Lunedì 18 Dicembre 2017 - 0:13

«Per Marica e gli altri», sciopero all'Ikea

ROMA. "Nelle ultime settimane in Ikea si sta assistendo ad una escalation di licenziamenti per futili motivi che non ha precedenti non solo in questa azienda, ma anche nella storia del nostro Paese. Di fronte a tali e tanti episodi che hanno visto licenziare i lavoratori non più 'performanti' la Flaica scende in campo. Domani i lavoratori Ikea di Anagnina e Porta di Roma sciopereranno per Marica, Filippo, Francesca, Claudio e per tutti quei lavoratori che oggi si sentono garantiti ma che potrebbero per un nonnulla finire tra le persone a rischio di licenziamento". Lo annuncia Flaica in una nota.

"A ben guardare - spiega il segretario provinciale di Roma, Giancarlo Desiderati - forse dietro le motivazioni pretestuose tirate in ballo dal colosso svedese in realtà ci sono lavoratori con limitazioni lavorative, disabili e con figli invalidi che non sono più performanti secondo gli 'standard Ikea' e quindi probabilmente vanno eliminati dall'azienda. Ikea sta colpendo i lavoratori in difficoltà senza alcuna remora sul piano umano mettendo da parte anche i pronunciamenti dei tribunali".

 

"Fra i numerosi licenziamenti arbitrari che hanno fatto notizia ci sono quelli di Marica, di Ikea Corsico, licenziata perché impossibilitata a rispettare orari assurdi imposti dall'azienda che non ha tenuto in nessun conto la sua condizione di madre di un figlio minore disabile; di Filippo, di Ikea Anagnina di Roma, invalido sotto tutele legge 104 con quattro figli e cardiopatico, licenziato dopo 18 anni di servizio solo per disguidi relativi alla presentazione di un certificato inviato tramite posta elettronica; di Francesca e Claudio, di Ikea Bari, licenziati per 5 minuti di pausa in più o per fantomatici cambi di organizzazione - spiega il sindacato - Sono solo alcuni esempi - aggiunge Desiderati - di una probabile strategia aziendale volta ad educare i lavoratori colpendone qualcuno come capro espiatorio e applicando il principio del 'colpirne uno per 'educarne' cento'".

«Nadia Toffa è tornata a casa»

ROMA. "Nadia è tornata a casa, ci sta guardando, è in via di guarigione". A confermare la ripresa della giornalista de 'Le Iene' è Ilary Blasi, durante l'ultima puntata della trasmissione. "Ringraziamo tutti i medici che l'hanno assistita", ha poi aggiunto. Nadia Toffa si era sentita male il 2 dicembre mentre si trovava a Trieste. Il giorno dopo aveva rassicurato i suoi fan postando una foto su Facebook: "Torno presto. Volevo ringraziare tutti quelli che mi sono stati vicino, ho preso una bella botta, ma tengo duro". Nei giorni successivi i suoi colleghi hanno sempre aggiornato gli spettatori sulle condizioni di salute della 38enne bresciana.

Ryanair minaccia i piloti, Calenda: «È indegno»

ROMA. Niente aumenti o promozioni per chi sciopera. È questa la minaccia scritta nero su bianco da Ryanair e inviata ai piloti italiani. Un invito a non aderire all'astensione dal lavoro, in calendario il 15 dicembre prossimo, apparso su una lettera che è stata fatta circolare sui social. Per chi sciopererà, insomma, sono previste "sanzioni" come "la perdita di futuri aumenti in busta paga, trasferimenti ed eventuali promozioni".

Sul testo della missiva, indirizzata a 'All italian based Cabin Crew' e siglata dal capo del personale Eddie Wilson, c'è scritto inoltre che "il sindacato dei piloti sta incoraggiando a non lavorare il prossimo 15 dicembre tra le 13 e le 17 ora locale". "Ci auguriamo che vogliate continuare a lavorare come è il vostro dovere, come previsto" conclude la lettera.

Secondo il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, quanto ipotizzato da Ryanair nella lettera "è indegno" . "Si dovrebbe intervenire - ha detto Calenda -. Non si possono prendere i vantaggi del mercato globale e non rispettare le regole". Anche il segretario nazionale della Fit-Cisl, Emiliano Fiorentino, ha commentato la vicenda, confermando le quattro ore di sciopero previste per venerdì. "La lettera inviata ieri a tutto il personale navigante, piloti e assistenti di volo, conferma ancora una volta, se mai ce ne fosse bisogno, con quale arroganza e spregiudicatezza la compagnia irlandese continui ad operare nei confronti dei propri lavoratori".

"L'unica lettera che ci aspettavamo, essendo anche in clima natalizio - prosegue Fiorentino - era quella di scuse per la mala gestione operata nei confronti dei dipendenti e di buoni propositi per affrontare il futuro prossimo in un clima più rispettoso verso il lavoro. Confermiamo le quattro ore di sciopero previste per venerdì 15 dicembre su tutto il territorio nazionale". "La prossima settimana sciopereranno anche i dipendenti Ryanair basati in Germania - aggiunge - vedremo se anche a loro sarà riservato lo stesso trattamento o se è solo per i colleghi che operano in Italia".

Per la compagnia irlandese capitanata da Michael O'Leary i giorni prima di Natale potrebbero rivelarsi molto difficili. I piloti tedeschi hanno annunciato uno sciopero "senza specificare la data dell'agitazione" e, cinque giorni dopo quello italiano, ne è previsto uno per il 20 dicembre in Irlanda. "Prima che Ryanair venga sindacalizzata, si ghiaccerà l'inferno" aveva detto mesi prima il numero uno della compagnia Michael O'Leary, ma sembra che qualcosa gli stia sfuggendo di mano.

Grave incidente sulla Cassia: strada chiusa

ROMA. Code per incidente grave sulla Via Cassia al km 35+800 all'altezza di Settevene in direzione di Roma. La strada è chiusa temporaneamente per rilievi. Lo comunica Astral Infomobilità.

Processo fratelli Occhionero: per l’accusa è spionaggio politico

Seimila persone spiate e oltre tre milioni e mezzo di mail carpite dal 2004. Sono i dati contenuti nelle nuove accuse della procura di Roma a Giulio e Francesca Maria Occhionero, i due fratelli già a processo per cyberspionaggio. Il pm Eugenio Albamonte, responsabile dell'indagine, contesta ora a entrambi il reato di spionaggio politico. I dati della nuova tranche di inchiesta, resi noti oggi dal pm durante l'udienza del processo a carico dei due fratelli, arrivano dopo mesi di lavoro degli specialisti del Cnaipic, il Centro nazionale anticrimine informatico della Polizia postale, che grazie alla collaborazione del Fbi hanno sbloccato i server utilizzati dagli imputati per conservare, e nascondere, l'enorme archivio di dati in loro possesso. L'inchiesta sugli episodi di hackeraggio compiuti dagli Occhionero, non ha mai completamente chiarito, con quali fini i due fratelli carpissero dati: venne ipotizzato che volessero fornire informazioni su appalti, o investire in borsa, o forse accumulare una serie di dati sensibili legati alla sfera personale di personalità che un giorno avrebbero utilizzato in altro modo.Gli investigatori hanno accertato che i due gestivano una rete di computer (botnet), infettati con un malware chiamato 'Eyepyramid'. L'inchiesta è partita dalla segnalazione al Cnaipic dell'invio di una mail, arrivata all'Enav, che conteneva il virus in questione, il cui codice di acquisto rimandava a Giulio Occhionero.

Incidente nel gasdotto in Austria, Italia in emergenza

Il flusso di importazioni di gas dalla Russia è stato temporaneamente interrotto a seguito di un incidente verificatosi questa mattina in un tratto di rete in Austria gestito dall'operatore Gas Connect ma la sicurezza del sistema italiano è garantita dagli stoccaggi messi a disposizione da Snam. In base al Regolamento europeo e al Piano di emergenza nazionale, il ministero dello Sviluppo economico ha comunque dichiarato lo stato di emergenza, come previsto in queste situazioni, essendo stata sospesa l'operatività del gasdotto che collega attraverso l'Austria il nodo di Baumgarten fino all'ingresso di Tarvisio della rete nazionale italiana. Ma la fornitura di gas ai consumatori italiani è assicurata, in quanto la mancata importazione viene coperta da una maggiore erogazione di gas dagli stoccaggi nazionali di gas in sotterraneo. Le forniture inoltre, ha spiegato Snam, potrebbero riprendere già nella giornata di oggi, se venissero confermate le prime indicazioni sull'assenza di danni alle infrastrutture di trasporto. Il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, ha colto l'occasione per evidenziare l'importanza di un'alternativa come il Tap: "abbiamo un problema serio di forniture, con una grande concentrazione dalla Russia - ha detto - Il Tap serve a questo, se avessimo il Tap non dovremmo dichiarare lo stato di emergenza". Questa mattina si è verificata un'esplosione, seguita da un incendio, nell'impianto di distribuzione del gas a Baumgarten an der March, al confine con la Slovacchia. Almeno una persona è morta e si conterebbero 18 feriti. Il terminal di Baumgarten è il principale snodo per la distribuzione del gas che arriva in Austria dalla Russia e dalla Norvegia. Con una capacità di 40 miliardi di metri cubi, l'infrastruttura inaugurata nel 1959 è uno dei principali hug di gas in Europa centrale e serve anche il Nord Italia.

Salta la stretta sui cellulari in auto

ROMA. La manovra si alleggerisce di oltre 2mila emendamenti, che non hanno superato il vaglio delle ammissibilità. Resta bloccato tra le maglie del primo controllo circa un terzo delle 5.865 proposte di modifica presentate in commissione Bilancio della Camera la scorsa settimana. L'abolizione dei vitalizi, il processo breve e la riforma della governance dell'Inps sono alcune delle misure stoppate, perché ritenute di carattere ordinamentale.

Inammissibile anche l'emendamento che proponeva un incremento delle sanzioni per l'uso del telefonino alla guida dei mezzi, mentre sono passate le proposte per aumentare l'indennità di licenziamento da 4 mesi a 8 mesi e per ridurre la durata massima dei contratti a termine, dagli attuali 36 mesi a 24 mesi.

Stop a 40mila interventi: medici in sciopero

ROMA. Domani stop a migliaia di visite e interventi per lo sciopero dei medici. A illustrare in una nota le ragioni della protesta è l'Anaao Assomed. Quello italiano, sottolinea il sindacato, è un Ssn che "finora si è sostenuto sul sacrificio di medici e dirigenti sanitari". Con le Regioni che "hanno garantito i Lea, almeno quelle che lo hanno fatto, a spese dei professionisti, delle loro ferie, delle loro risorse accessorie, dell’abuso dell'orario di lavoro".

Domani i camici bianchi di tutta Italia incroceranno le braccia, causando "la sospensione di 40.000 interventi chirurgici, di centinaia di migliaia di visite specialistiche e prestazioni diagnostiche, il blocco di tutta l’attività veterinaria connessa al controllo degli alimenti. La sanità - scrive l'Anaao Assomed - chiude un giorno per non chiudere per sempre".

"La diminuzione del perimetro della tutela pubblica sta provocando tra i cittadini attese più lunghe, maggiori diseguaglianze territoriali, crescita del divario tra chi può curarsi pagando e chi no - rimarca il sindacato dei medici - Ormai si declina il diritto alla salute in base alla residenza e la distanza tra Bolzano e Napoli si può esprimere in 700 km o in 4 anni di aspettativa di vita. E la situazione, che la legge di bilancio 2018 nemmeno prende in considerazione, persa come è dietro bonus di ogni genere, è avviata a peggiorare. Questo il quadro dello sciopero nazionale dei medici e dei dirigenti sanitari, strutturati e precari, compresi quelli storici della ricerca, atipici, pagati con il baratto o assunti con contratti di dieci giorni".

Domani è chiamato allo sciopero "chi vive da anni una condizione lavorativa caratterizzata da mancato rispetto delle pause e dei riposi, milioni di ore di lavoro non retribuite e non recuperabili, ferie non godute, turni notturni ad una età alla quale tutte le categorie, pubbliche e private, sono esonerate, reperibilità oltre il dettato contrattuale su più ospedali contemporaneamente, aumento dei carichi di lavoro festivi e notturni, progressioni di carriere rarefatte, livelli retributivi inchiodati al 2010 con perdite calcolate fino ai 50.000 euro per i giovani ed i livelli apicali".

Contemporaneamente, "un’intera generazione di giovani è relegata dopo 11-12 anni di formazione in contratti di lavoro precari ed atipici, molto simili a un caporalato 2.0, o nel limbo della disoccupazione post laurea. Nonostante ciò dopo 8 anni di blocco non si sente ancora il segnale di inizio per la discussione del Ccnl", accusa l'Anaao, invitando i medici a "una civile protesta, per pretendere un cambiamento che non verrà da solo, per mettere in campo l’orgoglio di una categoria che è e vuole essere considerata gruppo dirigente, parte della soluzione della crisi della sanità italiana e non del problema. Per reclamare valore al nostro lavoro, che è diritto a difesa di altri diritti, perché i Lea siamo noi, le nostre competenze e conoscenze che fanno la differenza tra la vita e la morte, tra malattia e salute".

"Se non rioccuperemo uno spazio politico, Regioni e aziende, con l'inerzia del ministero, assegneranno il ruolo ed il lavoro del medico a chi si offre a minor prezzo e con maggior interesse della politica. Per questi motivi chiamiamo i medici e i dirigenti sanitari a mobilitarsi per dare senso e forza alle battaglie, per chiedere al Governo una inversione di rotta che riporti la sanità pubblica, e quindi la salute degli italiani, nella agenda della politica nazionale, con la legge di bilancio e con il contratto nazionale, invece di scommettere contro se stesso investendo i soldi dei libretti postali nella sanità privata. Altrimenti - conclude il sindacato con l'hashtag #primadivotarepensallasalute - dovremmo pensare che i partiti al Governo hanno perso la salute. E la prognosi sarebbe riservata".

LORENZIN - "Sono assolutamente a fianco dei medici italiani" ha detto la ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, a margine della conferenza internazionale 'Health in The Cities' sul legame fra salute e città, in corso a Roma. In questa questione, ha sostenuto Lorenzin, "ci sono due problemi. Uno è quello dello sblocco del turn over. Che credo abbiamo seriamente contribuito a risolvere". Infatti, ha spiegato, "con i piani ospedalieri presentati dalle Regioni abbiamo dato il via a migliaia di assunzioni nuove; ovviamente le Regioni ora devono fare i concorsi. Li devono fare in tempi brevi, perché, altrimenti, questo lavoro rischia di appesantire e rallentare". Poi c'è "il tema del rinnovo del contratto che non è un tema che gestisce il ministero della Salute, ma spero riusciremo a dare una mano. E a sostenere la buona causa dei medici ospedalieri in primis".

L'Italia bloccata da neve e gelo

ROMA. Il maltempo blocca l'Italia. Neve, gelo e pioggia ghiacciata da Nord a Sud stanno creando forti disagi soprattutto alla circolazione tra treni in tilt e strade chiuse. Le situazioni più critiche si registrano in PiemonteLiguria e Toscana. E dopo i primi fiocchi caduti ieri a Milano, questa mattina si è imbiancata anche Torino, dove sono previsti 3-6 centimetri di neve in pianura e 5-10 centimetri in collina.

LIGURIA - E' stata prolungata l'allerta rossa fino alle ore 13 di domani per i bacini medi e grandi su tutta la zona lungo la costa da Portofino a Sarzana, al confine con la Toscana e per tutta la provincia della Spezia. Il massimo grado di criticità già in vigore nell'interno di Valfontanabuona e Valle Sturla rimarrà valido invece fino alle 9 di domani mattina. Nelle ore successive l'allerta andrà a scendere su tutti i bacini: sarà arancione fino alle 18 e a seguire gialla fino alla mezzanotte di domani. Nello spezzino e nel levante genovese occhi puntati sui principali corsi d'acqua, l'Entella a Chiavari e poi i fiumi Magra e Vara verso il confine con la Toscana: secondo le rilevazioni il livello di quest'ultimo è in aumento, cresciuto di 3 metri dall'inizio delle precipitazioni ad ora. Al momento sono 16mila le utenze fuori servizio, secondo le rilevazioni di Enel, soprattutto nel genovese e savonese.

 

TOSCANA - E' stato diramato alle 13.30 l'ultimo bollettino di valutazione delle criticità del Centro funzionale regionale della Regione Toscana che ha confermato l'allerta rossa per rischio idrogeologico ma ha declassato a giallo il livello di allerta per il vento. Le previsioni per domani prevedono un miglioramento dello stato d'allerta, indicando solo livello arancione per rischio idrogeologico fino alle 6 del mattino e giallo per il resto della giornata.

TRENI IN TILT - A causa del maltempo e del forte gelicidio il traffico ferroviario, rileva Rfi con un aggiornamento alle ore 11, rimane fortemente rallentato su alcuni punti della rete ferroviaria nazionale, dove sono attivi i piani neve e gelo di Rete Ferroviaria Italiana.

In Piemonte. Nodo di Torino: circolazione fortemente rallentata per guasto dovuto al maltempo tra Torino Lingotto e Torino Porta Nuova, in direzione Genova. In Piemonte-Liguria, traffico sospeso sulla linea Savona - San Giuseppe di Cairo. In Liguria-Lombardia-Piemonte, le linee Genova-Milano e Genova-Torino (via Mignanego) sospese nel tratto tra Ronco e Arquata Scrivia. In Liguria, linee Genova-Acqui Terme e Genova-Busalla-Arquata rimangono ancora sospese al traffico ferroviario.

In Emilia Romagna-Toscana la circolazione, sulla linea Bologna - Prato, è in progressiva ripresa ma si registrano forti rallentamenti. Nell'area Emilia Romagna-Liguria, il traffico è sospeso sulla linea Parma - La Spezia tra Pontremoli e Parma con attivazione servizi sostitutivi con bus. Rete Ferroviaria Italiana comunica che il servizio potrà ridursi qualora la situazione dovesse peggiorare oltre le normali condizioni di circolabilità, in base alle previsioni meteorologiche della Protezione Civile.

STRADE CHIUSE - Disagi si registrano sulle strade statali nelle regioni nel Nord Italia. Anas spiega che i propri mezzi spargisale e sgombraneve sono operativi su diversi tratti soprattutto in Valle d'Aosta, Piemonte e Lombardia. Qualche problema anche per le forti piogge in Toscana e Liguria. Nel dettaglio, in Valle d'Aosta è temporaneamente chiusa la strada statale 26 ''della Valle d'Aosta'' nel comune di Courmayeur, in località 'La Saxe': i percorsi alternativi per i veicoli leggeri sono segnalati sul posto. Tratto chiuso anche nel comune di La Thuile a causa del rischio valanghe e nel comune di Pré-Saint-Didier per consentire la fresatura della neve. Provvisoriamente chiusa anche la strada statale 27 ''del Gran San Bernardo'' nel comune di Saint-Rhemy-en-Bosses a causa del rischio slavine e per la bassa visibilità.

In Piemonte è chiusa la strada statale 21 ''della Maddalena'' da Argentera al confine di Stato, in provincia di Cuneo. La strada statale 25 ''del Moncenisio'' è percorribile per l'intero tratto italiano fino al confine di Stato, mentre è chiuso il proseguimento francese dell'arteria per chiusura stagionale. In Lombardia è temporaneamente chiusa la strada statale 38var (variante di Morbegno) tra Cosio Valtellino e Trivio Fuentes, in provincia di Sondrio, per le forti nevicate in corso. Chiusa anche la strada statale 38 ''dello Stelvio'' tra la località Bagni Vecchi e il Passo dello Stelvio, a causa del forte vento.

In Liguria è chiusa la strada statale 1 ''Via Aurelia'' in corrispondenza di una frana ad Arenzano (km 547,700) per motivi precauzionali, date le condizioni meteo, secondo la procedura condivisa con le Autorità competenti. Il traffico è deviato sull'autostrada A10 tra Genova Voltri e Arenzano. In Toscana, infine, è chiuso lo svincolo di Viareggio, sulla strada statale 1 ''Via Aurelia'', a causa di allagamenti sulla viabilità secondaria.

Ritardi e rinvii, l'Ape è un fallimento

ROMA. "Un fallimento facilmente prevedibile". Sintetizza così Morena Piccinini, presidente dell'Inca, la vicende dell'Ape sociale, a oltre 7 mesi dall'1 maggio, che doveva segnare l’inizio della sperimentazione dell'Ape sociale. La rivista del patronato 'Esperienze' fa il punto sulla situazione dell'anticipo pensionistico. "Se tutto andrà come dovrebbe andare, i primi assegni di indennità Ape sociale e anticipo pensionistico per lavoratori precoci non arriveranno prima di gennaio 2018", ricorda il patronato citando un comunicato stampa dell'Inps diffuso il primo dicembre.

“Ad onore del vero - spiega Piccinini - di ritardi se ne sono accumulati tanti e non sempre per responsabilità dell’lnps. Il decreto applicativo ha avuto una gestazione complicata, tant’è che il decreto applicativo è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.138 soltanto il 16 giugno, con un ritardo di più di un mese. Poi, però, l’Istituto ci ha messo del suo per confondere ulteriormente le acque. E le cose ancor oggi non sono affatto chiare”.

Superato lo scoglio dell’ultima scadenza (30 novembre) per la presentazione delle domande di Ape sociale e di anticipo pensionistico per i lavoratori precoci, spiega l'Inca, "l’Inps ha diffuso i dati sulle richieste pervenute complessivamente sia per quanto riguarda la prima fase (conclusa il 15 ottobre) che la seconda (30 novembre)".

"E i risultati -si legge nella rivista 'Esperienze'- non sono affatto incoraggianti. Con la prima, sono state accolte 15.493 domande di certificazione di Ape sociale e 9.031 richieste di lavoratori precoci (pari al 39% e al 34% del totale), per un numero complessivo di 24.524 domande su 65.972 richieste complessivamente pervenute, pari al circa il 37%; ben al di sotto della metà".

"Poi, però, l’Inps precisa di aver provveduto a riesaminare d’ufficio, alla luce dei nuovi indirizzi estensivi forniti dal ministero - e fortemente sollecitati dopo la pubblicazione del dossier di inca - 6.384 domande di Ape sociale e 5.592 di lavoratori precoci (per un totale di 11.976)". Un riesame definito dall’Inps “operazione straordinaria”, che “si completerà nei primi giorni di dicembre”. "Al momento, è sempre l’Inps a dirlo, queste operazioni di riesame hanno comportato l’accoglimento di circa 2.000 domande di Ape sociale e di circa 1.780 di lavoratori precoci (per un totale di 3.780). Dunque, se la matematica non è un’opinione, su 11.976 domande riesaminate, 8.196 ancora attendono di sapere quale sarà l’esito alla loro richiesta (oltre il 68%)", dice l'Inca.

"Se questo è l’andazzo, cosa ne sarà delle 16.917 domande pervenute all’Inps, tra il 15 luglio e il 30 novembre?", sottolinea l’Inca. "Il sospetto -dice Piccinini- è che si avveri ciò che lo stesso Inps ha pronosticato, nell’ottobre scorso, in occasione dell'audizione alla Camera, quando, giocando di anticipo rispetto ai tempi, affermò che il 50% delle risorse stanziate per l’indennità Ape sociale e l’anticipo pensionistico in favore dei lavoratori precoci, anche dopo il riesame delle domande, sarebbe rimasto inutilizzato. Un fallimento facilmente prevedibile, dunque, che si sarebbe dovuto e potuto evitare dando certezza del diritto, a chi subisce sulla propria pelle le conseguenze di un altro grossolano errore commesso dalla legge di riforma delle pensioni Monti-Fornero”.

Stando infatti a un'analisi della Cgil, nel 2017 le risorse non utilizzate per l'Ape social e i lavoratori 'precoci' ammontano a 540 milioni di euro, molto superiori a quei 300 milioni in tre anni stanziati dal governo per il pacchetto pensioni inserito nella legge di bilancio. Risorse che non saranno reimpiegate nel capitolo previdenza e che quindi andranno perse. In una nota diramata qualche giorno fa, la Cigl denuncia "l'inconsistenza delle misure proposte dall'Esecutivo al sindacato per la fase due del confronto sulle pensioni”.

“Il risparmio di risorse realizzato sulle prestazioni di Ape sociale e 'precoci' nel 2017 è addirittura superiore a quanto il Governo ha deciso di destinare complessivamente al capitolo Previdenza nel prossimo triennio", commenta il segretario confederale della Cgil, Roberto Ghiselli mentre Ezio Cigna, responsabile Ufficio Previdenza pubblica del sindacato, annota come i 300 milioni stanziati dal governo per l'intervento triennale "siano abbondantemente sovrastimati”.

A far risparmiare il governo nel 2018 soprattutto il numero di domande accolte per Ape sociale e 'precoci', molto inferiore a quello che era stato preventivato: 31.290 domande anziché le 60.000 ipotizzate, pari al 52,15% del totale previsto, stima ancora la Cgil. E sarà proprio questo a determinare, con un effetto trascinamento, il risparmio anche per il 2018 che il sindacato stima pari a 554,5 mln.

“Se non si vogliono accumulare ulteriori residui, pregiudicando il diritto di molti lavoratori di fruire delle prestazioni di Ape sociale e anticipo per i precoci, è necessario intervenire in legge di Bilancio per modificare profondamente le procedure e i vincoli”, dice ancora Ghiselli.

“I correttivi sino ad ora ipotizzati dal Governo, relativi all’ampliamento di quattro categorie di lavori gravosi, all’intervento sulle donne madri e sui contratti a termine, senza ulteriori misure sarebbero del tutto irrilevanti e determinerebbero anche per il 2018 l’esclusione di tantissimi lavoratori dalle prestazioni”, dice ancora. Riepilogando le proposte avanzate dalla Cgil: la necessità di abbassare il requisito contributivo per i lavoratori impegnati in attività gravose da 36 a 30 anni e la modifica della continuità professionale richiesta di 6 anni su 7 allargandola all’ipotesi di 7 su 10”. Inoltre, sempre relativamente ai lavori gravosi, “chiediamo di semplificare le procedure e di rimuovere il vincolo del tasso di tariffa Inail del 17 per mille”. conclude.

Pagine


cronaca
sport
politica
spettacoli

Rubriche

IL COMMERCIALISTA
di Carmine Damiano
ODISSEA GASTRONOMICA
di Antonio Medici
RICETTE E CURIOSITÀ ATTENTI A QUEI DUE
di Antonio Sorrentino ed Enzo De Angelis
IL FATTARIELLO
di Edo e Gigi (I Fatebenefratelli)
RICETTE E CURIOSITÀ ATTENTI A QUEI DUE
di Antonio Sorrentino ed Enzo De Angelis
REPORTACI
di Automobile Club Napoli
LA SCIENZA PER TUTTI
di Michele Sanvitale
IL COMMERCIALISTA
di Carmine Damiano
IL FATTARIELLO
di Edo e Gigi (I Fatebenefratelli)