Martedì 17 Luglio 2018 - 3:42

Maggio, il mese di tutte le Mamme

“Era de maggio e te cadeano ’nzino, a schiocche a schiocche li ccerase rosse”. Così recita la stupenda lirica digiacomiana “Era de maggio”, a parer nostro, la più bella lirica napoletana di tutti i tempi. È la canzone che fa di maggio, il mese dell’anno per eccellenza, che ha dato la stura a capolavori quali “Torna maggio”, “Maggio si tu”, “Rusella ’e maggio” giusto per citarne alcuni: Maggio è il mese che racchiude in sé una sequela di ricorrenze: il 1° maggio ricordando l’eccidio di Pietrarsa (con tutto il rispetto per l’eccidio di Chicago); il 4 maggio, o meglio, ’o quatt’e maggio, termine oggi in disuso ma che, una volta stava a significare il giorno dedicato ai traslochi, così voluto nel 1611, dal vicerè don Pedro de Castro; e arriviamo così al 5 maggio, giorno del manzoniano “Ei fu siccome immobile…” giorno in cui, nel 1821 Napoleone passò a miglior vita e, un po’ noi tutti “ragazzi” degli anta, ricordiamo la costrizione subita nel dover imparare a memoria le diciotto sestine che compongono l’opera che noi, scherzosamente, riducevamo in un solo verso “Ei fu, siccome è morto, non ne parliamo più”. Maggio è il mese dei fiori, dei balconi pieni di gerani e perché no, della rinascita d’‘a vasenicola, stupenda compagna di viaggio, di succose pummarulelle, versate su di un fumante piatto di spaghetti; e che vuò cchiù d’a vita? E per ultima ricorrenza di maggio, e non poteva essere altrimenti, abbiamo tenuto “Lei”, chella che, nel far quadrare i conti, se fa a ’nzalata fiscalisti e commercialisti e si fa un baffo dei più audaci trapezisti, perché è l’unica che facendo “i salti mortali”, riesce a mettere i piatti in tavola ogni giorno. Chi è? E ce vò tanto pe’ capì? È ’a Mamma! Chella ca è bbona pe’ ciente figlie! Chella ca s’‘o lleva ’a vocca p’‘o ddà a nuje! E domenica, chi ha la fortuna di averla ancora, la festeggerà ma, non è che bisogna attendere la seconda domenica di maggio, per festeggiare colei che ci ha dato la vita, chella ca ce ha tenuto ’ncuorpo pe’ nove mise, chella ce ha mise ’a zizza mmocca e ce ha cantato ’a nonna nonna. Noi che scriviamo non l’abbiamo più la Mamma ma, voi che ce l’avete ancora, tenetevela ben stretta, e nun aspettate ’o 13 ’e maggio per volerle bene. Si ’a vulite bene veramente, fate in modo che ogni giorno, per lei sia… il 13 maggio. Alla prossima.  

di Edo e Gigi (I Fatebenefratelli)

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