Domenica 18 Novembre 2018 - 15:45

"Sono un fenomeno paranormale", è boom in tutta Italia

Arrivano da tutta Italia, nessuna regione esclusa. Nessuno resiste alla tentazione di sottoporsi alla sfida di dimostrare di avere facoltà paranormali, sottoponendosi a un esame scientifico. "In Italia abbiamo visto circa 200-300 persone, ma finora nessuno è riuscito a dimostrare nel nostro Paese o nel mondo di avere questi poteri - spiega all'Adnkronos Massimo Polidoro, segretario nazionale del Comitato italiano per il controllo delle affermazioni sul paranormale (Cicap) -. Arrivano da tutte le regioni, nessuna esclusa. Non sono ciarlatani, ma gente che non riesce a spiegarsi perché succede qualcosa. Noi lo sottoponiamo a delle prove e glielo spieghiamo". C'è chi sostiene di poter vedere il contenuto di una scatola sigillata, "di saper volare", cosa si nasconde dietro un muro, spiega Polidoro, di vedere il futuro, di trovare l'acqua tramite "misteriose vibrazioni" e chi "sostiene di riuscire a spostare gli oggetti con la forza del pensiero". La sfida del premio Randi da un milione di dollari, continua con il Cicap, nonostante il più grande investigatore di fenomeni inspiegabili sia andato ormai in pensione. "C'era mi ricordo una signora che sosteneva di riuscire a 'mummificare' le uova, sostenendo di avere un'energia che usciva dalle proprie mani. La verifica è stata prendere dieci piatti, rompere un uovo su ciascuno di questo e darne uno alla signora, chiedendole di 'imporre' le mani come faceva di solito, mentre gli altri restavano come gruppo di controllo. Il risultato? In effetti il suo uovo era rinsecchito, disidratato come mummificato, ma anche gli altri nove. Si era trattato soltanto di un fenomeno naturale". "Come sempre succede non si è convinta di non avere poteri soprannaturali, anzi, ha detto: 'Allora questo significa che tutti noi li abbiamo, non solo io'". Una reazione comune a tutti, conclude il direttore, "finora nessuno è riuscito a superare il test da noi e nel mondo, ma non ho mai visto qualcuno che uscisse realmente convinto di non avere poteri paranormali, nonostante l'esito negativo ai nostri test, d'altra parte li capisco umanamente perché tutti noi abbiamo bisogno di sentirci un po' speciali".

Prende ostaggi alle Poste: "Voglio parlare con Salvini"

Un uomo, armato di coltello, si è asserragliato dentro un ufficio postale prendendo in ostaggio 5 dipendenti. E' accaduto questa mattina alle 9 a Pieve Modolena, frazione di Reggio Emilia.

L'uomo, che nel frattempo ha liberato uno degli ostaggi, è Francesco Amato. Condannato pochi giorni fa a 19 anni di carcere nell'ambito maxi processo di 'Ndrangheta Aemilia, ha chiesto di parlare con il ministro dell'Interno Matteo Salvini.

Amato, sul cui capo, dopo la condanna, pendeva un ordine di carcerazione, aveva fatto perdere le proprie tracce fino a stamani. Entrando nella filiale, Amato avrebbe gridato "sono quello condannato a 19 anni in Aemilia", brandendo un coltello da cucina e minacciando la direttrice della filiale. All'esterno dell'ufficio postale i carabinieri, la polizia e il pm Iacopo Berardi assieme al procuratore capo Marco Mescolini stanno trattando con l'uomo. Si valuta l'intervento di forze speciali.

Secondo quanto si apprende dalle forze dell’ordine, che hanno immediatamente circondato l’edificio e chiuso al traffico le strade limitrofe per ragioni di sicurezza, al momento Amato non starebbe collaborando. Secondo quanto si apprende, l'ostaggio liberato, una donna, appena uscita ha avuto un mancamento ed è stata soccorsa dal 118.

Il maltempo fa strage in Sicilia: 12 morti. Tra le vittime due bambini

Dodici vittime. E' drammatico il bilancio dell'ondata di maltempo che ha colpito la Sicilia. La furia dell'acqua e del fango ha ucciso ieri nove persone, tra cui due bambini, a Casteldaccia. L'altra vittima che si registra nel palermitano è un uomo che ha perso la vita a Vicari. Si aggiungono poi altre due vittime nell'agrigentino. Si tratta di due persone travolte da un torrente esondato a Cammarata. I Vigili del fuoco stanno tentando di recuperare i corpi.

LA STRAGE A CASTELDACCIA - La villetta di contrada Dagali Cavallaro in cui si trovavano nove delle vittime è stata travolta dal fango dopo che il fiume Milicia è esondato. All'interno dell'abitazione, poco prima della tragedia c'erano dodici persone, due nuclei familiari. I morti sono due bambini di uno e tre anni, un ragazzo di 15 anni e 6 adulti. Un uomo è riuscito a salvarsi arrampicandosi su un albero posto nelle immediate vicinanze della villetta, mentre altre due persone, un adulto e una bambina, al momento della esondazione non erano presenti in casa in quanto si erano allontanati poco prima per effettuare una commissione.

LA FURIA DI ACQUA E FANGO- L'acqua e il fango proveniente dal fiume Milicia hanno sfondato i vetri della villetta di Casteldaccia, raccontano i soccorritori che sono intervenuti subito dopo la tragedia nell'abitazione che si trova a poche centinaia di metri dal fiume esondato. "Non c'è stato il tempo per salvarsi - dicono - Una sola persona è riuscita a salvarsi solo perché è salito su un albero". L'acqua e il fango hanno raggiunto il tetto della casa. La villa, che si trova a poche centinaia di metri dal fiume Milicia esondato, è su un'unica elevazione. Questa mattina c'è la devastazione. Un camper finito contro un muro, due auto accartocciate, sedie a sdraio sul tetto, e ancora oggetti sparsi su tutto il terreno. Le salme delle nove persone morte sono state recuperate dai sommozzatori dei Vigili del fuoco.

APERTA INCHIESTA - La Procura di Termini Imerese (Palermo) ha aperto un'inchiesta sulla tragedia di Casteldaccia. Al momento il fascicolo è contro ignoti e senza ipotesi di reato. Il Procuratore di Termini Imerese (Palermo) Ambrogio Cartosio si è recato questa mattina nella villetta poi ha sorvolato a bordo di un elicottero dei carabinieri l'area interessata dall'alluvione. I pm attendono la relazione della Polizia giudiziaria per ulteriori sviluppi dell'inchiesta.

CONTE IN SICILIA - Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha annunciato: "Sto partendo per la Sicilia". Il premier sorvolerà le zone colpite dal maltempo per rendersi conto dell'entità dei danni. Conte si recherà anche alla camera mortuaria al Policlinico di Palermo dove si trovano le nove vittime della tragedia di Casteldaccia. Subito dopo, insieme al capo della protezione civile Borrelli, terrà una riunione in Prefettura con tutte le forze impegnate nei soccorsi.

LE VITTIME - Le nove vittime della strage alla villetta vivevano tra Casteldaccia, Palermo, Santa Flavia e Bagheria, sempre nel palermitano. La più piccola aveva appena un anno e si chiamava Rachele Giordano. Ecco i nomi delle altre persone morte: Francesco Rugò, 3 anni; Federico Giordano, di 15 anni; la madre Stefania Catanzaro, 32 anni e moglie di uno dei tre sopravvissuti, Giuseppe Giordano; il nonno Antonino Giordano, 65 anni, e la moglie Matilde Comito, 57 anni. E ancora, il figlio Marco Giordano, di 32 anni, e la sorella Monia Giordano, di 40; infine Nunzia Flamia, 65 anni. A Vicari, invece, ha perso la vita Alessandro Scavone di 44 anni, consigliere comunale a Salemi, trovato morto dai Vigili del fuoco. Altre due vittime si registrano nell'agrigentino. Adesso si cerca un medico nella zona di Corleone disperso da ieri sera.

PARLA L'UNICO SUPERSTITE- L'unico superstite della tragedia di Casteldaccia agli inquirenti che conducono l'inchiesta ha raccontato: "E' successo tutto in pochi secondi, all'improvviso l'acqua e il fango hanno sfondato i vetri, tutte le imposte. Non abbiamo più capito niente. In pochi istanti l'acqua ha raggiunto il tetto. Io sono riuscito a uscire e salire sull'albero. Solo per questo mi sono salvato". L'uomo si trovava nella villetta con altre nove persone, per cenare. Altre due persone, un uomo e una bambina di tre anni, erano andati a comprare dei dolci in centro e si sono salvati solo per questo motivo.

LA TESTIMONIANZA DEI VIGILI DEL FUOCO -Parlando con l'Adnkronos, il Comandante dei Vigili del fuoco di Palermo, Pietro Foderà, che sta seguendo la tragedia di Casteldaccia, racconta: "Si è scatenato l'inferno in pochissimo tempo". "Alle 23 di ieri- racconta il Comandante - sono arrivate in pochissimi minuti tantissime chiamate, da Vicari e da tutto il Centro Sicilia, e poi da Ficarazzi e da Casteldaccia. C'erano fiumi esondati e persone in grossa difficoltà".

"UNA TRAGEDIA IMMENSA" - "Una tragedia immensa, infinita. Non ci sono parole". Il sindaco di Casteldaccia (Palermo) Giovanni Di Giacinto è visibilmente sotto choc. Ha trascorso tutta la notte davanti alla villetta di contrada Dagali. "E' stato straziante - dice Di Giacinto all'Adnkronos - Sono andato via da lì solo poco fa. Stiamo parlando di nove persone, tra cui dei bambini piccoli. Solo una persona è riuscita a salvarsi solo perché è riuscito a salire su un albero". "Ieri sera qui non pioveva neppure tanto - aggiunge il sindaco, ex deputato regionale siciliano - e il fiume non era particolarmente ingrossato. Una tragedia terribile. Immagino che l'acqua sia venuta già dall'entroterra". La villetta sommersa si trova a circa 100, duecento metri dall'argine del fiume. O da quello che rimane dell'argine del fiume". Il sindaco annuncia per i prossimi giorni il lutto cittadino a Casteldaccia.

DISPERSO UN MEDICO A CORLEONE - Risulta ancora disperso il medico Giuseppe Liotta, 40 anni, che ieri sera si stava recando all'ospedale di Corleone (Palermo) per il cambio turno. Per cercarlo sarà utilizzato anche un drone . La sua auto è stata rinvenuta all'incrocio tra la Strada Statale 18 e la Strada provinciale 96, chiusa a chiave. Con ogni probabilità, vista la situazione, con l'acqua e il fango che stavano sommergendo la strada, il medico è sceso dalla sua auto per cercare di salvarsi. Il telefono cellulare risulta spento da ieri. Gli ultimi contatti sono stati registrati con i suoi parenti a cui il medico ha detto di essere preoccupato per il maltempo.

EMERGENZA NEL PALERMITANO - Il maltempo sta mettendo in ginocchio il palermitano. Quindici famiglie sono state evacuate a scopo precauzionale a Castronovo di Sicilia dopo che diversi massi si sono staccati dal sovrastante costone roccioso a causa delle abbondanti piogge. A Lercara Friddi due famiglie sono state tratte in salvo dopo essere rimaste bloccate all'interno delle proprie abitazioni, invase da acqua e fango. A Trabia, invece, i carabinieri sono intervenuti in contrada Sant'Onofrio, dove hanno salvato un uomo di 47 anni rimasto bloccato all'interno della propria auto in un sottopassaggio, completamente invaso dall'acqua.

IL NUMERO SOLIDALE - In considerazione della grande estensione dell'eccezionale ondata di maltempo che sta interessando vaste aree di tutto il territorio nazionale, la campagna di raccolta fondi attraverso il numero solidale 45500, attivo da oggi, è rivolta a tutte le regioni colpite. I fondi raccolti saranno ripartiti in percentuale tra le regioni in base ai danni subiti.

Furia maltempo, abbattuta la foresta dei violini

Ancora una strage di alberi a causa del maltempo. Dopo quella di Stradivari, è stata abbattuta l'altra foresta che ha dato vita a violini oggi famosi nel mondo: la foresta della Val Saisera, la foresta degli abeti rossi. "Era l'estremo baluardo difensivo dell'Impero Asburgico - spiega Franco Polo, Coordinatore delle Guide Ambientali Escursionistiche Aigae del Friuli Venezia Giulia, secondo cui "siamo dinanzi ad un danno di cui non abbiamo ancora coscienza". "Ho visto interi versanti con schianto di alberi e penso all'inevitabile dissesto che ne seguirà, sostiene Polo, per il quale "il danno al patrimonio naturale è pesante con ferite che non si rimargineranno subito".

Risultano inoltre "isolate intere valli - prosegue il ccordinatore delle guide alpine - come la val Cellina, Val Vajont, Val Degano, l'alta Val Tagliamento, la zona di Sauris e dal Friuli la località turistica di Sappada per non parlare delle diverse frazioni isolate in un territorio di 300 km quadrati". E ancora, numerosi paesi sono senza corrente elettrica, in particolare 26 comuni in Carnia "hanno l'obbligo di bollire l'acqua perché gli acquedotti sono mal ridotti".

Roma, incendio in ospedale: evacuati pazienti

Incendio nella notte all'ospedale Villa San Pietro di Roma. Non ci sono né persone ferite né persone rimaste intossicate dal fumo. Il rogo si è sviluppato alle prime ore dell'alba al piano interrato dell'ospedale a causa di un corto circuito nell'impianto elettrico, diffondendo molto fumo anche ai piani superiori della struttura ospedaliera. E' così scattato il piano di emergenza con l'intervento immediato dei vigili del fuoco che, insieme al personale del 118, ha provveduto al trasferimento di circa 100 pazienti presso altri ospedali limitrofi. Subito dopo il rogo, in particolare, sono stati immediatamente trasferiti i sei pazienti che si trovavano in rianimazione: tre sono stati portati al Gemelli e tre trasferiti tra San Giovanni e Civitavecchia. La Procura di Roma ha intanto aperto un fascicolo di indagine sul rogo. I pm procedono al momento contro ignoti per il reato di incendio e sono in attesa di un'informativa sull'accaduto da parte delle forze dell'ordine intervenute sul posto.

A quanto si apprende, le fiamme sarebbero scoppiate dal generatore del blocco operatorio e sono state subito spente dai vigili del fuoco. Il rogo ha messo però ko la colonna impianto della corrente elettrica che al momento sarebbe in funzione solo nel blocco Sala Parto. Tanto che è in corso di valutazione il trasferimento di circa 400 pazienti. "Dall'ospedale Villa S.Pietro - spiega all'Adnkronos Salute l'Ares 118 che con i suoi mezzi e i suoi uomini è intervenuta questa mattina in seguito all'incendio - sono stati già evacuati 15 pazienti (della terapia intensiva, i neonati e le gestanti) - in seguito arrivati a 100, ndr. - ma siamo pronti ad evacuare tutti i 400 pazienti se ci dovessero essere la necessità. Molti dei degenti trasferiti sono stati trasportati in sicurezza al S.Andrea, al Gemelli, all'Isola Tiberina e alcune donne in gravidanza in attesa del parto alla clinica Santa Famiglia".

"La situazione è costantemente monitorata - riferisce in una nota l'Assessorato alla Sanità e l'Integrazione Sociosanitaria della Regione Lazio - sono stati già liberati sia il Pronto Soccorso che il reparto di Pediatria. Si stanno trasferendo tutti i pazienti ad alta complessità dalla terapia intensiva e sono state allertate tutte le strutture che riceveranno i pazienti con un codice di priorità, per i più piccoli è stato allertato anche il Bambino Gesù. Per i pazienti che sono in condizione di essere dimessi si sta procedendo alle dimissioni".

Caso Orlandi, si lavora sui denti del teschio

Potrebbero arrivare già lunedì i primi risultati ufficiali sugli esami condotti sulle ossa rinvenute nella sede della Nunziatura Apostolica in via Po a Roma. L'ipotesi è che i resti trovati possano essere di Emanuela Orlandi, la giovane cittadina vaticana scomparsa nel 1983. In particolare si dovrebbe avere certezza sul sesso. Servirà invece ancora qualche giorno per l’esame del Dna e per sapere la data della morte.

L’attenzione degli inquirenti è puntata anche sul teschio rinvenuto, e in particolare sull’arco dentale. Si cerca di capire se un molare possa essere un dente del giudizio e questo porterebbe a escludere che le ossa appartengano ad un minore.

Catastrofe maltempo, paesi isolati nel bellunese

Dal Trentino alla Liguria fino alla Sicilia ormai i danni non si contano più. Il maltempo che imperversa sulla Penisola ha portato morte e distruzione. Allagamenti, strade chiuse per frane o trasformate in fiumi, coltivazioni devastate, alberi abbattuti dalla violenza del vento, come la strage di fusti documentata dalle impressionanti immagini dei vigili del fuoco. Oggi esondazioni stanno colpendo la Sicilia, l'allerta è rossa in parte del Veneto. Nella provincia di Belluno ci sono paesi isolati.

DISASTRO NEL BELLUNESE- Nel bellunese continua a piovere e la situazione peggiora di ora in ora sul fronte della viabilità e dei collegamenti a causa delle frane, con il terreno già impregnato che non tiene più. Da questa mattina la strada tra Cencenighe e Agordo è bloccata da una frana, con alcuni Comuni che restano isolati; mentre già ieri era stata bloccata la strada tra Frassenè e Gosaldo, che è isolata, dato che non si può andare neppure verso il Trentino, con il Passo Cereda chiuso. A Selva di Cadore la strada verso Caprile è chiusa per la frana da ieri, mentre quella verso la val Fiorentina è interrotta, con l'unico collegamento che resta quindi il Passo Giau verso Cortina d'Ampezzo. A Lamon la strada verso Zavena è bloccata da una frana, la tanta acqua che è scesa ha portato via un pezzo di carreggiata. Sono oltre trenta le strade provinciali interrotte. Anche Cibiana è praticamente bloccata.

IMPRESE IN GINOCCHIO- "Il sistema delle imprese è in una situazione di emergenza più o meno in tutta la provincia" dice a Labitalia Andrea Ferrazzi, direttore generale di Confindustria Belluno Dolomiti. "I danni strutturali - spiega - in particolare li hanno subiti le imprese che ricadono nell'area industriale di Longarone, dove ci sono, tra le altre, le aziende del settore dell'occhialeria. Qui ci sono stati allagamenti, danni ai tetti e ai macchinari. Ma è troppo presto per fare una stima".

LA SITUAZIONE DEL PO- Dal monitoraggio della Coldiretti emerge che per effetto delle intense precipitazioni che hanno accompagnato la nuova ondata di maltempo il livello idrometrico del fiume Po è già salito di quasi 2,5 metri nelle ultime 24 ore . Questa mattina al Ponte della Becca (Pavia) il livello è di 3,5 metri sopra lo zero idrometrico ossia oltre sei metri superiore rispetto allo stesso giorno dello scorso anno.

LA STIMA DEI DANNI - Nubifragi, raffiche di vento, esondazioni, trombe d’aria e grandinate hanno colpito pesantemente l’agricoltura con danni che superano i 150 milioni di euro, secondo un primo bilancio della Coldiretti, tra ulivi secolari sradicati, boschi decimati, coltivazioni distrutte, semine perdute, campi allagati, muri crollati, serre distrutte, stalle ed edifici rurali scoperchiati, ma anche problemi alla viabilità provocati da frane e smottamenti. Dalle olive, in fase di piena raccolta, agli ortaggi, sono molte le coltivazioni autunnali compromesse.

GLI INTERVENTI - Dall’inizio dell’emergenza maltempo sono oltre 14.000 gli interventi di soccorso effettuati dai Vigili del Fuoco sul territorio nazionale e 5.000 i vigili impegnati anche oggi. Nelle regioni Veneto, Liguria e Toscana, ricorda una nota, il dispositivo di soccorso è stato implementato con l’invio di sezioni operative dalle regioni limitrofe. La quasi totalità dei comandi provinciali è impegnata in centinaia di interventi per allagamenti diffusi, smottamenti, esondazioni di torrenti e corsi d’acqua in genere, alberi e strutture varie abbattuti o pericolanti, dissesti statici e soccorso ordinario.

COSA CI ASPETTA- Le previsioni indicano che non è finita. Una serie di perturbazioni, infatti, continuerà a far piovere su molte regioni, non solo in questo weekend, ma anche la prossima settimana. Il team del sito www.iLMeteo.it comunica che domani nella prima parte della giornata le precipitazioni riguarderanno principalmente il Nord, la Toscana, il Lazio e la Sicilia, poi nel pomeriggio continueranno a bagnare solamente il Piemonte e la Liguria, ma anche la Sardegna. In serata peggiorerà fortemente sulle due isole maggiori. Domenica il maltempo, che colpirà intensamente Sardegna e Sicilia si estenderà al resto del Sud, raggiungerà il Centro come il Lazio, l’Umbria e la Toscana e infine il Nord come l’Emilia Romagna, mentre continuerà a piovere sul Piemonte e la Liguria. "Anche la prossima settimana un treno di perturbazioni raggiungerà a più riprese le regioni centro-settentrionali e la Sardegna con piogge e locali temporali - avverte Antonio Sanò, direttore e fondatore del sito www.iLMeteo.it - Sarà più asciutto il Sud dove però peggiorerà nella giornata di mercoledì".

Maltempo, si aggrava il bilancio delle vittime: 10 morti

ROMA. Si aggrava il bilancio delle vittime per l'ondata di maltempo che ha investito l'Italia negli ultimi giorni. Sale a dieci il numero dei morti con il ritrovamento del corpo di un pescatore, disperso nel lago di Levico, in Trentino. Dell'uomo non si avevano più notizie dopo che ieri era uscito per controllare gli ormeggi della sua barca. Sempre in mattinata è stata ritrovata priva di vita nella sua abitazione la donna data per dispersa a seguito della frana caduta ieri sera nella zona di Campeggio di Dimaro (Trento). Recuperato anche il corpo del surfista uscito ieri in mare a Cattolica e gettato contro la scogliera dal forte vento. Nella notte invece un vigile del fuoco volontario è deceduto durante il taglio di un albero pericolante per il forte vento a San Martino in Badia, in provincia di Bolzano. Sempre a causa della caduta di alberi ieri due persone sono morte schiacciate nella loro auto, nel frusinate, e un'altra persona ha perso la vita a Terracina. Una persona è morta a Napoli mentre camminava, colpita da un altro albero abbattuto, e una quinta persona è deceduta dopo essere stata colpita da un cornicione vicino a Savona. Un'altra vittima è stata poi registrata in serata, travolta da un albero a Feltre, in provincia di Belluno. Risulta ancora disperso invece il proprietario della barca a vela finita domenica scorsa contro gli scogli del porto di Catanzaro.

La violenta perturbazione, che ha portato nubifragi, vento forte, mareggiate e frane da nord a sud, ha provocato la caduta di migliaia di alberi e anche danni e disagi alla viabilità, con problemi alla circolazione ferroviaria e aerea. A Venezia è stata registrata la quarta acqua più alta di tutti i tempi mentre su alcune strade statali si sono verificate limitazioni al transito. Oggi in diverse città, tra cui Roma e Genova, le scuole resteranno chiuse per il secondo giorno consecutivo. Considerando la situazione, infatti, ieri il Viminale ha invitato i prefetti "a valutare l'opportunità di limitare, a tutela della pubblica e privata incolumità, gli spostamenti della popolazione e il conseguente aumento dei volumi di traffico, attraverso l'adozione di provvedimenti di chiusura delle scuole e degli uffici pubblici presenti sul territorio". Occhi puntati anche sul livello di fiumi e torrenti, osservati speciali in queste ore, sia per quanto riguarda i bacini grandi che quelli medio-piccoli, già messi alla prova dall'intensità delle precipitazioni dei giorni scorsi. La Protezione Civile sta ora valutando gli sviluppi meteorologici dopo aver confermato ieri sera l'allerta rossa in sei regioni tra cui Abruzzo, Liguria, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige.

Pompiere in isolamento per protestare contro il Governo

NAPOLI. Quello dei vigili del fuoco è, tra i Corpi dello Stato, il meno retribuito. Lo sanno bene gli addetti ai lavori. Carmine Cristiano, segretario territoriale Uil del settore, precisa come «nonostante il lavoro estremamente rischioso, i vigili del fuoco non beneficiano di alcuna forma di assicurazione per gli infortuni sul lavoro e per le malattie professionali come accade, invece, per qualsiasi altro lavoratore sia pubblico che privato, con pensioni che saranno da fame. In aggiunta - aggiunge Cristiano - il Comando di Napoli soffre di carenze dovute ai tagli devastanti intercorsi negli anni, carenze che riguardano il vestiario, i mezzi, le protezioni. Le strutture che cadono a pezzi e le gare al ribasso peggiorano le gravi situazioni esistenti minando la sicurezza e la salubrità dei vigili del fuoco quasi quanto il rischio che corrono durante gli interventi di soccorso. Come non accennare poi alla questione incendi e roghi che da anni affliggono e mettono a serio rischio la salute dei lavoratori. Dette problematiche sono particolarmente sentite dai vigili del fuoco napoletani costretti da decenni ad operare nella cosiddetta “Terra dei fuochi“ esponendosi per dovere ad una quantità incredibile di inquinanti presenti in tutte le combustioni che affrontano. Riteniamo gravissimo - sottolinea Cristiano - che per un siffatto tema, esistano misure preventive inefficaci e non vi siano strumenti compensativi. Ormai noi vigili del fuoco viviamo consapevoli che da un momento all’altro una terribile patologia possa colpirci. Senza tutele né prima e né dopo, e nel silenzio assordante, negligente e colpevole di tutti, dal Dipartimento alla politica, per loro è meglio tenere la testa sotto la sabbia e lasciare al lavoratore l’onere della prova che il suo amato e dannato lavoro sia causa di malattie e morte».
In segno di forte protesta, il capo squadra esperto Antonello Di Malta, dirigente sindacale Uil vigili del fuoco, ha deciso di scioperare su un’isola deserta sino a quando verrà ascoltata la voce dei cigili del fuoco. Il Governo si è impegnato, accogliendo le richieste della Uil Vigili del fuoco, di portare gli stipendi dei pompieri a livelli perlomeno pari agli altri lavoratori del settore sicurezza. «Chiacchiere -spiega Di Malta - Non hanno stanziato nulla per mantenere le promesse fatte. Ho scelto Lampione, un isolotto dell’Agrigentino lungo 200 metri e largo 180, per simboleggiare l’isolamento dei vigili del fuoco nonostante le belle parole per loro riservate dopo ogni tragedia, salvo dimenticarsene subito dopo e fino alla nuova emergenza». «Non è morale abusare dei vigili del fuoco in questo modo», rincara la dose Cristiano che lancia un ulteriore monito: «Hanno cercato in tutti i modi di delegittimare il sindacato, cercando di allontanare i lavoratori dall’unico vero strumento di tutela che hanno. La Segreteria Territoriale Uil dei vigili del fuoco di Napoli esprime vicinanza e solidarietà al collega Antonello Di Malta da cinque giorni in isolamento».

Mattarella: pluralismo dell'informazione imprescindibile

ROMA. "L'irrobustimento delle voci espressive di identità e realtà rappresenta un servizio reso alla intera comunità della Repubblica: il pluralismo e la libertà delle opinioni sono condizioni imprescindibili per un Paese civile, come afferma la nostra Costituzione". Lo dice il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in una messaggio per i 30 anni dell'agenzia Sir. "In questo spirito desidero esprimere l'augurio che il vostro lavoro continui ad essere un contributo importante a una corretta informazione basata sul rispetto reciproco e sulla affermazione dei diritti della persona e delle comunità, valori su cui si fonda la nostra convivenza", scrive tra l'altro il Capo dello Stato. Parole che suonano anche come una netta bocciatura della proposta del Movimento Cinque Stelle di azzerare il Fondo per il pluralismo.

La Federazione nazionale della Stampa italiana e l'Ordine nazionale dei giornalisti ringraziano in una nota il presidente Sergio Mattarella "che, per la quarta volta nel giro di pochi giorni, ha sentito il bisogno di richiamare l'attenzione collettiva sul valore della libertà di informazione, architrave di ogni ordinamento democratico". "Parole, le sue, ancora più significative perché racchiuse nel messaggio inviato alla Sir, agenzia di informazione religiosa, a qualche ora dall'annuncio della chiusura dei fondi di garanzia a sostegno del pluralismo editoriale e dai reiterati attacchi contro giornalisti e giornali del gruppo Gedi - prosegue la nota -. Non assisteremo in silenzio a questa offensiva contro l'articolo 21 della Costituzione e contro la pluralità delle voci e, nelle prossime ore, proporremo a tutte le parti sociali e a tutte le associazioni interessate alla tutela del diritto ad informare e ad essere informati di promuovere tutte le iniziative necessarie a contrastare un disegno intollerante e intollerabile". 

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