Domenica 25 Febbraio 2018 - 2:22

2015, ANNUS HORRIBILIS PER I SINDACI CASERTANI

Un mese alla chiusura dell’anno solare e la provincia di Terra di Lavoro si appresta a stabilire un primato per niente invidiabile. Lasciamo agli storici e agli statistici del settore l’incombenza  di verificare se di record si tratta, ci limitiamo ad osservare che 11 sindaci – da aprile a novembre – sono stati esautorati dalle loro cariche. Colleghi di amministrazione, tribunali o istituzioni sovrastanti hanno letteralmente decimato la provincia e – nota curiosa – stritolati nella betoniera sono finite anche le quattro città più popolose. Caserta, Aversa, Marcianise e Santa Maria Capua Vetere tutte insieme accomunate alle altre più piccole da disgrazie amministrative e dal ritorno alle urne in primavera. Variegati i motivi che hanno mandato a casa le fasce tricolori, ma ovviamente come in tutti i casi in cui si verificano queste ‘diversità di vedute’ ciascuno sostiene le proprie ragioni scaricando sugli elementi opposti le responsabilità delle paralisi amministrative. In tutti i casi si assistono ai soliti teatrini della politica sempre più incapace di dare delle risposte e molto spesso messa all’indice con l’accusa per chi ha raggiunto il traguardo solo per coltivare l’orticello personale a scapito degli interessi della comunità.

Ad aprire la black list è il Comune di Curti. Il 25 aprile del 2014 Michele Di Rauso, vicesindaco della amministrazione uscente, incoronato dall’ex primo cittadino e consigliere regionale Domenico Ventriglia quale suo successore, riesce ad ottenere una vittoria risicatissima – solo un voto di scarto – su Antonio Raiano. Le contestazioni di quest’ultimo – specialmente relative alla sezione numero 5 – portano gli organi competenti a ricontare le schede. Constatati inoppugnabili errori di attribuzione di consensi, si decide salomonicamente di annullare le elezioni e dopo appena undici mesi (23 aprile 2015) il comune di Curti si ritrova orfano del sindaco. Per Ventriglia, bocciato nel frattempo nella corsa a Palazzo Santa Lucia, si potrebbero riaprire le porte del Municipio.

Il primo a pagare invece lo scotto della sfiducia della propria maggioranza è stato Angelo Crescente, eletto a Capodrise il 18 maggio del 2011 e sfiduciato da sette consiglieri (su 12) il 17 aprile scorso. L’accusa dei cospiratori era dettata dal fatto che ormai il primo cittadino viaggiava da solo senza tener conto degli input  suggeriti dai suoi collaboratori mentre Crescente ribatteva che ai firmatari della sfiducia premevano solo interessi di bottega, ai danni della comunità. Un refrain che tornerà sistematicamente anche in altri casi della nostra analisi.

Il 3 giugno si consuma il dramma di Pio Del Gaudio e la caduta dell’amministrazione comunale della città capoluogo insediatasi il 15 maggio del 2011. Fiumi di inchiostro sono stati versati per sviscerare le problematiche che hanno interessato Palazzo Castropignano e a nulla sono serviti tutti i tentativi di Del Gaudio per tagliare il traguardo della scadenza naturale del mandato. L’ex delfino di Angelo Polverino trovò al suo insediamento una situazione catastrofica al punto tale che uno dei suoi primi atti di una certa entità fu quello di dichiarare il dissesto finanziario dell’Ente e da buon commercialista si mise di impegno per riuscire nell’impresa. Ma il tutto è stato vanificato da quella che lui ha definito una congiura di palazzo per spedirlo a casa. E ci vollero due tentativi da parte dei registi dell’operazione in quanto il primo – ancorché legittimo nella sostanza – fu inficiato da disinvolte manovre nella forma fino a renderlo nullo con sommo gaudio del buon Pio. Ma ormai il dado era tratto e nel volgere di pochi giorni a Del Gaudio fu recapitata la destinazione dell’esilio: casa sua.

Di tutt’altra natura lo scioglimento del consiglio comunale di San Marcellino e quello di Villa di Briano. Il primo andava a scadenza naturale nella prossima primavera ma ad aprile il primo cittadino Pasquale Carbone optava di scendere nell’agone per le elezioni regionali e così doveva rassegnare le proprie dimissioni. Stessa motivazione per Dionigi Magliulo, sindaco di Villa di Briano il cui insediamento si era avuto invece nella primavera del 2012.

Il 4 agosto si registra la scossa tellurica che manda a casa il sindaco di San Prisco Antonio Siero. Il suo vice Luigi Cinotti, tre consiglieri della maggioranza uniti ai cinque dell’opposizioni firmano la sfiducia. Alla base della decisione la mancata adesione da parte della fascia tricolore alla richiesta di un rimpasto in giunta. Il primo cittadino ribatteva che non vi era più un rapporto fiduciario col suo numero due  in quanto operava  in modo del tutto autonomo e che altri esponenti dell’esecutivo non erano più compatibili con incarichi di giunta.

Ad inizio settembre è decapitata anche l’amministrazione della seconda città della provincia. I continui dissidi tra Giuseppe Sagliocco e la sua maggioranza di centrodestra inducono dieci consiglieri comunali di Aversa a dimettersi ed in pratica non partecipare all’ultima seduta utile del civico consesso per l’approvazione del bilancio entro i termini stabiliti. Il tre di settembre il dottor Mario Rosario Ruffo assume il comando delle operazioni in Piazza Municipio. Anche per la città normanna l’esperienza si chiude in largo anticipo in quanto il prossimo appuntamento elettorale era previsto per il 2017.

Sedici mesi di vita per Antonio Merola eletto sindaco a Sparanise il 25 maggio 2014 e sfiduciato il 24 settembre ultimo scorso. Da tempo in dissidio col primo cittadino, il presidente  del consiglio Luigi Marchione convince ad assommare alle firme dei quattro consiglieri di opposizione Sorvillo, Lo Greco, L’Arco e Monfreda anche quelle dei suoi fedelissimi Sclama e Mandara. La sentenza è stata firmata presso lo studio del notaio Decimo di Santa Maria Capua Vetere.

Altro sindaco stoppato poco prima del traguardo della scadenza naturale è quello di Castel Morrone, Pietro Riello. Ed anche per lui scatta la mannaia dei suoi adepti che dopo quattro anni si rendono conto che non possono più ‘aderire alla gestione politica, amministrativa e finanziaria del primo cittadino. Nel caso di Castel Morrone, oltre ai naturali voti dell’opposizione, sono significativi i dissensi della più alte cariche del consiglio  – in seno  alla maggioranza – vale a dire il vice sindaco, il presidente dell’organo e l’assessore all’Urbanistica. 

Ad Antonio De Angelis, sindaco di Marcianise, eletto il 26 maggio del 2013, spetta un primato davvero singolare. Nel corso del suo mandato durato 24 mesi ha rassegnato almeno una mezza dozzina di volte le proprie dimissioni. Un medico decisamente dalla salute cagionevole in considerazione delle motivazioni addotte in ciascuna occasione. Ma al di là della pura ironia il suo regno è stato molto tormentato. Alla fine hanno prevalso le ragioni dei 14 consiglieri (su 24) che al termine dell’ennesimo contrasto amministrativo hanno tagliato la testa al toro e il 26 ottobre si sono recati presso lo studio del notaio Provitera di Caserta. Anticipando questa volta il tentativo di prendere ancora tempo da parte del sindaco desideroso di beneficiare dei 20 giorni ulteriori concessigli da un ennesimo ricorso alle dimissioni volontarie.

Dulcis in fundo – storia della settimana scorsa – arriva lo scioglimento anche del comune di Santa Maria Capua Vetere. ‘Disse il pappece alla noce: dammi il tempo che ti spertoso’. L’antico proverbio napoletano si è attuato nella città del Foro. E così il lavorio continuo ai fianchi di Biagio Di Muro da parte dei vari Leone, Valiante, Salzillo,  Campochiaro e tutti gli altri ha dato i frutti sperati. Da tempo in bilico, il primo cittadino ha cercato di salvare la faccia e la fascia, districandosi sempre tra mille rivoli. Alla fine anche il Partito Democratico – con Giuseppe Stellato suo competitor al primo turno - lo ha mollato e dopo vari tentativi andati a vuoto, domenica mattina il notaio Di Caprio è stato chiamato agli straordinari aprendo il suo studio ai dissidenti sammaritani.

Uno scenario a quanto si vede apocalittico. Undici comuni che uniti ai diciotto che vanno a scadenza naturale fanno delle amministrative della prossima primavera un banco di prova di rilevanza fondamentale sia per i partiti politici tradizionali, sia per le varie associazioni del territorio che si candidano a governare le rispettive città. Ora tutti sono alle prese coi programmi, con le promesse, con la scelta dei candidati senza macchia e senza peccato da presentare al popolo. Ma finché non sarà estirpata alla base la concezione malsana di chi si propone con una faccia e poi ne manifesta un’altra, anche in futuro saremo costretto allo squallore che ha caratterizzato questo 2015. 

Santa Maria Capua Vetere: tentata rapina al tabacchi in via Fardella, arrestati due giovani di Capodrise

SANTA MARIA CAPUA VETERE. I carabinieri della stazione di Santa Maria Capua Vetere hanno proceduto all’arresto, in flagranza del reato di tentata rapina in concorso, aggravata dall’uso di armi, dei pregiudicati Carmine Di Saverio, 24enne, e Giuseppe Di Nuzzo di 26 anni entrambi di  Capodrise.  I due sono stati sorpresi dai militari dell’Arma mentre tentavano di rapinare una rivendita di tabacchi di via Fardella, a Santa Maria Capua Vetere. Alla vista dei carabinieri, i malviventi, hanno tentato di scappare a bordo di un’autovettura parcheggiata a breve distanza dal negozio preso di mira. A nulla però è valso il tentativo di fuga poiché sono stati subito raggiunti e bloccati. Uno dei due ha subito cercato di disfarsi di una pistola. La successiva perquisizione personale e veicolare ha consentito di rinvenire e sottoporre a sequestro 2 pistole repliche in metallo, prive di tappo rosso, e 2 passamontagna. Il titolare ed il dipendente del tabacchi hanno riferito che i due rapinatori, con volto travisato, avevano tentato di introdursi all’interno dell’esercizio commerciale e, avendo trovato chiusa la porta d’ingresso, in vetro blindato, avevano armato le pistole minacciando di esplodere colpi di arma da fuoco all’indirizzo dei presenti. A farli desistere dal loro intento, però, sono stati i carabinieri sopraggiunti sul posto. Il mezzo utilizzato per la fuga risulta provento di furto commesso nella serata di ieri presso Capodrise. Gli arrestati sono stati accompagnati presso la casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere.

D'Amelio: «Nessuna “parentopoli” in consiglio regionale»

NAPOLI. Non c’è alcuna “parentopoli” alla Regione Campania. A tagliare corto è il presidente del consiglio regionale, Rosa D’Amelio, replicando alle polemiche degli ultimi giorni.«Ci siamo adeguati ad una legge nazionale e a quanto previsto dall’Anac - spiega l’esponente del Pd -. C’è stato un eccesso di interpretazione in una precedente delibera del vecchio Ufficio di presidenza di centrodestra». L’attuale, invece, ha abbassato dal terzo al secondo grado di parentela la possibilità di contrattualizzazione. «Quello che conta è il rispetto delle leggi, era opportuno - spiega la D’Amelio - adeguarsi a quel testo. Dipendesse da me, per una questione di etica mia personale, io sarei più restrittiva ancora ma c’è una legge nazionale che va rispettata». 

Ecoballe, il Senato chiede chiarimenti sugli stanziamenti del Governo

NAPOLI. Chiarimenti sul piano di smaltimento delle ecoballe dopo lo stanziamento di 450 milioni da parte del Governo alla Regione Campania. A chiederli i tecnici del Senato nel dossier del Servizio studi sul dl con misure sul territorio, il cosiddetto decreto Giubileo, all’esame della commissione Bilancio al Senato.  «Atteso che per effetto delle sentenze di condanna della Corte di giustizia europea, l’Italia è chiamata a corrispondere una penalità giornaliera fino alla completa risoluzione delle inadempienze constatate e al fine di determinare l’esatta dimensione finanziaria, sia pure di massima, discendente dal programma di smaltimento dei rifiuti» in Campania «e di ripristino della situazione pre-inadempimento - scrivono i tecnici -, sarebbero utili maggiori elementi di informazione concernenti i presumibili tempi di smaltimento e ripristino dei luoghi interessati dalla emergenza rifiuti, nonché gli oneri che occorreranno per realizzare le predette finalità». E ancora: «Andrebbe quindi chiarito se le risorse stanziate dalla presente disposizione rappresentano o meno una quota parziale delle complessive risorse che occorreranno per rientrare dalla situazione emergenziale». 

Il teatro «totale» dal palcoscenico alle librerie. Si presenta domani «Monodialoghi» del regista Patrizio Ranieri Ciu

CASERTA – Sarà presentato domani, mercoledì 2 dicembre, alle ore 18.00 presso la libreria La Feltrinelli di Caserta, il libro «Monodialoghi» di Patrizio Ranieri Ciu, testo di riferimento per il Laboratorio del progetto europeo «Tradizione & Traduzione» ideato dallo stesso autore, presentato dal Comune di Caserta e approvato dalla Regione Campania nell’ambito del programma Campania patrimonio del mondo.

Teorico del teatro «totale», Patrizio Ranieri Ciu ha sempre dedicato una profonda attenzione al monologo, tipologia complessa di testo teatrale, capace di parlare direttamente allo spettatore e di mettere, allo stesso tempo, a nudo la profonda natura di ogni attore. «Nella rappresentazione teatrale – scrive Ciu – il monologo, ponendo lo spettatore di fronte ad un concetto espresso, lo rende non solo partecipe, ma diretto protagonista, interprete ideale di quella “voce del silenzio” contrapposta all’attore che permette la comprensione delle associazioni mentali disposte tra le parole udite». Da questa provocazione nascono, così, i Monodialoghi, conio originale dell’autore, «quadri autentici dell’umano pensare, che esulano anche dal percorso, definito quale più obbligato, della loro rappresentazione teatrale e cinematografica».

Dedicati, in particolare, ai giovani che intendono coltivare la passione per il teatro i Monodialoghi permettono loro di comprendere tutta la forza della carica emotiva di una esperienza viva come se vissuta davvero. Sono percorsi che, protetti dalla «irrealtà» della rappresentazione, permette ai giovani di ogni nuova generazione una conoscenza approfondita anche delle esperienze più drammatiche della vita, tutelandoli e preparandoli ad affrontare con coscienza il rischio di viverle realmente.

A commentare il testo e la sua capacità di fornire una esperienza formativa senza uguali saranno presenti, insieme all’autore, il prof. Flavio Quarantotto, la scrittrice Raffaella L. Pagliaro ed il prof. Patrizio Siviero. Modera l’incontro il giornalista Gianrolando Scaringi.

Santa Maria Capua Vetere, cade ufficialmente l’amministrazione

Depositato ufficialmente il documento che decreta la fine dell’amministrazione Di Muro a Santa Maria Capua Vetere. A presentarlo di buon’ora gli ex consiglieri comunali Nicola Leone, Martino Valiante, Giovanni Campochiaro e Paolo De Riso. Quattordici i consiglieri firmatari: Danilo Feola, Fabio De Lucia, Omero Simone e Pasquale Alabiso si sono uniti ai dieci rappresentanti dell'opposizione consiliare. Nicola Leone, esponente dei Socialisti Democratici, ha manifestato l’intenzione di portare alle prossime elezioni una lista costituita dagli uscenti. «Non ho progetti individuali – ha dichiarato l’ex consigliere – è evidente che ora si inizia a lavorare come squadra, allo scopo di creare la giusta coalizione partendo dal gruppo dei Socialisti Democratici, in cui mi affiancheranno Martino Valiante, Carlo Russo e Alfonso Salzillo. Ci potevano essere le condizioni per dare un contributo positivo a questa città, ma Di Muro le ha disperse nelle forti rivalse personali nei confronti di alcune parti della città legate a vicende di venti anni fa. Questa città da quarant’anni ha subito i torti dalla famiglia Di Muro, che ha fatto politica a scopi meramente personali, acquisendo ai danni dei cittadini un patrimonio immenso. Nessuno potrebbe dire di me una cosa del genere, perché rischierebbe la denuncia». L’ex consigliere Giovanni Campochiaro ha dichiarato di essersi battuto fino alla fine esclusivamente per il bene della città, in quanto ha intenzione di ritirarsi definitivamente dalla scena politica sammaritana. «L’amministrazione Di Muro ha trasformato l’orgoglio sammaritano in vergogna nazionale», conclude così Martino Valiante.

Formazione, le scuole campane proclamano lo stato di agitazione

Le scuole di formazione professionale facente capo a Si.Form. e Movimento Libero e Autonomo delle scuole di formazione autofinanziate (in totale circa 160 enti) hanno proclamato lo stato di agitazione da oggi fino a data da destinarsi. La decisione è stata presa a seguito della riunione tenuta nei locali della scuola di formazione Aciief a cui hanno partecipato numerosi rappresentanti delle scuole di formazione aderenti. «Vogliamo che venga stilato un protocollo univoco per tutti gli enti di formazione professionale in Campania. Abbiamo constatato che in alcune province le visite ispettive si svolgono in maniera difforme, nel metodo e nello spirito. Chiediamo all’assessore regionale Chiara Marciani che diventi garanzia di parità nei trattamenti di tutti gli enti di formazione campani». Sulle modalità con cui si paleserà questo stato di agitazione non ci sono ancora certezze, è probabile che gli enti di formazione aderenti allo stato di agitazione cercheranno di negare le visite ispettive ai membri della Provincia. È necessario che le istituzioni interessate diano risposte immediate per consentire agli enti di formazione non solo di fare impresa ma di fare la buona impresa.

Caldoro-De Luca, nuovo scontro sulla sanità

NAPOLI. Nuovo scontro sulla sanità tra Stefano Caldoro e Vincenzo De Luca. L'ex governatore attacca: «Perdere 50 milioni come ha fatto l'Amministrazione De Luca, risorse essenziali per la salute dei cittadini, è una cosa gravissima, io ne portavo a casa ogni anno sempre di più. È una sconfitta politica e amministrativa. Dimostra l'incapacità di questa Giunta nell'affrontare i problemi, senza nessuna considerazione della vita dei cittadini. Abbiamo detto 'per la prima volta ultimi' perché siamo sempre stati i primi in questi anni, con 185 milioni di euro recuperati. Per fare un esempio, è come perdere l'ospedale del Mare». Il riferimento è alla questione del riparto del Fondo sanitario nazionale. Dal canto proprio, De Luca ribatte che «avremo taglio 50 milioni di euro, abbiamo chiuso quasi zero a zero rispetto al taglio ipotizzato di 180 milioni di euro in sede di ripartizione del Fondo sanitario nazionale. Paghiamo le scelte irresponsabili di Berlusconi e Calderoli, i due principali responsabili della modifica dei criteri di riparto del Fondo sanitario. E in Campania c’è qualcuno che chi invece di stare zitto continua a parlare. Dovremmo recuperare 100-150 milioni in più».

Uil, controlli ok: ma la Rea lascia

NAPOLI. Non c’è nessuna irregolarità amministrativa in Uil Campania, com’era prevedibile: è questo il risultato dell’Audit , comunicato e scritto dalla segreteria confederale nazionale. La verifica amministrativa è stata messa in atto dalla confederazione nazionale del sindacato, su richiesta di Anna Rea, a seguito di una lettera di sfiducia nei suoi confronti da parte di alcune categorie, con  accuse strumentali gravi ed infondate. Dopo il risultato dell’Audit, la Rea, con una lettera a Carmelo Barbagallo, segretario generale della UIL Nazionale e alla segreteria confederale, ha rassegnato le sue dimissioni, rimettendo l’incarico di segretario generale di Napoli e Campania, per motivi politici e personali.

Maltempo, allerta per la Campania

NAPOLI. La Protezione civile della Regione Campania ha diramato un'allerta meteo arancione sull'intero territorio. A partire dalle 12 di domani e almeno per le 24 ore successive le precipitazioni previste potranno determinare rischi idrogeologici diffusi e rischi idraulici. A partire dalla mezzanotte, infatti, sono previste precipitazioni sparse, anche a carattere di rovescio o temporale che, dal pomeriggio di domani, diverranno di forte intensità. Oltre all'avviso di criticità idrogeologica arancione, la stessa Protezione civile, alla luce delle previsioni del centro Funzionale, ha diramato anche un avviso regionale di condizioni meteo avverse per vento e mare. In particolare, si prevedono venti forti dai quadranti occidentali con locali rinforzi e raffiche nelle zone temporalesche e mare agitato con possibili mareggiate lungo le coste esposte ai venti. Si raccomanda agli enti competenti di porre in essere ogni utile iniziativa prevista nei rispettivi Piani di emergenza, come quella relativa alla vigilanza sul territorio per la verifica del regolare funzionamento del reticolo idrografico e dei sistemi di raccolta e allontanamento delle acque piovane. In relazione alla previsione di venti forti, si raccomanda di vigilare le aree a verde pubblico e le strutture esposte alla sollecitazione dei venti. In riferimento, invece, alle indicazioni sullo stato del mare, si invitano gli enti di competenza nel settore marittimo e i sindaci dei comuni costieri e delle isole, ad elevare lo stato di vigilanza sui mezzi in navigazione e lungo le coste esposte ad ovest.

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