Giovedì 27 Luglio 2017 - 2:42

L'Ue contro Google: abuso
di posizione dominante

BRUXELLES. L'Unione europea contro Google. Dopo rumors e indiscrezioni sono arrivate da Bruxelles le accuse formali contro contro Big G per abuso di posizione dominante. Sotto inchiesta anche il sistema operativo per smartphone Android. La Commissione europea ha infatti inviato una comunicazione formale degli addebiti a Google sui servizi di acquisti comparativi. Lo ha annunciato il commissario Ue alla Concorrenza, Margrethe Vestager. Google avrebbe tre mesi di tempo per rispondere e poi presentare ricorso contro le accuse alla Corte di giustizia della Ue, ma nel frattempo la Commissione potrebbe imporre la fine delle pratiche ritenute anticoncorrenziali. Le indagini dell'Antitrust europea sono state avviate cinque anni fa per sospetto abuso di posizione dominante nel settore della pubblicità su internet e delle ricerche on line e potrebbero concludersi con una sanzione pari al 10% del fatturato del gigante californiano, ossia con una multa pari a 6 miliardi di dollari.

Dal Papa nuova condanna della teoria gender

CITTA' DEL VATICANO. «La cultura moderna e contemporanea ha aperto nuovi spazi, nuove libertà e nuove profondità per l’arricchimento della comprensione di questa differenza. Ma ha introdotto anche molti dubbi e molto scetticismo. Mi domando, ad esempio, se la cosiddetta teoria del gender non sia anche espressione di una frustrazione e di una rassegnazione, che mira a cancellare la differenza sessuale perché non sa più confrontarsi con essa. Sì, rischiamo di fare un passo indietro». Lo sottolinea papa Francesco nel corso dell'Udienza generale in piazza San Pietro davanti ad oltre 25 mila fedeli e pellegrini arrivati da ogni parte del mondo. Il Papa, continuando il ciclo di catechesi sulla famiglia, si sofferma sulla complementarità tra l'uomo e la donna. E avverte: «La rimozione della differenza è il problema, non la soluzione. Per risolvere i loro problemi di relazione, l’uomo e la donna devono invece parlarsi di più, ascoltarsi di più, conoscersi di più, volersi bene di più. Devono trattarsi con rispetto e cooperare con amicizia. Con queste basi umane, sostenute dalla grazia di Dio, è possibile progettare l’unione matrimoniale e familiare per tutta la vita. Il legame matrimoniale e familiare è una cosa seria, e lo è per tutti, non solo per i credenti».

Da qui l'esortazione rivolta agli «intellettuali» affinché non disertino «questo tema, come se fosse diventato secondario per l’impegno a favore di una società più libera e più giusta. Dio ha affidato la terra all’alleanza dell’uomo e della donna: il suo fallimento inaridisce il mondo degli affetti e oscura il cielo della speranza. I segnali sono già preoccupanti, e li vediamo».

Uccide moglie
e figlia di 7 anni
con un'accetta

PORDENONE. Avrebbe agito al culmine di una lite il marocchino di 40 anni, che la notte scorsa ha ucciso la moglie e la figlia di 7 anni a Pordenone. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori della polizia l'uomo avrebbe prima ucciso la donna 31enne con un'accetta e poi la figlia con un coltello. L'uomo, un marocchino di 40 anni, è stato arrestato con l'accusa di duplice omicidio. Quando i poliziotti sono arrivati a casa del 40enne hanno trovato la moglie e la figlia riverse sul letto ormai morte. L'uomo non ha opposto resistenza e si è consegnato alla polizia. Al momento è in stato di choc. Il duplice omicidio si è consumato in via San Vito. L'uomo, Lahmar Abdelhadi, originatio di Laaounate (Marocco) era in possesso di regolare permesso di soggiorno rilasciato dalla questura di Pordenone. Le vittime sono la moglie, Touria Errebaibi originaria di Skhirat e la figlia, Lahmar Hiaba, nata a Rabat. La segnalazione è arrivata alla sala operativa della questura poco prima delle 3 della notte scorsa. Dai primi accertamenti è emerso che l’uomo ha colpito più volte la moglie e la figlia, dopo un litigio con la moglie, per poi chiamare i soccorsi. Quando i poliziotti sono arrivati sul posto lo hanno trovato vicino casa in stato di choc.

Lahmar è stato portato in questura in stato di arresto a disposizione della competente autorità giudiziaria. Sul posto del delitto è intervenuto personale della Squadra Mobile e del Gabinetto Provinciale della locale Polizia Scientifica.

Strage Rapito 904, assolto Totò Riina

 FIRENZE. Assolto Totò Riina. Il pm aveva chiesto l'ergastolo: «Concludo chiedendo la pena massima dell'ergastolo» per Totò Riina. Sono le richieste del pm Angela Pietroiusti al processo per la strage del Rapido 904, in corso a Firenze. «Si chiede la condanna non perché non poteva non sapere - ha spiegato -, perché era a capo dell' organizzazione, ma perché Riina esercitava questo potere. Solo con la sua autorizzazione è stato fornito l'esplosivo a Calò e solo lui poteva decidere la destinazione dell'esplosivo. Riina è il determinatore, lui dà questo contributo decisivo».  «Concludo chiedendo la pena massima dell'ergastolo» per Totò Riina. Sono le richieste del pm Angela Pietroiusti al processo per la strage del Rapido 904, in corso a Firenze. "Si chiede al condanna non perché non poteva non sapere - ha spiegato -, perché era a capo dell'organizzazione, ma perché Riina esercitava questo potere. Solo con la sua autorizzazione è stato fornito l'esplosivo a Calò e solo lui poteva decidere la destinazione dell'esplosivo. Riina è il determinatore, lui dà questo contributo decisivo».

Muore
sul gommone, corpo gettato
in mare
e dilaniato
dagli squali

PALERMO. Si disfano del cadavere, gettandolo in mare in pasto agli squali. E' questa l'ultima tragica storia di immigrazione. La polizia di Ragusa ha fermato il presunto responsabile, uno scafista originario della Guinea, il 14esimo dall'inizio dell'anno, al quale non viene contestato solo il favoreggiamento dell'immigrazione clandestina ma anche la morte, seppure non voluta, di un uomo. Il migrante sarebbe deceduto sul gommone, così come in altri casi, a causa forti esalazioni di benzina che si era rovesciata dalle taniche. Intanto ieri sera poco prima delle 22 sono arrivate al porto di Trapani otto delle nove salme dei profughi recuperati dalla Guardia Costiera.

Mentre i quasi 1.200 immigrati soccorsi ieri da una nave della Guardia costiera sono sbarcati nella notte al porto di Palermo. Tra i profughi arrivati nel capoluogo siciliano ci sono anche una cinquantina di bambini e 298 donne, tredici delle quali in stato di gravidanza. I migranti provengono prevalentemente dalla Siria, dall'Eritrea e dalla Somalia. Al porto una vera e propria task force rappresentata dai funzionari del Comune che si occupa dei minori stranieri non accompagnati, dell'Asp, della Caritas, della Croce rossa e della Protezione Civile. I migranti arrivati verranno trasferiti nei centri di accoglienza di Giacalone e Trabia, nel palermitano. Presenti al porto anche il sindaco Leoluca Orlando e il Prefetto Francesca Cannizzo. «E' stato lo sbarco più numeroso qui a Palermo - ha detto il Prefetto Cannizzo - ma la macchina organizzativa ha funzionato benissimo». E il sindaco Orlando: «Ancora una volta Palermo accoglie persone che hanno diritto di essere assistite, anche oggi c'è stata una grande sintonia istituzionale».

La Corte Ue: Contrada non andava condannato

ROMA. Bruno Contrada non doveva essere condannato per concorso esterno in associazione mafiosa. Lo rileva la Corte europea dei diritti umani in una sentenza che riguarda l'ex agente del Sisde. Secondo quanto osserva la Corte, «all'epoca dei fatti contestati, tra il 1979 e il 1988» il reato «non era sufficientemente chiaro e prevedibile». Secondo la Corte c'è stata dunque una «violazione dell'articolo 7 della Convenzione». Lo Stato italiano deve versare all'ex numero due del Sisde 10mila euro per danni morali. «Adesso il nostro obiettivo è avere una sentenza che in sede di revisione assolva in toto Bruno Contrada», dice il suo avvocato Giuseppe Lipera che sottolinea: «Finalmente qualcuno si accorge che in Italia si è applicata una norma che non esisteva - ha aggiunto - Auspico che questo possa essere un ulteriore elemento per ottenere la revisione della condanna».

Autostrade, Ciucci si dimette da presidente

ROMA. Pietro Ciucci si è dimesso dall'incarico di presidente dell'Anas. La decisione dopo l'incontro di stamane, alla sede del ministero a Porta Pia, con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio. Il mandato sarà rimesso nell'assemblea degli azionisti per l'approvazione del bilancio 2014, che verrà convocata a metà maggio. «La decisione - è scritto in una nota dell'Anas - è stata presa in segno di rispetto per il nuovo ministro al fine di favorire le più opportune decisioni in materia di governance di Anas».

Stalking alla sorella: arrestato il ginecologo Giorlandino

ROMA. Il ginecologo Claudio Giorlandino è finito agli arresti domiciliari per stalking nei confronti della sorella, Mariastella, l'imprenditrice 60enne titolare di Artemisia Lab, e del cognato. Sono stati i carabinieri del Nucleo operativo della compagnia di Roma Eur a eseguire una misura cautelare a carico di cinque persone, indagate a vario titolo e in concorso tra loro, dei reati di atti persecutori, rivelazione e utilizzazione di segreto d’ufficio e corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio. Tre degli indagati sono ai domiciliari mentre ai restanti due è stato imposto il divieto di avvicinamento alle parti offese.

Da quanto emerso dalle indagini, il ginecologo, si sarebbe avvalso degli altri indagati, un avvocato e tre appartenenti alle forze dell’ordine, per compiere atti persecutori nell'ambito di una controversia sulla gestione dell’attività imprenditoriale di famiglia. Già nei mesi scorsi si era parlato dei contrasti tra i due fratelli, insorti dopo la morte del padre fondatore dei centri, e a giugno scorso Mariastella Giorlandino era scomparsa e poi rintracciata a Pompei. Dopo le denunce presentate dalla donna, il fratello Claudio era stato indagato per stalking. Oggi l'arresto.

Si stacca l'intonaco
a scuola, feriti un'insegnante
e due bimbi

BRINDISI. Era stata recentemente ristrutturata la scuola "Pessina" di Ostuni, nel Brindisino, dove un'insegnante e due bambini sono rimasti feriti dopo che si sono staccati circa 5 o 6 metri quadrati di intonaco di solaio per uno spessore di tre centimetri. L’edificio è piuttosto antico. Gli alunni sono stati fatti uscire dalle aule e sono stati portati al sicuro e i genitori stanno andando a prenderli. Il crollo del solaio è avvenuto in una parte centrale dell’aula.

Intanto il sindaco di Ostuni, Gianfranco Coppola, si è recato dai bambini feriti in ospedale: »Sono stato in ospedale a trovare i due bambini per accertarmi delle loro condizioni. - ha detto all'Adnkronos - Hanno riportato alcune ferite alla testa ma non sono gravi. Ora i medici stanno facendo ulteriori accertamenti».

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