Venerdì 23 Giugno 2017 - 5:16

«Non sarà una manovra lacrime e sangue», ecco il piano del governo

Non sarà una manovra di lacrime e sangue e potrebbe arrivare anche un taglio del cuneo fiscale per i giovani. Lo assicura il viceministro all'economia, Enrico Morando, nel corso del convegno dei giovani di Confindustria che garantisce come si riuscirà a scongiurare anche gli aumenti Iva previsti dalle clausole di salvaguardia.

«Gentiloni sta serenissimo, lo è sempre stato. E c'è qualche ragione per ritenere che questa manovra che dovremo presentare tra qualche settimana, non un anno, non sia così lacrime e sangue o disastrosa come si dice. Ci sono orientamenti della Commissione rilevanti per cui è possibile ridurre del 50% la dimensione dell'aggiustamento strutturale rivisto dal Def e sarà più facile eliminare le clausole di salvaguardia», dice nel corso del convegno dei giovani imprenditori in corso a Rapallo.

«Senza lacrime e sangue dunque, facciamo una legge di bilancio seria, eliminando la clausola di salvaguardia magari aggiungendo un intervento strutturale a favore del cuneo per i giovani», conclude.

Il Papa in visita al Quirinale

ROMA. I valori della Costituzione italiana come risposta e guida di fronte alle sfide che interpellano l'Italia e il mondo - a cominciare dalla mancanza di occupazione - e coloro che hanno responsabilità nelle Istituzioni, naturalmente nella rigorosa distinzione delle competenze politiche da un lato e religiose dall'altro. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e Papa Francesco, trovano nel richiamo ai principi della Carta fondamentale il filo che lega un approccio condiviso alle questioni del lavoro, dell'immigrazione, del clima, del terrorismo, manifestato negli ultimi due anni seguiti alla visita del Capo dello Stato in Vaticano, poche settimane dopo la sua elezione, e ricambiata questa mattina dal Sommo pontefice al Quirinale. Centrale il colloquio di una ventina di minuti nello Studio alla Vetrata, per passare in rassegna le questioni poi illustrate nei discorsi tenuti nel salone dei Corazzieri, davanti alle rispettive delegazioni e ad esponenti istituzionali e politici. Fondamentale il tema del lavoro, evocato da Bergoglio nella sua recente visita a Genova, proprio richiamando l'articolo uno della Costituzione, nella quale sono iscritti, ricorda il Capo dello Stato, «quei valori di centralità della persona, di giustizia, di solidarietà, di condivisione» che «sono anche alla base di tante manifestazioni della testimonianza della Chiesa Cattolica». Valori, fa eco il Pontefice, che rappresentano «uno stabile quadro di riferimento per la vita democratica del popolo» e per affrontare «problemi e rischi di varia natura» con i quali «l'Italia e l'insieme dell'Europa sono chiamate a confrontarsi: il terrorismo internazionale, il fenomeno migratorio, la difficoltà delle giovani generazioni di accedere a un lavoro stabile e dignitoso».

L'OCCUPAZIONE VALORE SOCIALE CHE GARANTISCE DIGNITà CONTR EMARGINAZIONE. Ed è proprio questo il tasto che Mattarella e Francesco toccano con particolare incisività. «L'occupazione, e la dignità -che ad essa è intrinsecamente legata- deve costituire -afferma il Capo dello Stato- il centro dell'esercizio delle responsabilità di istituzioni e forze sociali, così da prevenire e curare fenomeni di emarginazione, povertà, solitudine e degrado». «Il disagio giovanile, le sacche di povertà, la difficoltà che i giovani incontrano nel formare una famiglia e nel mettere al mondo figli -rimarca il Papa- trovano un denominatore comune nell'insufficienza dell'offerta di lavoro, a volte talmente precario o poco retribuito da non consentire una seria progettualità. È necessaria un'alleanza di sinergie e di iniziative perché le risorse finanziarie siano poste al servizio di questo obiettivo di grande respiro e valore sociale e non siano invece distolte e disperse in investimenti prevalentemente speculativi». Mattarella si sofferma poi sui rischi legati a «fenomeni globali incontrollati, come il riscaldamento del pianeta» e ricorda come l'enciclica 'Laudato si'' abbia preceduto di pochi mesi l'Accordo di Parigi sul clima, «punto di partenza al quale non intendiamo abdicare».

IMPEGNO COMUNE SUI MIGRANTI. Nelle parole del Presidente della Repubblica e in quelle del Papa si susseguono reciproci rimandi a convincimenti ed espressioni richiamati sovente da entrambi, segno di una sintonia espressa anche nella scelta di non scambiarsi anticipatamente i rispettivi discorsi. Così quando Francesco elenca questioni che, «a causa della loro complessità, nessuno può pretendere di risolvere da solo», è automatico ricordare il monito ripetuto continuamente da Mattarella di fronte al «dramma dei migranti», che «richiede un comune impegno da parte della comunità internazionale», perchè «i grandi problemi di questa epoca, se affrontati con un approccio inadeguato e angusto e con scarsa lungimiranza, rischiano di travolgerci». E il Papa, dopo aver reso merito al «modo col quale lo Stato e il popolo italiano stanno affrontando la crisi migratoria», concorda sul fatto che «poche Nazioni non possono farsene carico interamente, assicurando un'ordinata integrazione dei nuovi arrivati nel proprio tessuto sociale. E' indispensabile e urgente che si sviluppi un'ampia e incisiva cooperazione internazionale».

CHIESA IMPEGNATA NELLA VITA NAZIONALE. La stessa collaborazione necessaria per rispondere alla tremenda sfida lanciata dal terrorismo. Mattarella a questo proposito ricorda il recente viaggio del Pontefice in Egitto, il colloquio con le autorità religiose islamiche dell'Università di El Azhar. «Parole, e gesti, che hanno rappresentato un passo decisivo verso una maggiore comprensione reciproca, verso la costituzione di un fronte comune nei confronti dell'estremismo e del fanatismo, di qualunque matrice esso sia». Rientrando nei confini nazionali, il Capo dello Stato e Francesco si soffermano sulla drammatica esperienza vissuta dalle popolazioni dell'Italia centrale colpite dai terremoti succedutisi dalla fine dell'estate scorsa fino all'inizio dell'inverno, prima di incontrare nei giardini del Quirinale una rappresentanza di scolaresche, alcune presenti anche nel salone dei Corazzieri, che il Papa invita ad andare «avanti con coraggio, sempre su». Mattarella sottolinea come la Chiesa, «in tutte le sue espressioni, dalle organizzazioni di volontariato ai movimenti laicali», sia stata «fortemente impegnata al fianco delle Istituzioni, per alleviare la sofferenza delle popolazioni interessate» dal sisma, esempio di «una presenza che risalta, in modo particolare, nei momenti più difficili della nostra vita nazionale». Manifestazione, conferma il Pontefice «di proficua collaborazione tra la comunità ecclesiale e quella civile». 

VERA DEMOCRAZIA RICHIEDE RESPONSABILITà. Una «instancabile azione, al fianco delle Istituzioni nazionali, nella più ampia riaffermazione dei valori di giustizia, equità, apertura e tolleranza sui quali si fonda la Repubblica», mette ancora in risalto Mattarella, che «contribuirà a rafforzare quel senso di comunità che nel nostro Paese è radicato e forte ma che, tuttavia, può incrociare, talvolta, un insufficiente spirito di concreta autentica convivenza». «Guardo all'Italia con speranza -è l'incoraggiamento di Bergoglio- che, se saprà avvalersi di tutte le sue risorse spirituali e materiali in spirito di collaborazione tra le sue diverse componenti civili, troverà la via giusta per un ordinato sviluppo e per governare nel modo più appropriato i fenomeni e le problematiche che le stanno di fronte». Tutto ciò, evidenzia il Capo dello Stato, rimanda anche e soprattutto alla «dimensione della responsabilità, chiamata a declinarsi, quotidianamente, all'interno delle Istituzioni», e che quindi coinvolge, aggiunge il Papa, «tutti coloro che hanno responsabilità in campo politico e amministrativo», dai quali «ci si attende un paziente e umile lavoro per il bene comune, che cerchi di rafforzare i legami tra la gente e le Istituzioni, perché da questa tenace tessitura e da questo impegno corale si sviluppa la vera democrazia».

PAPA: PREGHI PER ME. MATTARELLA: SONO COMMOSSO. Parole suggellate dalla calorosa e prolungata stretta di mano con la quale il Capo dello Stato e il Pontefice si salutano all'inizio della visita nel Cortile d'onore del Quirinale, in una atmosfera resa rumorosamente festosa dalla presenza delle scolaresche e dalle famiglie dei dipendenti della Presidenza della Repubblica, che va insolitamente al di là del rigido e algido protocollo previsto in queste occasioni. E che si ripete al momento del congedo del Papa: «Lei preghi per me e io lo faccio per lei», afferma Francesco, al quale Mattarella replica con un «sono commosso» particolarmente sentito. 

Il boss Graviano: Berlusconi mi chiese questa cortesia

«Berlusca mi ha chiesto questa cortesia... per questo è stata l'urgenza di... come mai questo qua, poi che successe, ero convinto che Berlusconi vinceva le elezioni in Sicilia, Berlusconi...». È quanto dice, senza sapere di essere intercettato, il boss Giuseppe Graviano, detenuto in carcere a un altro detenuto, Umberto Adinolfi, il 10 aprile del 2016. Gli atti delle intercettazioni sono adesso finiti nel dibattimento per la trattativa tra Stato e mafia. «Lui voleva scendere - dice ancora Graviano al suo interlocutore - però in quel periodo c'erano i vecchi e lui mi ha detto ci vorrebbe una bella cosa...».

Le intercettazioni, come annunciato dal pm Vittorio Teresi all'inizio dell'udienza di oggi, sono state registrate «durante le due ore di socialità» nel carcere di Ascoli «tra il marzo 2016 all'aprile 2017». Intercettazioni che sono state trascritte con alcuni omissis. «Questa attività di deposito - dice Teresi -  deve essere completata da supporti audio che stiamo predisponendo». Adinolfi è il boss di San Marzano sul Sarno, soprannominato ’a scamarda. Il pm Teresi ha anche chiesto l'audizione in aula del Boss Graviano. 

«...Poi nel 1993 ci sono state altre stragi ma no che era la mafia, la mafia, iddi ricinu (loro dicono ndr) che era la mafia, allora che fa il governo senza, ha deciso di allentare il 41bis, poi c'è la situazione che hanno levato pure i 450...», dice ancora Graviano, senza sapere di essere ascoltato, parlando con Adinolfi il 22 gennaio del 2016.

«Al Signor Crasto gli faccio fare la mala vecchiaia», un altro passaggio del colloquio in cui Graviano farebbe riferimento all'ex presidente del Consiglio. Quando lo definisce “crasto", cioè “cornuto", non fa il suo nome ma i magistrati del processo trattativa Stato-mafia, sono convinti che si tratti proprio di Berlusconi. E riferendosi proprio al Cav dice: «Trenta anni fa mi sono seduto con te, 25 anni fa mi sono seduto con te, giusto? Ti ho portato benessere, 24 anni fa mi arrestano e tu cominci a pugnalarmi». E ancora: «Tu lo sai che mi sono fatto 24 anni, ho la famiglia distrutta ... alle buttane glieli dà i soldi ogni mese. Io ti ho aspettato fino adesso ... e tu mi stai facendo morire in galera senza che io abbia fatto niente». «Ma pezzo di crasto - continua lo sfogo di Graviano - ma vagli a dire come sei al governo. Che hai fatto cose vergognose, ingiuste...».

Tra la fine del 1996 e l'inizio del 1997, mentre era al carcere duro, il boss avrebbe messo incinta la moglie. A raccontarlo è lo stesso capomafia di Brancaccio. «Dormivamo nella cella assieme», confida Graviano all'amico. «Ti debbo fare una confidenza - racconta prosegue il boss - prima di nascere il bambino, prima di incontrarmi con mia moglie, ho detto “no ci devo provare"». Il ragazzo oggi frequenta l'università.

GHEDINI: MAI NESSUN CONTATTO TRA BERLUSCONI E GRAVIANO. «Dalle intercettazioni ambientali di Giuseppe Graviano, depositate dalla Procura di Palermo, composte da migliaia di pagine, corrispondenti a centinaia di ore di captazioni, vengono enucleate poche parole decontestualizzate che si riferirebbero asseritamente al Presidente Berlusconi». Lo scrive in una nota l'avvocato Niccolò Ghedini, senatore di Forza Italia, dopo la pubblicazione delle intercettazioni in carcere de l boss Giuseppe Graviano. «Tale interpretazione è all'evidenza destituita di ogni fondamento non avendo mai avuto alcun contatto il Presidente Berlusconi né diretto né indiretto con il signor Graviano. Ogni illazione in proposito troverà adeguata risposta nelle sedi competenti», scrive Ghedini. «Che, del resto, il Presidente Berlusconi sia totalmente estraneo a fatti consimili è stato già ampiamente dimostrato in più sedi giudiziarie. È comunque doveroso osservare come ogni qual volta il Presidente Berlusconi sia particolarmente impegnato in momenti delicati della vita politica italiana e ancor più quando si sia nella imminenza di scadenze elettorali, si vota domenica in oltre 1000 comuni, appaiano nei suoi confronti notizie infamanti che a distanza di tempo si rivelano puntualmente infondate ed inesistenti ma nel frattempo raggiungono lo scopo voluto», conclude la nota. 

Neonato nel freezer, 40enne indagata per omicidio aggravato

È indagata per omicidio aggravato e occultamento di cadavere la 40enne che ha occultato il suo neonato, nato prematuro, nel freezer di casa sua dopo un probabile aborto. La donna si è presentata in ospedale a Ferrara martedì scorso con una emorragia grave, riferendo di essere caduta 4 giorni prima. I medici si sono accorti che poteva aver avuto un aborto o un parto prematuro. Per due giorni, come riferisce la polizia, gli agenti hanno cercato il corpo del neonato nella casa dove la donna abita con il marito e altri sei figli. «Le sue condizioni risultavano gravi e, seppure non in pericolo di vita, le hanno consentito di parlare solo ieri - ha spiegato ricostruendo la vicenda il dirigente della squadra mobile di Ferrara, Andrea Crucianelli -. Nel primo pomeriggio la donna si è risvegliata dal coma e, incalzata dalla polizia, ha pronunciato pochissime parole ammettendo che il feto si trovava in un congelatore a pozzetto che era in uno sgabuzzino dell'abitazione in cui lo avevamo cercato nei giorni precedenti. Non ha potuto dire altro perché molto provata e indebolita dalle terapie». La polizia è tornata nell'abitazione di Migliarino e, in uno stanzino totalmente in disordine come il resto della casa, ha trovato un congelatore, per arrivare al quale c'erano dei mobili a ostruire il passaggio e dei vestiti per nascondere la sua presenza. All'interno, aprendolo, la polizia ha visto che, all'interno di una busta, c'era un neonato che risultava di circa 40 cm in posizione fetale e pesava circa 3 chili, probabilmente lavato. Hanno subito sequestrato la stanza dove era stato trovato il congelatore. La donna, italiana, a quanto pare ha partorito il neonato in casa, senza aver rivelato a nessuno la sua gravidanza, facilitata dal sovrappeso, e poi ha nascosto il corpicino nel freezer a pozzetto, fra gli alimenti, in una casa caratterizzata da degrado e immondizia accatastata. Nessuno aveva idea delle condizioni in cui viveva la famiglia, col marito al lavoro in una impresa edile e i figli regolarmente a scuola. Gli agenti di polizia che hanno controllato il freezer dopo la sua confessione hanno visto sporgere un piedino tra il cibo. La donna si trova ancora in ospedale e sarà ascoltata dalla polizia e dal magistrato. Intanto è stata disposta l'autopsia d'urgenza sul corpo del feto, per stabilire se il bambino sia nato vivo o morto e in quale fase della gravidanza. A disporre l'autopsia la pm Isabella Cavallari. È già stato sentito il marito della donna che ha dichiarato di non essersi accorto di nulla. La famiglia non risulta segnalata ai servizi sociali. Proseguono le indagini della polizia che hanno anche l'obiettivo di accertare la situazione familiare. 

Cancro al seno, il Pascale unico in Italia per i test sul nuovo vaccino

Partirà nel 2018 un studio clinico internazionale per la sperimentazione di un vaccino contro il cancro del seno. Lo ha annunciato l'Istituto nazionale dei tumori di Napoli Fondazione G.Pascale, l'unico italiano fra i centri coinvolti. Il trial di fase III valuterà l'effetto del vaccino anti Globo H-KLH subito dopo l'intervento chirurgico al seno, come terapia adiuvante, in donne con tumore 'triplo-negativo', un sottotipo al momento trattato solo con la chemioterapia. I risultati preliminari, sulla base dei quali verrà condotto questo nuovo studio, sono stati presentati al recente congresso della Società americana di oncologia clinica (Asco), a Chicago. La sperimentazione principale sarà affiancata al Pascale da ulteriori studi di combinazione del vaccino con farmaci inibitori dei 'checkpoint' immunologici su pazienti in fase metastatica.

"I farmaci immunoterapici attuali, i cosiddetti inibitori dei checkpoint immunologici - spiega Michelino De Laurentiis, direttore dell'Unità operativa complessa di Oncologia senologica del Pascale - agiscono sostanzialmente rimuovendo il freno immunologico che il tumore tiene premuto per evitare di essere attaccato dal sistema immunitario. Ne consegue un'attivazione generica del sistema immunitario che ha il potenziale negativo di scatenare patologie autoimmunitarie nell'organismo. Una risposta che, proprio perché in qualche modo generica, non è sempre efficace contro il tumore". Secondo l'esperto, "questo è forse uno dei motivi per cui l'immunoterapia ha avuto finora successi limitati nelle forme tumorali meno immunogene, come il tumore della mammella. I vaccini terapeutici, invece, mirano a scatenare una risposta immunitaria altamente specifica contro il cancro, in teoria potenzialmente più efficace e con meno effetti collaterali".

Tav, treno Italo in avaria: 400 passeggeri bloccati per ore

Panico sulla linea ad alta velocità Napoli-Roma di 'Italo' quando, intorno alle 9:30, il treno si è fermato improvvisamente in aperta campagna, vicino ad Anagni. Ad allertare i carabinieri di Anagni i passeggeri che intorno alle 11:15, vedendosi chiusi all'interno dei vagoni, sotto un sole cocente, hanno deciso di dare l'allarme. Sul posto sono intervenuti immediatamente 14 militari della compagnia di Anagni che, vedendo i passeggeri, circa 400, chiusi all'interno del treno senza aria e presi dal panico hanno aperto alcune portiere del veicolo. I militari a scopo precauzionale hanno chiamato sul posto anche cinque ambulanze e due elicotteri con medici per soccorrere alcuni passeggeri colti da malore. Intorno alle 12:30 è giunto un altro treno che è riuscito ad attivare nuovamente il sistema di apertura delle porte. Un bambino di 3 anni cardiopatico è stato subito trasportato in elisoccorso all'ospedale Bambin Gesù di Roma mentre un altro di appena 20 giorni, a scopo precauzionale, all'ospedale di Anagni. Gli altri passeggeri hanno dovuto attendere fino alle 14 circa per iniziare le operazione di trasbordo su un altro treno. L'operazione, complicata a causa delle pietre intorno alle rotaie, è stata effettuata con l'ausilio dei vigili del fuoco.

Vaccini obbligatori, Mattarella firma il decreto

Firmato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella il decreto che introduce l'obbligatorietà delle vaccinazioni per andare a scuola . Lo si apprende da fonti del ministero della Salute, dove sta per iniziare una conferenza stampa in cui saranno spiegati i dettagli del provvedimento.

Per poter iscrivere i bambini a scuola basterà autocertificare l'avvenuta vaccinazione. Si avrà in questo modo il tempo di presentare la copia del libretto vaccinale entro il 10 luglio di ogni anno all'istituto scolastico. Lo prevede il decreto sull'obbligatorietà dei vaccini in vigore da domani. Lo stesso ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, in conferenza stampa a Roma per spiegare i dettagli del provvedimento, ha detto anche che la semplice presentazione alla Asl della richiesta di vaccinazione consente l'iscrizione a scuola, in attesa che la stessa azienda sanitaria provveda ad eseguire la vaccinazione (o iniziare il ciclo in caso di più dosi) entro la fine dell'anno scolastico.

Consip, vice comandante Noe indagato

La Procura di Roma ha iscritto sul registro degli indagati per depistaggio (reato introdotto nell'estate di un anno fa con 8 anni di reclusione previsti come pena massima) il colonnello Alessandro Sessa, vicecomandante del Noe nell'ambito dell'inchiesta sul caso Consip. Sessa, convocato dal pm Mario Palazzi e dal procuratore aggiunto Paolo Ielo per essere interrogato oggi pomeriggio, era gia' stato sentito a piazzale Clodio circa un mese fa come persona informata sui fatti in merito all'operato di Giampaolo Scafarto, il capitano del nucleo al quale sono addebitati due episodi di falso nell'informativa consegnata ai pm romani, e alla fuga di notizie che ha riguardato l'indagine e chiama in causa l'attuale ministro dello Sport Luca Lotti, il comandante generale dell'Arma Tullio Del Sette e quello della Toscana, Emanuele Saltalamacchia. I pm capitolini ritengono che Sessa abbia riferito il falso su una circostanza allo scopo di ostacolare o sviare l'inchiesta.

Napolitano: voto anticipato colpo alla credibilità del Paese

ROMA. «Vedremo il risultato di questa impresa di quattro partiti, anzi di quattro leader di partito, che agiscono sulla base della propria convenienza». Lo ha detto a proposito della legge elettorale il Presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano, a palazzo Giustiniani, nel corso del convegno “Europa, sfida per l'Italia". «È semplicemente paradossale discutere se possa sprigionare incertezza politica attorno all'Italia, di più l'andare a elezioni anticipate in autunno o all'inizio del prossimo anno. In tutti i paesi democratici europei si vota alla scadenza naturale delle legislature» ha continuato Napolitano. «Fare diversamente» rispetto alla durata naturale della legislatura «significa dare il massimo contributo negativo al consolidamento della credibilità politico-istituzionale del paese». «È semplicemente abnorme - ha aggiunto - che invece il giuoco e il patto extra-costituzionale sulla data del voto sia quasi diventato un corollario dell'accordo tra partiti sulla nuova legge elettorale, che già sembra destinata a rendere più difficile la governabilità del paese». «In questo funambolico passaggio dal francese al tedesco potevano risparmiarsi il gran galoppo del Parlamento in questo fine settimana» ha continuato. «Ora siamo di nuovo alle prese con il tema dell'instabilità di governo, e ciò è aggravato, sul piano dell'immagine e dei rapporti politici, dal prospettare, senza neppure offrirne motivazioni appena sostenibili, ipotesi di date per elezioni anticipate, e, in conseguenza, per scadenze di governo e parlamentari come la presentazione del bilancio dello Stato per il 2018».  «Cominciamo a rompere il fattore storico e attuale di incertezza politica costituito dalla fragilità e instabilità dei governi dando continuità, in piena autonomia, all'azione del governo in carica anziché metterne in dubbio la sopravvivenza, tuttora garantita da una maggioranza in Parlamento» ha spiegato Napolitano. «Lo spettro dell'instabilità governativa - ha sottolineato - è riaffiorato pochissimo dopo l'insediamento e il positivo avvio del nuovo governo Gentiloni: è da febbraio che hanno cominciato a inseguirsi voci e pressioni per elezioni anticipate “al più presto", e allora il rischio di una ingiustificata e irragionevole precipitazione è stato evitato dal consolidarsi del consenso, in Europa e in Italia, attorno al governo Gentiloni, e dal fermo richiamo del Presidente della Repubblica all'interesse generale e a una corretta prassi costituzionale».

Caso Consip, domani nuovo interrogatorio per Scarfato

ROMA. Sarà ascoltato domani dai pm di Roma il capitano del Noe Giampaolo Scafarto, indagato per falso nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti Consip. Scafarto, dopo l'interrogatorio del 10 maggio scorso, verrà sentito in tarda mattinata per approfondire alcune circostanze. A Scafarto viene contestato di aver riferito in un'informativa della presenza di soggetti legati ai servizi segreti nel corso di accertamenti svolti nell'ambito dell'inchiesta nonché di aver attribuito all'imprenditore Alfredo Romeo una frase - intercettata nel dicembre scorso - che sarebbe stata invece pronunciata da Italo Bocchino ("...Renzi l'ultima volta che l'ho incontrato"). 

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