Venerdì 23 Giugno 2017 - 5:15

Caso Consip, Renzi ripete: voglio capire se fabbricate prove false

ROMA. "Io vorrei capire se sono state fabbricate prove false. Voglio la verità". Lo ha detto Matteo Renzi al Maurizio Costanzo show parlando del caso Consip.

Conclusa la visita di Trump a Roma

Conclusa la visita lampo a Roma del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Alle 14:15 l'Air Force One e' partito da Fiumicino alla volta di Bruxelles, dove Trump prendera' parte al vertice Nato. Il capo della Casa Bianca e' arrivato ieri sera alle 18:35 con l'Air Force One a Fiumicino, con lui la moglie Melania, la figlia Ivanka e il marito Jared Kushner. L'intensa giornata romana di Trump e' iniziata stamane in Vaticano per l'incontro con Papa Francesco, quando attorno alle 8:15, in una Roma blindata, il corteo presidenziale Usa, formato da decine di auto, e' arrivato in zona San Pietro assieme alla moglie Melania e alla figlia Ivanka. Il colloquio con il Santo Padre e' durato circa 30 minuti, tra i temi trattati la pace nel mondo, il clima, i migranti e i temi di attualita' internazionale. "E' per me un onore stare qui. Non dimentichero' mai quello che mi ha detto", ha affermato Trump. Al termine dell'incontro con il Papa, la moglie Melania alle 11:15 si e' recata al Bambino Gesu', tra selfie e disegni con i piccoli ospiti dell'ospedale pediatrico; mentre Ivanka e' andata in visita a Trastevere, alla Comunita' di Sant'Egidio. Il presidente Trump alle 11:15 ha incontrato al Quirinale il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e intorno alle 12:30 si e' recato nuovamente a Villa Taverna per un colloquio con il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni. "L'Italia ci piace molto. E' stato un onore incontrare il Papa", sono state le parole di Trump all'inizio del colloquio con il premier italiano, che tra gli argomenti toccati ha visto principalmente quello del G7 di Taormina, che si terra' venerdi' 26 e sabato 27 maggio, e la questione migratoria. Il colloquio tra Trump e Gentiloni a Villa Taverna si e' concluso alle 13:40, al termine, assieme alla moglie Melania, il capo della Casa Bianca si e' diretto a Fiumicino per partite alla volta di Bruxelles. Ivanka restera' invece a Roma per i prossimi giorni e nel pomeriggio incontrera' la sottosegretaria alla presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi.

Naufraga barcone, almeno 20 morti

È di almeno 20 morti il bilancio provvisorio delle vittime del naufragio di un barcone al largo delle coste libiche. A bordo dell'imbarcazione, riferiscono fonti della Guardia Costiera, si trovavano circa 500 migranti. Circa 200 delle persone che si trovavano a bordo sono state sbalzate in acqua, forse a causa di un'onda. Sul luogo del naufragio stanno operando il pattugliatore Fiorillo della Guardia Costiera, un rimorchiatore e una nave del Moas. La centrale operativa di Roma della Guardia Costiera sta inviando in zona altre unità navali per contribuire ai soccorsi e sostenere le navi nelle ricerche dei dispersi.

Siria, nuovo video mostra l'ostaggio italiano

DAMASCO. Sergio Zanotti, l'italiano scomparso in Siria 13 mesi fa, appare in un video caricato nelle ultime ore su YouTube da un utente identificato come "Abu Jihad".

L'uomo appare con la barba e i capelli lunghi, con alle spalle due uomini a volto coperto, armati di fucile e vestiti di nero. Da una stanza spoglia, forse in ginocchio, afferma: "Oggi è il primo maggio. Mi chiamo Zanotti Sergio. Questo è il mio secondo richiamo che mi lasciano fare". Il video della durata di appena 12 secondi si interrompe a questo punto.

Roma, rientra l'allarme bomba alla stazione Termini

ROMA. Allarme bomba alla stazione Termini di Roma per un bagaglio incustodito nella galleria centrale.
Gli artificieri intervenuti per effettuare le verifiche hanno terminato i controlli: nella borsa c'erano solo effetti personali. L'allarme è dunque rientrato.

Trump dal Papa: non dimenticherò le sue parole

ROMA. Il presidente Usa Donald Trump in Vaticano per l'incontro con papa Francesco. Una stretta di mano tra il Santo Padre e Trump, sorridente, suggella l'inizio del colloquio privato che i due hanno avuto per circa mezz'ora nella Biblioteca privata del Palazzo Apostolico. Un colloquio iniziato poco dopo le 8:30. La prima immagine al tavolo del Pontefice e di Tump ha mostrato un Papa proteso in avanti.

"La ringrazio così tanto" ha detto Trump al Santo Padre nella Sala del Tronetto. "E' un grandissimo onore", ha aggiunto il presidente dopo essere entrato nello studio privato dove si è svolta l'udienza privata. E ancora: "Grazie, Grazie... non dimenticherò quello che lei mi ha detto" ha detto Trump alla fine dell'udienza.

I REGALI - Il Pontefice ha ringraziato il presidente Usa e la first lady; quindi, al momento dello scambio dei doni, ha fatto omaggio a Trump dei tre documenti: la Evagelii gaudium, l'enciclica ecologica 'Laudato sì'e 'Amoris Laetitia'. Al presidente Usa anche il messaggio per la Giornata della Pace e il medaglione con l'ulivo della pace.

I tre documenti che il Pontefice ha donato al presidente Trump sono gli stessi che regala ai Capi di Stato in visita in Vaticano. "Meno usuale", si fa notare in Vaticano, il messaggio 2017 sulla Giornata della Pace con cui Bergoglio ha voluto omaggiare Trump.
MARTIN LUTHER KING - "Questo è un regalo per Lei, sono i libri di Martin Luther King, credo che le piaceranno" ha detto Trump nel consegnare a Papa Francesco il suo regalo, un cofanetto di libri dello storico leader per i diritti civili afroamericano, premio Nobel per la Pace, assassinato a Memphis il 4 aprile 1968.

In mattinata, l'auto presidenziale è entrata dal Perugino, l'ingresso secondario dietro Casa Santa Marta. Almeno cinquanta le auto che hanno scortato il presidente lungo il tragitto per arrivare in Vaticano. Nel cortile di San Damaso è stata issata la bandiera americana: ad accogliere Trump, il Prefetto della Casa Pontificia, mons. Georg Ganswein.

LA DELEGAZIONE - Insieme alla first lady Melania, avvolta in un abito nero e con capo coperto da un velo nero, e alla figlia Ivanka con il marito Jared Kushner, la delegazione che accompagna Trump è composta da Rex Tillerson, segretario di Stato Usa; H.R. Mc Master, consigliere del presidente sulla sicurezza nazionale; Hope Hicks, assistente del presidente e direttrice della comunicazione strategica.

In delegazione anche Daniel Scavino, assistente del presidente e direttore dei social media; Gary Cohn, assistente del presidente e direttore del Consiglio Nazionale Economico; Louis Bono, incaricato d'affari americano in Vaticano; Dina Powell, assistente del presidente per la sicurezza degli Affari internazionali; Keith Schiller, assistente del presidente. L'interprete è Alessandra Bonatti.

Bassetti è il nuovo presidente della Cei

ROMA. Il cardinale Gualtiero Bassetti è il nuovo presidente della Cei. L'arcivescovo di Perugia, che ha compiuto i 75 anni e che lo scorso 27 aprile è stato prorogato nell'incarico da papa Francesco, è la nuova guida della Conferenza Episcopale Italiana. Lo ha annunciato il presidente uscente della Cei, Angelo Bagnasco, al termine della messa celebrata nella Basilica di San Pietro.

"Intendo lavorare insieme con tutti i Vescovi" ha sottolineato il cardinale Bassetti, primo eletto nella terna dai Vescovi. "Il mio primo pensiero riconoscente - ha detto - va al Santo Padre per il coraggio che ha mostrato nell'affidarmi questa responsabilità al crepuscolo della mia vita. È davvero un segno che crede nella capacità dei vecchi di sognare".

La strage di Capaci 25 anni dopo

"Sono passati venticinque anni dalla strage di Capaci e, tra poche settimane, ricorreranno da quella di Via D’Amelio. Venticinque anni sono tanti. Un’intera generazione di giovani e di ragazzi italiani è nata, e cresciuta, dopo quei crimini efferati. Il nostro Paese, il mondo, le condizioni di vita sono profondamente cambiati da quel 1992". Così il capo dello Stato, Sergio Mattarella, intervenendo all'aula bunker del carcere Ucciardone di Palermo per la commemorazione della strage di Capaci.

"I mutamenti politici, sociali, di vita quotidiana, prodotti dalla rivoluzione tecnologica e dalle applicazioni del progresso scientifico, sono così incalzanti da rendere, rapidamente, obsoleti avvenimenti e condizioni del passato - dice Mattarella - Nell’arco di un decennio, guardando indietro, si ha l’impressione di trovarsi in un’altra epoca. Come ci ricorda quanto accaduto ieri a Manchester. Eppure il ricordo di quei giorni lontani di Palermo, così drammatici, così cupi e così segnati da tanta violenza e tanto dolore, permane pienamente vivido, in Italia e nel mondo".

 

"Con l’assassinio di Falcone e quello di Borsellino, già allora considerati da tanti - non soltanto in Italia - simbolo e riferimento nella lotta a Cosa nostra, sembrava che, insieme al dolore, prevalesse lo scoramento - prosegue - Che il sacrificio di tante persone, cadute nella lunga lotta alla mafia, si rivelasse inutile. Che la mafia, piegata e sconfitta nel Maxiprocesso, si fosse rialzata, prendendosi la rivincita e, con essa, il suo perverso potere".

"Ma la paura e la sfiducia non hanno avuto la prevalenza - evidenzia il presidente della Repubblica - La società civile, a partire da quella siciliana, ha acquisito, da quei giorni, una consapevolezza e una capacità di reazione crescenti; e destinate a consolidarsi nel tempo".

"La memoria di persone come Falcone e Borsellino continua ad accompagnarci - sottolinea il presidente della Repubblica - Il loro sacrificio viene, ovunque, ricordato con commozione; e il senso del loro impegno viene trasmesso e assunto in maniera condivisa, soprattutto da tanti giovani, giorno dopo giorno".

"Anche per le istituzioni è necessario non limitarsi al dolore e al ricordo - rimarca il capo dello Stato - Non era questa la visione di Giovanni Falcone e di Paolo Borsellino. Non hanno vissuto e lottato per questo. Ma per realizzare, e sollecitare, un impegno operativo, concreto, ininterrotto, contro l’attività e la presenza della mafia".

"Falcone e Borsellino, siciliani, profondi conoscitori della realtà della loro terra, rifiutavano e respingevano la concezione, falsamente mitizzata e, insieme, rassegnata, dell’invincibilità della mafia e della sua impenetrabilità - dice Mattarella - Quasi che essa fosse, in qualche modo, connaturata alla storia, alla mentalità e, in definitiva, al destino della Sicilia.

Alla magistratura e alle forze dell'ordine devono essere affiancate "istituzioni politiche e amministrative trasparenti ed efficienti, che rifiutino, contrastino e denuncino ogni collusione o infiltrazione" è il monito del presidente della Repubblica.

"Un’azione, della scuola e di ogni altra realtà educativa, di formazione delle coscienze per la legalità, il rispetto degli altri e la libertà della convivenza. Una condizione di alta occupazione, perché un tessuto sociale sereno e solido resiste meglio a pressioni e influenze criminali - afferma Mattarella - Tante volte, negli scritti di Falcone e di Borsellino, nei loro ricordi, traspare l’amore, la tristezza e il desiderio di riscatto per la loro Isola".

"Così Paolo Borsellino ricordò l’amico subito dopo la sua morte: 'Non poteva ignorare, e non ignorava, Giovanni Falcone, l’estremo pericolo che egli correva. Perché non è fuggito? Per amore verso la sua terra'. Borsellino parlava di Falcone, ma, condividendone impegno e motivazioni, parlava anche di sé" dice il capo dello Stato.

"Condivisero tanto: l’impegno, l’amicizia, la professione, gli ideali, il pericolo - prosegue - Condivisero anche amarezze, attacchi ingiusti, critiche immotivate, invidie e ostacoli. Condivisero anche il rifiuto della rassegnazione. Non aspettavano, fatalisticamente, che arrivasse qualcuno dall’esterno, capace di liberare la Sicilia della presenza della mafia. Falcone, Borsellino e tanti altri a quella presenza hanno inferto colpi e sconfitte fondamentali. Con risultati di grande efficacia".

"Il Maxiprocesso, condotto magistralmente, sulla base delle intuizioni e del lavoro di Giovanni Falcone, ha costituito una svolta radicale nella guerra dello Stato contro Cosa Nostra" rimarca. E "lo stesso impegno, di autentica coralità nazionale, visto nel Maxiprocesso di Palermo, è richiesto anche oggi per fronteggiare le insidie persistenti di una criminalità mafiosa che, seppure colpita, mantiene una grande capacità di trasformarsi e di mimetizzarsi".

Mattarella si rivolge ai giovani: "Falcone, come Borsellino, come tanti altri servitori delle istituzioni, caduti in Sicilia o altrove, erano straordinari nel loro impegno ma si sentivano - ed erano - persone normali".

"Le doti di tenacia, di coraggio, di intuizione, di intelligenza, di rigore morale, erano presenti in loro in grande misura - sottolinea - Ma i loro sono stati comportamenti che ogni persona - ciascuno di noi - può esprimere, compiendo scelte chiare e coerenti. Quegli uomini, oggi, costituiscono punti di riferimento. Ma devono essere, soprattutto, esempi. Falcone - che prevedeva che, prima o poi, avrebbero tentato di ucciderlo - ebbe a dire: 'Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali, e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini'. E’ un richiamo per tutti, soprattutto per chi assume responsabilità istituzionali".

"Mi rivolgo particolarmente a voi, ragazzi. Oggi, e per il futuro, le idee, la tensione morale di Giovanni Falcone, di Francesca Morvillo, di Paolo Borsellino, camminano anche sulle vostre gambe: sulle vostre idee, sui vostri comportamenti. Vi auguro di esserne, come oggi, sempre consapevoli".

Agguato di mafia a Palermo, freddato in strada il boss Dainotti

PALERMO. Il boss mafioso Giuseppe Dainotti è stato ucciso questa mattina a colpi di pistola alla testa in via D'Ossuna, nel quartiere Zisa di Palermo.

Dainotti era in bicicletta quando, secondo una prima ricostruzione, sarebbe stato avvicinato da due uomini che gli hanno sparato.

Il boss mafioso era stato condannato per l'omicidio del capitano dei carabinieri Emanuele Basile e dei carabinieri Bommarito e Morici che l'accompagnavano. Il boss era stato condannato tre anni fa all'ergastolo ma era riuscito a lasciare il carcere, tra le polemiche, beneficiando della Legge Carotti.

Dainotti, come raccontano le cronache giudiziarie di Cosa nostra, era ritenuto un boss del mandamento di Porta Nuova di Palermo. Era stato condannato, oltre per omicidio, anche e per la rapina miliardaria al Monte dei Pegni nel 1991. Era stato scarcerato nel 2014 dopo più di 25 anni di detenzione.

Con lui, grazie alla legge Carotti, furono scarcerati altri boss del calibro di Giovanni Matranga, Francesco Mule e Giulio Di Carlo. Erano stati tutti condannati all'ergastolo per l'omicidio di Basile, Bommarito e Morici.

Non ci sono testimoni, al momento, dell'omicidio del 57enne. A dare l'allarme, come apprende l'Adnkronos, è stato un poliziotto della Squadra mobile libero dal servizio che ha sentito gli spari e alcuni residenti della zona che hanno chiamato il 113 dicendo di avere solo sentito degli spari.

Dainotti era un 'dead man walking', un uomo morto che cammina. Il boss era stato, infatti, 'condannato' a morte da Cosa nostra dopo la sua scarcerazione nel 2014. A ucciderlo doveva essere Giuseppe Di Giacomo, poi ucciso nel marzo 2014. Dainotti doveva essere ucciso da un vecchio nemico, il boss Giovanni Di Giacomo, fratello del mancato killer, con cui avevano fatto affari con la droga negli anni Novanta.

Appena una settimana fa il questore di Palermo, Renato Cortese, nel corso di un seminario sulla lotta alla mafia aveva lanciato l'allarme scarcerazioni dei boss a Palermo. Cortese, parlando alla platea aveva detto: "Ci sono state alcune scarcerazioni che ci preoccupano perché la mafia è un'organizzazione che oggi va alla ricerca di leadership. C'è sempre il timore che trovando una testa pensante in grado di concentrare le varie anime, Cosa nostra possa ritornare a essere pericolosa come prima". Il questore aveva detto che con le scarcerazioni era "reale la possibilità che Cosa nostra possa tornare potente come prima. Per questo monitoriamo in questi mesi ogni singolo movimento, ogni segnale, ogni scarcerazione, perché le organizzazioni sono molto ben radicate sul territorio".

Omaggio a Giorgio Albertazzi

Due giornate a Ischia per ricordare Giorgio Albertazzi, il grande attore di teatro e regista scomparso il 28 maggio dello scorso anno. L’evento, organizzato da Associazione Terra e patrocinato dal Comune di Lacco Ameno, da Il Contastorie, dall'Istituto Banco di Napoli, si svolgerà domani e mercoledì 24.

 <<L’Associazione Terra-dichiara Franco Iacono- ha voluto questo omaggio a Giorgio Albertazzi, a quasi un anno dalla sua scomparsa, per celebrare la sua Arte e per ricordare il suo particolare rapporto con l’Isola d’Ischia, di cui a sue stupende “performance” – Belvedere di Serrara, Villa Arbusto, più volte, Antica Libreria Mattera, Villa Napoleon - . Abbiamo voluto coinvolgere anche la Scuola per alimentare Conoscenza ed arricchire Cultura. Singolare il suo rapporto con Lady Walton. Emozionante il suo “colloquio” con Luchino Visconti nella “sua” Colombaia, ora tristemente chiusa. Sento di dire che “dovevo” questo omaggio, anche per la personale amicizia, di cui mi ha onorato. Sarà l’occasione per ricordare anche Oliviero Beha, che sarebbe dovuto essere con noi: memorabile il “duetto” di Giorgio ed Oliviero in una serata indimenticabile a Villa Arbusto.>> Ecco il programma dell'evento

Domani 23 maggio

ore 10.00 / Liceo Statale Ischia – Auditorium del Centro Polifunzionale

Proiezione della 1a puntata della “Storia del Teatro” curata per Rai2 da Giorgio Albertazzi e Dario Fo

Intervengono: Federico Fiorenza, regista / Luisa Corna, attrice.

ore 16.30 / Albergo della Regina Isabella

“Ho incontrato Giorgio Albertazzi”

Testimonianze di Mariangela D’Abbraccio, Luisa Corna, Fiorella Rubino, Federico Fiorenza, Marica Stocchi, Mimmo Maglionico, Pia De’ Tolomei. Introduce Franco Iacono. Coordina Ciro Cenatiempo. Sarà ricordato Oliviero Beha. È prevista la proiezione di filmati di recite di Giorgio Albertazzi, tenute anche sull’Isola d’Ischia

 Mercoledì 24 maggio

ore 10.00 / Liceo Statale Ischia – Auditorium del Centro Polifunzionale

Proiezione della 2a puntata della “Storia del Teatro” curata per Rai2 da Giorgio Albertazzi e Dario Fo

Intervengono: Federico Fiorenza, regista / Marica Stocchi, attrice.

ore 11.00 / Villa Arbusto

Giorgio Albertazzi nel teatro, nella televisione, nel cinema, nella cultura.

Saluti del Sindaco di Lacco Ameno, Giacomo Pascale

Ne parlano Fiorella Rubino, Federico Fiorenza, Marica Stocchi, Biagio de Giovanni, Francesco Rispoli, Pia De’ Tolomei. Introduce e coordina Franco Iacono.

 Mimmo Sica

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