Venerdì 23 Giugno 2017 - 5:15

Militari e agenti feriti a Milano, Hosni: «Non ricordo nulla»

MILANO. «Ho rubato quei due coltelli perché nella stazione c’erano delle persone che volevano farmi del male, per difendermi, ricordo che ero in stazione ma non ricordo nulla dell'aggressione, quando mi sono svegliato avevo il sangue sulle mani». È quanto avrebbe riferito, secondo il suo legale Giuseppina Regina, Ismail Tommaso Hosni, il ventenne arrestato giovedì scorso per aver ferito due militari e un agente alla stazione centrale di Milano, nell’interrogatorio in carcere davanti al gip. «Quel giorno avevo assunto cocaina». Il legale, che ha confermato di aver fatto istanza al gip di perizia psichiatrica sul giovane ha spiegato inoltre che nell’interrogatorio non sono state fatte domande o accenni all’ipotesi di terrorismo, visto che il ragazzo è indagato per terrorismo internazionale in un fascicolo che corre parallelo rispetto all’accusa di tentato omicidio. 

Macerata, veterinario ucciso a coltellate

OSIMO. Un veterinario 54enne di Macerata, Olindo Pinciaroli, è stato ucciso a coltellate e trovato cadavere su un’ambulanza veterinaria tra Osimo e Polverigi. Il collaboratore che viaggiava con lui, un italiano di 30 anni, anche lui ferito, era scappato ma è stato rintracciato dai carabinieri, ed è ricoverato all’ospedale di Osimo. La sua posizione è quella di persona informata sui fatti. Il ceterinario e il suo assistente erano diretti a Polverigi, per prestare assistenza medica ad un maneggio. 

Andria, no alla chiusura della Camera di Commercio

TRANI - Dopo la chiusura dello “sportello decentrato” dell'Agenzia delle Entrate, nella città di Andria le Istituzioni vanno avanti con un'altra 'serrata': la dismissione della sede distaccata della Camera di Commercio di Andria (come risulta dalla delibera di Giunta Camerale n. 8 del 13/03/) pur nella consapevolezza di togliere un un presidio di grande importanza, come è stato riconosciuto nel tempo da chi ne ha utilizzato i servizi.

L’utenza della città di Andria andrebbe a confluire a Barletta, senza tener conto del bacino di utenti di entrambe le sedi. Un'altra doccia fredda per cittadini, imprenditori e professionisti di Andria che da un giorno all'altro perderanno un servizio fondamentale sacrificando ulteriormente le esigenze dei propri utenti. Al danno si aggiunge la beffa in quanto già nel passato la città di Andria co capoluogo della nuova provincia BAT (Barletta-Andria-Trani), nonostante fosse in possesso di tutti i requisiti, ha registrato la mancata apertura della Camera di Commercio della BAT, privando così la città e la provincia, che registra un alto numero di attività commerciali e pmi, l’istituzione di uno degli organismi più importanti di un territorio dove si costruisce il futuro economico di una comunità senza essere sempre il fanalino di coda del capoluogo della regione.

Preoccupazione e dissenso vengono espressi da Fedele Santomauro, presidente dell'Unagraco (Unione dei commercialisti ed esperti contabili) di Trani e consigliere d'amministrazione della Cassa ragionieri, in merito alla decisione di chiudere lo sportello decentrato della Camera di Commercio.

“Questa decisione lede i diritti degli operatori economici e non tiene conto dei bisogni della collettività, gravata da notevoli disagi che comporterà la chiusura dello sportello. Occorre soffermarsi sulle prevedibili e inevitabili ricadute negative - continua Santomauro - che questa chiusura avrà sulla qualità del lavoro delle varie categorie di utenti andriesi che si interfacciano con lo sportello.

“Ancora una volta – conclude Santomauro – chiediamo alle autorità di bloccare le procedure di chiusura, individuando insieme interventi in grado di garantire sia l’eliminazione di spese inutili sia la tutela del servizio per i cittadini, gli imprenditori e i professionisti: in merito a queste problematiche, chiediamo alle Istituzioni l’apertura immediata di un tavolo tecnico finalizzato all’approfondimento e alla risoluzione dei problemi.

Statali, via libera alla riforma

Via libera definitivo del governo alla riforma del pubblico impiego. Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legislativo che introduce modifiche e integrazioni al 'Testo unico del pubblico impiego'.

Tra le novità dei due provvedimenti, le nuove norme in materia di responsabilità disciplinare dei pubblici dipendenti, per accelerare e rendere effettiva l'azione disciplinare; il polo unico Inps per le visite fiscali; le modifiche alla valutazione delle performance dei dipendenti per ottimizzare la produttività del lavoro pubblico e di garantire efficienza e trasparenza della Pa.

Vaccini, decreto su obbligo a scuola

Via libera del Consiglio dei ministri al decreto che introduce l’obbligatorietà delle vaccinazioni per l’accesso alla scuola. Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge 'Disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale', proposto dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin.

"L'evasione dell'obbligo dei vaccini comporterà l'impossibilità di iscriversi al sistema 0-6 che precede la scuola dell'obbligo e per partecipare alla scuola dell'obbligo la mancanza di documentazione produrrà sanzioni che sono dalle 10 alle 30 volte maggiori di quelle esistenti", ha detto il premier Paolo Gentiloni sottolineando: "Non si tratta di emergenza ma di una preoccupazione alla quale intendiamo rispondere".

"Il primo obiettivo del decreto era superare le difformità a livello regionale e dare un'unica linea di indirizzo. Abbiamo allargato a 12 le vaccinazione obbligatorie per l'iscrizione a scuola" nella fascia da 0 a 6 anni, ha annunciato dal canto suo il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin.

"Si era creata una differenza tra vaccini obbligatori e raccomandati, abbiamo sentito l'esigenza di rafforzare il numero di quelli che devono essere obbligatori", ha spiegato ancora Gentiloni aggiungendo che anche "morbillo e meningite diventeranno obbligatori".

Il premier ha spiegato ancora che "le sanzioni esistenti venivano scarsamente applicate o avevano uno scarsissimo potere di deterrenza". L'aumento delle sanzioni sarà "graduale, per questo diciamo da 10 a 30, perché il sistema sanzionatorio avrà tra gli obiettivi quello di informare, aggiornare e coinvolgere le famiglie e non solo di stabilire sanzioni".

 

Dopo aver ringraziato le ministre Lorenzin e Fedeli e la sottosegretaria Boschi "che hanno lavorato per la definizione di un decreto che penso sia una scelta importante che qualifica l'attività di governo nel campo della protezione della salute", il premier ha detto che "l'obiettivo è di evitare che le difficoltà si trasformino in vere emergenze sanitarie". "Ci troviamo di fronte alla constatazione del fatto che nel corso degli anni la mancanza di misure appropriate e il diffondersi anche di comportamenti e teorie antiscientifiche hanno provocato un abbassamento dei livelli di protezione dal punto di vista dei vaccini", ha spiegato Gentiloni illustrando le ragioni che hanno portato al decreto. "Inoltre negli ultimi mesi ci sono state diverse decisioni di alcune regioni, il governo sente l'esigenza e il dovere di dare un indirizzo e un orientamento generale", ha aggiunto.

Consip, è caccia alla “talpa”

Si sta tringendo il cerchio attorno all'autore del passaggio di carte che ha permesso la pubblicazione di atti coperti da segreto nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti Consip. Ed in questo ambito non viene escluso a piazzale Clodio che nei prossimi giorni si possa tornare ad acquisire documenti. In questo filone è indagato per turbativa d'asta l'imprenditore toscano Carlo Russo, già coinvolto con l'accusa di traffico di influenze illecite nel filone che vede indagato anche per lo stesso reato, Tiziano Renzi, papà dell'ex premier. Queste verifiche  sono partite dalle intercettazioni che vennero fatte alla fine della scorsa estate su incontri e colloqui tra Alfredo Romeo, l'imprenditore napoletano arrestato per corruzione, e Russo. All'attenzione degli inquirenti anche un incontro del 21 settembre del 2016 che Russo avrfebbe avuto con Silvio Gizzi, ad di Grandi Stazioni, alla Stazione Termini di Roma. Per quanto riguarda il filone sulla fuga di notizie, relativo all'intercettazione tra Matteo e Tiziano Renzi pubblicata dal Fatto Quotidiano, sono stati avviati gli accertamenti per cercare di individuare il pubblico ufficiale autore della fuga di notizie.

Arriva il taglio delle slot machine: 1 su 3 via a fine anno

ROMA. "Presentare nella 'manovrina' attualmente in discussione alla Camera, un emendamento che anticipa, tra la fine del 2017 ed i primi mesi del 2018, la riduzione degli apparecchi Awp, a cominciare dai generalisti secondari e dai bar e tabacchi. La riduzione si attesterà a circa il 35% delle macchine presenti oggi sul mercato, essendo, attualmente, poco più di 400mila i nulla osta". Ad affermarlo è stato il sottosegretario all'Economia Pier Paolo Baretta, in audizione al Senato.

"Sostituire in tre anni le rimanenti 265mila circa Awp con nuove macchine, che mantengono le attuali caratteristiche (bassa giocata, bassa vincita), ma che saranno completamente controllate da remoto e saranno utilizzabili esclusivamente con la tessera sanitaria e adotteranno soluzioni tecnologiche che scoraggino il gioco (tempi allungati, annunci, interruzioni)" ha aggiunto Baretta.

Senza bollo auto pagato nessuna revisione

Bollo auto, arriva la stretta anti evasione a partire dal 1° gennaio 2018. Lo prevede un emendamento del Pd, primo firmatario Francesco Ribaudo, al decreto legge di correzione dei conti pubblici. La proposta di modifica alla manovra, presentata in Commissione Bilancio della Camera, stabilisce che gli uffici competenti del Dipartimento dei Trasporti e le imprese autorizzate, prima di effettuare la revisione dei veicoli, "devono verificare l'avvenuto pagamento, dell'anno in corso e degli anni precedenti, della tassa di proprietà, della tassa di circolazione e della situazione di fermo amministrativo". "Nel caso che la verifica dia esito negativo", si spiega nel testo, "non è possibile procedere con la revisione del veicolo ed il suo proprietario è obbligato ad effettuare i pagamenti mancanti e presentare una nuova richiesta di revisione per poter circolare".

Divorzio Silvio-Veronica, Cassazione respinge il ricorso di Berlusconi

Silvio Berlusconi è uno "fra gli uomini più ricchi nel mondo tenuto conto delle partecipazioni azionarie e della proprietà di prestigiose ville". Giusto, dunque, che continui a versare a Veronica Lario (nella foto il giorno delle nozze) due milioni di euro al mese. Lo ha stabilito la Prima sezione civile della Cassazione (sentenza 12196 redatta da Pietro Campanile, presidente Salvatore Di Palma), respingendo il ricorso presentato dall'ex presidente del Consiglio contro la sentenza della Corte d'appello di Milano del luglio 2014. Piazza Cavour ha evidenziato che "la Corte territoriale ha posto in evidenza il rilevante divario fra le condizioni patrimoniali e reddituali degli ex coniugi, ponendo in risalto l'ammissione dello stesso Berlusconi di essere 'ultracapiente'". Si ricorda che la sentenza si riferisce al periodo in cui l'ex premier e la Lario non erano ancora divorziati.

La Suprema Corte ha ricordato che "l'obbligo di assistenza materiale trova di regola attuazione nel riconoscimento di un assegno di mantenimento in favore del coniuge che versa in una posizione economica deteriore e non è in grado, con i propri redditi, di mantenere un tenore di vita analogo a quello offerto dalle potenzialità economiche dei coniugi. Un orientamento, ha fatto notare piazza Cavour, al quale si è attenuta la Corte d'appello di Milano che "è pervenuta alla conclusione che la Lario non potesse con i propri mezzi conseguire il tenore di vita analogo a quello goduto durante la convivenza matrimoniale, escludendo poi che tale aspirazione comportasse la realizzazione di uno scopo eccessivamente consumistico o comunque destinato alla capitalizzazione o al risparmio".

Gli 'ermellini' hanno quindi ricordato che "al fine della determinazione del 'quantum' dell'assegno di mantenimento, la valutazione delle condizioni economiche delle parti non richiede necessariamente l'accertamento dei redditi nel loro esatto ammontare, essendo sufficiente un'attendibile ricostruzione delle complessive situazioni patrimoniali e reddituali dei coniugi". Piazza Cavour, respingendo il ricorso di Berlusconi, lo ha condannato anche a pagare le spese processuali del giudizio di legittimità per una somma di 40 mila euro, oltre a 200 di esborsi. In primo grado, il Tribunale, dichiarando la separazione personale dei coniugi, aveva condannato l'ex premier a versare alla Lario un assegno di tre milioni di euro mensili, poi ridotti a due in appello e oggi confermati dalla Cassazione.

Renzi al papà: quante volte hai incontrato Romeo?

"Io non voglio essere preso in giro e tu devi dire la verità in quanto in passato la verità non l’hai detta a Luca (Lotti) e non farmi aggiungere altro. Devi dire se hai incontrato Romeo una o più volte e riferire tutto quello che vi siete detti". Marco Lillo nel suo libro 'Di padre in figlio', anticipato oggi dal 'Fatto Quotidiano', racconta di una telefonata che sarebbe avvenuta il "2 marzo 2017 alle 9.45 di mattina" avvenuta tra Matteo Renzi e il padre Tiziano che il giorno successivo sarà interrogato dai giudici romani nell'ambito dell'inchiesta Consip in cui è indagato per traffico di influenze.

Nel corso della telefonata, si legge ancora sul 'Fatto Quotidiano', Matteo Renzi avrebbe chiesto conto più volte e con decisione al padre di un incontro con Romeo "nel periodo in cui l’amico Carlo Russo contrattava un pagamento di 30mila euro al mese per Tiziano con lo stesso Romeo". L’ex premier "sa - scrive Lillo - che rischia di essere intercettato". Ma lo avrebbe incalzato lo stesso a dire la verità, a ricordarsi tutti gli incontri e i luoghi e soprattutto se ha fatto o meno quella cena con Romeo.

Secondo Lillo la risposta di Tiziano Renzi sarebbe stata "sibillina": "Tiziano dice di no e che le cene se le ricorda ma i bar no". Il figlio insiste: "Devi immaginarti cosa può pensare il magistrato: non è credibile che non ricordi di avere incontrato uno come Romeo, noto a tutti e legato a Rutelli e Bocchino", avrebbe detto l’ex premier, invocando trasparenza su una vicenda "grave".

La telefonata si sarebbe conclusa con il segretario del Pd che ribadisce al padre di "dire la verità, in quanto in passato la verità non l’hai detta a Luca (Lotti) e non farmi aggiungere altro. Devi dire se hai incontrato Romeo e devi riferire tutto quello che vi siete detti".

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