Domenica 19 Agosto 2018 - 21:43

Affonda barca in Sardegna, 2 morti

È mistero sulle cause dell’affondamento di una imbarcazione a Castelsardo (Sassari), di fronte a Punta Tramontana, dove stamani sono stati recuperati due cadaveri. Uno all’interno della cabina di pilotaggio del naviglio, del quale sporge solo la prua dal pelo dell’acqua, l’altro sugli scogli, come se avesse tentato di raggiungere la riva a nuoto. Sul posto stanno operando la Capitaneria di Porto, la Polizia e i Vigili del fuoco.

Batterio killer in ospedale, muore neonato

C'è un batterio, il “Serratia marcescens", all'origine della morte del neonato avvenuta agli Spedali Civile di Brescia. Il bambino, deceduto martedì, era ricoverato nel reparto di patologia neonatale insieme al gemellino, colpito dalla stessa infezione con altri sette o 8 neonati, come riporta il Giornale di Brescia. Le condizioni degli altri piccoli, ricoverati in terapia intensiva, sarebbero stabili.

Sull'accaduto la Procura ha aperto un fascicolo contro ignoti e i carabinieri del Nas hanno acquisito la documentazione sul decesso del piccolo, ma al momento non risultano indagati.

Nuovo sbarco di migranti in Calabria

REGGIO CALABRIA. Nuovo sbarco di migranti in Calabria. Erano una settantina, si sono arenati con una barca a vela, battente bandiera turca, sulla spiaggia di Capo Bruzzano, nel territorio di Africo in provincia di Reggio Calabria. I migranti sono di nazionalità curda irachena e afghana, tra loro ci sono 12 minori e venti donne. L'imbarcazione è stata sequestrata e condotta nel porto di Roccella Ionica. Sul posto sono intervenuti i carabinieri Compagnia di Bianco e i poliziotti del Commissariato di Bovalino.

 

Dispersi sul Monte Bianco, ritrovato il corpo di Luca

E' stato ritrovato il corpo di uno dei tre alpinisti italiani dispersi sul versante francese del Monte Bianco. Lo riferisce il sito France Bleu, spiegando che si tratta del 31enne Luca Lombardini. I soccorritori del Plotone di gendarmeria di alta montagna (Pghm) di Chamonix hanno trovato il corpo attorno alle 13 a un'altezza di 3mila metri, vicino alla cima della Petite Aiguille Verte, in prossimità del villaggio di Argentière.

Il corpo del giovane, scrive il sito Ledauphine.com, è stato individuato dopo che un drone aveva raccolto le immagini di una corda che emergeva da una frana. Il punto corrispondeva ai segnali Gps dei cellulari dei dispersi.

Oltre a Luca Lombardini, partecipavano all'escursione la fidanzata e il fratello. Partiti lunedì per raggiungere la vetta dei Grands Montets, nel massiccio del Monte Bianco, i tre alpinisti originari di Bardonecchia dovevano rientrare nella stessa serata, ma non avevano più dato notizie.

Secondo i soccorritori, i tre alpinisti sarebbero precipitati mentre erano in cordata verso la vetta della Petite Aiguille Verte. Si ritiene che gli altri due corpi, non ancora trovati, siano stati sepolti dai sassi e dalla neve. Le condizioni climatiche di questo periodo hanno reso la montagna particolarmente instabile, provocando frane di pietre che si staccano dal permafrost, come è accaduto nel corridoio Chevalier dove è stato trovato il corpo di Lombardini. Le ricerche degli altri due corpi dovrebbero riprendere domani mattina presto, quando le temperature più basse renderanno l'operazione più sicura.

Confiscati beni per 400 mln a ex deputato

Beni per un valore di oltre 400 milioni di euro. Questo il bilancio della confisca della Dia di Palermo all'ex deputato regionale Giuseppe Acanto, 58 anni, ritenuto vicino a Cosa nostra. La Direzione Investigativa Antimafia di Palermo ha dato esecuzione ad un decreto di confisca di beni, emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del locale Tribunale di Palermo. Il provvedimento, emanato a seguito di proposta di misura di prevenzione patrimoniale formulata dal Direttore della DIA, "scaturisce dagli esiti di una complessa attività investigativa che, già in passato, aveva consentito di accertare la gestione, da parte di Acanto, della contabilità di società riconducibili alla famiglia mafiosa di Villabate (Palermo)".

"Particolarmente significative sono apparse le dichiarazioni rese dal collaboratore di giustizia Francesco Campanella, braccio destro di Nino Mandalà - dicono gli investigatori -. Quest’ultimo, boss di Villabate di stretta “osservanza” corleonese, fra gli anni 2002 e 2004 ebbe l’incarico di gestire un periodo di latitanza dell’allora ricercato Bernardo Provenzano curandone gli aspetti logistici, assistenziali ed amministrativi legati al ricovero in una casa di cura a Marsiglia". L’attività della Dia ha permesso di accertare come Acanto, fin dagli anni ’90 "fosse socio in affari illeciti con Giovanni Sucato il cosiddetto “mago dei soldi”che, dopo aver truffato migliaia di persone (tra cui anche alcuni appartenenti a cosa nostra), sparì poi con un ingente capitale e il cui cadavere, nel 1996, fu trovato carbonizzato all’interno della propria auto".

Anche Acanto, dopo aver subito l’incendio nello studio professionale si rese irreperibile. Nel 1994, "dopo essere stato perdonato, grazie alla mediazione di elementi di spicco della famiglia di Villabate, riprese l’attività di commercialista, dedicandosi alla costituzione di società in nome e per conto degli uomini d’onore -dicono dalla Dia - In quell'ambito, riuscì a trovare interlocutori privilegiati all’interno dell’amministrazione del Comune di Villabate (in seguito sciolto per infiltrazioni mafiose) facendosi nominare Direttore del locale Mercato Ortofrutticolo e avvicinatosi all’attività politica, si occupò di sviluppare ogni operazione economica d’interesse della locale famiglia mafiosa, come la costruzione del Centro Commerciale. Candidato alle elezioni amministrative del 2001 con la lista Biancofiore, con il sostegno della cosca locale, risultò il primo dei non eletti, riuscendo poi comunque ad accedere ad un seggio all’Assemblea Regionale Siciliana".

La confisca ha interessato beni mobili ed immobili, rapporti bancari, intero capitale sociale e relativi compendi aziendali, nonché quote societarie per un valore stimato di oltre 400 milioni di euro. Acanto inoltre, è stato ritenuto dal Tribunale di Palermo “socialmente pericoloso” e per questo sottoposto a sorveglianza speciale di P.S. per anni quattro a partire dal 2018.

Maxi-rissa tra turisti per selfie a Fontana di Trevi

Una discussione iniziata per futili motivi, tra una ragazza olandese di 19 anni, E.F., e una italo-americana di 44 anni, P.E., si è trasformata in pochi minuti in una rissa tra due famiglie di turisti in visita a Roma. Solo grazie all’intervento dei Vigili urbani del I Gruppo 'ex Trevi' è stato possibile sedare la lite violenta. E' successo ieri sera intorno alle 19.30 nell’area di Fontana di Trevi.

Ognuna delle due turiste voleva farsi un selfie in un preciso punto a ridosso della fontana, ritenuto il posto migliore per riprendere il monumento alle loro spalle. Le due hanno iniziato a spintonarsi e a prendersi a schiaffi e pugni, con il supporto dei rispettivi familiari, che immediatamente si sono uniti alla lotta.

In totale 8 persone, tra cui tre ragazze minorenni, due americane di 17 anni, rispettivamente figlia di P.E. ed una sua amica, e una tredicenne, sorella della turista olandese. Sono intervenuti due caschi bianchi, che si trovavano in servizio sulla piazza, a calmare gli animi delle famiglie ma la tregua è durata pochi minuti. Il gruppo ha infatti ripreso a picchiarsi tanto che gli agenti hanno dovuto richiedere l'aiuto di altre due pattuglie.

L'intervento degli agenti ha posto fine ad un lite che avrebbe potuto generare conseguenze e lesioni ben più gravi. I turisti, condotti presso gli uffici di via della Greca, hanno riportato solo alcune contusioni, per le quali non si è reso necessario l'assistenza medica. L'autorità giudiziaria ha disposto nei loro confronti la denuncia per violenza e minacce.

A Torino la prima casa di appuntamenti con sex dolls

Aprirà il 3 settembre ma dove è un mistero. È la prima casa di appuntamenti con sex dolls che verrà inaugurata a Torino su iniziativa della LumiDolls. La catena spagnola, che ha deciso di sbarcare in Italia con le sue bambole dopo Barcellona e Mosca, promette "servizi unici ed esperienze totalmente nuove, al fine di farvi godere della sessualità in un modo completamente diverso, in uno spazio lussuoso, assolutamente riservato e del tutto legale" come si legge su lumidolls.com.

Nella location di Torino "entrerete in un luogo confortevole, di buon gusto, dove riuscirete a realizzare tutte le vostre fantasie fin nei minimi dettagli. Da soli, con il vostro o la vostra partner, con i vostri amici...". Sono otto le tipologie di bambole, sette esemplari femminili e uno maschile. Per ogni esemplare sul sito è disponibile una scheda con tutti i dettagli, altezza, peso, dimensioni e caratteristiche. Entrando poi nella form di prenotazione si possono conoscere i costi: 80 euro per mezz'ora, 100 per un'ora e 180 per 2 ore, per "intensi attimi di piacere" assicura LumiDolls.

«Un treno con 700 tonnellate di rifiuti fermo da 2 mesi a Roma»

Un treno con 700 tonnellate di rifiuti della Capitale, fermo da due mesi al Salario perché Ama e Comune non individuano una destinazione. La denuncia arriva da Legambiente Lazio. Si tratta di uno dei convogli su cui venivano caricati i rifiuti di Roma per spedirli agli inceneritori di Austria e Germania. Scaduto e non rinnovato l'accordo per il conferimento fuori ambito su ferro, l'ultimo treno caricato che sarebbe dovuto partire l'11 giugno scorso, è rimasto invece sui binari della stazione Roma Smistamento, accanto alla fermata della FL1 Nuovo Salario.

"La società che avrebbe dovuto svolgere per conto di Ama il conferimento è la Enki srl, vincitrice del bando per la gestione dei treni di rifiuti ma evidentemente non ha più un luogo dove smaltire quest'ultimo carico - fa sapere Legambiente - e contattata, la Enki srl ha evitato di rispondere alle richieste di chiarimento".

Il Gruppo Ferrovie dello Stato ha confermato la presenza ancora oggi del treno sui binari della stazione di Roma Smistamento, esattamente nel luogo da dove sarebbe dovuto partire due mesi fa per il centro Europa. "Il Comune di Roma deve individuare la destinazione del treno e il luogo dove portare quei rifiuti chiedendo alla Regione l’autorizzazione in deroga per il conferimento, oppure Ama deve svuotare immediatamente quel treno di monnezza", dichiara Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio. "Secondo le intenzioni della municipalizzata - continua Scacchi - al momento del bando per il trasporto ferroviario i viaggi dovevano servire proprio a diminuire la mole di rifiuti e avviare la chiusura del TMB del Salario. Invece, ironia della sorte, il treno è fermo a pochi metri dall'impianto Ama e aumenta i miasmi che attanagliano ogni giorni i cittadini di Villa Spada e dell'intero quadrante".

Sul banco degli imputati, l’assenza di impianti di gestione sul territorio. Per invertire la rotta, per Legambiente serve un veloce aumento della differenziata con diffusione del porta a porta e impianti di gestione nel territorio romano, in grado di fermare la migrazione dei rifiuti tramutandoli in risorsa: bisogna chiudere i TMB e costruire impianti di nuova generazione. "Invieremo alla procura un esposto - annuncia il presidente di Legambiente Lazio - perché se si configurassero reati ambientali secondo legge 68/2015, si dovrebbero individuare le responsabilità per la presenza a Roma del treno della vergogna".

Via libera all'assunzione di 57mila docenti

Via libera all'assunzione di oltre 57mila docenti. Il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro per la Pubblica Amministrazione Giulia Bongiorno e del ministro dell’Economia Giovanni Tria e secondo quanto illustrato dal ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, ha approvato l’autorizzazione ad assumere, a tempo indeterminato, sui posti effettivamente vacanti e disponibili, per l’anno scolastico 2018/2019, 57.322 unità di personale docente, di cui 43.980 docenti su posto comune e 13.342 docenti su posto di sostegno; 46 unità di personale educativo; 212 dirigenti scolastici; 9.838 unità di personale ATA. Lo rende noto un comunicato di Palazzo Chigi.

Colpi contro migrante sparati da minorenni

Sono alcuni minorenni gli autori delle offese e delle esplosioni di alcuni colpi a salve nei confronti di un cittadino gambiano nella serata dello scorso 2 agosto. Li ha individuati la polizia di Pistoia a seguito di indagini condotte dalla Digos e dalla Squadra Mobile, sotto il coordinamento della procura della Repubblica di Pistoia. Trattandosi di minori di 14 anni e quindi non imputabili, il fascicolo è stato trasmesso alla procura della Repubblica presso il Tribunale dei minori di Firenze.

Ai minorenni le forze dell'ordine sono risaliti grazie a varie testimonianze e mediante l’esame delle immagini di sorveglianza della zona e sopralluoghi. Tramite i video, infatti, è stata accertata la presenza di un gruppo di giovanissimi in zona di Vicofaro, il giorno del fatto. 

Per ritrovare l'arma utilizzata, la polizia ha eseguito perquisizioni in alcune delle loro abitazioni: due dei minori hanno spontaneamente fornito informazioni grazie alle quali sono stati ritrovati la scacciacani utilizzata e 200 proiettili a salve. I due hanno imputato l’accaduto ad un momento goliardico, escludendo qualsiasi riconducibilità a motivi razziali o politici.

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