Mercoledì 21 Novembre 2018 - 11:22

"Arrestato presidente Nissan"

I pubblici ministeri di Tokyo avrebbero arrestato il presidente di Nissan Motor, Carlos Ghosn, con l'accusa di evasione fiscale. Lo scrivono i media giapponesi, citando fonti investigative. Nissan ha sottolineato che Ghosn aveva sottostimato le sue entrate e aveva compiuto altri comportamenti scorretti.

Nissan, alleato e principale azionista di Renault, dove Ghosn è presidente e amministratore delegato, ha già registrato un calo in Borsa delle azioni di oltre il 12 per cento poco prima delle 11.30. I procuratori di Tokyo avrebbero arrestato anche Greg Kelly, uno dei representative director, con l'accusa di cattiva condotta finanziaria, ha riferito l'agenzia Kyodo News, citando fonti investigative. Prima dell'arresto, la casa automobilistica aveva offerto le proprie scuse: "Nissan si scusa profondamente per aver causato grande preoccupazione ai nostri azionisti e stakeholder - ha affermato la società -. Vogliamo continuare il nostro lavoro sull'identificazione dei problemi e sull'adozione di misure adeguate".

Goshn, brasiliano di origini libanesi, avrebbe segnalato gli importi del compenso sui titoli azionari alla Borsa di Tokyo in una quantità inferiore all'importo effettivo, al fine di ridurre l'ammontare totale divulgato sulla remunerazione. La cifra evasa sarebbe di centinaia di milioni di yen, una somma di oltre 1 milione di euro.

Roghi in California, quasi 1.300 i dispersi

WASHINGTON. Morte e distruzione in California. Il bilancio dei roghi che da giorni stanno devastando il Paese diventa sempre più drammatico: sono 76 le vittime e quasi 1.300 i dispersi. ''Le squadre di soccorso - ha detto in una conferenza stampa lo sceriffo della contea di Butte, Kory Honea - hanno trovato altri cinque corpi senza vita''. Al momento risultano disperse 1.276 persone.

Ieri Donald Trump si è detto "molto triste" nel vedere la distruzione causata in California dagli incendi incontrollati. "Nessuno avrebbe mai pensato che questo poteva succedere", ha detto il presidente parlando di fronte alle strutture rase al suolo dalle fiamme a Paradise, una delle comunità della California settentrionale devastate dagli incendi.

"Questo è molto triste a vedersi - ha aggiunto - per quanto riguarda perdite umane, ancora nessuno sa con certezza. Noi abbiamo un certo numero, ma abbiamo molte persone che sono ancora disperse". Trump è stato accompagnato dal governatore della California uscente, Jerry Brown, e quello appena eletto Gavin Newsom, entrambi democratici.

 

Omicidio Khashoggi, la Cia accusa il principe Bin Salman

Nonostante le smentite della versione ufficiale, sarebbe stato il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman a ordinare l'assassinio del giornalista Jamal Khashoggi a Istanbul. Lo scrive il 'Washington Post', riportando i contenuti di un rapporto della Cia confermati da fonti che hanno chiesto di restare anonime. Anche secondo il 'Wall Street Journal' l'uccisione di Khashoggi sarebbe stata eseguita su ordine del principe ereditario, spiegando che la valutazione della Cia non sarebbe basata su prove fattuali ma piuttosto sulla "comprensione di come funziona l'Arabia Saudita".

A queste conclusioni, l'agenzia è giunta esaminando diverse fonti di intelligence, tra cui una telefonata che Khalid bin Salman, ambasciatore saudita negli Stati Uniti e fratello del principe ereditario, avrebbe avuto con Khashoggi. L'ambasciatore ha respinto ogni coinvolgimento scrivendo su Twitter di avere spiegato al 'Washington Post' che "l'ultimo contatto avuto con il signor Khashoggi è stato via SMS il 26 ottobre 2017".

"Non ho mai parlato con lui per telefono e certamente non gli ho mai suggerito di andare in Turchia per nessuna ragione: chiedo al governo degli Stati Uniti - ha aggiunto l'ambasciatore saudita - di rilasciare qualsiasi informazione in merito a questa richiesta".

Trovato il sottomarino San Juan

Un anno dopo. A distanza di quasi 365 giorni dalla sua scomparsa, è stato trovato nell'Atlantico il relitto del sottomarino militare argentino San Juan, che aveva a bordo 44 persone di equipaggio e di cui si erano perse le tracce il 15 novembre 2017.

La Marina e il ministero della Difesa hanno reso noto che a individuare il relitto è stata la nave privata americana Ocean Infinity - che dallo scorso settembre opera per la ricerca (con un contratto esteso fino al prossimo febbraio) - e un suo minisottomarino inviato a 800 metri di profondità.
Il San Juan era scomparso mentre si trovava nelle acque davanti a Ushuaia, da dove era salpato per raggiungere la base a Mar del Plata. Presumibilmente, a bordo si è verificato un incendio nel reparto batterie. Dopo l'ultima comunicazione inviata dal San Juan, i sismografi della regione hanno registrato un evento identificabile come un'esplosione. Come ha reso noto Ocean Infinity, il sottomarino è stato localizzato a circa 250 miglia nautiche (460 km) a est del Golfo San Jorge. Gli strumenti hanno permesso di individuare inizialmente ''un oggetto lungo 60 metri''. Il minisottomarino inviato in profondità e comandato a distanza ha consentito di cancellare ogni dubbio. La marina argentina ha provveduto ad informare i familiari dei 44 membri dell'equipaggio e successivamente ha diffuso la notizia. La zona in cui è avvenuto il ritrovamento era stata già battuta nelle ricerche eseguite subito dopo la scomparsa. Come ricordano i quotidiano La Nacion e Clarin, è stato indispensabile il pressing dei parenti delle vittime per riprendere il monitoraggio nell'area.

Nei mesi successivi all'ultimo messaggio ricevuto e alla successiva scomparsa, diverse le ricostruzioni di quanto avvenuto negli abissi: secondo alcune di queste, il sottomarino avrebbe iniziato a imbarcare acqua dallo snorkel, tubo che garantisce l'afflusso d'aria necessario al funzionamento dei sottomarini diesel per il tempo necessario alla ricarica delle batterie e anche all'aerazione dei locali. Questo avrebbe poi provocato un corto circuito e un principio di incendio nel contenitore delle batterie del sistema di ventilazione.

Secondo la marina argentina, attraverso le parole del capitano Gabriel Attis, il sottomarino San Juan è ''imploso''. Attis, comandante della base navale di Mar del Plata, ha spiegato che il relitto è stato rinvenuto ad una profondità di 907 metri. Lo scafo, in base alle immagini raccolte sinora, non presenta "falle significative". "Lo scafo si presenta come un unico elemento totalmente deformato, collassato e imploso", ha aggiunto. Le ricerche hanno permesso di appurare che detriti sono sparsi per un raggio di 70 metri. Le eliche, invece, sono state ricoperte da sabbia.

L'onda dei gilet gialli invade la Francia

Tensione e lancio di lacrimogeni a Parigi per la protesta dei 'gilet gialli' contro l'aumento del prezzo dei carburanti. Alcuni manifestanti, riferisce Le Figaro, hanno cercato di avvicinarsi all'Eliseo ma sono stati bloccati dalle forze dell'ordine. Sono stati lanciati lacrimogeni mentre alcune persone hanno intonato la Marsigliese. Dai manifestanti anche grida contro il presidente Emmanuel Macron, invitato a dimettersi. I 'gilet gialli', che identificano i manifestanti, si articolano in circa 2000 posti di blocco, molti dei quali non autorizzati.Sono oltre 120.000 le persone scese sinora in piazza in tutta Francia. 
In Savoia, una donna che partecipava alle proteste è morta dopo essere stata investita da un'auto. Il veicolo, che ha tentato di forzare il blocco, era guidato da una signora che stava cercando di portare il figlio in ospedale. Assalita da un attacco di panico per i colpi degli attivisti contro la sua vettura bloccata, ha perso il controllo: in stato di choc, è stata fermata. Il blocco stradale a cui partecipava non era stato autorizzato dalle autorità. E' quanto ha reso noto il ministro degli Interni francese, Christophe Castaner, il quale parla di 47 feriti in tutto il Paese di cui tre in modo grave secondo Le Figaro.

New York in tilt per neve

Il maltempo si abbatte sul nordest degli Stati Uniti, provocando la morte di 8 persone. E la neve manda in tilt New York. Sono 16 gli stati colpiti dall'inatteso 'antipasto' dell'inverno, con situazioni d'emergenza dal Massachusetts all'Illinois. Si calcola che circa 200.000 case, in 5 stati, si siano ritrovate senza energia elettrica nelle prime ore odierne. La neve, in particolare, ha imbiancato New York. La precipitazione, per intensità la seconda nella storia di New York a novembre, ha colto di sorpresa la metropoli e i suoi 20 milioni di abitanti: la Grande Mela, nelle ore di punta di giovedì, è andata in tilt.

Traffico impazzito, in particolare, sui ponti più trafficati. I collegamenti stradali tra la città e il New Jersey sono diventati trappole per veicoli non attrezzati: senza catene, auto e bus hanno faticato a muoversi sull'asfalto coperto in alcune zone da oltre 10 centimetri di neve. Centinaia di automobilisti hanno preferito abbandonare i propri veicoli e tornare a casa a piedi, visto che anche la metro - presa d'assalto - ha risentito del caos generale.

"La prima precipitazione dell'anno ha colpito duro e proprio nell'ora di punta, abbattendo alberi e causando ritardi", ha twittato il sindaco di New York, Bill de Blasio, in piena emergenza. I mezzi spargisale hanno lavorato durante la notte per garantire condizioni accettabili in mattinata. Il timore è che in serata la situazione possa diventare nuovamente complicata. "Anche se le temperature sono in aumento - ha aggiunto de Blasio - continuo a sollecitare i cittadini di New York affinché usino estrema cautela se devono spostarsi stasera".

Terremoto Brexit

Terremoto nel governo May. All'indomani del via libera dell'esecutivo all'accordo con Bruxelles sull'uscita dall'Ue, lasciano il ministro per la Brexit Dominic Raab e il sottosegretario britannico per l'Irlanda del Nord Shailesh Vara. Dopo le due defezioni, si dimette anche il ministro per il Lavoro e le Pensioni Esther McVey. Dimissioni anche per la sottosegretaria alla Brexit Suella Braverman. E, nel pomeriggio, arriva anche l'addio del vice presidente del partito Conservatore, Rehman Chishti. La stampa britannica parla di 'effetto domino', che potrebbe portare alla caduta del governo guidato da Theresa May.

IL GOVERNO PERDE I PEZZI - "Non posso in buona coscienza sostenere i termini proposti per il nostro accordo con la Ue", ha scritto su Twitter, annunciando le sue dimissioni, Raab, che ha anche pubblicato la lettera inviata a Theresa May per spiegare le sue ragioni. Nella missiva il ministro per la Brexit esprime il suo "rammarico" per il fatto che la premier abbia scelto di "cercare di ottenere l'accordo con la Ue" in un modo che lui non può sostenere, "in primo luogo perché credo che il regime proposto per l'Irlanda del Nord presenti una vera minaccia per l'integrità del Regno Unito". "In secondo luogo, io non posso sostenere un accordo di 'backstop' a tempo indeterminato, dove la Ue mantiene il veto sulla nostra possibilità di uscire - continua Raab, sostenitore acceso della Brexit - I termini del backstop sono un ibrido tra l'unione doganale europea e gli obblighi del mercato unico". "Nessuna nazione democratica ha mai firmato per essere vincolata da un regime così ampio, imposto esternamente senza nessun democratico controllo sulle leggi applicate, né la possibilità di decidere di uscire dall'accordo", conclude.

"L'accordo - aggiunge ancora Raab che non aveva partecipato all'ultima tornata di negoziati, a livello di funzionari, che aveva portato al testo presentato ieri da May al governo - viene considerato anche un punto di partenza per negoziare un'alleanza futura economica. Se lo accettiamo, questo pregiudicherà severamente contro di noi una seconda fase di negoziati". "Soprattutto - conclude - io non posso conciliare i termini dell'accordo con le promesse che abbiamo fatto al Paese nel nostro manifesto alle ultime elezioni". Iain Duncan Smith, un ex leader dei Tory ed uno dei principali esponenti dei Brexiteer, ha detto che le dimissioni di Raab sul governo hanno un impatto "devastante". E che la sua lettera alla May prova che le sue posizioni sono state ignorate.

Anche il conservatore Vara ha annunciato oggi le sue dimissioni a causa del suo disaccordo con il progetto di accordo. "Con molta tristezza e rammarico ho presentato la mia lettera di dimissioni da ministro dell'Irlanda del Nord al premier", ha scritto il 58enne esponente dei Tory in un tweet. "Siamo una nazione orgogliosa e ci siamo ridotti ad obbedire alle regole fatte da altri Paesi che hanno dimostrato di non avere a cuore i nostri migliori interessi. Possiamo e dobbiamo fare meglio di questo. Il popolo del Regno Unito merita di meglio. Ecco perché non posso sostenere questo accordo", si legge nella lettera di dimissioni pubblicata sul suo account.

Addio amaro anche per la sottosegretaria alla Brexit Suella Braverman: "È con profondo rammarico e dopo una riflessione che ho dovuto presentare le mie dimissioni oggi come ministro della Brexit. Grazie per l'opportunità. Non vedo l'ora di lavorare per supportare la Brexit da semplice parlamentare. Questa non è stata una decisione facile", ha scritto sul suo account, pubblicando la sua lettera di dimissioni.

IL DISCORSO DI MAY - May, intervenendo alla Camera dei Comuni, difende il testo dell'accordo provvisorio tra Londra e Bruxelles, che sta causando dimissioni a catena nel suo governo. Il testo approvato ieri sera dal governo "non è l'accordo finale" con la Ue, ma solamente una "bozza di trattato", precisa. "Possiamo scegliere di uscire senza accordo o non avere nessuna Brexit", spiega la premier, parlando del negoziato condotto dal suo governo come di un processo "frustrante".

"Votare contro l'accordo ci riporterebbe al punto iniziale", dice. Una bocciatura da parte del Parlamento, aggiunge, "significherebbe più incertezza, più divisioni, e non dare seguito alla decisione dei britannici di uscire dalla Ue". L'accordo negoziato con Bruxelles, continua la May, "mette fine alla libertà di movimento, ci restituisce il controllo dei nostri confini, leggi e soldi, e realizza una politica estera e di difesa indipendente, mentre prosegue la cooperazione in tema di sicurezza per mantenere il nostro popolo al sicuro". L'accordo, secondo la premier "realizza il desiderio del popolo britannico" e, aggiunge, "io scelgo di fare ciò che è meglio nell'interesse del popolo britannico". La May chiede quindi alla sua maggioranza di "pensare all'interesse nazionale" e "approvare" l'accordo.

CORBYN ALL'ATTACCO - Il leader dell'opposizione laburista, Jeremy Corbyn, nel suo intervento ai Comuni, sottolinea come, dopo la serie di dimissioni di ministri, il governo conservatore sia "nel caos". "Il governo - afferma - deve ritirare questo accordo pasticciato che non ha il sostegno del gabinetto dei ministri, del Parlamento o del Paese nel suo intero".

"Questo non è l'accordo che era stato promesso e il Parlamento non può accettare, e credo non accetterà, questa falsa scelta tra un cattivo accordo ed il 'no deal', nessun accordo", continua il leader laburista ricordando come il ministro Raab aveva promesso un "documento sostanzioso". "La gente questa mattina è preoccupata", aggiunge Corbyn riferendosi al modo in cui i britannici stanno seguendo le ultime convulse battute della saga della Brexit.

CRESCE FRONDA TORIES ANTI-MAY - La pattuglia dei Conservatori ribelli, contrari all'accordo sulla Brexit raggiunto tra Londra e Bruxelles ha raggiunto quota 84 e sta crescendo. Tanti sarebbero i deputati pronti a bocciare il testo, quando questo sarà sottoposto al vaglio del Parlamento. Lo ha detto il deputato conservatore Mark Francois, uno dei membri dell'European Research Group, il gruppo che racchiude molti degli esponenti euroscettici dei Tories, intervenendo nel dibattito ai Comuni. L'accordo è "nato già morto", ha detto Francois, invitando May ad accettare la realtà politica. Jacob Rees-Mogg, presidente dell'European Research Group, ha presentato una mozione di sfiducia contro la May all'organo competente del Partito conservatore, il 1922 Committee. L'accordo, ha spiegato Rees-Mogg nella lettera che rappresenta una cinquantina di deputati conservatori euroscettici inviata al partito, "si è rivelato peggiore di quanto anticipato e non rispetta le promette fatte al Paese dalla premier". Il comitato, attualmente presieduto da Graham Brady, ha il potere di convocare un voto di sfiducia di leader del partito nel caso riceva una richiesta scritta dal 15% dei deputati, in questo caso 48. Oltre a quella di Rees-Mogg, il comitato sta ricevendo altre lettere quindi da parte di deputati ribelli. Il voto di sfiducia del Partito conservatore nei della leader e premier, suggerisce l'emittente Sky News, potrebbe esserci martedì prossimo.

E' "matematicamente impossibile" che la May riesca ad ottenere l'approvazione del Parlamento sulla bozza di accordo con la Ue, ha detto Mark Francois, rafforzando l'impressione dei commentatori britannici che il governo possa cadere a breve. Nel dibattito in aula, oltre al Labour, che con Corbyn ha bocciato l'accordo, anche i nordirlandesi del Democratic Unionist Party hanno lasciato intendere un voto contrario. I 10 deputati del Dup alla Camera dei Comuni sono indispensabili per il governo di minoranza della May.

"Lei portava il tanga", assolto 27enne accusato di stupro

Assolto dall'accusa di stupro perché la vittima indossava biancheria 'troppo sexy'. E' destinata a far discutere la sentenza emessa il 6 novembre scorso dal Tribunale di Cork, in Irlanda, che ha scagionato un 27enne accusato di aver violentato una ragazza di 17 anni. A determinare la decisione dei giudici - riferisce 'The Sun' - sarebbe stata soprattutto l'arringa tenuta dall'avvocato del presunto aggressore, Elizabeth O'Connell, che in aula ha mostrato gli slip che la vittima portava al momento dei fatti. "Guardate il modo in cui era vestita, indossava un perizoma con la parte davanti in pizzo", ha detto la donna, lasciando intendere che la ragazza fosse troppo provocante e dunque 'propensa' ad essere molestata.

La scelta di mostrare un indumento intimo come prova di discolpa ha subito sollevato un polverone di polemiche. Alcune manifestanti sono scese in piazza per sostenere che indossare un indumento sexy non significa dare il consenso ad un rapporto sessuale. In rete invece, tramite l'hashtag #ThisIsNotConsent ("questo non è dare il consenso"), decine di donne hanno pubblicato le foto della propria biancheria per esprimere indignazione. La protesta è poi approdata in Parlamento, dove il socialista Ruth Coppinger ha mostrato un tanga. "Potrebbe suscitare imbarazzo mostrare un paio di mutande in Parlamento, ma pensate a quanto lo sia di più per una vittima di stupro vederle finire in tribunale" ha detto Coppinger, ricordando come le donne vengano incolpate anche per gli stupri subiti.

Manovra, Austria e Olanda contro l'Italia

Pugno duro di Austria e Olanda nei confronti dell'Italia. Vienna darebbe la propria approvazione se l'Unione Europea avviasse una procedura d'infrazione contro l'Italia, ha affermato il ministro delle Finanze di Vienna, Hartwig Loeger, che ha spiegato come "l'Italia rischia di diventare un successore del modello greco". Se l'Italia non rivedrà la propria manovra, ha detto il ministro, Vienna è pronta a chiedere e sostenere la procedura della Commissione Europea.

Il ministro delle Finanze olandesi, Wopke Hoekstra, spera che l'Italia "decida di ascoltare cosa chiede la Commissione. Ma potrebbe anche non accadere. Il bilancio va aggiustato". Le sanzioni, se Roma non dovesse modificare la manovra, si avvicinerebbero. "Non siamo ancora a quel punto, ma è un'opzione", ha detto Hoekstra, che chiede alla Commissione europea di adottare un approccio fermo.

l Documento programmatico di bilancio trasmesso nella notte dal governo italiano "verrà valutato nel quadro del semestre europeo", ha spiegato stamane un portavoce della Commissione Europea. Il prossimo passo sarà mercoledì 21 novembre, quando la Commissione darà le proprie opinioni sui documenti programmatici di bilancio ricevuti il 15 ottobre, ivi incluso quello che l'Italia ha rimandato stanotte. La Commissione aveva chiesto modifiche "sostanziali" per rivedere la propria opinione negativa sul Documento programmatico di bilancio.

Brexit, bozza di accordo tra Londra e Bruxelles

Londra e Bruxelles hanno raggiunto un accordo provvisorio sul testo del trattato che regolerà l'uscita del Regno Unito dall'Unione Europea. Lo riferiscono il 'Financial Times' e la 'Bbc'. 

La premier Theresa May convocherà per mercoledì una riunione di governo straordinaria per sottoporre l'accordo al giudizio dei suoi ministri. 

May dovrà ora superare l'ostacolo di un governo e di una maggioranza divisi sull'esito del negoziato. In particolare, sulla questione del confine irlandese, che a lungo è rimasta la questione più spinosa sulla quale raggiungere un compromesso.

Il testo provvisorio dell'accordo, riporta la 'Bbc' citando fonti del governo di Londra, è stato approvato a livello tecnico dai negoziatori britannici ed europei, al termine di un'intensa trattativa. Il 'Sun' riferisce che in vista della riunione di governo di mercoledì, ciascun ministro è stato convocato questa sera per un colloquio individuale con la premier.

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