Giovedì 17 Gennaio 2019 - 8:12

Tassa sul volontariato, governo ci ripensa

"Quella norma va cambiata nel primo provvedimento utile". Parola del vicepremier e ministro Luigi Di Maio, che interviene nel dibattito sullo stop alle agevolazioni Ires per gli enti non commerciali previsto in manovra, norma che penalizzerebbe le attività di volontariato e di assistenza sociale. "Si volevano punire coloro che fanno finto volontariato - spiega ancora Di Maio - e ne è venuta fuori una norma che punisce coloro che hanno sempre aiutato i più deboli. Non possiamo intervenire nella Legge di Bilancio perché si andrebbe in esercizio provvisorio. Ma prendo l'impegno di modificarla nel primo provvedimento utile. Inoltre, abbiamo sentito la comunità dei Frati di Assisi, che ringraziamo per il loro instancabile impegno, e li incontreremo quanto prima".

E dopo Di Maio, anche il premier Giuseppe Conte interviene sulla polemica: "Le iniziative di solidarietà degli enti non profit - scrive su Facebook il presidente del Consiglio - anche alla luce del principio di sussidiarietà, rappresentano uno strumento essenziale per un’efficace politica di inclusione sociale e di effettiva promozione della persona. Il governo ha ben presente tutto questo e al Terzo settore sin dall’inizio ha dedicato grande attenzione. Per questo in merito alla norma sull’Ires formulata nella legge di Bilancio attualmente in discussione alla Camera dei Deputati, provvederemo quanto prima, a gennaio, a intervenire per riformulare e calibrare meglio la relativa disciplina fiscale".

Sul caso, nel primo pomeriggio, arriva qindi una nota del vicepremier Matteo Salvini: "Dopo aver incontrato e ascoltato tanti presidenti ed associazioni, garantisco l'impegno del governo ad intervenire per aiutare le tante associazioni di volontariato che utilizzano solo a scopi sociali i loro fondi, ci sarà invece massimo rigore con i 'furbetti' che fanno altro".

Salvini: «Bruzzese aveva chiesto di uscire da sistema protezione»

"L'uomo ucciso aveva chiesto da oltre due anni di uscire dal sistema di protezione". Lo ha detto il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, durante una conferenza stampa in Prefettura a Pesaro al termine della riunione del Comitato dell'ordine e della sicurezza, dopo l'uccisione di Marcello Bruzzese, fratello di un pentito, da parte di 2 killer.

In merito "all'omicidio della notte di Natale - ha aggiunto - sono in corso indagini, nelle quali non entro nel merito perché sono in corso analisi e rilevamenti per verificare le identità dei due responsabili e le motivazioni del crimine. Conto che possano essere resi noti prima possibile. Ricordo ancora che la persona uccisa aveva chiesto due anni e mezzo fa di uscire dal sistema di protezione". Inoltre, "voglio ricordare che sul territorio nazionale sono 1.200 i collaboratori e testimoni protetti e ampliando ai familiari parliamo di 6mila persone, con ingente utilizzo delle forze dell'ordine", ha proseguito il titolare del Viminale.

Per il vicepremier l'uccisione di Marcello Bruzzese è "un segnale di disperazione e debolezza". Ora "mafia, camorra e 'ndrangheta agiscono dietro le scrivanie - ha evidenziato - facendo bilanci come se gestissero aziende, questo è un segnale sì preoccupante ma di debolezza, perché se ricorrono alle armi significa che si sentono in difficoltà". "L'episodio di Pesaro - ha detto - è un gesto di estrema debolezza, non di forza. Un segnale di arroganza, di violenza ma di debolezza. Lo Stato è più forte e, alla fine, la battaglia sarà vinta. Se pensano di spaventare qualcuno, si sbagliano".

"Questa non è terra di infiltrazioni mafiose, ma è terra sana che reagisce, dove i cittadini sono pronti a collaborare, a denunciare, a segnalare" ha rimarcato ancora Salvini evidenziando come nel 2018 nella Regione si sia registrata una diminuzione dei reati, -13% complessivamente e -30% dei furti nelle abitazioni. Dati che confortano "ma è ovvio che taluni segnali non vanno assolutamente sottostimati. Alcuni segnali di infiltrazioni criminali si stanno vagliando, ma far passare Marche e marchigiani come terra di criminalità organizzata è qualcosa che questa comunità non merita".

 

 

 

 

Terremoto, de Magistris: Napoli vicina alle popolazioni etnee

NAPOLI. «Totale vicinanza partenopea alle popolazioni etnee e solidarietà ai comuni colpiti» dal terremoto. Ad esprimerla è il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, in un tweet. «Napoli e Catania - aggiunge de Magistris - sono città molto affini: in primo luogo ci uniscono i vulcani, Vesuvio ed Etna, le nostre montagne di vita eterna che insegnano anche la precarietà dell'esistenza umana». 

Manovra, ultimo step

La legge di bilancio varata dal Senato alla vigilia di Natale sarà da domani all'esame della commissione bilancio della Camera. Il testo, a meno di imprevedibili sorprese, non subirà modifiche. E dopo il passaggio in commissione approderà in aula dove il varo è previsto per il 29 dicembre. Inevitabile, dati i tempi strettissimi, il ricorso alla fiducia sul medesimo testo licenziato da Palazzo Madama.

Salvini con pane e nutella, scoppia la polemica

E' polemica per il tweet del ministro dell'Interno Matteo Salvini che questa mattina, a poche ore dalle scosse di terremoto a Catania e all'indomani dell'omicidio del fratello di un collaboratore di giustizia a Pesaro, ha postato la foto che lo immortala mentre addenta una fetta di pane e Nutella. ''Il mio Santo Stefano comincia con pane e Nutella, il vostro???'', ha scritto il vicepremier scatenando le critiche in Rete. ''Il mio inizia con il terremoto...'', gli ha risposto Pietro su Instagram. ''A Catania c'è stato un terremoto, a Pesaro il fratello di un collaboratore di giustizia è stato ucciso dalla 'ndrangheta, gli italiani tirano la cinghia e io voglio un politico che faccia il politico'', è un altro dei commenti.

Ma la polemica è soprattutto politica. In prima fila il Partito democratico con il sindaco di Pesaro Matteo Ricci (Pd) che twitta: ''Caro Ministro Salvini c’è la città di #Pesaro sconvolta per l’omicidio di un uomo sotto protezione, fratello di un collaboratore di giustizia. Quando ha finito pane e nutella vorremmo avere qualche informazione e rassicurazione. La ringrazio''.

Va all'attacco anche il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, che scrive su Twitter: "La protezione dei pentiti e dei loro parenti è fondamentale per combattere le mafie". E poi sottolinea: "Il ministro degli Interni che si fa selfie demenziali, per distrarre l'attenzione ha paura e scappa dalle sue responsabilità". Mentre il deputato del Pd Michele Anzaldi scrive: "Salvini chieda scusa ai cittadini siciliani e si rechi subito a Catania, invece di farsi i selfie con la nutella. Si ripete la vergogna della notte di Ferragosto, quando i soccorritori cercavano i corpi sotto le macerie del Ponte Morandi a Genova e il leader della Lega festeggiava con una cena a base di pesce proprio in Sicilia".

Pietro Grasso, senatori di Liberi e Uguali, esorta Salvini a fare meno tweet: "Tu che hai fatto della sicurezza la priorità del Paese e del tuo programma di Governo frequenta l’ufficio e prenditi le tue responsabilità: meno tweet e più dossier, la sicurezza dei cittadini dipende anche dalle tue decisioni”. Per i Verdi, "Salvini non può più rimanere al suo posto, deve rimettere il mandato di ministro degli Interni", dicono i coordinatori Elena Grandi e Matteo Badiali. "Se vuole faccia pure il ministro dei selfie e lasci il suo ruolo a qualcuno più preparato e competente", concludono, "le sue dimissioni sono un atto di igiene politica".

Manovra, caos al Senato e scontato sì a notte fonda

ROMA. Favorevoli in 167, 78 i no, 3 gli astenuti. La lunga notte della manovrain Senato si conclude così, fra le proteste delle opposizioni mentre va in scena il voto di fiducia al maxiemendamento. Cartelli, cori, urla ad accompagnare dichiarazioni e votazioni, e ancora fogli lanciati in aria, insulti e accuse alla maggioranza, 'rea' di voler "delegittimare il Parlamento" perché il voto a scatola chiusa di una legge di bilancio "non ha precedenti". Una violazione della Costituzione, azzarda il Pd, che non ha partecipato al voto annunciando invece il ricorso alla Consulta per le "enormità che si sono compiute sotto i nostri occhi da parte di questo governo". "Non ci sono precedenti, forse solo Caligola aveva fatto peggio" rincara la dose Forza Italia, con il Cav preda dell'amarezza e dello sconcerto: 'Pensavo di aver visto tutto nella vita...', avrebbe detto.

Fedelissimo a sé stesso, il governo sembra tuttavia non curarsi delle proteste e andare avanti per la sua strada, forte della maggioranza che gli ha consentito di passare in Senato e rispedire la manovra alla Camera per la terza lettura. "Sabato notte di lavoro in Senato, stanchino ma soddisfatto per quello che stiamo facendo per gli Italiani. I senatori del PD sono usciti dall’aula urlando e sono andati a casa, che peccato... Notte serena Amici", ha commentato su Facebook Matteo Salvini al termine delle votazioni. Esulta Toninelli, che ci tiene a sottolineare come "stiamo lavorando giorno e notte, e se serve anche a Natale, perché dopo anni di macelleria sociale è arrivato il momento di rimettere le cose a posto". Fiducia nonostante, una questione rimane ancora irrisolta, quella dei tecnici del Mef con i quali il M5S si prepara allo scontro.

Manovra, Cozzolino (Pd): Governo colpisce paese, democrazia e Costituzione

ROMA. Con questa Manovra, il Governo riesce a colpire - contemporaneamente - cittadini, imprese, unità del Paese, Mezzogiorno, democrazia e Costituzione. Stiamo assistendo a un vero record, oltre a un teatro dell’assurdo sulle spalle di un’Italia che rischia di finire in esercizio provvisorio. Non solo: dopo il finto braccio di ferro con l'Unione europea, lo “sgoverno del cambiamento” vuole far passare, all’ultimo minuto ed esautorando il Parlamento, una manovra piena persino di errori tecnici che difficilmente avranno il vaglio europeo. La beffa, oltre al danno. Per non parlare dei tagli agli investimenti e delle spinte autonomiste di alcune Regioni - ciliegina lampante sulla torta della confusione che alberga nelle stanze di questo Esecutivo. Perché il tentativo di inserire una modifica delle autonomie territoriali, in favore di alcune aspirazioni regionali del Nord, è un vulnus alla Costituzione e non solo al Sud. Il Meridione non è una terra di serie B, da evocare quando serve e nel frattempo disprezzare, e la Costituzione - compreso l’articolo 72 - nemmeno. L’improvvisazione regna sovrana, sulle spalle di tutti gli Italiani.

Caos manovra, opposizioni sul piede di guerra

Caos al Senato sulla manovra. Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Riccardo Fraccaro, ha presentato nell'Aula di Palazzo Madama il maxiemendamento alla legge di bilancio, che ha ricevuto la bollinatura dalla Ragioneria generale dello Stato, annunciando che su di esso verrà posta la fiducia. La presidente del Senato, Maria Elisabetta Casellati, ha sospeso la seduta per consentire l'esame del maxiemendamento da parte della commissione Bilancio dove però è scoppiato il caos per il testo che presentava lacune e imprecisioni, tanto che i lavori sono stati sospesi per oltre un'ora e sono poi ripresi, dopo forti proteste dell'opposizione, in attesa che il governo fosse in grado di sottoporre ai membri dell'organismo parlamentare il testo definitivo.

Alla fine si è arrivati alla bagarre e il presidente, Daniele Pesco, ha deciso di sospendere i lavori. Successivamente la seduta è ripresa ma da subito Forza Italia, tramite Gilberto Pichetto Fratin, ha protestato, annunciando l'abbandono dei lavori della commissione. Le opposizioni sono sul piede di guerra perché denunciano cambiamenti al testo rispetto a quello 'bollinato' dalla Ragioneria dello Stato. "Una vergogna, una forzatura inaccettabile, non partecipiamo al voto, a questa farsa" ha annunciato il capogruppo del Pd in commissione Bilancio del Senato Antonio Misiani. "Il presidente Pesco si è dimostrato non adeguato, si dimetta perché non ha garantito tutti i gruppi", ha aggiunto Misiani. ''Non parteciperemo a voto'' in Aula sul maxiemendamento, ha scandito Vasco Errani, senatore di Liberi e uguali.

La commissione Bilancio del Senato alla fine ha approvato la proposta di parere sul maxiemendamento. Il testo dovrebbe quindi approdare a breve nell'aula di palazzo Madama dove però i tempi restano incerti. La situazione ha del paradossale, con la seduta d'Aula che doveva riprendere alle 16. La situazione è tale da rendere impossibile fare una previsione esatta sul termine dei lavori al Senato. Qualcuno paventa gli scenari più inquietanti, compresa una chiusura in orario da 'vampiri', nel cuore della notte. Altri non escludono scenari anche più scomodi, come un rinvio dell'intera 'pratica' a domani, con uno slittamento generale di 24 ore. Allo stato, comunque, secondo la tabella di marcia ufficiale, in Aula ci sarebbero quattro ore di discussione generale da svolgere, poi le dichiarazioni di voto finali sulla fiducia, la 'chiama' e il risultato. Ma poi il governo deve riunirsi per approvare la Nota di variazione, a sua volta soggetta all'approvazione della commissione Bilancio. L'Aula a quel punto sarà chiamata per gli ultimi due voti: sulla stessa Nota e sul provvedimento nel suo complesso.

ALTA TENSIONE 5S-TECNICI MEF - E' ancora alta tensione tra Movimento 5 Stelle e tecnici del Ministero dell'Economia. Fonti M5S dell'esecutivo parlano all'Adnkronos di "errori" contenuti nel testo del maxiemendamento che è arrivato questa mattina sulla scrivania del governo gialloverde. "C'erano emendamenti respinti...", puntano il dito i grillini. I pentastellati avrebbero dunque rimandato indietro il testo richiedendo le dovute correzioni. E solo dopo questa ulteriore 'revisione' sarebbe arrivata la bollinatura del maxiemendamento da parte della Ragioneria dello Stato.

"Vogliono far ricadere su di noi, sulla politica, la responsabilità di tutto questo. Ma è dei tecnici - attaccano dal governo, sponda M5S - la colpa dei ritardi: ci costringono così a lavorare con l'acqua alla gola". La teoria dei 5 Stelle è che, negli apparati tecnici del Mef, "qualcuno voglia metterci in difficoltà e sporcare la vittoria del premier Giuseppe Conte nella trattativa con l'Europa".

Tutto questo nonostante l'addio del capo di gabinetto del Ministero, Roberto Garofoli, mai digerito dai grillini. "Dopo il caso dell'emendamento sulla Croce Rossa, Garofoli non ha più partecipato alle riunioni tecniche a Palazzo Chigi", fanno sapere fonti del governo. "Evidentemente - è il ragionamento - è rimasto ancora qualche suo uomo all'interno della 'macchina'". Ma, rimarcano all'Adnkronos le stesse fonti, il 2019 sarà l'anno della 'tolleranza zero'. E la testa di Garofoli potrebbe non essere l'unica a cadere.

 

 

Manovra del popolo, tutte le bugie e i provvedimenti dannosi

ROMA. Manovra gialloverde, il maxiemendamento sulla legge di Bilancio viene finalmente presentato: oggi alle 14 al Senato. La prima chiama è prevista per le 20 per la fiducia. Il capogruppo dei senatori dem, Andrea Marcucci, va all’attacco: «Hanno trasformato la Camera Alta nello zerbino dell’Esecutivo, sono contro la Costituzione». Silvio Berlusconi e Matteo Renzi concordano, più che convinti: «Il Governo cadrà prima delle elezioni europee». Nell’evidente braccio di ferro fra Lega e M5S sui provvedimenti da inserire nel testo, ha pesato qualche maldipancia in casa grillina. Ci sono polemiche sul mantenimento delle clausole di salvaguardia sull’aumento dell’Iva, non eliminate per il 2020 e il 2021. Ecco altre criticità: si temono pericoli di infiltrazioni della criminalità per gli appalti diretti, senza gara; editori contro la tassa sui servizi internet; poco sostegno all’innovazione; il Terzo settore teme l’Ires più alta; solo 1 miliardo all’innovazione, in Francia sono 10; edifici pubblici: è bufera contro il cambio d’uso. Solo dopo il voto del Senato ci sarà il secondo passaggio alla Camera per varare la manovra in modo definitivo. Il presidente Roberto Fico ha già convocato i deputati per il 27 e 28 dicembre. «Mi sarebbe piaciuto lasciare al Parlamento un più ampio margine di discussione. Ma nessuna colpa». Così il premier Giuseppe Conte alla domanda se il governo prova imbarazzo per aver “espropriato” il Parlamento sulla manovra. «Non mi devo giustificare se la trattativa ha impegnato tutto questo tempo». Così Renato Brunetta: «Quasi 81 miliardi di euro. Nei prossimi tre anni. Questo è l’incredibile conto che gli italiani dovranno pagare, in termini di maggiori tasse sui consumi».
Ladies e gentlemen, insomma, beccatevi la manovra del popolo. Sicuri di conoscerla in tutti i punti?
AUMENTO TASSE SULLE IMPRESE: FATTO. Il Governo che giurava che avrebbe ridotto le tasse e addirittura varato una flat tax al 15% per tutti, fa esattamente il contrario. Nel 2019 le imprese dovranno pagare 8 miliardi in più. In particolare, lavoratori autonomi e pmi sborseranno l’anno prossimo 4 miliardi aggiuntivi. Perché noi siamo al fianco di chi lavora.
SEICENTO MILIONI IN MENO ALLE FERROVIE: FATTO. Nel 2019 alle Ferrovie mancheranno 600 milioni di euro. Con tanti saluti ai progetti per i pendolari. Una misura che colpirà soprattutto il Sud. Ma questo non era il Governo del no alla Tav perché «bisogna finanziare il trasporto locale»? Come? Tagliando le risorse? 
NEANCHE UN CENT PER SCUOLA, UNIVERSITà E RICERCA: FATTO. Perché questo è l’Esecutivo che voleva tornare a finanziare l’istruzione. Infatti non solo non c’è una lira per scuola e università, ma vengono addirittura bloccate le assunzioni dei ricercatori universitari, bloccando il turnover che il Governo precedente aveva sbloccato. Ci faranno rimpiangere il Pd?
NIENTE ASSUNZIONI PER GLI STATALI: FATTO. Ma come? Il ministro della Pa, Giulia Bongiorno, non aveva giurato che nel 2019 sarebbero state assunte 450mila persone nella Pubblica amministrazione? Li prenderanno tutti alla fine dell’anno? E quota 100 non doveva servire esattamente a questo? «Per ogni pensionato che lascerà il lavoro la Pa assumerà un giovane», affermavano i due scappati di casa al governo. Ci avevate creduto? Ben vi sta.
TAGLIO PENSIONI DEL CETO MEDIO: FATTO. Siccome loro sono il Governo amico dei pensionati, quello che voleva (voleva) abolire la legge Fornero, i nostri eroi hanno avuto una grande idea: tagliare nei prossimi 3 anni 2,2 miliardi ai pensionati che guadagnano dai 1.500 euro lordi in su. Non saranno colpiti i Paperoni quindi, ma il ceto medio. Inoltre, la stretta riguarderà chi ha versato tutti i contributi fino all’ultimo centesimo. Un furto senza destrezza. 
TAGLI INVESTIMENTI: FATTO. Perché noi puntiamo tutto sulla crescita.
Abrogazione del credito d’imposta per chi investe in beni strumentali nuovi: fatto. Perché noi siamo amici delle imprese. E del Sud.
TAGLIO 100 MILIONI NEI PROSSIMI 2 ANNI DEL FONDO PER PRODUTTIVITà E COMPETITIVITà: FATTO. Omissis. 
ABROGAZIONE DEL CREDITO D'IMPOSTA PER DEDUZIONI IRAP IN FAVORE DEI LAVORATORI: FATTO. Perché noi vogliamo favorire l’occupazione. 
ABROGAZIONE DELL'ALIQUOTA RIDOTTA IRES IN FAVORE DEGLI ENTI NO PROFIT: FATTO. E basta con queste aliquote ridotte, noi vogliamo abbassare le tasse.
TAGLIO DEI FINANZIAMENTI PER IL SUD: FATTO. Ottocento milioni in meno per il Fondo di sviluppo e coesione e il taglio del cofinanziamento nazionale per i fondi europei di ulteriori 850 milioni. E che diamine, il reddito di cittadinanza non vi basta? Incontentabili sti terroni.
AUMENTI DI IVA E ACCISE PER OLTRE 50 MILIARDI NEL BIENNIO 2020-2021: FATTO. Vuol dire che i soldi per reddito di cittadinanza e quota 100 ci sono solo per il 2019. Poi saranno cavoli nostri. Se il Governo non interverrà a sterilizzare gli aumenti con la manovra correttiva del prossimo anno succederanno due cose: 1) i vantaggi del reddito di cittadinanza per i più poveri sarà interamente assorbito dagli aumenti di Iva e accise; 2) le famiglie perderanno un altro 0,8% in termini di potere d’acquisto. Perché noi vogliamo rilanciare i consumi.
LA DECRESCITA DEL PIL: FATTO. La stima del Pil scende dall’immaginifico 1,5% a un più modesto 1%, che a consuntivo rischia di essere anche meno. Ma le loro misure non dovevano garantire la crescita col turbo? Fandonie erano e fandonie restano.
REDDITO DI CITTADINANZA A 300 EURO: FATTO. Il decreto che disciplina il meccanismo ancora non c’è, ma dopo il taglio delle risorse a 6,1 miliardi delle due l’una: o si ridurrà la platea dei beneficiari ben al disotto degli annunciati 5 milioni di individui, o sarà erogato in media un contributo di circa 300 euro. Quanto costa una balla? 780 euro al mese.
QUOTA 100 RIDOTTA: FATTO. Anche qui manca ancora il decreto. Di certo il fondo è stato tagliato di 2,7 miliardi rispetto a quanto inizialmente previsto. Avevano promesso l’abolizione della Fornero. Alla fine sarà una finestra pensionistica come tante altre in passato.

Manovra, governo presenta maxiemendamento

l ministro per i Rapporti con il Parlamento, Riccardo Fraccaro, ha presentato nell'Aula del Senato il maxiemendamento alla legge di bilancio, che ha ricevuto la bollinatura dalla Ragioneria generale dello Stato, annunciando che su di esso verrà posta la fiducia. La presidente del Senato, Maria Elisabetta Casellati, ha sospeso la seduta per consentire l'esame del maxiemendamento da parte della commissione Bilancio. A partire dalle 16.00 inizierà la discussione generale sulla fiducia, che durerà 4 ore. Le dichiarazioni di voto sono previste in serata alle 20.30.

Mentre l'esame della manovra in Aula di Montecitorio è stato "differito" al 28 e 29 dicembre, il 27 invece lavorerà la Commissione. Lo comunicano fonti della presidenza della Camera.

Le opposizioni ieri sono andate all'attacco dopo lo slittamento dell'arrivo a Palazzo Madama del maxiemendamento. Il Pd ha occupato simbolicamente il Senato, mentre Fi ha voltato le spalle in aula al governo. Il premier Giuseppe Conte, riguardo al ritardo, ha spiegato: "Non abbiamo alcun imbarazzo né senso di colpa". "Non mi devo giustificare se abbiamo impiegato tutto questo tempo". Per il presidente della Camera Roberto Fico, "molti si lamentano del fatto che la legge non è stata discussa dal Parlamento, e hanno ragione, però non succede solo da oggi. Noi - ha detto ai microfoni del Tg1 - dobbiamo far sì che questa cosa non succeda più, perché i presidenti della Camera e del Senato non vogliono che il Parlamento lavori in questo modo. Il Parlamento è e deve rimanere centrale".

 

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