Sabato 17 Novembre 2018 - 8:41

Roghi di rifiuti, l'ombra dei clan: arrivano carabinieri ed esercito

di Mario Pepe

NAPOLI. Cento carabinieri, esperti in questioni ambientali, tra Napoli e Caserta e l’Esercito a presidiare i siti: queste le misure che il Governo varerà a breve termine per cercare di far fronte all’emergenza roghi nei siti di stoccaggio dei rifiuti. Questa la conclusione della lunga riunione in Prefettura a Caserta all’indomani del rogo divampato nell’impianto Stir di Santa Maria Capua Vetere. Mentre la Procura apre un’inchiesta acquisendo i filmati di una delle telecamere di sorveglianza della struttura. Il tutto al termine di una giornata iniziata con il sopralluogo del ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, presso lo Stir. «La criminalità non ci metterà in ginocchio - assicura l’esponente del Governo -. Con il premier Giuseppe Conte abbiamo concordato sul fatto di intervenire con determinazione.perché la tipologia di incendi ci lascia perplessi. Al di là di questo, e delle conclusioni delle indagini che stabiliranno se dietro i roghi ci sono i clan, dico che la camorra fa schifo come i colletti bianchi che l’aiutano». Poi Costa chiama in causa la Regione: «Bisogna accelerare sulla realizzazione degli impianti ma soprattutto mi aspetto che la Regione, cui compete la gestione del ciclo integrato dei rifiuti, facciala sua parte. Non accuso nessuno, ma credo che sia necessario che i vari step in cui si articola la filiera delle gestione dei rifiuti siano monitorati. Occorre fare chiarezza sugli Ambiti territoriali ottimali che non sono mai stati resi operativi.

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Rapinatore rischia il linciaggio, salvato dalla Polfer

CASERTA. Rapina un'auto alla stazione ferroviaria di Caserta, malvivente salvato dal linciaggio. Questa mattina, la signora C.D., quarantaseienne di Cercola, stava attendendo l’arrivo di sua figlia, nel parcheggio antistante la stazione ferroviaria, a bordo della sua auto. Furtivamente Mario Forino, 39enne napoletano, si è introdotto nell’autovettura e l’ha aggredita, obbligandola a consegnargli il veicolo, a bordo del quale si è allontanato indisturbato. La malcapitata, negli istanti immediatamente successivi alla rapina, avvistata una pattuglia della Polizia Ferroviaria, si è avvicinata ancora tremante agli agenti ed in modo concitato ha raccontato loro quanto successo. Ed è a questo punto che accade l’imprevedibile: mentre i poliziotti acquisivano i particolari della vicenda, hanno notato  l’autovettura rapinata sopraggiungere con l’uomo alla guida. Immediatamente gli hanno intimato di fermarsi, ma il rapinatore, per sottrarsi alla cattura, ha innestato  la retromarcia e dopo un breve ed improbabile tentativo di  fuga a marcia indietro, si è scontrato contro una macchina in sosta. Qui è stato  raggiunto da un nutrito gruppo di cittadini, che avendo assistito alla scena hanno  iniziato a colpirlo con calci e pugni. Gli agenti della Polfer  sono  dovuti intervenire con tempestività,  per sottrarlo, non senza fatica, alla folla inferocita, e lo hanno tratto  in arresto. Forino, dopo essere stato medicato per le lesioni  derivanti  dai colpi subiti, è stato condotto presso la Casa Circondariale di Santa Maria Capua Vetere.

Lite in discoteca, 18enne investe con l'auto un gruppo di coetanei: sette feriti

SALERNO. Dopo una lite in discoteca ha investito con l'auto alcuni giovani: sette persone sono rimaste ferite, una in maniera più grave. E' accaduto a Cava de' Tirreni (Salerno) e il ragazzo al volante, un 18enne di Pagani, è stato arrestato per tentato omicidio dalla polizia di Cava de' Tirreni. Un poliziotto penitenziario, presente al momento dell'accaduto, ha bloccato il 18enne, che è stato poi preso in consegna dai poliziotti e identificato. Ascoltati anche diversi testimoni. Da quanto ricostruito dalla polizia, durante una festa in discoteca, era scoppiata una lite tra ragazzi e un gruppo di giovani, tra cui il 18enne, era stato cacciato dal locale. Il 18enne è andato a quel punto a prendere l'auto parcheggiata e ha trovato una ruota bucata, ha quindi chiamato il padre chiedendogli aiuto. Quest'ultimo è arrivato sul posto con una Fiat 500 e ha iniziato a cambiare la ruota. A quel punto il 18enne è salito sulla Fiat 500 del padre e, dopo aver fatto inversione di marcia, si è allontanato di circa cento metri, ha girato nuovamente il veicolo e si è lanciato a forte velocità verso i giovani in uscita dalla discoteca, investendone sette. Nell'azione è finito anche sul marciapiede danneggiando altre auto parcheggiate e terminando la corsa contro un palo della luce. Dei sette giovani feriti, sei hanno riportato lesioni giudicate guaribili con una prognosi dai 5 a 8 giorni, mentre uno, 19enne di Cava de' Tirreni, è stato ricoverato in prognosi riservata per gravi fratture al bacino. Anche il padre dell'arrestato è rimasto contuso con una prognosi di cinque giorni. Il 18enne è stato arrestato per tentato omicidio ed è finito ai domiciliari.

Di Maio: Consiglio dei ministri nella Terra dei Fuochi. Costa: taske force e presidio dell'Esercito. Arriva anche Salvini

CASERTA. "Al Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica che si terrà in prefettura a Caserta richiederò a nome del Governo una task force di carabinieri esperti in materia ambientale; ne ho già parlato con il Comandante Generale dell'Arma. E' inoltre necessario che l'Esercito presidi i siti a particolare rischio, che le prefetture ben conoscono". Così il ministro dell'Ambiente Sergio Costa, che questa mattina ha visitato lo Stir di Santa Maria Capua Vetere dopo il rogo di ieri. "Lo Stato - ha proseguito - deve mostrare i muscoli; per quanto mi riguarda quei criminali responsabili dei roghi dovranno marcire in galera".  "La camorra fa schifo - sottolinea il titolare dell'Ambiente - e fanno schifo tutti quelli che aiutano la camorra. Ma non ci inginocchiamo, non si torna indietro all'emergenza di 20 anni fa".

DI MAIO. "Dovremo fare un consiglio dei ministri in provincia di Caserta o di Napoli e prendere provvedimenti importanti per la terra dei fuochi". Lo annuncia in un video su Facebook il vicepremier Luigi Di Maio, spiegando: "ieri sera c'è stato un nuovo incendio in un deposito rifiuti a Santa Maria Capua Vetere: è chiaro che è doloso, visto che ce ne sono stati tanti. E' una strategia: si è passati da incendi sporadici a incendi organizzati. I depositi devono essere presidiati con nuove normative di sicurezza, serve prevenzione e più responsabilità di chi li gestisce. E poi servono più fondi". 

SALVINI. ''Nei prossimi giorni tornerò a Napoli per presiedere il Comitato per l'ordine e la sicurezza. Il mio obiettivo è verificare i progressi dopo la mia recente visita in città, ma la riunione sarà utile anche per discutere approfonditamente del problema dei roghi''. Così il ministro dell'Interno Matteo Salvini. Nelle ultime ore il Viminale è stato in stretto contatto con il prefetto di Caserta. Solo l'altro giorno, Salvini ha annunciato l'arrivo in Campania di 166 nuovi poliziotti. 

Impianto Stir in fiamme, sopralluogo del ministro Costa

CASERTA. Il ministro dell'Ambiente Sergio Costa effettua un sopralluogo presso il maxi impianto Stir di Santa Maria Capua Vetere, in fiamme da ieri sera. "Alle 13 - si legge in una nota - parteciperà al Comitato per l'ordine pubblico e la sicurezza presso gli uffici della Prefettura di Caserta, al quale prenderà parte anche la Regione, per fare il punto della situazione su questa nuova escalation criminale sul fronte dei rifiuti". 

Sparò a un ladro: indagato per tentato omicidio

CASERTA. È stato fermato per rapina l'albanese di 33 anni che pochi giorni fa aveva assaltato con alcuni complici un'azienda di trasporti di Francolise, restando poi ferito ad un occhio dal colpo di fucile esploso dal titolare della ditta. Il provvedimento è stato emesso dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, che ha inoltre iscritto nel registro degli indagati l'imprenditore casertano per il reato di tentato omicidio, e il figlio di quest'ultimo per favoreggiamento. 

Tumori, è l'Irpinia la zona meno colpita d'Italia

AVELLINO. Di tumori si muore in provincia di Avellino meno che in Campania e nel resto dell'Italia. Il dato emerge dal registro dei tumori pubblicato dall'Asl di Avellino, riferito al triennio 2010-2012, dato che soltanto tra qualche mese si avranno numeri più aggiornati ma comunque non più recenti del 2015. I casi di patologie neoplastiche registrati in questo periodo sono circa 42mila, con 3.362 decessi. Si muore soprattutto di tumore al polmone, negli uomini con il 28,6%, e nelle donne, il 15,9 per cento, per il cancro al seno, seguito dal cancro al colon retto. 

“Falsa” mozzarella di bufala in Catalogna: parte la denuncia

NAPOLI.  A Barcellona impazza una “bufala d'emporda". In teoria composto dal cento per cento di latte di bufala. Una nuova minaccia lanciata dal Consorzio per la tutela del formaggio mozzarella di bufala campana. All'inizio di agosto i primi esami condotti sul prodotto catalano hanno rilevato la presenza di latte vaccino. Ulteriori esami su altri campioni hanno confermato la positività. Le analisi in Italia sono state effettuate da un laboratorio privato e dal laboratorio dell'Istituto zooprofilattico del Mezzogiorno con sede a Portici. Dell'intera vicenda è stato informato l'Ispettorato Centrale Repressione Frodi del ministero per le Politiche agricole. E per contrastare la presenza del prodotto catalano è stata inviata una comunicazione al ministro Gian Marco Centinaio con richiesta di intervento politico verso il suo omologo spagnolo.

Furbetti del cartellino all'Asl, 33 indagati

AVELLINO.  Sono accusati di truffa e falso e in molti attendono a due anni di distanza dall'avvio dell'inchiesta, di definire il proprio rapporto di lavoro. Sono i 33 dipendenti dell'Asl di Avellino, medici, paramedici, amministrativi e dirigenti, che il 16 marzo 2016 furono arrestati o denunciati per aver abbandonato il posto di lavoro pur avento timbrato o fatto timbrare il cartellino. Questa mattina sono comparsi di fronte al giudice del tribunale di Avellino Pierpaolo Calabrese per la prima udienza del processo nato dal blitz di due anni fa. 

La Cassazione dimezza la pena al superboss

CASERTA. Già ai tempi di Antonio Bardellino, l’oramai settantenne Amedeo Mazzara (nella foto) era un uomo di punta della criminalità   organizzata in Campania come accertato dalla Autorità giudiziaria.
Dopo aver scontato la pena, una volta rimesso in libertà, nel 2005,  stringe uno storico accordo con l’allora capo del clan dei casalesi Francesco Schiavone, il famigerato “Sandokan”, per la spartizione dei profitti illeciti nella provincia di Caserta.
Così nacque, anche grazie alle esperienze delinquenziali maturate da Amedeo Mazzara nella sua ventennale militanza nella organizzazione camorristica denominata “Nuova famiglia”, una autonoma organizzazione camorristica. Un clan forte, quello dei Mazzara, grazie alla sua composizione verticistica, tutta di natura familiare, avendo al comando i tre fratelli, Amedeo, Nicola e Giovanni. 
Cosi la direzione distrettuale antimafia dedica una articolata inchiesta al gruppo che come base ha il comune di Cesa, inchiesta che porta a condanne pesanti inflitte dai giudici di merito, prima dal  Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, poi dalla Corte di Appello con pronunzia emessa il 19 ottobre del 2016. 
Molti optarono per il rito abbreviato e le condanne alcuni anni fa sono divenute irrevocabili.
I tre capo clan e due degli affiliati, viceversa, seguirono la strada del rito ordinario. Le accuse erano quelle di associazione a delinquere di stampo mafioso, plurime estorsione e violazioni alla legge armi, tutto aggravato dalla recidiva reiterata e specifica di chi, come Amedeo Mazzara, ha segnato pagine importanti della storia giudiziaria in Campania.
All’esito del giudizio, la pena più alta inflitta proprio ad Amedeo Mazzara per il quale furono irrogati 20 anni, 18 anni a Nicola Mazzara, 15 anni e 3 mesi a Giovanni Mazzara, 13 anni a Giovanni Scaranno, infine 9 anni a Giuseppe Duilio.
Giunti al terzo grado di giudizio, le pene inflitte sono divenute tutte definitive, essendo stati rigettati i ricorsi proposti dalle difese, con una unica eccezione: la pena inflitta ad Amedeo Mazzara. Infatti, costui, prima ha ottenuto  un provvedimento di separazione della sua posizione, poi, nonostante il procuratore generale Pietro Molino avesse invocato la inammissibilità della impugnazione proposta nel suo interesse, si è visto sorprendentemente ridurre la pena dai giudici di legittimità di ben 11 anni, circostanza questa veramente eccezionale, in quanto, come è noto, solo in casi rarissimi la Suprema Corte effettua direttamente riduzioni della pena, in questo caso anche di particolare consistenza.
Infatti, la Corte di Cassazione – seconda sezione penale -, presieduta da Mirella Cervadoro e che ha visto come relatore Ignazio Pardo, in accoglimento delle diffuse argomentazioni formulate in aula dagli avvocati Dario Vannetiello e Vincenzo Alesci, ha ridotto la pena di 20 anni inflitta ad Amedeo Mazzara dai giudici partenopei in quella di soli 9 anni. E così l’anziano boss può riavere la speranza di riassaporare il ritorno in libertà, auspicio  che sarebbe stato molto difficile avere laddove la Suprema Corte avesse confermato  la elevata condanna di anni 20 in precedenza inflitta, anche in considerazione della avanzata età del ricorrente. 

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