Sabato 18 Novembre 2017 - 1:50

Confindustria: Berlusconi “ritorna" dopo 9 anni, a Capri tra selfie e applausi

CAPRI. Silvio Berlusconi “torna" in Confindustria a Capri, al tradizionale convegno dei giovani industriali, dopo 9 anni dalla sua ultima apparizione alla convention di Santa Margherita Ligure del 2008. Sbarcato in una piazzetta super affollata, tra turisti e industriali under 40, ha ricevuto una accoglienza calorosa. Stretto tra le guardie del corpo il Cavaliere ha però trovato il tempo di un selfie con una supporter mentre la passeggiata fino al hotel Quisisana, sede del convengo, veniva scandita da applausi e incitazioni, "Silvio, Silvio" e "grande presidente". Berlusconi dovrebbe parlare alla convention dei giovani imprenditori guidati da Alessio Rossi. 

Padre incendia casa: 3 bimbe morte, una grave

COMO. Dramma della follia a Como. Un uomo di nazionalità marocchina di 49 anni avrebbe volontariamente appiccato il fuoco all'abitazione in cui viveva con quattro bimbe di età compresa tra i 3 e i 12 anni. Lui e tre dei suoi 4 figli sono morti. Le piccole vittime, che avevano tra i 4 e i 12 anni, erano state soccorse già in arresto cardiaco all'interno dell'appartamento che in quel momento eta saturo di fumi da incendio. Due di loro sono stati trasportati all'Ospedale Sant'Anna. Per entrambi è stato constatato il decesso dopo un prolungato tentativo di rianimazione cardiopolmonare. Stessa sorte per un terzo, portato all'Ospedale Valduce di Como. È invece ripresa alle 11.05 l'attività cardiocircolatoria della bambina di 5 anni, quarta figlia coinvolta nell'incendio. I sanitari precisano che in questo caso è "indispensabile massima cautela, poiché la ripresa potrebbe essere solo temporanea e poiché il lungo periodo intercorso in arresto cardiaco rende la situazione particolarmente critica anche per le funzioni cerebrali". Sul posto sono al lavoro i vigili del fuoco.

Era una famiglia problematica e in una situazione di difficoltà. Dal Comune confermano che la madre dei quattro bimbi - di cui tre morti nell'incendio - era seguita dai servizi sociali e si trovava attualmente in una struttura lontano da casa. Il padre, trovato morto anche lui nella palazzina, sarebbe l'autore materiale dell'incendio che ha ucciso i suoi figli, ma i rilievi della polizia scientifica, coordinata dalla Procura di Como, sono ancora in corso. Tutte le persone coinvolte sono rimaste intossicate da cianuri. Il servizio Farmaceutico dell'Asst Lariana ha reso disponibili dosi di antidoto CianoKit.

Roma, giù dalle scale a scuola: muore 13enne

ROMA. Tragedia questa mattina in una scuola di Roma. Un ragazzo di 13 anni è morto dopo essere precipitato nella tromba delle scale dell'Istituto Santa Maria, in viale Manzoni, a Roma.

Secondo le prime ricostruzioni dei fatti, intorno alle 12, mentre i ragazzi erano fuori dalle classi per la ricreazione, il tredicenne sarebbe salito al secondo piano dell'istituto, dove si sarebbe lanciato dalla tromba delle scale, precipitando nel vuoto. Il ragazzo è stato soccorso e trasportato in codice rosso all'ospedale San Giovanni, dove è morto per le gravi lesioni riportate.

Sul caso indaga la compagnia dei carabinieri Piazza Dante. Al momento l'ipotesi più accreditata dagli investigatori sarebbe quella del suicidio.

Allarme Ocse: Italia paese per vecchi

ROMA. L'Italia è già uno dei Paesi con più anziani nell'area dell'Ocse ma diventerà, nel 2050, il terzo Paese con più anziani nel mondo dopo Giappone e Spagna. È quanto emerge dai dati diffusi oggi dall'organizzazione internazionale.

Nel 2050, infatti, in Italia ci saranno 74 over 65 anni per ogni 100 attivi (persone di un età compresa tra i 20 e i 64 anni). Attualmente sono 38. Solo il Giappone (78 per 100) e la Spagna (76 per 100) precederanno il Belpaese.

In Italia i lavoratori più anziani (quelli fra i 55 e i 64 anni) lavorano e guadagnano più dei giovani, conferma l'Ocse nel rapporto da cui emerge come il tasso di occupazione dei lavoratori anziani è salito di 23 punti percentuali fra il 2000 e il 2016 mentre la quota di giovani con una occupazione è scesa di 11 punti.

LA SITUAZIONE NELL'AREA OCSE - L'invecchiamento della popolazione colpirà fortemente le giovani generazioni nell'area dell'Ocse e farà crescere le disuguaglianze, avverte l'organizzazione. Nel 2050, infatti, ci saranno 53 over 65 anni per ogni 100 attivi, contro 28 nel 2015 e 20 nel 1980.

Cresce la produzione di mozzarella di bufala Dop: +7,5%

CASERTA. L’Associazione Italiana Lattiero Casearia è ospite del Consorzio di tutela della Mozzarella di bufala campana Dop per tenere il primo Consiglio Direttivo fuori sede. Ieri e oggi alle Cavallerizze della Reggia vanvitelliana i lavori dei vertici di Assolatte, incentrati sull’analisi dei mercati, in particolare sull’andamento dell’export.

“Siamo venuti a Caserta anche per approfondire la conoscenza di un territorio molto importante per la tradizione lattiero-casearia italiana, un modello che si sta facendo spazio in tutto il mondo, come testimoniano i più recenti dati sull’esportazione”, dichiara Giuseppe Ambrosi, presidente di Assolatte. “La mozzarella di bufala campana Dop – aggiunge – si conferma un prodotto glocal, con radici sul territorio ma uno sguardo ben proiettato all’estero. Non c’è Paese che non apprezzi questo prodotto e la domanda internazionale cresce a un ritmo davvero sostenuto, nonostante si tratti di un prodotto freschissimo che ha nella logistica un punto ancora delicato, sul quale stiamo lavorando di comune intesa, con un occhio attento all’innovazione”.

Tra Consorzio di Tutela e Assolatte negli ultimi anni si è rafforzata la collaborazione che ha favorito anche partnership industriali volte alla diffusione del prodotto. Il presidente del Consorzio di Tutela, Domenico Raimondo, commenta: “Siamo onorati di accogliere i rappresentanti di Assolatte, con cui condividiamo principi e valori imprenditoriali, rafforzati da questa occasione. Ci siamo confrontati sullo scenario attuale del comparto, che cresce sempre di più anche rispetto ai numeri record del 2016. Basti pensare che nei primi 8 mesi del 2017 registriamo un incremento della produzione del 7,5 per cento su base annua. Numeri che ci rendono orgogliosi e ci spingono ad andare avanti con passione per creare ulteriori occasioni di sviluppo”.

Ieri sera l’accoglienza con una cena firmata dallo chef Peppe Daddio e dal pizzaiolo Franco Pepe. Il presidente Ambrosi ha donato al Consorzio di Tutela un prezioso e raro manoscritto della Regia Scuola di Agraria di Portici del 1888 “Lezioni di caseificio”, che andrà ad arricchire la nuova biblioteca del Consorzio.

 

Caso Yara, i giudici: «Dna è di Bossetti, prova è irripetibile»

Nessun dubbio sulla prova regina: il Dna è di Massimo Bossetti. Con queste motivazioni i giudici d'appello di Brescia spiegano la condanna all'ergastolo per il muratore di Mapello, accusato del delitto aggravato della 13enne Yara Gambirasio. Nella sentenza d'appello dello scorso 17 luglio, che ha confermato il massimo della pena già inflitto in primo grado, la corte evidenzia inoltre che sulla traccia genetica - la traccia mista di Bossetti e di Yara trovata sugli slip e i leggings della vittima - non può essere effettuata una perizia, come chiesta più volte dalla difesa degli imputati. 

"Quello che è certo, in ogni caso, - si legge nelle motivazioni - è che non vi sono più campioni di materiale genetico in misura idonea a consentire nuove amplificazioni e tipizzazioni; si deve, quindi, ribadire ancora una volta e con chiarezza che una eventuale perizia, invocata a gran voce dalla difesa e dallo stesso imputato, non consentirebbero nuove amplificazioni e tipizzazioni, ma sarebbe un mero controllo tecnico sul materiale documentale e sull'operato del Ris".

E quindi "la famosa perizia genetica sarebbe necessariamente limitata ad una mera verifica documentale circa la correttezza dell'operato del Ris e dei consulenti dell'accusa, pubblica e privata".  E' attraverso quella traccia genetica, al termine di una lunga indagine durata quasi quattro anni, che gli investigatori riescono a dare un volto a Ignoto 1, unico imputato per l'omicidio di Yara, uccisa a Brembate (Bergamo) il 26 novembre 2010 e trovata senza vita in un campo di Chignolo d'Isola dopo tre mesi di ricerche.

Per la corte d'appello di Brescia presieduta da Enrico Fischetti, il Dna costituisce la prova granitica contro l'imputato, una certezza che si sarebbe formata durante il dibattimento. "Pertanto, - si evidenzia nelle motivazioni - deve ritenersi che la doglianza della difesa circa la violazione dei principi del contraddittorio e delle ragioni difensive sia del tutto infondata". 

Metanolo nel sangue, muore bimba di nove anni

Sarà forse l'esame autoptico a far luce sulla morte di una bimba di 9 anni nei giorni scorsi al Bambino Gesù di Roma, dopo essere stata ricoverata a Matera. La piccola, infatti, sarebbe morta per le conseguenze di due arresti cardiaci, ma nel suo sangue i medici dell'ospedale del Gianicolo hanno rilevato anche composti derivati dal metanolo. A quanto si apprende, la bimba è stata portata al Pronto soccorso di Materia - dove viveva con la famiglia - il 5 ottobre scorso. Qui ha subito due arresti cardiaci, una situazione grave tanto che il 7 ottobre è stato disposto il trasferimento al Bambino Gesù.

La piccola è arrivata a Roma già in condizioni gravissime, con un grave danno cerebrale. E' stata ricoverata per qualche giorno in terapia intensiva dove i medici hanno richiesto fra le altre cose un esame tossicologico, per cercare di arrivare a una diagnosi. Proprio questa analisi ha rilevato la presenza di un derivato del metanolo. La bimba poi non ce l'ha fatta; i medici hanno denunciato la vicenda all'autorità giudiziaria per fare chiarezza sul caso. Non si sa se la piccola abbia ingerito, respirato o assorbito questa sostanza. E' stato disposto un esame autoptico per carcare di chiarire le circostanze della sua morte.

Giallo a Firenze, 17enne trovata ferita in un parco: è grave

Una ragazza italiana di 17 anni è stata trovata riversa a terra, in una pozza di sangue e con delle ferite alla testa, nel parco dell'Ambrogiana a Montelupo fiorentino (Firenze).

A trovare la ragazza, che è residente a Fucecchio, è stata una donna stamattina alle 7. Sul posto sono intervenuti polizia e carabinieri. La giovane è stata soccorsa in gravi condizioni e portata all'ospedale di Empoli. Sarebbe cosciente e in grado di parlare. Il suo racconto servirà agli investigatori per fare luce su quanto accaduto la notte scorsa.

Tre ragazzi italiani, diciottenni, si sono presentati in questura segnalando la scomparsa della loro amica. Attraverso le loro testimonianze i poliziotti del commissariato di Empoli e della squadra mobile di Firenze hanno ricostruito le ultime ore prima del ritrovamento della giovane.

Da quanto emerso, la 17enne era andata con un gruppo di coetanei in una discoteca della zona ma aveva avuto una discussione con alcuni di loro e sarebbe rimasta da sola nel parco. Gli amici, però, non avendola ritrovata nel luogo dove si erano separati, hanno dato l'allarme al commissariato di Empoli.

“Pull a pig", il gioco crudele che umilia le ragazze

'Pull a pig': se ne parla dopo la vicenda, rilanciata dai media britannici, della ragazza inglese sedotta e umiliata da un coetaneo olandese conosciuto a Barcellona. I ragazzi lo definiscono uno scherzo, ma altro non è che un altro modo di bullizzare per gioco. "Nessuna nuova moda", chiarisce subito all'Adnkronos Maura Manca, presidente dell'Osservatorio nazionale adolescenza. Che spiega: "Pull a pig, letteralmente significa 'inganna un maiale' ed è una pratica che oggi viene erroneamente lanciata come nuova moda e vede un gruppo di amici fare a gara per riuscire ad avvicinare una ragazza, considerata poco avvenente o meglio la più brutta, con lo scopo di farle credere di essere interessati a lei, conquistarla e magari portarla a letto per poi umiliarla dicendole che si trattava tutto di uno scherzo". Esattamente quello che è accaduto a Sophie, la ragazza inglese che volata ad Amsterdam per rivedere il 'suo Jesse' si è vista invece arrivare un messaggio con su scritto: "sei stata 'pigged'".

"Ovviamente - continua Manca -, raggiunto lo scopo del gioco ci si sente ancora più forti davanti al proprio gruppo di amici complici, si rinforza il proprio ruolo, si ha la sensazione di essere riusciti a dominare l’altra persona e di averle fatto fare tutto ciò che ci si era preposti di farle fare considerandola un oggetto di divertimento, un gioco per ridere, prendendosi gioco di un’altra persona, senza un briciolo di empatia".

"È indubbio - prosegue - che chi ha bisogno di sentirsi forte dietro uno schermo, davanti ad un gruppo, con una persona psicologicamente più fragile e con meno strumenti per difendersi, sta mostrando le proprie fragilità, l'assenza di senso morale". Sono vittime anche loro, "ma di un fallimento educativo: non ragionano sulle conseguenze delle proprie azioni".

Vengono prese di mira le ragazze più brutte o in sovrappeso "come se solo per questo meritassero di essere maltrattate o umiliate - aggiunge Manca -. È vero che in questo 'gioco crudele' il gruppo rinforza questi specifici comportamenti, ma nell’assenza totale di educazione alla affettività per questi ragazzi la persona presa di mira, è come se non avesse emozioni e sentimenti, ma diventi un oggetto di cui poter fare quello che si vuole: viene valutata solamente per il proprio aspetto estetico, come se tutto il resto perdesse di valore".

"Lo considerano un gioco e viene pubblicizzato come tale, ma si tratta di prevaricazione, di violazione perché si approfitta dei sentimenti, dell’ingenuità, della sensibilità di un’altra persona - sottolinea la psicoterapeuta -. Addirittura si è arrivati a far prendere treni, aerei, a far affrontare dei viaggi della speranza per poi accorgersi di essere caduti nella rete dei bulli. Tutto questo viene anche documentato e diffuso attraverso le chat e l’umiliazione viene moltiplicata per il numero di condivisioni, di commenti e di offese. Nel momento in cui si vorrebbe dimenticare, si vorrebbe voltare pagina, si diventa lo zimbello di turno e ogni volta quelle risatine, quei messaggi, quelle prese in giro, fanno male come la delusione iniziale".

"L’assurdità - continua l'esperta - è che non è un nuovo fenomeno, ma a quanto pare è una fase storica in cui piace rendere virale ciò che non sarebbe proprio il caso di mostrare rischiando di contribuire a lanciare nuove mode tra i ragazzi. Ci piace etichettare ogni fenomeno con dei nomi anglofoni che suonano molto bene, che sono attraenti, che sono facilmente spendibili sui social network e che sono utilizzabili sotto forma di hashtag, senza vedere che la matrice del problema è legata al cyberbullismo e che è nota purtroppo già da numerosi anni".

Da un punto di vista psicologico "c’è una sopraffazione intenzionale, c’è una vittima, ci sono i social e le chat e c’è un meccanismo che distrugge una persona, che intacca profondamente la sua autostima e la sicurezza in sé. Il riconoscimento degli altri, l’approvazione dei coetanei è fondamentale soprattutto in adolescenza e nella giovinezza. Venire umiliati in quel modo, sia da un punto di vista psicologico che fisico, significa essere distrutti moralmente", spiega Manca.

Pesa anche la pressione sociale. "La bellezza, purtroppo, è considerata un valore. Se si rispecchiano i canoni estetici si è socialmente accettate, altrimenti si rischia di diventare bersaglio di derisioni e sopraffazioni dei compagni. Per questa ragione si ritoccano le foto prima di pubblicarle, si cerca sempre di apparire 'perfette' e di omologarsi a quei canoni di sicurezza e si tende a considerare 'diversi' coloro che non rispecchiano queste tendenze". Quando si è vittima di queste forme di bullismo, "si arriva a darsi una colpa, ad odiare il proprio corpo e il proprio aspetto estetico, ci si accusa anche di essere stupide e credulone per essere cadute nella trappola dei cyberbulli".

Tutto questo ha delle conseguenze molto importanti sul piano psicologico: ci sono ragazze che diventano anoressiche, altre sono arrivate ad autolesionarsi "attaccando quel corpo individuato come 'causa' di tutti i loro problemi", altre ancora che si chiudono a riccio nella propria sofferenza condizionando profondamente anche le future relazioni. "Farei quindi molta attenzione prima di definire gioco ciò che fa del male ad una persona", conclude la presidente dell'Osservatorio nazionale adolescenza.

Processo Cpl Concordia, assolti ex manager

Il Tribunale di Napoli Nord in Aversa ha assolto gli ex manager della Cpl Concordia Roberto Casari, Giuseppe Cinquanta e Giulio Lancia dall'accusa di concorso esterno in associazione camorristica. I giudici hanno condannato i due imprenditori Claudio Schiavone e Antonio Piccolo rispettivamente a 6 e a 10 anni. Si conclude così il processo di primo grado sulle opere di metanizzazione in provincia di Caserta. I pm avevano chiesto 12 anni per i due imprenditori Schiavone e Piccolo e 8 anni per gli ex manager della Cpl Concordia, assolti perché il fatto non sussiste. Casari, Lancia e Cinquanta erano accusati di aver stretto rapporti con esponenti del clan dei Casalesi.  

Pagine


cronaca
sport
politica
spettacoli

Rubriche

RICETTE E CURIOSITÀ: ATTENTI A QUEI DUE
di Antonio Sorrentino ed Enzo De Angelis
I PERSONAGGI DEL "ROMA"
di Mimmo Sica
LA SCIENZA PER TUTTI
di Michele Sanvitale
IL COMMERCIALISTA
di Carmine Damiano
TECNOLOGIA&INNOVAZIONE
di Michela Raiola
IL FATTARIELLO
di Edo e Gigi (I Fatebenefratelli)
I PERSONAGGI DEL "ROMA"
di Mimmo Sica