Lunedì 21 Gennaio 2019 - 13:34

Strage di migranti: «Sul gommone eravamo 120»

A bordo del gommone naufragato ieri nel Mediterraneo, sulla rotta Libia-Italia, "c'erano 120 persone". A dirlo all'Oim sono i tre superstiti, due sudanesi e un gambiano, ora a Lampedusa, portati lì dalla Marina Militare. "Ci hanno raccontato che su quel gommone, partito dalla Libia la notte di giovedì 17, c'erano circa 120 persone. Dopo 10-11 ore di navigazione il gommone ha cominciato a sgonfiarsi e affondare. Le persone sono cadute in mare e sono affogate", dice all'Adnkronos Flavio Di Giacomo, il portavoce Oim in Italia.

"I superstiti sono rimasti a galla intorno alle 3 ore, così hanno indicato anche se la percezione del tempo in quelle situazioni è sempre molto vaga", aggiunge Di Giacomo. "A bordo - spiega - c'erano soprattutto migranti dell'Africa occidentale subsahariana. Dieci donne tra cui una ragazza incinta e due bambini di cui uno di soli due mesi".

Bimba scomparsa a Cagliari, genitori fermati per omicidio

I genitori della piccola Esmeralda, bimba rom di 20 mesi di cui non si hanno notizie dal 23 dicembre scorso, sono stati fermati nel corso della notte dalla Polizia di Cagliari con l’accusa di omicidio. I due sono stati rintracciati dagli agenti della Sezione Omicidi nel campo rom di Carbonia. Non si conoscono al momento i dettagli del fermo di polizia giudiziaria. La notte del 23 dicembre scorso un furgone andò a fuoco vicino al villaggio pescatori, in località Giorgino, a Cagliari. I genitori e altri 4 figli non erano nel mezzo che andò distrutto, ma i due 28enni raccontarono alla polizia che all’interno c’era la piccola Esmeralda. Gli immediati rilievi della polizia scientifica esclusero la presenza di resti umani carbonizzati all’interno del furgone. I due sostennero poi che la piccola era stata rapita da un altro gruppo di stranieri per debiti. Ipotesi che non hanno trovato riscontri tra gli inquirenti. Nel corso della notte la svolta, con l’arresto dei due.

DOV'E' IL CORPO DI ESMERALDA? - Arrestati quindi Slavko Seferovic e Dragana Ahmetovic entrambi 28enni e genitori di altri 4 figli, che denunciarono la morte della piccola all’interno del loro furgone Iveco Daily andato in fiamme a Giorgino, alla periferia di Cagliari. Ma dov’è il corpo della piccola? Per ora non c'è traccia. I due avevano raccontato alla polizia che mentre erano a fare una passeggiata lungo il molo del villaggio pescatori, intorno alle 19.30, il mezzo si era incendiato. Avevano dapprima sostenuto che l’incendio poteva essersi innescato per un corto circuito di una lampadina o di un televisore collegati alla batteria del mezzo, all’interno del quale c’era Esmeralda, lasciata lì dentro perché influenzata. Ipotesi subito smentita dai rilievi tecnici della Polizia scientifica del gabinetto regionale della Sardegna e dei Vigili del Fuoco che non trovarono alcun resto umano tra le ceneri del furgone. Spuntò fuori allora un’altra ipotesi, e cioè che la bimba potesse essere stata rapita da altre famiglie rom di nazionalità romena, per un debito di droga non saldato da parte dei genitori. Ipotesi che comunque non ha mai convinto gli investigatori, nonostante l’intervento della Dda cagliaritana, competente per questo tipi di reati. Allora il furgone come è andato a fuoco, e perché? Probabilmente per simulare il reato, è la risposta che si sono dati gli investigatori.

I due insieme agli altri 4 figli si trasferirono dopo l’episodio nel campo rom di Carbonia, dove nel corso della notte sono stati prelevati dagli agenti della Questura di Cagliari con l’accusa di omicidio. Ma gli agenti hanno accertato che dal novembre scorso la piccola non era stata più vista con i genitori e che, in diverse occasioni, il padre aveva sostenuto di averla affidata a un imprecisato istituto. Circostanza su cui gli inquirenti hanno ottenuto riscontri negativi.

Dalle intercettazioni ambientali è dunque emerso che gli stessi genitori avessero la responsabilità diretta della morte della figlia e che avessero inscenato l’incendio e successivamente il rapimento per sviare le indagini della Polizia. A prova di ciò, nell’ambito degli elementi probatori raccolti dai poliziotti è emerso, dalle immagini di videosorveglianza poste sul percorso seguito dal furgone e la testimonianza di un benzinaio, dove Saferovic ha rifornito il mezzo, che il 28enne nel pomeriggio del 23 dicembre aveva acquistato 2 euro di benzina versate all’interno di una bottiglia.

Sono state serrate le indagini che hanno portato all’arresto dei due rom per omicidio aggravato, occultamento di cadavere, simulazione di reato e incendi doloso. I due sono rinchiusi nel carcere di Cagliari-Uta. La polizia prosegue gli interrogatori per scoprire dove sia stata occultato il cadavere della bambina.

 

Maxifurto di mail e password

Si chiama Collection #1 il primo maxi furto di informazioni di questo 2019. Si parla di oltre 773 milioni di indirizzi mail e circa 22 milioni di password rubati. A darne notizia è stato Troy Hunt, ricercatore informatico conosciuto per aver creato il sito 'Have I Been Pwned' ('Sono stato bucato') che permette di controllare se la propria mail è associata a un account compromesso.

Collection # 1 è un file enorme che è stato recentemente caricato sul servizio di archiviazione cloud Mega: si tratta di un database di 87 GB di dati con all’interno più di 12.000 file separati. Varie le fonti. Cancellato, è tornato disponibile nei vari circuiti di hacking presenti in rete.

“Spese pazze" in Lombardia, arrivano le condanne

Due anni e 6 mesi per Renzo Bossi e un anno e 8 mesi per Nicole Minetti. Questa la sentenza per il figlio del fondatore della Lega Umberto Bossi e l’ex igienista dentale di Silvio Berlusconi emessa dal tribunale di Milano chiamato a decidere su 57 tra ex consiglieri ed ex assessori lombardi accusati in gran parte di peculato, alcuni di truffa, per avere presentato rimborsi ingiustificati per pranzi, cene e "altri servizi di presunta rappresentanza" fra il 2008 e il 2010 per un valore complessivo di circa tre milioni di euro.

Nella sua requisitoria del marzo 2017, il pm Paolo Filippini aveva chiesto la condanna per peculato degli imputati a pene che vanno da un anno e dieci mesi a sei anni di carcere. E dei 57 imputati sono in 52 a essere stati condannati con pene che vanno da un anno e 5 mesi a 4 anni e 8 mesi. Tra questi spiccano le condanne a 4 anni e 8 mesi per Stefano Galli, l’ex capogruppo della Lega in Regione, i 2 anni e 6 mesi per l’europarlamentare di Forza Italia Stefano Maullo e i 2 anni e 2 mesi per Alessandro Colucci del gruppo Misto.

Per Massimiliano Romeo, capogruppo della Lega in Senato, la condanna è di 1 anno e 8 mesi. Due mesi in meno per Angelo Ciocca che della Lega è eurodeputato. Escono indenni dal processo in 5: Massimo Ponzoni, Daniel Luca Ferrazzi, Romano Colozzi, Carlo Maccari e Davide Boni. ''A mio modo di vedere - dice all’Adnkronos Daniele Granara che in Liguria è parte in causa in analogo processo - se vi sono spese autorizzate dal Consiglio regionale la giurisdizione non dovrebbe entrarci. Perché la responsabilità va valutata secondo principi giuridici e la Costituzione garantisce l’autonomia regionale. Cioè è la stessa Costituzione che per garantire l’indipendenza accetta il rischio di abusi. E se la spesa è riconducibile direttamente o indirettamente all’esercizio delle funzioni, ed è approvata dagli organi competenti della Regione, lo ribadisco, la giurisdizione non trova applicazione’’.

"Romeo si è mosso in buona fede, ritenendo che quei rimborsi fossero dovuti, secondo quanto avveniva nel tempo, come da consuetudine" dice all'AdnKronos Jacopo Pensa, legale di Massimiliano Romeo. Nel mirino degli inquirenti, spiega Pensa sono finiti "rimborsi per ristoranti e bar, pari a circa 20mila euro in oltre 4 anni, solo spese legate a ristorazione". "Per fortuna - sottolinea l'avvocato - per il mio assistito la pena è sospesa, avendo l'esponente leghista risarcito subito il danno". "Ora faremo appello", fa sapere l'avvocato.

 

 

 

Maturità, arriva la doppia prova

Debutta la doppia prova all'esame di maturità. Quest'anno i maturandi alle prese con la seconda prova dovranno affrontare due materie: latino e greco per il liceo Classico, matematica e fisica allo Scientifico, discipline turistiche e aziendali e inglese per l'Istituto tecnico per il turismo e così via, fatta eccezione per gli indirizzi in cui la disciplina caratterizzante è una sola. Ad annunciarlo il ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Marco Bussetti, con un video diffuso su Facebook.

COS'E' LA DOPPIA PROVA - La prova multidisciplinare è la vera novità della maturità 2019: riguarderà più discipline caratterizzanti l'indirizzo di studi, fatta eccezione per gli indirizzi in cui la disciplina caratterizzante è una sola. Una novità introdotta dal decreto legislativo 62 del 2017 che ha riformato l'Esame. In particolare, ci saranno Latino e Greco per il Liceo classico, Matematica e Fisica allo Scientifico, Scienze umane e Diritto ed Economia politica per il Liceo delle Scienze umane - opzione economico sociale, Discipline turistiche e aziendali e Inglese per l’Istituto tecnico per il turismo, Informatica e Sistemi e reti per l’Istituto tecnico indirizzo informatica, Scienze degli alimenti e Laboratorio di servizi enogastronomici per l'Istituto professionale per i servizi di enogastronomia. L'elenco completo delle discipline oggetto della prova è disponibile sul sito del ministero.

LE SIMULAZIONI NAZIONALI - La doppia prova, tuttavia, non è l'unica novità. A debuttare, quest'anno, saranno anche le simulazioni nazionali (è la prima volta che il Miur le organizza), che inizieranno a partire da febbraio. La prima prova scritta simulata si terrà il 19 febbraio e il 26 marzo, la seconda prova scritta il 28 febbraio e il 2 aprile. Tutte le indicazioni operative verranno fornite alle scuole con un'apposita circolare. Alcuni esempi di tracce, per la prima e seconda prova, li ha già forniti a dicembre il ministero.

LA PROVA ORALE - Quanto al colloquio orale, sarà, come sempre, pluridisciplinare. La commissione partirà proponendo agli studenti di analizzare testi, documenti, esperienze, progetti, problemi che saranno lo spunto per sviluppare il colloquio. A disporre i materiali di partenza saranno le stesse commissioni, nei giorni che precedono l'orale, tenendo conto del percorso didattico effettivamente svolto dagli studenti e descritto nel documento che i Consigli di classe consegneranno in vista degli Esami. Il giorno della prova, per garantire la massima trasparenza e pari opportunità ai candidati, saranno gli stessi studenti a sorteggiare i materiali sulla base dei quali sarà condotto il colloquio.

CITTADINANZA E COSTITUZIONE - Durante l'orale i candidati esporranno anche le esperienze di alternanza scuola-lavoro svolte. Una parte del colloquio riguarderà, poi, le attività fatte nell’ambito di 'Cittadinanza e costituzione', sempre tenendo conto delle indicazioni fornite dal Consiglio di classe sui percorsi effettivamente svolti.

LE CORREZIONI - Sia la prima sia la seconda prova scritta, da quest'anno, saranno corrette secondo griglie nazionali di valutazione che sono state diffuse nel mese di novembre. Nel decreto con le materie pubblicato oggi, inoltre, sono individuate le discipline affidate ai commissari esterni.

 

«Vi puniremo», minacce a Mentana e ai giornalisti La7

Una lettera scritta a mano con minacce, pesantissime, nei confronti di Enrico Mentana e di alcuni giornalisti di La7. Questo quanto mostrato oggi dal direttore del tg della rete, che ha pubblicato su Instagram uno scatto della missiva. Nessuna firma sul foglio, ma una svastica e un "boia chi molla" in calce.
"La tua enfasi che ti fa venire la bava contro chi è stato eletto dal popolo è vomitevole", si legge nell'incipit della lettera, che promette: "Presto vi puniremo, sappiamo tutto di voi. Siete solo dei vili senza palle. Punirvi è un dovere". Mentana non è il solo obiettivo delle minacce: nel mirino finiscono anche le colleghe Lilli Gruber e Francesca Fanuele - definite "puttane da casino di seconda categoria" - insieme a Massimo Giannini, Giovanni Floris, Corrado Formigli e Marco Damilano, indicati come "la crema dei leccaculo". La colpa dei giornalisti? Lavorare per "la tv di quel maiale di Cairo", definita "ricettacolo di comunisti".
"Siete degli sfascisti che sperano che si affondi come hanno fatto i vostri padri assassinando molti soldati italiani in Africa, 'acqua e non benzina, pietre e non pane', per non parlare di via Rasella", la confusa motivazione del gesto. Breve e ironico il commento di Mentana: "Appoggio esterno".

«Spunta cadavere da muro durante ristrutturazione»

Macabro ritrovamento nel muro di una casa in ristrutturazione a Senago nell'hinterland milanese. «Da una cavità del muro è spuntato un cadavere e il proprietario dell'abitazione ci ha subito chiamato. Di sicuro possiamo dire che quest'ultimo non c'entra nulla: escludiamo assolutamente ogni suo coinvolgimento» riferisce all'Adnkronos il comando provinciale dei carabinieri. «Le ossa appartengono a un uomo di un'età che potrebbe essere compresa tra i 35 e i 45 anni».

Il nucleo investigativo del gruppo di Monza sta cercando di risalire all'identità della vittima e alle cause del decesso. Sul posto è già intervenuto il medico legale. «Adesso i resti andranno di sicuro al Labanof, laboratorio di antropologia forense dell'Università di Milano, per ulteriori analisi» concludono dal comando provinciale.

«Campagna su rischi telefonini», lo impone il Tar

ministeri dell’Ambiente, della Salute e dell’Istruzione, entro sei mesi, ciascuno per il proprio ambito di competenza provvedano ad adottare una campagna informativa, rivolta alla intera popolazione, sulle corrette modalità d’uso di telefoni cellulari e cordless e sui rischi per la salute e per l’ambiente connessi ad un uso improprio di questi apparecchi. E’ quanto ha deciso il Tar del Lazio accogliendo sul punto il ricorso dell’Associazione per la prevenzione e la lotta all'elettrosmog. “Dagli atti depositati in giudizio – scrivono i giudici - risulta che già, con nota prot. n. 0001080 –P del 16 gennaio 2012, il Ministero della Salute, in riscontro ad una precedente richiesta di uno dei procuratori della Associazione ricorrente, evidenziava: “…. il tema dei possibili rischi per la salute conseguenti all’uso del cellulare è alla costante attenzione del Ministero della Salute, in particolare a seguito della classificazione stabilita dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro nel 2011, di agente possibilmente cancerogeno per l’uomo (categoria 2B) per i campi elettromagnetici in radiofrequenza””.

Nella medesima nota il ministero della Salute, “ha evidenziato che il Consiglio Superiore di Sanità, nel parere del 15 novembre 2011, tenuto conto della posizione formalmente assunta dall’Istituto Superiore di Sanità, “… ha rilevato che allo stato delle conoscenze scientifiche non è dimostrato alcun nesso di causalità tra esposizione a radiofrequenze e patologie tumorali, rimarcando tuttavia come l’ipotesi di un rapporto causale non possa essere del tutto esclusa in relazione ad un uso molto intenso del telefono cellulare…” e che lo stesso Consiglio Superiore di Sanità “… ha quindi raccomandato di mantenere vivo l’interesse della ricerca e della sorveglianza sul tema, in attesa che le nuove conoscenze risolvano le attuali aree di incertezza, suggerendo nel contempo l’avvio di una campagna d’informazione al pubblico al fine di promuovere e incoraggiare un uso responsabile del telefono, soprattutto in relazione ai bambini che tendono ad essere avvicinati all’uso del telefono cellulare in età sempre più precoce”, precisando infine: “La campagna di informazione è in fase di preparazione e sarà basata sul quadro delle conoscenze desumibili dalle più autorevoli fonti e organismi nazionali e internazionali”. “Nonostante il ragguardevole lasso di tempo intercorso, la preannunciata campagna informativa – sottolineano i giudici amministrativi - non risulta essere stata ancora attuata”.

Risponde ad annuncio per babysitter, sequestrata e violentata

Violentata e sequestrata da una coppia, dopo aver risposto a un annuncio di baby-sitting. È quanto accaduto a una studentessa di Verona, che nel primo pomeriggio del 10 gennaio aveva risposto a un annuncio pubblicato sui social, offrendo la propria disponibilità per accudire un bambino e lasciando il proprio recapito telefonico.

Ieri agenti della Squadra Mobile di Verona hanno arrestato una coppia di coniugi responsabile di violenza sessuale e sequestro di persona commessi nei confronti della giovane. Dopo aver risposto all'annuncio la ragazza era stata contattata dalla coppia di trentenni e dopo un breve scambio di informazioni, si erano accordati affinché facesse da baby sitter quella stessa sera. Intorno alle 23, arrivata nel luogo convenuto per l’appuntamento, la ragazza è stata raggiunta in automobile dalla donna ed è salita a bordo. L'auto si è quindi diretta a recuperare il marito della donna.

Da lì, anziché raggiungere l’abitazione per effettuare il servizio di baby sitting, la coppia ha condotto la ragazza in un campo nelle zone di Poiano. Poi, una volta lì, la donna è scesa dall’auto e si è allontanata, mentre il marito, sotto la minaccia di un taglierino, ha abusato sessualmente della giovane ragazza. Dopo averle scattato una foto a torso nudo, l'ha minacciata di divulgarla qualora fosse stato denunciato alla polizia.

La ragazza ha sporto querela consentendo agli investigatori della Squadra Mobile di raccogliere elementi accusatori nei confronti della coppia. Elementi che hanno permesso all’Autorità Giudiziaria di Verona di emettere una custodia cautelare in carcere per i reati di violenza sessuale aggravata dall’uso del taglierino e sequestro di persona.

Pesaro, alunni non vaccinati: indagati 40 genitori

Quaranta genitori di Pesaro sono indagati per non aver ottemperato all’ordine dei presidi di non portare i propri figli all’asilo in quanto non vaccinati o non in regola con l’iter burocratico. Lo riporta il 'Resto del Carlino'. L'accusa è di inosservanza dei provvedimenti dell’autorità e rischiano fino a 3 mesi di arresto e 206 euro di ammenda. 

Per alcuni di loro, si ipotizza anche la violenza privata e le minacce nei confronti dei presidi. I quali, due mesi fa, a Pesaro, Gabicce e Gradara, hanno chiamato persino i carabinieri davanti ai nidi e alle scuole dell’infanzia per sbarrare gli ingressi ai bimbi non vaccinati.

Ora i presidi hanno fatto altro, presentando alla procura un dossier per ogni famiglia che non ha ottemperato all’obbligo di lasciare a casa i propri bimbi fuori regola. Almeno una ventina le denunce presentate da alcuni dirigenti scolastici degli istituti di Pesaro e dintorni contro mamme e papà 'no vax', i quali non sono stati con le mani in mano e hanno fatto partire una quindicina di controquerele. Ma i numeri sono destinati a lievitare. Sul tavolo della Procura di Pesaro starebbero per arrivare altre lettere. E sempre da entrambi i mittenti.

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