Lunedì 26 Giugno 2017 - 4:04

Rogo Londra, Gloria e Marco morti nella torre

LONDRA. Sono deceduti Gloria Trevisan e Marco Gottardi, i due fidanzati italiani dispersi nell'incendio della Grenfell Tower a Londra. Lo ha detto Maria Cristina Sandrin, avvocato della famiglia Trevisan, riferendo di essere stata contattata dalla Farnesina.

"Purtroppo il numero delle vittime dell'incendio che ha devastato la Grenfell Tower di Londra aumenterà", ha affermato la polizia londinese che continua comunque a non dare il numero esatto dei dispersi, affermando che al momento è ancora "difficile" farlo. Secondo quanto riportato dalla Bbc, i dispersi sarebbero 76.

Il comandante della polizia londinese, Stuart Cundy, ha aggiunto che "purtroppo non ci aspettiamo più di trovare sopravvissuti". Secondo quanto riscontrato finora niente suggerisce che l'incendio possa essere stato doloso, ha detto ancora, avvisando comunque che l'inchiesta sul rogo proseguirà per settimane. Tra le 30 vittime accertate, c'è anche la fotografa Kadhija Saye. Lo ha confermato su Twitter il parlamentare del Partito Laburista David Lammy.

"Possa tu riposare in pace, Khadija Saye. Dio benedica la tua bella anima. Il mio cuore è spezzato oggi. Piango la tragica perdita di una splendida giovane donna", ha scritto il politico, la cui moglie era un'amica dell'artista. Kadhija, 24 anni, viveva al 20° piano con la mamma, Mary Mendy, che risulta ancora dispersa. Nata e cresciuta a Londra aveva presentato di recente il proprio lavoro alla Biennale di Venezia.

La regina Elisabetta II e il principe William si sono recati oggi nella zona della Grenfell Tower (FOTO) per incontrare le persone rimaste coinvolte nell'incendio. I reali hanno visitato un centro di assistenza ricavato nel Westway Sports Centre, dove hanno ringraziato i volontari e i vigili del fuoco che hanno prestato soccorso e assistenza in questa tragedia.

Poste people, il mondo a portata di mano per i nuovi italiani

NAPOLI. Poste Italiane ha presentato questa mattina nell’ufficio postale multietnico di piazza Matteotti l’iniziativa “Poste People, il mondo a portata di mano per i nuovi italiani” realizzato in collaborazione con le Associazioni dei Consumatori. Alla presentazione questa mattina presenti il direttore della filiale di Napoli di Poste, Antonio Ruvo, il responsabile nazionale dei rapporti con le associazioni dei consumatori, Romolo Giacani e la direttrice dell’ufficio postale multietnico Francesca De Angelis. Il salone di Poste, “Matilde Serao” ha ospitato l’iniziativa alla quale hanno aderito tutti i responsabili regionali e provinciali della associazioni dei consumatori di piazza Matteotti. La pubblicazione è una panoramica sull’offerta di prodotti e servizi di Poste Italiane raccontati attraverso l’esperienza della clientela straniera e dei dipendenti di Poste Italiane che lavorano nei 23 uffici postali con sportelli multilingua presenti sul territorio nazionale. Poste People è insieme anche un progetto che Poste Italiane si è impegnata a realizzare per incontrare e accogliere i “nuovi connazionali”, quei cittadini provenienti da Paesi stranieri che arrivano nel nostro Paese con l’intento di inserirsi nel nostro tessuto sociale. Accoglienza, integrazione, prossimità, dialogo, sono le parole chiave che Poste Italiane, la più grande infrastruttura di servizi in Italia, intende “pubblicare per iscritto e tradurre” nel volume con l’impegno di migliorare la qualità di vita delle persone. Poste Italiane, dunque, come luogo amico, che comprende le esigenze dei propri interlocutori e si fa motore di inclusione sociale, offrendo servizi e prodotti in linea con le esigenze dei cittadini. Pubblicato in italiano ed inglese, il volume Poste People è disponibile anche in formato elettronico sul sito www.poste.it e consente attraverso il QR code di essere letto in arabo, cinese, filippino, francese, polacco, spagnolo ed ucraino. Nell’ufficio postale multietnico di piazza Matteotti è presente personale in grado di fornire assistenza alla clientela straniera in inglese, cinese, ucraino e polacco. Tra le principali richieste  agli sportelli dell’ufficio la gestione del risparmio, l’invio di corrispondenza e pacchi,  di money transfer, di telefonia mobile e di polizze assicurative. 

Fideiussioni false, blitz della Finanza: cinque arresti

Oltre quattro milioni di euro di premi per fideiussioni false. È quanto hanno scoperto i finanzieri del Nucleo speciale di polizia valutaria di Roma che stanno eseguendo nella Capitale e in tutt'Italia un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Roma nei confronti di otto persone, delle quali una finita in carcere, quattro agli arresti domiciliari e tre destinatarie di misura interdittiva per esercitare attività d'impresa o ricoprire uffici direttivi in persone giuridiche. Sono tutt'ora in corso perquisizioni nelle province di Genova, Torino, Cremona, Milano, Parma, Grosseto, Roma, Latina, Viterbo, Napoli, Benevento, Caserta e Bari, anche con l'ausilio dei reparti territoriali del Corpo. L'attività investigativa nasce dall'autonomo sviluppo di una segnalazione di operazioni sospette arrivata nel 2016 al Nucleo speciale polizia valutaria della guardia di finanza per la prevenzione ed il contrasto del sistema finanziario a scopo di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo, che ha svolto le successive indagini sotto la direzione del Gruppo reati societari della procura della Repubblica di Roma.

Nel corso delle indagini sui flussi finanziari sospetti è stata individuata una società attiva nel settore finanziario, rappresentata legalmente da una “testa di legno" priva di fonti di reddito ufficiali, titolare di numerose partite Iva, parte delle quali relative a società fortemente indebitate. Secondo i finanzieri, è emersa l'esistenza di «una collaudata e ben articolata associazione per delinquere, costituita da otto soggetti, da tempo impegnata nella costante gestione di società appositamente acquisite e, una volta avviate e fatte conoscere al “mercato", al rilascio di polizze fideiussorie false in regime d'abusivismo finanziario per oltre quattro milioni di euro». In carcere è finito un 67enne ritenuto capo, organizzatore e promotore dell'associazione per delinquere. 

Due giorni di sciopero dei treni, ma non per le Frecce

Circoleranno regolarmente le Frecce Trenitalia in occasione dello sciopero nazionale del personale del gruppo Fs - ad esclusione di Piemonte e Valle d’Aosta - indetto da alcune sigle sindacali autonome dalle 21 di domani alle 21 di venerdì 16 giugno, in adesione a uno sciopero generale.

In ambito regionale Trenitalia, si legge in una nota, sarà impegnata ad offrire nel corso dello sciopero un adeguato livello di servizio anche al di fuori della fascia oraria di maggiore frequentazione (6-9 e 18-21) durante la quale sono garantiti per legge, nei giorni feriali, i servizi minimi.

Nel corso dello sciopero sarà assicurato il collegamento tra Roma Termini e l'aeroporto di Fiumicino con il “Leonardo Express". Saranno inoltre garantiti i convogli elencati nell'apposita tabella dei treni previsti in caso di sciopero, consultabile sull'orario ufficiale di Trenitalia e sul sito trenitalia.com nella sezione “in caso di sciopero".

Alcuni treni Intercity e alcuni convogli regionali che non rientrano tra quelli “garantiti" potranno essere cancellati o limitati nel percorso.

Violenze in caserma, arrestati quattro carabinieri

Violenze in caserma. La Procura di Massa Carrara ha indagato nove carabinieri nell'ambito di un'inchiesta su presunte irregolarità in Lunigiana. Tre militari sono finiti agli arresti domiciliari e uno in carcere. Per altri quattro militari è stato disposto il divieto di dimora e per un altro la sospensione dal servizio. I militari si sarebbero resi responsabili dei reati di lesioni e falso per episodi accaduti nei mesi scorsi nelle caserme di Aulla e Albiano Magra. «L'adozione delle misure, ancorché dolorosa sul piano umano, deve rendere edotti dell'assurdità da parte di chiunque, militari dell'Arma dei carabinieri compresi, di considerarsi al di fuori e al di sopra delle leggi dello Stato e anzi offre garanzia, enucleati gli autori di condotte improprie, della sicura correttezza e del sicuro senso delle regole di quanti altri fanno parte dell'Arma», afferma in una nota il procuratore di Massa Carrara, Aldo Giubilaro, a proposito dell'inchiesta, precisando che l'accaduto è «un fatto circoscritto» e ribadendo «il più incondizionato e alto apprezzamento» per l'opera dell'Arma dei carabinieri. Il procuratore Aldo Giubilaro ha affermato che l'esecuzione del provvedimento è avvenuta «con sincero dispiacere».

Le misure cautelari sono state richieste dalla Procura lo scorso 4 aprile e disposte il 12 giugno dal gip del Tribunale di Massa Carrara, Ermanno De Mattia. Non è consentito, ricorda Giubilaro, «in uno stato di diritto quale è il nostro, che la sola appartenenza a una categoria sociale oppure a un corpo, ancorché meritevole e glorioso come l'Arma dei carabinieri, renda immuni da ogni responsabilità, autorizzi persino la commissione di reati e metta al riparo dal subire indagini». Il procuratore sottolinea come le misure abbiano colpito «un numero ristretto di militari, a dimostrazione dell'impegno, della correttezza, del senso delle istituzioni e dello spirito di sacrificio che normalmente pongono nell'adempimento dei loro molteplici e delicati compiti i militari dell'Arma dei carabinieri della provincia di Massa».

Allarme morbillo: +137 casi in una settimana

ROMA. Salgono a 2.988 i casi di morbillo registrati in Italia dall'inizio dell'anno, secondo l'ultimo bollettino settimanale dell'Istituto superiore di sanità relativo al periodo 5-11 giugno. Rispetto alla rilevazione della settimana scorsa, le infezioni sono 137 in più (erano 2.851 i casi nel bollettino relativo al periodo 29 maggio-4 giugno). Le diagnosi fra gli operatori sanitari passano da 224 a 237 (+13).

L'89% dei casi riguarda persone non vaccinate, il 6% vaccinati con una sola dose. Il 35% dei pazienti ha avuto almeno una complicanza, il 40% è stato ricoverato, il 15% è arrivato in pronto soccorso. L'età mediana dei contagiati è 27 anni. La fascia d'età più rappresentata è quella dai 15 ai 39 anni (56% dei casi), seguita dagli over 39 (18%)

Bindi: Riina ancora pericoloso, per lui cure continue

«Riina conserva immutata sua pericolosità concreta e attuale» mostrando di essere «interessato alle vicende processuali» che lo riguardano. Lo ha detto Rosy Bindi, in una comunicazione a seguito della sua visita all'ospedale di Parma, dove il boss mafioso è ospitato. Per la presidente dell'antimafia, va inoltre ricordato che in mancanza di «nuove leadership (nella mafia, ndr) i soggetti che tornano in libertà, riassumono i ruoli precedenti». «Riina - ha sottolineato - resta il capo di cosa nostra per le stesse regole mafiose e non perché lo Stato ha vinto».

Inoltre «la cura e l'assistenza continua» che ha «sono identiche o superiori a quelle che potrebbe avere in libertà, a lui è assicurato ogni diritto», ha detto ancora Bindi che ieri ha fatto un sopralluogo presso la struttura ospedaliera di Parma, dove il capo di Cosa nostra, Totò Riina, è attualmente ricoverato. «Ieri mi sono recata, senza preavvertire all'ospedale della città emiliana e presso la sezione del 41 bis della casa circondariale», ha detto la Bindi. 

«Nella struttura ospedaliera si è constatato che il detenuto, con il quale non si è dialogato, era vigile, in sedia a rotelle, in stanza ampia e pulita», inoltre Riina «si alimenta correttamente» e le sue patologie «non manifestano condizioni acute», ha aggiunto la presidente dell'Antimafia, sottolineando che il boss «è costantemente accudito, più volte al giorno dagli infermieri, interloquisce normalmente con il personale, svolge colloqui con i familiari, scrive lettere e legge quelle che riceve, e solo in rare occasioni ha rinunciato alle udienze». 

«La cella - ha poi svelato la Bindi - dove è stato fino al gennaio 2016, è previsto che sia ampliata e dotata di letto “ospedaliero" per un eventuale rientro in carcere del boss e questi lavori sono iniziati oggi, dove dunque troverebbe condizioni migliori».

«La camera dove si trova ora è di confortevoli dimensioni, assolutamente corrispondente a una qualsiasi stanza di degenza ospedaliera, dotata di bagno privato attrezzato per i disabili, e in ottime condizioni igieniche», ha detto ancora Bindi riferendo in Commissione. Il personale medico «ha inoltre spiegato che il Riina si alimenta autonomamente, è tenuto sotto stretta osservazione medica - quasi “a vista" - per il controllo delle sue patologie che peraltro, allo stato, non presentano manifestazioni acute, e, per quanto attiene alle sue generali condizioni di decadimento fisico, è costantemente assistito da una équipe di infermieri che lo accudisce più volte al giorno per ogni necessità».

Dal punto di vista intellettivo, come chiarito dai medici e come confermato dagli agenti del Gom addetti alla sorveglianza h24, Riina «interloquisce normalmente con il personale medico, paramedico e della polizia penitenziaria, svolge i colloqui con i familiari e con il suo difensore, scrive lettere ai parenti e legge senza difficoltà quelle che riceve, partecipa alle udienze sebbene ciò comporti uno spostamento temporaneo presso la casa di reclusione di Parma e solo in rare occasioni ha dovuto rinunciarvi ma non per sua volontà bensì per la contraria indicazione dei sanitari in relazione alla sua salute».

Lecce, scontro tra treni: oltre dieci feriti

LECCE. Circa 13 passeggeri sono rimasti feriti in modo non grave nello scontro tra due treni in provincia di Lecce. Sul posto carabinieri, polizia e ambulanze del 118. La linea coinvolta è quella gestita dalle Ferrovie Sud-Est. I feriti hanno riportato contusioni ed escoriazioni. L'incidente è avvenuto all'uscita di Galugnano, frazione di San Donato di Lecce, sulla tratta tra il capoluogo salentino e Otranto. Le due littorine procedevano in senso opposto, ma a bassa velocità e per questo anche i mezzi non hanno riportato grossi danni. A bordo dei due treni c'erano complessivamente 80 passeggeri e, come reso noto dalla società, uno dei due convogli era fermo. L'incidente, secondo quanto riferisce la Asl del capoluogo salentino, è avvenuto su un tratto a binario unico.

Asilo nido lager a Roma: insulti e schiaffi a bimbi

ROMA. Bambini presi a schiaffi, insultati, addirittura con epiteti a sfondo razzista, e lanciati sui materassini per cambiarli. È la terribile scoperta fatta dagli agenti della Polaria di Fiumicino in un asilo nido abusivo al Pigneto a Roma: la titolare e il fratello, che lavorava con lei, sono stati arrestati e sono finiti in carcere.

Le indagini della Polaria sono partite dalla denuncia dei genitori di una bambina di due anni: la mamma e il papà si sono resi conto che qualcosa non andava perché la bambina aveva lividi e un comportamento strano. Hanno così deciso di presentare una denuncia, ma hanno preferito rivolgersi al personale di Fiumicino sapendo che la titolare dell'asilo, che non immaginavano fosse privo di autorizzazioni, è sposata con un poliziotto in servizio a Roma, completamente estraneo ai fatti.

Nel corso delle indagini, coordinate dalla procura di Roma, sono state messe delle telecamere nell'asilo che hanno filmato i maltrattamenti. Dai successivi accertamenti è inoltre emerso che la struttura non aveva le necessarie autorizzazioni. Stamattina sono stati eseguiti gli arresti e gli agenti della Polaria hanno messo al corrente della situazione i genitori dei sedici bambini che frequentavano il nido. Per le famiglie è già stato previsto un servizio di sostegno.

La donna ha 40 anni, mentre il fratello ne ha 30. I maltrattamenti avvenivano su bambini di età tra i cinque mesi e i tre anni. Gli arrestati, secondo quanto emerso dalle indagini, apostrofavano i piccoli con insulti anche a sfondo razziale, utilizzando sistematicamente riferimenti sessuali sempre espressi in modo volgare ed osceno. L’intervento degli agenti, con la partecipazione della Asl per gli aspetti di specifica competenza, si è reso necessario proprio per impedire un protrarsi della esposizione dei minori alle violenze psico-fisiche. Ai bambini ed ai loro genitori è stato assicurato un servizio di consulenza medico specialistico per l’assistenza post-traumatica.

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