Sabato 18 Novembre 2017 - 2:00

Migranti, approda a Palermo la nave dei bambini

È approdata al porto di Palermo la nave Aquarius dell'organizzazione umanitaria Sos Méditerranée. A bordo ci sono oltre 600 migranti, soccorsi in diverse operazioni nelle ultime ore nel Canale di Sicilia. Tra loro ci sono 241 bambini e adolescenti, 178 dei quali non accompagnati, 11 donne incinte, di cui due al nono mese di gravidanza, e un neonato di appena una settimana.

I migranti provengono da più di 15 Paesi differenti: Siria, Egitto, Mali, Costa d’Avorio, Guinea Bissau, Sudan, Marocco, Somalia, Eritrea, Senegal, Camerun, Nigeria, Liberia, Etiopia, Algeria, Ghana, Benin, Gambia, Yemen. Tra loro anche un migrante originario della Turchia. Ad accoglierli al molo c'è la task force organizzata dalla Prefettura con i volontari di Croce rossa e Protezione civile, le forze dell'ordine e i medici dell'Azienda sanitaria provinciale di Palermo.

Consip, Colangelo difende Woodcock davanti al Csm

ROMA. Henry John Woodcock non ha commesso violazioni nella gestione dell'indagine che riguarda Cpl/Concordia e Consip. È quanto avrebbe sostenuto l'ex procuratore della Repubblica di Napoli Giovanni Colangelo, nel corso dell'audizione che si è tenuta davanti alla Prima commissione del Csm. Al termine dell'audizione, durata circa tre ore, Colangelo ha lasciato Palazzo dei Marescialli senza rilasciare dichiarazioni.

Banca Etruria, chiesti 500 milioni agli ex vertici

AREZZO. Al via il processo per il caso Banca Etruria. Nuova udienza preliminare infatti stamani al Tribunale di Arezzo sulla richiesta di rinvio a giudizio per venti indagati dalla Procura aretina per il crac della vecchia banca. Accusati a vario titolo di bancarotta fraudolenta e bancarotta semplice ex amministratori, componenti del collegio sindacale, componenti del comitato crediti e direttori generali dell'istituto di credito.

586 milioni di risarcimento danni: questa la richiesta complessiva del liquidatore di Banca Etruria Giuseppe Santoni, di cui 464 a carico degli ex amministratori.

IMPUTATI - Tra i venti imputati per cui la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio, dieci dei quali per bancarotta fraudolenta, figurano gli ex presidenti di Banca Etruria Giuseppe Fornasari e Lorenzo Rosi, gli ex vicepresidenti Natalino Guerrini, Giovanni Inghirami e Alfredo Berni (quest'ultimo accusato di reati relativi al tempo in cui era direttore generale, prima del 2008), l'ex direttore generale Luca Bronchi e diversi ex consiglieri d'amministrazione.

PIERLUIGI BOSCHI - Tra gli indagati in questo filone non c'è Pierluigi Boschi, padre del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri Maria Elena, che rivestì la carica di vicepresidente di Banca Etruria nell'ultimo cda prima del commissariamento. Secondo fonti vicine agli inquirenti, il 'caso Boschi' sta per andare verso l'archiviazione: l'unico capo d'accusa che lo riguarda è infatti quello relativo alla liquidazione dell'ex dg Bronchi (1,2 milioni di euro), dove lui e altri 13 ex consiglieri di amministrazione attendono il proscioglimento.

LIQUIDATORE: "DANNI PER 576MLN" - Intanto si apprendono nuovi dettagli sull'azione di responsabilità per risarcimento danni nei confronti di 37 tra ex consiglieri e sindaci revisori dell'istituto di credito di Arezzo, depositata al Tribunale civile di Arezzo da Giuseppe Santoni, liquidatore della vecchia Banca Etruria. La richiesta complessiva di danni ammonta a 576 milioni, di cui 464 a carico degli ex amministratori della banca e 112 addebitati a Price Waterhouse, la società di revisione che certificava il bilancio di Bpel. Santoni ha inoltrato la richiesta di costituzione di parte civile nel procedimento per la bancarotta dell'istituto di credito aretino.

Tra i citati per danni figurano due ex presidenti, Giuseppe Fornasari e Lorenzo Rosi, quattro ex vicepresidenti, Giovanni Inghirami, Giorgio Guerrini, Alfredo Berni e Pierluigi Boschi, un ex direttore generale, Luca Bronchi, e 31 fra ex membri degli ultimi tre cda (dal 2010 al crac) e revisori dei conti.

Tutti e 37 (tra cui anche gli eredi di due ex consiglieri deceduti) sono chiamati in causa come responsabili in solido della bancarotta di Banca Etruria. Tra gli obiettivi della causa civile c'è la possibilità di poter utilizzare il denaro proveniente dagli eventuali indennizzi per gli obbligazionisti subordinati.

Ophelia, la tempesta che spaventa l'Europa

ROMA. Ophelia spaventa l'Europa. La tempesta tropicale Ophelia si è rafforzata diventando un uragano di categoria 1. Lo ha annunciando il Centro Nazionale Uragani Usa, spigando che si tratta della decima tempesta consecutiva della stagione che raggiunge la forza dell'uragano nell'Oceano Atlantico quest'anno. L'ultima volta, ha detto il meteorologo Philip Klotzbach della Colorado State University risale al 1893.

Ophelia si trova nella parte sudoccidentale delle isole Azzorre, a Ovest del Portogallo, e viaggia verso l'Europa alla velocità di circa 5 km/h con raffiche di vento fino a 135 km/h. Secondo gli esperti, un lieve rafforzamento della perturbazione è possibile nei prossimi giorni.

Da WhereApp notizie di pubblica utilità geolocalizzate in tempo reale

ROMA - Oltre 1,5 milioni di notizie di pubblica utilità inviate, 150.000 comunicazioni di eventi atmosferici, 100.000 segnalazioni su viabilità e traffico, 60.000 comunicazioni di eventi sismici, 500.000 eventi culturali e sportivi. Sono numeri da record quelli di WhereApp, l'unica applicazione che consente di inviare informazioni ai cittadini selezionando un'area geografica circoscritta, garantendo nel contempo anonimato e privacy.

Grazie a questo innovativo servizio è possibile ricevere le informazioni utili da fonte certificata solo nella zona selezionata dall'utente: si pensi a tutti coloro si recano in uno stadio in occasione di una partita di calcio (per ricevere informazioni sulle limitazioni al traffico veicolare, ad esempio) o alla necessità di inviare una comunicazione urgente in caso di terremoto, allerta meteo, modifiche improvvise alla viabilità, distacchi dell'energia elettrica o idrica.

Giovedì 12 ottobre alle ore 10,00 presso la sala stampa della Camera dei deputati, i responsabili di Whereapp stileranno un bilancio ad un anno esatto dall'attivazione del servizio che, ad oggi, conta 516 mittenti certificati attivi sul territorio nazionale (pubbliche amministrazioni, comitati, enti).

Nel corso dell'incontro la deputata Michela Rostan illustrerà il testo di un'interrogazione parlamentare con le richieste formulate al governo Gentiloni.

Interverranno all'incontro, tra gli altri, il direttore marketing di WhereApp, Mauro Santini e i testimonial "utilizzatori di WhereApp" Stefano Bondesan, presidente Unione Comuni Coser, Giuseppino Carenzo, sindaco di Stroppiana e Claudio Tambornino, sindaco di Caresana.

L'applicazione WhereApp è stata ideata da Paolo Lanari e realizzata dalla struttura informatica italiana "VJ Technology".

Due detenuti napoletani evadono dopo il pranzo col Papa

BOLOGNA. Due uomini di origine napoletana si sono allontanati dopo il pranzo per i bisognosi con il Papa e non hanno fatto ritorno nella Casa lavoro di Castelfranco Emilia, una struttura alternativa al carcere per il reinserimento sociale dei detenuti, dove erano ospitati. È successo lo scorso primo ottobre, giornata della visita di Bergoglio a Bologna, dopo il pranzo nella basilica di San Petronio con detenuti e poveri. Entrambi gli uomini facevano parte del gruppo di circa una ventina di detenuti che hanno partecipato al pranzo dopo la recita dell'Angelus in piazza Maggiore. Finito di mangiare, hanno fatto perdere le proprie tracce. I due hanno già scontato la pena ma nei loro confronti è stata applicata la misura di sicurezza detentiva perché ritenuti socialmente pericolosi. Ora sono ricercati dalla polizia e, una volta trovati, dovranno ripartire dall'inizio nel loro percorso di reinserimento.

Traffico di rifiuti pericolosi: arresti e sequestri

ROMA.  Arresti e sequestri sono in corso da parte del Nucleo speciale di intervento della Guardia Costiera nell'ambito di un'inchiesta coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia capitolina relativa ad un presunto traffico di rifiuti pericolosi diretti, via mare, dall'Italia verso paesi esteri.

Papa Francesco star su Twitter: 40 milioni di follower

ROMA. È 'Pontifex - mania'. L’account twitter del Papa in 9 lingue @Pontifex ha infatti superato i 40 milioni di follower. "Il risultato - spiega la Segreteria per la comunicazione del Vaticano - viene raggiunto a poche settimane dal quinto anniversario dell’apertura dell’account papale, avvenuta il 12 dicembre del 2012 per volere di Benedetto XVI.

Ogni giorno, attraverso i suoi tweet, papa Francesco si fa prossimo all’uomo anche nei social media, a volte offrendo un pensiero spirituale, ricordando la figura del Santo del giorno, altre volte ancora condividendo con i suoi follower una riflessione su eventi di grande significato per la comunità internazionale".

"L’interesse nei confronti della parola del Papa su twitter non ha conosciuto flessioni in questi anni. Anzi, negli ultimi 12 mesi, - spiega la nota - i follower sono cresciuti di più di 9 milioni, dimostrando la costante attenzione della gente – persone comuni, cristiane e non, leader politici, ancora altri esponenti della cultura – per i tweet del Santo Padre. La presenza in prima persona sui social media del Papa è accompagnata da numerosi pronunciamenti sulla missione dei cristiani nel 'Continente digitale'".

Oltre ai 40 milioni di follower su Twitter, papa Francesco è ormai prossimo a raggiungere i 5 milioni di follower (già superati i 4,9 milioni) su Instagram, il canale social di immagini. L’account @Franciscus è stato inaugurato il 19 marzo 2015 con questo messaggio: "Inizio un nuovo cammino per percorrere con voi la via della misericordia e della tenerezza di Dio". Significativamente, la fascia di età che segue maggiormente il Papa su Instagram è 25-34 anni, i Paesi dove è più seguito: Brasile e Stati Uniti. Per volere del Santo Padre, il coordinamento dei due account papali è affidato alla Segreteria per la Comunicazione della Santa Sede, in collaborazione con la Segreteria di Stato.

Traffico di droni su Roma: paura Isis

ROMA. Tra gabbiani e piccioni che svolazzano sul centro di Roma ora spuntano anche tanti droni 'abusivi'. Solo ad ottobre sono già 6 i casi di veivoli bloccati dalla forze dell'ordine, l'ultimo ieri a pochi metri dalla scalinata dell'Altare della Patria, mentre sorvolavano i monumenti affollati di turisti. Da piazza Venezia, al Colosseo, da piazza S.Pietro al Pantheon. Spesso sono guidati da stranieri che, indifferenti alle attuali normative italiane in materia, usano questi droni in assoluta libertà. Senza sapere che si sono 'no fly zone' sulla Capitale. Dispositivi che possono essere di dimensioni molto ridotte ma assai tecnologici, utilizzati per girare filmini o scattare foto dall'alto per portarsi a casa l'indimenticabile soggiorno nella città eterna. Ma se tra questi turisti-piloti si nascondesse anche un terrorista dell'Isis? Sarebbe un problema molto serio, perché anche il sedicente stato islamico sta sperimentando questo tipo di velivoli o Apr (ovvero Aeromobile a pilotaggio remoto) di ultima generazione per attacchi terroristici: droni esplosivi.

Solo a giugno il rapporto dell'Europol metteva in guardia sul rischio che i droni armati "in uso oggi in zone di crisi in Iraq e Siria, possa ispirare altri, arrivando anche in Europa". L'allarme sul rischio che innocui droni per girare filmati amatoriali possano finire nelle mani sbagliate era arrivato anche dall'Fbi. In una relazione al Congresso, il direttore del Federal Bureau of Investigation sottolineava che "le organizzazioni terroristiche sono interessate a usare i droni. Abbiamo visto che all'estero questo accade già con frequenza crescente, e l'aspettativa è che arrivi anche qui a breve". Il Governo italiano non ha preso sottogamba la questione. A gennaio il Comitato di analisi strategica antiterrorismo di cui fanno parte i vertici operativi delle Forze di polizia e dei servizi segreti, ha valutato la segnalazione del Mossad (il servizio segreto israeliano) sulla possibilità che alcuni droni possano essere armati per renderli letali in un luogo pubblico.

Il boom di droni registrato negli ultimi anni, ormai su mercato ci sono modelli per tutte le esigenze e tasche, ha costretto le autorità a porre dei limiti e introdurre nuove norme. L'Apr, il drone, è un mezzo aereo a pilotaggio remoto senza persone a bordo non utilizzato per fini ricreativi e sportivi. La normativa comprende anche il Sapr, il Sistema aeromobile a pilotaggio remoto: il dispositivo, il radiocomando e tutti i vari accessori. Se si utilizza un drone per scopi professionali si dovrebbe parlare di Sapr, se invece il drone è usato per gioco o hobby allora si rientra nella categoria degli aeromodelli. Questi ultimi non necessitano di attestati o corsi, mentre i primi sì.

Una volta individuato il drone e il pilota, le Forze dell'ordine fanno atterrare il veivolo e dopo gli accertamenti scatta la denuncia per violazione dell'articolo 1102 del Codice della navigazione, violazione del divieto di sorvolo e procurato allarme. Con il sequestro del drone e del relativo radiocomando. A febbraio la Prefettura di Roma informava che "alla crescente diffusione dell'uso dei droni per finalità sportive e di documentazione non corrisponde un'adeguata conoscenza della normativa in materia. Ciò vale soprattutto per i piccoli robot volanti sotto i 25 chili - evidenziata il documento - non soggetti ad alcuna regolamentazione ma tenuti a rispettare i divieti di sorvolo come qualsiasi altro velivolo".

Nei cieli di Roma ci sono 'no fly zone'. Sul Vaticano e in alcune zone del centro dove ci sono sedi istituzionali di un certo rilievo. Un quadrilatero che comprende un'area delimitata all'incirca dalla stazione Termini, il Circo Massimo, Castel S.Angelo e piazza S.Giovanni. "Chiunque infrange tale divieto - riporta il sito dell'Enac - è soggetto a quanto previsto dal Codice della navigazione (art. 1102) - Navigazione in zone vietate: fuori dei casi previsti nell'articolo 260 del codice penale, è punito con la reclusione fino a due anni e con la multa fino a 516 euro".

Rai, pronte nuove nomine

ROMA. Giovedì Cda Rai in Viale Mazzini. L'ordine del giorno ancora non c'è ma, a quanto si apprende, sul tavolo del consiglio ci saranno nomine di peso ed in particolare i vertici Rai1 e di Rai Gold, struttura che ormai coordina Rai4, RaiMovie, RaiPremium e RaiWorld. Al posto dell'attuale direttore della rete ammiraglia arriverebbe il numero uno di Rai Gold Angelo Teodoli, uomo gradito a tutto il Cda e percepito come politicamente 'neutro'. Alla base del cambiamento sembra esserci l'esigenza della rete di essere guidata da una persona più autorevole che abbia dalla sua esperienze di successo.

Stando ai rumors del settimo piano per Andrea Fabiano ci sarebbe un posto già bell'e pronto che lo aspetta: la direzione di Raidue. Ilaria Dallatana, infatti, aveva fatto presente che a dicembre se ne sarebbe andata per tornare a Milano e sembra che ad attenderla ci sarebbe già un contratto molto interessante. Si tratterebbe, quindi, solo di anticipare la sua uscita di scena, favorendo così una immediata ricollocazione per Andrea Fabiano. Non è scontato che lui accetti ma sembra probabile.

E chi andrà a Rai Gold al posto di Teodoli? In pole position ci sarebbe Roberta Enni, vicedirettore di Rai1. Ma fra i nomi che circolano in queste ore per la guida della struttura ci sarebbero anche la responsabile Teche Maria Pia Ammirati e Flavio Mucciante, ex direttore Gr e Radio1.

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