Mercoledì 18 Luglio 2018 - 12:49

Trump fa marcia indietro

Di fronte alla bufera di polemiche provocata dalle sue dichiarazioni ad Helsinki, Donald Trump fa marcia indietro e dichiara di avere "piena fiducia e sostegno nell'intelligence americana" e di aver "accettato le sue conclusioni sulle interferenze russe" nelle elezioni del 2016. Il presidente, in una dichiarazione dalla Casa Bianca in cui ha detto di voler "fare una precisazione", ha comunque ribadito che queste interferenze "non hanno avuto alcun impatto", che "non c'è stata nessuna collusione" con la sua campagna elettorale.

Dopo aver espresso la sua fiducia e sostegno all'intelligence Usa - che era insorta dopo che Trump ieri era apparso dare più credito al Putin che ai rapporti dell'intelligence - il presidente ha spiegato di voler "chiarire" perché, riguardo i video della conferenza si è accorto di "aver pronunciato male una parola" quando ha detto di aver chiesto a Putin delle interferenze e che il presidente russo ha negato ogni responsabilità.

"Non vedo nessuna ragione per la quale dovrebbe essere stata la Russia", ha detto ieri Trump in una delle frasi che sono state lette come un atto di resa nei confronti di Mosca. Ma ora Trump afferma che in quel "passaggio chiave della mia dichiarazione ho detto la parola would (dovrebbe) invece che wouldn't (non dovrebbe)". E il presidente ha anche fornito la versione "corretta' della frase: "Non vedo la ragione per cui non dovrebbe essere la Russia, una doppia negazione".

Putin a Trump: «Nessuna interferenza su voto Usa»

Faccia a faccia a Helsinki tra Donald Trump e Vladimir Putin, preceduto da una stretta di mano. "Un incontro veramente buono", ha detto il presidente degli Stati Uniti, dopo l'incontro con il leader russo, durato 2 ore e 10 minuti nella Sala Gotica al Palazzo presidenziale della capitale finlandese. "Credo che sia stato un buon inizio: un inizio veramente buono per tutti", ha detto nella breve dichiarazione conclusiva. "Le relazioni tra i nostri Paesi non sono mai state peggiori, ma le cose stanno cambiando". C'è stato, ha detto Trump, "un dialogo produttivo, diretto, aperto, che è andato molto bene". Le "divergenze" tra Mosca e Washington, comunque, ha aggiunto "sono note", ma "ritengo" che entrambi i Paesi siano stati stupidi". "Una stupidità" che ha danneggiato il rapporto tra Washington e Mosca.

"Il mondo vuole veramente che andiamo d'accordo - ha detto Trump a Putin - siamo due grandi potenze nucleari. Abbiamo il 90% del nucleare, non è una cosa buona, è una cosa cattiva. E spero che potremo fare qualcosa per questo. Perché non è una forza positiva, è una forza negativa".

"I nostri rapporti con la Russia non sono mai stati peggiori", ha rimarcato Trump in un tweet, postato prima del vertice, in cui ha accusato le precedenti amministrazioni americane dell'attuale stato di cose. "I nostri rapporti con la Russia non sono mai stati peggiori, grazie a tanti anni di follia e stupidità e ora questa caccia alle streghe truccata", ha twittato Trump, riferendosi alle indagini sul Russiagate. Poco prima, in un altro tweet, aveva ripetuto l'accusa contro il suo predecessore Barack Obama di "non aver fatto nulla" per impedire le interferenze russe nelle elezioni perché era convinto della vittoria di Hillary Clinton. "La mia campagna è stata onesta, ho battuto Hillary Clinton onestamente" ha detto Donald Trump affermando che è "una vergogna" ed "è ridicolo" sostenere che vi sia stata una collusione tra la sua "brillante" campagna elettorale e la Russia. "Io ho parlato con il presidente Putin e lui mi ha detto che questa collusione non c'e' stata", ha ribadito.

Dopo Donald Trump anche Vladimir Putin, in apertura della conferenza stampa ad Helsinki, si è dichiarato soddisfatto dell'incontro con il presidente americano, definito "fruttuoso" e avvenuto "in amicizia". "Spero che dopo questo incontro potremo capirci meglio, ci sono ancora sfide da affrontare, ma abbiamo fatto un passo importante in quella direzione". "Abbiamo analizzato lo status quo relazioni, è chiaro a tutti che la situazione è complicata", ha aggiunto il presidente russo ribadendo la convinzione che "la causa delle tensioni che ci sono attualmente non hanno basi solide". "La Guerra Fredda è una cosa del passato", ha aggiunto, riferendosi al fatto che la crisi che stanno vivendo le relazioni è dovuta a vecchie contrapposizioni ideologiche. Nell'incontro di oggi a Helsinki Putin ha detto di aver "dovuto ribadire che la Russia non ha mai interferito e non lo farà mai negli affari interni americani, incluso il processo elettorale".

"E' necessario lavorare insieme sull'agenda del disarmo e questo include l'estensione del trattato sulla limitazione della armi" ha detto Putin, secondo cui i negoziati di oggi sulla non proliferazione nucleare con Donald Trump "sono stati cruciali: come potenze nucleari abbiamo una responsabilità speciale".

C'è stata poi una sorpresa. Putin, reduce dal successo dell'organizzazione dei Mondiali, ha regalato a Donald Trump un pallone, dicendo che "adesso la palla è nel vostro campo". Un riferimento al rilancio dei rapporti ma anche alla candidatura degli Stati Uniti per i mondiali del 2026. "Grazie - replica il presidente Usa - questo è per mio figlio Barron, è sicuramente per lui".

Il vertice di oggi avviene dopo che il dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha incriminato 12 cittadini russi con l'accusa di interferenze nelle elezioni americane a danno della Clinton, l'avversaria democratica di Trump alle presidenziali.

FACCIA A FACCIA LAVROV-POMPEO - A Helsinki c'è stato un incontro anche tra il segretario di Stato americano Mike Pompeo e il suo omologo russo, il ministro degli Esteri Sergei Lavrov. Secondo quanto riferito dai media di stato russi, i due diplomatici si sono visti a margine del summit Trump-Putin. L'incontro ministeriale rispecchia principalmente l'agenda del vertice. Tra i temi, le relazioni bilaterali e le questioni globali, come la crisi siriana e la situazione in Corea del Nord e in Ucraina. È il primo bilaterale per Lavrov e Pompeo dalla nomina di quest'ultimo come segretario di Stato quattro mesi fa. Prima di oggi hanno parlato diverse volte per telefono.

IN AZIONE ATTIVISTI GREENPEACE - In contemporanea con l’incontro Trump-Putin è andata in scena la protesta degli attivisti di Greenpeace Nordic che sul campanile della chiesa di Kallio hanno aperto due grandi striscioni con su scritto: "Riscaldate i nostri cuori, non il nostro Pianeta".

"I cambiamenti climatici sono la sfida cruciale per la nostra generazione, un fenomeno i cui impatti oggi pesano su tutti noi, mettendo a repentaglio le nostre vite" ha detto Sini Harkki di Greenpeace Nordic. "In tutto il mondo le persone sono determinate a porre fine all’era dei combustibili fossili, è dunque alquanto sconfortante che i presidenti Trump e Putin non ci aiutino in questo" ha scandito l'ecologista.

Greenpeace ricorda che mentre Trump "spinge per l’uscita degli Stati Uniti dall’Accordo di Parigi sul clima, sono molti gli Stati, le città, le aziende e soprattutto i cittadini statunitensi" che vogliono continuare a rispettare gli impegni presi per contrastare i cambiamenti climatici.

Gioconda in maglia francese, rivolta social contro il Louvre

"Leonardo era da Vinci, mica da Bordeaux". Una Gioconda con la maglia della nazionale per festeggiare la vittoria francese ai Mondiali, e sul Louvre si abbatte la 'furia italiana' fatta di battute, meme e consuete polemiche social. A scatenare una valanga di commenti e sfottò, il tweet del museo parigino al termine della finale contro la Croazia che a molti è sembrata una provocazione, l'ennesima in campo sportivo, difficile da digerire. Imperdonabile, per i commentatori, l'utilizzo di un capolavoro italiano che "di francese non ha nulla", che "non rappresenta nulla di vostro", che, addirittura, "ci avete rubato". "Perché - si chiedono stizziti - non usare Delacroix per celebrare la vittoria?". La risposta se la danno da soli: "Se il Louvre non avesse capolavori italiani come la Monna Lisa, che è diventata il volto del museo e della Francia suo malgrado, probabilmente perderebbe metà del suo splendore". D'altra parte, punzecchiano, "quando mancano i talenti in Patria...".
La polemica in salsa tricolore non è passata inosservata dalle parti del museo, che alle numerosissime accuse di "furto" della Gioconda - "ridatecela", il commento più quotato - ha voluto replicare con un tweet in italiano: "Per informazione, la Gioconda è stata venduta da Leonardo da Vinci al re Francesco I". Pace fatta? Neanche per sogno: in risposta al nuovo commento, ecco quindi apparire innumerevoli Gioconde in maglia azzurra, quadri di Jacques-Louis David sapientemente 'photoshoppati' con il volto di Fabio Grosso al posto di quello di Napoleone, un numero indefinito di post e fotografie sull'uso - e il non uso, soprattutto - del bidet e battutine al vetriolo sulla cronaca recente: "Se volete - sfottono gli italiani - vi vendiamo anche le frecce tricolori con i piloti per i festeggiamenti, visto che anche in quello non andate un granché". Touché.

Faccia a faccia Trump-Putin

Al via a Helsinki il faccia a faccia tra Donald Trump e Vladimir Putin, preceduto da una stretta di mano. "Il mondo ci sta osservando", ha detto il presidente degli Stati Uniti in una breve dichiarazione ai giornalisti prima dell'inizio dell'incontro con il presidente russo, arrivato con quasi un'ora di ritardo al Palazzo presidenziale della capitale finlandese.

"Spero potremo fare qualcosa" per i nostri arsenali nucleari, le parole di Trump all'inizio dell'incontro. Discuteremo di "tutto", dal commercio, le questioni militari e la Cina, ha aggiunto il presidente americano, secondo il quale Usa e Russia "non stanno andando d'accordo", anche se "andare d'accordo con la Russia non è una cosa cattiva, ma buona".

"Il mondo vuole veramente che andiamo d'accordo - ha detto Trump a Putin - siamo due grandi potenze nucleari. Abbiamo il 90% del nucleare, non è una cosa buona, è una cosa cattiva. E spero che potremo fare qualcosa per questo. Perché non è una forza positiva, è una forza negativa".

Secondo l'agenda della Casa Bianca, dopo il faccia a faccia - che dovrebbe durare un'ora e trenta minuti alla presenza dei soli interpreti - ci sarà l'incontro allargato con le rispettive delegazioni, prima della conferenza stampa congiunta che era prevista, prima del ritardo accumulato da Putin, alle 15.50 ora italiana.

"I nostri rapporti con la Russia non sono mai stati peggiori", ha rimarcato Trump in un tweet, postato prima del vertice, in cui ha accusato le precedenti amministrazioni americane dell'attuale stato di cose. "I nostri rapporti con la Russia non sono mai stati peggiori, grazie a tanti anni di follia e stupidità e ora questa caccia alle streghe truccata", ha twittato Trump, riferendosi alle indagini sul Russiagate. Poco prima, in un altro tweet, aveva ripetuto l'accusa contro il suo predecessore Barack Obama di "non aver fatto nulla" per impedire le interferenze russe nelle elezioni perché era convinto della vittoria di Hillary Clinton.

Il vertice di oggi avviene dopo che il dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha incriminato 12 cittadini russi con l'accusa di interferenze nelle elezioni americane a danno della Clinton, l'avversaria democratica di Trump alle presidenziali.

IN AZIONE ATTIVISTI GREENPEACE - In contemporanea con l’incontro è andata in scena la protesta degli attivisti di Greenpeace Nordic che sul campanile della chiesa di Kallio hanno aperto due grandi striscioni con su scritto: "Riscaldate i nostri cuori, non il nostro Pianeta". "I cambiamenti climatici sono la sfida cruciale per la nostra generazione, un fenomeno i cui impatti oggi pesano su tutti noi, mettendo a repentaglio le nostre vite" ha detto Sini Harkki di Greenpeace Nordic. "In tutto il mondo le persone sono determinate a porre fine all’era dei combustibili fossili, è dunque alquanto sconfortante che i presidenti Trump e Putin non ci aiutino in questo" ha scandito l'ecologista.

Greenpeace ricorda che mentre Trump "spinge per l’uscita degli Stati Uniti dall’Accordo di Parigi sul clima, sono molti gli Stati, le città, le aziende e soprattutto i cittadini statunitensi" che vogliono continuare a rispettare gli impegni presi per contrastare i cambiamenti climatici.

Trump critica May, poi fa dietrofront

"Il rapporto è molto, molto solido. Abbiamo un'ottima relazione". Donald Trump si esprime così, davanti ai cronisti, mentre è seduto accanto alla premier britannica Theresa May. Le parole del presidente degli Stati Uniti arrivano dopo quelle affidate al tabloid The Sun in un'intervista esplosiva, in cui The Donald ha criticato la strada scelta dalla May per arrivare alla Brexit e, parallelamente, ha tessuto le lodi di Boris Johnson, che si è appena dimesso dall'incarico di ministro degli Esteri per insanabili divergenze con la premier, dicendo che sarebbe "un grande primo ministro" per la Gran Bretagna.

"Sono due giorni molto produttivi", esordisce Trump rivolgendosi ai cronisti presenti ai Chequers, la residenza di campagna dei premier britannici, e dribblando le domande che gli vengono urlate in relazione al contenuto dell'intervista. "Siamo arrivati ieri sera, abbiamo avuto una cena: non c'è stato un rapporto migliore di quello che abbiano sviluppato ieri sera. Abbiamo parlato per un'ora, un'ora e mezza. E' stato qualcosa di speciale", dice Trump, mentre May annuisce. "Oggi stiamo parlando di commercio, di forze armate. Ci siamo occupati di alcune incredibili questioni relativi all'anti-terrorismo che vengono portate avanti qui in collaborazione con gli Stati Uniti", aggiunge il presidente.

Nell'intervista al Sun, invece, Trump, oltre a elogiare Boris Johnson, attacca frontalmente la strada per la Brexit scelta dal governo di Londra, affermando che finirà per "uccidere" ogni ipotesi di accordo commerciale con Washington. "Ritengo che l'accordo che (May) vuole raggiungere non sia quello per cui ha votato il paese, non è l'accordo che c'era nel referendum", ha affermato Trump. Così com'è, ha aggiunto, l'accordo "uccide" ogni ipotesi di accordo commerciale con gli Stati Uniti.

Commentando sulla Bbc l'esplosiva intervista dal presidente americano al Sun, il "junior minister" Alan Duncan dice che Trump "non è stato rude". "Donald Trump è in vari modi un polemista, questo è il suo stile, questo è il colore che porta sulla scena mondiale", ha detto il sottosegretario agli Esteri per i rapporti con l'Europa e l'America. "In questo senso è una persona molto anti convenzionale, non penso che dobbiamo considerarlo rude".

L'ufficio di Theresa May non ha ancora commentato l'intervista di Trump, pubblicata poche ore prima del loro incontro, a cui seguirà un tè offerto questo pomeriggio dalla regina al presidente americano. L'intervista ha creato un vespaio di polemiche, con diversi laburisti che parlando di "umiliazione" nazionale e chiedono di cancellare il tè con la sovrana. Alcuni esponenti del governo hanno comunque criticato Trump. Margot James, sottosegretario alla Cultura, ha scritto su Twitter che Boris Johnson non sarebbe un buon primo ministro. "Dov'è la sua buona educazione, Presidente?", ha invece twittato il sottosegretario per l'Università, Sam Gyimah.

Brexit, May: «Stop a europei in cerca di lavoro»

"Non sarà più consentito alle persone di arrivare dall'Europa nella vana speranza che possano trovare un lavoro". Lo afferma la premier Theresa May in un intervento sul popolare tabloid 'Sun'. Le proposte per la Brexit che verranno pubblicate sul Libro Bianco del governo consentiranno alla Gran Bretagna di ottenere il "giusto accordo", spiega, e dovranno superare le due alternative suggerite dall'Unione europea.

Certo, aggiunge, "accoglieremo sempre i professionisti qualificati che aiutino la crescita del nostro Paese, dai medici alle infermiere, dagli ingegneri agli imprenditori, ma per la prima volta da decenni avremo il pieno controllo delle nostre frontiere". Quindi, sottolinea la premier, "sarà il Regno Unito e non Bruxelles a decidere chi può lavorare e vivere qui".

BREXIT - La May si dice convinta che "solamente il nostro accordo per la Brexit rispetta veramente la volontà del popolo britannico". Il piano proposto dal governo, promette, significherà una "fine vera alla libertà di movimento" dei cittadini Ue verso il Regno Unito; darà a Londra la capacità di siglare accordi di libero scambio con nazioni extra Ue; metterà "fine alla giurisdizione della Corte di Giustizia europea".

Il piano della May prevede la creazione di un'area di libero scambio per le merci tra il Regno Unito e la Ue, mantenendo di fatto il settore sotto le stesse regole del mercato unico europeo. Questo garantirà il mantenimento del confine 'aperto' tra le due Irlande. Il Regno Unito lascerà però il mercato unico dei servizi, un settore che costituisce l'80% dell'economia britannica.

Trump: «Non usciamo da Nato, alleati spenderanno di più»

"Penso che probabilmente potrei" decidere l'uscita degli Usa dalla Nato senza l'autorizzazione del Congresso, "ma non è necessario", dato che gli alleati hanno messo sul piatto "33 mld di dollari" in più. Così il presidente Usa Donald Trump risponde, in conferenza stampa a Bruxelles, in merito alle indiscrezioni secondo le quali avrebbe minacciato l'uscita degli States dalla Nato se gli alleati non avessero rispettato il target del 2% del Pil sulle spese per la difesa.

"Sono stati presi impegni. L'impegno era di arrivare al 2%, alla fine andrà più in alto", ha spiegato Trump, annunciando che Germania e Canada "senza dubbio" arriveranno a spendere il 2% del Pil nella difesa, e "lo faranno in un periodo di tempo relativamente breve". "Abbiamo fatto molti progressi - ha ribadito - vi daranno le cifre esatte, ma dall'anno scorso gli altri Paesi hanno raccolto altri 33 mld di dollari".

"L'impegno degli Usa nella Nato resta molto forte, ma soprattutto per lo spirito che tutti hanno, per l'ammontare di soldi che sono disponibili a spendere, per i fondi aggiuntivi che sono stati messi", ha aggiunto il presidente Usa, assicurando che alla fine dell'incontro con gli alleati "tutti nella stanza erano molto uniti, molto forti. No problem".

In seguito alle presunte minacce di Trump, i 29 partner dell'Alleanza Atlantica si sono incontrati in una riunione straordinaria in formato ridotto. I leader della Nato "hanno avuto delle discussioni molto serie" sulla condivisione delle responsabilità all'interno dell'Alleanza, ha commentato la cancelliera tedesca Angela Merkel al termine dell'incontro, non confermando però se Donald Trump abbia effettivamente minacciato l'uscita dalla Nato.

Tutti salvi, incubo finito in Thailandia

Incubo finito in Thailandia. Tutti i 12 ragazzi e il loro allenatore sono ormai fuori dalla grotta Tham Luang, dove erano intrappolati dal 23 giugno. La conferma arriva dal team Navy Seal che in un post sottolinea come tutto il gruppo sia ora "al sicuro": "E' stata portata a termine una straordinaria e ardua operazione di salvataggio che ha affascinato il mondo", si legge. Quattro esperti sono stati al loro fianco più o meno costantemente da quando sono stati trovati all'inizio della scorsa settimana.

L'ultimo a lasciare la grotta è stato l'allenatore, poco prima di lui gli ultimi 4 baby calciatori fatti uscire oggi, terzo giorno di operazioni. A questo punto, l'emergere dei quattro soccorritori, tra cui un medico, che sono rimasti nella caverna con i ragazzi dopo che sono stati trovati rappresenterà la conclusione dell'operazione di salvataggio. "In attesa di recuperare quattro subacquei", hanno scritto i navy Seals thailandesi su Facebook.

Quanto agli otto ragazzi salvati ieri e domenica rimangono in isolamento all'ospedale di Chiang Rai, dove i loro familiari hanno potuto vederli attraverso un vetro: i medici vogliono mantenerli in isolamento per escludere contaminazioni per il loro sistema immunitario ancora fragile. Fonti mediche precisano in ogni caso che sono in forma, senza febbre, mentalmente stabili e in grado di parlare. Uno di loro sembra avere una infiammazione polmonare e un altro aveva, al momento del ricovero, il battito cardiaco rallentato, ma entrambi stanno migliorando, ha precisato Jedsada Chokedamrongsoo, segretario generale del ministero della salute thailandese.

I giovani calciatori intrappolati non hanno detto di aver visto animali all'interno della grotta, confortando i medici che temevano infezioni provenienti da pipistrelli o altri animali. Campioni dei prelievi che sono stati fatti loro sono stati comunque inviati a un laboratorio di Bangkok per analisi approfondite ed escludere infezioni non riconosciute nel centro locale. Rimarranno ricoverati una settimana, per garantire la piena ripresa del loro sistema immunitario indebolito. Tutti stanno prendendo antibiotici e sono nutriti con riso bollito, pane e crema di cioccolato, dopo le gelatine ad alto contenuto energetico e di minerali ma facilmente digeribili con cui sono stati alimentati mentre erano ancora intrappolati per recuperare le forze necessarie a uscire.

Niente televisione o giornali, nessuna notizia quindi sulla vicenda che ha avuto risonanza mondiale. Di certo invece potranno vedere la finale dei mondiali, dopo che i medici non hanno autorizzato il loro viaggio a Mosca, dove erano stati invitati dal presidente della Fifa.

In 11 fuori da grotta, manca un ragazzo e il coach

Sono 11 in tutto i ragazzi fatti uscire dalla grotta Tham Luang, in Thailandia. L'undicesimo ragazzo intrappolato nella grotta di Tham Luang, in Thailandia, è stato estratto poco fa. Lo riferisce la Cnn facendo riferimento alle informazioni fornite da un membro del team di soccorritori. Nel terzo giorno di operazioni, sono stati tratti in salvo già 3 baby calciatori. All'interno della grotta ne rimane uno, con l'allenatore della squadra giovanile.

Gli otto ragazzi salvati ieri e domenica rimangono in isolamento all'ospedale di Chiang Rai, dove i loro familiari hanno potuto vederli attraverso un vetro: i medici vogliono mantenerli in isolamento per escludere contaminazioni per il loro sistema immunitario ancora fragile. Fonti mediche precisano in ogni caso che sono in forma, senza febbre, mentalmente stabili e in grado di parlare. Uno di loro sembra avere una infiammazione polmonare e un altro aveva, al momento del ricovero, il battito cardiaco rallentato, ma entrambi stanno migliorando, ha precisato Jedsada Chokedamrongsoo, segretario generale del ministero della salute thailandese.

I giovani calciatori intrappolati non hanno detto di aver visto animali all'interno della grotta, confortando i medici che temevano infezioni provenienti da pipistrelli o altri animali. Campioni dei prelievi che sono stati fatti loro sono stati comunque inviati a un laboratorio di Bangkok per analisi approfondite ed escludere infezioni non riconosciute nel centro locale. Rimarranno ricoverati una settimana, per garantire la piena ripresa del loro sistema immunitario indebolito. Tutti stanno prendendo antibiotici e sono nutriti con riso bollito, pane e crema di cioccolato, dopo le gelatine ad alto contenuto energetico e di minerali ma facilmente digeribili con cui sono stati alimentati mentre erano ancora intrappolati per recuperare le forze necessarie a uscire.

Niente televisione o giornali, nessuna notizia quindi sulla vicenda che ha avuto risonanza mondiale. Di certo invece potranno vedere la finale dei mondiali, dopo che i medici non hanno autorizzato il loro viaggio a Mosca, dove erano stati invitati dal presidente della Fifa.

Lascia anche Boris Johnson, May in bilico

Duro colpo al governo May. A poche ore dalle dimissioni del ministro per la Brexit David Davis, anche Boris Johnson lascia la carica di ministro degli Esteri. A breve è previsto l'intervento della premier Theresa May davanti alla Camera dei comuni. In una dichiarazione, Downing Street ha ringraziato Johnson per il lavoro svolto e anticipato una sua veloce sostituzione.

Davis, si è dimesso in polemica con May e la sua linea conciliante con la Ue sui termini di uscita dall'Unione europea. "L'attuale tendenza politica e la tattica" stanno rendendo "sempre meno probabile" che il Regno Unito lasci l'unione doganale e il mercato unico, ha scritto Davis nella sua lettera di dimissioni alla premier.

La May ha replicato: "Non sono d'accordo con la tua caratterizzazione della linea politica sulla quale abbiamo trovato un accordo venerdì nella riunione di governo". Il riferimento è all'incontro che la premier ha avuto venerdì scorso con i principali ministri, per ricomporre la frattura che sie era creata all'interno dell'esecutivo conservatore tra euroscettici e ministri pro Ue.

May ha nominato il sostituto di Davis quale ministro per la Brexit. Si tratta di Domic Raab, sottosegretario all'edilizia ed esponente dell'ala euroscettica dei conservatori, i cosiddetti 'brexiteer'. Raab è anche membro della commissione per l'Uscita dall'Unione europea della Camera dei Comuni ed è stato in passato sottosegretario alla Giustizia. La sua nomina è già stata approvata dalla regina Elisabetta, rende noto un comunicato di Downing Street.

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