Lunedì 23 Aprile 2018 - 13:15

Roma, allarme bomba alla Rinascente

Allarme bomba alla Rinascente di via del Tritone a Roma. Una chiamata arrivata alla sede del 'Messaggero' ha segnalato la presenza di un ordigno. Il palazzo è stato fatto evacuare e sono in corso i controlli delle forze dell'ordine. Verifiche anche alla Rinascente di piazza Fiume.

"Ci hanno appena fatto evacuare" si legge su un profilo Twitter. E proprio sul social network arrivano le prime immagini delle persone in strada.

"Spero sia stato solo un falso allarme... " scrive una utente, mentre un riporta ancora: "Hanno fatto uscire tutti i dipendenti della Rinascente in via del Tritone".

Il Papa sferza i giovani: gridate

ROMA. Papa Francesco sferza i giovani: non fatevi manipolare, non rimanete zitti. Il monito alle giovani generazioni arriva nel corso della celebrazione della messa in piazza San Pietro in occasione della Domenica della Palme. Alla celebrazione prendono parte giovani di Roma e di altre diocesi in occasione della ricorrenza diocesana della XXXIII Giornata Mondiale della Gioventù.

"Cari giovani, la gioia che Gesù suscita in voi è per alcuni motivo di fastidio e anche di irritazione, perché un giovane gioioso è difficile da manipolare - dice Bergoglio -. Ma esiste in questo giorno la possibilità di un terzo grido: 'Alcuni farisei tra la folla gli dissero: 'Maestro, rimprovera i tuoi discepoli'; ed Egli rispose: 'Io vi dico che, se questi taceranno, grideranno le pietre'".

"Far tacere i giovani - avverte il Papa - è una tentazione che è sempre esistita. Gli stessi farisei se la prendono con Gesù e gli chiedono di calmarli e farli stare zitti. Ci sono molti modi per rendere i giovani silenziosi e invisibili. Molti modi di anestetizzarli e addormentarli perché non facciano 'rumore', perché non si facciano domande e non si mettano in discussione. Ci sono molti modi di farli stare tranquilli perché non si coinvolgano e i loro sogni perdano quota e diventino fantasticherie rasoterra, meschine, tristi".

"Cari giovani, - la sferzata del Pontefice ai giovani - sta a voi la decisione di gridare, sta a voi decidervi per l’Osanna della domenica così da non cadere nel “crocifiggilo!” del venerdì… E sta a voi non restare zitti. Se gli altri tacciono, se noi anziani e responsabili stiamo zitti, se il mondo tace e perde la gioia, vi domando: voi griderete? Per favore, decidetevi prima che gridino le pietre". Al termine della celebrazione un giovane di Panama consegna al Papa le conclusioni della riunione pre-sinodale in preparazione dell'Assemblea dei Vescovi che si svolgerà ad ottobre.

Allerta terrorismo a Roma: continua la caccia al tunisino

ROMA. Allarme ieri sera a Roma dove è scattata la ricerca di un tunisino indicato come un possibile attentatore. Verifiche sono infatti in corso su una missiva anonima, segnalata dalla rappresentanza italiana a Tunisi, su una presunta minaccia terroristica contro l'Italia. Nella missiva si fa il nome di un tunisino che, secondo quanto indicato nella lettera anonima, sarebbe intenzionato a compiere attentati a Roma.

Indagini sono in corso come sempre avviene dopo segnalazioni di questo tipo. Sono stati allertati tutti i comandi dei carabinieri di Roma e i servizi esterni sul territorio, perché adottino tutte le misure volte a garantire la sicurezza dei cittadini e intervengano, rispettando scrupolosamente le procedure operative, in caso di rintraccio.

Al momento, a quanto si apprende da fonti qualificate, non risulta un pericolo concreto, ma come avviene quando si ricevono segnalazioni di questo tipo, le indagini proseguono e vengono fatte tutte le verifiche necessarie. Tra l'altro in questi giorni, in vista di Pasqua, l'afflusso di turisti nella Capitale sarà maggiore. Controlli vengono effettuati in particolare nei siti ritenuti più sensibili, tra i quali anche luoghi di culto, aeroporti e stazioni.

Lancette avanti tutta

Lancette avanti tutta: torna l'ora legale. Nella notte tra oggi e domani dovremo dire addio all'ora solare per accogliere quella legale che, nei Paesi dell'Unione europea, inizia l'ultima domenica di marzo e termina l'ultima di ottobre.

Conto alla rovescia per spostare l'orologio un'ora avanti: domani, quando saranno le 2 di notte, le lancette andranno avanti fino alle 3.

E così, anche se per qualcuno quei 60 minuti in meno di sonno potrebbero provocare qualche malumore e una sorta di jet lag - per effetto del quale, per 3 o 4 giorni, si potrebbe accusare maggiore sonnolenza al mattino, un po' più di spossatezza e più irritabilità - guadagneremo luce in più durante la giornata.

Bomba calda su Pasqua

Pasqua rovente. Ondata di calore fuori stagione per le regioni del Sud Italia. Secondo gli esperti del sito ilmeteo.it, scenari "stupefacenti ci attendono per il periodo pasquale. Le evoluzioni si susseguono giorno dopo giorno e ora sembrano avere un minimo comune denominatore: l'aria africana portata dal ritorno dell'anticiclone africano Hannibal". Insomma, dopo il gelo di Burian, arriva il caldo di Hannibal.

"Verso gli ultimi giorni di marzo - spiegano gli esperti - una depressione Nordeuropea scenderà di latitudine e si posizionerà tra Francia e Spagna, come risposta a questa azione dall'Africa risalirà l'alta pressione africana 'Hannibal' che trasporterà venti caldi sahariani verso il Mediterraneo e quindi l'Italia. E' logico capire come le regioni meridionali saranno le più colpite da questo afflusso africano, cosicché le temperature dal 31 marzo e fino al 2 aprile saliranno oltre la media del periodo di quasi 15°. Valori massimi diurni ipoteticamente vicini ai 30/33° sulla Sicilia, 24/29° sul resto del Sud, insomma, valori tipicamente tardo primaverili o di prima estate".

Jet e boati in Lombardia, scatta il panico

MILANO. Paura in Lombardia per due violenti boati sentiti in tutta la regione. Ai numeri delle forze dell'ordine, del 118 e dei vigili del fuoco sono arrivate decine di chiamate da parte di cittadini spaventati. Al momento sembra che si tratti di due Eurofighter decollati dall'aeroporto di Cameri, in provincia di Novara, e che viaggiavano a velocità supersonica. I boati sono stati avvertiti anche in Piemonte e Canton Ticino.

Viaggiavano a velocità supersonica i due Eurofighter decollati dall'aeroporto di Cameri, in provincia di Novara, che hanno infranto il muro del suono, provocando due violenti boati sentiti in tutta a regione. Suoni che in gergo vengono chiamati 'boom sonici'. Ma di cosa si tratta? E quando si verifica un simile fenomeno? Per boom sonico, scrive la Nasa, si intende un rumore simile a un tuono che viene udito quando un aereo o un altro tipo di veicolo aerospaziale attraversa la cosiddetta barriera sonica.

Il suono viene prodotto da onde d'urto che formano un 'cono' di molecole d'aria pressurizzate che si muovono in tutte le direzioni e si estendono fino a terra. Mentre questo cono si diffonde lungo la traiettoria di volo, crea un boom sonico lungo tutta la larghezza della base del cono. Il brusco rilascio di pressione, dopo l'accumulo da parte dell'onda d'urto, viene avvertito come un fortissimo tuono o una specie di esplosione.

Non è la prima volta che un simile fenomeno si verifica in Italia, creando allarme tra la popolazione. Due anni fa, nel forlivese, cesenate e nel ravennate si scatenò il panico in seguito a due forti boati. Inizialmente si pensò a un terremoto, ma in seguito arrivò la conferma dall'Aeronautica militare che i due botti, forti come esplosioni, erano stati provocati dal passaggio di due aerei che avevano superato la barriera del suono scatenando il 'boom sonico'.

Moro, scritta Br sul monumento in via Fani

ROMA. Il monumento dedicato alle vittime di via Fani a Roma è stato nuovamente imbrattato nella notte. Sul monumento sono state scritte con della vernice rossa le iniziali B.R., Brigate Rosse. E' stata una pattuglia della stazione dei carabinieri di Monte Mario a scoprire la scritta, mentre pattugliava la zona.

Un mese fa la base di cemento della lapide commemorativa di Aldo Moro e la sua scorta era già stata sfregiata con una svastica disegnata a spray e la scritta 'A morte le guardie'.

La settimana scorsa è stato ricordato il sequestro di Moro e l’uccisione degli uomini della scorta a 40 anni dalla strage di via Fani.

Paolo Benvegnù senza spina al Mamamu

 

Il Mamamu stacca la spina dal consueto appuntamento unplugged del venerdì per proporre, domenica 25 marzo, un concerto d'eccezione senza elettrificazione. Sul palco dello storico locale partenopeo si esibirà, infatti, Paolo Benvegnù. Cofondatore nel 1993 degli Scisma, Benvegnù, nella lunga pausa discografica del gruppo (da "Armstrong" datato 1999 sino a "Mr. Newman" del 2015), e anche oltre, ha intrapreso una prolifica carriera solista che lo ha visto impegnato sia in celebri collaborazioni, come quella per l'album "Trasparente"  di Marco Parente, che in lavori discografici a proprio nome; oggi, con "H3+" del 2017, arrivati a quota nove (di cui cinque LP: "Piccoli fragilissimi film" del 2004; "Le labbra" del 2008; "Hermann" del 2011;  "Earth Hotel" del 2014 e "H3+ del 2017 - tre EP: "Cerchi nell'acqua" del 2005; "14-19" del 2007 e "500" del 2009 - e un live, "Dissolution" del 2010). Come spesso accade, quando si passa dal lavoro di "gruppo" a produzione personali, se da un lato viene meno l'eterogeneità data dalla cooperazione, dall'altro cadono tutti i vincoli, e l'autore può finalmente esprimere in musica e testi pienamente le proprie idee e le proprie emozioni. Ed è così anche per Paolo Benvegnù che, sebbene avesse al suo attivo già degli ottimi lavori discografici a firma degli Scisma (su tutti i celebri "Rosemary Plexiglas" e il già citato "Armstrong"), è nel viaggio intrapreso da solo che raggiunge la piena maturità artistica e forse i più alti picchi espressivi della sua dote cantautorale.   

Marco Sica    

 

 

 

 

 

 

"Schettino contro Italia", il ricorso arriva a Strasburgo

'Schettino contro Italia': si chiama così il ricorso che, a quanto apprende l'Adnkronos, ha superato il primo filtro presso la Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo. E' stato depositato dagli avvocati Saverio Senese e Pasquale De Sena, per conto dell'ex comandante Francesco Schettino, condannato in via definitiva dalla Cassazione a 16 anni per il naufragio della Costa Concordia davanti al porto dell'Isola del Giglio il 13 gennaio 2012. Presto il ricorso verrà portato all'esame della Corte europea e nel caso in cui i giudici lo accetteranno il governo italiano sarà chiamato in causa come controparte dell'ex comandante Schettino. Nel lungo ricorso presentato dai difensori di Schettino, i legali denunciano una serie di violazioni fondamentali che nel corso dei dibattimenti di primo e secondo grado, prima davanti al tribunale di Grosseto e poi in corte di appello a Firenze, sarebbero state compiute a danno dell'imputato. Secondo il ricorso, i giudici sarebbero stati anche "prevenuti" nei confronti di Schettino. "E' una buona notizia il superamento del primo filtro", commentano all'Adnkronos i due legali. La Cedu ha assegnato al ricorso il numero di protocollo 5107. Schettino sta scontando attualmente la pena in carcere a Roma. 

Figuraccia Vaticana: Viganò si dimette per la lettera "tagliata" di Ratzinger

ROMA. Papa Francesco ha accettato la rinuncia di monsignor Dario Edoardo Viganò, prefetto della Segreteria per la Comunicazione. Lo fa sapere una nota del Vaticano, spiegando che fino alla nomina del nuovo Prefetto, la Segreteria per le Comunicazioni sarà guidata dal segretario del medesimo dicastero, mons. Lucio Adrian Ruiz.

Viganò era finito al centro delle polemiche in seguito alla diffusione di una versione non integrale della lettera di Joseph Ratzinger in difesa di Francesco, pubblicata poi nella sua interezza "per dissipare ogni dubbio", come spiegava la Segreteria per la Comunicazione del Vaticano.

Viganò, in una lettera datata 19 marzo, scrive al Papa per comunicare la sua decisione di dimettersi. "In questi ultimi giorni - si legge nel testo - si sono sollevate molte polemiche circa il mio operato che, al di là delle intenzioni, destabilizza il complesso e grande lavoro di riforma che Lei mi ha affidato nel giugno del 2015 e che vede ora, grazie al contributo di moltissime persone a partire dal personale, compiere il tratto finale".

"La ringrazio - continua - per l'accompagnamento paterno e saldo che mi ha offerto con generosità in questo tempo e per la rinnovata stima che ha voluto manifestarmi anche nel nostro ultimo incontro. Nel rispetto delle persone, però, che con me hanno lavorato in questi anni e per evitare che la mia persona possa in qualche modo ritardare, danneggiare o addirittura bloccare quanto già stabilito dal Motu Proprio del 27 giugno 20L5, e soprattutto, per l'amore alla Chiesa e a Lei Santo Padre, Le chiedo di accogliere il mio desiderio di farmi in disparte rendendomi, se Lei lo desidera, disponibile a collaborare in altre modalità".

Viganò ricorda che il Papa "in occasione degli auguri di Natale alla Curia nel 2016, ricordava come 'la riforma sarà efficace solo e unicamente se si attua con uomini 'rinnovati' e non semplicemente con 'nuovi' uomini. Non basta accontentarsi di cambiare il personale, ma occorre portare i membri della Curia a rinnovarsi spiritualmente, umanamente e professionalmente".

"La riforma della Curia non si attua in nessun modo con il cambiamento delle persone - che senz'altro avviene e avverrà - ma con la conversione nelle persone - scrive Viganò nella missiva al Papa -. Credo che il 'farmi in disparte' sia per me occasione feconda di rinnovamento o, ricordando l'incontro di Gesù con Nicodemo, il tempo nel quale imparare a 'rinascere dall'alto'. Del resto non è la Chiesa dei ruoli che Lei ci ha insegnato ad amare e a vivere, ma quella del servizio, stile che da sempre ho cercato di vivere. Padre Santo, La ringrazio se vorrà accogliere questo mio 'farmi in disparte' perché la Chiesa e il suo cammino possa riprendere con decisione guidata allo Spirito di Dio".

Il monsignore, il 12 marzo scorso, alla vigilia dei 5 anni di pontificato di Bergoglio aveva presentato la versione, poi risultata parziale, della lettera del Papa emerito a sostegno di Bergoglio, in occasione della presentazione della collana 'La teologia di Papa Francesco'. La lettera di Ratzinger, presentata come una difesa di Francesco da parte del Papa emerito, aveva alcune righe sfocate. Solo in un secondo momento, sabato scorso, dopo tante polemiche, la Segreteria per la Comunicazione, ha reso noto l'intero paragrafo nel quale Benedetto XVI criticava la scelta di inserire fra i teologi chiamati a commentare il pensiero di Francesco "il professor Hunermann", teologo critico nei confronti di Giovanni Paolo II.

"Della lettera, riservata - scriveva Viganò sabato nel dare diffusione integrale della lettera del Papa emerito - è stato letto quanto ritenuto opportuno e relativo alla sola iniziativa, e in particolare quanto il papa emerito afferma circa la formazione filosofica e teologica dell'attuale Pontefice e l'interiore unione tra i due pontificati, tralasciando alcune annotazioni relative a contributori della collana. La scelta è stata motivata dalla riservatezza e non da alcun intento di censura".

Accettando le dimissioni del prefetto della Segreteria per la Comunicazione, il Papa ha chiesto a Viganò in una lettera di rimanere in forze al dicastero delle comunicazioni come "assessore". "A seguito dei nostri ultimi incontri e - si legge nel testo - dopo aver a lungo riflettuto e attentamente ponderate le motivazioni della sua richiesta a compiere 'un passo indietro' nella responsabilità diretta del dicastero per le comunicazioni, rispetto la sua decisione e accolgo, non senza qualche fatica, le dimissioni da prefetto".

"Le chiedo di proseguire - continua - restando presso il dicastero, nominandola come assessore per il dicastero della comunicazione per poter dare il suocontributo umano e professionale al nuovo prefetto al progetto di riforma voluto dal Consiglio dei Cardinali, da me approvato e regolarmente condiviso. Riforma ormai giunta al tratto conclusivo con l'imminente fusione dell'Osservatore Romano all'interno dell'unico sistema comunicativo della Santa Sede e l'accorpamento della Tipografia Vaticana".

"Il grande impegno profuso in questi anni nel nuovo dicastero con lo stile di disponibile confronto e docilità che ha saputo mostrare tra i collaboratori e con gli organismi della Curia romana ha reso evidente come la riforma della Chiesa - osserva - non sia anzitutto un problema di organigrammi quanto piuttosto l'acquisizione di uno spirito di servizio". Bergoglio ringrazia infine Viganò "per l'umiltà e il profondo sensus ecclesiae".

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