Giovedì 17 Gennaio 2019 - 13:23

Video su Battisti, esposto contro Bonafede

La camera penale di Roma sta preparando un esposto dopo il video pubblicato sul profilo Facebook del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, in cui si riprendono le fasi legate all'arrivo in Italia di Cesare Battisti. Appena ultimato l'esposto sarà presentato in procura.

Nelle scorse ore, il video postato dal Guardasigilli ha sollevato un polverone di polemiche ed è stato oggetto di una valanga di commenti negativi e di critiche. A colpire di più la musica, adatta più al filmino di un matrimonio che a un video montato per ricordare i momenti principali dell'arrivo in Italia, all'aeroporto militare di Ciampino, dell'ex terrorista dei Pac Cesare Battisti. La clip si apre con una serie di immagini in bianco e nero, istantanee della vita di Battisti prima dell'arresto. Poi il racconto, circolato su tv e siti, dalla discesa dell'aereo alla saletta dell'aeroporto, con il 'palchetto' allestito per i ministri presenti, il discorso di Bonafede, la folla di telecamere, fotografi e cronisti.

A sollevare critiche sul video è stato anche il Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà, Mauro Palma, che ha chiesto a Bonafede la rimozione del filmato. "Il video postato dal ministro della giustizia e pubblicato sulla rivista online ministeriale si aggiunge a quel riferimento al 'marcire' che il ministro dell'Interno ha più volte espresso in suoi video: riferimento che indica una finalità della pena detentiva opposta a quella voluta dalla nostra Costituzione" afferma Palma.

''Come Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà - spiega - ho atteso che calasse il clamore attorno all'operazione che ha riportato Cesare Battisti alla doverosa realtà dell'esecuzione di quella pena che la giustizia gli ha inflitto per quanto commesso. Un punto di arrivo che avrebbe richiesto un atteggiamento sobrio sul piano istituzionale e su quello della comunicazione. Non è stato così.

Il Garante "se da un lato confida - sulla base della più volte affermata volontà del ministro della giustizia del pieno rispetto della dignità di ogni persona - che si provvederà a rimuovere tali video, d'altro canto ritiene suo compito ricordare che epiteti, frasi e immagini che puntano ad acquisire consenso attraverso il ricorso a un linguaggio del tutto estraneo a quello del Costituente, finiscono per consolidare una cultura di disgregazione sociale e di tensione di cui il Paese non ha certamente bisogno''.

Quando Salvini diceva «mai esibire un catturato»

Il palchetto all'aeroporto di Ciampino per la conferenza stampa, il sorriso alla telecamera in divisa della Polizia e le decine di tweet sulla cattura di Cesare Battisti in sole ventiquattro ore. Eppure c'è stato un tempo in cui Matteo Salvini si diceva fermamente contrario alla "spettacolarizzazione" degli arresti. "Non la sopporto", tuonava infatti il ministro nel 2015 dalle pagine di Panorama in un'intervista dal titolo 'Da Yara a Loris: la cronaca nera secondo Matteo (Salvini)', la stessa in cui attaccava Alfano per aver twittato "a indagini in corso". Allora, il ministro dell'Interno sembrava avere le idee piuttosto chiare sul tema: conversando di cronaca nera e delle immagini dell'ingresso in carcere di Veronica Panarello, poi condannata per l'omicidio del figlioletto Loris, il leader del Carroccio giudicava "raccapriccianti, da far vergognare" le riprese con tanto di insulti della folla davanti alla prigione.

La colpa? Per Salvini della "spettacolarizzazione" degli eventi. Problema cui il leghista avrebbe così posto rimedio: "Chiederei agli inquirenti, agli avvocati, ai magistrati, di fare tutto nel massimo riserbo e nel massimo silenzio. Non dovrebbe trapelare - spiegava a Panorama - nessuna notizia, fino al processo non dovrebbe uscire nulla sui giornali. Poi non bisogna mai esibire un catturato. Se devi portare via uno, lo porti via di nascosto, la notte. Vedi Bossetti, per esempio", sosteneva.
Poi la stoccata all'allora ministro Angelino Alfano, 'reo' insieme alla stampa di aver in qualche modo alimentato il 'circo mediatico' intorno al caso Bossetti fra "notizie e indiscrezioni sui giornali che investono la moglie, i parenti, le sorelle. Valanghe di fango per tutti. Una porcheria. Anche la politica - spiegava - ci ha messo del suo in questo caso, il ministro dell’interno Angelino Alfano che un minuto dopo l’arresto twitta abbiamo preso l'assassino". E ancora: "Un ministro dell'Interno che twitta su indagini in corso non merita neppure un commento. Il fatto in sé la dice tutta sul quel personaggio lì". Tre anni dopo, diventato titolare del Viminale, un 'cinguettio' su dei fermi a blitz ancora in corso costerà a Salvini una durissima polemica con la procura di Torino e i vertici del Csm.

Regionalismo differenziato, bagarre in Consiglio regionale

NAPOLI. «Le Cinque Stelle, quando non sono d'accordo con quello che dice un collega, hanno una tecnica molto semplice: impedirgli di parlare. Questo per me si chiama squadrismo». Lo ha detto il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, al termine della seduta monotematica del Consiglio regionale della Campania sul regionalismo differenziato, durante la quale ci sono stati momenti di tensione con i consiglieri del Movimento 5 Stelle. «Manca in alcuni di questi esponenti l'abc della cultura democratica. Mi è stato impedito l'esercizio del mio diritto alla parola, come già accaduto ripetute volte, perché ci sono stati consiglieri che non essendo d'accordo con i contenuti del mio intervento hanno ritenuto di mettere in campo una campagna di aggressione personale, tradotta nel togliere la parola al presidente della Regione Campania. Assistiamo alla ripetizione di un'assoluta mancanza dell'abc della cultura democratica», ha concluso. 

SUD A TESTA ALTA. «Dobbiamo contrastare la tendenza a separare le Regioni ricche dal resto del Paese, ma potremo presentarci a discutere di federalismo solo se ci presentiamo con il Sud a testa alta» ha detto De Luca nel suo intervento. «Se ci presentiamo con l'immagine del Sud straccione, inconcludente, clientelare e amministrativamente nullo - ha aggiunto De Luca - credo che non avremo nessuna credibilità. Dobbiamo presentarci come classe dirigente che fa la sua battaglia di civiltà nel Sud, perché c'è un divario di civiltà e di spirito civico tra Nord e Sud di cui dobbiamo prendere atto. Oggi dobbiamo sapere che la realtà più dinamica d'Italia è Milano, dove si ragiona a 20 anni, dove si accetta la sfida della competizione con il resto del mondo, dove si respira un clima di fiducia nel futuro, dove ci sono i grandi flussi finanziari». Anche per questo, ha sottolineato De Luca, «l'8 febbraio inaugureremo la sede di Regione Campania e Unioncamere a Milano proprio per collegarci a quei flussi finanziari». 

LOMBARDIA DA SOLA NON CONTA NULLA POLITICAMENTE. «Oggi la Lombardia è la regione più ricca non d'Europa, ma del mondo. Secondo me Milano è il vertice della ricchezza e della qualità della vita nel mondo. Ma bisogna essere ciechi per non capire che la Lombardia da sola rischia di essere una piccola Olanda, un piccolo Lussemburgo che sul piano politico non conta assolutamente nulla». Lo ha detto il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, intervenendo nel corso seduta monotematica del Consiglio regionale della Campania sul regionalismo differenziato. «Le vicende della storia e i cicli economici sono fatti di alti e bassi - ha aggiunto De Luca - e solo qualche decennio fa esaltavamo il Nordest, che poi è entrato in crisi. Anche la Lombardia e le Regioni ricche hanno interesse a essere parte dinamica di un grande Paese». 

Flop Grillo a Oxford, social all'attacco

La notizia del 'flop' di Beppe Grillo a Oxford rimbalza sui social. E la rete va all'attacco del comico padre nobile e garante del M5S. A fornire un dettagliato resoconto della giornata nera di Grillo, ospite ieri degli studenti del prestigioso ateneo britannico, è stato il Corriere della Sera, presente all'incontro nel quale il pentastellato è stato duramente contestato fra cori di "buu" e qualche "buffone". Ad accendere la miccia, sembra, soprattutto le posizioni di Grillo sui vaccini, ma anche la vaghezza delle risposte del comico a precise domande ripetute più volte e la tendenza dell'ospite al monologo. Un comportamento, quello descritto dal Corsera, che la platea non ha per nulla apprezzato: "Sei patetico!" e "la politica è una cosa seria", alcune delle grida indignate fra i presenti e riportate dal quotidiano.

Il flop a Oxford ha prevedibilmente sollevato un polverone sui social dove molti utenti hanno voluto lasciare un commento, talvolta al vetriolo, sull'esito della trasferta del garante. "Beppe Grillo contestato a Oxford su vaccini e AIDS replica dicendo: "Non siete cortesi". Proprio lui che aveva un "vaffanculo" per tutti", sottolineano, chiedendo poi di trovare "le differenze: Grillo preso a pesci in faccia a Oxford, in Italia ha fondato con una società di marketing un partito che ora governa. Fermiamo la fuga di cervelli, chiediamo ai cervelli all'estero di invaderci". E ancora: "Grillo a Oxford: la prima esperienza di fronte ad un pubblico pensante è stata un vero trauma" oppure "a quanto pare i feedback cambiano quando, anziché dire minchiate in una piazza colma di presuntuosi e presunti saccenti, si "professa" davanti a chi i libri li ha aperti e non solo per colorarli". Ironizzano gli utenti, mentre assicurano che le contestazioni non saranno certo un'esclusiva degli studenti inglesi: "Vorrei solo dire che se venisse in qualsiasi università d'Italia faremmo la stessa identica cosa di Oxford. Io - scrive Carolina - garantisco per i miei colleghi".

Migranti, de Magistris firma direttiva per l'iscrizione all'anagrafe dei richiedenti asilo

NAPOLI. Il sindaco di Napoli Luigi de Magistris ha firmato una direttiva dando disposizione agli uffici dell'anagrafe comunale di procedere con l'inserimento anagrafico dei cittadini migranti presenti sul territorio cittadino ed in possesso del permesso di soggiorno temporaneo per richiedenti asilo. «Nonostante l'attuale legge 132/2018 all'articolo 13 primo comma formalmente impedisca l'iscrizione anagrafica dei migranti in possesso di tali requisiti posti per vari motivi al di fuori dei circuiti dell'accoglienza, riteniamo che un simile provvedimento sia lesivo da un lato della dignità e dei diritti delle persone e rischioso dall'altro per gli enti locali che si propongono di mettere in campo tutte le procedure necessarie per promuovere politiche di inclusione sociale e di contrasto alla povertà estrema» affermano in una nota l'Assessore ai diritti di cittadinanza Laura Marmorale e l'Assessore all'anagrafe Monica Buonanno.

«Nel corso degli ultimi anni, difatti, in particolar modo da quando si è radicata la costituzione dei Cas (centri di accoglienza straordinaria) sui territori, abbiamo potuto notare l'inefficienza di tale sistema di accoglienza, che ha prodotto un numero altissimo di fuoriusciti da tali circuiti che spesso, quando non riuscivano ad essere assorbiti nei percorsi Sprar, finivano con “l'abitare" le strade delle città (quelle più grandi in particolare), andando ad ingrossare ulteriormente le fila delle persone senza dimora la cui cura e presa in carico ricade prevalentemente sugli enti locali - continuano - La possibilità di una iscrizione anagrafica consentiva, di conseguenza, la possibilità di inserire questi migranti nei circuiti di accoglienza anche a bassa soglia e di orientarli correttamente ai servizi di base, compresi quelli sanitari, per cui risulta necessaria la residenza, soprattutto per cure mediche specialistiche o per ricoveri dedicati. L'attuale ridimensionamento delle strutture Sprar (che di fatto ne mortifica e riduce drasticamente le potenzialità e le capacità di accoglienza) e l'impossibilità di iscrivere i richiedenti asilo ai circuiti anagrafici produrrà intere sacche di persone abbandonate, escluse, emarginate, aumentando, di fatto, anche la possibilità di conflitto sociale con la popolazione locale e, in ultimo, renderà praticamente impossibile, per le Commissioni territoriali, rintracciare i richiedenti asilo sui territori per comunicare le date delle audizioni o i loro esiti».

«Pur consapevoli dell'impossibilità di non applicare una legge dello stato e in attesa che gli organi competenti ne valutino il carattere di incostituzionalità - concludono - il Comune di Napoli, anche al fine di valutare e tarare le proprie politiche di contrasto alla povertà estrema, attraverso la direttiva del sindaco de Magistris, dà mandato all'Ufficio Anagrafe di non privare i cittadini stranieri richiedenti asilo posti al di fuori dei circuiti di accoglienza della possibilità di essere inseriti nell'elenco della popolazione temporanea previsto dall'art. 32 del d.p.r. 223/1989, quale minima misura di tutela dei diritti fondamentali ad essi facenti capo, indicando anche, come indirizzo di prossimità, la sede del Servizio comunale centrale di Contrasto alle Nuove Povertà per poter consentire di ricevere e inviare comunicazioni alle commissioni territoriali».

IL VIDEO

Il presidente della Camera Roberto Fico allo spettacolo di Beppe Grillo

NAPOLI. «Stasera non parlo di temi politici, sto assistendo allo spettacolo di un amico». Nessun commento dal presidente della Camera, Roberto Fico (nella foto Agn di Stefano Renna), su Tav, reddito di cittadinanza e sulla tenuta del governo gialloverde. Avvicinato dai giornalisti all'esterno del teatro Diana di Napoli, dove si svolge “Insomnia”, lo spettacolo di Beppe Grillo, Fico dice di essere «contento» della presenza del comico genovese a Napoli: «Era parecchio che non l'ascoltavo, lui è un mio amico, è nella mia città, quella che amo e per cui Beppe si è speso molto negli ultimi 14 anni». Quella di stasera è la seconda serata dello show del comico genovese nella sala vomerese. Beppe Grillo è entrato nel teatro senza fermarsi a parlare con i giornalisti.

Fondi a Radio Padania, è polemica

E' polemica sui fondi a Radio Padania, dopo l'articolo pubblicato oggi dal quotidiano 'la Repubblica' secondo il quale il ministero dello Sviluppo Economico guidato da Luigi Di Maio avrebbe stanziato 70mila euro per l'emittente diventata digitale dal 2016. Fondi, scrive il quotidiano, "che potrebbero aumentare se il ministero dell'Economia assegnerà al fondo per il pluralismo dell'informazione la quota di extragettito del canone Rai".

Tra i primi a commentare la notizia, l'ex presidente della Camera Laura Boldrini: "Non solo dopo aver gridato 'onestà, onestà!' si sono alleati con chi ha illecitamente sottratto 49 milioni di euro ai cittadini. Ma ora Di Maio fa i tagli all'editoria tranne che alla radio leghista a cui il Mise regala 70.000 euro di soldi pubblici scrive su Twitter la deputata di Leu accompagnando il post con gli hashtag #DoppiaMorale e #RadioPadania.

"Il bello - le fa eco il presidente dei senatori Pd Andrea Marcucci - è che dicevano di perseguire il modello BBC. Tagliano progressivamente fondi editoria, dimezzano risorse per convenzione con Radio Radicale, però poi Di Maio stanzia 70mila euro per Radio Padania".

A stretto giro, la replica di Di Maio: "Oggi 'Repubblica' e la Boldrini mi attaccano sul finanziamento a Radio Padania. Bene! Così posso chiarire la questione - dice il vicepremier in una diretta Facebook -. Prima di tutto ancora non abbiamo assegnato un solo euro a nessuna emittente radiofonica, perché ho predisposto un supplemento di istruttoria sulle radio politiche che otterranno questi finanziamenti grazie al bando del governo Gentiloni. Infatti criteri per cui risultano assegnati questi fondi sono di un bando fatto nel 2017".

"Praticamente - aggiunge Di Maio - i soldi a Radio Padania glieli ha dati il Pd. Che geni! Ma mi duole informare la sedicente sinistra che nell’elenco c'è anche Radio Popolare, emittente cara a Laura Boldrini, leader di quella sinistra ipocrita ma col portafoglio sempre pieno di soldi pubblici, a cui spetterebbero solo questo anno più di 370mila euro (a Radio Padania 70.000)".

"Sono tante le norme che dobbiamo rivedere sui finanziamenti pubblici e ci stiamo già lavorando. Una cosa è certa: per il prossimo bando - conclude Di Maio - la musica cambia. Come è cambiata per i finanziamenti ai giornali, per i vitalizi e per le pensioni d'oro".

 

Salvini: mai legalizzazione cannabis

ROMA. "Non passerà mai e non è nel contratto di governo". Così il vice premier Matteo Salvini a margine dell'inaugurazione di una nuova sede dell'Ugl, a Milano, rispondendo a una domanda relativa alla proposta di legge sulla cannabis, dei Cinquestelle. "Se dobbiamo sconfiggere davvero la criminalità togliamo dalle strade la prostituzione a cielo aperto, come fanno in altri Paesi" aggiunge poi in diretta Facebook da Milano. "Pensiamo a questo piuttosto che pensare a legalizzare le canne", sottolinea Salvini. "Qualche parlamentare di preoccupa di legalizzare le canne, non c'è nel contratto e non penso sia priorità di questo Paese", aggiunge il ministro dell'Interno.Uno stop mal digerito da Matteo Mantero, senatore M5S e firmatario del ddl sulla legalizzazione della cannabis. "Esiste il contratto di governo - dice all'AdnKronos Mantero - ma anche la Costituzione, che dà al Parlamento la centralità del potere legislativo". "Su questi temi - insiste il senatore ligure - il Governo dovrebbe farsi da parte senza mettere in forse l'equilibrio della maggioranza e lasciare che il Parlamento faccia il suo percorso, con maggioranze anche trasversali. Magari con possibili contributi anche da parte della Lega, perché non credo che tutti i leghisti si oppongano al ddl in maniera pregiudiziale. Quelli che si informano non hanno una opinione in contrasto con la legalizzazione". "Peraltro dal ministro dell'Interno mi aspetterei un po' di attenzione, visto che la Direzione distrettuale antimafia da anni dice che il contrasto alle droghe leggere è inefficace e che la legalizzazione infliggerebbe un enorme colpo alla criminalità organizzata", osserva ancora Mantero.

Fonti Lega: «Crisi di governo dietro l'angolo»

"Una crisi di governo è possibile e potrebbe anche essere prima delle Europee". E' quanto sostengono con l'AdnKronos autorevoli fonti della Lega, convinte che, per quanto pubblicamente lo stesso Matteo Salvini smentisca questa ipotesi, la crisi sia ineludibile: "Come si fa ad andare avanti così? Tav sì, tav no, migranti sì, migranti no, Pedemontana sì, Pedemontana no. Non può durare una situazione così comica". Le fonti, certe di un nuovo successo della Lega, indicano le regionali del 9 e 10 febbraio in Abruzzo come il momento di un possibile 'redde rationem' con gli alleati del M5S; al massimo subito dopo le elezioni europee del 26 maggio.

Decreto sicurezza, Daniele: reazione del centrosinistra inadeguata

NAPOLI. "Il decreto sicurezza fa schifo. Non risponde alle esigenze di sicurezza del paese e, soprattutto, non investe nel comparto, almeno nel Mezzogiorno, dove il contrasto alla criminalità necessiterebbe di forti investimenti nel settore". A dichiararlo il consigliere regionale Gianluca Daniele che prosegue: "Invece di avviare una grande lotta unitaria di tutte le forze di centrosinistra, partendo dai Presidenti di Regione e dai Sindaci, assistiamo al solito spettacolo di divisioni tra chi è più di sinistra, nella totale assenza di un’iniziativa politica da parte del principale partito di opposizione, il Partito Democratico, sia a livello nazionale che a livello locale. Entrando nel merito del decreto va sottolineato che l’introduzione del taser, esteso ai vigili urbani nei comuni al di sopra dei 100mila abitanti partirà in fase sperimentale e senza molte indicazioni sull’utilizzo, invece, all’estero viene indicato, per esempio, per quali motivi può o non può essere usato. Rispetto alla pratica delle regolarizzazioni c’è il rischio concreto che questa crei ancora più clandestini senza possibilità di rimpatrio con i problemi che ne deriverebbero per i comuni ospitanti. Per quanto riguarda le forze di polizia saranno stanziati 38 milioni per gli straordinari e le indennità accessorie. Una cifra ridicola nemmeno sicura! A mio avviso per lavorare serenamente servirebbero almeno 500 milioni per l’assunzione di circa 8000 poliziotti che andrebbero a sanare, in parte, i danni causati dal blocco del turnover con la perdita di ben 10 mila unità e tagli di circa 7 miliardi avvenuti negli ultimi dieci anni. Secondo me - prosegue Daniele - bisogna affrontare la questione dal punto di vista politico per quanto concerne una grande forza riformista e di sinistra. Infatti, va messa in atto una grande mobilitazione nel Paese delle forze politiche e sociali per denunciare le carenze normativi del decreto e la scarsità di risorse che sono destinate al comparto sicurezza. Sono fermamente convinto - conclude il consigliere - che la strada intrapresa con il decreto sicurezza sia sbagliata perché contrasta con i valori di solidarietà, accoglienza e uguaglianza. Sicurezza e sviluppo si creano attraverso la difesa di questi valori e della libertà degli esseri umani di potersi spostare e circolare e di essere tutelati e salvati".

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