Giovedì 18 Ottobre 2018 - 10:11

Esplode chiavetta Usb, poliziotto ferito

È giallo sull'esplosione di una chiavetta Usb che ha provocato il ferimento alla mano di un poliziotto negli uffici della Polizia giudiziaria di Trapani. L'ispettore di polizia stava verificando il contenuto della chiavetta Usb, fatta recapitare a una avvocata di Trapani nel settembre del 2016, quando quest'ultima è esplosa subito dopo esser stata inserita nel computer. Il plico era stato portato in Procura dal Presidente dell'Ordine degli avvocati nel settembre di due anni fa per denunciare che il mittente della lettera, inviata pochi giorni prima a una civilista, non apparteneva all'Ordine dei legali. La busta era rimasta ferma in Procura per due anni. Fino a ieri, quando il pm ha chiesto al poliziotto della Pg di occuparsi del plico. Subito dopo l'esplosione. L'ispettore ha subito la frattura di due dita mentre ha perso un pezzo di falange del pollice, che però è stato riattaccato all'ospedale di Marsala.

Caso Ronaldo, spunta Ruby

Non si placa la bufera scoppiata attorno a Cristiano Ronaldo, dopo le accuse mosse dalla modella Kathryn Mayorga sulla presunta violenza sessuale subita in un hotel di Las Vegas nel 2009. "Ci sono altre tre donne che accusano Cristiano Ronaldo" rivela ora al 'Sun' Leslie Stoval, l'avvocato che rappresentata Mayorga e che ha avviato un'azione civile contro il calciatore al tribunale distrettuale di Clark County, nel Nevada.

Secondo quanto spiegato dall'avvocato al tabloid inglese le tre donne - per ora anonime - avrebbero rilasciato diverse dichiarazioni. La prima sosterrebbe di essere stata violentata da Cristiano Ronaldo dopo una festa, la seconda di essere stata "ferita" da CR7 e la terza di aver firmato un accordo di riservatezza con il calciatore nel 2009, proprio come aveva fatto Mayorga. "Sto cercando di verificare queste informazioni" ha detto Stovall al tabloid inglese.

Ma c'è dell'altro. Il 'Sun' tira in ballo anche Karima El Mahroug, la Ruby Rubacuori già nota alle cronache italiane. Non è chiaro se Ruby sia tra le nuove accusatrici di Ronaldo ma il 'Sun' rispolvera le dichiarazioni rilasciate da Ruby ai magistrati italiani nel 2011, quando raccontò di aver ricevuto 4mila euro dal calciatore portoghese per dormire con lei quando aveva 17 anni.

Intanto, stando a quanto riporta il quotidiano portoghese 'Correio da Manha', il fuoriclasse della Juve è volato a Lisbona per incontrare gli avvocati che lo difendono dalle accuse di violenza sessuale avanzate da Mayorga.

Ospedale “Pederzoli”, una task force di specialisti per lanciare la sfida al tumore del pancreas

Si chiama Gom, Gruppo Oncologico Multidisciplinare, e ha l’obiettivo di trovare la migliore strategia per trattare al meglio il tumore al pancreas e in alcuni casi non operabili di renderlo candidabile alla chirurgia. A Peschiera del Garda (Verona) all’Ospedale “Pederzoli”, chirurghi, oncologi e non solo si sono riuniti in una task force multidisciplinare che grazie a questo approccio può aumentare il numero di casi operabili di tumore al pancreas. I numeri della letteratura parlano chiaro: 20-30% dei localmente avanzati.

La chirurgia non porta sempre alla guarigione e quindi alla cura del paziente, ma può arrivare dopo terapie quali la chemioterapia e la radioterapia che se somministrate come primo trattamento, possono avere un ruolo determinante nel migliorare la prognosi e recuperare il paziente alla chirurgia. Quindi, stabilire una giusta strategia fin dall’inizio diventa determinante ai fini del risultato. Il GOM è composto, oltre che dal team chirurgico, da diversi specialisti coinvolti nella cura del paziente: oncologi, radiologi, patologi, endocrinologi e gastroenterologi, che si confrontano collegialmente sul caso di ogni singolo paziente e ha lo scopo di rendere su misura l’approccio terapeutico migliore.

Considerata una delle più difficili, la chirurgia pancreatica, fino a circa 20 anni fa, era praticata in pochi centri in Italia o da singoli chirurghi che sceglievano di specializzarsi in questa branca.

Tra questi si colloca, il professor Paolo Pederzoli che ha contribuito a fondare la chirurgia pancreatica nel nostro paese ed è considerato un pioniere di questa specialità.

Il Professor Paolo Pederzoli, è stato il promotore dell’approccio multidisciplinare e ha spinto la chirurgia pancreatica a livelli d’eccellenza. “Ci insegnò il confronto culturale come base per la soluzione dei casi e lo studio approfondito come requisito per essere gli specialisti giusti per quel singolo paziente. Questo approccio è stato poi riprodotto i tutti i gruppi dove si è venuta a maturare la nostra professionalità” ha raccontato il dottor Giovanni Butturini, responsabile Unità di Chirurgia Pancreatica dell'Ospedale Pederzoli.

Attualmente l’incidenza dell’adenocarcinoma al pancreas è di 15 malati su 100mila abitanti, oggi la quarta causa di morte per tumore in Italia. Viene stimato che entro il 2030 si porterà al secondo posto. “Si tratta di una patologia che non può essere trattata da una sola figura professionale – ha commentato il professor Paolo Pederzoli – Per questo ho ritenuto importante che fossero coinvolti più specialisti per discutere un caso clinico complesso come può essere un tumore al pancreas. L’obiettivo è quello di individuare una strategia efficace condivisa in grado di trattare al meglio una patologia molto aggressiva”.

Anche la genetica sta facendo la sua parte per riuscire a trovare una terapia adeguata per patologie come il tumore al pancreas: “Il trattamento del cancro passa anche attraverso la genetica. – ha spiegato Aldo Scarpa, direttore U.O.C. Anatomia e istologia patologica dell’azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona -  Siamo in grado di leggere le alterazioni molecolari del DNA anche per quanto riguarda il cancro del pancreas  e quindi siamo in grado di distinguere dei sottogruppi . Finalmente, per quella piccola percentuale di pazienti circa il 20% in cui il cancro si dovesse ripresentare, anche dopo l’intervento chirurgico,  abbiamo delle cure specifiche. Si tratta di una novità recentissima, ci aspettiamo nel giro di un anno e mezzo, due al massimo di ottenere risultati preliminari della sottotipizzazione di questi tumori, e delle prove, quantomeno sperimentali, di risposte a farmaci diversi. Per questo stiamo immaginando di poter arrivare nelle cliniche nel giro di due anni al massimo”.

Sono stati fatti enormi passi avanti nella chirurgia pancreatica negli ultimi vent’anni e anche le tecniche di approccio si sono evolute, dalla chirurgia tradizionale si è passati alla mini-invasiva laparoscopica e poi alla robotica e infine alla visione chirurgia in 3D.  A questo proposito Peschiera del Garda (Verona) si conferma centro d’eccellenza perché trentacinque chirurghi potranno assistere al primo intervento in chirurgia open in diretta 3D, in occasione del IV Corso di chirurgia pancreatica organizzato dall’ospedale “P. Pederzoli” dal 1 al 3 ottobre.

“Per la prima volta c’è stata la possibilità di assistere ad interventi in chirurgia tradizionale, in 3D. – ha spiegato il dottor Roberto Girelli, responsabile del Centro terapie complementari del tumore al pancreas dell’Ospedale Pederzoli- Grazie all’utilizzo di una telecamera e di occhiali speciali, i partecipanti al corso avranno la possibilità non solo di avere una visione ingrandita e particolareggiata del campo operatorio, ma anche di tipo tridimensionale. Si tratta di un elemento che aggiunge grande qualità alla visione, esalta il gesto chirurgico e che darà ai partecipanti la sensazione di poter essere direttamente sul tavolo operatorio”.

Pattuglia della Stradale circondata e aggredita da migranti nel Foggiano

FOGGIA. Sabato pomeriggio nel corso di un servizio anticaporalato e contro l'immigrazione clandestina nelle campagne di “Borgo Mezzanone", vicino Foggia, agenti di una pattuglia della Polizia Stradale del Distaccamento di Cerignola, dopo aver fermato un gambiano che aveva cercato di investirli con l'automobile, sono stati accerchiati da numerosi altri cittadini stranieri e aggrediti a calci e pugni. In particolare, i poliziotti hanno prima ordinato l'alt a un'automobile che procedeva a forte velocità. Ma il conducente, poi identificato quale cittadino gambiano, ha tentato di investirli ed è fuggito. La pattuglia si è posta all'inseguimento della vettura che ha speronato l'auto di servizio. Dopo una  fuga avvenuta anche su strade interpoderali, la corsa del cittadino africano è terminata nei pressi di un insediamento abusivo, popolato da molti migranti, vicino al Centro accoglienza richiedenti asilo di Borgo Mezzanone. Scesi dall'auto i due agenti, dopo aver inseguito a piedi l'extracomunitario, lo hanno bloccato con grande difficoltà non solo per la sua violenta resistenza ma anche, per l'intervento di numerosi stranieri che hanno aggredito i due poliziotti. L'arrivo di altre pattuglie del Distaccamento di Cerignola, della Sezione di Foggia e dei Reparti Prevenzione Crimine ha fatto disperdere gli aggressori che hanno desistito. Il cittadino gambiano identificato per Omar Jallow, 26 anni, con vari precedenti penali, è stato arrestato. I due operatori del Distaccamento Polstrada di Cerignola hanno ricevuto le cure nell'Ospedale di Cerignola, rispettivamente con prognosi di 15 e 30 giorni.

Fiumicino, ferita alla nuca sul corpo di Maria

C'è una ferita alla nuca sul cadavere di Maria. E' quanto si apprende da una prima analisi condotta sul corpo della 39enne, trovato stamattina in un fosso all'altezza di via Castagnevizza a Fiumicino. Ancora non è chiaro se a causarlo sia stata una caduta accidentale o il colpo di un corpo contundente. A trovare il cadavere con il volto riverso nell'acqua e a dare l'allarme è stato un uomo che lavora in zona. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, la polizia, i carabinieri e il medico legale.

La scomparsa della donna era stata denunciata ieri dal marito Daniele Scarpati. Era stato lui stesso a lanciare un appello social per trovare Maria. Su Facebook aveva scritto, prima del tragico epilogo: "Aiutatemi, è da stamattina alle 10 che non si hanno notizie di mia moglie. E' sparita nel nulla, aiuto". Post a cui sono seguiti centinaia di messaggi di cordoglio non appena si è diffusa la notizia del ritrovamento del corpo della signora.

Il riconoscimento è stato fatto dal fratello di lei. Sarà ora l'autopsia a chiarire la dinamica dell'accaduto

«Apriteci la strada», rabbia sfollati a Genova

"Liberate la Valpolcevera" su uno degli striscioni principali portati in piazza questa mattina a Genova e un regalo per il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli, in visita nel capoluogo ligure: un modellino di ponte Morandi, raffigurato con dietro un muro, ad indicare la città tagliata in due dopo il crollo del viadotto. Chiedono risposte concrete e chiedono di essere liberati dall'isolamento i cittadini e commercianti della Valpolcevera, la vallata del quartiere di Certosa e della zona rossa del Morandi, che oggi sono scesi in piazza senza bandiere, tutti insieme per far sentire la voce della città che cerca di reagire e di ripartire dopo il disastro.

Circa 3-400 persone si sono radunate in piazza Caricamento per il corteo. "Siamo operai, commercianti, imprenditori, associazioni sportive e pubbliche assistenze", spiegano i manifestanti al microfono. "Aprici la strada", intonano dalla piazza i partecipanti che chiedono la riapertura di una viabilità di sponda sul Polcevera. "Abbiamo una cosa da dare al ministro Toninelli - dicono gli organizzatori ai megafoni - la prossima volta che va da Bruno Vespa. Un modellino di Certosa. Siamo dietro un muro". "Siamo sfollati nei servizi, poi ci sono gli sfollati del lavoro, tutti insieme senza bandiere, senza distinzioni", proseguono i manifestanti.

TONINELLI - In conferenza stampa nella sede della prefettura, insieme alla commissaria europea ai Trasporti Violeta Bulc, Toninelli parla del dl. "E' un decreto che sarà migliorato ma che invito a non contestare - dice il ministro delle Infrastrutture - perché è scritto non solo con il cuore vicino a Genova ma anche con una tecnica giuridica che permetterà al commissario straordinario di poter lavorare bene senza preoccuparsi di quei ricorsi che se avessimo scritto il dl meno bene ci preoccuperebbero". "Il governo - rimarca ancora il ministro - è impegnato dal 14 agosto, giorno e notte, per ridare a Genova quella normalità perduta".

TOTI - "Speriamo che il decreto sia scritto anche con il cervello - risponde il governatore Giovanni Toti - Non sono un giurista, i ricorsi purtroppo sono un male endemico del nostro Paese. Ci auguriamo tutti che il decreto sia a prova di ricorsi ma lo verificheremo purtroppo sulla nostra pelle tra pochissimo".

UE - La commissaria Bulc dal canto suo assicura che "l'Europa è pronta a fare la propria parte per aiutare Genova e la Regione per garantire e ridare il futuro", "la Ue è qui con voi, dobbiamo agire e ridare la piena operatività alla regione". "Ho appreso con favore la nomina del commissario straordinario, un primo importante segnale - sottolinea - L'altro segnale importante durante il colloquio con il ministro è che verrà creata l'Agenzia nazionale per la sicurezza delle Infrastrutture, che sarà operativa dall'1 gennaio". "Ringrazio la Commissione Europea, è importante che sia qui. Questa è l'Europa che piace al sottoscritto e a questo governo - commenta Toninelli - Una Commissione che si cala nei popoli, ne ascolta le necessità e bisogni e apprezzo molto la sua vicinanza".

Hacker italiano dentro la Nasa

Perquisizione informatica nei confronti di un 25enne di Salò, ritenuto responsabile della violazione di 60 siti istituzionali, nonché di otto domini collegati alla Nasa (National Aeronautics and Space Administration), la cui home page fu sostituita mediante la tecnica del 'defacement' nel 2013.

E' quanto hanno eseguito investigatori della Polizia Postale e delle Comunicazioni, su disposizione della Procura della Repubblica di Brescia, in seguito alla rivendicazione fatta sui social network in cui l'hacker si è vantato di essere appartenente alla cosidetta crew 'Master Italian Hackers Team', comunità già nota per aver perpetrato numerosi attacchi a vari siti istituzionali di enti territoriali, fra cui quelli della Polizia Penitenziaria, di alcune provincie della Toscana e della Rai.

Dopo aver violato i sistemi di sicurezza dei domini collegati alla Nasa, la notorietà della crew ha raggiunto popolarità internazionale, tanto da avere attratto sui propri componenti l’attenzione degli uomini del Cnaipic, organo del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni, i quali hanno dato inizio all’attività d’indagine finalizzata all’individuazione dell’autore della rivendicazione.

L'AMMISSIONE - Le indagini sono così sfociate in una perquisizione che ha portato al sequestro di dispositivi informatici il cui contenuto ha permesso di acquisire importanti elementi utili. Posto di fronte alle contestazioni e all’evidenza degli elementi acquisiti, il giovane ha ammesso le proprie responsabilità di fronte agli investigatori della Postale.

La complessa e articolata attività d’indagine, diretta dalla Procura della Repubblica di Brescia, grazie al coordinamento del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni di Roma, ha permesso agli investigatori di individuare l’autore dell’attacco nei confronti della Nasa e acquisire ulteriori elementi tali da potergli attribuire la violazione di almeno altri 60 siti istituzionali del Paese. Alle contestazioni, il responsabile non ha potuto far altro che ammettere le proprie responsabilità.

CR7 e il presunto stupro: spunta l'accordo segreto

Un accordo messo nero su bianco con cui Cristiano Ronaldo avrebbe comprato il silenzio di Kathryn Mayorga sulla presunta violenza subita dalla donna in un hotel di Las Vegas nel 2009. E' quanto pubblicato oggi dalla rivista 'Der Spiegel', che la settimana scorsa ha sollevato il caso diffondendo le accuse della modella statunitense. Nei documenti firmati nel gennaio 2010, a pochi mesi dal presunto stupro, la Mayorga si impegnava a tacere sull'accaduto dietro un compenso pari a 375mila dollari, accettando così di far cadere tutte le accuse. Dal canto suo Ronaldo, oltre al versamento della somma, accettava di fornire alla donna i risultati di un test all'Hiv.

Secondo quanto ricostruito dalle Spiegel, poche ore dopo la presunta violenza la ragazza si sarebbe recata dalla polizia per denunciare il caso, rifiutandosi però di fare nomi, parlando genericamente di un celebre atleta. Ora, a nove anni di distanza, la stessa Mayorga ha raccontato di aver taciuto per "paura di essere attaccata dai fan" del calciatore portoghese e di aver trovare il coraggio di uscire allo scoperto solo in seguito al movimento #MeToo.

Tanto che ora Ronaldo è oggetto di una causa civile depositata dall'accusatrice in un tribunale distrettuale del Nevada la scorsa settimana, sebbene il calciatore juventino abbia sempre negato le accuse. "Considero lo stupro un crimine abominevole contrario a tutto ciò che sono e in cui credo - ha scritto qualche giorno fa su Twitter, respingendo le accuse mosse a suo carico - Non alimenterò il circo mediatico, creato da coloro che vogliono cercare di promuoversi a mie spese. Aspetterò con serenità l'esito di qualsiasi tipo di indagine - ha aggiunto il cinque volte pallone d'oro - perché nulla pesa sulla mia coscienza".

Litiga con la moglie e butta la figlia di 6 anni dal balcone

Ha lanciato dal balcone la figlia di sei anni e ha accoltellato il più grande di circa 10 anni. E' quanto avvenuto in una palazzina in via XXV aprile, al quartiere Paolo VI di Taranto, dove - riferisce 'La Gazzetta del Mezzogiorno - un uomo avrebbe tentato di uccidere i figli al termine di una lite con la moglie. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, l'uomo avrebbe accoltellato il figlio più grande di 10 anni per poi lanciare la figlia più piccola di appena sei anni dal balcone del terzo piano della palazzina in cui vive la famiglia. I piccoli sono stati trasportati subito al pronto soccorso del Santissima Annunziata: la bimba è in gravissime condizioni mentre le condizioni del fratello non desterebbero grande preoccupazione. L'uomo, bloccato da alcuni vicini attirati dalle grida, è stato arrestato.

Perugia-Assisi, in migliaia alla marcia della pace

E' partita sotto la pioggia battente la marcia della pace Perugia-Assisi con l'organizzatore, Flavio Lotti, che ha chiesto il Nobel per la pace al sindaco di Riace, Mimmo Lucano. "Se c'è un motivo per cui oggi siamo qui - dice Lotti - è perché quello che sta succedendo attorno a noi è insopportabile: basta violenza, cattiveria, e attacco ai diritti fondamentali delle persone, basta attaccare chi salva le vite in mare, chi accoglie. Al sindaco di Riace - ha sottolineato Lotti - chiediamo che venga dato il Nobel per la pace, ci impegnamo perché il prossimo Nobel per la pace sia dato proprio al modello Riace".

"La pace non è data per sempre ma va difesa ogni giorno dal clima d’odio e dagli spacciatori di paura. Oggi partecipo alla Perugia Assisi per difendere i valori di una sana democrazia", scrive in una nota l'ex presidente della Camera ed esponente di Leu, Laura Boldrini, seguita poco dopo da Pietro Grasso: "In marcia con migliaia di persone che non si arrendono di fronte all'egoismo e alle disuguaglianze. Ci siamo oggi e ci saremo ogni giorno in cui servirà difendere la pace e la fratellanza", scrive l'ex presidente del Senato su Twitter.

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