Sabato 16 Febbraio 2019 - 21:00

Gilet gialli, scontri a Parigi

Scontri nella zona degli Invalides, durante la nuova mobilitazione dei gilet gialli oggi a Parigi. Le forze dell'ordine francesi hanno fatto ricorso al lancio di lacrimogeni per disperdere i manifestanti, si legge sul sito di Le Parisien. Più tardi la polizia ha fatto di nuovo uso dei lacrimogeni nel V Arrondissement della Capitale. Nel corso della mattinata la 14sima giornata di mobilitazione dei gilet gialli si era svolta senza incidenti a Parigi con circa 3mila partecipanti. Oltre 10mila e 200 in tutta la Francia come rende noto il ministero dell'Interno. I cortei dei gilet hanno attraversato anche altri centri, tra cui Rouen, Bordeaux e Toulouse. Questa mattina, inoltre, un centinaio di persone hanno partecipato a una manifestazione a Strasburgo.

Papa spreta ex arcivescovo Washington

Papa Francesco ha ridotto allo stato laicale l'ex arcivescovo di Washington Theodore Mc Carrick. Lo fa sapere una nota della Congregazione per la Dottrina della Fede: "In data 11 gennaio 2019, il Congresso della Congregazione per la Dottrina della Fede ha emanato il decreto conclusivo del processo penale a carico di Theodore Edgar McCarrick, arcivescovo emerito di Washington, con il quale l’accusato è stato dichiarato colpevole dei seguenti delitti perpetrati da chierico: sollecitazione in confessione e violazioni del sesto comandamento del decalogo con minori e adulti, con l’aggravante dell’abuso di potere, pertanto gli è stata imposta la pena della dimissione dallo stato clericale".

L'ex Sant'Uffizio fa sapere che lo scorso 13 febbraio "la Sessione Ordinaria (Feria IV) della Congregazione per la Dottrina della Fede ha esaminato gli argomenti presentati nel ricorso del ricorrente e ha deciso di confermare il decreto del Congresso. Questa decisione è stata notificata a Theodore McCarrick" venerdì. "Il Santo Padre - spiega la nota - ha riconosciuto la natura definitiva, a norma di legge, di questa decisione, la quale rende il caso 'res iudicata', cioè non soggetta ad ulteriore ricorso". La sentenza, in buona sostanza, non consente appello

McCarrick, 88 anni, è il primo (ex) cardinale ridotto allo stato laicale: da membro del Collegio cardinalizio a spretato. Su McCarrick, molestatore di seminaristi, le prove sono risultate schiaccianti. In almeno tre casi si trattava di minorenni. La situazione era tanto grave che il Papa, lo scorso 27 luglio, gli aveva imposto la 'rinuncia' alla porpora.

Tirana, assalita sede governo

Scontri e feriti a Tirana durante la manifestazione organizzata dall'opposizione per chiedere le dimissioni del governo del premier socialista Edi Rama.

Secondo 'Albania Daily News', almeno sei manifestanti e due poliziotti sono rimasti feriti nei tafferugli scoppiati quando qualcuno delle migliaia di manifestanti ha cercato di entrare all'interno della sede degli uffici del primo ministro lanciando bottiglie molotov. A questo punto gli agenti hanno risposto usando gas lacrimogeni e idranti, si legge sul sito del 'Tirana Times'. 
"Solo con un piccolo tentativo, alcuni dimostranti hanno distrutto le barriere dalla polizia: questo è uno scenario criminale che è stato premeditato" è l'accusa lanciata dal presidente del Partito democratico, Lulzim Basha, che ha indetto la manifestazione contro il governo, suggerendo, si legge su 'Albania Daily News', che la polizia non si intervenuta per fermare per tempo i facinorosi.

"I dimostranti si erano riuniti per manifestare senza violenza, ora la situazione è fuori controllo" ha aggiunto Basha. L'opposizione chiede le dimissioni del premier e la formazione di un governo di transizione che prepari il Paese a nuove elezioni.

Omicidio Sana, tribunale Pakistan assolve i familiari

ROMA. Un tribunale di Gujrat, in Pakistan, ha assolto tutti i familiari accusati dell'omicidio di Sana Cheema, cittadina italiana di origini pakistane uccisa nell'aprile del 2018 perché, secondo l'accusa, voleva sposare il fidanzato di Brescia contro il parere della famiglia. Secondo quanto riporta 'Express News', il giudice Amir Mukhtar Gondal ha infatti disposto il rilascio del padre di Sana, Ghulam Mustafa Cheema, dello zio Mazahar Cheema e del fratello Adnan dopo un processo durato 11 mesi per carenza di prove e assenza di testimoni.Sana è stata uccisa a 26 anni a Mangowal, in Pakistan. L'autopsia ha rivelato che è deceduta per strangolamento. Poco dopo la polizia ha arrestato il padre, il fratello e lo zio della vittima, spiegando che il genitore aveva ammesso di aver strangolato la figlia con un pezzo di stoffa. Successivamente il padre ha ritrattato.

Spagna, bilancio bocciato: rischio voto anticipato

Il Parlamento spagnolo ha bocciato la legge di bilancio presentata dal governo di minoranza del socialista Pedro Sanchez, con una mossa che potrebbe portare ad elezioni anticipate. Contro il governo hanno votato anche i partiti secessionisti catalani che finora avevano garantito un appoggio esterno. Secondo i media, si potrebbe andare al voto già il 28 aprile o attendere le elezioni europee del 26 maggio.

Sanchez potrebbe annunciare venerdì, al termine del Consiglio dei ministri, la data ufficiale. A riferirlo fonti del governo citate dai media, dopo che il parlamento ha bocciato la legge di bilancio. Secondo le fonti la data più probabile è il 28 aprile. L'alternativa potrebbe essere il 26 maggio quando si vota per le europee, ma anche per le elezioni municipali e in 13 regioni.

Parigi insiste: «Spiegazioni da Roma»

L'incontro in Francia del vicepremier e ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro Luigi Di Maio con un esponente dei gilet gialli che inneggiava alla guerra civile è stata "una vera provocazione". E' quanto ha ribadito il ministro degli Esteri francese, Jean-Yves Le Drian, al Question Time all'Assemblée Nationale, la Camera dei Deputati francese, tornando sulle tensioni diplomatiche con l'Italia.

"Abbiamo richiamato il nostro ambasciatore in Italia. E' una misura temporanea in attesa che, speriamo, si possano avere le spiegazioni necessarie. Vogliamo che le relazioni tra l'Italia e la Francia ritrovino un andamento normale - ha affermato Le Drian -. Per questo ci vuole un rispetto reciproco. Quando ci saranno di nuovo le condizioni ritroveremo un filo normale nelle nostre relazioni e questo nonostante le nostre divergenze con il Governo italiano attuale".

"La Francia - ha continuato Le Drian - purtroppo è stata strumentalizzata da qualche mese dal dibattito politico italiano. Ce ne rammarichiamo. Finora avevamo avuto delle osservazioni misurate, avevamo invitato l'ambasciatre italiana in Francia ad incontrarci per evitare che alcuni paletti non fossero superati. Il vicepremier Luigi Di Maio ha varcato una linea venendo inaspettatamente in Francia per incontrare un gilet giallo, che tra l'altro aveva fatto delle dichiarazioni che inneggiavano alla guerra civile e che parlava di un rovesciamento del governo da parte di militari. E' stata una vera provocazione".

Con l'Italia, rileva Le Drian, "c'è una forte amicizia, abbiamo una storia comune con un grande Paese come l'Italia. Abbiamo importanti scambi con il popolo italiano a livello culturale, economico, industriale. Abbiamo una cooperazione industriale considerevole e auspichiamo che questo rapporto storico continui", sottolinea il ministro.

Ma per il primo ministro italiano Giuseppe Conte, "per quanto riguarda i rapporti con la Francia, sono assolutamente fiducioso che i nostri sistemi culturali, economici e sociali sono così intrecciati, così integrati che non possono essere messi in discussione per un singolo episodio". "Noi siamo un governo pacifista - continua Conte - e il governo francese altrettanto. Il rapporto tra Italia e Francia è solido e antico. L'intreccio è culturale, prima che economico, ed è antico: non può essere messo in discussione da una divergenza, da un dissidio, da una discussione che ci può essere. Poi è sicuro, visto che il vicepresidente Luigi Di Maio lo ha detto pubblicamente, che l'incontro con i Gilets Jaunes lui lo ha fatto come capo, esponente di un movimento politico. Si può discutere: a quel punto entriamo in una logica politica, in cui ognuno può avere la sua valutazione sull'incontro, ma comunque siamo in una logica politica", conclude.

«Micalizzi ha perso un occhio»

Gabriele Micalizzi, il giornalista italiano ferito in un attacco dell'Is con colpi di mortaio, "ha perso un occhio". Lo scrive su Twitter il Rojava Information Center, senza indicare la fonte della notizia, che quindi sarebbe tutta da confermare.

Secondo quanto si legge, dopo il trasferimento dalla Siria a Baghdad, le condizioni di Micalizzi "sono stabili". Intanto "violenti scontri continuano a Baghouz", aggiunge il tweet.

Repubblica Dominicana, scomparsi due sub italiani

Due sub italiani sono scomparsi nelle acque della Repubblica Dominicana. Lo rende noto la Società Speleologica della Repubblica Dominicana, spiegando in una nota che i sommozzatori sono stati visti l'ultima volta il 9 febbraio mentre si apprestavano ad entrare nella grotta sommersa di El Dudù. "Gli italiani - afferma la società DRSS - non avevano la certificazione" necessaria per accedere alla grotta "e hanno ignorato un segnale di pericolo, collocato alla fine della zona di sicurezza, che evidenzia il pericolo di andare oltre". Nella nota, inoltre, si fa riferimento alla necessità di "preparazione che deve possedere chi si spinge oltre il limite".

"Per immergersi nelle acque delle grotte - evidenzia la DRSS - è necessario che le persone seguano un allenamento diverso da quello per l'attività subacquea in mare o in acque aperte. Dopo questa formazione si può ottenere una certificazione internazionale che qualifica" un sub in grado di entrare in una grotta. Tali immersioni, inoltre, "richiedono equipaggiamenti specifici". La grotta di El Dudù si estende per circa 800 metri e raggiunge una profondità di 27.

POCHE SPERANZE - "Non posso dire con certezza che siano morti ma per i due sub italiani non ci sono molte possibilità". Phillip Lehman, fondatore e vicepresidente della DRSS, è impegnato nei soccorsi. "Le operazioni hanno subìto un rallentamento nelle ultime ore per la scarsa visibilità ma siamo pronti a ripartire. Continueremo a cercare finché non li troviamo" dice Lehman all'AdnKronos.

"I sub - aggiunge - da quello che risulta sono andati nell'area senza un'adeguata preparazione e senza gli strumenti necessari. All'ingresso della grotta, alla fine della zona di sicurezza, c'è un enorme segnale di pericolo: non potevano non sapere che la situazione era estremamente rischiosa". Il sito della Società Speleologica descrive la zona della grotta come "un'attrazione turistica molto nota", dove tra l'altro le persone "nuotano e si ubriacano".

LA GROTTA - Chi si immerge deve districarsi attraverso un tunnel che scende fino a 20 metri, con sezioni particolarmente strette, fino alla meta che viene raggiunta dopo circa 45 minuti. "Da domenica - prosegue Lehman - siamo in contatto con le autorità italiane presenti qui". E "anche se si tratta di sub, non erano preparati per le condizioni estreme della grotta di El Dudù, un luogo unico nell'intero Paese con caratteristiche particolari -aggiunge -. Purtroppo, situazioni simili non sono inedite: da anni cerchiamo di avvisare i sub che in quell'area serve un equipaggiamento speciale e bisogna prepararsi in modo adeguato. Ma qui arrivano anche veri e propri pazzi: quando li avviso, mi insultano, mi mandano a quel paese e si immergono...".

 

Fotografo italiano ferito in Siria

Il fotoreporter italiano Gabriele Micalizzi è rimasto ferito in Siria, nella zona di Deir Ezzor, dove è in corso un'offensiva delle forze curdo-arabo siriane contro l'Is. Il fotografo, che era impegnato in un servizio con un collega della Cnn, è stato inizialmente ricoverato nell'ospedale della base americana 'Omar Field', dove è arrivato cosciente. Micalizzi ora è in volo verso Baghdad ma è possibile che venga rimpatriato quanto prima a Roma. Lo riferisce all'Adnkronos Alberto Simoni, caporedattore esteri de 'La Stampa' in contatto con Francesco Semprini, l'inviato del quotidiano torinese che "fino a ieri sera" era col fotografo italiano. 

"Sono stati sempre insieme, sia a Kobane che a Deir Ezzor, sulla linea del fronte; poi Francesco è rientrato alla base mentre Gabriele è rimasto con una troupe della Cnn e altri reporter, nel palazzo bersagliato dagli Rpg" racconta Simoni. "Sappiamo che è stato colpito al volto da alcune schegge" e dalle notizie frammentarie che giungono dalla Siria è possibile che venga rimpatriato "ma non si sa se in giornata", prosegue Simoni. Per quanto riguarda la missione di Semprini, l'inviato della 'Stampa' rimarrà in Siria per il tempo che era stato previsto.

FARNESINA - L'unità di crisi della Farnesina è al lavoro e segue il caso dal primo momento per prestare ogni possibile assistenza. 

Micalizzi è rimasto ferito nella provincia di Deir Ezzor nell'est della Siria, una delle ultime porzioni di territorio sotto il controllo del sedicente Stato islamico (Is). Sabato scorso le Forze democratiche della Siria (Fds, alleanza curdo-araba dominata dalle Ypg) hanno annunciato di aver dato il via "all'ultima battaglia" contro l'Is nell'est del Paese arabo. L'offensiva a Deir Ezzor è in corso da settembre.

Le Fds "hanno iniziato a muoversi verso l'ultimo villaggio rimasto sotto il controllo dei jihadisti in Siria - ha detto sabato il portavoce Mustafa Bali, citato dalla tv Rudaw - Presto il villaggio di Baghouz (nella provincia di Deir Ezzor) sarà ripulito dalla presenza dell'Is". Stamani il direttore dell'Osservatorio siriano per i diritti umani, Rami Abdel Rahman, ha confermato la "lenta" avanzata delle Fds e le minacce rappresentate dai cecchini dell'Is, dalle mine collocate dai jihadisti sulla strada e dai tunnel scavati dai miliziani. Secondo Mustafa Bali, ci sono "decine di ostaggi delle Fds in mano all'Is".

CHI E' - Il fotografo Gabriele Micalizzi è nato nel 1984 a Milano. E' stato ferito in Siria nella zona di Deir Ezzor nel corso di un'offensiva delle forze curdo-arabe contro l'Is. Diplomato all'Accademia di Belle Arti, come scrive nella sua pagina Facebook, ha iniziato la sua carriera con gli scatti della sua città, ma il suo lavoro negli ultimi anni l'ha portato in Medio Oriente e in particolare nelle aree di conflitto. Vincitore del primo Master of Photography di Sky Arte, è tra i fondatori di Cesuralab, collettivo di giovani fotografi, nato nel 2008, sotto la direzione artistica di Alex Majoli. Il lavoro di Micalizzi è stato pubblicato da quotidiani, oltre che riviste nazionali e internazionali come il New York Times, New Yorker, Newsweek, Wall Street Journal, l'Espresso, La Repubblica, Internazionale e il Corriere Della Sera.

 

 

«Ricreazione finita», il messaggio di Parigi

"Non si tratta di drammatizzare, si tratta di dire che la ricreazione è finita". Non usa giri di parole la ministra francese per gli Affari europei, Nathalie Loiseau, parlando della decisione del Quai d'Orsay di richiamare l'ambasciatore a Roma, Christian Masset, in seguito all"ingerenza inopportuna" del vice premier Luigi Di Maio, che martedì ha incontrato a sud di Parigi una delegazione dei gilet gialli. "Non era mai successo che un membro di un governo straniero venisse in Francia a sostenere non un leader politico - ha denunciato la Loiseau parlando a Radio Classique - ma qualcuno che ha fatto appello alla guerra civile, qualcuno ha fatto appello al rovesciamento di un presidente e a un governo militare". E' per questo, ha continuato la ministra, che l'incontro tra Di Maio e i gilet gialli è "un'ingerenza inopportuna, un gesto non amichevole da parte di persone che sono al governo e la cui priorità dovrebbero essere gli interessi degli italiani".
Alla domanda se Parigi abbia qualche responsabilità in questa crisi con Roma, la Loiseau ha replicato: "Sfortunatamente, quello che sta succedendo ci dà ragione. Noi abbiano detto che i nazionalismi in Europa, senza citare in modo particolare un Paese o un altro, sono un'aggregazione di interessi di categorie nazionali che non creano mai soluzioni ma inaspriscono i problemi ed Emmanuel Macron aveva ragione a denunciarlo".

Richiamo che "non è permanente", ha sottolineato stamane il portavoce del governo francese Benjamin Gruveaux, che ai microfoni di Europe 1 ha riassunto così la clamorosa mossa diplomatica di Parigi: "Era importante mandare un messaggio". L'Italia è "un alleato storico" della Francia ed "uno dei Paesi fondatori dell'Unione Europea", ha quindi ricordato il portavoce che, a proposito della disponibilità espressa da Di Maio e Salvini a dialogare con Parigi, ha sottolineato che "il dialogo non si è mai interrotto". I due ministri, ha detto Griveaux, "si siedono intorno ad un tavolo con i ministri francesi ai consigli europei" e "c'è un capo di governo in Italia che ha già incontrato più volte" il presidente francese Emmanuel Macron. Parlando dell'incontro di martedì tra Di Maio ed una rappresentanza dei gilet gialli a sud di Parigi, il portavoce ha sottolineato che "le buone maniere, la cortesia più elementare avrebbero voluto che il governo fosse avvertito" prima della visita di un ministro. Poi la stoccata: "Le battute di Luigi Di Maio e Matteo Salvini - ha detto Griveaux -, non hanno impedito all'Italia di entrare in una recessione economica... Noi non abbiamo fatto battute". Se il governo italiano, ha aggiunto, "si è sentito attaccato, è un suo problema". E ancora: "Se si vuol fare indietreggiare la lebbra nazionalista, se si vuole fare indietreggiare i populisti, se si vuol fare indietreggiare la sfida all'Europa, il modo migliore è di comportarsi bene con i propri partner". Rispondendo ad una domanda della giornalista di Europe 1, che ha ricordato l''attacco frontale' dei mesi scorsi del presidente Emmanuel Macron, che aveva parlato di 'lebbra nazionalista' in un riferimento anche al governo italiano, Griveaux ha detto: "Non era un attacco frontale, se si sono sentiti attaccati è un loro problema".

TONINELLI - "Non c’è nessun tipo di scontro con la Francia. La Francia commise un grave errore nel 2011 e ne stiamo pagando le conseguenze noi italiani principalmente". Lo ha detto oggi a Genova il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli. "E' un peccato - ha aggiunto - che non chiedano scusa su quel grande errore che hanno commesso ma quando dicono che noi e i francesi siamo cugini è vero. E un popolo amico ma se si commettono degli errori bisogna chiedere scusa e si potrà rimediare. L'Africa è un continente che richiede un approccio completamente diverso e chi lo deve fare è la Francia. Stiamo interloquendo".

"Hanno un dibattito interno, si stanno costituendo noi - ha continuato Toninelli parlando dei gilet gialli - ci interfacciano a loro con totale rispetto dicendo che abbiamo dei mezzi gratuiti come Rousseau in cui si possono verificare le persone. Se serve possiamo dare loro una mano a fare attività politica a vantaggio delpopolo francese. Parliamo con la parte sana dei gilet gialli".

"Macron non deve arrabbiarsi - ha aggiunto -. Il partito di Macron è alleato con il partito di opposizione italiano. Che stranezza c’è se un partito di maggioranza va ad incontrare dei candidati o membri di un partito di opposizione francese. Da quando è vietato?". "E' una forza politica in corso di costituzione - ha sottolineato il ministro - E un gruppo di persone che si è opposto a un modo di fare politica che pensava principalmente alle élite. Mi pare che Macron debba comprendere ciò".

I PRECEDENTI - Dialogo mai interrotto, quindi, ma quella arrivata ieri resta una mossa senza precedenti nelle relazioni fra i due Paesi. Relazioni sempre più tese, ieri giunte al culmine di una tensione palpabile sull'asse Roma-Parigi. Un'escalation dal 21 gennaio scorso, che aveva visto la convocazione al ministero degli Esteri francese della nostra ambasciatrice a Parigi, Teresa Castaldo, dopo le parole del vice premier Luigi Di Maio sulla 'moneta coloniale'. Il capo politico dei grillini, durante una manifestazione del M5S in Abruzzo, aveva affermato che "la Francia continua ad avere delle colonie di fatto, con il franco". Parigi, secondo il ministro, usa tali risorse "per finanziare il suo debito pubblico" e parallelamente "indebolisce le economie di quei paesi da dove, poi, partono i migranti". Dichiarazioni che il Quai d'Orsay, ricevendo l'ambasciatrice, aveva definito "inaccettabili". Le tensioni delle ultime ore - con le dichiarazioni di ieri della portavoce del ministero per gli Affari europei, che aveva definito "una provocazione inaccettabile" l'incontro del giorno prima tra Di Maio e una delegazione di gilet gialli a sud di Parigi - costituiscono il nuovo capitolo di un rapporto che, dallo scorso anno, è stato condizionato da un confronto spesso aspro sul tema dell'immigrazione.

DISAGIO CONTEMATTARELLA PREOCCUPATO - Ai piani alti di Palazzo Chigi - raccontano intanto fonti di governo -, l'aria che si respira è pesante: è noto come al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, spiegano le fonti, certe uscite di Lega e M5S creino disagio, se non addirittura imbarazzo: "Sicuro è furioso, sicuro - rileva un esponente di governo all'Adnkronos -, Conte maschera il suo malessere dietro il consueto aplomb, ma anche il 'fuori onda' di Piazza Pulita che lo ha pizzicato con la Merkel la dice lunga sul reale stato delle cose". E ancora: "Qui Salvini e Di Maio battono i pugni, ma poi al tavolo con Macron si ritrova lui, mica loro...".Preoccupazione anche dal Colle. Fonti qualificate del Quirinale sottolineano che l'auspicio del capo dello Stato, rientrato a Roma dalla visita in Angola, è che si ristabilisca immediatamente un clima di fiducia con i Paesi amici e alleati. Un obiettivo che richiede la considerazione dei reciproci interessi nazionali e il pieno rispetto delle dinamiche istituzionali di ciascun Paese. Mattarella, ribadiscono le stesse fonti, sostiene quindi con forza la necessità di difendere e preservare i consolidati e preziosi rapporti di amicizia e collaborazione con la Francia.

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