Venerdì 23 Giugno 2017 - 5:15

Litigano per la cena, a 13 anni uccide il fratellino di 6 anni e si spara

HUDSON (FLORIDA). Terribile epilogo tra fratellini negli Usa dove una lite, innescata sulla cena, ha portato un 13enne a sparare ed uccidere il fratellino di 6 per poi rivolgere l’arma contro se stesso e suicidarsi. Non prima di aver colpito e ferito il secondo fratello, di 16 anni, che ha poi chiamato la polizia.
Teatro di questa ennesima tragedia legata all’eccessiva diffusione delle armi negli Usa è Hudson, una cittadina della Florida. A dare la notizia la rete locale Wfts, affiliata della Cnn.

 

Omicidio Meredith, Pg Cassazione: "Amanda e Raffaele colpevoli. Confermare condanne"

PERUGIA. Amanda Knox e Raffaele Sollecito sono responsabili dell'omicidio di Meredith Kercher, assassinata a Perugia la notte fra il 1 e il 2 novembre 2007. Lo ha sostenuto il sostituto procuratore generale della Cassazione Mario Pinelli ai giudici della quinta Sezione penale, chiedendo una sostanziale conferma delle condanne di Amanda e Raffaele. Pure se con un piccolissimo sconto di pena di tre mesi ciascuno perché, secondo il Pg, si sarebbe prescritto un reato minore vale a dire il porto d'armi.

Per Pinelli, dunque, le pene sarebbero da ricalcolare nei confronti di Amanda a 28 anni e 3 mesi e nei confronti di Raffaele a 24 anni e 9 mesi. Ad ogni modo, secondo la pubblica accusa di piazza Cavour il quadro ricostruito dalla Corte d'Assise d'Appello di Firenze il 30 gennaio 2014 "resiste ad ogni censura. Tutte le figure di questa storia -ha evidenziato Pinelli- sono ben inserite nella vicenda. I giudici di rinvio hanno sviluppato una motivazione estremamente corretta facendo buon governo del dettato della Cassazione" che il 25 marzo 2013 aveva annullato con rinvio l'assoluzione accordata ad Amanda e Raffaele.

Dopo il procuratore generale ha parlato la difesa di Amanda Knox, che ha sottolineato come la ragazza statunitense all'epoca dell'omicidio di Meredith Kercher, assassinata a Perugia la notte fra il 1 e il 2 novembre 2007, fosse una "ragazza sprovveduta ma è innocente. Rudy Guede ha firmato l'omicidio di Meredith". L'avvocato Carlo Dalla Vedova, nella sua arringa, ha sottolineato come la vicenda "giri intorno a una serie di ricostruzioni incerte. Gli elementi sono discutibili e soprattutto non c'è il movente". Il legale della Knox ha messo in evidenza che "Amanda all'epoca dei fatti era una ragazzina, aveva appena 20 anni. Non ha voluto calunniare nessuno anche se c'è una sentenza passata in giudicato. Non era nemmeno in grado di azionare meccanismi di depistaggio".

Dalla Vedova ha segnalato come tutto il primo grado di giudizio, che si era concluso con la condanna dei due imputati, si sia basato "sulla falsa confessione di Amanda. Ma è tutto smentito dal ruolo che ha avuto Guede nell'omicidio. Noi vogliamo giustizia ma siamo davanti ad un gravissimo errore giudiziario ed è giusto denunciarlo". Da qui la richiesta avanzata anche dall'altro difensore, Luciano Ghirga, alla Cassazione di "annullare la sentenza di secondo grado di condanna".

La quinta Sezione penale della Cassazione presieduta da Gennaro Marasca che dovrà decidere sull'omicidio di Meredith Kercher ha poi deciso riaggiornare l'udienza a venerdì mattina. Tra due giorni, dunque, parlerà la difesa di Raffaele Sollecito rappresentata da Giulia Bongiorno e Luca Maori. Quindi i cinque giudici si ritireranno in camera di consiglio per decidere sulla vicenda per la quale Amanda e Raffaele hanno scontato già 4 anni di carcere. Sono stati condannati in primo grado (lei a 26 anni, lui a 25); poi c'è stata l'assoluzione in appello nel 2011 e l'annullamento con rinvio da parte della Cassazione (25 marzo 2013). La condanna dell'appello bis per Amanda e Raffaele è scattata il 30 gennaio 2014. Per l'omicidio della studentessa inglese è stato condannato definitivamente Rudy Guede, processato con rito abbreviato: sta scontando 16 anni di reclusione.

Stamani il relatore Antonio Paolo Bruno, nella sua relazione di due ore, ha evidenziato che siamo davanti ad un processo che "come unica cosa certa ha la morte della ragazza". L'aula era gremitissima al punto tale che l'udienza è stata spostata nell'aula magna. Era presente anche Patrick Lumumba, il giovane che era stato accusato per l'omicidio da Amanda Knox.

Se la Cassazione dovesse confermare la sentenza di condanna d'appello per Amanda e Raffaele, nei confronti del ragazzo scatterebbe l'arresto. Amanda, invece, è negli Usa. In caso di conferma per la ragazza si aprirebbe il capitolo estradizione. Spetterebbe al Pg della Corte d'Appello di Firenze chiedere al ministero della Giustizia di avviare le procedure di estradizione. Il trattato tra il nostro paese e gli Usa è stato rinnovato nel 2006. Non è così scontato che gli Stati Uniti concederanno l'estradizione. Amanda potrebbe anche scontare la pena in un carcere americano. L'unico che sarà presente in aula per la sentenza, come ha detto lui stesso, è Raffaele Sollecito che domani compirà gli anni. "Ci sarò anche venerdì, non possono aggiungere altro", si è limitato a dire Sollecito. Accanto a lui in aula la nuova fidanzata e il padre Francesco.

Motore in avaria, Boeing atterra
a San Pietroburgo

MOSCA. E' atterrato senza problemi all'aeroporto Pulkovo di San Pietroburgo il Boeing 737 della compagnia russa Utair che aveva chiesto un atterraggio di emergenza per un motore in avaria. Secondo quanto rende noto l'agenzia di stampa Interfax, non vi sono feriti a bordo fra i 78 passeggeri e membri dell'equipaggio.

Reclutavano aspiranti terroristi in Italia, tre arresti

BRESCIA. Smantellata in Italia una cellula di estremisti islamici dedita al reclutamento di aspiranti combattenti verso le milizie dell'Is. L'operazione, condotta dalla Digos di Brescia con il concorso delle Questure di Como, Torino e Massa Carrara, ha portato all'arresto di tre persone per reati di terrorismo: si tratta di due cittadini albanesi, zio e nipote, il primo residente in Albania e l’altro in provincia di Torino, e di un 20enne italiano di origine marocchina, anche lui residente nel Torinese. I primi due sono indagati per il reato di reclutamento con finalità di terrorismo, il terzo per apologia di delitti di terrorismo, aggravata dall'uso di internet. Eseguite diverse perquisizioni in Lombardia, Piemonte e Toscana nei confronti di simpatizzanti dell'Isis.

TRA GLI ARRESTATI L'AUTORE DEL DOCMENTO PRO ISIS IN ITALIANO. Quest'ultimo è sospettato di essere l'autore del testo di propaganda del califfato islamico redatto in italiano e diffuso su internet con il titolo «Lo Stato islamico, una realtà che ti vorrebbe comunicare». Il documento fatto circolare nelle scorse settimane, sessantaquattro pagine scritte in perfetto italiano, illustrano nel dettaglio le attività dello Stato islamico nei territori occupati dall'Isis, descrivendolo come una vera e propria organizzazione statale che offre benessere e prtezione ai suoi cittadini e allo stesso tempo spietato con i suoi nemici. A giudizio degli inquirenti, «la sua importanza non risiede tanto nei contenuti - che ormai si trovano in molteplici testi o video diffusi dallo Stato islamico tramite internet - quanto piuttosto nel fatto che è stato ideato per essere destinato specificatamente a un potenziale pubblico italiano o di lingua italiano». Le indagini hanno infatti documentato che il testo è stato effettivamente rilanciato da altri utenti, attraverso Facebook o siti internet, per consentirne la massima diffusione tra gli islamici di lingua italiana.

Grandi Opere, Incalza resta in carcere

FIRENZE. Ercole Incalza, l’ex capo struttura di missione del ministero delle Infrastrutture, che era retto dal dimissionario Maurizio Lupi, resta in carcere. Lo ha deciso il gip di Firenze durante l’interrogatorio di garanzia. Incalza era stato arrestato la scorsa settimana nell’indagine sui Grandi Appalti.
Si appredono, intanto, alcuni particolari: due buste nascoste dietro alcuni libri, contenenti denaro contante e un appunto dal quale emergerebbero dei versamenti per Ercole Incalza e Sandro Pacella, sono state trovate durante la perquisizione della “Green Field,” società che veniva utilizzata per far arrivare i soldi delle commesse pubbliche a Incalza. Le buste, scrive il Gip di Firenze, sono state trovate dietro una libreria nell’ufficio di Salvatore Adorisio, socio della Green Field e indagato dalla procura fiorentina, contenenti 2.110 euro in contanti. All’interno di una delle due buste c’era anche un foglio con dei calcoli numerici manoscritti, da cui si evince che la somma di denaro inizialmente ammontava a 53mila euro, da cui sono detratte alcune somme, per un totale di 50.890 euro. «Deve pertanto ritenersi - prosegue il gip - che il denaro contante rinvenuto nella busta sia la residua parte della somma sopra indicata». Inoltre, sempre nell’appunto, «si legge di sottrazioni ripetute per importi analoghi: in particolare due sottrazioni di 13mila euro e due di 9mila». Somme che «sembrano corrispondere ai duplici versamenti reiteratamente fatti in favore di Ercole Incalza (quelli di maggiore entità) e di Sandro Pacella (quelli di minore entità)».

Terroristi islamici rapiscono 500 donne e bambine

ABUJA. Nuovo rapimento da parte di Boko Haram in Nigeria. Il gruppo estremista islamico ha catturato e sequestrato oltre 500 tra donne e bambine a Damasak, città nordorientale vicino al confine con il Niger e il Ciad che era stata strappata al controllo degli islamisti. Lo riporta il sito del magazine settimanale Valeurs actuelles. Secondo quanto raccontato da un testimone, i miliziani di Boko Haram hanno «sequestrato 506 ragazze e bambine» e «circa 50 di loro sono state uccise prima di lasciare la città». Ma «non sappiamo - ha aggiunto - se (gli islamisti, ndr) ne hanno uccise altre, sono andati via portandole con loro».

Negli ultimi giorni le truppe nigeriane, insieme a quelle di Niger, Camerun e Ciad, hanno lanciato nella stessa località teatro del rapimento un'offensiva congiunta contro i miliziani islamisti. Giovedì scorso soldati di Ciad e Niger hanno ucciso a Damasak 228 militanti di Boko Haram.

Precipita un Airbus in Francia: 148 persone
a bordo

PARIGI. Un Airbus A320 della compagnia aerea tedesca Germanwings con a bordo 148 persone, 142 passeggeri e 6 membri dell'equipaggio, è precipitato oggi nei pressi di Barcelonette in Provenza, nel sud della Francia. L'aereo era in volo da Dusseldorf, in Germania, a Barcellona, in Spagna. Lo rende noto la Direzione generale dell'aviazione civile francese (Dgac). «Non ci sarebbero sopravvissuti», ha detto il presidente francese Francois Hollande secondo quanto riporta la stampa locale. «A bordo c'erano 148 persone - ha confermato Hollande - Le condizioni dell'incidente, che sono ancora da determinare con precisione, lasciano pensare che non ci sarebbero sopravvissuti». «Non conosciamo ancora l'identità delle vittime - ha continuato il presidente - ma è probabile che ci siano molte vittime tedesche».
«Alcuni resti di un aereo di linea sono stati ritrovati nella regione di Barcelonnette», nel Sud della Francia. Lo ha reso noto il portavoce del ministero Pierre-Henry Brandet, precisando che sono stati «mobilitati importanti mezzi di soccorso». Il ministro dell'Interno francese, Bernard Cazeneuve, si sta recando sul luogo dove è precipitato . Lo ha annunciato il premier Manuel Valls. L'aereo è precipitato nella zona del massiccio dell'Estrop. L'Airbus, riporta il sito Airlive.net, è scomparso dai radar alle 10.39 (le 9.39 ora di Greenwich). Germanwing per ora non conferma l'incidente aereo. Su Twitter si legge: «Siamo al corrente delle notizie sull'incidente, ma non abbiamo ancora una conferma». L'unico precedente di un Airbus A320 precipitato in Francia risale al 20 gennaio del 1992, quando un velivolo di questo tipo si schiantò nei pressi di Mont Sainte-Odile. Il bilancio dell'incidente, come ricorda la stampa francese, fu di 87 morti.

 

Tunisi, la fuga
dei turisti

TUNISI. Migliaia di turisti rinunciano alle vacanze in Tunisia dopo l'attacco di mercoledì scorso al Museo del Bardo rivendicato dal sedicente Stato islamico (Isis). Il ministero del Turismo di Tunisi ha fatto sapere che sono più di tremila le prenotazioni annullate dall'Europa, come precisato in una nota riportata dai media locali. Due compagnie di crociera hanno modificato l'offerta commerciale, prosegue il comunicato dopo che Costa Crociere e Msc Crociere hanno annunciato di avere sospeso gli scali programmati in Tunisia. Selma Elloumi-Rekik, ministro del Turismo e dell'Artigianato, ha reso noto che il 7 e l'8 aprile a Tunisi si riuniranno i responsabili di attività tunisine nel settore del turismo per fare il punto della situazione e studiare una strategia per il rilancio del settore.

Amanda
e Raffaele,
oggi il giudizio

ROMA. Potrebbe chiudersi oggi la lunghissima storia giudiziaria di Amanda Knox e Raffaele Sollecito. Se la Corte di Cassazione confermasse la sentenza di condanna emessa nel gennaio dello scorso anno dalla Corte d'Assise d'Appello di Firenze, si metterebbe la parola fine agli infiniti processi che hanno portato i due ex fidanzati ad essere prima condannati, poi assolti e poi nuovamente condannati a Firenze per l'omicidio di Meredith Kercher, avvenuto il 1 novembre 2007. Raffaele Sollecito, a cui la Corte d'assise d'Appello di Firenze aveva imposto il divieto di espatrio dopo averlo condannato a 25 anni di carcere, sarà presente al davanti ai giudici della quinta sezione. A darne conferma è l'avvocato del giovane Luca Maori: «Raffaele sarà presente, come sempre sostenuto da noi legali e dalla sua famiglia». E Raffaele Sollecito, che in questi giorni si sta concedendo a più trasmissioni televisive chiede sempre che i giudici «finalmente gli credano e pongano rimedio agli abnormi errori che sono stati fatti su di lui».

Amanda Knox invece ovviamente aspetterà il verdetto negli Usa. In contatto telefonico continuo con i suoi legali Luciano Ghirga e Carlo Dalla Vedova, rischia che l'Italia chieda la sua estradizione. Secondo un articolo di Newsweek, la suprema Corte confermerà la condanna di Firenze e renderà Amanda Knox «una latitante». Sempre secondo la rivista, diplomatici italiani e americani si aspettano che l'eventuale richiesta di estradizione verrà respinta. Ad ogni modo, i suoi legali, a cominciare da Robert Barnett stanno lavorando per evitare questa eventualità.

Il Papa lavora
a un'enciclica sull'ambiente

CITTA' DEL VATICANO. Papa Francesco è al lavoro per la stesura della seconda enciclica, dopo la "Lumen Fidei" del 29 giugno del 2013 il cui testo è stato scritto riprendendo ampi contributi di Benedetto XVI; e dopo la pubblicazione dell'esortazione apostolica "Evangelii Gaudium". A quanto si apprende da fonti vaticane, questa settimana vedrà il Papa particolarmente impegnato sulla nuova enciclica, che ha scelto di dedicare ai temi della salvaguardia del Creato, dell'ecologia e della difesa dell'ambiente. Il lavoro per la revisione e l'ultima stesura della nuova enciclica impegnerà Papa Francesco per l'intera settimana, determinando la cancellazione di ogni impegno pubblico, a parte l'udienza generale di mercoledì mattina in piazza San Pietro e la predica di Quaresima in calendario per venerdì; mentre proseguirà regolarmente la celebrazione mattutina della messa nella domus di Santa Marta in Vaticano. «Mi prenderò un'intera settimana di marzo per finire l'enciclica», aveva anticipato il Papa, durante il volo per il suo viaggio apostolico nelle Filippine. «Credo che alla fine di marzo sarà finita e andrà alle traduzioni. Penso che se il lavoro di traduzione va bene - aveva aggiunto - a giugno o luglio l'enciclica potrà uscire».

Francesco aveva anche ricostruito le "tappe" della nuova enciclica, dedicata all'ecologia, alla difesa dell'ambiente e alla salvaguardia del Creato. «La prima bozza l'ha fatta il cardinale Turkson con la sua equipe; dopo io, con l'aiuto di alcuni, ho preso questa bozza e ci ho lavorato. Poi, con alcuni teologi ho fatto una terza bozza e ho inviato una copia alla Congregazione per la Dottrina della Fede, una alla seconda sezione della Segreteria di Stato e un'altra al teologo della Casa Pontificia, perché studiassero bene che io non dicessi "stupidaggini"... Ho già ricevuto le risposte, alcune grosse così ma tutte costruttive. E adesso - aveva appunto riferito il Papa - mi prenderò una settimana intera di marzo per finire l'enciclica».

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