Lunedì 22 Ottobre 2018 - 13:34

Istat: calano i matrimoni e aumentano i divorzi

Calano i matrimoni e aumentano i divorzi. Tra i 25 e i 34 anni non sono ancora sposati l'81% degli uomini e il 65% delle donne. A rilevarlo è l'Istat nel report sulla popolazione residente. Tra il 1991 e il 2016, il tasso di primo-nuzialità passa per gli uomini da 658,0 a 449,6 per 1.000 residenti, mentre per le femmine da 670,7 a 496,9 per 1.000 residenti. La diminuzione e la posticipazione della nuzialità in atto nel nostro Paese da oltre 40 anni hanno prodotto un crollo particolarmente evidente della condizione di coniugato tra i giovani adulti.

Confrontando il 1991 con il 2018, il calo è massimo nella classe di età 25-34 anni: la quota di coniugati scende dal 51,5% al 19,1%, quella delle coniugate dal 69,5% al 34,3%. Nel contempo celibi e nubili crescono di oltre 30 punti percentuali, dal 48,1% all'80,6% e dal 29,2% al 64,9%. A 45-54 anni quasi un uomo su 4 non si è mai sposato (il 24,0% è celibe nel 2018 contro il 9,6% del 1991) mentre è nubile quasi il 18% delle donne (più che raddoppiate rispetto al 1991).

Aumentano in tutte le età divorziati e divorziate, più che quadruplicati dal 1991 (da circa 376mila a oltre 1 milione e 672mila), principalmente nella classe 55-64 anni (da 0,8% a 5,3% gli uomini, da 1,0% a 6,4% le donne).

UNIONI CIVILI - Considerando sia le unioni civili costituite in Italia sia le trascrizioni di unioni costituite all’estero, al 1° gennaio 2018 le persone residenti unite civilmente sono circa 13,3 mila (0,02% della popolazione), di sesso maschile nel 68,3% dei casi. Gli uniti civilmente hanno un'età media di 49,5 anni se maschi e di 45,9 anni se femmine e risiedono prevalentemente nel Nord (56,8%) e al Centro (31,5%).

In Italia, a partire da luglio 2016 e fino al 31 dicembre 2017, sono state costituite nel complesso 6.712 unioni civili (2.336 nel 2° semestre 2016 e 4.376 nel corso del 2017) che hanno riguardato prevalentemente coppie di uomini (4.682 unioni, il 69,8% del totale). Le unioni civili sono più frequenti nelle grandi città: il 35,4% è stato costituito nelle 14 città metropolitane, e quasi una su quattro a Milano, Roma o Torino.

ITALIA PAESE SEMPRE PIÙ VECCHIO - Al 1° gennaio 2018 la popolazione residente in Italia è pari a 60 milioni 484mila unità. L'età media è di 45,2 anni, riflesso di una struttura per età in cui solo il 13,4% della popolazione ha meno di 15 anni, il 64,1% tra i 15 e i 64 anni e il 22,6% ha 65 anni e più.

La popolazione di 80 anni e più raggiunge il 7,0%, quella di 100 anni e più supera le 15mila e 500 unità. Sono più di mille gli individui che hanno superato i 105 anni e 20 i supercentenari (110 anni e più). Dal confronto dei dati del Censimento della Popolazione del 1991 con quelli del 1° gennaio 2018 si nota il forte aumento della popolazione anziana (65 anni e più) in termini sia assoluti (da 8,7 milioni a 13,6 milioni) sia percentuali rispetto al totale di popolazione (dal 15,3% a 22,6%). In particolare, secondo l'Istat, raddoppia la popolazione di 80 anni e oltre (da 1 milione 955mila a 4 milioni 207mila) che rappresenta ormai il 7,0% della popolazione totale residente. Nello stesso periodo, diminuisce di quasi un milione di unità la popolazione con meno di 15 anni (da 15,9% a 13,4% del totale della popolazione) e di oltre 300mila unità quella di 15-64 anni (da 68,8% a 64,1%). L’età media, che alla data del Censimento 1991 era al di sotto dei 40 anni, nel 2018 supera i 45 anni.

Vaccini, spunta emendamento che proroga autocertificazione

Prorogata da un nuovo emendamento, dopo quello di ieri che confermava l'obbligo vaccinale, la possibilità per i genitori di presentare l'autocertificazione delle immunizzazioni per l'ingresso ad asili nido e scuole materne dei propri figli. A presentarlo oggi i relatori M5S del decreto Milleproproghe. La circolare Grillo-Bussetti consentiva l'autocertificazione per l'anno scolastico 2018/19.

L'emendamento è stato depositato presso le commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera per evitare "problematicità" e "semplificare l'attività amministrativa" ad anno scolastico già iniziato. Il nuovo emendamento dunque rafforza la circolare del ministro della Salute Giulia Grillo e consente ai bambini di poter iniziare l'anno scolastico grazie a una autocertificazione che varrà fino a marzo 2019.

Crollo del Ponte Morandi a Genova, 20 indagati

Sono 20 le persone iscritte nella lista degli indagati per il disastro di ponte Morandi a Genova più la società Autostrade. E' quanto emerge da fonti investigative relativamente all'inchiesta sul crollo della Procura di Genova. Lungo l'elenco delle ipotesi di reato: omicidio colposo plurimo, disastro colposo, attentato alla sicurezza dei trasporti, violazione delle norme antinfortunistiche.

Dietrofront del Governo: vaccini obbligatori

ROMA. Dietrofront sulla proroga dell'obbligo dei vaccini. La maggioranza ha presentato un emendamento al Milleproroghe che sopprime il rinvio di un anno dell'applicazione del divieto di frequenza scolastica in assenza delle vaccinazioni obbligatorie. Ne deriva che le porte di materne e asili rimarranno chiuse ai bambini non vaccinati gia' da quest'anno. 

“False fatture", a processo i genitori di Renzi

Il Gup del Tribunale di Firenze, Silvia Romeo, ha rinviato a giudizio Tiziano Renzi e Laura Bovoli, genitori dell'ex premier Matteo Renzi. Entrambi dovranno rispondere dell'accusa di emissione di fatture false da parte di loro società. Nell'ambito dello stesso procedimento, è stato rinviato a giudizio anche l'imprenditore Luigi Dagostino, accusato di emissione di fatture false e truffa.

Le fatture sospette, secondo la Procura, sarebbero due, una da 20.000 e un'altra da 140.000 euro più Iva, e riguarderebbero studi di fattibilità incaricati da Tramor srl, società di gestione dell'outlet della moda The Mall di Reggello (Firenze), alle società dei Renzi, Party ed Eventi 6 nel 2015. Sempre secondo l'accusa, tali operazioni risulterebbero inesistenti. Luigi Dagostino era amministratore della Tramor all'epoca dei fatti. La prima udienza del processo è stata fissata per il 4 marzo 2019.

Roma, giù frammenti di mura dal “Passetto"

Frammenti delle mura del 'Passetto' di Borgo, che collega Castel Sant'Angelo al Vaticano, sono caduti questa mattina intorno alle 8.25. Sul posto sono intervenuti agenti della polizia locale del I Gruppo Prati e i vigili del fuoco che hanno transennato l'area e interdetto il passaggio pedonale. Si tratterebbe di piccole parti di mura. La competenza sul tratto interessato è dell'Italia.

Ponte Morandi, rabbia sfollati: «Ridateci le case»

"Rispetto, rispetto" e "ridateci le nostre case". Sono le frasi dei circa 80 abitanti di via Porro, nella zona rossa evacuata sotto ponte Morandi a Genova, che hanno scandito parole di protesta questa mattina durante il consiglio regionale e comunale congiunto in corso per fare il punto sull'emergenza. Le proteste sono iniziate questa mattina fuori dalla sede del consiglio regionale della Liguria, in via Fieschi a Genova, dove i residenti di via Porro e via Fillak si sono radunati fin dal mattino davanti alla sede dell'Assemblea ligure dove oggi è in corso il Consiglio monotematico sull'emergenza del Morandi.

I residenti chiedono di poter rientrare nelle proprie abitazioni nella zona rossa per recuperare gli effetti personali lasciati durante l'emergenza. Le proteste sono scattate quando i residenti non sono stati fatti entrare in aula per assistere al consiglio. La situazione è poi rientrata con i cittadini ammessi a seguire l'assemblea in parte dagli spalti della sala consiliare e in parte in due sale attiguo attrezzate con monitor. Al momento in aula si trovano circa un'ottantina di persone, con cartelli che recitano "Nessuna demolizione senza per noi una soluzione". "Prima noi delle imprese, ridateci le nostre case. Rispetto", hanno scandito più volte i residenti presenti.

Via la scorta, capitano Ultimo: «Mobbing di Stato»

"La mafia di Bagarella e di Riina non sono più un pericolo. Cara mamma, c'era una volta la sicurezza dei cittadini". Con una serie di tweet, corredati dall'hashtag "#no mobbing di Stato", il colonnello Sergio De Caprio, Capitano Ultimo, il carabiniere che nel 1993 arrestò il boss Totò Riina, protesta contro la revoca della sua scorta disposta dall'Ucis (Ufficio centrale interforze per la sicurezza personale) ed effettiva a partire da oggi.

La prima a sollevare la questione, con tanto di appello via social rivolto al ministro dell'Interno, era stata la presentatrice tv Rita Dalla Chiesa. "Dal 3 settembre verrà tolta la scorta al Capitano Ultimo. A colui che arrestò Totò Riina. Il 3 settembre venne anche ucciso mio padre. Ministro Matteo Salvini lei sa di questa aberrante decisione? La scorta a Saviano sì, e a Capitano Ultimo no?", aveva scritto su Facebook la figlia del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, assassinato dalla mafia il 3 settembre 1982.

Ora invece a commentare la notizia, sempre via social, è il diretto interessato. "I peggiori sono sempre quelli che rimangono alla finestra a guardare come andrà a finire. Sempre tutti uniti contro la mafia di Riina e Bagarella. No omertà No mobbing di Stato", "La sicurezza dei cittadini non è una passerella, non è una macchina del voto. Bagarella e la mafia sono un pericolo, chi dice il contrario deve dimostrarlo oppure deve occuparsi di altro", sostiene Ultimo in alcuni tweet.

"Chi ha visto il comandante dei carabinieri Giovanni Nistri?", scrive ancora De Caprio, facendo riferimento al comandante generale dell'Arma. E ancora, a corredo del video di un'intervista al generale Dalla Chiesa, Ultimo protesta contro "l'ingiustizia che sostiene la mafia di Riina e Bagarella e fa uccidere i combattenti del Popolo" mentre, dopo aver condiviso la petizione per il "reintegro immediato" della sua scorta, ringrazia i suoi sostenitori "per il coraggio, per l'esempio di fratellanza che ancora una volta" gli stanno dando.

Intanto ieri la presidente di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni ha annunciato che presenterà un'interrogazione al ministro dell'Interno Salvini in quanto "gli eroi che hanno combattuto e che combattono la mafia - ha spiegato su Facebook - devono essere sostenuti e difesi dallo Stato". "Ci sono delle circostanze che vengono valutate a livello centrale e a livello locale. Lo Stato non abbandona nessuno", ha invece sottolineato oggi il sottosegretario all'Interno Stefano Candiani.

Preso l'uomo che ha travolto con l'auto i vicini

È stato catturato e arrestato Gaetano Fagone, il 52enne che venerdì notte a Palagonia, nel Catanese, ha travolto in auto i suoi vicini di casa, ferendo 7 persone e uccidendo un'anziana di 87 anni. Il 52enne è stato avvistato in paese da un uomo, che ha chiamato i carabinieri.

Le vittime erano sedute attorno a dei tavolini in una strada chiusa quando l'uomo, forse per vecchi contrasti di vicinato, è salito sulla vettura, volontariamente le ha più volte travolte ed è fuggito. Da quel momento è scattata la caccia all'uomo che si è conclusa solo oggi con l'arresto.

Stretta sugli sgomberi, sindaci in allarme

Con le nuove regole del Viminale ad ogni sgombero si rischiano le tensioni sociali che si registrarono lo scorso anno a Roma con lo sgombero del palazzo occupato in via Curtatone a Roma e i successivi scontri in piazza Indipendenza. Ne è convinto il presidente dell'Anci Antonio Decaro: "Si veda cosa è successo a Roma - afferma all'Adnkronos - dove lo sgombero fatto dal prefetto creò una serie di problemi. Si rischia che a ogni sgombero accada quello che è accaduto lì".

Decaro fa riferimento alle nuove indicazioni date dal Viminale ai prefetti in base alle quali gli sgomberi devono essere tempestivi "rinviando alla fase successiva ogni valutazione in merito alla tutela delle altre istanze". Ma oltre a una circolare, i sindaci si aspettano "iniziative che risolvano l'emergenza abitativa che c'è soprattutto nei grandi centri".

"Noi chiediamo un'attenzione particolare sull'emergenza abitativa - sottolinea Decaro - Ci sono fondi bloccati perché Stato e Regioni si devono mettere d'accordo, ci sono case sequestrate alla criminalità che le prefetture non mettono a disposizione, ci sono fondi per ristrutturare le case confiscate ma Viminale e Agenzia per i beni confiscati non riescono sbloccarli, ci sono fondi del Pon legalità per il Meridione da usare per la riqualificazione di case sequestrate alla criminalità ma le Regioni non li mettono a disposizione. C'è un'ottima legge del 2014 che permette di avere dall'Agenzia del Demanio degli immobili per l'emergenza abitativa ma noi Comuni non abbiamo fondi per poterli ristrutturare".

Non solo. "Una circolare non può superare una norma - sottolinea Decaro - C'è un decreto che prevede concertazione nell'ambito del comitato metropolitano per la sicurezza urbana nel quale si fa pianificazione degli sgomberi tra prefettura, comune, regione e forze dell'ordine individuando soluzioni alternative. La circolare, superando la normativa, dice che il prefetto sgombera e poi il Comune pensa a una soluzione alternativa e ciò significa dover lavorare sull'emergenza".

"Il Viminale si dovrebbe occupare di questioni che riguardano il Viminale e non di questioni che competono all'autonomia dei Comuni - osserva Decaro - secondo la circolare gli assistenti sociali dovrebbero andare a fare il censimento, ciò non rientra nelle competenze degli assistenti sociali. Il monitoraggio - sottolinea il presidente di Anci - va fatto dalla polizia locale e dalle forze dell'ordine".

"Una circolare non può superare una norma - prosegue - Se vogliono, devono fare un'altra legge o un decreto: questa è la terza circolare che riguarda i comuni nel giro di poco tempo, ci aspettiamo almeno di essere sentiti". Su questo tema, assicura Decaro, i sindaci sono tutti d'accordo: "Quando ci si scaricano responsabilità siamo sempre abbastanza allineati", continua Decaro.

"Nell'ultimo mese - ricorda - ci siamo ritrovati davanti diverse responsabilità, come avere 10 giorni di tempo per fare il monitoraggio delle infrastrutture viarie o come la circolare che modifica quella precedente sugli eventi e dice che è il sindaco a decidere se un evento è rischioso o meno". "Mattarella ha detto che il sindaco è il terminale più esposto della Repubblica, e continuano a scaricare sui sindaci e a darci responsabilità", conclude.

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