Sabato 15 Dicembre 2018 - 13:03

Cantine Tora, vini pregiati

Prende il nome dal toponimo della frazione Tora la cantina della famiglia Rillo, condotta da Francesco e Giampiero sotto la supervisione saggia del padre Vincenzo e dell’enologo Angelo Valentino. La storia della famiglia è analoga a quella di molte altre del Sannio vitivinicolo: avi produttori di vino sfuso, vigne quasi abbandonate, se non condotte al minimo per il consumo personale, giovani generazioni che colgono occasioni finanziarie, incrociandole con nuove visioni e ambizioni. Il caso della famiglia Rillo è, a tratti, peculiare. Nonno Rillo, grande produttore commerciante di vino sfuso alla metà dell’ottocento, ebbe cinque figlie femmine. Una vera sventura per la cultura e l’organizzazione sociale dell’epoca. L’attività di famiglia, così, si interruppe. Una delle cinque donne, tuttavia, sposò un omonimo Rillo, produttore di uva e fu per questa via che la coltivazione della vite e la produzione di vino è giunta sino a Francesco e Giampiero. Il senso di unità familiare, riconoscenza del lavoro e della competenza paterna è forte nelle parole di Giampiero: «quando nel 2001 dovevamo decidere di realizzare la cantina per l’imbottigliamento, avemmo un lungo confronto. Abbiamo colto l’occasione dei finanziamenti comunitari, ma al contempo investito mezzi nostri. Papà - prosegue il giovane Rillo - è sempre stato nelle vigne, la sua esperienza nasce da questo contatto con la terra, dal suo rispetto per la terra». Anche per questo oggi l’azienda usa solo tecniche di diserbo meccanico. Dai vigneti tutti di proprietà, estesi tra 230 e i 450 metri di altitudine e impiantati su terreni per lo più argillosi, Cantine Tora produce oggi circa 90mila bottiglie, in larga parte da uve a bacca bianca, destinate per circa il 60% ai mercati del centro-nord Italia. «La Falanghina del Taburno presenta caratteristiche tali da poter reggere l’invecchiamento, è un prodotto molto più complesso della Falanghina prodotta a valle che è vino da consumo immediato». Con il disciplinare vigente, il Taburno è una sottozona della più ampia Dop Falanghina del Sannio e secondo qualche produttore questa classificazione non giova alla sua piena valorizzazione. L’azienda propone 14 etichette, tutte a denominazione di origine: sette bianchi tra Flanghina, Greco di Tufo e Fiano, tre rossi e un rosato da uve Aglianico, un passito e uno spumante da uve Falanghina, un novello per finire. Su ottimi livelli tutte le etichette base, con menzione particolare per la Falanghina anche per l’eccezionale rapporto qualità/prezzo. Stupiscono per complessità, equilibrio e armonia la Falanghina del Taburno Kissos e l’Aglianico Spartiviento. Il Kissos Taburno Doc è prodotto da uve Falanghina vendemmiate tardivamente e solo in annate particolarmente favorevoli. La 2016 è di colore giallo inteso e brillante, regalo esclusivo della maturità delle uve giacché, nonostante la complessità, questa falanghina non fa legno. Fermenta dieci mesi a temperatura controllata, per poi riposare in acciaio e in bottiglia. La morbidezza dei sentori di ginestra e mimosa, spiccati, avvolgenti, accompagnati da note agrumate e poi di frutta secca, non lascia presagire la elegante freschezza e la lieve sapidità che il vino propone al termine del morbido ingresso, degno di un burroso Chardonnay francese. Eleganza e magniloquenza, un vino che si mastica e che non si dimentica facilmente. Lo Spartiviento Aglianico del Taburno Docg 2011 da uve Aglianico si presenta rubino profondo con riflessi ancora vivacissimi. Nonostante la gradazione (14,5) al naso non si avverte, neppure nei primi attimi, alcuna punta alcolica, sprigionandosi un bouquet di fiori rossi maturi appena dopo la prepotente invasione di frutti neri di bosco (more e mirtilli su tutti). Sotto questo effluvio si stende un tappeto di sottobosco, tabacco, cacao e qualche nota di spezia dolce. Tannino e freschezza eleganti, in ottimo equilibrio con calore e morbidezza. Sul finale una piccola prevaricazione acida accompagna la buona persistenza fruttata e cioccolatosa, indizio della possibilità di ulteriore maturazione. Cantine Tora Loc. Tora, Torrecuso - Bn www.cantinetora.it

di Antonio Medici

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