Lunedì 23 Aprile 2018 - 13:14

Butta giù dalle scale l'ex compagna incinta

Follia e violenza a Livorno. Maltrattamenti, lesioni, violenza privata e stalking: con queste accuse, nella notte tra Pasqua e Pasquetta, la polizia ha arrestato un uomo di 38 anni.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il 38enne avrebbe picchiato l'ex compagna, una trentacinquenne al quarto mese di gravidanza, e la madre della donna, utilizzando anche il manico di una scopa. Poi avrebbe spinto la trentacinquenne giù dalle scale.

La donna, con ferite e traumi al volto, è stata ricoverata in ospedale. Secondo i medici la gravidanza non avrebbe subito conseguenze.

Far west a Caravaggio: spari e due morti

E' di due morti, un uomo e una donna, il bilancio della sparatoria avvenuta a Caravaggio, all'interno della sala slot Gold Cherry. L'omicida è ancora in fuga: lo stanno cercando i carabinieri di Treviglio, intervenuti sul posto.

Star di Netflix molestata a Roma

Le avrebbe dato un bacio sulla bocca dopo che, spacciandosi per un tassista, l'aveva fatta salire sulla sua automobile. Protagonista di questa terribile esperienza Olivia Taylor Luccardi, star delle serie Netflix, mentre si trovava in vacanza a Roma.

Nata Brooklyn, la 28enne si trovava in un locale del quartiere Testaccio con degli amici quando un uomo, di origini siriane, tassista abusivo, rimasto solo con lei a bordo della sua macchina l'avrebbe afferrata e baciata sulla bocca.

Il fatto sarebbe accaduto lo scorso 28 dicembre. Già da qualche giorno la giovane si trovava a Roma, come si evince da alcune foto postate sul suo profilo Instagram in cui compare spesso insieme ad alcuni amici.

Sul grande schermo Olivia ha recitato nel film horror 'It Follows', 'Professore per amore' accanto a Hugh Grant, in 'Money Monster - L'altra faccia del denaro' di Jodie Foster con George Clooney e Julia Roberts, 'Person to Person'. 'Orange is the new black' e 'House of Cards' sono due delle serie tv alla quale ha preso parte.

"Il 27 aprile ci sarà l'udienza preliminare. Vedremo se la versione fornita dalla ragazza sarà o meno confermata", ha detto all'Adnkronos Francesco Bolognesi, avvocato dell'uomo accusato di violenza sessuale.

Spara, ammazza e si uccide

Due omicidi in meno di due ore e si toglie la vita. Il killer si sarebbe suicidato nel parcheggio di un supermercato, il Family Market, di Azzano Mella nel bresciano. Le vittime non sono state scelte a caso. In passato si sarebbero già 'scontrate' con il ricercato, condannato per associazione a delinquere, finalizzata al furto e riciclaggio.

LE VITTIME E IL FERITO- Il primo omicidio è avvenuto all'interno della Sga di Flero, azienda che si occupa di commercio di veicoli industriali. Secondo una prima ricostruzione, l'uomo armato di un fucile e diverse pistole ha varcato l'ingresso di un capannone, ha urlato "Mi hai rovinato" e ha sparato più colpi contro un 78enne Elio Pellizzari. La seconda vittima è un secondo imprenditore di Vobarno, comune in provincia di Brescia. Ferito Giampiero Alberti, il 75enne titolare.

CHI ERA IL KILLER - Cosimo Balsamo faceva parte della banda dei tir che all'inizio del 2000 derubava nel Nord Italia le aziende di trasporto di metalli. Per quell'accusa, il 67enne originario di Brindisi ha scontato la sua pena e si è visto sottrarre il suo patrimonio. Solo lo scorso gennaio, il 67enne era salito su una tettoia del tribunale di Brescia per protestare contro il sequestro della sua abitazione.

Cade su binari, 15enne muore a Torino

TORINO. Non ce l'ha fatta la ragazza di appena 15 anni caduta sotto il treno questa mattina poco dopo le 7 alla stazione ferroviaria di Torino Porta Susa. La giovane, rimasta incastrata sotto un convoglio regionale diretto da Torino a Milano, è morta durante il trasporto in ospedale. Ancora da chiarire le cause e la dinamica dell'incidente che si è verificato sul binario 4. Secondo una prima ricostruzione, la vittima stava aspettando il treno per andare a scuola quando sarebbe inciampata finendo sui binari dove, proprio in quel momento, stava arrivando il regionale che l'ha travolta.

Dj Fabo, governo si costituisce davanti a Consulta

"Prendo atto della decisione del Governo Gentiloni di costituirsi davanti alla Corte costituzionale nel procedimento sollevato dalla Corte di Assise di Milano nell'ambito processo a Marco Cappato per la morte di Fabiano Antoniani". Lo fa sapere l'avvocato Filomena Gallo, coordinatore del collegio di difesa di Marco Cappato e segretario Associazione Luca Coscioni.

"La scelta del Governo è, oltre che del tutto legittima, anche pienamente politica, visto che l'esecutivo - annota il legale nella nota - avrebbe potuto altrettanto legittimamente agire in senso opposto e raccogliere l'appello lanciato da giuristi come Paolo Veronesi, Emilio Dolcini, Nerina Boschiero, Ernesto Bettinelli e sottoscritto da 15mila cittadini, che chiedevano al Governo italiano di non intervenire a difesa della costituzionalità di quel reato, e dunque di non dare mandato all’Avvocatura di Stato di costituirsi in tale procedimento".

DIRITTO ALLA LIBERTA' - "Prendo anche atto della richiesta di costituzione in giudizio di una serie di organizzazioni e gruppi che sempre si sono distinti per aver avversato in ogni modo il riconoscimento del diritto alla libertà e responsabilità individuale fino alla fine della vita".

COSTITUZIONE - Per quanto riguarda Marco Cappato, "il suo collegio di difesa che coordino e l'Associazione Luca Coscioni - ricorda - il nostro obiettivo non cambia: vogliamo far prevalere, contro la lettera del codice penale del 1930, i principi di libertà e autodeterminazione riconosciuti dalla Costituzione italiana e dalla Convezione europea dei diritti umani, nella convinzione che Fabiano Antoniani avesse diritto a ottenere in Italia il tipo di assistenza che - a proprio rischio e pericolo - ha dovuto andare a cercare all'estero con l'aiuto di Marco Cappato".

LeU - Secondo il deputato di Leu Nicola Fratoianni, "la decisione del governo Gentiloni di difendere il reato di 'aiuto al suicidio' contro Marco Cappato, che aveva accompagnato DJ Fabo in Svizzera, è un atto ipocrita, soprattutto alla luce dell'introduzione della legge sul fine vita. Il segno, purtroppo, è quello della doppia morale tipica di una certa politica di questo Paese".

DJ FABO - ''Avrebbero dovuto rispettare la volontà di Fabo - conclude il leader di SI - e invece incrociano una battaglia legale contro Cappato, che ha tanto il sapore della battaglia sulla pelle di chi non c'è più, come Fabo, e della sua volontà di una fine dignitosa".

Nuovo studio sul cancro al polmone e mesotelioma

Il cancro al polmone e il mesotelioma potrebbero in futuro essere controllati attraverso strategie terapeutiche condotte con farmaci mirati a inibire la proteina Akt e quindi a riattivare l'attività di oncosoppressore della proteina Rbl2/p130. È la conclusione a cui giunge lo studio diretto dal professor Antonio Giordano del dipartimento di Medicina, chirurgia e neuroscienze dell'Università di Siena e Sbarro Institute della Temple University di Philadelphia, in collaborazione con ricercatori dell'Istituto Nazionale dei Tumori di Napoli, Fondazione G. Pascale. Lo studio, appena pubblicato in America sull'autorevole rivista "Oncogene" e finanziato dall'Associazione Italiana per la Ricerca sul cancro (Airc) e dal Ministero della salute, ha dimostrato come in linee cellulari l'inibizione attraverso la molecola Akt Inhibitor VIII della proteina Akt, la cui presenza è determinante nella proliferazione delle cellule tumorali, possa favorire la stabilità e la localizzazione nel nucleo della cellula del citato oncosoppressore Rbl2/p130, andando a ridurre la vitalità delle cellule tumorali. Nella sperimentazione, infatti, la disattivazione farmacologica della proteina Akt ha provocato l'arresto del ciclo cellulare e la conseguente morte delle cellule di cancro polmonare e mesotelioma.

«Abbiamo scoperto che il silenziamento di Rbl2/p130 riduce fortemente la morte cellulare indotta mediante il blocco di Akt, identificando così un ruolo cruciale di Rbl2/p130 nel determinare il destino cellulare in seguito alla inibizione di stimoli oncogenici. L'inibizione di Akt, infatti, funziona in sinergia con inibitori delle chinasi ciclina dipendenti, anch'essi in grado di riattivare il potenziale oncosoppressore di Rbl2/p130», affermano Francesca Pentimalli, primo autore dello studio, e Giordano. «Riteniamo - ha concluso il professor Giordano - che questa potrebbe essere una strategia antitumorale molto promettente: sia gli inibitori di Akt che di Cdk sono due classi di farmaci attualmente in fase di sperimentazione clinica, mirata ad altre patologie. Il nostro studio si è incentrato principalmente sul cancro al polmone e sul mesotelioma ma potrebbe essere valido anche contro altri tipi di tumore». È stato lo stesso professor Giordano a individuare e clonare nel 1993 il gene oncosoppressore, l'Rbl2/p130, la cui funzione è di primaria importanza nel ciclo cellulare, controllando la corretta replicazione del Dna e prevenendo, essenzialmente, l'insorgenza del cancro. 

Blitz a Bardonecchia, indaga la Procura

TORINO. Indagini sull'irruzione a Bardonecchia. La procura di Torino ha aperto un fascicolo su quanto accaduto la sera del 30 marzo quando cinque agenti della dogana francese sono entrati in una sala della stazione di Bardonecchia, in uso all'Ong 'Rainbow4Africa' come centro di accoglienza, per effettuare un controllo sanitario su un migrante.

Il procedimento è aperto a carico di ignoti per concorso in abuso d'ufficio, violenza privata aggravata e violazione di domicilio aggravata. Lo ha reso noto il procuratore capo Armando Spataro che ha anche disposto accertamenti, acquisizioni di documenti ed esami di persone informate sui fatti.

Il procedimento - si legge nella nota del procuratore - nasce in seguito ad una prima annotazione inviata in Procura dal commissariato di Bardonecchia: è a carico di ignoti dato che le generalità degli operatori francesi sono sconosciute. Si valuterà inoltre la sussistenza degli estremi per l'iscrizione anche per il reato di perquisizione illegale.

Il procedimento, si legge nella nota del Procuratore, nasce in seguito ad una prima annotazione inviata in Procura dal Commissariato di Bardonecchia. E' a carico di ignoti dato che le generalità degli operatori francesi sono sconosciute. I reati contestati sono concorso in abuso d'ufficio, violenza privata aggravata e violazione di domicilio aggravata. Si valuterà la sussistenza degli estremi per l'iscrizione anche per il reato di perquisizione illegale. Nella nota del procuratore Spataro viene anche precisato che la Questura di Torino invierà a breve altra approfondita informativa.

Frana in Piemonte, auto schiacciate: 2 morti

TORINO. Una frana sulla strada statale 337 della Val Vigezzo, in provincia di Verbano-Cusio-Ossola in Piemonte, ha causato la morte di due persone. Queste si trovavano a bordo di un'automobile colpita dai sassi in caduta. La frana ha coinvolto anche la ferrovia vicina della linea Domodossola-Locarno, bloccando la linea.

Stazione spaziale, 24 ore all'impatto

Non è un pesce d'aprile. La stazione spaziale cinese Tiangong-1 cadrà sulla Terra la mattina di Pasqua. L'ora italiana prevista per l'impatto sono le 11.26, ma le ultime stime hanno una finestra d'incertezza molto ampia, pari alle 12 ore. Per l'Agenzia Spaziale Italiana (Asi) non è possibile escludere che precipiti sul territorio italiano anche se la probabilità è bassa: siamo intorno allo 0,2%. Tra le regioni che potrebbero essere coinvolte troviamo la Liguria, l'Emilia Romagna, la Toscana, le Marche, l'Umbria, l'Abruzzo, il Molise, il Lazio, la Campania, la Puglia, la Basilicata, la Calabria, la Sicilia e la Sardegna. L'Italia è coinvolta nel monitoraggio attraverso l'Asi che terrà sotto controllo con radar e telescopi e per far questo ha coinvolto il proprio Centro di Geodesia Spaziale di Matera. Il raggio del possibile impatto include, non solo il nostro Paese, ma anche zone di Stati Uniti, Brasile, India e Cina.

La stazione spaziale Tiangong 1, primo modulo sperimentale cinese, è stata lanciata nel 2011 dal centro spaziale di Jiuquan nel deserto di Gobi. Il ritorno del 'Palazzo Celeste' sarebbe dovuto avvenire nell'Oceano Pacifico, ma nel marzo 2016 è iniziata una lenta e progressiva discesa della stazione in modo incontrollato. Tiangong 1 è stata pensata come laboratorio e stazione sperimentale per l'attracco di varie navette Shenzhou, che effettivamente l'hanno visitata tre volte.

Per quanto riguarda il comportamento da tenere, la comunità scientifica ritiene poco probabile che i frammenti causino il crollo di edifici. Per questo sarebbero più sicuri rispetto ai luoghi aperti. Meglio stare lontani dalle finestre e porte vetrate e stare sui piani più bassi degli edifici perché i frammenti potrebbero causare danni sui tetti degli edifici. Alcuni frammenti di grandi dimensioni potrebbero sopravvivere all'impatto e contenere idrazina. Se si dovesse vedere un frammento, meglio tenersi a una distanza di almeno 20 metri e segnalarlo immediatamente alle autorità competenti.

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