Lunedì 18 Dicembre 2017 - 0:21

Il ritorno di Mastella: senza di noi
il centrodestra perde

NAPOLI. "Berlusconi oggi è garanzia democratica come noi". Lo ha detto Clemente Mastella durante l'evento alla stazione Marittima di Napoli per lanciare Udeur 2.0. "La nostra scelta deve essere realizzare un'alleanza di buon vicinato. È chiaro che c'è una ragione se la Dc al Sud è forte - ha aggiunto - La gente ci vota perché rappresentiamo qualcosa. Salvini non può mai rappresentante le aree meridmeridionali. Potrà prendere qualche cifra in più dello zero ma nei collegi a differenza del Nord non ha possibilita. Nei collegi o combattiamo noi o non ce la si fa. Neanche Fdi è più forte di noi". Più il passaggio relativo all'incadidabilitá di Silvio Berlusconi leader di Fi. "È bislacco che l'Ue chiede a noi di velocizzare tempi e poi la giustizia europea non decide su Berlusconi - ha evidenziato Mastella - È irrituale". Per il sindaco di Benevento la cosiddetta quarta gamba è la seconda forza all'interno della coalizione di centrodestra. "Ci sono quattro componenti nel centrodestra e noi siamo la seconda - ha concluso - Oggi credo che per realizzare il 3 per cento serve lo scudo crociato. Ringrazio Cesa per essere qui".

Sicilia, Miccichè presidente dell'Assemblea regionale

PALERMO. È Gianfranco Miccichè il nuovo presidente dell'Assemblea siciliana. Il candidato di Fi, oltre ai 35 voti della maggioranza che si è espressa compatta, ha ricevuto 4 voti provenienti da Pd e Sicilia futura. 

Pensioni d'oro, scontro Renzi-Di Maio

ROMA. Taglio delle pensioni (d'oro) al centro dell'ultimo scontro tra Partito democratico e Movimento 5 Stelle. Ieri Luigi Di Maio aveva detto di voler "riportare l’età pensionabile all’epoca preFornero. Per farlo ci concentreremo sulle pensioni d’oro (che ci costano 12 miliardi) e sui 50 miliardi di sprechi dello Stato".

"Se vogliamo prendere 12 miliardi di euro dalle pensioni dobbiamo tagliare a chi prende 2.300 euro di pensione. Ci rendiamo conto? Qualcuno può legittimamente dire che duemila euro di pensione sono una pensione d'oro? A noi sembra folle" scrive oggi su Facebook Matteo Renzi che aggiunge: "Noi in questi anni abbiamo fatto tanta fatica a rimettere il segno più nelle statistiche del Paese: il Pil, l'occupazione, la fiducia. E adesso davvero c'è qualcuno che vuole sciupare tutto affidando il Governo a chi non riesce neanche a leggere i numeri di un bilancio? Andiamo avanti, amici. Avanti insieme".

LA REPLICA DI DI MAIO. In realtà in serata Di Maio aveva già specificato: "Noi vogliamo abolire le pensioni d'oro. Ma non bisogna fraintendere tra 5mila euro netti e 5mila euro lordi. Per noi le pensioni d'oro sono quelle da 5mila euro netti in su". "Secondo i nostri studi, che presenteremo nei prossimi giorni, si possono recuperare 12 miliardi in 3 anni", ha poi aggiunto.

Boschi: «Vegas mi invitò a casa sua, io ho detto no»

ROMA. Sulle banche "nessun favoritismo nei confronti di mio padre e della mia famiglia, il governo di cui facevo parte ha commissariato il Cda di Etruria, mandando a casa tutti, compreso mio padre". A difendersi nel corso della trasmissione 'Otto e Mezzo' in onda su La7 è Maria Elena Boschi, sottosegretaria alla presidenza del Consiglio che ha deciso di chiarire la sua posizione e replicare in tv alle dichiarazioni di Giuseppe Vegas pronunciate oggi durante la commissione d'inchiesta sulle banche.

"Chi ha sbagliato deve pagare, mio padre come gli altri. Anche se ci sono lacune sulla Vigilanza" e "non c'è conflitto d'interessi, lo ha detto l'Antitrust. Mio padre non ha a ottenuto nessun trattamento di favore, qual è il favore di averlo mandato a casa?", ha ribadito Boschi che ha poi smentito l'eventualità di sue dimissioni: "No, le opposizioni sono due anni che ripetono la stessa cosa, quello che ho detto due anni fa lo ridico e lo confermo".

"C'è un attacco - ha sostenuto ancora -, non si cerca la verità sul sistema bancario ma ci si nasconde dietro un alibi per non parlare di quello che è accaduto. Non lascio non perché sono attaccata alla poltrona ma perché sono attaccata alla verità e non è giusto che io lasci perché qualcuno racconta bugie".

Sul presidente della Consob, Boschi ha poi rivelato: "Ho incontrato Vegas all'inizio del mio mandato come tutte le altre autorità, ci sono stati più incontri e abbiamo parlato del sistema bancario, non di Etruria. Forse Vegas si è scordato, ma ho i messaggini, il 29 maggio 2014 lui mi chiese di incontrarci in modo inusuale a casa sua alle 8 di mattina. Io ho detto no, semmai alla Consob o al ministero".

"Non ho chiesto nulla che eccedesse il mio ruolo - ha sottolineato -, non sono pentita di aver parlato con Vegas. Posso aver espresso preoccupazioni per una operazione che sarebbe stata fallimentare, quella della messa insieme di Etruria e Vicenza, c'era preoccupazione sul territorio, ma questo in una chiacchierata senza pressioni, e lo ha detto Vegas. Dopo, Etruria è stata commissariata, qual è il favoritismo?", ha aggiunto la sottosegretaria alla presidenza.

"E' capitato di parlare anche con Ghizzoni in diverse occasioni, ma non ho mai chiesto niente per favorire Etruria o fatto pressioni", ha poi ribadito.

E a Travaglio, presente in studio, Boschi promette battaglia: "Una azione di risarcimento danni le arriverà a breve, risponderà delle bugie. Se fossi stata uomo non mi avrebbe riservato quel trattamento, lei ha fatto i soldi andando in teatro con una donna poco vestita che ricordava in qualche modo me".

Minacce di querela anche per il leader M5S Di Maio: "Io mi auguro che risponda di una frase cosi grave, mi ha paragonato a Mario Chiesa. Sono gli avvocati a scegliere la strada migliore, valuteranno, ma per di Maio la querela credo ci stia tutta".

Boschi aveva annunciato su Facebook la sua partecipazione al programma nel pomeriggio, dopo l'audizione di Vegas: "Anche oggi ricevo attacchi dalle opposizioni sulla vicenda Banca Etruria. Confermo per filo e per segno tutto ciò che ho detto in Parlamento due anni fa. Tutto. Chi mi chiede le dimissioni perché avrei mentito in Parlamento deve dirmi in quale punto del resoconto stenografico avrei mentito. E i giornalisti hanno il dovere di indicare il passaggio in cui avrei mentito al Parlamento", si era difesa il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri.

"Ho incontrato più volte il presidente della Consob in varie sedi - spiegava Boschi - come ho incontrato altri rappresentanti istituzionali: mai e poi mai ho fatto pressioni. Mai. Non è giusto subire aggressioni sul nulla, ma non mi fanno certo paura. E voglio che tutti sappiano la verità. Dopo due anni di strumentalizzazione adesso basta. Ho chiesto a Lilli Gruber di ospitarmi stasera a Otto e Mezzo insieme a Marco Travaglio".

Mastella ci riprova: nasce a Napoli l'Udeur 2

NAPOLI. Nascerà sabato 16 dicembre "l'Udeur 2", nuovo soggetto politico di Clemente Mastella. Il sindaco di Benevento darà l'avvio alll'Udeur 2 sabato alle ore 10 nella Sala Congressi della Stazione Marittima di Napoli. "Lo devo a tutti quei militanti Udeur che sono stati ostracizzati e vilipesi in questi anni", spiega Mastella. "Ho un dovere nei confronti di chi ha pagato lo scotto dell'emarginazione per aver frequentato me - aggiunge Mastella - il modo in cui siamo stati esclusi dalla politica è ingiusto e umiliante, ma non coltiviamo né rancori né rivincite. L'umanesimo giudiziario e il Sud saranno priorità della nostra agenda politica, sullo sfondo i valori di laicità democristiana", conclude.

Il presidente della Consob: «Parlai con Boschi di Banca Etruria, ma nessuna pressione»

ROMA.  Ha incontrato l'allora ministro Maria Elena Boschi ma da parte dall'esponente del Governo "non c'è stata alcuna pressione"relativa alle preoccupazioni di una eventuale fusione tra Banca Etruria e Banca Popolare di Vicenza ma "solamente l'esposizione del fatto". Il presidente della Consob, Giuseppe Vegas, lo ha sottolineato durante la sua audizione da quasi 4 ore davanti alla commissione di inchiesta sulle banche.

"Espresse preoccupazione, perché a suo avviso l'aggregazione con la Popolare di Vicenza avrebbe provocato problemi" alle aziende che operano sul mercato dell'oro ad Arezzo, ha ricostruito il presidente dell'Autorità di vigilanza. "Io - ha quindi aggiunto - non potevo dire nulla, Consob non può intervenire sull'aggregazione delle banche. Lei mi ha illustrato la situazione, io le ho detto che non potevano fare nulla. Fu un incontro generico".

In un secondo incontro, ha detto ancora, "il ministro Boschi mi rese solamente noto che il padre sarebbe diventato vicepresidente della banca". Ricostruendo gli incontri, Vegas ha precisato: "L'ho vista la prima volta a Milano (quando Boschi espresse preoccupazione per l'integrazione con Bpvi, ndr), e doveva essere ad aprile 2014", poi "una o due volte al ministero e una volta a cena a casa mia, ma c'era anche altra gente".

Berlusconi getta la maschera: «Senza vincitori resti Gentiloni». Poi frena

ROMA. ''La soluzione più corretta'' è che ''resti al governo Gentiloni'', per ''almeno tre mesi''. Così Silvio Berlusconi, alla presentazione del nuovo libro di Bruno Vespa, risponde a chi gli chiede cosa sarebbe meglio fare in caso di stallo dopo le politiche.

''Sarebbe giusto proseguire con questo governo -rimarca il Cav- per consentire alle forze politiche di proseguire una campagna elettorale non brevissima'', che possa durare ''almeno tre mesi''. In serata Berlusconi poi diffonde una nota in cui afferma: "Leggo interpretazioni fantasiose su una mia affermazione di questo pomeriggio alla presentazione del libro di Bruno Vespa. In realta' ho detto una cosa assolutamente ovvia: io sono sicuro che nella prossima legislatura ci sara' una maggioranza di centro-destra che esprimera' un governo. Ho aggiunto che se pero' - per ipotesi teorica, formulata da chi mi intervistava - questa maggioranza non ci fosse, e quindi un nuovo Governo non si potesse formare, si dovrebbe tornare a votare dopo tre mesi. In questo caso, rimarrebbe evidentemente in carica il Governo Gentiloni, per il disbrigo degli affari correnti. È quanto prevede la Costituzione, non è un'indicazione politica, ne' tanto meno un auspicio. Mi dispiace che politici che dovrebbero essere esperti non conoscano il funzionamento delle Istituzioni".

Esplode lo scontro Lega-Fi. Salvini: «Basta incontri»

ROMA. "Sospendiamo qualsiasi tavolo e incontro con Silvio Berlusconi finché non avremo spiegazioni ufficiali sul voto contrario di Fi all'iter veloce per la legge Molteni che cancella lo sconto di pena per i reati gravissimi". Così il segretario della Lega Matteo Salvini dopo il no della commissione giustizia del Senato alla sede deliberante per la legge Molteni. "È una vergogna - prosegue Salvini - è l'ennesimo affronto alle donne e a tutte le vittime di violenza". 

Rosatellum, ricorsi inammissibili

La Corte costituzionale ha dichiarato inammissibili i conflitti di attribuzione tra poteri dello Stato sollevati sulle procedure di approvazione delle leggi elettorali Italicum e Rosatellum. Nella camera di consiglio di oggi, la Corte costituzionale ha infatti discusso, in sede preliminare di ammissibilità, quattro conflitti di attribuzione. "Tre conflitti - spiega una nota - sono stati presentati da alcuni soggetti che si sono qualificati allo stesso tempo come elettori, soggetti politici, parlamentari e rappresentanti di un gruppo parlamentare (Movimento 5 Stelle). Nessuno dei tre ricorsi individua in modo chiaro e univoco né la qualità in cui i ricorrenti si rivolgono alla Corte né le competenze eventualmente lese né l’atto impugnato. Tali gravi carenze degli atti introduttivi non mettono la Corte in condizione di deliberare sul merito delle questioni. Perciò ne è stata dichiarata l’inammissibilità". Il quarto ricorso, ricordano i giudici costituzionali, "è stato proposto congiuntamente dal Codacons, da un cittadino elettore e da un senatore contro il Governo, per aver posto la questione di fiducia, alla Camera dei deputati, durante l’iter di approvazione della legge elettorale cd. Rosatellum. Per ragioni analoghe anche tale conflitto è stato dichiarato inammissibile. Inoltre, posto che un senatore non ha titolo per sollevare conflitto contro il governo, per di più lamentando vizi del procedimento parlamentare seguito presso la Camera dei deputati, nessuno dei ricorrenti è, nel caso di specie, qualificabile quale potere dello Stato".

Salvini: «Farò piangere la Fornero»

ROMA. Matteo Salvini scende in piazza contro lo Ius soli , la legge che riforma la cittadinanza, e che dopo il sì della Camera, da due anni è ferma al Senato. "Se lo ius soli non sarà legge è grazie alla Lega e grazie a voi" ha affermato il segretario della Lega, durante la manifestazione in corso a Roma, ricordando le "trecentomila firme" raccolte domenica scorsa. "La cittadinanza - ha proseguito Salvini - è importante, è una scelta di vita, di cultura, che va fatta quando sei responsabile, consapevole maturo. Non è un regalo elettorale che fai ad un bambino di 11 anni, che ha gli stessi diritti e doveri di mio figlio. La cittadinanza è un percorso, va voluta, va meritata".

"Per me gli italiani non sono quelli che hanno la pelle bianca", continua Salvini, "ma anche gli immigrati regolari e per bene che portano contributo a nostra società". "Il governo Salvini -ha aggiunto- avrà le porte spalancate per le donne e i bambini che scappano dalla guerra, ma per quelli che non scappano dalla guerra e ce la stanno portando in casa nostra biglietto di sola andata per tornare a casa loro: via per via, piazza per piazza, paese per paese. Accoglienti, solidali, generosi, ma non fessi".

 

MIGRANTI - "Ho visto il bilancio di una cooperativa della provincia di Vercelli, pre immigrazione, post immigrazione - sottolinea Salvini - pre sbarchi era di 260mila euro, nell'arco di due anni si è riconvertita dai disabili agli immigrati e sono passati ad un fatturato di 8 milioni di euro. A questa gente andremo a chiedere indietro i soldi fino all'ultimo euro. Troppo facile mollare il disabile e arricchirsi sul clandestino".

CENTRODESTRA - Quanto all'accordo con il centrodestra, Salvini ha detto che chiederà "che venga firmato prima per evitare liti dopo. Patti chiari amicizia lunga". Come centrodestra, ha spiegato, "non possiamo essere l'arca di Noè che raccatta chiunque per dargli un seggio nel prossimo Parlamento". "Se governo di centrodestra sarà, come sarà, chiedo agli alleati un patto di orgoglio e dignità - ha rimarcato -. A Bruxelles si va per fare l'interesse nazionale di sessanta milioni di italiani, non si va con il cappello in mano, si vanno a chiedere i nostri diritti".

ELEZIONI - Il numero uno della Lega ha anche lanciato una sfida al segretario del Pd, Matteo Renzi: "Ovunque si candiderà Renzi ci sarò anch'io" ha annunciato. "Mi piacerebbe sfidare in un collegio Renzi e nell'altro la Boldrini - ha aggiunto - così nessuno dei due si offende".

BIDEN - Salvini non ha poi risparmiato l'ex vicepresidente di Obama, Joe Biden, che ha parlato di interferenze russe sul referendum costituzionale dell'anno scorso. Secondo Biden Mosca ora starebbe aiutando M5S e Lega in vista delle elezioni. "Il vicepresidente di Obama che dice che ci sono influenze sul voto italiano ed europeo - ha aggiunto - guarda caso ha il figlio che poco tempo fa è stato nominato nel Consiglio di amministrazione della più grande azienda energetica dell'Ucraina. Avete capito i poteri forti?". "Stimo Putin a gratis e non a pagamento" ha quindi evidenziato Salvini.

PENSIONI - Sul tema pensioni,il segretario della Lega ha poi tuonato contro la legge Fornero. "Non vedo l'ora di vincere per stracciare la legge Fornero e farla piangere un'altra volta. Ne piange una e sorridono in milioni".

ANTIFASCISMO E POTERI FORTI - Sul palco, il leader del Carroccio ha parlato anche del corteo antifascista a Como: "Ieri nella bellissima città di Como c'è stata una manifestazione che guardava al passato, con un gruppo di persone a combattere contro presunte dittature, portando in giro bandiere rosse con la falce e il martello che hanno 100 milioni di morti sulla loro sporca coscienza".

"Invece di fare le sfilate con la falce e il martello in giro per Como, sono più preoccupato dell'influenza vera che hanno in Italia e nel mondo alcuni poteri forti - ha detto Salvini -. Fosse per me riterrei persona e associazione indesiderate quegli organismi che ad esempio dipendono sa uno dei più beceri speculatori di sempre, il signor George Soros, che sta riempiendo di immigrati mezzo mondo".

"Mettiamo fuori legge - ha aggiunto - chi danneggia l'interesse nazionale, chi sta sponsorizzando con novecento milioni di euro ogni anno tutte le lobby che si occupano si droga, di presunti diritti. Altro che hacker russi, dovrebbero essere messi fuori legge in Italia quegli organismi che tolgono sovranità ai nostri cittadini, che si propongono un'immigrazione fuori controllo e illimitata, una civiltà, senza diritti senza lavoro e senza valori".

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