Lunedì 18 Giugno 2018 - 5:59

Elezioni, al voto in 20 Comuni del Napoletano

di Antonella Monaco

NAPOLI. Archiviata la campagna elettorale, oggi è il giorno della verità in venti Comuni della provincia di Napoli chiamati ad eleggere il nuovo sindaco e rinnovare il consiglio comunale. Ottantuno i candidati sindaci in corsa, tra questi soltanto 7 donne, appoggiati da un esercito di aspiranti consiglieri distribuiti in 232 liste.
Seggi aperti (e altamente sotto controllo) dalle 7 alle 23, poi via allo spoglio delle schede e ai festeggiamenti nelle piazze. Due i primi cittadini praticamente già eletti: Pasquale Raimo a San Vitaliano e Carlo Esposito a Pollena Trocchia, unici candidati nei due comuni, dove da sconfiggere ci sarebbe evantualmente solo l’astensionismo. Dodici i centri con possibile ballottaggio il 24 giugno: Afragola, Brusciano, Castellammare, Cercola, Forio d’Ischia, Ottaviano, Qualiano, Quarto, San Giuseppe Vesuviano, Torre del Greco e Volla. Una probabilità molto alta viste le spaccature dei partiti in molti comuni. Otto le sfide nei comuni con meno di 15mila abitanti e quindi a turno unico: Casandrino, Cimitile, Palma Campania, Sant’Agnello, Scisciano oltre e Pollena Trocchia e SanVitaliano.
Partiti divisi e grandi assenti. A Quarto fuori dai giochi le liste del centrodestra in conseguenza della esclusione di Massimo Garrusso. A Torre del Greco, invece, assente il Pd per mancanza di lista e con un Movimento 5 Stelle “agguerrito” nel tentare l’exploit con il ricercatore Luigi Sanguigno. Una città che deve archiviare una pagina scura della politica cittadina con dimissioni, scandali e arresti. Ben sette gli aspiranti primi cittadini: ci sono anche l’ex vice sindaco di Borriello e l’ex presidente del Consiglio. A Boscoreale non c’è il Movimento 5 stelle.
A Qualiano l’uscente De Luca prova a fare il bis anche se ostacolato dal centrodestra, dalla Lega e dai grillini. Riconferma alla quale aspira anche Luca Capasso che si ritrova contro tre concorrenti tra cui anche lo sconfitto di cinque anni fa, Andrea Nocerino.
A San Giuseppe Vesuviano l’ex sindaco Ambrosio tenta di riconquistare la poltrona di sindaco mandando all’opposizione l’uscente Catapano. Corsa a cinque a Brusciano, con la sinistra divisa tra Giuseppe Montanile e Antonio Castaldo e con fari puntati sul giudice in pensione Carmine Antonio Esposito che potrebbe rappresentare la vera sorpresa di questa tornata.  A Cercola, il cammino dell’uscente Fiengo è ostacolato da quattro competitor.
In Costiera, Sagristani prova a fare poker a Sant’Agnello. Grande attesa e confusione a Castellammare di Stabia, città contrassegnata da ben tre scioglimenti del Consiglio in otto anni. In campo volti già noti della politica e candidati che hanno cambiato casacca in passato trasmigrando da schieramenti di centrodestra a quelli di centrosinista e viceversa. Cimmino ci riprova con i partiti di centrodestra in corsa compatti mentre il Pd riparte da De Angelis, ex Forza Italia. Di Martino, ex Pd e Rifondazione comunista, è oggi a capo dell’area moderata comosta da liste civiche. Scala con Leu e Nappi con i 5stelle sono gli outsider.

Nomine, la partita non è chiusa

La partita delle ultime nomine di governo, con la scelta dei viceministri e dei sottosegretari, si chiuderà la prossima settimana. Ma i partiti - leggi M5S e Lega - aspettano di vedere quale sarà l'esito della tornata elettorale del 10 giugno che vedrà in cabina oltre 6,5 mln di italiani.

In ballo c'è la guida di importanti città, con tanti capoluoghi di provincia al voto: dal nord, dove si vota a Brescia, Sondrio, Imperia, Treviso, Vicenza; al centro, con urne aperte a Massa, Pisa, Siena, Ancona, Terni, Viterbo, Teramo, per finire con il sud, che vede sfide importanti ad Avellino, Barletta, Brindisi, Catania, Messina, Ragusa, Siracusa e Trapani.

A Via Bellerio, è il ragionamento che viene fatto, è quello che una vittoria netta del Carroccio, data per probabile in molte realtà locali, non solo nelle regioni tradizionalmente a trazione leghista, potrebbe rafforzare nomi e numeri di quanti andranno ad occupare le ultime poltrone per completare la compagine del governo gialloverde.

Questo significherebbe che lo schema di distribuzione delle caselle di sottogoverno, dato per ormai 'timbrato' da Di Maio e Salvini, potrebbe essere rivisto. Ritoccando, seppur di poco, la provenienza di quanti arriveranno nei ministeri da viceministri e sottosegretari.

A quanto si apprende, infatti, la quota 20 sottosegretari e 5 viceministri appannaggio M5S, a fronte di 15 sottosegretari e 3 viceministri per la Lega, potrebbe essere rimodulata a inizio della prossima settimana. Restano poi in pole nomi di Alberto Bagnai, Armando Siri e Edoardo Rixi sempre in prima fila per un posto da viceministro in dicasteri 'economici'.

L'esordio di Conte tra i big

Ha esordito tra i big della Terra con una dichiarazione che ha spiazzato tutti. "Sono d'accordo con il presidente Trump - ha scritto su Twitter il premier italiano Giuseppe Conte arrivando in Canada per il G7 - la Russia dovrebbe rientrare nel G8. E' nell'interesse di tutti". Quindi ha spiegato: "l'Italia è sempre stata tradizionalmente fautrice della considerazione della Russia nell'ambito del G8".

Dopo essersi allineato con Trump, però, Conte non ha rotto con l'Europa. Parlando della possibilità di porre il veto sul rinnovo delle sanzioni a Mosca ha aggiunto: "Non chiedetemi adesso le posizioni perché nel confronto con gli altri partner valuteremo. C'è questa sensibilità, una maggiore apertura al dialogo" ma "questo non significa stravolgere un percorso che è attualmente definito ed è collegato anche all'attuazione degli accordi di Minsk per quanto riguarda il sistema delle sanzioni"

A Charlevoix, primo banco di prova internazionale per il neopresidente del Consiglio, Conte si è detto "il portavoce degli interessi degli italiani". "Sicuramente sono qui a esprimere una posizione forte politicamente, perché io sono forte di una legittimazione politica molto intensa - ha rimarcato -. Siamo appena passati da un voto di fiducia che ha dato una larga maggioranza e di questo sono pienamente consapevole e sono qui a rappresentare in modo forte e determinato le nostre posizioni".

Il primo giorno di Conte è stato all'insegna dei temi 'caldi' come i rapporti commerciali tra Stati Uniti e Ue. Prima ha avuto un bilaterale con il presidente della Commissione Europea Jean Claude Juncker e poi con il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, con il quale ha affrontato il tema di migranti e delle sanzioni all Russia. "A entrambi ho posto quelle che sono le nostre priorità, cioè la riforma della disciplina del regolamento di Dublino sulla migrazione e la questione della crescita, dello sviluppo" ha sottolineato Conte.

Per quanto riguarda il tema migranti e in particolare la riforma del regolamento di Dublino, il premier italiano ha spiegato di aver "espresso la posizione di totale insoddisfazione dell'Italia per le proposte che sono attualmente discusse" definendole "assolutamente insoddisfacenti". "Com'è stato detto autorevolmente da altri partner dell'Unione europea, - ha precisato Conte - l'Italia è stata lasciata sola in tutti questi anni nella gestione dei flussi migratori. E questo è inaccettabile".

Il premier ha incontrato in bilaterale anche i leader europei, il presidente francese Emmanuel Macron e la cancelliera tedesca Angela Merkel. "Condividiamo un continente: l'Europa - scriverà poi su Twitter Macron, allegando una foto assieme a Conte -. Una storia e dei valori comuni: quelli dell'Europa". Durante una pausa del vertice, Conte ha avuto modo di scambiare anche qualche battuta con Trump, che si è congratulato con il premier italiano. "Avete riportato una grande vittoria, un grande risultato - ha detto Trump -. Complimenti, sono molto contento, tu sei il grande vincitore delle elezioni in Italia".

Sui dazi commerciali, Conte ha ammesso che "c'è molta conflittualità, ci sono state dichiarazioni anche molto veementi da parte del Presidente Trump, degli altri partner europei. Noi siamo qui per valutare le varie posizioni. Com'è nelle nostre corde, saremo portatori di una posizione moderata. Cercheremo di capire le ragioni che spingono ad assumere queste posizioni e ci comporteremo di conseguenza".

Oggi il premier parteciperà alle sessioni di lavoro dedicate, tra gli altri, ad ambiente e sostenibilità. Per il presidente del Consiglio, tra l'altro, c'è in agenda un bilaterale con la prima ministra britannica Theresa May.

Di Maio: «Chi delocalizza va fermato»

La colpa delle crisi aziendali "non è solo delle aziende. Certo, quelle che delocalizzano vanno fermate. Soprattutto se hai preso fondi dallo Stato. Questo non deve essere permesso, va fermato. Ma altre aziende sono in crisi e non ce la fanno perché magari hanno crediti con la pubblica amministrazione e lo Stato non li paga". Lo ha detto il vicepremier e ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, in diretta Fb.

Il ministro del Lavoro ha mostrato un faldone mentre in auto rientrava a Roma dalla Puglia dopo la campagna per le amministrative: "Queste sono le crisi aziendali che mi hanno raccontato solo nella giornata di ieri".

"Ci sono vertenze in tutta Italia, c'è tanta sofferenza in tutta Italia di persone che rischiano di perdere il posto di lavoro e che hanno paura. Questo malloppo è quello che ho raccolto in una sola giornata" ha detto. "Ci sono persone disperate che hanno famiglie, figli e vogliono garantirgli un futuro migliore", c'è "un costante senso di precarietà, tanta sofferenza, ci sono tanti problemi in giro per il Paese e noi li affronteremo uno a uno. Non mi risparmierò perché prima di tutto dobbiamo mettere più umanità nell'affrontare questi problemi. Ci sono persone in ballo e non numeri". "Sto rientrando a Roma, passerò i prossimi giorni a studiare dossier" su vertenze e crisi "che da lunedì affronteremo con incontri e approfondimenti con le parti sociali".

Di Maio ha fatto anche "un grande in bocca al lupo" ai candidati sindaco. "Avere sindaci M5S nei singoli comuni significa avere sindaci che hanno dalla loro parte il governo nazionale e che potranno parlare con i ministri per risolvere i loro problemi" ha sottolineato il vicepremier.

Migranti, Salvini: «Palma Campania, ci vediamo presto»

PALMA CAMPANIA. «E a sinistra qualcuno continua a dire che non esiste alcun problema invasione... amici di Palma, ci vediamo presto». Con un tweet il ministro dell'Interno Matteo Salvini raccoglie l'appello di Placido De Martino, industriale di Palma Campania, che, dalle pagine di Libero lo aveva invitato a visitare il paese in provincia di Napoli, denunciandone il grave stato di disagio dovuto a un'immigrazione fuori controllo che «ha cambiato il tessuto sociale, economico ed urbano della città, causando anche problemi sanitari». «Ringrazio il ministro Salvini per la tempestività con cui ha dimostrato di essere attento e sensibile alle esigenze dei cittadini anche al Sud, e per questo lo invitiamo quanto prima a venire da noi'», risponde ora De Martino, precisando: «Gli voglio simbolicamente aprire le porte della mia casa e della mia azienda per dimostrargli che l'idea di un sud autonomo e produttivo è possibile. Il nostro territorio infatti con le sue imprese lavora e vanta eccellenze riconosciute anche all'estero». «Un sud - conclude l'imprenditore campano- diverso dagli stereotipi e dai preconcetti».

Savona: «Rafforzare l'euro»

L'Unione europea si fonda sui pilastri dell'euro e del mercato comune che vanno rafforzati nell'interesse dei cittadini. E' l'opinione del ministro per gli Affari europei, Paolo Savona, contenuta in un messaggio di saluto con cui ha aperto la conferenza internazionale lotta alle frodi, alla quale sono presenti 81 delegati di 27 Paesi che partecipano al Cooperation Project 2, oltre al presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani e il comandante della Guardia di Finanza Giorgio Toschi.

"Due pilastri su cui si fonda l'Ue - ha detto Savona - sono il mercato comune e l'euro. L'uno implica l'altro. Noi chiediamo il rafforzamento di questi due pilastri al servizio dei cittadini europei. Questa iniziativa è pertanto una tappa indispensabile. Le frodi sono una violazione delle regole di buon funzionamento del mercato comune ben noto agli economisti".

"La lotta alle frodi - ha aggiunto Savona - è un compito indispensabile per quell’'Europa più forte e più equa' che si prefigge di raggiungere il governo di cui faccio parte". Grazie, quindi, per la vostra partecipazione e buon lavoro". La Conferenza internazionale 'Cooperation Project 2', è un'iniziativa promossa dal Comitato per la lotta contro le frodi nei confronti dell'Ue che opera presso il Dipartimento Politiche Europee e dal Comando Generale della Guardia di Finanza.

Approvato progetto Circumlago di Lago Patria Giugliano

GIUGLIANO. «Oggi, con l'approvazione del progetto definitivo della "Circumlago" di Lago Patria, abbiamo dimostrato che quando c'è la volontà politica di fare le cose, alla fine si ottengono dei grandi risultati». Ha commentato così il sindaco metropolitano Luigi de Magistris l’approvazione della delibera che definisce il progetto definitivo di sistemazione dell'intero tratto viario che gira intorno al Lago Patria di Giugliano. La Città Metropolitana in soli 9 mesi ha recuperato un lavoro di circa 11 anni ripartendo da zero con un processo di de-finanziamento in corso. «Ringrazio il sindaco Luigi de Magistris per averci creduto, sostenuto e aiutato fin dall'inizio in questo tour de force che ci ha portato, nei tempi stabiliti dalla Regione Campania ad approvare il progetto definitivo propedeutico alla decadenza del processo di de-finanziamento notificatoci  dalla Regione Campania nello scorso settembre» ha dichiarato il Consigliere Rosario Ragosta che ha lavorato in qualità di Consigliere Metropolitano Delegato alla Valorizzazione di Lago Patria, insieme all'amministrazione metropolitana e in particolare con il cons. Nicola Pirozzi, in tutte le sedi istituzionali, per cercare di dare di nuova credibilità al progetto.Il sindaco e il consigliere delegato hanno ringraziato gli uffici tecnici che hanno consentito il recupero degli interi importi stanziati e che rischiavano di essere persi per i ritardi che negli anni si erano accumulati e in particolare il  dirigente metropolitano Pasquale Gaudino per la priorità che ha dato a questo progetto e tutto l'ufficio che ha lavorato costantemente in stretta collaborazione con l'amministrazione comunale di Giugliano. Ora si  aspetta dalla Regione Campania la comunicazione ufficiale che il processo di definanziamento degli 8.600.000 euro sia definitivamente decaduto per predisporre il progetto esecutivo che consentirà di procedere alla realizzazione di questa importante opera che consentirà l'inizio concreto del rilancio della costiera nord della Città Metropolitana di Napoli.

Bonisoli agli Scavi: Pompei eccellenza italiana, più soldi per la cultura

POMPEI. «Ho scelto Pompei per la mia prima uscita pubblica, fuori da Roma, da quando ho preso l'incarico nel governo. Sono molto contento perché questa è una delle eccellenze che abbiamo in Italia, sia per il patrimonio che conserviamo qui, sia per il lavoro fatto in questi anni in termini di fruibilità e valorizzazione». Cosi il ministro dei Beni, delle Attività Culturali e del Turismo, Alberto Bonisoli, a Pompei per l'apertura alla stampa del cantiere dei nuovi ritrovamenti nella Regio V degli Scavi, con il direttore del Parco archeologico, Massimo Osanna e Il direttore generale del Grande Progetto Pompei, generale Mauro Cipolletta.

AREE TERREMOTATE. «Nelle prossime settimane mi recherò nelle regioni che sono state vittime del terremoto, nelle Marche, in Abruzzo, Umbria e Lazio per visitare questi siti che necessitano di un pochino di attenzione in più e cura particolare in questo momento che per loro è così complicato».

CREARE LAVORO CON LA CULTURA. «Fare profitto con la cultura non è il mio obiettivo, quello che vedo è che con la cultura si può creare e del buon lavoro. Cerco delle competenze dei ragazzi, professionistI che sappiano fare un mestiere, che lo facciano sul territorio, e che deve essere strutturato nel modo giusto e quindi sto parlando di assunzioni a tempo indeterminato».

FRANCESCHINI. «Franceschini è un signore, mi ha chiamato venti minuti dopo l'annuncio del mio nome, mi è piaciuta molto quella sua signorilità ed è un modo che mi piace di far politica».

PIù FONDI PER I BENI CULTURALI. «Abbiamo tagliato le spese riducendo gli investimenti e assumendo meno. Vogliamo invertire questa tendenza: il mondo dei beni e delle attività culturali ha bisogno di più soldi e investiremo di più in archeologia, musica, teatro». Il Mibact «si dovrà occupare di una gestione corretta delle risorse perché tutto il Paese ne trarrà beneficio. La nostra linea guida principale sarà quella dell'ascolto, in particolare del parlamento a cui comunicherò le mie linee operative».

Movida violenta, ecco l'ordinanza: è già polemica

NAPOLI. Chiusura dei locali alle 2.30 dalla domenica al lunedì e alle 3.30 dal giovedì al sabato, stop a suoni e rumori percepibili dall'esterno dopo mezzanotte e divieto di vendere bevande in contenitori di vetro dalle ore 24 fino alla chiusura dell'esercizio. Sono alcuni dei punti che caratterizzano la nuova ordinanza sulla movida firmata dal sindaco di Napoli Luigi de Magistris. L'ordinanza individua 6 aree sul territorio cittadino: quella dei "baretti" di Chiaia, via Aniello Falcone e San Martino, il centro storico da piazza Bellini ai Decumani e a via Mezzocannone, l'area a ridosso di Porta Capuana e piazza Garibaldi, piazza Carlo III e largo Sant'Antonio Abate, Bagnoli e Coroglio. L'ordinanza vieta a tutti gli esercizi commerciali di vedere per asporto, anche attraverso apparecchi automatici, qualsiasi bevanda in contenitori di vetro o lattine dalle ore 24 fino alla chiusura dell'esercizio, e stabilisce i seguenti orari di chiusura per gli esercizi: dalla domenica al mercoledì alle 2.30 del giorno successivo, mentre dal giovedì al sabato alle ore 3.30 del giorno successivo. A Bagnoli-Coroglio l'apertura è consentita anche oltre gli orari stabiliti per la sola vendita di alimenti. Ogni esercizio commerciale dovrà garantire che i relativi locali di pertinenza siano dotato di misure tecniche tali da evitare che suoni e rumori siano percepibili all'esterno dopo le ore 24, mentre le attività del settore alimentare dovranno provvedere al mantenimento della pulizia e dell'ordine nell'area antistante e limitrofa al locale durante l'orario di apertura, nonché alla realizzazione di un servizio di pulizia aggiuntiva a quello normalmente svolto istituzionalmente subito dopo l'orario di chiusura. L'ordinanza vieta anche l'esercizio abusivo dell'attività di parcheggiatore o guardiamacchine, e vieta l'utilizzo in strada di amplificatori o percussioni al di fuori delle fasce orarie 10-13 e 17-21. Agli esercizi virtuosi sarà assegnato un bollino di qualità in assenza di sanzioni per violazioni dell'ordinanza. I trasgressori rischiano invece sanzioni fino a 500 euro e la sospensione dell'attività per un massimo di 15 giorni in caso di reiterata inosservanza. 

DE GIOVANNI. «È incredibile che il Comune di Napoli abbia impiegato oltre sei mesi per partorire un aborto di proporzioni epiche, come la nuova ordinanza che dovrebbe disciplinare la cosiddetta movida». Così il presidente della prima Municipalità Francesco de Giovanni. «Il sindaco ha addirittura dilatato gli orari di chiusura dei pubblici esercizi fregandosene, di fatto, dei disagi e delle esigenze dei residenti. Si cade addirittura nel patetico – prosegue de Giovanni insieme all’assessore Fabio Chiosi - quando si vieta l'attività di parcheggiatore abusivo. Come se in un’ordinanza si vietasse di parcheggiare in divieto di sosta o di rubare o di uccidere. Per non parlare delle sanzioni a dir poco ridicole». «Il sindaco ha ascoltato solo i cosiddetti barettari – concludono i due esponenti della Municipalità - Va bene così. Almeno sapremo chi ringraziare quando i nodi verranno al pettine. Sapremo con chiarezza di chi saranno le responsabilità dell'inasprirsi del conflitto sociale e delle inevitabili ripercussioni in tema di legalità e criminalità».

 

Piersanti Mattarella, scoppia il caso

Diventano un caso le parole del presidente del Consiglio Giuseppe Conte su Piersanti Mattarella, il fratello del Presidente della Repubblica ucciso dalla mafia nel 1980. Il premier, durante il suo intervento ieri in Aula alla Camera per la fiducia, ha voluto esprimere la sua solidarietà al capo dello Stato Sergio Mattarella per le offese via social, che hanno coinvolto anche il fratello Piersanti, ricevute dal presidente del Consiglio dopo il fallimento del primo tentativo di dar vita a un governo 5 Stelle-Lega. Le parole d Conte però hanno sollevato dure critiche dal Pd e in particolare da Graziano Delrio. Ecco cosa è successo:

COSA HA DETTO CONTE - Parlando alla Camera, il premier, dopo aver ringraziato il Capo dello Stato per quanto fatto nelle settimane scorse, ha detto: "Una delle cose che più mi ha addolorato" nei giorni che hanno preceduto la formazione del governo "è l'attacco sui social a un congiunto" del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. "Ecco, questa è la cosa - ha aggiunto - che più mi è spiaciuta".

FURIA DELRIO - Il fatto che Conte abbia fatto riferimento al fratello del Capo dello Stato ucciso dalla mafia senza pronunciarne direttamente il nome ha scatenato l'ira di Graziano Delrio. "Piersanti, si chiamava Piersanti", ha gridato il capogruppo del Pd alla Camera nel suo intervento in Aula tra la standing ovation dei deputati dem. A rispondere alle accuse di Delrio ci ha pensato Francesco D'Uva, neo capogruppo del M5S, che ha sottolineato: "E' meschino strumentalizzare i nomi delle vittime delle mafia per strappare applausi in quest'Aula". Oggi, ai microfoni di Circo Massimo su Radio Capital, l'ex ministro è tornato sulle parole di Conte. Le libertà, i diritti conquistati "li dobbiamo a uomini e donne che hanno fatto la Resistenza, che sono stati vittime della criminalità organizzata. Essere generici con delle scuse generiche, in quell'Aula - ha detto Delrio -, non poteva essere tollerato. Se dimentichiamo chi ci ha preceduto forse non avremo un grande futuro".

CHI ERA PIERSANTI MATTARELLA- Il Presidente della Regione siciliana Piersanti Mattarella è stato assassinato a Palermo il 6 gennaio 1980 di fronte alla famiglia, mentre tornava dalla messa dell'Epifania. Il percorso processuale ha portato alla condanna all'ergastolo dell'intera cupola di Cosa Nostra ma non si è mai fatta pienamente luce sui misteri di questo delitto politico che ha sconvolto l'Italia.

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