Lunedì 23 Aprile 2018 - 13:14

Corona, giudici gli restituiscono 1,9 milioni

La Sezione misure di prevenzione del tribunale di Milano ha disposto la restituzione di 1,9 milioni di euro circa che erano stati sequestrati a Fabrizio Corona, su un totale di 2,6 milioni trovati in due cassette di sicurezza in Austria e in parte nel controsoffitto dell'abitazione di una sua collaboratrice.

Una decisione, confermata dal difensore Ivano Chiesa, che chiarisce come le somme finite nel mirino dei magistrati sono state "lecitamente guadagnate", trattenuta invece la parte di imposte non ancora versate.

I giudici hanno anche disposto la confisca della sua casa in pieno centro a Milano ma, come chiarito dal legale dell'ex fotografo dei vip, hanno sottolineato come Corona attualmente non sia socialmente pericoloso.

Profili “bucati", Facebook avverte gli utenti coinvolti

Facebook inizierà oggi a inviare notifiche agli utenti i cui dati personali "potrebbero essere stati" usati impropriamente da Cambridge Analytica, ha reso noto la società precisando che il numero maggiore di persone colpite si trova negli Stati Uniti (70,6 milioni). In Europa sono state colpite 2,7 milioni di persone e altre due milioni nelle Filippine e in Indonesia.

Dati di utenti del social network sono stati usati senza il necessario consenso anche in Messico, Canada, India, Brasile, Vietnam e Australia. La società di Mark Zuckerberg invierà anche a tutti i suoi 2,2 miliardi di utenti un avviso in cui si precisano le app usate da ognuno e quali dati mettono a disposizione di tali app. Gli utenti avranno la possibilità di cancellare l'app o l'accesso di terzi alle loro app.

Il Papa: «Non è comunismo difendere i deboli»

"Non pensiamo solo a quelli già beatificati o canonizzati" ma alla "santità della 'porta accanto', la 'classe media' della santità". E' a loro, ovvero a tutti i fedeli, che si rivolge Papa Francesco nella nuova esortazione apostolica 'Gaudete et Exsultate' sulla chiamata alla santità nel mondo contemporaneo.

"Non è il caso di scoraggiarsi, quando si contemplano modelli di santità che appaiono irraggiungibili", esorta il Pontefice e propone esempi concreti: "Sei una consacrata o un consacrato? Sii santo vivendo con gioia la tua donazione. Sei sposato? Sii santo amando e prendendoti cura di tuo marito o di tua moglie. Sei un lavoratore? Sii santo compiendo con onestà e competenza il tuo lavoro. Sei genitore o nonno? Sii santo insegnando con pazienza ai bambini a seguire Gesù. Hai autorità? Sii santo lottando a favore del bene comune e rinunciando ai tuoi interessi personali".

Il Papa assicura, a chi accetta di compiere questo 'cammino' di santità nel mondo d'oggi, che "nella Chiesa, santa e composta da peccatori, troverai tutto ciò di cui hai bisogno per crescere verso la santità".

"Controcorrente" è la direzione per i cristiani indicata da Papa Francesco nella nuova esortazione apostolica. "Come si fa per arrivare a essere un buon cristiano? - chiede il Pontefice - La risposta è semplice: è necessario fare, ognuno a suo modo, quello che dice Gesù nel discorso delle Beatitudini" indicando comportamenti che sono appunto "controcorrente" rispetto alla mentalità comune.

Elenca il Papa: "Essere poveri nel cuore; reagire con umile mitezza; saper piangere con gli altri; cercare la giustizia con fame e sete; guardare e agire con misericordia; mantenere il cuore pulito da tutto ciò che sporca l'amore; seminare pace intorno a noi; accettare ogni giorno la via del Vangelo nonostante ci procuri problemi".

POVERI E MIGRANTI - Nell'esortazione apostolica Bergoglio sottolinea che "la difesa dell'innocente che non è nato deve essere chiara, ferma e appassionata. Ma ugualmente sacra è la vita dei poveri che sono già nati, che si dibattono nella miseria".

Il Pontefice fa anche l'esempio attualissimo dell'atteggiamento verso i migranti: "Spesso si sente dire che, di fronte al relativismo e ai limiti del mondo attuale, sarebbe un tema marginale la situazione dei migranti; alcuni cattolici affermano che è un tema secondario rispetto ai temi 'seri' della bioetica...".

Ebbene, sottolinea il Papa, "che dica cose simili un politico preoccupato per i suoi successi si può comprendere; ma non un cristiano a cui si addice solo l'atteggiamento di mettersi nei panni di quel fratello che rischia la vita per dare un futuro ai suoi figli". Pertanto, "non si tratta dell'invenzione di un Papa o di un delirio passeggero...".

Papa Francesco definisce poi "nocivo e ideologico", "l'errore di quanti vivono diffidando dell'impegno sociale degli altri, considerandolo qualcosa di superficiale, mondano, secolarizzato, immanentista, comunista, populista".

Sottolinea il Pontefice: "Non possiamo proporci un ideale di santità che ignori l'ingiustizia di questo mondo, dove alcuni festeggiano, spendono allegramente e riducono la propria vita alle novità del consumo, mentre altri guardano solo da fuori e intanto la loro vita passa e finisce miseramente".

MEDIA- Il Papa parla anche dei media. "Anche i cristiani possono partecipare a reti di violenza verbale mediante Internet e i diversi ambiti o spazi di interscambio digitale; persino nei media cattolici si possono eccedere i limiti, si tollerano la diffamazione e la calunnia e sembrano esclusi ogni etica e ogni rispetto per il buon nome altrui" stigmatizza Francesco nella nuova esortazione apostolica.

Così, sottolinea il Pontefice, "si verifica un pericoloso dualismo, perché in queste reti si dicono cose che non sarebbero tollerabili nella vita pubblica e si cerca di compensare le proprie insoddisfazioni scaricando con rabbia i desideri di vendetta. E' significativo - osserva il Papa - che a volte, pretendendo di difendere altri comandamenti, si passi sopra completamente all'ottavo, 'non dire falsa testimonianza', distruggendo l'immagine altrui senza pietà".

Giornalisti, Zalambani nuovo presidente Unaga

ROMA. Presso la sede della FNSI a Roma, a conclusione del proprio Congresso elettivo nazionale, Roberto Zalambani (Arga Emilia Romagna) è stato eletto, all’unanimità e per acclamazione, nuovo presidente di Unaga-FNSI, L'Unione nazionale delle Arga, il Gruppo di specializzazione della FNSI dei giornalisti di agricoltura, alimentazione e ambiente. Succede a Mimmo Vita, past president in uscita al termine di due mandati. Segretario Generale di Unaga è stato eletto all'unanimità per acclamazione Gian Paolo Girelli (Arga Friuli Venezia Giulia).

Il Congresso che ha eletto il nuovo gruppo dirigente di Unaga è stato introdotto dal saluto di Raffaele Lorusso Segretario Generale Fnsi e dall'intervento di Carlo Parisi, Segretario Generale Aggiunto della Federazione Nazionale Stampa Italiana e responsabile in Federazione dei Gruppi di Specializzazione che ha sottolineato il ruolo strategico di questa componente per un paese come l'Italia, campione del mondo di bellezza e cultura, di alimentazione e biodiversità ma poco e male organizzate ed ancor meno comunicate. Perciò, Parisi ha voluto essere da sprone per i colleghi, riuniti nella loro massima espressione istituzionale, a rendersi sempre più attivi per  informare compitamente e bene su queste enormi potenzialità, ancora per la gran parte da esprimere.

Affiancheranno Roberto Zalambani, due vicepresidenti Geppina Landolfo (Arga Campania) e Donato Fioriti (Argalam, Lazio-Abruzzo-Molise, vicario).

Il consiglio nazionale è composto, oltreché dal presidente e dai due vicepresidenti, dai consiglieri Donato Sinigaglia (Veneto), Efrem Tassinato (Veneto), Ugo Iezzi (Argalam), Gian Paolo Girelli (Arga Fvg), Giacomo Cavuta (Argalam), Cristiana Persia (Argalam), Manuela Lacaria (Arga Calabria), Carmelo Vazzana (Arga Calabria), Giampaolo Necco (Arga Campania), Pinuccio Pomo (Arga Puglia), Andrea Guolo (Arga Emilia Romagna), Nino Di Cara (Arga Sicilia).

Nominati anche i revisori dei conti Fabrizio Mandorlini (Arga Toscana), Maurizio Orrù (Arga Sardegna) e Roberto Ambrogi (Argalam). Efrem Tassinato è stato confermato tesoriere e responsabile della segreteria nazionale.

Il consiglio nazionale è integrato dai presidenti in carica delle Arga: Carlo Morandini (Friuli Venezia Giulia); Fabrizio Stelluto (Veneto, Trentino Alto Adige);  Lisa Bellocchi (Emilia Romagna, Marche, Umbria); Fabio Benati (Lombardia, Liguria); Fiorenzo Cincotti (Piemonte, Valle D'Aosta); Franco Polidori (Toscana); Michele Peragine (Puglia); Andrea Musmeci (Calabria); Mario Liberto (Sicilia); Celestino Moro (Sardegna).

Tragica lite in famiglia: uccide un figlio e ne ferisce un altro

Tragica lite familiare in provincia di Catania. A Grammichele, un 77enne ha ucciso a coltellate il figlio 46enne e ferito gravemente con la stessa arma un altro figlio di 43 anni al culmine di una lite nella loro abitazione. le indagini sono condotte dai carabinieri che giunti sul posto hanno arrestato l'uomo.​

Valanga in Valle d'Aosta, morti 2 sciatori

AOSTA. Due scialpinisti sono morti dopo essere stati travolti dalla valanga sul Col Chamole, in Val d'Aosta. Altri due sono stati estratti vivi dalla valanga dalle squadre del Soccorso Alpino Valdostano e trasportati in elicottero in stato di ipotermia all'ospedale di Aosta. Le due vittime, a quanto si apprende, erano state individuate, una sotto la neve e l'altro nel lago Chamolè. Per quest'ultimo intervento di recupero il Soccorso Alpino aveva chiesto il supporto del nucleo sommozzatori dei vigili del fuoco. Al lavoro due elicotteri e numerose unità cinofile del Soccorso Alpino, per un totale di 30-40 uomini impegnati. Continuano le attività di ricerca per escludere la presenza di altre persone coinvolte nella valanga.

Rogo nel capannone, muore un pompiere

MILANO. Un vigile del fuoco è morto questa sera mentre partecipava alle operazioni di spegnimento di un rogo all'interno di un capannone di una ditta di detersivi a San Donato Milanese. I vigili del fuoco sono accorsi poco dopo l'esplosione, avvenuta intorno alle 21, che aveva causato un vasto incendio. Nel corso delle operazioni di spegnimento, circa un'ora dopo, il tetto della struttura è crollato. Sotto le macerie è rimasto schiacciato il pompiere. Inutili i soccorsi.

Spara ai carabinieri per farsi uccidere

MILANO. Voleva morire ucciso dai carabinieri in una sparatoria. Per questo, la scorsa notte, a Settimo ha affiancato con la sua auto una pattuglia di militari e ha sparato due colpi a salve contro l’auto. Di qui un lungo inseguimento che si è concluso al casello di Santhià sull’autostrada Torino-Milano dove è stato arrestato.

Protagonista un 30enne idraulico, nato in Bielorussia e residente nel torinese: colpito da depressione, aveva pianificato la sua morte scrivendo in un biglietto - trovato sulla sua auto - che voleva morire ucciso dai carabinieri, a cui per questo chiedeva scusa.

I COLPI - Durante l’inseguimento, l’uomo ha forzato la barriera del casello di Rondissone e poi, sempre guidando a elevata velocità, ha esploso altri colpi contro la pattuglia.

L'ARRESTO - I militari hanno risposto sparando a una gomma ma neppure la ruota bucata ha impedito al 30enne di proseguire fino a una piazzola dove, sceso dalla vettura, ha di nuovo esploso due colpi e poi è ripartito fino a quando ha perso il controllo dell'auto finita contro una barriera 'New Jersey', dove è stato bloccato e arrestato.

LA PISTOLA - In macchina i militari hanno sequestrato una pistola semiautomatica con tappo colorato di nero per rendere l’arma giocattolo più simile possibile a una pistola vera e il biglietto in cui spiegava le sue intenzioni. Né i carabinieri, né l’arrestato sono rimasti feriti.

#rimozionesubito, social contro il manifesto ProVita

Non si placa sui social la bufera contro il gigantesco manifesto contro l'aborto fatto affiggere dalla Onlus ProVita in via Gregorio VII a Roma lo scorso 3 aprile. E ora in tanti chiedono di rimuovere il maxi poster di 7 metri per 11 che raffigura un feto nel grembo materno con la scritta "tu eri così a 11 settimane. Tutti i tuoi organi erano presenti. Il tuo cuore batteva già dalla terza settimana dopo il concepimento. Già ti succhiavi il pollice. E ora sei qui perché la tua mamma non ha abortito" che dovrebbe restare appeso fino al 15 aprile.

"Vergognoso che per le strade di Roma si permettano manifesti contro una legge dello Statoe contro il diritto di scelta delle donne. #rimozionesubito", twitta la senatrice Pd Monica Cirinnà.Mentre accanto all'ashtag #provita e #rimozionesubito spunta anche quello di #medioevo. "Dal Medioevo è tutto", twitta infatti laconica Marina. Mentre Stefania chiede "che qualcuno faccia col manifesto #provita quello che è stato fatto in 2 secondi con il bacio di Salvini e Di Maio". Un "pensiero a tutte le donne che camminando per Roma vedranno questo schifo" è quello che arriva da Nikol che proprio alle donne si rivolge: "Non lasciate che i fascisti decidano cosa potete fare del vostro corpo, se non volete un figlio abortite".

La campagna della Onlus contro la legge 194 a 40 anni dall'approvazione (il 22 aprile 1978), non va proprio giù alle donne ma in egual misura anche agli uomini. "La violenza delle vostre campagne mi lascia stupito. Vergognatevi. Non vi rendete neanche conto di quanto male potete fare con le vostre parole", scrive Andrea. E gli fa eco Marco: "Da bambino pensavo che nel 2020 avrei visto le auto volare, non i cervelli. Pensate al dolore di una donna costretta dalla vita a rinunciare ad un figlio e pensate l'inutile dolore che può provocarle questa affissione. #provita #provergogna". Il manifesto contro la 194 è "un fatto grave" anche per Angelo secondo cui "la libertà di manifestazione del pensiero non può trasformarsi in atti di vera e propria violenza ideologica". "Mai capito perché i #provita non siano a favore della vita delle mamme a cui serve un aborto terapeutico sennò muoiono - twitta Paolo #StayHuman - Ah, aspetta, ai provita interessa solo rompere il c..."

C'è chi poi sfodera l'ironia per rispondere al linguaggio del manifesto anti-aborto. Una foto del 'Mein Kampf' di Adolf Hitler è quella scelta da Marco che scrive "Oh..che tenero bimbo..3 settimane e succhiavi già il pollicino..e 35 anni dopo già scrivevi il tuo primo libro! #aborto #provita la comunicazione fatta dagli idioti per gli idioti. Non era meglio che so - "antropocentrismo, perché (solo) io valgo"? Mentre kitkat73 se la prende con Mario Adinolfi, sostenitori del movimento anti-abortista, affiancando all'immagine del manifesto proprio una foto di Adinolfi scrivendo: "Tu eri così a 11 settimane...Poi la situazione non si sa come, dev'essere precipitata".

 

 

Torino, niente asilo per bimba no vax

Vigili urbani all'asilo nido per impedire l'ingresso a una bambina di tre anni non vaccinata. E' accaduto a Torre Pellice, nel torinese, dove, come raccontano le cronache locali, al rientro dalle vacanze di Pasqua, i genitori e la piccola hanno trovato ad aspettarli davanti alla porta della scuola due uomini della municipale.

Si tratta del primo caso di applicazione della legge Lorenzin. La famiglia era stata avvisata per raccomandata che la piccola non avrebbe potuto frequentare l'asilo ma i genitori si sono presentati ugualmente. Per il sindaco di Torre Pellice Marco Cogno il provvedimento era inevitabile, ma, ha assicurato, la bimba potrà ovviamente rientrare in classe se la famiglia adempierà alla normativa. 

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