Martedì 23 Ottobre 2018 - 20:29

Mattarella: «Magistrati soggetti solo alla legge»

I magistrati rispondono solo alla legge. A scandirlo è il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, parlando al Quirinale ai membri uscenti e subentranti del Csm. "La magistratura non deve rispondere alle opinioni correnti perché è soggetta soltanto alla legge", dice il capo dello Stato.

Il "principio di indipendenza della giurisdizione costituisce un cardine della nostra democrazia", sottolinea Mattarella, evidenziando poi che "presiedere il Consiglio superiore è uno dei compiti al quale, come capo dello Stato, presto maggiore attenzione, perché, attraverso di esso, si realizza la sintesi, individuata dai Costituenti, per rendere la magistratura un ordine autonomo e, al contempo, elemento fondamentale dell'assetto democratico della Repubblica".

"Ho avuto modo di apprezzare - ricorda il presidente della Repubblica - le linee-guida adottate per una corretta comunicazione sociale, le quali rappresentano segno evidente dell’importanza attribuita alla trasparenza e alla comprensibilità delle decisioni giudiziarie, qualità che rafforzano l’indipendenza della magistratura e, più in generale, l’autorevolezza delle istituzioni. L’attenzione e la sensibilità agli effetti della comunicazione non significa - come tante volte è stato ricordato in tante sedi - orientare le decisioni giudiziarie secondo le pressioni mediatiche né, tanto meno, pensare di dover difendere pubblicamente le decisioni assunte. La magistratura, infatti, non deve rispondere alle opinioni correnti perché è soggetta soltanto alla legge".

"Sono invece doverose la credibilità e la trasparenza del suo agire, che possono essere rafforzate anche da un’adeguata comunicazione istituzionale. È, pertanto, auspicabile che si prosegua nella direzione intrapresa, che appare, inoltre, idonea a tutelare anche i singoli magistrati da sovraesposizioni cariche di pericoli e che non si rivelano utili".

Nel corso della cerimonia, Mattarella evidenzia che "il ruolo che si assume quali componenti del Consiglio non rappresenta un privilegio ma una funzione di garanzia e, al contempo, di grande responsabilità per le sorti dell’equilibrio fra i poteri costituzionali. Componenti togati e componenti non togati si distinguono soltanto per la loro 'provenienza' perché condividono le medesime responsabilità nella gestione della complessa attività loro affidata".

"I componenti 'laici', secondo quanto prevede lo stesso articolo 104 della Costituzione, sono eletti - sottolinea il capo dello Stato - non perché rappresentanti di singoli gruppi politici (di maggioranza o di opposizione) bensì perché, dotati di specifiche particolari professionalità, il Parlamento ha affidato loro il compito di conferire al collegio un contributo che ne integri la sensibilità".

"Al contempo, i togati non possono e non devono assumere le decisioni secondo logiche di pura appartenenza. Ciò che deve guidare i componenti - tutti del Csm - è il senso del servizio all’istituzione così come la prospettiva del servizio al Paese. Dal Consiglio superiore della magistratura la Repubblica si attende che questo sia l’unico criterio di comportamento".

Il presidente della Repubblica si sofferma poi sulla "scelta dei dirigenti degli uffici giudiziari" da parte del Csm, che "deve avvenire avendo come riferimento fondamentale l’attitudine direttiva. Non è possibile compiere valutazioni sganciate dalla reale verifica dei meriti professionali, perché ciò comporterebbe un rischio per la credibilità, l’autorevolezza, il buon andamento dell’ordine giudiziario".

"Il sistema - sottolinea il capo dello Stato - funziona bene soltanto se i dirigenti sono selezionati effettivamente secondo criteri oggettivi e verificabili. Il terzo comma dell’articolo 107 della Costituzione, disponendo che i magistrati si distinguono fra loro soltanto per diversità di funzioni, afferma il principio di 'indipendenza interna istituzionale'. Proprio questa pari dignità postula che vengano riconosciute e valorizzate le qualità umane e professionali necessarie per lo svolgimento di delicati ruoli di servizio, come vanno correttamente intesi gli incarichi direttivi e semidirettivi".

"Proprio il buon esercizio del governo autonomo - insiste Mattarella - deve consentire di fare emergere le capacità organizzative indispensabili per individuare il miglior dirigente dell’ufficio da assegnare. Sono le garanzie poste a presidio della magistratura a consentire al suo organo di governo autonomo di compiere scelte libere da ogni forma di condizionamento in tutte le decisioni di sua competenza".

"Tra esse, devono essere connotate da particolare attenzione e cura - conclude il presidente della Repubblica - le scelte dei magistrati di legittimità, per la delicata funzione nomofilattica svolta dalla Corte di Cassazione, che assume oggi, ancor più intensamente che in passato, piena centralità in ragione del dialogo con le Corti europee".

Città metropolitana, deleghe anche a centrodestra e Pd

NAPOLI. «Come avevamo annunciato è nostra intenzione proseguire nella direzione di migliorare la nostra azione strategica per lo sviluppo e la crescita del territorio. Nonostante i limiti imposti dalla Legge Delrio, che non consente di creare maggioranza ed opposizione, ma grazie al contributi di tutti consiglieri prosegue la nostra azione per il raggiungimento  degli obiettivi strategici che ci siamo preposti. Infatti, con la nuova organizzazione che abbiamo approvato oggi, che vede la partecipazione quasi unanime del Consiglio Metropolitano, siamo certi di ottenere risultati ancora migliori di quelli raggiunti in questi anni. I consiglieri delegati da me indicati saranno chiamati a collaborare con il sindaco e a lavorare affinché si possa continuare a dare risposte concrete ai cittadini dei Comuni della Città Metropolitana, che tra l’altro hanno amministrazioni con colori politici differenti». È quanto ha affermato il sindaco della Città Metropolitana di Napoli, Luigi de Magistris, annunciando la firma delle nuove deleghe. «Ci sono immediati obiettivi strategici da portare a termine - ha concluso il sindaco metropolitano - che necessitano il contributo di tutte le forze presenti in consiglio tra questi, ad esempio, la gestione del Piano Strategico e il riordino del sistema di trasporto pubblico locale. Auguro a tutti buon lavoro». 

LE NUOVE DELEGHE ASSEGNATE OGGI. Salvatore Pace: vice sindaco; tutela della fauna selvatica e delle aree protette; Giuseppe Cirillo: Trasporti; Nicola Pirozzi: Piano triennale lavori pubblici; sicurezza sui luoghi di lavoro; Giuseppe Jossa: Urbanistica; Giuseppe Tito: Piano Strategico, fondi comunitari e nazionali per le politiche di coesione; Michele Maddaloni: Valorizzazione dei teatri, Grande Progetto Pompei, Parco Nazionale del Vesuvio; Felice Di Maiolo: Protezione civile, Agenzia Area Nolana, Premio Cimitile; Francesco Cascone: Ambiente; Katia Iorio: Sport, giovani, pari opportunità: Vincenzo Carbone: Bilancio, finanza locale; Antonio Caiazzo: Patrimonio; Rosario Ragosta: Informatizzazione ed agenda digitale, valorizzazione Lago Patria; Raffaele Lettieri: Stazione unica appaltante; Elena Coccia: Attuazione dello statuto, regolamenti, relazioni con la Conferenza dei Sindaci, rete dei siti UNESCO, cura del patrimonio culturale; promozione dello sviluppo economico attraverso la cultura ed il turismo; beni comuni; Elpidio Capasso: Controllo e razionalizzazione delle società partecipate; Francesco Iovino: personale, piccole e medie imprese, valorizzazione e promozione del marchio della città, smart city; Domenico Marrazzo: Scuola; Raffaele Cacciapuoti: Strade; Carmine Sgambati: Polizia metropolitana, beni confiscati: Paolo Tozzi: Sicurezza delle coste e dei costoni.

Decreto sicurezza, ok del Consiglio dei ministri

ROMA. Via libera del Consiglio dei ministri al dl Salvini. Dopo circa un'ora di discussione, è stato approvato il decreto che contiene le norme sulla sicurezza e sull'immigrazione. "Sono felice", scrive su Facebook il vicepremier e ministro dell'Interno, Matteo Salvini. "Un passo in avanti - sottolinea - per rendere l'Italia più sicura". Parlando al termine del Cdm, il leader della Lega dice: "Il decreto è stato approvato all'unanimità, poi si potrà arricchirlo, ho accolto proposte che modificheranno il testo, un testo che non è blindato". "Sono state smentite le potenziali e inesistenti polemiche che sarebbero state alla base di questo decreto", sottolinea. "Si tratta - continua - del dl più condiviso, più modificato, più aggiornato nella storia almeno di questo governo, sono contento".

PERMESSI E PROTEZIONE UMANITARIA - Sul fronte immigrazione, il decreto prevede il raddoppio dei tempi di trattenimento nei Centri di permanenza per il rimpatrio: da 90 a 180 giorni; l'abrogazione dei permessi di soggiorno per motivi umanitari sostituiti con permessi per meriti civili o per cure mediche o se il Paese di origine vive una calamità naturale. "La protezione umanitaria viene normata con sei fattispecie specifiche, non ci sarà più la libera interpretazione del singolo", spiega Salvini.

DOMANDA D'ASILO - "Per i richiedenti asilo - afferma Salvini - la sospensione della domanda d'asilo è prevista in caso di pericolosità sociale o in caso di condanna in primo grado. Questa è stata una delle sintesi raggiunte". Il ministro dell'Interno dice di essersi ispirato, per la stesura della norma, a un episodio di cronaca, ovvero quella degli autisti di autobus "massacrati" a Como. "Se il questore valuterà particolarmente pericoloso un richiedente asilo, potrà sospendere la domanda" spiega il vicepremier. "C'è anche un passaggio all'autorità giudiziaria - puntualizza in conferenza stampa il premier Giuseppe Conte - perché collegata al Cpr".

ESPULSIONI - Per espellere dall’Italia un richiedente asilo serve anche la pericolosità sociale e non solo l’essere sottoposto a procedimento penale. Questa una delle misure ottenute dal M5S, viene riferito da fonti grilline, in sede di discussione in Cdm.

CITTADINANZA- Via la cittadinanza solo in caso di condanna definitiva per terrorismo. Questa un'altra misura finale approvata dal Cdm nel dl sicurezza, e voluta dai 5 Stelle che hanno fatto pressing, secondo quanto riferito all'Adnkronos, affinché nel testo fosse prevista la condanna definitiva per togliere la cittadinanza a chi si macchia di reati di terrorismo.

PROTEZIONE UMANITARIA - In merito alla protezione umanitaria, "viene normata con sei fattispecie specifiche, non ci sarà più la libera interpretazione del singolo - dice Salvini - Avremo un riconoscimento dei diritti dei profughi veri". Le sei fattispecie previste "daranno luogo a una protezione oggettiva e non soggettiva": si tratta delle "vittime di grave sfruttamento lavorativo, vittime di tratta, vittime di violenza domestica, vittime di gravi calamità naturali, necessità di cure mediche, protagonisti di atti di particolare valore civile".

CAMPI NOMADI - Il ministro dell'Interno scandisce poi che c'è poi l'obiettivo di "campi rom zero" entro "fine legislatura". All'interno del provvedimento varato, precisa il responsabile del Viminale, non ci sono misure ad hoc sui rom, "altrimenti sarebbe scoppiato il putiferio", precisa, ma l'obiettivo è quello di chiudere tutti i campi rom entro la legislatura.

CORRUZIONE - Quanto al Daspo per i corrotti non si aspetterà più il terzo grado di giudizio. E' un'altra delle misure ottenute dal M5S, a quanto apprende l'Adnkronos. "Saremo più giustizialisti", la convinzione che filtra dai vertici pentastellati.

Salvini: «Tasse al 15% per un milione di italiani»

ROMA. "Stiamo lavorando per far pagare almeno a un 1 milione di italiani il 15% del loro fatturato". Lo afferma il vicepremier Matteo Salvini ospite di Atreju, la festa politica di Fratelli d'Italia in corso a Roma. "Siamo al governo per starci cinque anni - spiega Salvini -. Se il prossimo anno, pagheranno solo il 15% del loro ricavato 1-1,5 milioni di italiani, sarebbe per me un'enorme soddisfazione".

Quanto alla rinascita del centrodestra, il leader leghista smentisce che ci sia una strategia del doppio forno con M5S e Fi. Quindi rassicura i giornalisti che gli chiedono del malumore suscitato nei grillini dopo il recente vertice a palazzo Grazioli. "Ma no, no - taglia corto Salvini - io vado da Berlusconi e parlo solo di accordi locali". "Avrei preferito ci fosse stato un governo di centrodestra - ammette il leader della Lega - ma se dovessi tornare indietro a tre mesi fa rifarei la stessa scelta, perché penso che con tutti limiti di un'alleanza composita, gli italiani abbiano trovato una dignità". E ancora: "Per me il governo poteva essere allargato a Fratelli d'Italia, ma no a Forza Italia". Con Giorgia Meloni, osserva Salvini, "condividiamo certi valori e, per esempio mi ricordo la battaglia di Roma che abbiamo combattuto soltanto in due contro tutto e tutti, mentre qualcuno sparava da fuori".

Da Fiuggi, si fa sentire Antonio Tajani, numero due di Fi: "Salvini cerca di avere la botte piena e la moglie ubriaca - afferma -. Ma credo che questo matrimonio tra Lega e M5s non sia un matrimonio di lunga durata. Sarà alla fine anche lui portato a dar vita a una coalizione di centrodestra anche per far nascere un nuovo governo".

Sulla durata dell'esecutivo, però, Salvini non ha dubbi: "Il governo durerà 5 anni - assicura -. Lo dico perché ci credo davvero. Quando io prendo un impegno, lo voglio rispettare. Poi ovviamente siamo nelle mani di Dio e di Fico, ovviamente a livello più basso, in quest'ultimo caso". "Io Di Maio non lo conoscevo - spiega Salvini -. Fino a maggio non avevo ma parlato con lui...Ho trovato in lui una persona di parola, onesta e concreta. Con cui sto lavorando bene, con altri no".

Il leader della Lega spende poi qualche parola sui migranti: "Se avessi rispettato tutte le regole, di immigrati ne sarebbero arrivati 100-150mila euro, come negli anni passati. Le regole sono fatte per essere cambiate" scandisce. Quindi conferma che la prossima settimana in Cdm ci sarà la manovra e il decreto migranti-sicurezza. "A Tria dico stai tranquillo, stai felice - dice Salvini -. Il mestiere del ministero del Bilancio è sempre quello di chiudere i cordoni della borsa".

E sulle Olimpiadi non nasconde che avrebbe preferito la candidatura del tridente Torino-Milano-Cortina. "A me piaceva l'idea di un'Olimpiade italiana, un'olimpiade di tutte le Alpi e le Dolomiti - chiosa - ma qualcuno ha avuto paura. Non ho perso la speranza, una proposta olimpica italiana ci sarà. Io farò di tutto per fare le olimpiadi invernali in Italia".

Insulti sessisti, bufera su consulente Toninelli

Ancora una bufera su Gaetano Intrieri, il consulente dei Trasporti che per il ministero di Danilo Toninelli ha curato dossier come Alitalia, l'Airbus della Ethiad preso in leasing dal governo Renzi, Anas/Ferrovie, Aeroporti di Roma. Dopo le polemiche sul curriculum 'gonfiato' e su una condanna subita per bancarotta, Intrieri è finito sulla graticola per alcuni insulti sessisti indirizzati a una utente su Twitter.

I TWEET INCRIMINATI - I fatti risalgono allo scorso agosto, quando Intrieri (@gfi65) ha intavolato una discussione sulla vendita (poi sfumata) del calciatore della Lazio Milinkovic Savic con un account con un nome femminile. Un botta e risposta in cui, a un "fatti meno canne", Intrieri ha replicato deciso: "Tu fai meno pom....". Ma non è finita qui, perché poco dopo il (futuro) consulente del Mit ha aggiunto: "Io mi faccio le canne e lei non può fare pom....? Ottimo, allora si metta a gambe aperte". In un altro tweet, inoltre, per replicare ad un utente che lo definiva "lo zimbello del momento", Intrieri ha risposto: "No è lo zimbello che si scopa quella gran put.... di tua madre".

I tweet dello scorso agosto sono stati rimessi in rete oggi da Riccardo Puglisi, professore di Economia all'università di Pavia e redattore de 'La voce' con cui Intrieri qualche giorno fa, per la vicenda del curriculum, avea già 'incrociato le lame' su Twitter: "Essere attaccato da questo signore che me ne darà conto in tribunale insieme ai suoi sodali è davvero una medaglia", aveva scritto il consulente del Mit. Adesso, a indignarsi per la vicenda dei tweet, è tra gli altri la cantante Fiorella Mannoia che, sempre sui social, condividendo gli screenshot di Puglisi, ha commentato: "Che squallore!!".

LA REPLICA DI INTRIERI - Intanto, sulla sua pagina Facebook, Intrieri oggi ha annunciato: "Da 1 settimana mi trovo di fronte ad un attacco mediatico verso la mia persona senza soluzione di continuità", ma "vorrei concludere avvisando i giornalisti che tanto si interessano a me su mandato dei potenti uomini della comunicazione che tra poco lascerò il ministero, quindi inutile continuare a scrivere scrivere scrivere". Intrieri spiega ancora: "Giusto il tempo di tentare di mettere a posto qualche centinaio di dipendenti Sardi di Air Italy e di aiutare un ministro straordinariamente per bene e pieno di amore per il proprio Paese su due o tre cosucce e me ne andrò sicuro di fare un favore a tanti e soprattutto a quelli che sono venuti sino a sotto casa per chiedermi gentilmente di lasciare perdere".

Iva e tasse, niente aumento

Realizzare la maggior parte delle misure della manovra, anche le più costose, senza aumentare le tasse e l'Iva. E' quanto emerge dalla riunione che si è tenuta in mattinata a Palazzo Chigi. "Riunione molto positiva e il ministro Tria ha preso atto della volontà politica della Lega e del Movimento 5 Stelle di realizzare formule importanti di cambiamento, dal reddito di cittadinanza per gli italiani alla riforma delle pensioni" spiega una fonte leghista presente al vertice, a cui hanno preso parte, tra gli altri, il premier Giuseppe Conte, il vicempremier Matteo Salvini e il ministro dell'Economia.

"Ora c'è l'impegno di tutti ad affinare le proposte e dello stesso ministro Tria a cercare soluzioni" viene spiegato. L'ottica è quella di realizzare la maggior parte delle misure, anche le più costose, con coperture che abbiano un basso impatto sui conti pubblici e comunque senza aumentare le tasse e l'Iva perché "senza crescita non può esserci sviluppo e non si cambia il Paese". 

QUOTA 100 - La Lega conferma, tra le altre cose, quota 100 sulle pensioni (62 + 38), la riforma fiscale e propone un sistema snello di ammodernamento delle opere pubbliche che consentirebbe un miglioramento delle infrastrutture da affiancare all'apertura di cantieri più impegnativi. I tecnici di maggioranza sono in queste ore al lavoro per verificare impatti di crescita e spesa sui conti pubblici in vista della manovra. 

DI MAIO - "Ho avuto notizie dalla riunione" dice poi Luigi Di Maio in un video su Facebook. "Si sono fatti passi in avanti perché il nostro obiettivo è applicare il reddito di cittadinanza, superare la legge Fornero e abbassare tasse con un sistema di flat tax. Ma bisogna fare ancora passi avanti". 

MANOVRA - "Ci dobbiamo togliere dalla testa i numerini. Dimenticare i numerini e pensare ai cittadini - aggiunge Di Maio -. Questo è il primo obiettivo che vogliamo mettere al centro della legge di Bilancio, altrimenti diventeremmo un Padoan qualunque".

Salvini: «Con dl sicurezza migranti non faranno i furbetti»

"Sarà più difficile fare i furbetti per gli immigrati che arrivano in Italia. Se fai domanda d'asilo e prendi a pugni un giornalista o un poliziotto, la domanda d'asilo te la strappo e torni nel tuo Paese". Così il ministro dell'Interno Matteo Salvini oggi a Genova, parlando dell'approdo lunedì in Cdm del decreto Sicurezza. Sui suoi contenuti, ha aggiunto il vicepremier: "Penso che rispetti costituzione, buon senso, trattati e diritti umani. Togliamo alcune furbate che regalavano alcuni permessi a migliaia di immigrati".

"Questa mattina a Palazzo Chigi - ha aggiunto il ministro, reduce dalla riunione di governo di questa mattina a Palazzo Chigi - ho preso un gradevolissimo caffè col presidente del Consiglio per limare alcuni passaggi del Decreto Sicurezza. Finalmente dopo mesi di lavoro, lunedì ore 10, tornato Di Maio, tornato Conte, arriverà in consiglio dei ministri".

"Nessuna polemica - ha poi sottolineato -, mi sembra che non ci siano ostacoli né del Quirinale né da M5S. Ci sono alcune correzioni tecniche che ci hanno chiesto di fare, è un decreto con chiara impronta del 'prima gli italiani'".

"Abbiamo aperto il portafogli e il cuore: Genova e l'Italia non cercano vendetta ma giustizia. L'importante è ricostruire il ponte bene, seriamente e velocemente", ha poi affermato il ministro rispondendo ai giornalisti e commentando l'iter di revoca della concessione ad Autostrade. "Ora - ha aggiunto - ci sarà un commissario, che non invidio e che dovrà essere bravo, veloce fortunato e competente per fare quello che tutta Italia si aspetta. Non fatemi dare nomi prima che vengano condivisi con gli enti locali".

Rai, Cda vota ancora Foa presidente

Via libera dal Cda della Rai al Foa bis. Il consiglio d'amministrazione riunitosi a Viale Mazzini ha votato la nomina di Marcello Foa, con 4 voti a favore, un voto contrario e un astenuto. Ora, per diventare effettiva, la nomina del presidente dovrà ottenere il parere favorevole di una maggioranza qualificata (almeno i due terzi) della commissione di Vigilanza. A votare contro nella seduta del Cda di oggi è stato il consigliere d'amministrazione Rita Borioni mentre ad astenersi è stato il consigliere Riccardo Laganà. Foa non ha partecipato al voto per ovvi motivi di opportunità. Mentre i quattro voti favorevoli sono stati espressi da Igor De Biasio, Giampaolo Rossi, Beatrice Coletti e dall'ad Fabrizio Salini. Lo stesso schema di voto che si era verificato circa un mese e mezzo fa.

È la seconda volta infatti che Foa viene votato per la presidenza dalla maggioranza del Cda. Era già accaduto il 31 luglio scorso (sempre con voto a maggioranza) ma poi il primo agosto la nomina non aveva ottenuto il placet della Vigilanza, dove sia Pd che Leu e Forza Italia non avevano votato.

La nomina di oggi segue l'approvazione, avvenuta mercoledì scorso, di una risoluzione della stessa Vigilanza che invitava il Cda di Viale Mazzini a procedere alla nomina del presidente dell'azienda entro mercoledì prossimo, senza escludere la candidatura di Marcello Foa. La risoluzione, approvata con i voti a favore di Lega, M5S e Fratelli d'Italia, l'opposizione di Pd e Leu e l'astensione di Forza Italia, invitava anche il presidente in pectore a presentarsi in audizione a San Macuto prima del nuovo voto che dovrà rendere effettiva la nomina. Questa volta dovrebbero essere i voti di Forza Italia a permettere l'approvazione del parere positivo su Foa con una maggioranza dei due terzi della commissione.

Lo 'schema' del voto di oggi viene confermato anche nella nota ufficiale diffusa dall'azienda, dove si legge: "Il Consiglio di amministrazione della Rai si è riunito questa mattina a Viale Mazzini coordinato dal Consigliere anziano Marcello Foa e alla presenza dell’Amministratore delegato Fabrizio Salini. Il Cda, anche a seguito dell’atto di indirizzo della Commissione di Vigilanza Rai, ha proceduto alla nomina di Marcello Foa come presidente del Cda. Il consiglio ha eletto a maggioranza il Presidente con il voto contrario del consigliere Rita Borioni e l’astensione del consigliere Riccardo Laganà. Marcello Foa ha lasciato la Sala del Consiglio al momento della votazione. La nomina per divenire efficace dovrà essere confermata con il voto a maggioranza qualificata dei due terzi da parte della Commissione Parlamentare di Vigilanza", conclude la Rai.

BORIONI: "PRESENTATA FORMALE DIFFIDA A PROCEDERE" - "All’inizio della seduta odierna del Cda, ho presentato formale diffida a procedere all’elezione di Marcello Foa, visti i chiarissimi profili di illegittimità della stessa. Nonostante ciò, il Cda ha deciso di procedere ugualmente. A questo punto mi riservo qualsiasi azione a tutela dell’azienda stessa". Lo dichiara il consigliere d'amministrazione della Rai Rita Borioni a proposito della nomina di Foa, sulla quale ha espresso voto contrario. "La Rai - dice ancora Borioni - non dovrebbe forzare regole e procedure consolidate per sottostare ai diktat di alcune fazioni politiche".

PROTESTE USIGRAI - "E così il CdA della Rai ha eseguito ancora una volta gli ordini arrivati da fuori". Inizia così la nota congiunta di Fnsi e Usigrai sulla nuova nomina di Marcello Foa.

"Prima - sottolineano le due organizzazioni sindacali - ha accettato l'illegittimo diktat governativo, poi ha piegato gli interessi aziendali lasciando l'azienda in stallo per oltre un mese e mezzo, e infine - come nel gioco dell'oca - è tornato al punto di partenza nominando la persona prescelta dal governo e ora santificata sull'altare del conflitto di interessi".

"Dunque, ancora una volta, dopo le promesse di una Rai libera e autonoma dai partiti, ci troviamo di fronte a una Rai con vertici scelti dal governo, in alleanza con il partito del conflitto di interessi", concludono Fnsi e Usigrai.

Fico: «Non posso più vivere in una città con le stese»

VICO EQUENSE. «Non posso vivere in una città dove si spara, dove ci sono gang che girano in moto e fanno le “stese" e un cittadino innocente ci rimane sotto come la signora che due settimane fa stava affacciata al balcone». Così il presidente della Camera Roberto Fico a Vico Equense per intitolare a Giancarlo Siani, giornalista ucciso dalla camorra, la piazza del Comune. «Questo - ha continuato - è inaccettabile, o tutto lo Stato si mette a contrastare il fenomeno al cento per cento, dandosi anche un tempo, o non saremo mai una nazione né una città libera».

Comunali, Fdi contro Lega: appoggia ex assessore Pd a Marano

NAPOLI. «Mentre Matteo Salvini dichiara come la Lega sia ancorata al centrodestra, in provincia di Napoli, Marano, comune che andrà al voto il 21 ottobre prossimo, il responsabile provinciale del Carroccio Biagio Sequino affonda la coalizione sostenendo come candidato sindaco Rosario Pezzella, un ex assessore del Pd». Lo dichiara Nello Savoia, segretario provinciale di Napoli di Fratelli d'Italia. «Manovre spericolate, accelerazioni, scelta di un candidato a sindaco estratto dal centrosinistra, tentativi e inviti alla perequazione sulle future elezioni amministrative, millantate armate elettorali, personalismi esagerati, interessi di bottega - prosegue Savoia - hanno al momento buttato al vento la possibilità di mettere in campo una sana e libera coalizione di centrodestra che sicuramente avrebbe avuto la possibilità di guidare la città di Marano per i prossimi 5 anni». Il coordinatore provinciale di Fdi di Napoli lancia un appello a Gianluca Cantalamessa, deputato e segretario regionale in Campania della Lega: «Auspico un suo intervento per frenare una follia e aderire alla proposta di Fratelli d'Italia che vede Teresa Giaccio candidata sindaco. Un profilo autorevole e competente che da sempre interpreta e rappresenta i valori del vero ed unico centrodestra maranese», conclude Savoia. 

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