Martedì 19 Settembre 2017 - 20:54

Vaccini, scuole potranno inviare elenchi iscritti alle Asl

Da oggi gli istituti scolastici e i servizi educativi per l'infanzia potranno trasmettere gli elenchi degli iscritti alle Asl competenti per territorio per consentire la verifica della regolarità vaccinale senza aggiungere oneri burocratici a famiglie e pubblica amministrazione. È questa la decisione del Garante della Privacy che ha adottato «un provvedimento urgente - con valenza generale - per consentire un trattamento dei dati non previsto dalla normativa sui vaccini se non prima del 2019».

La decisione, si legge in una comunicazione del Garante, «risponde alla richiesta dell'Ufficio scolastico regionale per la Toscana e di numerose altre amministrazioni su scala nazionale che hanno manifestato l'intenzione di effettuare uno scambio automatico di dati sulla regolarità vaccinale - anche in assenza di una specifica norma che lo consentisse - al fine di favorire il rispetto degli obblighi vaccinali nei termini previsti dalla legge. In considerazione dell'esigenza segnalata e dell'imminente avvio dell'anno scolastico, il Garante ha adottato con procedura urgente un procedimento a valenza generale che autorizza una comunicazione di dati personali non sensibili dalle scuole alle autorità sanitarie».

In particolare, le scuole - sia quelli pubbliche, sia quelle private - e i servizi educativi per l'infanzia possono trasmettere l'elenco degli iscritti alle aziende sanitarie territorialmente competenti. Questi elenchi potranno essere usati per l'attività di verifica delle singole posizioni e per l'avvio delle procedure previste (ad esempio la convocazione dei genitori), nonché per la pianificazione delle attività necessarie a mettere a disposizione dei genitori la documentazione prevista dal decreto.

Inoltre il Garante ricorda che le aziende sanitarie, di propria iniziativa, al fine di semplificare le procedure, possono già inviare alle famiglie i certificati o altre attestazioni vaccinali per consegnarli alle scuole, senza dover aspettare che siano i genitori stessi a richiederli, nonché inviare altre comunicazioni relative agli obblighi vaccinali, anche a seguito di accordi con gli istituti scolastici.

Nella giornata di ieri, riferisce il Garante «sono giunte richieste da parte di alcune regioni che vorrebbero poter comunicare direttamente alle scuole, anche tramite le aziende sanitarie, i dati sulle vaccinazioni effettuate dagli alunni. Al riguardo, si ricorda che se il trattamento di dati sensibili non è espressamente previsto da una disposizione di legge, i soggetti pubblici possono richiedere al Garante di esprimersi in tal senso solo dopo aver adottato una norma regolamentare - con parere conforme dell'Autorità - che specifichi i tipi di dati e di operazioni identificati e resi pubblici a cura dei soggetti che ne effettuano il trattamento, in relazione alle specifiche finalità perseguite nei singoli casi e nel rispetto dei principi indicati del Codice della privacy».

«Sin dall'inizio della vicenda il Garante della Privacy ha offerto la massima collaborazione ai ministeri competenti e a tutte le altre amministrazione coinvolte» afferma il presidente Antonello Soro. «Per aiutare ulteriormente famiglie - continua Soro - scuole e regioni, abbiamo ritenuto ora necessario intervenire, nei limiti che ci sono consentiti dalla legge, per semplificare la vita alle famiglie e consentire un più celere flusso di dati. Ci auguriamo che questo provvedimento ristabilisca chiarezza e limiti i possibili rischi legati a uno scambio dati effettuato in assenza di una regolamentazione omogenea su tutto il territorio».

«Con il nostro provvedimento - conclude - è ora consentita la trasmissione dei registri degli iscritti dalle scuole alle Asl. Al momento, invece, manca un'adeguata base regolamentare che consenta il flusso inverso, ovvero la trasmissione di dati sensibili dalle Asl alle scuole. Resta naturalmente ferma la nostra disponibilità a esaminare ogni soluzione normativa che possa eventualmente introdurre ulteriori semplificazioni».

Università, sciopero docenti: niente esami a settembre

Riparte l'università, ma gli esami 'si fermano'. Inizia infatti oggi, lunedì 28 agosto, lo sciopero di 5.444 professori e ricercatori di 79 diverse università italiane, finalizzato a denunciare il blocco degli scatti salariali del periodo 2011-2015. L'iniziativa si protrarrà sino al 31 ottobre, facendo saltare così la sessione autunnale degli appelli. "Tutti gli esami corrispondenti - si legge sulla lettera della proclamazione dello sciopero firmata dai professori - verranno spostati all'appello successivo, che si terrà regolarmente".

Alla base dello sciopero c'è quindi la richiesta, da parte dei professori, dello sblocco degli scatti a partire dall'1 gennaio 2015 anziché dall'1 gennaio 2016 e il riconoscimento dei loro effetti giuridici. ''Non è stata una decisione presa a cuor leggero - aveva detto a luglio all'Adnkronos Carlo Ferraro, coordinatore del Movimento per la Dignità della Docenza Universitaria - ma dopo tre anni di continue sollecitazioni ai diversi governi, non avendo avuto risposte alle nostre richieste, siamo stati costretti a proclamare lo sciopero''. E infatti, la vicenda scatenante il malcontento della categoria, alle cui spalle non c'è nessun sindacato o organizzazione, si protrae da tempo "ed è conseguenza - si legge ancora sulla lettera di proclamazione dello sciopero - di una vertenza che si trascina senza esito apprezzabile fin dal 2014".

Le ripercussioni sugli studenti saranno inevitabili, ma per cercare di non danneggiarli sono stati previsti alcuni limiti allo sciopero. L’Autorità di garanzia per gli scioperi ha definito "legittima" l'iniziativa, ma con alcune limitazioni a tutela dei diritti degli studenti: "è consentita, nel periodo 28 agosto - 31 ottobre, la sospensione del primo appello laddove siano previsti più appelli nello stesso periodo; deve essere garantita l’organizzazione di un appello straordinario non prima del quattordicesimo giorno successivo a quello dello sciopero solo laddove la sessione d’esame consista in un unico appello; devono essere adottate tutte le misure necessarie al fine di evitare che l’appello straordinario pregiudichi la partecipazione degli studenti laureandi alla sessione di laurea autunnale, ivi compreso l’eventuale differimento della data di inizio di quest’ultima; deve essere garantita la massima diffusione della comunicazione di tale astensione e delle relative modalità attuative, con particolare riferimento all’erogazione delle prestazioni indispensabili, facendo ricorso anche all'ausilio di strumenti informatici (siti web, posta elettronica e intranet, ecc.)".

Stupra 17enne dopo la discoteca: arrestato

Una ragazza 17enne ha denunciato di avere subito una violenza sessuale dopo una notte passata in discoteca. La denuncia è arrivata ai carabinieri di Jesolo (Ve) da una ragazza di 17 anni del Paraguay, residente a Verona, che ha passato sabato notte alla discoteca 'Il Muretto' di Jesolo. Lì avrebbe conosciuto un ragazzo di origine marocchina di 25 anni, residente nel vicentino. Alle prime ore della mattina di domenica, la ragazza è stata trovata dalle sue amiche sotto choc davanti all’ingresso della discoteca e ha detto di essere stata stuprata.

I gestori della discoteca hanno quindi chiamato i carabinieri che domenica hanno rintracciato e arrestato il presunto violentatore che è accusato di violenza sessuale.

I due giovani sabato sera, dopo una prima parte della serata trascorsa insieme a ballare, si sono allontanati dal locale mano nella mano, come evidenziato dalle telecamere di videosorveglianza del locale, ma - una volta raggiunta una zona appartata nel parcheggio - il ragazzo avrebbe costretto la 17enne a un rapporto sessuale.

Dramma in Trentino, morti due alpinisti

Puntavano a salire a Cima Presanella attraverso la Sella Freshfield (a 3.375 metri di quota) quando uno di loro ha perso l'appiglio nella progressione lungo il ghiacciaio Cercen, trascinando gli altri membri della cordata per 200 metri. Il bilancio è gravissimo: due vittime e sette feriti, alcuni di loro in condizioni molto gravi. Secondo quanto riferito dai soccorritori si tratterebbe di alpinisti bresciani originari della valle Camonica. La tragedia si è verificata in mattinata e subito sono scattati i soccorsi con l'intervento di quattro elicotteri, con mezzi giunti dall'Alto Adige in supporto ai veicoli del Nucleo elicotteri della Provincia autonoma di Trento. Per gli uomini del Soccorso alpino del Trentino si è trattato di un lavoro molto lungo e complesso, tanto che - dopo il trasporto a valle dei feriti in condizioni più gravi - sono servite alcune ore per il recupero di tutti i feriti coinvolti. Decine di uomini sono stati impegnati nelle operazioni di soccorso. Secondo l'azienda sanitaria di Trento i feriti sono ricoverati negli ospedali di Trento, Bolzano e Brescia. Il bilancio purtroppo potrebbe aggravarsi ulteriormente nel corso della giornata. Del gruppo facevano parte anche due adolescenti, feriti nell'incidente. La salita scelta dal gruppo di alpinisti bresciani e' una classica della Presanella (oltre 3.500 metri di quota), lungo il versante nord-ovest, con partenza dal Rifugio Denza, sui versanti della valle di Sole, che richiede attrezzatura per la progressione su ghiacciaio (piccozza e ramponi) e buone capacita' alpinistiche.

Lui pestato e lei stuprata, a Rimini è caccia al branco

RIMINI. È caccia a quattro ragazzi che la scorsa notte hanno aggredito una coppia di turisti stranieri in spiaggia a Rimini, stuprando la donna davanti al fidanzato.

Il branco ha prima aggredito la coppia, picchiando e immobilizzando il ragazzo, per poi abusare della fidanzata. Le indagini sono condotte dalla polizia.

Di "terribile episodio" che "ci sconvolge per la sua brutalità e bestialità" parla il Comune di Rimini in una nota, commentando la brutale aggressione.

Vaticano, controlli per drone sospetto

ROMA. Falso allarme per un drone sospetto segnalato in zona Vaticano. I controlli, scattati questa mattina dopo alcune segnalazioni, hanno dato esito negativo.

La segnalazione è partita questa mattina all'alba da un dispositivo di vigilanza dei carabinieri che, dopo aver avvistato un drone di piccole dimensioni, ha avvisato la centrale condividendo le informazioni anche con la Questura.

Alla luce della 'no fly zone', attiva in Vaticano per motivi di sicurezza, sono subito scattati i controlli congiunti anche con l'ausilio di un elicottero. Il drone sarebbe stato poi visto rientrare verso un terrazzo in zona Borgo Pio ma al momento non è stato rintracciato.

Roma, allarme bilancio: presto incontro con il Governo

ROMA. Il Governo mette nel mirino la gestione dei conti di Roma Capitale. E se i contatti con il Tesoro si erano intensificati prima della pausa estiva, i recenti sviluppi, con l'ennesimo avvicendamento alla guida dell'assessorato al Bilancio e il 'benservito' ad Andrea Mazzillo, sono considerati "un ulteriore elemento di preoccupazione". In particolare, la Ragioneria Generale dello Stato ha evidenziato problemi per la gestione della partita sui salari accessori e, soprattutto, per il piano di rientro. Entrambi i temi saranno al centro del confronto con il nuovo assessore, Gianni Lemmetti, che sarà convocato al Tesoro entro la metà di settembre, secondo quanto riferiscono all'Adnkronos fonti vicine al dossier.

 
In gioco ci sono anche i fondi che il Tesoro assicura alla Capitale ogni anno, 110 milioni di extracosti. Il Campidoglio per vedere confermate le risorse deve chiarire qual è la strada intrapresa per centrare l'obiettivo di tagli alla spesa per 440 milioni, e rispettare le regole previste per tutti gli enti locali. L'intenzione del Governo, come ha spiegato il sottosegretario Paola De Micheli, è quella di non concedere deroghe né, tantomeno, di ricorrere a un nuovo provvedimento 'Salva Roma'.

In sostanza, servono risposte chiare che finora non sono arrivate. E il nuovo assessore Lemmetti deve riuscire a ottenerle in tempi stretti, per arrivare entro un paio di settimane con le carte in regola all'incontro con il Tesoro.

Attacca soldati con machete, paura a Bruxelles

BRUXELLES. Un uomo armato di coltello, forse un machete, ha attaccato due soldati sulla boulevard Emile-Jacqmain, nel centro di Bruxelles, prima di venire colpito dalla loro reazione. Si tratta di un somalo che è poi deceduto in ospedale. Lo rendono noto i media belgi citando le forze di sicurezza.

L'aggressione ha avuto luogo verso le 20:20 e intorno alla zona è stato disposto un ampio perimetro di sicurezza. Secondo 'RTBF Info' l'uomo, un somalo di circa 30 anni, avrebbe gridato 'Allah Akbar' durante l'attacco. "La situazione è sotto controllo", afferma la polizia federale.

Sgombero Roma, scintille Raggi-Regione

ROMA. Scintille tra Virginia Raggi e la Regione Lazio sullo sgombero di piazza Indipendenza, a Roma. "In Italia l’accoglienza è ormai una vera e propria emergenza ma, piuttosto che affrontare la questione, stiamo assistendo a un vergognoso scaricabarile. C’è chi si indigna ma poi volta la faccia dall’altra parte. C’è ipocrisia" scrive in un lungo post su Facebook la sindaca di Roma.

La Raggi fa il punto sull'accaduto nell'edificio "occupato abusivamente e sottratto ad un gruppo di imprenditori" e rivendica la correttezza dell'operato della sua amministrazione, contestando invece a Regione e governo di non aver fatto il proprio dovere.

IL SINDACO - "Centinaia di uomini, donne e bambini finiti in strada senza un tetto. Questa è la conseguenza di anni di disinteresse, è il segno dell’inadeguatezza della attuale politica sull’immigrazione e sull’accoglienza", scrive la sindaca, spiegando: "Il Comune di Roma ha compiuto fino in fondo il proprio dovere, attenendosi alla legge e offrendo un’alternativa alloggiativa a coloro che tra gli occupanti dello stabile ne hanno diritto: madri con bambini, anziani, disabili, tutti quelli che vengono definiti soggetti con fragilità. Nei mesi scorsi abbiamo provato a fare un censimento per capire chi avesse diritto a ricevere assistenza ma agli operatori del Comune di Roma è stato impedito più volte di entrare nel palazzo dagli stessi occupanti. La Prefettura nei dati che ci ha comunicato il giorno dello sgombero non ha citato la presenza di 37 bambini. Siamo stati avvisati dello sgombero a poco più di 12 ore dall’inizio. Abbiamo messo in campo tutte le nostre forze, offrendo accoglienza mediante la Sala Operativa Sociale (SOS)".

"Un dovere che non tutti hanno compiuto. Mi riferisco senza mezzi termini alla Regione che ha disatteso il decreto legge Minniti che la chiama direttamente in causa. Ma mi riferisco anche all’assenza di adeguate politiche nazionali", prosegue Raggi.

REGIONE LAZIO - A stretto giro la risposta della Regione: "Il 31 maggio la Regione Lazio ha firmato la delibera per lo stanziamento mediamente convenzione al Comune di Roma di 40 mln di euro, parte di un investimento più ampio, pari a 161 mln di euro, per l'emergenza abitativa. Il 6 giugno mediante PEC Roma Capitale è stata messa a conoscenza di tale disponibilità con la richiesta di sottoscrivere o modificare la convenzione. Da quella data la Regione Lazio non ha avuto alcuna risposta da parte di Roma capitale".

Uova al fipronil, un altro caso nelle Marche

ANCONA. Continuano le attività di controllo per rintracciare e verificare i prodotti potenzialmente inquinati dal fipronil e contemporaneamente stanno arrivando i risultati delle analisi sugli ulteriori campionamenti effettuati dai Servizi veterinari dell’Asur Marche in collaborazione con il comando regionale del Nas. Lo fa sapere la Regione Marche spiegando che "una positività è stata rilevata su campionamento uova in un impianto di produzione di pasta fresca di Civitanova Marche".

"L’istituto zooprofilattico sperimentale dell’Umbria e delle Marche che ha rilevato la contaminazione ha comunicato che la quantità di fipronil presente nelle uova campionate è pari a 0,033 mg/kg - prosegue la Regione - Anche in questo caso il valore è ben al di sotto del limite di tossicità acuta (0,72 mg/kg). Le attività svolte hanno messo in evidenza che le uova provengono da un centro di imballaggio con annesso allevamento di Castelfidardo".

"Questo centro di imballaggio, avendo ricevuto uova dalla azienda di Ostra Vetere (primo allevamento marchigiano coinvolto nell’allerta), ha già provveduto volontariamente sia al blocco della commercializzazione delle uova in deposito, che al ritiro di quelle commercializzate - conclude - L’Autorità competente locale ha provveduto comunque ad emanare un provvedimento di blocco della commercializzazione".

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