Venerdì 19 Ottobre 2018 - 2:05

«Ora dovranno chiederci scusa», il post di Ilaria Cucchi

"Il muro è stato abbattuto. Ora sappiamo e saranno in tanti a dover chiedere scusa a Stefano e alla famiglia Cucchi". E' quanto scrive su Facebook Ilaria Cucchi, commentando la svolta nel processo sulla morte del fratello, il geometra di 31 anni deceduto il 22 ottobre del 2009 all'ospedale Sandro Pertini di Roma, sei giorni dopo essere stato arrestato per possesso di droga.

Oggi, durante la nuova udienza davanti alla Corte d'Assise, uno dei cinque militari imputati Francesco Tedesco avrebbe confessato il pestaggio di Cucchi, indicando come autori i colleghi Alessio Di Bernardo e Raffaele D'Alessandro, accusati con Tedesco di omicidio preterintenzionale e di abuso di autorità, e dicendo che il maresciallo Roberto Mandolini e il carabiniere Vincenzo Nicolardi erano a conoscenza di quanto avvenuto.

"Ci chieda scusa chi ci ha offesi in tutti questi anni - scrive Cucchi in un altro post - Ci chieda scusa chi in tutti questi anni ha affermato che Stefano è morto di suo, che era caduto. Ci chieda scusa chi ci ha denunciato". "Sto leggendo con le lacrime agli occhi quello che hanno fatto a mio fratello. Non so dire altro - prosegue - Chi ha fatto carriera politica offendendoci si deve vergognare. Lo Stato deve chiederci scusa. Deve chiedere scusa alla famiglia Cucchi".

Una volta appresa la notizia, in tanti hanno voluto manifestare via social il proprio sostegno alla sorella di Stefano, da anni impegnata nella lotta per far luce sulla morte del fratello. "Sia finalmente fatta giustizia!", "Forza Ilaria, siamo tutti con te in questa battaglia", "E' arrivato il tempo della giustizia", "Forza Ilaria, Stefano è con te", si legge tra le decine di commenti apparsi sul suo profilo Facebook.

Fiumicino, il personal trainer confessa l'omicidio

Si è costituito il personal trainer indagato per l'omicidio di Maria Tanina Momilia, la donna di 39 anni trovata morta lunedì scorso in un fosso a Fiumicino, all'altezza di via Castagnevizza. Il 56enne si è presentato accompagnato dal suo avvocato nella caserma dei carabinieri di Fiumicino dicendo di voler confessare. Al momento l'uomo viene trasferito al comando dei carabinieri del gruppo Ostia dove verrà ascoltato dagli investigatori che conducono le indagini sul caso.

Morta una donna in Sardegna, disperso un pastore

Il cagliaritano è devastato dal maltempo che ha fatto una vittima. E' stato ritrovato dalle squadre a terra di carabinieri, vigili del fuoco e Protezione civile il cadavere di Tamara Maccario, la donna di 45 anni di Assemini scomparsa durante la notte in località Sa Tria, tra Assemini e Cortexandra (Ca). Il corpo era circa 400 metri a valle rispetto al punto in cui intorno alle 2.20 di questa notte l'auto sulla quale la donna viaggiava con il marito 48enne e tre figlie, una Peugeot Tepee, è stata travolta da un'ondata di piena. Il marito è stato salvato dall'elicottero dell'80° Centro Csar dell'Aeronautica Militare decollato da Decimomannu, mentre le tre ragazze da squadre dei vigili del fuoco e dei carabinieri.

Nelle campagne del Sarrabus, a Castiadas, risulta disperso un pastore. Sono in corso le ricerche dei carabinieri, vigili del fuoco e protezione civile. Di lui non si hanno notizie da diverse ore. La zona del Sarrabus, nel Sud Ovest della Sardegna, in particolare di Castiadas, Muravera e San Vito, è stata colpita nella notte da abbondanti piogge.

Il Soccorso alpino ha invece ritrovato ''in buone condizioni'' una famiglia ceca ''dispersa da alcune ore''. Lo comunica, via Twitter, il Soccorso Alpino, precisando che sono stati rintracciati nella zona 'Su Frenugargiu'. ''Hanno comunicato di aver perso l’orientamento e di aver trovato riparo in una grotta''.

Una madre e il figlio, sottoposto a un'operazione di trapianto da soli novanta giorni, rimasti bloccati in auto a causa del maltempo, sono stati salvati dalla polizia. I due, a bordo di una Lancia Y erano partiti da Samugheo e stavano cercando di raggiungere l’ospedale oncologico di Cagliari per la terapia urgente necessaria al ragazzo. Ma, nel percorrere la bretella che collega la ss 130 alla ss 554, sono rimasti bloccati dall’acqua che era già arrivata al livello degli sportelli, impedendogli sia di proseguire la marcia che di uscire. La volante della polizia è subito intervenuta, madre e figlio sono stati estratti dagli operatori, portati in braccio uno per volta e messi in salvo. Mamma e figlio sono stati accompagnati così dalla volante all’ospedale dove il ragazzo ha potuto ricevere le cure programmate.

STRADE CHIUSE - Alcune strade sono chiuse a causa del fortissimo maltempo che ha colpito ieri sera la Sardegna con allagamenti e smottamenti. Anas comunica di aver chiuso al traffico, in entrambe le direzioni, un tratto della strada statale 125 Var Orientale Sarda (Nuova Ssv 125 - ex. Nsa 232), dal km. 42+100 al km. 44+420 a causa di una frana all’ingresso sud galleria Arexini. Chiusi anche tratti della ss 195 Sulcitana (km. 8+9, km. 9+3 e km. 10+1) con chiusura del Ponte della Scafa (per arrivare a Cagliari si deve percorrere la ss 195 in direzione Teulada, Giba, ss 293 verso Siliqua ed entrare sulla ss 130). Chiuso un tratto della ss 395 di Elmas (dal km. 0 al km. 0+6) a causa dell’allagamento del sottopasso che dalla ss 391 porta alla Metro allagato.

FERROVIA INTERROTTA - Ripristinato parzialmente il traffico ferroviario in Sardegna dopo le interruzioni. Sulla linea Macomer - Cagliari e Decimomannu - Iglesias, dalle 10 è ripresa la normale circolazione. Ci sono stati rallentamenti fino a 90 minuti su 14 treni regionali. Sulla Linea Decimomannu - Cagliari invece il traffico è sospeso dalle 10.33 per segnalazione da parte del Regionale 22875 dell’allagamento della sede ferroviaria fra Elmas e Cagliari. Trenitalia ha attivato il numero verde 800892021.

ALLERTA ROSSA - Prosegue quindi l’allerta rossa per rischio idrogeologico nella Sardegna Meridionale e Centro Orientale. L’allerta resta valida fino a mezzanotte di oggi. Il Centro decentrato della Protezione civile spiega che nelle ultime ore le piogge sono diminuite di intensità ma "continuano le criticità idrogeologiche ed idrauliche nel Campidano e nel Sarrabus (allagamenti e smottamenti). Nella Sardegna sud-orientale si registrano problemi nel Comune di San Vito che risulta in parte allagato per l'esondazione del Rio Flumini Uri".

«Maniaco seriale», chi è il cuoco killer

“La violenza e il sadismo che ha messo nei suoi atti fanno ritenere che avrebbe continuato a colpire tranquillamente". Violento e sadico, pronto a colpire ancora. Il comandante del reparto operativo dei carabinieri di Modena, Stefano Nencioni, definisce così Raffaele E., cuoco 34enne originario di Napoli e residente nel Modenese, finito in carcere per omicidio, tentato sequestro di persona e violenza sessuale. 

L'uomo, oltre che dell'omicidio di Vasilica Nicoleta Neata (il cui cadavere carbonizzato era stato trovato a San Donnino, a Modena, il 10 settembre scorso, identificato grazie a un chiodo endomidollare impiantato a seguito di un incidente stradale), è accusato del tentato sequestro denunciato da una ragazza 18enne a Savignano sul Panaro e di una violenza sessuale avvenuta a Zocca (Modena) lo scorso 24 agosto, ai danni di una donna di 30 anni. "Sceglieva solo vittime magre e minute, incapaci di difendersi" ha spiegato Nencioni. "Il fattore che accomuna tutte le vittime è che erano esili, persone che lui considerava deboli e poteva facilmente sopraffare".

E poteva accanirsi ancora su altre donne. "Si capisce dalla violenza carnale che ha perpetrato - ha aggiunto il comandante dei carabinieri - che denota uno spregio della vittima, la volontà di umiliarla e farle male". Il cuoco era già stato arrestato dopo il tentativo di sequestro e la nuova ordinanza di custodia cautelare gli è stata notificata direttamente in carcere.

Caso Cucchi, la svolta: carabiniere accusa i colleghi

Colpo di scena oggi alla nuova udienza davanti alla Corte d'Assise del processo sulla morte di Stefano Cucchi, il geometra di 31 anni, deceduto il 22 ottobre del 2009 all'ospedale Sandro Pertini di Roma, sei giorni dopo essere stato arrestato per possesso di droga dai carabinieri che, secondo la Procura, lo hanno massacrato di botte. Francesco Tedesco, uno dei cinque militari imputati avrebbe confessato quanto successo durante e dopo le fasi dell’arresto di Cucchi, indicando come autori del pestaggio i colleghi Alessio Di Bernardo e Raffaele D'Alessandro, accusati con Tedesco di omicidio preterintenzionale e di abuso di autorità e dicendo che il maresciallo Roberto Mandolini e il carabiniere Vincenzo Nicolardi erano a conoscenza di quanto avvenuto. Ad annunciare la novità è il pm Giovanni Musarò che, davanti alla prima Corte d’Assise, rivela come, il 20 giugno scorso, Francesco Tedesco abbia presentato una denuncia in procura sulla vicenda, a seguito della quale, tra luglio e ottobre è stato sentito tre volte dai magistrati. "Secondo quanto messo a verbale da Tedesco, Roberto Mandolini sapeva fin dall’inizio quanto accaduto - dice il pm - Alessio Di Bernardo e Raffaele D’Alessandro furono gli autori del pestaggio su Cucchi e Vincenzo Nicolardi, quando testimoniò nel primo processo, mentì perché sapeva tutto e ne aveva parlato in precedenza con lui". 

Nel corso della nuova udienza, è emersa inoltre una nuova incongruenza: una annotazione di servizio redatta da Tedesco il giorno della morte di Cucchi, e da lui inviata alla stazione Appia dei carabinieri, è sparita nel nulla. Il documento "assolutamente importante per la ricostruzione dei fatti, è stato sottratto" e non ce n’è più traccia, ha spiegato in aula il pm Giovanni Musarò.

ILARIA CUCCHI: "IL MURO E' STATO ABBATTUTO" - "Processo Cucchi. Udienza odierna ore 11.21. Il muro è stato abbattuto. Ora sappiamo e saranno in tanti a dover chiedere scusa a Stefano e alla famiglia Cucchi". Queste le parole di Ilaria, sorella di Stefano, affidate a un post di Facebook.

L'AVVOCATO: "VERITA' DAL MIO ASSISTITO" - "Questo è uno snodo significativo per il processo ed è anche un riscatto per il mio assistito e per l’intera Arma dei Carabinieri. Gli atti dibattimentali e le ulteriori indagini individuano nel mio assistito il carabiniere che si è lanciato contro i colleghi per allontanarli da Stefano Cucchi, che lo ha soccorso e che lo ha poi difeso". Lo afferma l’avvocato Eugenio Pini, difensore del carabiniere Tedesco, che ora punta il dito contro gli altri militari legati al caso.

"Ma soprattutto - aggiunge l’avvocato - è il carabiniere che ha denunciato la condotta al suo superiore ed anche alla Procura della Repubblica, scrivendo una annotazione di servizio che però non è mai giunta in Procura, e poi costretto al silenzio contro la sua volontà. Come detto, è anche un riscatto per l’Arma dei Carabinieri perché è stato un suo appartenente ad intervenire in soccorso di Stefano Cucchi, a denunciare il fatto nell’immediatezza e ad aver fatto definitivamente luce nel processo" conclude il legale.

«Di Maio con chi stai?», operai Fca licenziati protestano a Roma

POMIGLIANO D'ARCO. Due operai della Fca di Pomigliano d'Arco sono saliti sul tetto della sede del I municipio di Roma, in piaza Barberini, per protestare contro il licenziamento di cinque lavoratori che avevano inscenato nel 2014 il funerale dell'ad Sergio Marchionne davanti ai cancelli dello stabilimento. Uno dei due manifestanti è Mimmo Mignano, tra i licenziati, che lo scorso 6 giugno aveva minacciato di darsi fuoco sotto la casa del ministro del Lavoro, Luigi Di Maio per chiedere il suo intervento. Gli operai hanno calato uno striscione dalla scritta: “Fiat, Di Maio tu dove stai?". 

Maltempo, è allerta rossa: crolla ponte a Cagliari

Crolli sulle strade. E piogge torrenziali, vento e temporali. In tutta Italia scatta l'allerta maltempo. Una forte perturbazione atlantica sta per impattare al Nordovest, mentre sta già portando situazioni alluvionali sulla Sardegna, dove sono crollati due ponti che collegano Cagliari a Capoterra sulla SS 195 e sulla Sp 91. L'immensa quantità d'acqua caduta dalle ore centrali della notte sui monti di Capoterra, comune dell'hinterland, ha attraversato i compluvi e ha raggiunto il mare sfondando letteralmente la litoranea.

Critica anche la situazione nelle gallerie di Sarroch. La Sp91 è stata chiusa per il crollo strutturale della carreggiata accanto ad un ponte. I carabinieri sono sul posto. Chiusa anche la strada SP1 tra Uta e Capoterra. I torrenti che scendono a valle hanno inondato anche il paese che quasi totalmente isolato. Difficile anche la situazione nel carcere di Uta. "La situazione a Capoterra è sotto controllo - assicura all'Adnkronos Gianluigi Marras, assessore alla Viabilità del Comune di Capoterra (Cagliari), zona fortemente colpita dal maltempo-. Ci sono stati danni ma per fortuna non alle persone: non ci sono feriti né dispersi, ma problemi alla viabilità e allagamenti in alcune case".

Dopo il crollo del ponte sul Rio Santa Lucia, lungo la statale 195, "la statale è interrotta - riferisce Marras - Non siamo completamente isolati perché ci sono alcune strade alternative che permettono a chi arriva da Cagliari di transitare verso Capoterra, ma comunque anche da quelle parti la viabilità non è scorrevole" a causa del maltempo.

SARDEGNA, E' ALLERTA ROSSA - Sempre in Sardegna, la Protezione civile ha diramato un avviso di condizioni meteo avverse, facendo scattare l'allerta rossa per rischio idrogeologico sino alla mezzanotte di giovedì 11 ottobre. La Protezione Civile ha inoltre incrementato il livello di rischio idrogeologico (elevato) e idraulica. E a partire da oggi e sino alla mezzanotte di giovedì è stata diramata l'allerta rossa su sull'intero versante sud orientale della regione, inclusi i comuni di Cagliari, di Campidano, Iglesiente, Flumendosa-Flumineddu.

Il violento temporale che si è abbattuto sulla Sardegna meridionale ha creato numerosi disagi soprattutto in Ogliastra e nel Sarrabus. Situazione preoccupante sulla SS 125 in direzione Tertenia (Nu) per l'esondazione del Rio Quirra con numerosi detriti sulla strada. Al km 93 un camion è rimasto bloccato per l'esondazione che ha invaso la strada. Sempre lungo la SS 125, in comune di Burcei, è esondato il Rio Picocca e sono caduti dei massi per degli smottamenti dovuti alle violente precipitazioni. Per l'allerta meteo rossa, a Cagliari sono stati chiusi uffici pubblici e scuole di ogni ordine e grado, e resteranno chiusi per tutta la giornata di domani. Chiusi anche i parchi e i cimiteri cittadini.

ALLERTA ARANCIONE IN LIGURIA - L'allerta meteo non riguarda solo la Sardegna. Dalla sera e notte di oggi, piogge sempre più diffuse si abbatteranno anche su Liguria e Piemonte con quantitativi d'acqua anche eccezionali e rischio idrogeologico sui settori montuosi. In Liguria, dove è scattata l'allerta arancione, è previsto l'arrivo di precipitazioni intense a partire da Ponente e su tutto il territorio regionale. Attenzione in particolar modo alle province di Imperia, Savona, Cuneo, Torino, Biella, Vercelli e Verbano-Cusio-Ossola. La protezione civile regionale ha diffuso l’allerta meteo emanata da Arpal con le seguenti modalità: per la zona A, quella dell'estremo ponente ligure compresa lungo la costa da Ventimiglia fino a Noli più l’intera provincia di Imperia e la valle del Centa nell'entroterra, mentre per i bacini piccoli sarà allerta gialla dalle 18 alle 24 di oggi.

L'allerta diventerà arancione dalla mezzanotte fino alle 18 di domani, per poi tornare gialla fino alle ore 20. Per i bacini grandi invece l'allerta arancione scatterà questa sera a mezzanotte e durerà fino alle 20 di domani. Sulla zona B, il centro della Liguria che va lungo la costa da Spotorno a Camogli, comprese Val Polcevera e Alta Valbisagno, sarà in vigore su bacini piccoli e grandi l'allerta arancione da oggi a mezzanotte fino alle 18 di domani, declassata a gialla dalle 18 alle 20. A levante, lungo la costa da Portofino fino al confine con la Toscana e compresa tutta la provincia della Spezia, Valfontanabuona e Valle Sturla, l'allerta sui bacini piccoli sarà gialla da mezzanotte alle 6 di domani mattina, per diventare arancione fino alle 18 e tornare gialla fino alle 20. Sui bacini grandi, invece, allerta gialla dalle 6 alle 18 di domani.

L'entroterra della Valle Stura e gli interni del savonese fino alla Val Bormida avranno in vigore, sui bacini grandi, l'allerta arancione da mezzanotte alle 20 di domani. Su Valle Scrivia, Val D'Aveto e Val Trebbia, invece, sui bacini piccoli e medi scatterà l'allerta gialla da mezzanotte alle 6 di domani, che diventerà poi arancione dalle 6 alle 18 e tornerà gialla fino alle 20, per i bacini grandi invece rimarrà gialla nell'orario tra le 6 e le 18 di domani.

Secondo Arpal la perturbazione in arrivo spazzerà tutta la regione e sono prevedibili fenomeni forti, che potrebbero essere localmente organizzati e persistenti con quantitativi di pioggia elevati. Domani i venti saranno forti di scirocco, il mare agitato anche sottocosta sul centro Ponente. Dalla seconda parte di domani, giovedì, è attesa un’attenuazione delle precipitazioni sul Ponente mentre le ultime piogge residue sono attese, nella mattinata di venerdì, sul Levante della regione. La Sala Operativa Regionale resterà aperta per tutta la durata dell’allerta per monitorare la situazione e per possibili aggiornamenti

ALLERTA GIALLA NELLE ALTRE REGIONI - Domani il maltempo sarà incessante anche sul Piemonte con piogge e nubifragi. In Toscana sono possibili temporali forti, associati a colpi di vento e grandinate a partire dalle prime ore e per l'intera giornata di domani su Arcipelago, fascia costiera e zone adiacenti. Precipitazioni diffuse, nelle prime ore di domani, sono attese anche in Emilia-Romagna. Il dipartimento della Protezione Civile d'intesa con le Regioni coinvolte ha perciò emesso un ulteriore avviso di condizioni meteorologiche avverse con l'allerta gialla su alcuni bacini di Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana, sui settori costieri del Lazio, sui versanti ionico e tirrenico meridionale della Calabria e su alcuni bacini della Sicilia, isole minori comprese.

Libia, sequestrati due pescherecci italiani

Due pescherecci iscritti al compartimento marittimo di Mazara del Vallo sono stati sequestrati da una vedetta libica nella tarda serata di ieri. Si tratta del motopesca 'Afrodite Pesca', di proprietà della omonima società armatoriale dei fratelli Pellegrino (140 tonnellate di stazza lorda, con 6 uomini di equipaggio a bordo al comando del capitano Vincenzo Pellegrino) e del motopesca 'Matteo Mazzarino', di proprietà della società armatoriale M.C.V. Pesca dell'armatore Vincenzo Asaro (sette uomini di equipaggio al comando del capitano Alberto Figuccia), giunti in nottata al porto Ras Al Hilal. Gli equipaggi stanno bene e non risultano agli arresti. A darne notizia è il sindaco di Mazara del Vallo (Trapani), Nicola Cristaldi, per il quale "ancora una volta assistiamo all'utilizzo della violenza nei confronti della marineria siciliana e di quella di Mazara del Vallo in particolare".

Il sequestro sarebbe avvenuto a circa 30 miglia dalla costa libica di Derna, all'interno della cosiddetta ZEE(Zona Economica Esclusiva) che la Libia dal 2005 ha stabilito unilateralmente estendendo di fatto le proprie acque nazionali 62 miglia oltre le 12 convenzionali. La vedetta libica, arrivando sul luogo, avrebbe cominciato a sparare senza alcun preavviso colpi di arma da fuoco, provocando danni alla cabina e alle attrezzature del motopesca Afrodite. I militari libici, saliti a bordo dei due natanti, avrebbero intimato ai comandanti di intraprendere la navigazione verso la costa libica ordinandogli di seguire la motovedetta fino al porto Ras Al Hilal, a est di Derna. Gli stessi militari libici appena arrivati in porto avrebbero rassicurato i comandanti sul possibile rilascio dei due motopesca non appena quantificata la sanzione per l'attività svolta all'interno della ZEE.

Per il primo cittadino di Mazara il sequestro è avvenuto "in uno specchio acqueo che illegittimamente e unilateralmente la Libia considera proprie acque territoriali, senza alcun assenso delle autorità internazionali". "Sono certo - prosegue Cristaldi - che le autorità diplomatiche italiane interverranno con urgenza per assicurare la sicurezza dei nostri marittimi e la tranquillità delle loro famiglie. L' episodio è vissuto con angoscia dalla popolazione sia perché richiama il triste ricordo della detenzione subita dai nostri pescatori negli anni passati nelle carceri libiche, sia perché nostri natanti illecitamente sequestrati dalla Libia - conclude il sindaco - non hanno fatto più ritorno a Mazara e sono stati lasciati in abbandono come nel caso del motopesca Daniela L. sequestrato sei anni fa". Intanto il Presidente del Distretto della Pesca e Crescita Blu, Nino Carlino, ha spiegato di essere "in stretto contatto con la Farnesina ed il Governo Regionale, fiduciosi che la vicenda possa essere risolta nel breve tempo possibile".

Odiava le donne magre, killer incastrato da un libro: è un 34enne napoletano

Aveva commesso in precedenza solo piccoli reati contro il patrimonio il 34enne originario di Napoli e residente nel Modenese fermato per omicidio, tentato sequestro di persona e violenza sessuale. "L'esame delle ossa del cadavere ha permesso di risalire all'identità della vittima, una prostituta rumena di 30 anni", spiega all'Adnkronos, ricostruendo la vicenda, il comandante del reparto operativo dei carabinieri di Modena Stefano Nencioni, secondo cui "il fattore che accomuna tutte le vittime è che erano magre ed esili, persone che lui considerava deboli e poteva facilmente sopraffare".

Più in dettaglio, oltre che dell'omicidio, l'uomo è accusato di un tentato sequestro di persona denunciato da una ragazza 18enne a Savignano sul Panaro e di una violenza sessuale avvenuta a Zocca (Modena) lo scorso 24 agosto, ai danni di una donna di 30 anni. Il 34enne era già stato arrestato dopo il tentativo di sequestro e la nuova ordinanza di custodia cautelare gli è stata notificata direttamente in carcere. 

Il cadavere carbonizzato della ragazza era stato trovato a San Donnino, a Modena, il 10 settembre scorso. Il fatto sarebbe avvenuto, secondo le ricostruzioni degli investigatori, il 30 agosto scorso, in un luogo diverso dalla discarica dove è stato scoperto il corpo bruciato della vittima. La giovane, che si chiamava Vasilica Nicoleta Neata, è stata identificata grazie a un chiodo endomidollare che era le era stato impiantato a seguito di un incidente stradale.  

L'inchiesta è stata condotta dai carabinieri del comando provinciale di Modena e dal Ris. Il reato contestato è l'omicidio aggravato dai futili e abietti motivi. L'uomo indagato dà la colpa dell'omicidio della giovane a dei non meglio identificati sfruttatori della prostituzione, una versione che, però, non ha trovato conferma negli accertamenti del Ris. Si indaga ancora sulla causa della morte della ragazza che potrebbe essere stata bastonata o soffocata.

A svelare l'identità dell'uomo indagato, è stato il ritrovamento – spiega il comandante Nencioni – di un frammento di carta bruciato sotto il cadavere che è stato riconnesso con un libro trovato sotto dei rovi, a circa una decina di metri. Il libro appartiene alla figliastra dell'uomo e dalla sua identità i carabinieri sono risaliti a quella dell'uomo.

Il Papa contro l'aborto: «È come affittare un sicario»

"Un approccio contraddittorio consente anche la soppressione della vita umana nel grembo materno in nome della salvaguardia di altri diritti. Ma come può essere terapeutico, civile, o semplicemente umano un atto che sopprime la vita innocente e inerme nel suo sbocciare?". Lo denuncia il Papa nel corso dell'udienza generale in piazza San Pietro. Il Pontefice chiama in causa fedeli e pellegrini arrivati da tutto il mondo: "Io vi domando: è giusto fare fuori una vita umana per risolvere un problema? E' giusto o no? E' giusto affittare un sicario per risolvere un problema? Perché è come affittare un sicario".

Il Pontefice invita alla riflessione e chiede vicinanza per quelle famiglie che hanno figli con gravi disabilità: "Da dove viene tutto ciò? La violenza e il rifiuto della vita nascono in fondo dalla paura. L’accoglienza dell’altro, infatti, è una sfida all’individualismo. Pensiamo, ad esempio, a quando si scopre che una vita nascente è portatrice di disabilità, anche grave. I genitori, in questi casi drammatici, hanno bisogno di vera vicinanza, di vera solidarietà, per affrontare la realtà superando le comprensibili paure. Invece spesso ricevono frettolosi consigli di interrompere la gravidanza, cioè di fare fuori una vita".

Ammonisce il Papa: "Un bimbo malato è come ogni bisognoso della terra, come un anziano che necessita di assistenza, come tanti poveri che stentano a tirare avanti: colui, colei che si presenta come un problema, in realtà è un dono di Dio che può tirarmi fuori dall’egocentrismo e farmi crescere nell’amore. La vita vulnerabile ci indica la via di uscita, la via per salvarci da un’esistenza ripiegata su sé stessa e scoprire la gioia dell’amore. E qui vorrei fermarmi per ringraziare tanti volontari, il forte volontariato italiano che è il più forte che io abbia conosciuto. Grazie!".

"Che cosa conduce l’uomo a rifiutare la vita? Sono gli idoli di questo mondo: il denaro, il potere, il successo. Questi sono parametri errati per valutare la vita. L’unica misura autentica della vita - avverte Francesco - è l’amore, l’amore con cui Dio la ama! L'amore con cui Dio ama la vita, questa è la misura. Infatti, qual è il senso positivo della Parola 'Non uccidere'? Che Dio è 'amante della vita'. Vale la pena di accogliere ogni vita perché ogni uomo vale il sangue di Cristo stesso. Non si può disprezzare ciò che Dio ha tanto amato! Dobbiamo dire agli uomini e alle donne del mondo: non disprezzate la vita! La vita altrui, ma anche la propria, perché anche per essa vale il comando: 'Non uccidere'".

Quindi il monito ai giovani ai quali è dedicato il Sinodo dei Vescovi in corso in Vaticano: "A tanti giovani va detto: non disprezzare la tua esistenza! Smetti di rifiutare l’opera di Dio! Tu sei un’opera di Dio! Non disprezzarti con le dipendenze che ti porteranno alla morte. Nessuno misuri la vita secondo gli inganni di questo mondo, ma ognuno accolga sé stesso e gli altri in nome del Padre che ci ha creati".

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