Sabato 23 Giugno 2018 - 23:13

Piersanti Mattarella, scoppia il caso

Diventano un caso le parole del presidente del Consiglio Giuseppe Conte su Piersanti Mattarella, il fratello del Presidente della Repubblica ucciso dalla mafia nel 1980. Il premier, durante il suo intervento ieri in Aula alla Camera per la fiducia, ha voluto esprimere la sua solidarietà al capo dello Stato Sergio Mattarella per le offese via social, che hanno coinvolto anche il fratello Piersanti, ricevute dal presidente del Consiglio dopo il fallimento del primo tentativo di dar vita a un governo 5 Stelle-Lega. Le parole d Conte però hanno sollevato dure critiche dal Pd e in particolare da Graziano Delrio. Ecco cosa è successo:

COSA HA DETTO CONTE - Parlando alla Camera, il premier, dopo aver ringraziato il Capo dello Stato per quanto fatto nelle settimane scorse, ha detto: "Una delle cose che più mi ha addolorato" nei giorni che hanno preceduto la formazione del governo "è l'attacco sui social a un congiunto" del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. "Ecco, questa è la cosa - ha aggiunto - che più mi è spiaciuta".

FURIA DELRIO - Il fatto che Conte abbia fatto riferimento al fratello del Capo dello Stato ucciso dalla mafia senza pronunciarne direttamente il nome ha scatenato l'ira di Graziano Delrio. "Piersanti, si chiamava Piersanti", ha gridato il capogruppo del Pd alla Camera nel suo intervento in Aula tra la standing ovation dei deputati dem. A rispondere alle accuse di Delrio ci ha pensato Francesco D'Uva, neo capogruppo del M5S, che ha sottolineato: "E' meschino strumentalizzare i nomi delle vittime delle mafia per strappare applausi in quest'Aula". Oggi, ai microfoni di Circo Massimo su Radio Capital, l'ex ministro è tornato sulle parole di Conte. Le libertà, i diritti conquistati "li dobbiamo a uomini e donne che hanno fatto la Resistenza, che sono stati vittime della criminalità organizzata. Essere generici con delle scuse generiche, in quell'Aula - ha detto Delrio -, non poteva essere tollerato. Se dimentichiamo chi ci ha preceduto forse non avremo un grande futuro".

CHI ERA PIERSANTI MATTARELLA- Il Presidente della Regione siciliana Piersanti Mattarella è stato assassinato a Palermo il 6 gennaio 1980 di fronte alla famiglia, mentre tornava dalla messa dell'Epifania. Il percorso processuale ha portato alla condanna all'ergastolo dell'intera cupola di Cosa Nostra ma non si è mai fatta pienamente luce sui misteri di questo delitto politico che ha sconvolto l'Italia.

Di Maio a Pomigliano, strette di mano e selfie con gli operai

POMIGLIANO. Il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico Luigi Di Maio questa mattina a Pomigliano d'Arco presso la sede di Leonardo Company, in viale dell'Aeronautica ha incontrato il management dell'azienda sulle nuove strategie del comparto dell'aerospazio in Campania e definire eventuali azioni per il rilancio dei siti di Pomigliano e Nola. Tanti operai della Leonardo hanno cercato una stretta di mano o una foto con Di Maio, arrivato negli stabilimenti per la prima visita istituzionale dopo la fiducia incassata dal Governo Conte in Parlamento.

NATO. «Come abbiamo sempre detto restiamo nella Nato e alleati degli Stati Uniti. Questo Governo vuole lasciare l'Italia negli accordi e nelle alleanze garantendo continuità con quello che c'è già stato». «Restiamo alleati degli Usa e nella Nato - ha ribadito Di Maio - e portiamo avanti la nostra funzione di dialogo con paesi come la Russia, come è sempre stato. L'Italia storicamente, nell'ambito dell'alleanza occidentale, è un Paese che dialoga con i Paesi dell'Est come la Russia ma anche come quelli del Mediterraneo e del Nord Africa, che oggi ci permetteranno di risolvere flussi migratori».

CONTESTO INTERNAZIONALE. «Questo Governo non sarà supino alla volontà degli altri Governi. Per ora è bastato dare qualche segnale sull'immigrazione e già hanno cominciato a rallentare sul regolamento di Dublino». «Hanno capito - ha spiegato Di Maio - che c'è un Governo che non dice sì a tutto, che è pronto a collaborare ma nell'interesse degli italiani, e qualche risultato già si sta ottenendo. Sul contesto internazionale non sono assolutamente preoccupato». 

LAVORO E CRISI. «Mi interesserò a tutti i dossier, ci occuperemo di tutti i dossier delle realtà in crisi e lo faremo con responsabilità e senza annunci. Su queste questioni si agisce, non si annuncia». Secondo Di Maio, nella realtà di Leonardo a Pomigliano «c'è tanto di come può essere un modello di sviluppo delle regioni del Sud e dobbiamo continuare a farle crescere con un Governo che rema nella direzione delle politiche industriali, non contro o in maniera neutrale. Questo è un esempio di modello che funziona, poi ci sono tante realtà in sofferenza a Sud come al Centro e al Nord. Di sofferenze ne vedo tantissime». Di Maio ha ricordato l'operaio licenziato da Fca per effetto della sentenza della Corte di Cassazione che ieri si è cosparso di benzina sotto la sua abitazione e che è andato a visitare in ospedale: «Gli ho detto - ha riferito Di Maio - che per ora ha la mia vicinanza umana, ma tra poco avrà la vicinanza del Governo con atti legislativi». 

CODICE DEGLI APPALTI. Il codice degli appalti «è un codice complicato, illegibile. Costruito per diminuire la corruzione, paradossalmente oggi sta bloccando il Paese e non sta combattendo i corrotti». «Per far sviluppare l'Italia e per migliorare le condizioni soprattutto di regioni in difficoltà come le regioni del Sud - ha aggiunto Di Maio - si devono fare investimenti, Ma per farli dobbiamo semplificare il codice degli appalti. Ormai gli amministratori hanno paura di toccare qualsiasi delibera o atto, anche una votazione in Consiglio comunale sta diventando un problema». 

SUD. «Sono venuto qui per testimoniare tutta la mia collaborazione con realtà come queste, la volontà di farle crescere e con un occhio specifico al Sud Italia per far crescere anche il Nord, perché il Nord non può tirare da solo se non risolviamo la questione delle regioni del Sud». «Le regioni del Sud - ha ricordato Di Maio - passano per eccellenze come questa. Leonardo è una delle realtà industriali del Paese e in uno stabilimento come questo produciamo uno di quei prodotti che arrivano in tutti i Paesi del mondo. Il mio lavoro sarà quello di essere presente, di collaborare e migliorare dove possibile lo sviluppo di stabilimenti come questo, soprattutto nel Meridione d'Italia». Di Maio ha ricordato che «nel Sud gli stabilimenti di aziende partecipate dello Stato non hanno solo una grande funzione industriale, ma hanno anche una grande funzione sociale per mantenere posti di lavoro e farli crescere. La sinergia tra Stato, le sue aziende partecipate, le aziende dell'indotto e i piccoli e medi imprenditori creeranno sempre più opportunità di occupazione. Questo è l'impegno, sono ministro dello Sviluppo economico e il mio obiettivo e dovere per i cittadini è creare lavoro sempre più stabile, si può fare se c'è parnership tra lo Stato, i privati e coloro che portano avanti insediamenti industriali come questo». 

FONDI PER LA COESIONE TERRITORIALE. I fondi per la coesione territoriale che riguardano le regioni del Sud Italia «saranno gestiti dal ministro per il Sud». «Il Ministero per il Sud - ha aggiunto Di Maio - è il Ministero con la delega alla coesione territoriale. La ministra Barbara Lezzi si occuperà di affrontare l'annosa questione di come si spendono i soldi europei. Soprattutto perché l'Italia ha sì un problema di investimenti, ma anche lì dove si sono dati fondi per gli investimenti, quei fondi sono bloccati». Secondo Di Maio «molto spesso agli enti territoriali bisogna fornire più competenze, più personalità con specifiche competenze in determinati settori per poter utilizzare quei fondi».

Governo, fiducia anche dalla Camera

Anche da Montecitorio il “sì”, scontato, al nuovo governo. Via libera dall’Aula della Camera con 350 voti favorevoli, 236 i contrari 236 e 35 gli astenuti. I presenti erano 621, i votanti 586. Nel centrodestra confermati il “no” di Forza Italia e l’astensione da parte di Fratelli d’Italia. Nel centrosinistra il “no” di Pd e LeU.

Senato, Conte ottiene la fiducia

Elogio del populismo, il ricordo del migrante ucciso in Calabria, daspo ai corrotti, apertura alla Russia, flat tax e reddito di cittadinanza. E' durato un'ora e 12 minuti il discorso programmatico del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, intervenuto in Aula al Senato per chiedere la fiducia che è arrivata in serata con 171 senatori favorevoli su 314 presenti. I votanti sono stati 313 e i contrari 117 mentre si sono astenuti 25 senatori. "Il Senato approva" dice la presidente Casellati.

Completo blu, camicia bianca e cravatta violet, il premier ha debuttato a Palazzo Madama con i due leader di Lega e M5S Matteo Salvini e Luigi Di Maio seduti al suo fianco. "Assumo questo compito - ha detto prima del voto - con umiltà e determinazione, consapevole dei miei limiti ma anche con l'abnegazione di chi comprende il peso delle responsabilità affidatemi. Non sono spinto da nient'altro che da spirito servizio". E ancora: "Mi propongo a voi e, attraverso voi, ai cittadini - ha affermato - come l'avvocato che tutelerà l'interesse degli italiani". Ricordando di aver "apportato un cambiamento radicale del quale siamo orgogliosi", ha proseguito dicendo che, "nel contratto di governo, accanto a misure più immediate sono presenti profonde riforme di carattere strutturale". E "se populismo - ha spiegato - è attitudine ad ascoltare i bisogni della gente, allora lo rivendichiamo". Conte ha poi annunciato che la sua prima uscita pubblica sarà per i terremotati.

MIGRANTI - Parlando di immigrazione, il presidente del Consiglio ha promesso: "Metteremo fine al business dell'immigrazione, cresciuto a dismisura sotto il mantello di una finta solidarietà". E ha poi sottolineato: "Non siamo e non saremo mai razzisti. Vogliamo che le procedure mirate all'accertamento dello status di rifugiato siano certe e veloci, anche al fine di garantire più efficacemente i loro diritti".

OMAGGIO A SACKO - Nel suo discorso Conte ha voluto ricordare Sacko Soumayla, il migrante sindacalista ucciso nei giorni scorsi. "La politica deve farsi carico del dramma di queste persone e garantire percorsi di legalità, che costituiscono la stella polare di questo programma di governo".

EUROPA - Parlando di Europa, Conte ha detto: "E' la nostra casa. Quale Paese fondatore abbiamo il pieno titolo di rivendicare un'Europa più forte e anche più equa".

APERTURA A RUSSIA - Dopo aver ribadito il rapporto "strategico" con l'alleato Usa, il premier ha annunciato: "Saremo fautori di una apertura alla Russia, che ha consolidato negli ultimi anni il suo ruolo internazionale in varie crisi geopolitiche. Ci faremo promotori di una revisione del sistema delle sanzioni, a partire da quelle che rischiano di mortificare la società civile russa".

DASPO PER CORROTTI - Conte ha poi dichiarato che la corruzione sarà combattuta con "metodi innovativi come il 'daspo' ai corrotti e con l'introduzione dell'agente sotto copertura".

REDDITO CITTADINANZA - Parlando di reddito di cittadinanza, il presidente del Consiglio ha spiegato che il beneficio sarà "commisurato alla composizione del nucleo familiare" e "condizionato alla formazione professionale e al reinserimento lavorativo". Inoltre, "ci proponiamo in una prima fase di rafforzare i centri per l'impiego" e in una seconda fase di erogare "il sostegno economico vero e proprio".

PENSIONE DI CITTADINANZA - "Ci premureremo di intervenire - ha poi dichiarato - anche a favore dei pensionati che non hanno un reddito sufficiente per vivere in modo dignitoso, introducendo una pensione di cittadinanza".

TAGLIO PENSIONI D'ORO - Nel suo discorso Conte ha anche annunciato il taglio delle pensioni d'oro: "Interverremo sugli assegni superiori ai 5.000 euro netti mensili nella parte non coperta dai contributi versati".

FLAT TAX - Parlando di tasse, il premier ha detto: "L'obiettivo è la flat tax, ovvero una riforma fiscale caratterizzata dall'introduzione di aliquote fisse con un sistema di deduzioni che possa garantire la progressività dell'imposta, in piena armonia con i principi costituzionali".

CARCERE PER GRANDI EVASORI - "Occorre inasprire l'esistente quadro sanzionatorio amministrativo e penale, al fine di assicurare il carcere vero per i grandi evasori", ha poi osservato il premier.

GIOVANI E LAVORO - "Vogliamo dare voce - ha sottolineato Conte - ai tanti giovani che non trovano lavoro". E "vogliamo costruire un nuovo patto sociale trasparente ed equo fondato sulla solidarietà ma anche sull'impegno".

SALARIO MINIMO E TASSE EQUE - "E' ora di dire - ha continuato - che i cittadini italiani hanno diritto a un salario minimo orario, affinché nessuno venga più sfruttato; che hanno diritto a un reddito di cittadinanza e a un reinserimento al lavoro qualora si ritrovino disoccupati, che hanno diritto a una pensione dignitosa, che hanno diritto a pagare in maniera semplice tasse eque".

APERTURE AGLI ALTRI GRUPPI - Rivolgendosi alle altre forze politiche, Conte ha poi dichiarato: "Saremo disponibili anche a valutare, in corso d'opera, l'apporto di gruppi parlamentari che vorranno condividere il nostro cammino e, se del caso, aderire successivamente al contratto di governo".

Al termine del discorso programmatico c'è stata una lunga standing ovation finale per il presidente del Consiglio. I senatori M5S e Lega si sono alzati e hanno applaudito la compagine governativa che, a sua volta, si è unita agli applausi generali, sotto lo sguardo delle opposizioni, Pd, Fi e Fdi, che hanno assistito in silenzio.

Poi, durante la replica in Aula al Senato sulla fiducia, Conte è tornato sul contratto di governo firmato M5S-Lega: "Ho sentito parlare di inciucio, questo no. La trasparenza diventa inciucio? Questo proprio no" ha scandito. Quanto alla moneta unica, il premier ha rimarcato che "l'uscita dall'euro non è mai stata in discussione" ma "come facciamo a rinunciare a discutere le politiche economiche? Di questo parliamo, che ci sia margine o no lo vedremo ma siamo determinati a farlo". E ha avvertito: "Non facciamo dello spread il nostro vessillo, dietro lo spread si nasconde la speculazione finanziaria" ha detto il presidente del Consiglio. "Dateci il tempo di lavorare e di misurarci con tutta la complessità di questo compito. Lo faremo con responsabilità e massimo impegno".

Conte: «Populisti? Ascoltiamo la gente»

Elogio del populismo, il ricordo del migrante ucciso in Calabria, daspo ai corrotti, apertura alla Russia, flat tax e reddito di cittadinanza. E' durato un'ora e 12 minuti il discorso programmatico del presidente del Consiglio intervenuto in Aula al Senato per chiedere la fiducia. Completo blu, camicia bianca e cravatta violet, il premier ha debuttato a Palazzo Madama con i due leader di Lega e M5S Matteo Salvini e Luigi Di Maioseduti al suo fianco.

"Assumo questo compito - ha esordito - con umiltà e determinazione, consapevole dei miei limiti, ma anche con l'abnegazione di chi comprende il peso delle responsabilità affidatemi. Non sono spinto da nient'altro - ha assicurato - che da spirito servizio".

"Mi propongo a voi e, attraverso voi, ai cittadini - ha affermato - come l'avvocato che tutelerà l'interesse degli italiani". "Abbiamo apportato un cambiamento radicale del quale siamo orgogliosi", ha rimarcato. "Nel contratto di governo - ha sottolineato - accanto a misure più immediate, sono presenti profonde riforme di carattere strutturale". "Se populismo - ha spiegato - è attitudine ad ascoltare i bisogni della gente, allora lo rivendichiamo". Conte ha poi annunciato che la sua prima uscita pubblica sarà per i terremotati.

MIGRANTI - Parlando di immigrazione, il presidente del Consiglio ha promesso: "Metteremo fine al business dell'immigrazione, cresciuto a dismisura sotto il mantello di una finta solidarietà". Il premier ha poi sottolineato: "Non siamo e non saremo mai razzisti. Vogliamo che le procedure mirate all'accertamento dello status di rifugiato siano certe e veloci, anche al fine di garantire più efficacemente i loro diritti".

OMAGGIO A SACKO - Nel suo discorso Conte ha voluto ricordare Sacko Soumayla, il migrante sindacalista ucciso nei giorni scorsi. "La politica - ha sottolineato - deve farsi carico del dramma di queste persone e garantire percorsi di legalità, che costituiscono la stella polare di questo programma di governo".

EUROPA - Parlando di Europa, Conte ha detto: "E' la nostra casa. Quale Paese fondatore abbiamo il pieno titolo di rivendicare un'Europa più forte e anche più equa".

APERTURA A RUSSIA - Dopo aver ribadito il rapporto "strategico" con l'alleato Usa, il premier ha annunciato: "Saremo fautori di una apertura alla Russia, che ha consolidato negli ultimi anni il suo ruolo internazionale in varie crisi geopolitiche. Ci faremo promotori di una revisione del sistema delle sanzioni, a partire da quelle che rischiano di mortificare la società civile russa".

DASPO PER CORROTTI - Conte ha poi dichiarato che la corruzione sarà combattuta con "metodi innovativi come il 'daspo' ai corrotti e con l'introduzione dell'agente sotto copertura".

REDDITO CITTADINANZA - Parlando di reddito di cittadinanza, il presidente del Consiglio ha spiegato che il beneficio sarà "commisurato alla composizione del nucleo familiare" e "condizionato alla formazione professionale e al reinserimento lavorativo". "Ci proponiamo, in una prima fase - ha aggiunto -, di rafforzare i centri per l'impiego" e in una seconda fase di erogare "il sostegno economico vero e proprio".

PENSIONE DI CITTADINANZA - "Ci premureremo di intervenire - ha poi dichiarato - anche a favore dei pensionati che non hanno un reddito sufficiente per vivere in modo dignitoso, introducendo una pensione di cittadinanza".

TAGLIO PENSIONI D'ORO - Nel suo discorso Conte ha anche annunciato il taglio delle pensioni d'oro: "Interverremo sugli assegni superiori ai 5.000 euro netti mensili nella parte non coperta dai contributi versati".

FLAT TAX - Parlando di tasse, il premier ha detto: "L'obiettivo è la flat tax, ovvero una riforma fiscale caratterizzata dall'introduzione di aliquote fisse, con un sistema di deduzioni che possa garantire la progressività dell'imposta, in piena armonia con i principi costituzionali".

CARCERE PER GRANDI EVASORI - "Occorre inasprire l'esistente quadro sanzionatorio amministrativo e penale, al fine di assicurare il carcere vero per i grandi evasori", ha poi osservato il premier.

GIOVANI E LAVORO - "Vogliamo dare voce - ha sottolineato Conte - ai tanti giovani che non trovano lavoro". "Vogliamo costruire un nuovo patto sociale trasparente ed equo fondato sulla solidarietà ma anche sull'impegno".

SALARIO MINIMO E TASSE EQUE - "E' ora di dire - ha continuato - che i cittadini italiani hanno diritto a un salario minimo orario, affinché nessuno venga più sfruttato, che hanno diritto a un reddito di cittadinanza e a un reinserimento al lavoro qualora si ritrovino disoccupati, che hanno diritto a una pensione dignitosa, che hanno diritto a pagare in maniera semplice tasse eque".

APERTURE AGLI ALTRI GRUPPI - Rivolgendosi alle altre forze politiche, Conte ha poi dichiarato: "Saremo disponibili anche a valutare, in corso d'opera, l'apporto di gruppi parlamentari che vorranno condividere il nostro cammino e, se del caso, aderire successivamente al contratto di governo".

Al termine del discorso programmatico c'è stata una lunga standing ovation finale per Conte. I senatori M5S e Lega si sono alzati e hanno applaudito la compagine governativa che, a sua volta, si è unita agli applausi generali, sotto lo sguardo delle opposizioni, Pd, Fi e Fdi, che hanno assistito in silenzio.

Dopo le dichiarazioni programmatiche seguiranno la discussione generale e il voto di fiducia di Palazzo Madama. L'esito del voto, con la 'chiama' dei senatori che potrebbe iniziare attorno alle 19, è atteso per le 20.

Sicurezza, de Magistris a Salvini: rafforzare gli organici delle forze di polizia

NAPOLI. Una richiesta «al ministro dell'Interno Salvini» di «rafforzare gli organici delle forze di polizia». A rivolgerla è il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, che sul tema della sicurezza spiega: «Si fa tanta propaganda inutile e demagogia, si cerca di portare il campo sul conflitto tra persone. Invece la sicurezza aumenta se c'è il controllo democratico attraverso le forze di polizia». Salvini, sottolinea de Magistris, «adesso non è più solo un parlamentare, è vicepremier e ministro dell'Interno. E da persona che fa il sindaco da 7 anni e che ha fatto il magistrato per 15 anni chiedo al ministro dell'Interno di rafforzare gli organici delle forze di polizia». De Magistris ricorda che si tratta di «una richiesta condivisa anche da molti sindaci, perché il tema della sicurezza non riguarda solo a Napoli, ma anzi Napoli statisticamente è in miglioramento rispetto ad altre città». La sicurezza, ribadisce de Magistris, «è un tema sul quale mi piacerebbe avere un confronto con il ministro dell'Interno». 

Braccio di ferro sulle nomine

Mentre il governo si prepara per il primo voto di fiducia, atteso per domani alle 19.30, in Senato proseguono le trattative per completare l'esecutivo, con le nomine di viceministri e sottosegretari. Lo schema adottato, dopo gli 'aggiustamenti' fatti in extremis per i 18 nomi dei ministri gialloverdi, con cambi di casella legati allo spostamento dell'economista Paolo Savona alle politiche comunitarie, vedrebbe la Lega passare all'incasso, con la possibilità di schierare più nomi di quanti previsti inizialmente, spuntandola anche per la delega alle Telecomunicazioni. Il nome che circola, a quanto apprende l'AdnKronos, per gestire le frequenze tv potrebbe essere quello del giornalista Alessandro Morelli, considerato un fedelissimo di Matteo Salvini.

SERVIZI SEGRETI - Altra casella strategica, la delega ai servizi segreti, che sarebbe tornata in gioco: il braccio di ferro tra M5S e Lega, nelle ultime ore, riferiscono fonti del centrodestra, si sarebbe risolto a favore del Carroccio con Giancarlo Giorgetti, già sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, che potrebbe avere la meglio in zona Cesarini sul nome del pentastellato Vito Crimi, già membro del Copasir. Organismo di controllo dei servizi dove invece, come da prassi si siederà alla presidenza un uomo dell'opposizione: qui i boatos danno sempre in pole l'esponente Dem Lorenzo Guerini, anche lui già presente a San Macuto, durante la presidenza Stucchi.

Nelle prossime ore verranno 'assegnati' oltre quaranta posti al governo, fra sottosegretari e viceministri, cui si aggiungeranno le 28 commissioni permanenti, più le bicamerali come la Vigilanza Rai e il Copasir.

COMMISSIONI - Secondo gli ultimi rumors, dunque, la partita delle telecomunicazioni, considerata un tema sensibile e molto caro anche a Silvio Berlusconi (che oggi avrebbe incontrato a Milano Salvini), potrebbe finire in quota Lega, che strapperebbe la delega al Mise, dove siede il vicepremier Di Maio. Altro nome in ballo per la Lega, ma riguardo il risiko delle commissioni parlamentari, sarebbe quello di Nicola Molteni: se non dovesse subentrare a Giorgetti alla presidenza dei deputati leghisti a Montecitorio, potrebbe guidare la Giustizia. In questo caso, a guidare i leghisti della Camera sarebbe invece Guido Guidesi. Al posto di Centinaio, si fa con insistenza il nome di Stefano Candiani come presidente dei senatori lumbard.

COMMISSIONE BILANCIO - Per la presidenza della commissione Bilancio, restano alte le quotazioni del deputato euroscettico Claudio Borghi, responsabile economico della Lega, cui 'corrisponderebbe' al Senato, il collega di partito Alberto Bagnai. Altro big della Lega pronto a entrare nel 'sottogoverno', riferiscono, il deputato genovese Edoardo Rixi, assessore regionale allo Sviluppo economico della Regione Liguria, che potrebbe essere viceministro o sottosegretario (all'Economia o alle Infrastrutture).

EDITORIA - Braccio di ferro tra Lega e M5S anche sulla delega all'Editoria, altro tassello fondamentale per completare al più presto la squadra del governo giallo-verde (il d-day dovrebbe essere giovedì, una volta incassata la 'doppia fiducia' di Senato e Camera). Se nei giorni scorsi l'Editoria sembrava destinata al Carroccio, nelle ultime ore, i cinque stelle avrebbero avuto la meglio: i pentastellati, spiegano autorevoli fonti del Movimento all'Adnkronos, vogliono infatti 'mettere le mani' sul settore dell'informazione per realizzare uno dei cavalli di battaglia dei grillini, la sforbiciata ai fondi per l'Editoria.

Tra i nomi che circolano con insistenza in queste ore per la gestione della delega ci sarebbe quello di un 'addetto ai lavori', il senatore e giornalista Primo Di Nicola, ex direttore del quotidiano 'Il Centro' e tra le prime firme del 'Fatto quotidiano'. I cinque stelle puntano a riempire le caselle del 'sottogoverno' (sottosegretari e viceministri) entro domani, per portare i nomi all'assemblea congiunta in programma alle 21, a Montecitorio, ma nelle ultime ore il gioco d'incastri sembra essersi complicato tanto che qualcuno dubita che la partita possa chiudersi entro poco più di 24 ore.

Tunisi: «Profondo stupore per parole Salvini»

L'ambasciatore italiano a Tunisi, Lorenzo Fanara, è stato convocato dal ministero degli Esteri per trasmettere il "profondo stupore" del governo del Paese nordafricano per le dichiarazioni del ministro dell'Interno italiano, Matteo Salvini. Lo riporta l'agenzia di stampa ufficiale 'Tap', citando una nota del ministero degli Esteri tunisino.

Salvini, dopo aver visitato domenica l'hotspot di Pozzallo, ha affermato che la Tunisia è un Paese libero e democratico dove non ci sono guerre, epidemie e pestilenze, che non sta esportando dei gentiluomini ma spesso e volentieri dei galeotti.

COORDINAMENTO - Nel comunicato del ministero degli Esteri tunisino, si sottolinea che queste dichiarazioni non riflettono il livello di cooperazione tra i due Paesi nella lotta all'immigrazione clandestina. Le parole del ministro italiano, si legge, "denotano una mancanza di conoscenza dei vari meccanismi di coordinamento stabiliti tra i servizi tunisini e italiani responsabili della lotta contro la migrazione irregolare".

Il ministero ha quindi sottolineato "l'attenzione della Tunisia di lavorare con il nuovo governo italiano per consolidare i rapporti di amicizia e la cooperazione strategica tra i due Paesi".

CHIARIMENTI - Secondo quanto riporta la 'Tap', dopo la pubblicazione di questo comunicato, l'ambasciatore italiano "ha contattato" il ministero degli Esteri tunisino per trasmettergli i "chiarimenti del ministro italiano che lo ha incaricato di precisare che le sue dichiarazioni sono state estrapolate fuori dal loro contesto", affermando "il suo impegno a sviluppare la cooperazione con la Tunisia nelle aree di sua competenza".

Renzi in giro per conferenze, è polemica

"Starò fuori dal giro per qualche mese". Così l'ex premier Matteo Renzi, in una conversazione con il 'Corriere della Sera', annuncia la sua nuova vita da conferenziere in giro per il mondo sollevando un polverone di polemiche. "Matteo Renzi annuncia che starà via per qualche mese? Ne siamo lieti, finalmente ha deciso di andare a fare danni altrove, possiamo immaginare il comprensibile sollievo negli iscritti del Pd", ha commentato il senatore della Lega Roberto Calderoli, prima di lanciare un durissimo affondo contro l'ex presidente del Consiglio.

"Detto questo se Renzi vuol girare per il mondo liberissimo di farlo, ma ci attendiamo che, con coerenza, presenti immediate dimissioni dal Senato, perché è inaccettabile che Renzi faccia il turista con lo stipendio pagato dai contribuenti italiani - ha sostenuto il senatore del Carroccio - Renzi prenda esempio da Alessandro Di Battista che, con onestà e rispetto verso i cittadini, ha preferito rinunciare allo scranno in Parlamento per dedicarsi ad altro: se Renzi non vuol lavorare in Senato si dimetta e non scrocchi uno stipendio che non si guadagna stando in Aula".

Altra critica rivolta all'ex premier è arrivata, via social, dallo scrittore Roberto Saviano: "Dopo aver quasi completato, con enormi errori e inspiegabili forzature politiche, la distruzione del fronte riformista italiano - ha scritto l'autore di 'Gomorra' su Facebook - il senatore pensa bene di far sapere a tutti che, nei prossimi mesi, sarà in giro per il mondo: magari vuol carpire il segreto della vittoria di Salvini e così comincia a imitarlo dandosi latitante in Parlamento".

LA REPLICA - A stretto giro però, sempre via social, è arrivata la replica del portavoce di Renzi, Marco Agnoletti. "Basta strumentalizzazioni su Renzi - ha esordito Agnoletti su Twitter, cercando di smorzare le polemiche per i viaggi all'estero dell'ex-segretario Pd - non ha mai detto che per due mesi non parteciperà ai lavori parlamentari dove è stato presente a 16 voti su 16, ma che - ha sottolineato il portavoce - dedicherà tutta la sua attività politica a svolgere al meglio il ruolo di senatore di Firenze lontano dai riflettori nazionali".

LA DIFESA - In difesa di Renzi si sono schierati diversi esponenti del Pd. "Calderoli continua ad essere ossessionato da Renzi. Vorrei ricordargli che ora la Lega è al Governo e che la mitologica stagione delle felpe e dei selfie è finita. Consiglio a Calderoli di occuparsi dei fatti e di smetterla di seguire i suoi incubi", ha scritto su twitter la vicepresidente del Gruppo Pd al Senato Simona Malpezzi, rispondendo alle dichiarazioni del senatore leghista. "Fatemi capire. Ma il Calderoli che dice queste assurdità è lo stesso Calderoli collega di partito del campione di assenze al Parlamento europeo, Matteo Salvini, che ha disertato persino il primo voto legislativo in Senato della settimana scorsa? Se è lui, aiutatelo - ha ribattuto su Facebook il senatore del Pd, Dario Parrini - Ho due certezze: che Matteo Renzi farà il proprio dovere istituzionale, come sempre. A partire dalla seduta di domani. E che Calderoli ha perso un'occasione preziosa per tacere".

Comune di Napoli, si dimette la consigliera 5stelle Francesca Menna

NAPOLI. La consigliera comunale di Napoli del Movimento 5 Stelle, Francesca Menna, ha rassegnato le dimissioni dall'incarico. Menna indica come ragione della decisione di lasciare il Consiglio comunale «l'aumentare degli impegni accademici» che «mi vedono impossibilitata a conciliare entrambi i compiti. Non è stato facile in questi due anni - aggiunge Menna nella lettera di dimissioni - coniugare la complessità di un lavoro articolato e di responsabilità quale quello del professore universitario con quello altrettanto complesso del consigliere comunale, ma l'entusiasmo e la fiducia in un progetto mi hanno dato l'energia e la motivazione giusta per impegnarmi e svolgere il mio compito con assoluta abnegazione e onestà intellettuale». Menna ha ricoperto la carica di capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio comunale, carica nella quale si è alternata con l'altro consigliere pentastellato Matteo Brambilla, già candidato sindaco del M5S alle elezioni amministrative di giugno 2016 che hanno riconfermato l'elezione di Luigi de Magistris. 

Pagine


cronaca
sport
politica
spettacoli

Rubriche

ODISSEA GASTRONOMICA
di Antonio Medici
RICETTE E CURIOSITÀ ATTENTI A QUEI DUE
di Antonio Sorrentino ed Enzo De Angelis
IL FATTARIELLO
di Edo e Gigi (I Fatebenefratelli)
I PERSONAGGI
di Mimmo Sica
LA SCIENZA PER TUTTI
di Michele Sanvitale
SCATTI DI BIRRA
di Alfonso Del Forno
IL COMMERCIALISTA
di Carmine Damiano
RICETTE E CURIOSITÀ ATTENTI A QUEI DUE
di Antonio Sorrentino ed Enzo De Angelis
IL FATTARIELLO
di Edo e Gigi (I Fatebenefratelli)