Giovedì 27 Luglio 2017 - 2:43

Sciopero bus e metro, è giovedì nero

ROMA. Giovedì nero per lo sciopero del trasporto pubblico. L'agitazione proclamata dai sindacati Sul, Usb e Faisa Confail si svolge con modalità diverse da città a città.

La situazione più caotica si registra a Roma dove al momento sono chiuse le tre linee della metropolitana e la ferrovia Roma-Lido. Per lo sciopero sono possibili cancellazioni di corse per bus e tram e forti rallentamenti ci sono per la ferrovie Roma-Viterbo, nel tratto urbano, e Termini Centocelle. Il servizio sarà garantito, secondo le consuete fasce di garanzia, dalle ore 17 alle ore 20.
A Termini alcuni viaggiatori, armati di pazienza, aspettano un autobus alle fermate del capolinea semi deserte. Altri cercano di prendere un taxi, ma le file per salire su un'auto bianca sono lunghissime.
Nella Capitale il traffico è in tilt. Rallentamenti, informa Luceverde, si registrano sulla Tangenziale Est, Via Trionfale, via Flaminia, via Salaria, via Cassia e via Laurentina. Code sul Grande Raccordo Anulare di Roma e sul tratto urbano dell'A24. A complicare la situazione della circolazione diversi incidenti che si sono verificati questa mattina. E' spenta la Ztl diurna del centro, mentre saranno in funzione quelle notturne di Trastevere e San Lorenzo.

Disagi anche a Napoli per lo sciopero di 4 ore previsto per le linee bus dalle ore 09:00 alle ore 13:00. Il servizio tornerà completamente regolare circa 30 minuti dopo la fine dello sciopero. L'agitazione interessa anche la Metro Linea 1 e le funicolari.

Anche a Milano lo stop ai mezzi pubblici durerà 4 ore e scatterà alle 18:00 per terminare alle 22:00.

Migranti, Vienna: no esercito al Brennero ma niente invasione

L'Austria cerca di ricucire con l'Italia, dopo la crisi esplosa nelle ultime ore a seguito delle dichiarazioni secondo cui Vienna avrebbe inviato militari al confine per bloccare il flusso dei migranti. «Non stiamo dispiegando blindati al Brennero e posso sottolineare ancora una volta che la cooperazione con l'Italia è veramente buona», ha detto il cancelliere austriaco Christian Kern in una conferenza stampa a Vienna, durante la quale ha bollato come un «equivoco» la crisi esplosa ieri con l'Italia.

Tra l'altro, ha aggiunto Kern, che ha parlato con al fianco il ministro della Difesa Hans Peter Doskozil, responsabile delle affermazioni contestate ed a seguito delle quali la Farnesina ha convocato ieri l'ambasciatore austriaco a Roma, «in questo momento non ci sono indicazioni secondo cui le autorità italiane non sono in controllo della situazione» al confine.

Sul proprio profilo Facebook, intanto, Kern ha pubblicato un messaggio: «Non permetterò che si ripeta una situazione come quella del 2015, quando i rifugiati attraversarono i confini senza controllo. Per questo il ministro della Difesa Hans Peter Doskozil ha preparato su mia indicazione un piano d'emergenza se dovesse servire. Gli austriaci possono contare su di noi», si legge prima di un riferimento distensivo ai rapporti con Roma: «La cooperazione con l'Italia sta andando molto bene, noi continueremo a sostenerla in questa sfida europea».

Citato dal giornale online Krone, Doskozil aveva annunciato ieri che l'Austria imporrà «molto presto» controlli e dispiegherà soldati al confine con l'Italia se non si ridurrà il flusso di migranti in arrivo sulle coste italiane. In realtà, secondo il quotidiano 750 soldati e quattro veicoli blindati sarebbero già stati mandati al Brennero lo scorso fine settimana.

PALAZZO CHIGI. Fonti di Palazzo Chigi prendono atto della correzione di rotta da parte del governo austriaco rispetto all'ipotizzato dispiegamento di uomini e mezzi al confine del Brennero. La collaborazione tra le forze di polizia - sottolineano le stesse fonti - produce ottimi frutti e si basa sul rispetto da entrambe le parti delle regole europee, senza alcun bisogno di truppe o mezzi militari da schierare alla frontiera.

Venezia, donna uccisa in casa a Marghera: sospetti sul figlio

Una donna è stata uccisa in casa a Marghera, verosimilmente per mano del figlio 55enne. Ad accorrere subito sul posto i poliziotti delle Volanti della Questura lagunare, come pure gli investigatori della Squadra Mobile e subito dopo gli specialisti della Polizia Scientifica, allo scopo di raccogliere ogni utile fonte di prova, indizi e testimonianza per risalire alla dinamica dei fatti. Anche l’Autorità Giudiziaria è presente sul posto accompagnata dal dirigente della Squadra Mobile Primo dirigente Stefano Signoretti.

Evasione fiscale, pm chiede un anno per Raoul Bova

Una condanna ad un anno di carcere è stata chiesta dalla Procura di Roma per l'attore Raoul Bova accusato di “dichiarazione fraudolenta mediante artifici". Nel processo sono imputate anche la sorella dell'attore, per la quale è stata sollecitata una condanna a un anno e quattro mesi e la ex moglie Chiara Giordano: anche per lei è stato chiesto un anno di carcere. Secondo l'accusa tra il 2005 e il 2011 ci sarebbe stata un'evasione di quasi 700mila euro.

Caso Consip, perquisizione in casa del giornalista Lillo

“Rivelazione del segreto d'ufficio avvenuta attraverso la pubblicazione del libro 'Di Padre in Figlio'". Con questa ipotesi di reato la Procura di Napoli ha disposto la perquisizione di casa, computer e cellulari del giornalista de Il Fatto Quotidiano Marco Lillo, alla ricerca di tracce informatiche sull'origine dei suoi scoop sull'inchiesta Consip». Ne dà notizia “Il Fatto Quotidiano" sulla sua homepage, sottolineando che il giornalista, al momento in vacanza, non è indagato. La perquisizione, ad opera degli uomini del Nucleo Tributario della Guardia di Finanza di Napoli, è ancora in corso in queste ore a Roma. «Nel decreto - scrive “Il fatto Quotidiano" - di cinque pagine, firmato dal procuratore aggiunto Alfonso D'Avino e dal pm Graziella Arlomede, si spiega che l'inchiesta per la presunta violazione del segreto d'ufficio è nata sulla base di una denuncia-querela degli avvocati di Alfredo Romeo, l'immobiliarista napoletano al centro del caso Consip. Secondo l'ipotesi accusatoria di Napoli, nel lavorare al libro uscito in edicola il 18 maggio scorso Lillo avrebbe attinto a notizie contenute dell'informativa del Noe del 9 gennaio 2017, dall'informativa del febbraio successivo, e di atti di indagine relativi all'inchiesta della Procura di Napoli su Romeo, precedenti e successivi, tra cui la conversazione telefonica tra Matteo Renzi e il padre Tiziano. La Finanza sta cercando questi atti, e le tracce informatiche che potrebbero documentare in che modo e tramite quale fonti Lillo se li è procurati'».

DE MAGISTRIS. «Cosa posso pensare di cose che non conosco, in questo caso leggo le agenzie». Così il sindaco di Napoli Luigi de Magistris commentando le perquisizioni di questa mattina a casa del giornalista Marco Lillo. «La magistratura fa il suo dovere con autonomia e indipendenza - ha aggiunto - Mi pare di capire che c'è un'indagine molto articolata sulla fuga di notizie da parte della Procura di Roma e di Napoli, i cittadini e le istituzioni devono avere fiducia nei magistrati, ma io esprimo la mia solidarietà Marco Lillo perché è un giornalista coraggioso, per bene, bravo a cui la magistratura deve molto perché è lui che certe volte fa scattare le inchieste per quello che scrive - ha concluso - Un grande giornalista che ha la mia solidarietà».

Rc auto, al via controlli a tappeto

ROMA. Stop ai furbetti delle polizze auto. È cominciata ieri e durerà fino all'8 luglio l'operazione 'Mercurio Insurance', con cui la polizia con l'ausilio di telecamere verificherà fino a un milione di targhe sul territorio nazionale. L'operazione mira in particolare -anche attraverso l'attività ordinaria dei posti di blocco- a controllare la validità della copertura assicurativa dei veicoli in questione.

Si tratta di un controllo automatizzato, a tappeto, sul rispetto dell'obbligo gravante sui proprietari di un veicolo in circolazione di dotarsi di copertura assicurativa per la responsabilità civile. L'operazione riguarda l'intera penisola, da nord a sud.

Roma, Marra torna libero: «Raggi mi scongiurò di tornare dall'aspettativa»

ROMA. L'ex capo del personale in Campidoglio Raffaele Marra e l'imprenditore Sergio Scarpelliniimputati per concorso in corruzione, tornano liberi. Entrambi erano ai domiciliari. I giudici revocando i domiciliari hanno imposto l'obbligo di firma giornaliero tra le 19 e le 20, il divieto di espatrio e l'interdizione dai pubblici uffici per un anno.

Processo Marra-Scarpellini, "Raggi chiederà di essere interrogata"

Marra: "Non sono un corrotto": "Io sono un servitore dello Stato. L'arresto mi ha distrutto, devastato". A dirlo l'ex capo del personale in Campidoglio Raffaele Marra nel corso dell'esame in aula nel processo che lo vede imputato. "Io sono una persona perbene - ha detto Marra rispondendo alle domande - non sono un corrotto e spero che ciò emerga dal processo, non ho nulla da nascondere".

Marra ha spiegato che i 367mila chiesti a Scarpellini "erano un prestito per mia moglie. Io ho fatto solo da mediatore e mi sono rivolto a un amico per avere quella cifra. Quello che è stato scritto su di me sono solo falsità, sono stato massacrato dalla stampa".

Sui rapporti con l'imprenditore, Marra ha spiegato: "Sergio Scarpellini l'ho sempre visto molto poco, frequentavo invece il figlio Andrea. Sergio non mi ha mai chiesto di intervenire per agevolare le sue pratiche, non ho mai fatto qualcosa per lui".

L'ex capo del personale in Campidoglio ha spiegato in oltre che non voleva tornare dall'aspettativa ma Raggi "mi chiedeva di darle una mano, mi hanno scongiurato di rientrare". "Le parole 'sono a disposizione' 'agli ordini' sono solite pronunciarle spesso, ci sono in almeno 20 conversazioni, sono stati in Finanza, ho rispetto per le gerarchie e quindi quando mi chiama qualche superiore mi esprimo sempre in questi termini", ha spiegato.

Anche Scarpellini in aula ha spiegato che "al Comune lui per me non avrebbe potuto fare niente, non sapeva nulla dei miei rapporti professionali con il Campidoglio. Con lui c'era solo un rapporto di simpatia - ha detto l'imprenditore - Non sapevo che stava dalla Raggi l'ho appreso dai giornali".

Di sé ha detto: "Sono un imprenditore all'antica, mi e' piaciuto sempre aiutare la gente, ho fatto prestiti a tanti. Io non mi merito di stare qui, quando ho letto l'ordinanza cautelare sono diventato pazzo". La prossima udienza è prevista il prossimo 14 settembre con l'esame dei testimoni chiamati dalla difesa di Scarpellini.

Caso Consip, disposti i domiciliari per Alfredo Romeo

ROMA. Sono stati disposti i domiciliari per Alfredo Romeo, l'imprenditore napoletano arrestato lo scorso primo marzo con l'accusa di corruzione nell'ambito dell'inchiesta Consip assieme all'ex dirigente della società, Marco Gasparri. Romeo sarebbe però ancora detenuto nel carcere romano di Regina Coeli in attesa del braccialetto elettronico. Il processo per Romeo e Gasparri è stato fissato per il 19 ottobre prossimo.

Migranti, l'Austria blinda il confine: pronti truppe e carri armati

VIENNA. Si alza la tensione in Europa sulla questione migranti. Secondo quanto scrive l'edizione on line del Krone Daily l'Austria avrebbe schierato 750 soldati quattro veicoli blindati al Brennero lo scorso fine settimana. Al giornale il ministro della Difesa austriaco Hans Peter Doskozi ha dichiarato che l'Austria imporrà "molto presto" controlli e dispiegherà soldati al confine con l'Italia se non si ridurrà il flusso di migranti in arrivo sulle coste italiane. "Mi aspetto - ha aggiunto - che molto presto saranno attivati controlli alle frontiere e che sarà richiesto un dispiegamento dei militari".

"A seguito delle dichiarazioni del governo austriaco circa lo schieramento di truppe al Brennero - si legge in una nota del ministero degli Esteri - il segretario generale del ministero degli Esteri e della Cooperazione internazionale, ambasciatore Elisabetta Belloni, ha convocato stamane alla Farnesina l'ambasciatore austriaco a Roma, René Pollitzer".

"In Austria si sente il clima elettorale". Così il presidente della Provincia autonoma di Bolzano, Arno Kompatscher, commenta all'Adnkronos l'intenzione dell'Austria, dove a ottobre si terranno le elezioni, di dispiegare l'esercito per difendere i confini dall'arrivo dei migranti.

"Ora - aggiunge Kompatscher - si parla di carri armati, ma non c'è nessuna novità - prosegue - Ogni due settimane, mediamente, c'è una comunicazione di qualche rappresentante del governo austriaco o di un governatore che diceva che erano pronti a iniziare con i controlli". "La situazione al Brennero è stabile, calma, anche le statistiche lo dicono - prosegue facendo riferimento alla situazione migranti al confine - I controlli ci sono in piena collaborazione tra forze dell'ordine italiane e austriache. Anche la Ue non ha autorizzato controlli ulteriori, c'è già un sistema di controlli che funziona".

L'uscita del ministro della Difesa austriaco, secondo il presidente della Provincia autonoma di Bolzano, ha a che fare "con il fatto che in Austria si vota" e la tempistica è legata al fatto che l'Italia, in Europa, "ha chiesto di cambiare passo". "Io sostengo al 100 per cento la linea del governo Gentiloni che chiede un cambio di passo alla Ue e a tutti gli Stati perché l'Italia non può essere lasciata sola - conclude Kompatscher - Piuttosto che parlare di carri armati, bisogna organizzarsi per dare una mano all'Italia e intervenire sul fenomeno già in Africa".

Per il sindaco di Brennero, Franz Kompatscher, al momento non c'è "nessuna emergenza". "Ci sono pochissimi profughi - dice all'Adnkronos - abbiamo vissuto altri tempi emergenziali, al momento quello che dicono mi sembra esagerato".

"La situazione è tranquilla - prosegue - e non è possibile passare il confine facilmente: i migranti sanno che ci sono controlli sia sulla parte italiana che su quella austriaca e quindi neppure cercano la strada per il Brennero". Per il primo cittadino quella dell'Austria è una mossa elettorale: "In Austria sono a pochi mesi dalle elezioni - osserva Kompatscher - Ora chiaramente qualcuno mostra i muscoli".

La Commissione europea intanto ha fatto sapere di essere al lavoro per preparare alcune "misure concrete" sul dossier migranti, dopo l'incontro di domenica dei ministri dell'Interno di Francia, Germania, e Italia e del commissario Ue Dimitris Avramopoulos a Parigi. Le misure saranno discusse oggi al collegio dei commissari. Uno dei nodi più spinosi da sciogliere sarà l'ipotesi di far sbarcare i migranti soccorsi non solo in Italia ma in porti di altri Paesi Ue.

Migranti, l'85% degli arrivi in Italia

ROMA. Ha superato quota 100mila il numero complessivo di migranti e rifugiati arrivati in Europa dal Mediterraneo dall'inizio dell'anno: sono 101.210. Tra questi 85.183 hanno raggiunto l'Italia, 9.290 la Grecia, 6.464 la Spagna, 273 Cipro. Il dato è stato fornito dall'Organizzazione internazionale delle migrazioni, l'Oim, che stima in 2.247 i migranti morti in mare nello stesso periodo.

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