Lunedì 24 Settembre 2018 - 9:17

Bologna, Conte visita i feriti

«Sono venuto qui per accertare personalmente le conseguenze sulle persone, le cose e i luoghi e posso dire che, rispetto a quelle che potevano essere,possiamo ritenerci fortunati. È una tragedia senza dubbio, ma i feriti sono in via di guarigione, la situazione è sotto controllo. Ringrazio la macchina dei soccorsi che è stata fantastica, e il personale sanitario». Così il premier Giuseppe Conte, all'uscita dall'ospedale Maggiore di Bologna dove ha visitato alcuni feriti dell'incidente di ieri sulla Tangenziale, all'altezza di Borgo Paniagale.

«Essere qui è un modo per essere vicino alle persone e ai loro familiari, - ha aggiunto Conte - testimoniare la vicinanza del governo alle persone che hanno sofferto questa situazione». «Adesso dobbiamo capire quello che è successo, anche per prevenire tragedie del genere» ha spiegato il presidente del Consiglio. Bisogna «vigilare sempre sul rispetto degli standard di sicurezza - ha ribadito Conte - vale per il trasporto su strada, ferroviario, a tutti i i livelli. Ci sono accertamenti in corso, la procura ha avviato un'indagine, dobbiamo capire quello che è successo per prevenire ma il problema non è annunciare nuove normative, ma vigilare sulla sicurezza».

«Non mi pare, infatti - ha specificato Conte - che ci siano smagliature nella legislazione attuale, si può discutere, al limite, se l'articolo 10 del Codice della Strada sia da estendere anche al trasporto di sostanze esplosive e pericolose come il Gpl che era nell'autocisterna». Dopo la visita all'ospedale Maggiore, Conte ha sorvolato in elicottero il luogo dove è crollato il ponte sull'autostrada. In mattinata il premier ha visitato anche l'ospedale Bufalini di Cesena, dove sono ricoverati due pazienti, un ragazzo bulgaro di 17 anni e Riccardo Muci, il poliziotto 31enne della questura di Bologna, originario di Lecce, rimasto ferito mentre interveniva per mettere in sicurezza le persone sotto il cavalcavia. Entrambi hanno ustioni di secondo grado, profonde ma non estese.

IL BILANCIO DELL'INCIDENTE - Il bilancio dell'incidente di ieri parla di un morto e circa 95 feriti di cui due gravi. La vittima sarebbe Andrea Anzolin, 42enne del comune vicentino di Agugliaro che era alla guida dell'autocisterna che avrebbe tamponato un tir, a sua volta piombato sopra una bisarca. Tra i feriti, invece, un 41enne italiano ricoverato da ieri sera nel Centro grandi ustioni di Parma che versa in condizioni critiche ed è in prognosi riservata. L'uomo ha riportato ustioni molto profonde. Ricoverata anche una donna di circa 40 anni: il suo quadro clinico è stabile e non è in pericolo di vita.

L'INCHIESTA - Intanto la procura di Bologna ha aperto un'inchiesta per disastro colposo a carico di ignoti per accertare la dinamica dell'incidente. Tra le possibili cause "un colpo di sonno dell'autista dell'autocisterna o un momento di distrazione, ma è ancora troppo presto per dirlo con certezza", ha sostenuto il procuratore di Bologna Giuseppe Amato, ai microfoni del Giornale Radio Rai. Un "dato importante - spiega - è la registrazione delle immagini dell'incidente, dove si vede il tamponamento dell'autocisterna, l'incendio e poi la successiva esplosione".

Amato esclude, al momento, la responsabilità di altri: "Mi pare che ci sia un evidente nesso di casualità immediato - ha detto - per cui l'implosione del ponte non è correlata ad un possibile difetto di costruzione, con un mal governo da parte del responsabile, è conseguenza immediata di un evento di devastanti proporzioni quale è quello che si è realizzato". "Non abbiamo ritenuto di fare nessun tipo di sequestro con l'intenzione già oggi di consentire alla società Autostrade di ripristinare la circolazione in quel tratto di strada", ha aggiunto Amato, che, infine, ha confermato l'apertura sulla vicenda di un "fascicolo a carico di ignoti dove si ipotizza il disastro colposo e, ovviamente ,il reato di omicidio, lesioni colpose stradali plurime".

L'INCIDENTE - Ieri l'incidente tra la cisterna e il camion ha provocato un orrendo effetto domino: i mezzi si sono incendiati e, dopo alcuni minuti, è esplosa la cisterna. La deflagrazione ha fatto crollare buona parte del ponte dell'A14, dividendo in due l'Italia e scavando in tangenziale un enorme cratere. L'onda d'urto ha raggiunto negozi, ristoranti e case in tutta la zona, provocando un centinaio di feriti. Decine di residenti sono stati evacuati e hanno passato la notte fuori casa. Procede agli accertamenti e ai rilievi la polizia stradale di Bologna d'intesa con la Procura competente.

RIAPERTO TRATTO TANGENZIALE - Nel frattempo è stato riaperto il Raccordo di Casalecchio in entrambe le direzioni. Riaperto anche il tratto di Tangenziale compreso tra gli svincoli 2 e 3 in direzione dell'A1, tratto che rimane invece chiuso in direzione di dell'A14.

Sulla Sindone sangue vero e di una persona torturata

ROMA. Una nuova ricerca italiana indica che il sangue presente sulla Sindone di Torino è vero e di una persona torturata. Inoltre il sangue è rosso e non marrone, come dovrebbe essere un sangue antico, perché il telo sarebbe stato esposto alla luce ultravioletta, come quella del Sole, che ne ha alterato il colore. La ricerca, pubblicata su Applied Optics, si deve al gruppo coordinato da Paolo Di Lazzaro, dell'Enea e vicedirettore del Centro Internazionale di Sindonologia. Individuati prodotti di emoglobina invecchiata.

Allo studio hanno preso parte anche Daniele Murra dell'Enea, Paola Iacomussi dell'Istituto nazionale di ricerca metrologica (Inri), Mauro Missori del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) e il medico Antonio Di Lascio.

Grazie all'analisi della Sindone, fatta dai ricercatori durante l'Ostensione del 2015 con una tecnica ottica che serve a individuare la composizione dei materiali, è stato visto che nel sangue del telo è presente la metaemoglobina, un prodotto della degradazione dell'emoglobina fortemente ossidata e invecchiata, a conferma che si tratta di sangue antico. Inoltre il sangue della Sindone è ricco di bilirubina. Il sangue è ricco di bilirubina "in due casi: nel caso di una persona malata di ittero e in quello di una persona percossa duramente", ha detto all'ANSA Di Lazzaro.

La ricerca ha inoltre dimostrato che le macchie presenti sulla Sindone sarebbero rosse perché la luce ultravioletta come quella del Sole, interagendo con la bilirubina, ne avrebbe alterato il colore.

 

Foggia, scontro frontale tra un furgone e un Tir: morti dodici migranti

FOGGIA. Dodici persone, tutte migranti, sono morte nell'incidente stradale avvenuto nel pomeriggio di lunedì 6 agosto, lungo la statale 16 all'altezza dello svincolo per Ripalta, nelle campagne di Lesina. Un furgone con targa bulgara con a bordo tutti passeggeri extracomunitari, si è scontrato frontalmente con un camion carico di farinacei. Tre persone sono rimaste ferite. Tra queste anche l'autista del Tir che non è in pericolo di vita.

Un sinistro "fotocopia" di quello avvenuto sabato 4 agosto tra Castelluccio dei Sauri e Ascoli Satriano dove sono deceduti 4 braccianti agricoli africani. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e i carabinieri di San Severo. Anche in questo caso risultano difficili le operazioni di riconoscimento dei cadaveri. Pare che le vittime avessero terminato da poco il turno di lavoro nei campi di Capitanata.
 

 

Bologna: rogo ed esplosioni dopo incidente, 1 morto e decine di ferite

BOLOGNA. Un boato avvertito in mezza città e un'alta colonna di fumo: poco prima delle 14 un incidente fra un mezzo che trasportava materiali infiammabili e alcune auto ha provocato un incendio, al quale sono seguite alcune esplosioni. E' successo sul raccordo di Casalecchio che collega l'A1 con l'A14. Il bilancio, accertato, è di un morto e una settantina di feriti, 14 dei quali sono definiti gravi dai soccorritori. Vista l'entità dell'incendio si teme che il bilancio possa aggravarsi. Alcuni feriti sono stati colpiti dai detriti. L'incendio è stato spento, i vigili del fuoco stanno raffreddando l'area per rendere più fattibili gli interventi. Sono rimasti a lavoro soprattutto le unità cinofile e gli operatori 'Usar', ovvero i soccorritori che si occupano di ricerca e salvataggio in ambienti urbani. L'obiettivo, a quasi tre ore dall'incidente, è capire se ci sono altre vittime.

Sub muore nel lago di Como

Un uomo di 47 anni è morto nel lago di Como durante un immersione, grave un suo amico. I carabinieri stanno cercando di capire cosa possa essere successo.

I due sono stati soccorsi da un gommone ma uno non ce l'ha fatta, mentre per l'altro sub si è reso necessario l'intervento di un elicottero per il trasporto all'ospedale Niguarda di Milano e l'utilizzo della camera iperbarica. 

Due incidenti mortali in Laguna in poche ore, tre morti

Ancora un dramma nella Laguna di Venezia. Una persona è morta e altre quattro sono rimaste lievemente ferite per il rovesciamento di un barchino. È accaduto alle ore 14.30 circa tra la località Giare di Mira e Valle Averto di Campagna Lupia.

Le persone sono state recuperate dalle barche dei diportisti in transito. Niente da fare invece per un 76enne di Campagna Lupia, dichiarato morto dal personale del Suem 118. I vigili del fuoco sono intervenuti sul posto per i soccorsi con i sommozzatori di Venezia e il personale della squadra di Mira.

L'incidente è avvenuto a poche ore da un tragico scontro tra imbarcazioni in Laguna che ha provocato la morte di due pescatori. È successo poco prima di mezzanotte a Sant'Andrea San Nicoletto Lido. Le due vittime erano a bordo di una barchino, in quel momento fermo, quando sono state travolti da un motoscafo con 4 persone a bordo, che sono rimaste ferite e sono state portate in ospedale ma non sono in pericolo di vita. Sul posto è intervenuta la Capitaneria di Porto, oltre alla Polizia e ai Vigili del Fuoco con due imbarcazioni e il nucleo sommozzatori di Vicenza. A seguito dell'incidente uno dei due pescatori, un uomo di circa 60 anni, era stato portato in ospedale, dove è deceduto poco dopo, mentre il corpo della seconda persona deceduta è stato trovato in acqua privo di vita e recuperato dai soccorritori.

Attacchi troll a Mattarella, indaga l'antiterrorismo

I presunti attacchi web al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella arrivano a piazzale Clodio. La Procura di Roma infatti aprirà nei prossimi giorni un fascicolo d’indagine in merito alla possibile azione che sarebbe stata condotta online da troll russi nella notte tra il 27 e il 28 maggio scorso, quando Mattarella bocciò la candidatura di Paolo Savona come ministro dell’Economia. L’indagine sarà affidata al pool di magistrati che si occupa dell’antiterrorismo e in Tribunale si attende un’informativa della polizia postale.

Gli attacchi sarebbero arrivati da Twitter: sul social infatti si registrarono in pochi minuti circa 400 nuovi profili, tutti riconducibili all'area geografica della Russia, e da questi partirono migliaia di messaggi contro il presidente Mattarella, con insulti e inviti alle dimissioni. Della vicenda si occuperà lunedì anche il Copasir, con l’audizione del Dis, Alessandro Panza.

Terni, neonato abbandonato era vivo

È nato vivo, sano e a termine il neonato di Terni trovato morto giovedì sera in una busta di plastica lasciata in un'aiuola nei pressi di un supermercato. E' quanto emerge dall'autopsia eseguita dal professor Mauro Bacci.

Secondo una prima ipotesi, il piccolo, dunque, potrebbe essere deceduto per asfissia e ipertermia. La madre, una ternana di 27 anni, è in stato di fermo dopo aver confessato in Questura di aver abbandonato il figlio partorito in bagno perché non poteva permettersi di mantenerlo.

Il professor Bacci avrà ora 60 giorni di tempo per depositare la perizia definitiva ma, al momento, le ipotesi più accreditate per la morte del neonato sono quelle dell'asfissia e dell'ipertermia, che potrebbero anche essere due concause di un decesso che senza dubbio è stato lento.

Del resto, il neonato - stando anche al racconto fatto dalla stessa madre - è stato abbandonato giovedì attorno a mezzogiorno dentro una busta, una di quelle rigide che forniscono i supermercati, sembra parzialmente chiusa, in un'aiuola nei pressi di un parcheggio, in una delle giornate più calde dell'estate. Ad ogni modo, dall'autopsia sono state escluse con certezza altre possibili cause del decesso: nessuna malformazione, nessuna azione violenta esterna e nessun tipo di malore.

Salvini replica a Bono

"Bono dice che gli italiani devono avere compassione. Il principio è giusto, ma ricordo che mentre stiamo parlando ci sono 5 milioni di italiani che vivono in condizioni di povertà, che non faranno vacanze, che non stanno scegliendo se andare a Riccione, in Salento, in Sardegna o a Cortina". Lo ha dichiarato il ministro dell'Interno Matteo Salvini, replicando, in un'intervista a Rtl 102.5, alle parole del leader degli U2 che, sempre alla stessa emittente, ha esortato l'Italia a essere più umana e solidale con i profughi e i richiedenti asilo.

"E' difficile capire lo stato di queste persone che lasciano le loro terre - ha sostenuto Bono - Nel mondo c'è molto odio, basta vedere quello che è successo tra America e Messico con bambini isolati dai propri genitori". Ma "noi non siamo così. Noi irlandesi come voi italiani possiamo capire cosa voglia dire migrare - ha sottolineato il cantante - Credo negli italiani e nello spirito compassionevole e l'Italia non deve essere lasciata da sola. Sono un essere umano anche se posso sembrare un ricco viziato e fortunato. Ho il diritto di dire queste cose".

Parole ascoltate "con attenzione" dal vicepremier leghista che, però, ha espresso il suo disappunto. "Compassione sì, ma quando ci sono tanti nostri connazionali, giovani e anziani, che hanno difficoltà a trovare casa e lavoro, penso sia dovere di un governo e di un popolo occuparsi prima di queste persone", ha ribadito Salvini. "Poi, Bono ha le sue idee, ce ne fossero come lui anche in Italia! - ha aggiunto il vicepremier, facendo riferimento a "qualche radical chic, benpensante, cantante, attore, conduttore Tv con il conto corrente pieno, che dà lezioni agli altri, ma non muove un dito di suo".

 

Quarta vittima per legionella

Quarta vittima della legionella nel milanese. Un uomo di 89 anni, di Bresso, è morto ieri sera all'ospedale Bassini di Cinisello Balsamo, dove era stato ricoverato. Ne dà notizia l'assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera, esprimendo il cordoglio della Regione.

"Negli ultimi due giorni - ricorda Gallera - non sono stati segnalati nuovi casi recenti e questo ci fa sperare che l'emergenza stia rientrando. Fortunatamente dei 52 casi ad oggi registrati 33 pazienti si sono ristabiliti" e sono stati "dimessi dagli ospedali".

"Proseguono senza sosta - continua l'assessore - le attività di controllo del Laboratorio di prevenzione dell'Ats di Milano", dove sono in corso le analisi di "551 campioni prelevati da 48 abitazioni e 44 siti sensibili. Da ieri un team composto da tecnici della direzione generale Welfare, Ats ed esperti dell'Istituto superiore di sanità è al lavoro per valutare lo stato delle azioni già compiute e confrontarsi sugli sviluppi delle indagini. Regione Lombardia non lascerà niente di intentato per riuscire a trovare la fonte del contagio", conclude Gallera.

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