Venerdì 23 Giugno 2017 - 5:14

Genova, il Papa fra gli operai dell'Ilva: lavoro priorità umana

GENOVA. È atterrato alle 8.20 all'aeroporto Cristoforo Colombo di Genova il volo di Papa Francesco. Il Pontefice è arrivato nello scalo genovese a bordo di un Falcon dell'aeronautica militare, partito dall'aeroporto di Ciampino. Ad attenderlo le massime autorità genovesi civili ed ecclesiastiche per la prima accoglienza in città.

Prima tappa della visita pastorale è lo stabilimento Ilva di Cornigliano per l'incontro col mondo del lavoro all'interno del magazzino 'prodotti finiti'. Presenti oltre 3.500 persone provenienti da un centinaio di aziende genovesi. Il Pontefice, lasciata l'auto blindata ai cancelli dello stabilimento, ha proseguito a bordo della Papamobile e ha raggiunto il palco applaudito dai presenti. 'Francesco, Francesco, Francesco', il coro degli operai.

Il mondo del lavoro è una "priorità umana e pertanto è una priorità cristiana. È anche una priorità del Papa", ha detto il Pontefice, che tiene un discorso fortissimo: "Il vero imprenditore conosce i suoi lavoratori perché lavora accanto a loro, con loro: non dimentichiamo che l'imprenditore deve essere prima di tutto un lavoratore. Se non ha questa esperienza della dignità del lavoro non sarà un buon imprenditore".

Guai dice il Papa agli imprenditori-speculatori: "Nessun buon imprenditore ama licenziare la sua gente. Chi pensa di risolvere il problema della sua impresa licenziando gente, non è un buon imprenditore, è un commerciante. Oggi vende la sua gente, domani vende la dignità propria. Si soffre sempre e a volte da questa sofferenza nascono nuove idee per evitare il licenziamento: questo è il buon imprenditore", Bergoglio cita un episodio accaduto durante la messa a Santa Marta: "Ricordo all'uscita si avvicina un uomo e piangeva. 'Sono venuto a chiedere una grazia, io sono al limite e devo fare una dichiarazione di fallimento, questo significherebbe licenziare una sessantina di lavoratori e non voglio perché sento che licenzio me stesso' E quell'uomo, bravo imprenditore, piangeva e lottava per la sua gente. Era sua", osserva il Papa.

Francesco denuncia: "Una malattia dell'economia è la progressiva trasformazione degli imprenditori in speculatori: l'imprenditore non va assolutamente confuso con lo speculatore, sono due tipi diversi. Lo speculatore è una figura simile a quella che Gesù chiama nel Vangelo mercenario, non ama azienda e lavoratori ma li vede solo come mezzi per fare profitto".

"Lavoro per tutti". Papa Francesco cita l'articolo 1 della Costituzione italiana: "Il lavoro è amico dell'uomo e l'uomo è amico del lavoro e per questo non è facile conoscerlo come nemico perché si presenta come persona di casa anche quando ci colpisce e ci ferisce. Uomini e donne si nutrono con il lavoro, col lavoro sono unti da dignità. Per questa ragione attorno al lavoro si edifica il patto sociale perché quando non si lavora o si lavoro poco, male, o troppo è la democrazia che entra in crisi. E' tutto il patto sociale anche questo è il senso dell'art. 1 della Costituzione italiana che è molto bello: 'L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro'".

"Possiamo dire - scandisce il Papa - che togliere il lavoro alla gente o sfruttare la gente con il lavoro indegno o malpagato è anticostituzionale. Se non fosse fondata sul lavoro, l'Italia non sarebbe una democrazia". Da qui il monito: "Guardare con responsabilità alle trasformazioni tecnologiche e non rassegnarsi alle ideologie. Deve essere chiaro che senza lavoro per tutti non ci sarà dignità per tutti".

Lavoro è dignità, senza lavoro non c'è dignità, ricorda il Papa: "Voi sapete la percentuale di giovani dai 25 anni in giù che ci sono in Italia? Non lo dirò, cercate le statistiche. Questi giovani crescono senza dignità perché non sono unti dal lavoro che è quello che dà la dignità. La domanda è questa: un assegno statale, mensile che ti faccia portare avanti una famiglia non risolve il problema. Il problema va risolto con il lavoro per tutti".

Il Papa esorta quindi a "cambiare visione se vogliamo il bene dell'impresa, dei lavoratori e dell'economia: altro valore che è disvalore è la tanto osannata meritocrazia, ma viene strumentalizzata e snaturata. La meritocrazia sta diventando una legittimazione etica della diseguaglianza". Ovazione dai lavoratori.

Non è mai festa nelle famiglie dove non si lavora, sottolinea ancora Bergoglio: "Per potere fare festa, dobbiamo lavorare. Nelle famiglie dove ci sono disoccupati non è mai festa. Per celebrare le feste bisogna poter celebrare il lavoro".

"Non tutti i lavori sono buoni - osserva il Papa - ci sono ancora troppi lavori cattivi e senza dignità nel traffico di armi, nella pornografia, nei giochi d'azzardo e nelle imprese che non rispettano i diritti dei lavoratori". Il Pontefice bolla ancora come "cattivo il lavoro di chi è pagato per non avere orari", criticando i "culti di puro consumo e piacere" come la scelta di negozi aperti 24 ore, che favoriscono il culto del consumo. "Il lavoro è fatica, ma una società edonista non capisce il valore della fatica e del lavoro", sottolinea ancora il Papa che termina il suo discorso a braccio con una preghiera sul lavoro

Intanto per la messa finale a piazzale Kennedy di oggi pomeriggio alle 17.30 sono attese 100mila persone.

LA PRECARIA - "Santo Padre: siamo felici che Lei oggi sia qui con noi e che con questa sua presenza ci permetta di riportare alla ribalta il valore del lavoro. Oggi la vera rivoluzione sarebbe trasformare la parola ‘lavoro’ in una forma concreta di riscatto sociale". Così Micaela Canu, 41 anni e da 8 lavoratrice interinale amministrativa presso l’ospedale Gaslini di Genova. E' questo uno dei quattro messaggi letti questa mattina all’incontro con il mondo del lavoro. Canu, sposata e con un figlio di 10 anni, è stata scelta per portare il messaggio al Pontefice, a nome di Cgil, Cisl e Uil.

"Oggi di industria si parla nuovamente grazie alla quarta rivoluzione industriale o industria 4.0 - ha aggiunto la lavoratrice genovese - il mondo del lavoro è pronto ad accettare nuove sfide produttive che portino benessere. La nostra preoccupazione è che questa nuova frontiera tecnologica e la ripresa economica e produttiva, che prima o poi verrà, non portino con sé nuova occupazione di qualità, ma anzi contribuiscano nell’incrementare precarietà e disagio sociale".

"Genova - conclude la donna - ha le potenzialità per riscattarsi dalla crisi economica: il porto, il turismo e la cultura non ultima l’industria, che seppure lontana dalle dimensioni di qualche anno fa, rappresenta una punta di eccellenza nel panorama nazionale".

CROZZA - A dare il benvenuto in città a Papa Francesco è un genovese doc. Maurizio Crozza, in un video messaggio trasmesso in esclusiva da Tv2000, fa infatti una sorpresa al Pontefice: "Vorrei rivolgermi all'eminentissimo, al mega capo dei vescovi galattici, ciao Papa, ciao France. Benvenuto a Genova, finalmente, la mia città e di colui che dice di essere il più grande francescano, Beppe Grillo, il poverello di Sant'Ilario". Crozza ironizza: "Dì la verità: sei a Genova per scomunicarlo? L'ultimo personaggio illustre che è passato di qui è stato Carlo Conti, di passaggio per andare a San Remo".

Quindi, scherzando sulla proverbiale taccagneria dei genovesi, Crozza dice: "Genovesi, non vi preoccupate: il Papa non vi entrerà di sopresa in casa (la settimana scorsa ha fatto una sorpresa agli abitanti di Ostia andando a fare le benedizioni porta a porta, ndr). A Genova se provi a citofonare ti dicono 'Eh, eh il Papa, vi conosco mascherine'". Quindi si rivolge al Pontefice: "Le piace Genova? E' leggermente più tranquilla, ci sono meno buche per le strade. Noi le macchine le teniamo in garage per non consumare le gomme". Il Pontefice incontrerà alle 12 i giovani nel santuario della Madonna della Guardia: "A Genova - dice il comico genovese - il lavoro è così poco che l'ultima volta che si è visto un pellegrino andare a piedi fino alla Madonna c'era ancora Paolo VI".

Poi uno scherzoso appello al Papa: "Come guardie non potrebbe assumere dei genovesi al posto degli svizzeri? Ci rimarranno un po' male ma gli svizzeri si sa come sono diranno: 'Apriamo una banca'. France, esagero, ma perchè non si trasferisce a Genova, vicino a me? Guardi che con la bella stagione Genova è bellissima: sarebbe il primo papa con le infradito e l'asciugamano sotto braccio. Volevo solo strapparle un sorriso, per le pasquinate si rischiava l'infamia con Benedetto XIII. Ne approfitto anche per chiederle scusa se ogni tanto mi prendo l'ardire di imitarla ma, anche lei, quando ci si mette sembra più a sinistra di Che Guevara. La saluto, e ci pensi".

Appello degli intellettuali napoletani per Giulierini

Pongono "una questione eminentemente politica" che ha a che fare "con il danno incalcolabile che questa decisione produce, con l'impatto deleterio sulla città (e sul momento felice che sta vivendo, proprio sul fronte del turismo culturale)". E' la lettera di un gruppo di intellettuali napoletani sulla sentenza del Tar che ha bocciato la nomina di Giulierini al Mann. Nel breve periodo della sua direzione, Paolo Giulierini ha restituito il Museo a Napoli e Napoli al Museo. Non solo in termini quantitativi: i dati sull' affluenza sono eloquenti. Ma soprattutto in termini di qualità del rapporto con il pubblico", aggiungono. Anche il regista Ferzan Ozpetek ha sottoscritto il documento degli intellettuali napoletani “Noi stiamo con Paolo Giulierini".

Rai, si è dimesso il dg Campo Dall’Orto

Come da previsioni della vigilia il dg Rai Antonio Campo Dall'Orto ha rimesso il suo mandato nelle mani del ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, al termine di un incontro a via XX settembre durato oltre un'ora.

Il dg è giunto al ministero dell'Economia anche per parlare dei nodi irrisolti e più stringenti dal punto di vista temporale nell'agenda di Viale Mazzini: l'autoregolamentazione sulle remunerazioni che dovrebbe consentire il superamento dei cosiddetti 'tetti' dei compensi degli artisti, il contratto di servizio, i palinsesti della prossima stagione e il destino del piano informazione, bocciato lunedì dal Cda.

G7 e immigrazione: diritto sovrano a chiudere frontiere

Sul tema dei flussi migratori nelle discussioni in corso al G7 "si è raggiunto un buon compromesso". E' quanto dicono fonti diplomatiche italiane, sottolineando come nel testo "si riconosca l'approccio globale al problema, anche nel lungo periodo con il coinvolgimento dei paesi di origine e la responsabilità condivisa". Le fonti ricordano tuttavia che la discussione vera e propria al summit sul tema "ci sarà domani", mentre "si continua a lavorare sui due paragrafi" ad hoc del testo finale, ma "non ci sono problemi" con gli americani, che hanno chiesto maggiore attenzione alla sicurezza.

BOZZA - I governi hanno il diritto "sovrano" di chiudere le loro frontiere e di fissare delle soglie per i migranti. E' quanto si legge in una bozza di conclusioni che circola al G7 di Taormina. "Nel rispetto dei diritti umani e di tutti i migranti e rifugiati -si legge nel documento citato dall'agenzia tedesca Dpa- riaffermiamo i diritti sovrani degli Stati a controllare i propri confini e a fissare i limiti chiari sui livelli di migrazione come elemento chiave della sicurezza nazionale e del benessere economico".

Nella bozza si ribadisce poi "la necessità di sostenere i rifugiati il più vicino possibile ai loro paesi di origine, in modo che siano in grado di tornare" e "di creare partnership per aiutare i paesi a creare le condizioni all'interno dei loro stessi confini per risolvere le cause delle migrazioni".

I paesi devono assicurare inoltre "una migrazione sicura, legale e organizzata" e "proteggere i migranti e rifugiati più vulnerabili come le donne, gli adolescenti, i bambini e i minori non accompagnati". Inoltre nel documento si mette l'accento sul rafforzamento del controllo ai confini.

Tutti questi, si sottolinea, "sono gli strumenti essenziali per ridurre la migrazione irregolare, combattere il contrabbando, il lavoro forzato, la schiavitù moderna e il traffico degli esseri umani e affrontare le questioni legate alla criminalità organizzata transnazionale, all'estremismo violento, al terrorismo e al commercio illecito". In questo modo, si legge ancora nella bozza del documento, "saremo in grado di salvaguardare gli aspetti positivi della migrazione riconoscendo il diritto intrinseco dei paesi ospitanti a stabilire politiche nel loro interesse nazionale".

Bus e metro, arriva la stangata

ROMA. Regioni e Comuni potranno aumentare il costo degli abbonamenti, in base al reddito dei viaggiatori. La commissione Bilancio della Camera ha approvato un emendamento al decreto legge di correzione dei conti pubblici con il quale, ''al fine di consentire il conseguimento degli obiettivi di copertura dei costi con i ricavi del traffico'', gli enti possono modificare i sistemi tariffari e i livelli delle tariffe.

I parametri da applicare per stabilire il costo del trasporto pubblico locale sono: i principi della semplificazione, l'applicazione dell'Isee, i livelli di servizio e la media dei livelli tariffari europei, il corretto rapporto tra tariffa e abbonamenti ordinari, l'integrazione tariffaria tra diverse modalità e gestori.

Il Tar boccia la nomina del direttore del Museo archeologico

ROMA. "Il mondo ha visto cambiare in 2 anni i musei italiani e ora il Tar Lazio annulla le nomine di 5 direttori. Non ho parole, ed è meglio...". Così il ministro dei Beni culturali e del Turismo, Dario Franceschini, commenta su Twitter la sentenza del Tar del Lazio che ha bocciato le nomine di cinque dei venti direttori dei supermusei, tra le quali anche quella del direttore del Museo Archeologico di Napoli, Paolo Giulierini. "Oggi stesso faremo appello al Consiglio di Stato" ha detto poi il ministro in merito alla bocciatura, parlando in occasione della presentazione al Mibact del programma di Migrarti.

Borsa della ricerca, Awards a otto Spin Off

FISCIANO - Con la consegna dei BDR Awards a otto Spin off  ed una Start up italiane, si è conclusa la tre giorni dedicata alla 'Borsa della Ricerca' al Campus di Fisciano, organizzata dalla Fondazione Emblema e dall'Università di Salerno in collaborazione con Sviluppo Campania e il Ministero per lo Sviluppo Economico.
Per i Best Pitch, il riconoscimento è andato a Nib Biotech (categoria Health); New Matt (Green Economy); Laboratorio Nest (Smart Cities); Laborplay (Ict).
Unicredit, Digital Magics, Electrolux, Zcube, Fca, partner della "Borsa", hanno premiato rispettivamente Hopera (Spin off Salerno), Labor Play (Spin off Firenze), Easy  Cloud (Start up Benevento), Immune Pharma (Spin Off Salerno) e 3Dnextech (Spin off Livorno).
"Siamo soddisfatti, negli oltre 900 incontri organizzati la qualità media riscontrata dagli investitori è stata alta come il livello di interesse a sviluppare collaborazioni", ha sottolineato Tommaso Aiello, direttore generale della Fondazione Emblema e coordinatore della "Borsa della Ricerca".
"Un bilancio conclusivo - ha aggiunto il numero uno di Emblema - si potrà stilare tra due mesi quando si saranno sedimentate le occasioni di incontro e si svilupperanno concretamente collaborazioni e interazioni".
"Il nostro prossimo passo è avviare l'attività di collaborazione con la Regione Veneto e con l'Ente per il Diritto allo studio di Verona dove realizzeremo il primo ufficio di orientamento al lavoro, il primo ufficio Placement  in Italia all'interno di una struttura dedicata allo studio. Siamo convinti - ha concluso Aiello - che questo modello può essere replicabile anche in altre aree del Paese. Torneremo in Campania con l'undicesima edizione della 'Borsa del Placement' il prossimo novembre". 

Insinna insulta, fuori onda, i concorrenti di “Affari tuoi"

È bufera nei confronti di Flavio Insinna che nel dietro le quinte di "Affari Tuoi" è stato beccato ad insultare i concorrenti. A svelare la notizia è Striscia la Notizia, che ha mandato in onda alcuni video fuorionda in cui il presentatore si scaglia prima contro il 'pacco X', "che non ci fa vincere le serate" e poi nelle registrazioni audio, sempre del programma satirico di Canale 5, l'attore romano va, poi, in escandescenze contro una concorrente del programma che viene da lui definita come una "nana di m... che parla con le mani davanti alla bocca". Ma lo sfogo andato in onda continua e si ascolta anche un audio in cui Insinna si sfoga contro gli autori di Rai Uno, colpevoli a suo dire di seguire troppo le regole e di non scegliere i concorrenti più simpatici da mandare in onda. "Hanno truccato le votazioni per fare la Repubblica e non possiamo mettere dentro la busta cinque concorrenti simpatici?". Poi continua: "Quando ho visto questi concorrenti li avrei presi a zampate nel culo. Sono mosci". Il riferimento è all'estrazione a sorte dei concorrenti che avrebbero dovuto giocare durante lo speciale del programma e che Insinna avrebbe voluto selezionare personalmente per rendere lo show più accattivante.

"No War" tentano di fermare il corteo di Trump: ispettore ferito

ROMA. Attivisti 'No War' hanno tentato di bloccare il corteo presidenziale di Donald Trump in via Nazionale a Roma, ma sono stati bloccati grazie anche all'intervento di un ispettore di Polizia rimasto lievemente ferito. A quanto riferisce la questura di Roma, in particolare, la Polizia è stata costretta ad intervenire "per un tentativo violento di interruzione del corteo presidenziale ad opera di tre attivisti della rete 'No War', bloccati grazie alla pronta reazione delle unità operative del secondo cerchio di sicurezza". In questa fase, prosegue la Questura, "un ispettore della Polizia di Stato ha riportato una sospetta frattura della falange", mentre . "tenuto conto anche dei precedenti specifici, per i tre è scattata la denuncia per manifestazione non autorizzata, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale".

Barcone si ribalta, un altro naufragio: 31 morti

PALERMO. Nuovo naufragio di migranti al largo delle coste libiche, dove un barcone si è capovolto. Il bilancio parla di 31 morti. Sul barcone viaggiavano circa 500 persone, 200 delle quali sono cadute in acqua. I corpi senza vita sono stati recuperati dalla Guardia Costiera e dalla nave Phoenix della ong Moas. "La maggior parte sono bambini", ha scritto su Twitter il co-fondatore della Ong Moas, Chris Catrambone,

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