Martedì 19 Settembre 2017 - 20:53

Luce e gas, stop a maxi bollette per legge

ROMA. Tra le tante novità introdotte dal ddl concorrenza, approvato mercoledì scorso dal Senato, vi sono anche sostanziali cambiamenti in tema di bollette di luce e gas. Nel nuovo provvedimento è contenuto il diritto del consumatore alla rateizzazione delle maxi bollette derivanti da problemi di fatturazione.

Ma l'obiettivo è fare qualcosa di più per quelle famiglie che si vedono arrivare conguagli da migliaia di euro, spesso "frutto di anni di addebiti dovuti a conteggi di consumi meramente stimati, ma non effettivi". Un disegno di legge ha come obiettivo proprio quello di arginare questo fenomeno, "certamente non imputabili agli utenti".

L'Autorità garante della concorrenza e del mercato ha già avviato procedimenti istruttori nei confronti di alcune società per accertare eventuali violazioni del 'codice del consumo' per: fatturazione basata su consumi presunti; mancata considerazione delle autoletture; la fatturazione a conguaglio di importi significativi, anche a seguito di conguagli pluriennali; la mancata registrazione dei pagamenti effettuati, con conseguente messa in mora dei clienti fino talvolta al distacco, nonché il mancato rimborso dei crediti maturati dai consumatori.

La proposta di legge, composta da due soli articoli, al comma 1 definisce come pratica commerciale contraria ai principi di buona fede, correttezza e lealtà l'emissione di fatture a debito nei riguardi dell'utente per conguagli riferiti a periodi maggiori di due anni, nell'ambito dei contratti di fornitura di energia elettrica, di gas e del servizio idrico. Inoltre si stabilisce che l'inseri- mento nella fattura dell'intimazione di pagamento immediato della somma a conguaglio costituisce pratica commerciale aggressiva, in quanto la minaccia di distacco può esercitare un indebito condizionamento sulla volontà dell'utente, alterandone la libera capacità di valutazione.

E, in caso di emissione di fatture a debito nei riguardi dell'utente per conguagli riferiti a periodi maggiori di due anni, i consumatori hanno diritto alla sospensione del pagamento, in pendenza di accertamenti da parte della competente autorità di regolazione, fino a che non sia verificata la conformità del comportamento degli operatori a quanto previsto dal codice del consumo. Qualora le autorità competenti accertino comportamenti illegittimi da parte dei gestori dei servizi, gli utenti lesi da tali comportamenti non siano obbligati al pagamento delle fatture conseguentemente emesse. In ogni caso, gli utenti non sono obbligati al pagamento delle fatture emesse sulla base di consumi stimati per periodi relativamente ai quali essi abbiano tempestivamente comunicato gli effettivi consumi ovvero quando per le rispettive utenze siano operanti sistemi di telelettura.

Attentato di Capodanno, presi 8 anarchici

Sono otto, in totale, gli arrestati per due attentati avvenuti negli ultimi mesi a Firenze. Cinque militanti anarchici sono stati arrestati per l'attentato di Capodanno in cui è rimasto vittima, perdendo una mano ed un occhio, l'artificiere Mario Vece. Altre tre persone sono state arrestate nella stessa indagine, dalla Digos della Questura di Firenze insieme al Ros dell'Arma dei Carabinieri, per il precedente attacco del 21 aprile 2016 a colpi di molotov alla stazione dei carabinieri di Rovezzano-Firenze. L'operazione, motivata dall'urgenza di prevenire il pericolo di fuga degli indagati, scaturisce dalle indagini avviate dalla Polizia di Stato tramite la Digos di Firenze e il servizio centrale antiterrorismo a seguito del gravissimo attentato compiuto in Firenze, nella notte di Capodanno. Episodio che, diretto contro una sede di CasaPound, ha comportato gravissime conseguenze per il sovrintendente di Polizia Mario Vece, artificiere della Polizia intervenuto a disinnescare l'ordigno, rischiando di rimanerne ucciso e subendo lesioni gravissime con danni permanenti, consistenti nell'amputazione di una mano e nella perdita dell'occhio destro. L'indagine, da allora proseguita senza sosta, con intercettazioni, pedinamenti estesi anche in altre regioni e, in parallelo, con l'attento esame tecnico e biologico delle tracce reperite sul materiale repertato nel sopralluogo dalla Polizia Scientifica, ha consentito di acquisire un imponente apparato indiziario per l'attentato, a carico di cinque dei fermati, e di scoprire l'identità e altri gravi indizi a carico degli altri tre fermati per un precedente attentato contro la stazione dei carabinieri di Rovezzano del 21 aprile dello scorso anno, commesso mediante il lancio di tre bottiglie incendiarie contro l'edificio.

Infermiera killer: uccide neonato con la morfina

La Polizia di Stato di Verona ha arrestato un’infermiera, in servizio presso la Asl, per aver somministrato morfina ad un neonato, in assenza di prescrizione medica e senza necessità terapeutiche, provocandogli un’overdose con arresto respiratorio prontamente superato dal tempestivo intervento sanitario.

Lo scorso marzo il neonato era ricoverato presso la terapia intensiva neonatale dell’Ospedale Civile di Verona. In seguito a inspiegabili e ripetute crisi respiratorie, era stato trasferito in una stanza di cura intensiva, per potergli praticare le opportune manovre di rianimazione. Con il peggioramento del quadro clinico, al neonato era stato somministrato un farmaco antagonista degli oppiacei, come la morfina, indicando anche il dosaggio. Immediatamente dopo il neonato aveva ripreso a respirare autonomamente.

In seguito agli accertamenti medici, è emerso che la crisi respiratoria che aveva messo in gravissimo pericolo di vita il piccolo paziente era dipesa dall’assunzione di morfina, certamente avvenuta poche ore prima dell’evento. Tale assunzione, avvenuta in assenza di qualsiasi prescrizione medica o indicazione terapeutica, non è apparsa riconducibile a errore.

In un primo momento l'infermiera, 43 anni, che aveva accudito il neonato aveva dichiarato di non ricordare chi avesse ordinato la somministrazione del farmaco. In particolare, nelle ore precedenti all’accaduto, era stata proprio lei a tenere in braccio il neonato definendolo come “rognoso” in presenza anche delle altre colleghe. Ed era stata la 43enne stessa a confidare a un’altra infermiera di fare abituale utilizzo di morfina e benzodeazepina, pur in assenza di prescrizione, somministrandola ai neonati per via orale o nasale per metterli tranquilli, nella convinzione dell’insussistenza di concreti pericoli.

Caldo torrido, a Napoli avvertiti 49 gradi

Una settimana di fuoco. L'Italia è nella morsa di Lucifero, che da nord a sud riscalda la penisola con temperature record. La punta massima si registra in Sardegna: a Capo San Lorenzo la temperatura percepita alle 15 è di 50 gradi, come riporta il sito dell'Aeronautica militare. Termometro bollente anche a Napoli dove i gradi avvertiti sono 49, a Ferrara (48) e a Rimini (47).

Nella giornata di domani saranno 16 le città con bollino rosso, mentre giovedì l'allerta interesserà ben 26 località. Nella Capitale la temperatura percepita arriverà a toccare i 42 gradi e anche a Firenze la situazione non sarà migliore, con punte sino ai 41 gradi. Il bollino rosso, spiega il ministero, indica "condizioni di emergenza con possibili effetti negativi sulla salute di persone sane e attive e non solo sui sottogruppi a rischio come gli anziani, i bambini molto piccoli e le persone con malattie croniche". Lo rende noto il ministero della Salute attraverso il Bollettino delle ondate di calore.

Armato di coltello nel supermercato: un morto e sei feriti ad Amburgo

AMBURGO. Terrore in un supermercato di Amburgo: un giovane entra impugnando un grosso coltello da cucina, un morto e sei feriti il bilancio finale e aggressore arrestato. L'uomo attaccava persone a caso ed è stato fermato dagli altri clienti del negozio che l'hanno anche ferito. La polizia ha reso noto che l'uomo ha 26 anni ed è nato negli Emirati Arabi Uniti, ma non sono state date ulteriori informazioni sul suo status in Germania. La polizia ha inoltre reso noto che non vi sono indicazioni che all'assalto abbiano partecipato altre persone. Secondo alcuni testimoni ha gridato 'Allah u Akbar' (Dio è grande) prima di colpire le proprie vittime. Il giornale Tagesspiegel, citando fonti delle sicurezza, riporta che l'uomo sarebbe noto alla polizia come islamista. E che era arrivato in Germania come rifugiato, vivendo ad Amburgo grazie a lavoretti occasionali. Sul posto sono state fatte intervenire le unità antiterrorismo ed è stata aperta un'inchiesta per terrorismo. «L'attentatore era probabilmente uno straniero che doveva essere rimandato in patria ma non poteva essere respinto perché privo di documenti», ha riferito in serata il sindaco della città tedesca Olaf Scholz.

Diritti immagine, Higuain dovrà pagare spese processuali

Il Napoli ha vinto la battaglia legale con Gonzalo Higuain in merito alla questione dei diritti d'immagine che il Pipita reclamava per la stagione 2015/16, l'ultima vissuta in azzurro prima del trasferimento alla Juventus. Ad annunciarlo è il club partenopeo, l'argentino dovrà pagare le spese processuali per oltre 50mila euro. «Il calciatore - si legge in una nota a firma del presidente, Aurelio De Laurentiis - aveva dapprima richiesto la condanna della scrivente società al pagamento di euro 681.000,00, poi diventati oltre 2.570.000,00 euro nel corso del giudizio, e, in subordine, al risarcimento del danno per violazione del principio di buona fede». 

Il Collegio arbitrale «ha respinto e dichiarato inammissibili per quanto di ragione tutte le domande avanzate dall'ex tesserato del club, condannandolo, inoltre, al pagamento integrale delle spese di funzionamento del Collegio Arbitrale, quantificate in oltre 50.000,00 euro, accessori di legge compresi». «La S.S.C.  Napoli S.p.a. ringrazia l'avvocato Mattia Grassani per la professionalità dimostrata anche in questa occasione, apprezzando, altresì, il corretto e puntuale operato degli organi di risoluzione delle controversie in ambito sportivo che si sono occupati del presente contenzioso. Il lodo arbitrale emesso oggi - conclude il Napoli - è definitivo ed inappellabile».

Vacanze, 6 milioni di italiani si recheranno nelle zone colpite dal sisma

Circa sei milioni di italiani hanno deciso di fare visita alle aree colpite dal terremoto durante le vacanze estive. E’ quanto emerge da una indagine Coldiretti/Ixe’ diffusa in occasione dell’incontro con centinaia di agricoltori nel Comune di Amatrice (Rieti) per fare un bilancio sulla situazione nelle campagne, sulla ricostruzione, sul mercato e sulle produzioni. A undici mesi di distanza dalle prime scosse emerge una decisa volontà di sostegno da parte degli italiani verso i territori devastati dal sisma. Il 32% dei turisti - sottolinea la Coldiretti – ha scelto di rimanere per 1 o 2 giorni, il 27% per 3 o 4 giorni, il 14% per 5 o 6 giorni il 16% per una settimana o piu’ mentre l’11% senza pernottare. Un segnale importante che – sottolinea la Coldiretti - si è manifestato anche con dimostrazioni concrete di solidarietà da parte di clienti storici (e non) negli agriturismi e nelle altre strutture recettive e di ristorazione. La situazione resta pero’ difficile con le presenze che – precisa la Coldiretti - sono ben al di sotto degli anni precedenti il sisma. A pesare è l’abbandono forzato delle popolazioni, trasferite sulla costa che ha fatto venir meno la clientela, mettendo in grave difficoltà le aziende agricole che non hanno più un mercato locale per i propri prodotti. La ripresa dell’offerta turistica delle zone terremotate che fonda il suo successo sulle sinergie tra cultura, ambiente e qualità alimentare è importante per le campagne. Secondo il monitoraggio della Coldiretti la maggioranza degli agriturismi colpiti si è attrezzata per la stagione estiva. Nei 131 comuni del cratere colpito dai terremoti del 24 agosto e del 26 e 30 ottobre, secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Istat, operano 444 agriturismi dei quali 42 in Abruzzo, 40 nel Lazio, 247 nelle Marche e 115 in Umbria. “Il ritorno dei turisti italiani e stranieri è essenziale per chi come gli agricoltori è rimasto a presidiare queste terre ferite”, ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare l’esigenza che “la ricostruzione vada di pari passo con la ripresa dell’economia che in queste zone significa soprattutto cibo e turismo”. Proprio per sostenere la ripresa in tale direzione - sottolinea la Coldiretti - agricoltori e allevatori, al prezzo di mille difficoltà e sacrifici, hanno lavorato duro per garantire la produzione della maggior parte delle tipicità delle zone terremotate. Sono 292mila ettari i terreni agricoli coltivati nei 131 comuni terremotati di Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo, soprattutto a seminativi e prati e pascoli, da imprese per la quasi totalità a gestione familiare (96,5%), secondo le elaborazioni Coldiretti sull’ultimo censimento Istat. Quasi la metà del terreno agricolo per un totale di circa 140mila ettari è coltivato - precisa la Coldiretti - a seminativi, dal grano duro per la pasta all’orzo per la birra artigianale, dal farro all’avena, dai girasoli alle lenticchie e agli altri legumi. Significativa la presenza di allevamenti con quasi 65 mila bovini, 40mila pecore e oltre 11mila maiali dai quali scaturisce anche un fiorente indotto agroindustriale con caseifici, salumifici e frantoi che garantiscono specialità di pregio famose in tutto il mondo.

Terremoto, tregua in Centro Italia

ROMA. Notte senza scosse di terremoto rilevanti nel Centro Italia. Tra le sette registrate la scorsa notte dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, solo due hanno avuto magnitudo superiore a 2: la più forte è stata a 00:29 con magnitudo 2.3 ed epicentro tra Assisi e Camerino. Non si sono registrati danni a persone o cose.  A Castelluccio si è celebrata la festa più importante dell'anno, il patrono San Vincenzo Ferreri. Sono circa 250 le persone originarie del piccolo borgo terremotato tornate per l’occasione. «Per la prima volta dopo il sisma del 2016 tutti i castellucciani sono tornati a “casa”, perché anche loro vogliono far sentire la loro vicinanza», ha commentato Tonino Conti, uno dei ristoratori presenti sotto la grande tensostruttura montata per permettere alle attività che esistevano prima del terremoto di ricominciare a lavorare.

Si lanciano dal ponte di Calatrava: fermati

VENEZIA. Sono stati subito fermati e identificati i sei cittadini di nazionalità belga, tra i 21 e i 23 anni, tutti originari della stessa cittadina fiamminga, che si sono tuffati dal ponte della Costituzione progettato dall’architetto Santiago Calatrava. Sul posto sono giunte una pattuglia della polizia di Stato e una di quella locale. In particolare, rende noto il Comune di Venezia. Oltre all’immediata contestazione, si stanno valutando ulteriori profili legati alla sicurezza delle norme sulla navigazione nonché a quanto previsto dal codice penale, oltre all’applicazione del “daspo urbano” previsto dal recente decreto Minniti. L’amministrazione invierà una nota dell’accaduto anche all’Ambasciata del Belgio in Italia, affinché si faccia tramite presso le autorità locali, di un’adeguata campagna informativa e di sensibilizzazione dei futuri visitatori della città. Il comandante della polizia locale ha ringraziato tutti quelli che si sono distinti nell’intervento. 

Biella, confessa l'omicidio della fidanzata

BIELLA. «Mi aveva rivolto un rimprovero perché il tavolo era sporco, c’erano troppe briciole. Allora abbiamo iniziato a insultarci e non ci ho piu visto. Mentre litigavamo, lei mi ha colpito alla testa con un fermacarte in pietra». A dirlo Dimitri Fricano, il trentenne biellese che ha confessato di avere ucciso a coltellate la fidanzata Erika Preti durante una vacanza in Sardegna. 

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