Giovedì 18 Ottobre 2018 - 9:55

Bere molto caffè allunga la vita

ROMA. Bere molto caffè non ha solo conseguenze negative. Fermarsi spesso al bancone del bar ha anche benefici, come sostiene una revisione sistematica che ha preso in considerazione numerosi studi condotti negli ultimi anni. I risultati, diffusi in occasione dell'International Coffee Day che si celebra oggi 1 ottobre e ripresi dall''Independent', sono infatti a favore della bevanda, che allungherebbe la speranza di vita e proteggerebbe dal cancro al fegato e alla prostata e dal diabete di tipo 2. Per contro, un consumo elevato di caffè aumenterebbe il rischio di tumore del polmone ed è da limitare durante la gravidanza o se si soffre di pressione alta. E' importante tuttavia notare che la gran parte delle ricerche sul caffè deriva da studi osservazionali che misurano gli effetti considerando la bevanda in associazione ad altri fattori e non come componente principale.

Ecco, nel dettaglio, quali sono i benefici della bevanda emersi dalla review:

1) Aspettativa di vita più lunga. Chi beve abitualmente molto caffè ha un rischio del 14% inferiore di morire prematuramente rispetto a chi ne consuma di meno. Una o 2 tazzine al giorno riducono il rischio dell'8%, mentre chi preferisce il decaffeinato dovrà berne tra le 2 e le 4 per avere un rischio del 14% inferiore rispetto a chi non ne consuma affatto;

2) Minor rischio di ammalarsi di cancro al fegato. Ogni tazzina quotidiana comporta un -14% di rischio, soprattutto negli uomini. I ricercatori hanno dimostrato infatti che alcune componenti naturali del caffè, come il kahweol e il cafestol, proteggono dal cancro e dalle infiammazioni in generale. La bevanda sembra così essere in grado di regolare i percorsi biochimici del fegato, proteggendo il corpo dalle tossine, inclusa l'aflatossina e le altre componenti cancerogene;

3) Meno diabete di tipo 2. Con 3 o più tazzine al giorno il rischio di contrarre la malattia si abbatte del 21% rispetto a chi consuma poco caffè o non ne fa uso. Se si superano le 6, la percentuale di rischio scende addirittura di un terzo. Il caffè riduce infatti lo stress ossidativo e contiene acido clorogenico che incrementa il metabolismo del glucosio e la sensibilità all'insulina, e acido caffeico che ha proprietà antinfiammatorie.

4) Minor rischio di cancro alla prostata. Chi beve molto caffè ha il 10% di rischio in meno di ammalarsi rispetto a chi ne prende meno. Per ogni 2 tazzine extra, il rischio di cancro scende del 2,5%. Tuttavia, una volta contratto il tumore, la bevanda non ha nessun fattore protettivo.

Le ragioni per limitare il consumo di caffè sono invece:

1) Maggior rischio di cancro al polmone. Due tazzine extra al giorno aumentano dell'11% il rischio di contrarre il tumore, mentre i grandi bevitori hanno una percentuale di rischio del 27% maggiore. Va meglio con il decaffeinato, che invece ridurrebbe del 34% il rischio. Tuttavia, i risultati sono basati su appena 2 studi;

2) Sconsigliato il consumo in gravidanza. Gli esperti cercano di dissuadere le donne incinte dal consumo eccessivo di caffè. Per l'American College of Obstetricians and Gynecologist la dose corretta non deve superare i 200 milligrammi al giorno, pari a 1-2 tazzine;

3) Aumento del rischio cardiovascolare. Bere molto caffè, infine, può avere come conseguenza nel breve periodo la pressione alta e l'aumento dei livelli di omocisteina, entrambi fattori di rischio cardiovascolare. Tuttavia, non sono stati dimostrati effetti nel lungo periodo. Chi normalmente soffre di pressione alta, chi non è abituato a consumare la bevanda, i bambini o gli anziani possono essere più sensibili alla caffeina presente nelle bevande energetiche. In questi casi sono da preferire le bibite decaffeinate.

Due cadaveri in casa,
sono madre e figlio

MILANO. I corpi di due persone, madre e figlio, di 70 e 50 anni, sono stati trovati in un appartamento di Binasco, comune alle porte di Milano. A dare l'allarme, preoccupati perché non vedevano più i due, sono stati i vicini di casa che si sono rivolti ai carabinieri. I militari, aiutati dai vigili del fuoco, sono entrati nella casa, chiusa dall'interno, e hanno trovato i due cadaveri. Secondo i primi accertamenti l'abitazione sarebbe in ordine e non ci sarebbero tracce di sangue. Sul corpo di madre e figlio, inoltre, non sarebbero visibili segni di violenza. Al momento sono ancora in corso gli accertamenti degli inquirenti e del medico legale. Allo stato non si esclude nessuna ipotesi anche se i primi indizi farebbero pensare ad un omicidio-suicidio.

Aids, team italiano scopre difesa naturale contro il virus

ROMA. A 35 anni dall'identificazione del virus responsabile dell'Aids che ha causato nel mondo più di 39 milioni di decessi, ancora non esistono né una cura risolutiva né un vaccino efficace. Uno studio condotto da Massimo Pizzato e dal suo gruppo di ricerca presso il Centro per la biologia integrata (Cibio) dell'università di Trento apre ora nuove prospettive. I ricercatori hanno infatti scoperto l'esistenza nelle cellule di un potentissimo inibitore naturale dell'infezione virale, chiamato Serinc5, in grado di neutralizzare l'Haiv e altri virus simili. La capacità dei virus di infettare le cellule dipende dalla loro abilità di eludere questa difesa naturale, finora sconosciuta.

 
Da più di 20 anni è noto che la capacità di Haiv di causare l'Aids dipende dalla presenza di un suo componente, detto Nef, che rende il virus molto infettivo. I ricercatori hanno ora capito che Nef agisce permettendo al virus di eludere proprio l'attività antivirale di Serinc5, rendendolo così estremamente aggressivo.

«Quando una cellula è infettata con Haiv inizia a produrre nuovo virus necessario per disseminare l'infezione a tutto l'organismo - spiega Pizzato - Serinc5 è situato sulla superficie delle cellule e attende che il virus esca da queste per inserirsi al suo interno e renderlo incapace di infettare nuove cellule. L'infezione così non si può propagare. Tuttavia, nella continua guerra ingaggiata con le cellule, i virus hanno compiuto un passo in più, vincendo per ora la battaglia. Infatti, con la sua proteina Nef, l'Hiv ha acquisito la capacità di rimuovere Serinc5 dalla superficie della cellula eludendo la sua azione antivirale».

La scoperta risolve dunque un mistero scientifico nella ricerca sull'Hiv durato più di 20 anni e rimasto fino a pochi giorni fa totalmente insoluto, malgrado le ricerche ininterrotte di molti altri laboratori in diverse parti del mondo. Questi risultati suggeriscono ora una nuova prospettiva nella lotta contro l' Aids. «La nostra scoperta espone un tallone d'Achille del virus»», continua Pizzato. «Serinc5 è un agente estremamente potente. Stiamo ora lavorando per renderlo 'invisibile' all'Hiv e quindi per generare una difesa che il virus non possa più eludere. A quel punto avremo compiuto noi un passo fondamentale più avanti del virus».

«Questo successo, davvero epocale, di Massimo Pizzato e del suo gruppo - commenta il direttore del Cibio Alessandro Quattrone - è stato reso possibile da una efficiente implementazione presso il centro di nuove tecnologie per la lettura dei genomi, il che conferma quanto il continuo aggiornamento tecnologico sia l'unico modo per stare al passo in un campo ipercompetitivo come quello della ricerca biomedica. Dopo anni di importanti investimenti possiamo dire che l'università di Trento, per questo e per altri contributi, è riconosciuta a livello mondiale nello studio delle malattie».

In concomitanza con lo studio dell'ateneo italiano, il laboratorio di Heinrich Gottlinger della University of Massachussetts ha ottenuto gli stessi risultati usando una diversa metodologia, rafforzando dunque la portata e la significatività della scoperta. I risultati di entrambi gli studi sono pubblicati indipendentemente nello stesso numero di 'Nature'.

Maltempo, Sardegna sott'acqua: allarme rosso

CAGLIARI. La Sardegna è sotto un acquazzone persistente da tutta la notte, soprattutto nel Campidano e nel Nuorese, ma non si sono registrati incidenti. Situazione critica a Torpè (Nu) dove già da ieri sono state fatte evacuare precauzionalmente cinque abitazioni di altrettante famiglie nella parte bassa del paese. Nel corso della notte è stata riaperta la Ss 195 ‘Sulcitana’ tra il km 12 e il km 18, chiusa ieri pomeriggio per presenza di fango sulla sede stradale. Interventi dei vigili del fuoco nella norma, considerata l’emergenza dell'allerta rossa in tutta l'isola.

Restano comunque chiuse per l’intera giornata di oggi tutte le scuole di ogni ordine e grado, a Cagliari e Nuoro, e in alcuni casi anche fino a domani come a Sassari, Olbia, Oristano, e in alcuni centri del Campidano e del sassarese.

«Sulla base delle informazioni acquisite dalla rete fiduciaria in telemisura nell'ultima ora – si legge nel bollettino della Protezione Civile delle 7 di stamani - si segnala che persistono precipitazioni nell'area costiera della Gallura con cumulato massimo di 8 mm registrato dal pluviometro di Golfo Aranci e cumulati di 3,6 mm registrati dai pluviometri di Monte Petrosu e La Maddalena. Sono in atto precipitazioni di minore intensità anche nella zona di Siniscola e nell'area di Cagliari. Le misure di livello nei corsi d'acqua monitorati non hanno subito variazioni degne di interesse».

Per quanto riguarda l’aggiornamento dai presidi territoriali la Protezione civile spiega che «i livelli dei corsi d'acqua monitorati non hanno subito variazioni degne di interesse. I gestori degli invasi non hanno finora segnalato manovre di rilascio. Tuttavia gli stessi non hanno escluso eventuali manovre nelle prossime ore».

Ora l'Isis mette la foto del "Papa crociato" sulla sua rivista

CITTA' DEL VATICANO. Il «Papa crociato» sulle pagine di Dabiq, la rivista propagandistica del Califfato. È quest'appellativo, «crusader pope», che compare sotto la fotografia a tutta pagina di Papa Francesco in compagnia di esponenti religiosi islamici che vengono definiti 'studiosi governativi apostati', pubblicata sull'ultimo numero di 'Dabiq', il magazine propagandistico dell'Isis. La circostanza non è naturalmente sfuggita agli apparati di Intelligence, che ad una prima analisi tendono a considerare la pubblicazione della foto «un tentativo surrettizio di cavalcare la popolarità del pontefice indicando una figura simbolica nel tentativo di aggregare il più vasto numero di persone possibile. Non si tratta - precisano all'Adnkronos fonti qualificate - del preannuncio di un'azione. Qui siamo nel campo della propaganda contro coloro che vengono definiti i nemici dell'Islam, una sorta di 'benedizione' rivolta ai cosiddetti 'cani sciolti' più che un progetto di azione concreta».

 
Di sicuro, viene rilevato, «siamo di fronte ad un upgrading propagandistico», perché finora le invettive contro il 'papa crociato' erano state ospitate sui social o su siti non ufficiali e non avevano ancora conquistato le pagine web della rivista ufficiale dell'Isis.

La rivista online Dabiq è considerata un vero e proprio pilastro del 'Jihad 2.0', che ha come obiettivo principale quello di riuscire ad accreditare l'Isis come un vero e proprio Stato di diritto. Un esempio tra i tanti del fervore propagandistico del Califfato sul web, frutto dell'impegno quotidiano di almeno tremila -secondo le ultime stime- 'guerrieri del CyberJihad'.

Il nome della rivista ha un significato simbolico: la testata fa riferimento alla battaglia di Marj Dabiq, in Siria, combattuta nell'agosto del 1516, che determinò l'inizio della supremazia degli Ottomani. La prima edizione del magazine, intitolata 'Il ritorno del Califfato', venne diffusa il 29 giugno dello scorso anno in concomitanza con l'autoproclamazione del Califfato islamico.

Carabiniere uccide la moglie, poi tenta il suicidio

ROMA. Un carabiniere di 48 anni ha ucciso la moglie davanti a una scuola di Albano, in provincia di Roma. La moglie, che faceva l'insegnante, aveva 47 anni. L'uomo l'ha attesa davanti all'istituto e le ha sparato rivolgendo poi l'arma contro se stesso. Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Albano e Castel Gandolfo. Il 48enne è stato soccorso dal 118 e trasportato al pronto soccorso di Albano, dove si trova in gravissime condizioni.

Incendio a Torre
del Greco

TORRE DEL GRECO. Paura a Torre del Greco. Un vasto incendio sta interessando la parte a Sud della città. Non sono ancora chiare né le cause né le effettive proporzioni dell'incendio, ma una grossa nube nera è chiaramente visibile. Sul posto sono giunti i vigili del fuoco.

Farmaci, spesa choc per il Ssn: 30 miliardi nel 2019

ROMA. La ricerca farmaceutica sta dando i frutti sperati e nel giro di pochi anni cure efficaci per malattie a oggi non trattabili saranno disponibili sul mercato. Ma il sistema sanitario italiano potrebbe non essere in grado di sorreggerne il peso, dal punto di vista dell'impegno finanziario necessario a ripagare farmaci più costosi. La spesa potrebbe infatti sfiorare i 30 miliardi di euro fra soli 4 anni. A questo tema I-Com, Istituto per la competitività, dedica il Rapporto 'La grande scommessa dell'innovazione farmaceutica', presentato oggi a Roma.

«Nello studio - commenta Stefano da Empoli, presidente di I-Com - abbiamo rilevato come la spesa sanitaria pubblica si collochi ancora sotto la media europea, nonostante tra il 1990 e il 2014 sia aumentata del 166,8% in termini nominali e del 41,6% in termini reali, con un out-of-pocket, cioè la spesa direttamente a carico dei cittadini, che già oggi è uno dei più elevati nella Ue. Di fronte all'ondata di farmaci innovativi a cui assisteremo nei prossimi anni, la scelta per i protagonisti della filiera della salute è duplice e senza appello: mettere a punto un sistema di governance condiviso, accettando la sfida dell'innovazione, oppure soccombervi rinunciando alla sostenibilità del Ssn o al suo carattere universalistico». Il rapporto I-Com mette in luce tre possibili scenari, che descrivono in cifre i costi a cui il Ssn potrebbe andare incontro. Tutti i dati sono stati elaborati a partire dai rilievi di spesa farmaceutica 2011/2014 e dalle previsioni di spesa contenute nel Def 2015.

Scenario di base: alle condizioni vigenti, il tasso di crescita della spesa farmaceutica totale passerebbe dal +0,3% del 2015 al +2% del 2019, a 28,8 miliardi di euro. Secondo questa proiezione, nel 2050 si arriverebbe a un valore di 60 miliardi.

Scenario intermedio: ipotizzando per l'Italia un tasso di crescita medio annuo della spesa del 2% (in linea con la stima Ims Health per i primi 5 Paesi Ue), la spesa farmaceutica totale sarebbe pari a 29,4 miliardi di euro nel 2019.

Scenario elevato: ipotizzando per l'Italia un tasso di crescita medio annuo della spesa del 2,2% (in linea con la stima The Economist Intelligence Unit per l'Europa occidentale), la spesa farmaceutica totale salirebbe a 29,7 miliardi nel 2019.

Dalle tre prospettive, quello che emerge è che variazioni di anche pochi decimi di punto percentuale nel tasso di crescita medio annuo ingenerano un impatto dirompente sulla spesa farmaceutica, con un incremento di molte centinaia di milioni di euro. Senza dimenticare che, dal 2020 in poi, il tasso di crescita potrebbe impennarsi ulteriormente, con un vero e proprio 'effetto tsunami' sul Ssn.

«L'innovazione - sottolinea Davide Integlia, direttore Area Innovazione di I-Com - è una leva potente per la riduzione dei costi della sanità nel lungo periodo, ma ogni nuova scoperta rappresenta un costo in più nell'immediato. Un costo che, in termini di aggregato, sembra non essere sostenibile per le finanze del Ssn. È su questo banco di prova che le istituzioni dovranno cimentarsi, nell'individuare un possibile equilibrio tra le ragioni dell'innovazione e del diritto alle cure e quelle dei vincoli di bilancio. Considerando, ad esempio, nuovi modelli di programmazione pluriennale, evoluzioni del sistema di pricing&reimboursement con formule di rimborso legate all'evidenza di efficacia dei trattamenti innovativi e semplificazioni di misure non sempre coerenti tra loro».

In questo modo, secondo Integlia "si potrebbe far fronte allo shock del fabbisogno di spesa sanitaria che nei prossimi 10 anni sarà prodotto proprio dall'introduzione di nuove possibilità di cura. Su questo terreno si baserà la capacità per le istituzioni di recuperare fiducia e credibilità agli occhi dei cittadini".

I-Com ricorda che nel 2014 la spesa sanitaria ha registrato una incidenza del 6,9% sul Pil, in aumento dello 0,1% sul triennio precedente; la spesa sanitaria out-of-pocket, a carico di famiglie e cittadini, è arrivata a 33 miliardi di euro: sempre più italiani ricorrono al privato per le prestazioni sanitarie, dal momento che il sistema esclude o limita l'erogazione di un numero crescente di cure. La spesa farmaceutica territoriale pubblica è passata da 8.171 milioni del 1990 a 14.237 milioni nel 2014. Proprio questa voce di spesa è stata oggetto, negli anni, di un incisivo processo di controllo e razionalizzazione, anche attraverso l'introduzione dei farmaci generici.

Questa politica ha avuto un impatto diretto sulla spesa farmaceutica privata, in costante aumento: nel 2014 la spesa a carico dei cittadini è stata pari a 8.161 milioni; infine, nel periodo 2000-2014, la spesa per i farmaci cardiovascolari a carico del Ssn è stata di circa 4 miliardi. Questo cluster rappresenta la categoria terapeutica maggiormente prescritta e con volume di spesa più elevato; nel 2014, i farmaci antineoplastici e immunomodulatori hanno raggiunto quota 3.647 milioni a carico delle strutture sanitarie pubbliche; dal 2000 ad oggi, i farmaci per il sistema nervoso centrale hanno registrato il maggiore incremento di spesa (+155%): in termini assoluti è variata dai 547 milioni del 2000 ai 1.396 milioni del 2014.

Roma, altro autista di bus aggredito e ferito

ROMA. Nuova aggressione a un autista di bus nella Capitale. Ieri pomeriggio, intorno alle 18.45, l'autista in servizio sulla linea Tpl 051 all'altezza di via don Primo Mazzolari a Ponte di Nona è rimasto ferito al volto da alcune schegge di vetro dopo che un passeggero ha colpito con un pugno la porta della cabina dell'autista. Il passeggero aveva chiesto all'autista di modificare il percorso del bus e al suo rifiuto aveva scatenato la sua rabbia tirando un pugno contro la porta a vetri. Poi approfittando dell'apertura delle porte si è allontanato. Ma i carabinieri dopo aver ascoltato l'autista e gli altri viaggiatori sono riusciti, intorno alle 22, a identificare e rintracciare l'uomo, un romano di 22 anni, ora agli arresti domiciliari in attesa di essere giudicato con il rito direttissimo.

Blitz a Ventimiglia, sgomberata tendopoli degli immigrati

VENTIMIGLIA. Sgomberata dalle forze di polizia la tendopoli nella pinetina davanti alla barriera di San Lodovico, a Ventimiglia, occupata per protesta da mesi dagli immigrati bloccati al confine con la Francia e dai no border che manifestano con loro. Circa 150 persone in tutto. Le forze dell'ordine sono intervenute questa mattina verso le sei, su richiesta della magistratura, che ha disposto il sequestro dell'area ma hanno trovato la pineta già libera. In questo momento una ruspa sta liberando il terreno dai rifiuti abbandonati da dimostranti, una quantità ingente che viene caricata su camion e portata via. L'operazione era richiesta da tempo dalla cittadinanza e dall'amministrazione. Una cinquantina di occupanti, più no border che migranti, si è trasferita sulla scogliera, buona parte dei migranti è andata in zona stazione, dove da mesi la Croce Rossa gestisce un centro di prima accoglienza che offre da dormire, pasti, servizi igienici e controllo medico. Alcuni degli occupanti sono stati accompagnati in commissariato per l'identificazione.

Sindaco Ventimiglia: sgombero chiesto da tempo. «Era una misura chiesta da tempo anche dalla popolazione». Così il sindaco di Ventimiglia, Enrico Ioculano. «Finalmente - dichiara Ioculano all'Adnkronos - la magistratura ha deciso il sequestro dell'area. Ventimiglia è accogliente e solidale e lo ha dimostrato in tutti questi mesi, da giugno a oggi, chi vuole può essere accolto nel centro della Croce Rossa, ma non era accettabile che a questa disponibilità si rispondesse occupando un'area della città, creando disagio ai cittadini per una manifestazione fine a se stessa».

Salvini: bene sgombero, ora espulsioni. «Sgomberati dopo mesi gli immigrati e i centri sociali accampati sugli scogli a Ventimiglia. Meglio tardi che mai. Ora aspettiamo espulsioni». Così su twitter il segretario della Lega Nord Matteo Salvini.

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