Martedì 17 Ottobre 2017 - 13:24

Tumore al seno, nuova speranza dalla terapia ormonale

Uno stile di vita sano e controlli periodici del proprio stato di salute sono l’arma migliore per prevenire malanni e, in particolare, molte forme tumorali. Proprio nel caso dei tumori, poi, ci sono alcuni che maggiormente possono essere prevenuti e tenuti sotto controllo, come quelli al seno. Comprenderne, inoltre, i meccanismi grazie ai quali l’aggressione a tale patologia risulti più efficace potrebbe rappresentare un’ulteriore arma di contrasto, ancora più potente ed efficace. Proprio in questa direzione sembra andare uno studio condotto dalla “Scuola internazionale superiore di studi avanzati” (Sissa) e “dall’Istituto officina dei materiali” del Consiglio nazionale delle ricerche di Trieste (Iom-Cnr), in collaborazione con “l’Istituto di ricerca in biomedicina di Bellinzona” (Irb) e con l’Università di Lugano grazie al finanziamento dell’Associazione italiana per la ricerca sul cancro (Airc). Lo studio è partito dall’osservazione di particolari enzimi deputati al metabolismo di ormoni e farmaci, che sono anche obiettivi nella cura di determinati tipi di tumore, come spiega Alessandra Magistrato, ricercatrice Iom-Cnr/Sissa e prima autrice del lavoro: «I citocromi P450 sono enzimi che hanno un ruolo fondamentale nel metabolismo di diversi ormoni e farmaci. In particolare, sono importanti target farmacologici nella cura dei tumori al seno e alla prostata». L’attenzione si è soffermata su uno in particolare, chiamato aromatasi, perché coinvolto nella sintesi degli estrogeni, ormoni femminili, la cui eccessiva presenza è legata proprio all’insorgere del tumore al seno. Inoltre, attraverso due molecole “proiettile”, si sono approfonditi anche i circuiti attraverso i quali raggiungere l’enzima per poter essere “silenziato”: «È noto che questi enzimi sono caratterizzati da un sito di attivazione nascosto - ha spiegato Alessandra Magistrato - ma raggiungibile attraverso numerosi canali di accesso di cui non si conosce ancora la reale funzione. Attraverso simulazioni di dinamica molecolare classica, che permettono di studiare l’evoluzione dei processi a livello atomistico, abbiamo individuato e caratterizzato dal punto di vista energetico i percorsi di accesso preferenziali delle due molecole per raggiungere il sito catalitico dell’enzima. Sorprendentemente abbiamo identificato gli stessi due canali in entrambi i casi, indipendentemente quindi dalla diversa forma, dimensione o idrofobicità (compatibilità con l’acqua, ndr) delle due molecole studiate. Inoltre, la somiglianza tra diversi citocromi P450 nei punti critici fa supporre che questa caratteristica possa essere comune a tutta la famiglia enzimatica ». Lo studio è sostanzialmente teorico e non è stato riprodotto in modo sperimentale, però ha comunque un fondamento biodinamico e, in prospettiva futura, può rappresentare una strada da seguire per realizzare farmaci sempre più precisi nell’attacco ad un male, nella fattispecie un tumore, come chiarisce la ricercatrice: «Si tratta di risultati che non sono osservabili sperimentalmente e che però sono fondamentali per lo sviluppo di farmaci più selettivi e più efficaci». mi_sa@inwind.it

di Michele Sanvitale

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