione. La transazione fiscale rappresenta la procedura conciliativa tra il Fisco e il contribuente, attraverso la quale le parti concordano un vero e proprio piano di rientro dei debiti fiscali privilegiati e chirografari. Il contribuente in deroga ai principi di indisponibilità e irrinunciabilità del credito da parte dell’amministrazione finanziaria può procedere alla richiesta di pagamento parziale o dilazionato dei tributi o dei contribuiti, tale rivendica deve essere effettuata direttamente c/o l’agenzia delle entrate di competenza. La legge fallimentare, che regola l’istituto, prevede due possibilità per l’imprenditore/lavoratore autonomo: la transazione fiscale dilatatoria, che contempla la dilazione nel tempo del debito fiscale e la transazione fiscale cd. remissoria che stabilisce, invece, soprattutto in presenza di determinate caratteristiche del soggetto la decurtazione del loro ammontare. Una precisazione di quest’istituto riguarda la transazione dell’Iva, quest’ultima non potrà mai essere oggetto di transazione. Tale diniego prende spunto dalla Direttiva Ce 28 novembre 2006, n. 112. Successivamente a fronte di vari giudizi di giurisprudenza di leggittimità, i quali hanno previsto la possibilità della transazione fiscale dell’Iva secondo il criterio dilatorio, l’agenzia delle Entrate si è adeguata a tali orientamenti , di fatti , ne consegue che la proposta di transazione fiscale: può prevedere il pagamento dilazionato del debito Iva; non può prevedere la falcidia del credito tributario relativo all’Iva; può prevedere il pagamento parziale o anche dilazionato del credito relativo agli accessori (interessi e sanzioni) dell’iva. La presentazione dell’istanza di transazione fiscale, contrariamente a quanto disciplinato dall’articolo 182 ter della legge fallimentare, che non stabilisce alcuna forma o contenuto nella presentazione, l’Agenzia delle Entrate invece nell’accettare le domande di transazione fiscale detta le modalità di compilazione e presentazione della predetta istanza. In particolare la domanda di transazione fiscale, compilata su carta semplice, deve contenere, a pena di nullità: le indicazioni complete del contribuente che richiede la transazione (denominazione o nome, codice fiscale, rappresentante legale, ecc.); gli elementi identificativi della procedura di concordato preventivo in corso (indicazione degli organi giudiziari competenti, dati identificativi del procedimento, del decreto di ammissione ecc.); la completa ed esauriente ricostruzione della posizione fiscale del contribuente; l’illustrazione della proposta di transazione, con indicazione dei tempi, delle modalità e delle garanzie prestate per il pagamento, tenendo conto di tutti gli elementi utili per un giudizio di fattibilità e convenienza della transazione; l’indicazione del contenuto del piano concordatario; ogni altro elemento che il contribuente riterrà utile all’accoglimento della proposta e che, comunque, metta l’Ufficio in condizione di effettuare le proprie valutazioni. Inoltre dovrà essere corredata dalla copia delle dichiarazioni fiscali per le quali non è pervenuto l’esito dei controlli automatici e delle dichiarazioni integrative relative al periodo sino alla data di presentazione della domanda stessa e dalla relazione aggiornata sulla situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell’impresa; stato analitico ed estimativo delle attività e l’elenco nominativo dei creditori, con l’indicazione dei rispettivi crediti e delle cause di prelazione; l’elenco dei titolari dei diritti reali o personali su beni di proprietà o in possesso del debitore; il valore dei beni e i creditori particolari degli eventuali soci illimitatamente responsabili; il tutto va effettuato da un professionista iscritto nel registro dei revisori legali, che attesti la veridicità dei dati aziendali e la fattibilità del piano medesimo; la dichiarazione sostitutiva di atto notorio del debitore o del suo legale rappresentante, attestante che la suddetta documentazione “rappresenta fedelmente ed integralmente la situazione dell’impresa, con particolare riguardo alle poste attive del patrimonio”. L'’Agenzia delle Entrate con circolare del 6 maggio 2015 n. 19/E fornisce ulteriori chiarimenti in merito alle modifiche legislative e agli interventi giurisprudenziali in materia di transazione fiscale, nonché ai nuovi istituti riguardanti la crisi dei soggetti esclusi dall’ambito di applicazione delle procedure concorsuali.

di Carmine Damiano

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