Domenica 27 Maggio 2018 - 23:42

Bandiera blu a Sorrento, Campania sul podio con 18 riconoscimenti

NAPOLI. Con 18 bandiere blu - tre in più rispetto allo scorso anno - la Campania si conferma nel 2018 la prima regione del Mezzogiorno, e la terza in Italia, per spiagge e mare pulito. Piano di Sorrento, Sorrento e Ispani sono i nuovi comuni campani inseriti nella prestigiosa graduatoria della Foundation for Environmental Education (FEE). «Le 18 bandiere blu alla Campania premiano le scelte di sostenibilità intraprese dall'amministrazione regionale e dai Comuni che, rispondendo ai requisiti previsti per l'assegnazione internazionale, garantiscono la qualità del mare e dei servizi erogati nel rispetto dell'ambiente» è il commento del presidente Vincenzo De Luca. 

Interporto Sud Europa finanzia 80 borse di formazione

MARCIANISE. L'Interporto Sud Europa finanzia 80 borse di formazione per la partecipazione al percorso professionale per operatore dei punti vendita della grande distribuzione commerciale (60 borse, 600 ore di attività di cui 360 di aula/laboratorio e 240 di stage) e tecnico di spedizione, trasporto e logistica (20 borse, 600 ore di attività di cui 360 di aula/laboratorio e 240 di stage). Gli interessati dovranno far pervenire la domanda di partecipazione, utilizzando l'apposito modello predisposto, reperibile sul sito www.comune.marcianise.ce.it entro e non oltre le ore 12.00 dell'11 maggio 2018. L'iniziativa è realizzata in attuazione dell'accordo procedimentale con valore transattivo (ex art. 11 legge 241/1990) stipulato il 2 novembre 2016 tra l'Interporto e il Comune di Marcianise che, all'articolo 6, prevede l'organizzazione di idonei corsi di formazione per fronteggiare la crisi occupazionale del territorio". "L'Interporto Sud Europa è in campo per dare risposta alla notevole domanda di lavoro proveniente da tutta Italia e da Maddaloni e Marcianise in particolare, anche grazie alle agevolazioni previste dalla Zes - dichiara Giancarlo Cangiano, direttore Marketing e Comunicazione dell'hub logistico che occupa oltre 3mila addetti - La ripresa della nostra area passa per i concetti di un'occupazione stabile, sostenibile e duratura nel tempo a centinaia di addetti". "Interporto Sud Europa, inoltre, segue con grande attenzione la recente iniziativa di Mercitalia Rail di utilizzare treni ad alta velocità (ETR 500 revampizzati) per collegamenti merci notturni tra Maddaloni-Marcianise e Bologna - aggiunge il manager - Con il Dpcm per la piena operatività delle Zone Economiche Speciali si completerà il mosaico per avvicinare il Mezzogiorno a Europa e Oriente, dopo l'inserimento, anche della nostra infrastruttura, nel corridoio TEN-T n. 1 (il corridoio scandinavo - mediterraneo) e l'ampliamento del canale di Suez. La posizione strategica dell'azienda è un notevole elemento di attrattività verso importanti gruppi stranieri che intendono utilizzare le nostre aree raccordate per la loro attività. Siamo pronti per essere l'hub di riferimento per la logistica integrata in un'importante localizzazione del Mezzogiorno, a servizio di supply chain nazionali e internazionali". "La ZES ci consentirà, infine, di ottenere il vantaggio competitivo necessario per rappresentare una struttura chiave nel panorama dell'intermodalità e della logistica nel Mediterraneo, in grado di fornire valore aggiunto ai players di riferimento nei traffici marittimi e continentali. In tale contesto, Ise guarda con interesse sia al cluster portuale campano, che in prospettiva traguarderà presto il milione di TEU/anno, sia ai porti pugliesi, per il loro ruolo chiave di cerniera verso il Medio Oriente. Al tempo stesso, ciò ci consentirà di essere un punto di riferimento anche per l'occupazione e lo sviluppo del territorio", conclude Cangiano 

Clan Belforte, slot machine ed estorsioni: 11 arresti

CASERTA. Oltre 100 militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Caserta hanno eseguito, su delega della Procura Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo di Napoli, 11 misure cautelari (7 custodie in carcere e 4 arresti domiciliari) emesse dal Gip del Tribunale di Napoli nei confronti di affiliati al clan camorristico ''Belforte - fazione Maddaloni'' e di imprenditori collusi operanti nel settore della gestione di apparecchi da gioco del tipo ''newslot'', responsabili, a vario titolo, dei reati di estorsione, intestazione fittizia di beni, illecita concorrenza con violenza e minaccia, con l'aggravante dell'utilizzo del metodo mafioso al fine di agevolare l'organizzazione camorristica di riferimento. Sono in corso sequestri delle slot machine imposte in numerosi esercizi pubblici. 

«Grandinate sul Sannio siano considerati eventi eccezionali e calamitosi»

Le grandinate che hanno colpito il 3 ed il 5 maggio scorsi le valli Telesina e Caudina e la val Fortore, vanno considerati quali eventi eccezionali e calamitosi. A Sostenerlo è l’Unione agricoltori di Benevento.

“Le due eccezionali grandinate che sono cadute nelle scorse ore sul Sannio hanno sicuramente arrecato danni ingentissimi a tutte le produzioni agrarie: grano duro, ortive e foraggere in val Fortore e vigneti e frutteti in valle Telesina e Caudina – afferma Francesco Fiore, commissario Confagricoltura Benevento, che sottolinea – pertanto riteniamo necessario da parte dell’assessorato agricoltura della Regione Campania attivare tutte le procedure per provvedere ad una tempestiva stima delle perdite finalizzata alla richiesta di declaratoria di stato di calamità per evento meteo eccezionale.”

“La val Fortore, già colpita dall’alluvione del 2015, aveva risentito fortemente delle gelate del 2016, e patito la siccità dell’estate 2017 – ricorda il commissario – pertanto è da considerarsi urgente e prioritario un intervento in questa zona, ora attinta anche dall’eccezionale grandinata di ieri.”

Le due grandinate hanno avuto una durata non inferiore ai 20 minuti e le perdite inferte appaiono chiaramente al di sopra del 30% del valore della produzione media degli ultimi tre anni, requisito minimo richiesto per la dichiarazione di stato di calamità.

In val Fortore da prime stime, le perdite per le colture cerealicole sono superiori al 50%. Nella zona di Castelvenere nei vigneti si registrano danni fino al 90% non solo ai grappolini, quasi integralmente strappati, ma anche ai tralci, con possibili negative ripercussioni sulla vendemmia 2019.

 

 

Il Distretto turistico Aversa Normanna si apre al territorio

AVERSA - Lunedì mattina, alle ore 10.00, presso la sala consiliare del Comune di Aversa, ci sarà un incontro promosso dal presidente del Distretto normanno, Giovanni Spezzaferri, con l’ausilio dell’Amministrazione comunale della Città di Aversa, rappresentata dal vicesindaco Michele Ronza e dall’assessore alla cultura Alfonso Oliva, con le associazioni culturali, di promozione territoriale dell’area aversana e la Provincia di Caserta, rappresentata dal vicepresidente Rosario Capasso.

L’occasione è data dall’opportunità presentatasi al coordinamento regionale dei distretti turistici della Campania che, nei prossimi giorni, dal 23 al 26 maggio venturi, ospiterà un associazione culturale di medici tedeschi che, suonando con una propria orchestra musicale, costituita da centotrenta elementi, gira l’Europa suonando per diletto.

Il Presidente Spezzaferri, coadiuvato dal sindaco De Cristofaro, ha avuto l’intuizione di candidare l’Area del distretto turistico normanno quale sede ospitante di un concerto. L’iniziativa si terrà il 24 maggio prossimo, alle ore 19.30 presso il Complesso Monumentale di San Francesco ad Aversa.

Il concerto si replicherà con a Napoli nella Chiesa Monumentale di San Francesco di Paola e presso il Teatro di Corte della Reggia di Caserta.

Lunedì nella sala consiliare, il Distretto incontrerà le associazioni territoriali che si occupano di promozione culturale e di sviluppo turistico. Il Presidente Spezzaferri, intende, con l’occasione, aprirsi al mondo dell’associazionismo aversano in modo da sviluppare quella rete di collaborazioni necessarie al buon esito di tali iniziative, promuovendo, in tale occasione, un tavolo di lavoro partecipato estendibile a quanti volessero contribuire alla promozione della nostra Terra e delle sue eccellenze.

Il Sindaco De Cristofaro si è detto immediatamente entusiasta dell’iniziativa cogliendo l’opportunità di promuovere Aversa quale Città dell’Accoglienza, attenta a quegli eventi che la possano promuovere all’esterno delle Sue mura accentuandone la vocazione artistico musicale.

Guido Rossi, vicepresidente dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli Nord evidenzia che nella prima occasione, verificatasi qualche settimana fa, in occasione della visita del principale Tour Operator cinese, si sono avviati i rapporti che porteranno Vincenzo Marrazzo, coordinatore regionale dei Distretti turistici campani, a sottoscrivere con il Direttore Generale del CiTS, in presenza dell’Ambasciatore italiano a Pechino, un accordo commerciale che porterà nelle nostre aree circa duemila turisti entro luglio prossimo e, si stima, circa 1.500 gruppi di turisti all’anno.

Il concerto del 24 maggio, totalmente gratuito per il Comune di Aversa, sarà l’occasione per una raccolta Fondi a sostegno della Casa di riposo Sagliano e consentirà di presentare le ricchezze culturali, storico ed architettoniche delle sei cittadine aderenti allo stesso.

Insieme al Comune di Aversa, fanno parte del Distretto Turistico anche Carinaro, Cesa, Lusciano, Parete e Sant’Arpino.

In fuga con neonato, ritrovati mamma e figlio

SALERNO. È stata trovata dalla polizia la 33enne di origine polacca che ieri sera ha portato via suo figlio neonato dall'ospedale di Salerno, dove si trovava su disposizione del Tribunale che stava valutando l'affidamento. La donna è stata trovata con il bimbo dagli uomini della Squadra mobile di Salerno a casa del fratello. Le ricerche erano scattate ieri sera quando la donna, con l'aiuto di un altro uomo, ha portato via il bimbo all'interno di un porta enfant dirigendosi verso la vicina stazione Arechi. Il bambino è stato riportato in ospedale ed è in buone condizioni. 

Corpi in mare a Terracina, sono compagna e figlia imprenditore campano

Sono della compagna e della figlia di 2 anni di Pierluigi Iacobucci, 32enne imprenditore scomparso il 2 maggio e ritrovato senza vita il giorno dopo, i corpi trovati abbracciati questa mattina al largo di Terracina.

La conferma arriva dai carabinieri della compagnia di Mondragone, comune del Casertano del quale era originario Iacobucci. Il 2 maggio l'imprenditore era uscito a bordo di una moto d'acqua intorno alle 14 partendo da un cantiere navale a Castel Volturno. Il suo corpo è riaffiorato a Baia Domizia, località turistica divisa tra i comuni di Sessa Aurunca e Cellole, in provincia di Caserta.

In un primo momento si era pensato che i corpi ritrovati questa mattina appartenessero a due migranti, ma in seguito, anche per il giubbotto trovato addosso alle due vittime tipico di chi utilizza le moto d'acqua, si era valutata anche l'ipotesi che potesse trattarsi della donna e della bimba uscite in mare giorni fa con una moto d'acqua alla cui guida si trovava il compagno della donna.

Alluvione, vent'anni fa la tragedia di Sarno

Era il 5 maggio del 1998 quando un’enorme marea di fango spazzò via i comuni campani di Sarno, Siano, Quindici, Bracigliano e San Felice a Cancello, provocando la morte di 160 persone.

"A vent’anni dal disastro ambientale che colpì il comprensorio di Sarno - provocando la morte di 160 persone e lasciando ferite ancor più profonde di quelle inferte al territorio stesso - dichiara il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella - desidero esprimere la mia vicinanza e confermare la solidarietà del Paese intero ai familiari delle vittime, a tutti coloro che hanno sofferto le terribili conseguenze delle frane e delle alluvioni, a quanti, con tenacia e speranza, hanno lavorato in questi anni e tuttora lavorano alla piena ripresa della vita delle comunità".

"È stata una tragedia immane - ricorda il capo dello Stato - innescata da eventi meteorologici di portata eccezionale, tuttavia favorita e ingigantita da uno sconsiderato sfruttamento del suolo, da incuria e superficialità nell’affrontare i pericoli derivanti dall’assetto idrogeologico".

"Il comune di Sarno pagò il tributo più elevato di vite umane. Ma le frane e le spaventose colate di fango del 5 maggio 1998 portarono lutti anche nei comuni di Quindici e di Siano e non risparmiarono quelli di Bracigliano e San Felice a Cancello. A tutti questi nostri concittadini va un pensiero commosso. Le immagini di quelle ore drammatiche sono ancora impresse nella nostra memoria e restano monito per l’intera nazione", sottolinea il capo dello Stato.

"Piogge di straordinaria portata non possono trasformarsi in un cataclisma da cui la popolazione, inerme, non può difendersi - ammonisce Mattarella - La prevenzione, la cura del territorio, l’equilibrio idrogeologico, l’armonia tra ambiente e aree urbane sono ormai tratti di civiltà irrinunciabile, senza i quali il nostro stesso modello sociale rischia di venire compromesso. La sostenibilità dello sviluppo deve poggiare anche su queste basi".

"Dai giorni del disastro sono state avviate, e poi realizzate, numerose opere per una migliore sistemazione del territorio, per la sua messa in sicurezza, per la mappatura del rischio idrogeologico. I progetti vanno portati a compimento e, soprattutto, la manutenzione e il controllo vanno proseguiti con costanza, in modo da evitare che aumenti la soglia del rischio. L’ambiente è parte della nostra vita ed è fondamento del benessere sociale, economico, civile", conclude Mattarella.

"A SARNO 20 KM DI CANALI MA SONO PIENI DI FANGO"- Legambiente denuncia che la tragedia di Sarno "ha insegnato poco o nulla" all'Italia. E allo stesso territorio sarnese. A livello nazionale, "il rischio sia idrogeologico che sismico" e "i fenomeni franosi, smottamenti ed esondazioni interessano ben l’88% dei comuni italiani". Ma nella cittadina campana, a vent'anni da quel 5 maggio del 1998 e da quell'immane disastro che provocò la morte di 160 persone di cui 137 solo a Sarno, "una rete di circa 20 chilometri di canalizzazioni e un sistema di 11 enormi vasche di raccolta costata oltre 400 milioni di euro, contro i 161 milioni di euro iniziali (corrispondenti ai 320 miliardi lire dell'epoca), oggi sono lasciati senza manutenzione e "ostruiti dal fango" e da "accumuli di rifiuti di ogni genere".

Legambiente mette nero su bianco dati, cifre e foto di un territorio locale e di un'Italia dalla memoria corta nel dossier 'Fango - il modello Sarno vent’anni dopo'. A vent'anni dalla tragedia, "appare inoltre evidente - denuncia Legambiente - come il solo ricorso al mero calcolo idraulico per la realizzazione delle opere e degli interventi di mitigazione non è più sufficiente ma anzi potrebbe rivelarsi addirittura controproducente" in quell'area.

L'approfondimento di Legambiente vuole "analizzare le cause di quella tragedia, le conseguenze e gli sviluppi giuridici, ma soprattutto capire cosa è successo in questo lungo lasso di tempo e quali sono state le soluzioni messe in campo per fronteggiare il rischio - non solo nelle aree interessate ma più in generale nell’intero Paese - e se le cause che hanno contribuito all’amplificazione della tragedia sono state estirpate o meno".

Nonostante l’ingente spesa e la complessa realizzazione, il dossier di Legambiente segnala che "l'intervento non convince del tutto e lascia aperte numerosi questioni; in primis la sua gestione: chi deve occuparsi della manutenzione dei canali e delle vasche? E soprattutto con quali fondi? Nel vuoto legislativo, per ora, sono stati effettuati rarissimi interventi di pulizia di quei canali, ancora oggi ostruiti dal fango e terreno, accumulato negli anni, oltre a rifiuti di ogni genere". "L’assoluta mancanza di controlli - è il j'accuse dell'associazione - li ha resi infatti il posto ideale per chi vuole sversare illegalmente beni ingombranti o materiali edili di risulta. Alcuni di questi sistemi non sono ancora collegati fra loro e non sono mai stati collaudati".

"Per di più, formalmente, insistono ancora su beni intestati ai privati che attendono la cessione definitiva; venti anni non sono bastati per portare a termine le procedure espropriative e mancano all’appello circa 2800 atti di trasferimento" riferisce il rapporto. E non solo. "Il tragico evento del maggio ’98 poco aveva insegnato ai cittadini della zona: nella sola città di Sarno, nell’anno della frana - rileva lo studio di Legambiente - i cantieri abusivi scovati dai vigili urbani furono 74, tra opere completamente o parzialmente abusive e violazioni di sigilli. Così come negli anni immediatamente successivi, come se nulla fosse accaduto: nel 2003 i sequestri furono più di 400, l’anno successivo 300, nel 2008 se ne contavano altri 300. E non si è fermata, o quantomeno razionalizzata, l’espansione urbanistica e il consumo di suolo".

Secondo i dati Ispra, elaborati da Legambiente, nei 14 comuni dell’Agro in totale sono 5.737 gli ettari di suolo consumato. Il primato spetta al comune di Scafati con 975 ettari di territorio urbanizzato (pari al 49,3% dell’estensione comunale); segue Nocera Inferiore con 744,7 ettari (35,7% del totale) e Sarno con 777 ettari (il 19,5% del territorio). Complessivamente in Provincia di Salerno sono 44.747 gli ettari di suolo consumato nel 2016 pari al 9,1% dell’intero territorio. "Stiamo parlando di 404 metri quadri di suolo consumato per abitante" scandisce l'associazione ambientalista che riferisce come nei comuni del comprensorio sarnese siano state presentate "oltre 24mila domande relative ai tre condoni: una nuova città di medie dimensione sorta dal nulla. A Sarno 1 cittadino su 5 ha chiesto di essere 'condonato'".

Neonato negato dal tribunale, la madre lo rapisce dall'ospedale

SALERNO. Sono in corso a Salerno le ricerche di una donna che ieri sera ha portato via il figlio neonato dall'ospedale di Salerno facendo perdere le sue tracce. Il fatto è avvenuto poco dopo le 21. La donna, di nazionalità straniera, si era recata in ospedale per allattare il bambino, di circa 1 mese, trattenuto in ospedale su disposizione del Tribunale che stava valutando l'affidamento. Al termine dell'allattamento è riuscita a eludere la sorveglianza ed è uscita dal reparto. Attraverso le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza dell'ospedale si è constatata la presenza, all'esterno, di un uomo con un portaenfant che l'attendeva. I due, insieme al neonato, si sono poi allontanati in direzione della stazione Arechi. La Direzione generale ha immediatamente attivato tutte le procedure di sicurezza, allertando le forze dell'ordine che hanno fatto scattare le ricerche della coppia.

La Direzione generale dell'Azienda ospedaliera San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona di Salerno ha disposto una commissione d'inchiesta su quanto avvenuto ieri sera in Neonatologia, dove una donna di nazionalità straniera ha portato via il suo figlio neonato trattenuto in ospedale su disposizione del Tribunale. La commissione d'inchiesta, che sarà presieduta dal direttore medico di presidio Angelo Gerbasio, sarà deputata ad acquisire "ogni dato utile relativo all'accaduto e a tutela dei piccoli ospiti nel reparto e delle loro famiglie, oltre che del personale dell'azienda", fanno sapere dalla Direzione generale dell'ospedale salernitano. 

Mare, controlli Arpac: Lungomare di Napoli off limits

NAPOLI. A inizio aprile Arpac ha riavviato i controlli sulle 330 acque di balneazione in cui è suddiviso il litorale campano. In alcuni tratti di mare, classificati come balneabili all’inizio del 2018, si sono registrati degli sforamenti dei limiti di legge per quanto riguarda i parametri microbiologici (Escherichia coli ed Enterococchi intestinali) che determinano la balneabilità delle acque. L’agenzia ambientale ha fornito tutte le indicazioni ai Comuni interessati da questi sforamenti, affinché questi adottino le idonee misure di gestione in modo da garantire la balneabilità dei tratti di mare in questione, in vista dell’estate imminente.

Nel primo mese di controllo, appena trascorso, Arpa Campania ha effettuato un totale di 384 campionamenti a mare. Si tratta dei cosiddetti controlli “pre-stagionali”, eseguiti immediatamente prima della stagione balneare che va ufficialmente dal primo maggio al 30 settembre. Sono risultati fuori dai limiti normativi 23 campioni (circa il 6 percento).

In alcuni casi la contaminazione interessa acque già vietate alla balneazione, perché risultate di qualità “scarsa” all’ultima classificazione (deliberazione di Giunta regionale n. 779 del 12 dicembre 2017). Si tratta delle acque dei tratti di costa noti come “Villaggio agricolo” a Castelvolturno, “San Giovanni a Teduccio” e “Pietrarsa” a Napoli, “Nord Foce Sarno” a Torre Annunziata e “Villa Comunale” a Castellammare di Stabia.

Altri casi di “sforamento” riguardano acque di nuova classificazione: acque, cioè, che in passato erano inquinate ma che poi, a seguito di documentato risanamento, erano state classificate di nuovo come balneabili dalla deliberazione di Giunta regionale n. 779 del 2017 (“Est Fiume Irno” a Salerno e “Nord Foce Sele” a Eboli).

Infine ben undici esiti analitici sfavorevoli sono stati registrati in tratti di mare a tutti gli effetti balneabili, perché di qualità sufficiente, buona o eccellente secondo la deliberazione di Giunta regionale già citata. Tra questi c’è, a Napoli, il tratto corrispondente al Lungomare Caracciolo. Inoltre, sforamenti di questo tipo si sono registrati, in provincia di Napoli, nel tratto corrispondente al “Collettore di Cuma” a Pozzuoli, nel tratto di costa di “via Squalo” a Giugliano in Campania, all’ “ex bagno Rex” e alla  “Spiaggia lato Villa del Boeuf” a Portici; in provincia di Caserta, nei tratti “Rose rosse” e “Nord Agnena” a Mondragone; in provincia di Salerno, a “Ponte di Ferro” a Capaccio, a “Marina di Vietri – secondo tratto” a Vietri sul Mare, nel tratto “Nord Foce Alento” a Casalvelino, infine nel tratto “Testene” ad Agropoli.

Per tutte queste situazioni, Arpac ha attivato controlli supplementari e sopralluoghi, anche da terra, per chiarire le cause della contaminazione. In tutti questi casi, la natura dell’inquinamento è microbiologica (contaminazione fecale). Tuttavia, visto che non ha piovuto a ridosso dei giorni di prelievo, non si può chiamare in causa il meccanismo del “troppo pieno”: quel sistema, cioè, che in caso di copiose precipitazioni fa defluire a mare anche una parte di acque nere, per evitare danni alle condutture.

Per quanto riguarda il tratto di costa corrispondente al Lungomare di via Caracciolo, a Napoli, il prelievo routinario del 24 aprile ha fatto registrare un esito analitico sfavorevole. Il 2 maggio sono stati ripetuti i campionamenti e si è prelevato, da terra, un campione di acqua di un rivolo che da una galleria arriva sulla sabbia, indiziato come causa della contaminazione. Questi ultimi risultati confermano il superamento dei valori limite, sia del campione prelevato nel punto di rete “routinario”, che di quello prelevato alla sua destra, e infine del prelievo effettuato da terra nel rivolo che sfocia sulla spiaggia.

Sono da ritenere di nuovo balneabili, invece, in base ai controlli supplementari, le acque denominate “Nord Agnena” a Mondragone, i due tratti di Portici che avevano sforato a fine aprile  (“Ex bagno Rex” e “Spiaggia lato Villa del Boeuf”)  e quello di nuova classificazione a Salerno (“Est Fiume Irno”), anch’esso protagonista di uno sforamento ad aprile. Probabilmente anche per Capaccio (“Ponte di Ferro”) rientrerà il divieto al prossimo campionamento perché si ha evidenza che il Comune sta provvedendo alla rimozione della causa dell’inquinamento, dovuto probabilmente alla rottura di un canale.

Laddove i prelievi supplementari hanno dato esiti sfavorevoli (è questo il caso del lungomare Caracciolo a Napoli), il sindaco dell'amministrazione comunale di competenza ha il compito di emettere un  provvedimento di divieto temporaneo di balneazione, che potrà revocare dopo la rimozione delle cause dell’inquinamento, e a seguito di esiti favorevoli dei prelievi successivi.

Gli esiti di tutti i controlli sono consultabili in tempo reale sul sito web istituzionale di Arpac (www.arpacampania.it) e sul Portale del Ministero della Salute (www.portaleacque.it).

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