Sabato 17 Novembre 2018 - 7:21

Moretta, la norma sugli amministratori giudiziari danneggia le procedure

NAPOLI - “Il nuovo codice antimafia impone un limite molto ristretto di tre incarichi per collega: pensiamo ad una mozione da presentare agli organi incaricati, è un grosso problema che va risolto perché danneggia quelle procedure che hanno invece bisogno di specialisti e persone competenze. È una norma che non favorisce il normale prosieguo della giustizia”. Lo ha detto Vincenzo Moretta, presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli, nel corso del forum “Nomina amministratore giudiziario: incompatibilità e limiti agli incarichi”.

Secondo Giovanna Ceppaluni, presidente Sezione Gip del Tribunale di Napoli, “ci sono troppe lacune: le nuove norme dovevano essere una panacea, eliminare la percezione dei favoritismi e delle zone grigie. Invece non sono riuscite a risolvere questo problema e noi magistrati stiamo cercando faticosamente di dare una interpretazione coerente e unitaria”.

Per Arcangelo Sessa, consigliere Odcec Napoli, “il limite di incarichi riduce le possibilità di specializzazione dei professionisti. Vedremo i tribunali come si comporteranno di fronte a queste norme, sperando di uscirne in maniera unitaria oppure con dei correttivi da parte del governo”.

Anche per Claudia Ferrari, pm della sezione misure di prevenzione del Tribunale di Palermo, “la normativa è troppo rigida e dovrà essere interpretata per sgombrare il campo da possibili abusi e poca trasparenza”.

In conclusione, per PierLuca Bevilacqua, presidente della Commissione di Studio di Diritto Penale dell’economia, “si tratta di un problema che va affrontato, tenendo in considerazione i magistrati e i commercialisti impegnati in queste procedure”.

NaStartup day, il primo giornalista virtuale italiano è made in Naples

NAPOLI. Nel Pegaso Tower al Centro Direzionale di Napoli si è tenuta la 48esima edizione del NAStartUpday, evento sviluppato da NAStartUp e sponsorizzato da IdeaSolution e Sintesi Sud. Sede dell’acceleratore civico è stato il nuovo spazio di CoWorking LAB46, progetto che vede insieme l’Università Telematica Pegaso e Digital Magics Napoli per avviare nuovi progetti sul fronte innovazione e startup.

La comunità di NAStartUp per la prima volta in uno Skyscraper, ha sviluppato lo #StartupGym, vissuto il TechCocktail degli innovatori e sperimentato per la prima volta il TechShowRoom.

Novità nelle novità a accelerare le startup c’è stata per la Prima Volta al Mondo il coinvolgimento di una AI [Artificial Intelligence - Intelligenza Artificiale] che ha avuto la forma e il volto di una giovane ragazza, presente sul palco le startup, grazie a un monitor verticale.

Alex, questo è il nome dell’AI nasce dall’idea di Domenico Soriano, cofounder d’Eclettica, startup innovativa di Salerno specializzata in software personalizzati.

Oltre alle 4 + 1 startup presentate la community si è divertita e ha apprezzato una nuova formula il TechShowRoom nato da un’idea di Gennaro Tesone driver del Lab46. Nella TechShowRoomn era possibile infatti provare la frontiera dell’innovazione sviluppata da istituti pubblici e PMI innovative. Tra loro l’ultima applicazione presentata da Giovanni Caturano di SpinVector di Realtà Virtuale per il settore industriale.

Le 4 startup + 1 connesse alla community e presentata da Alex sono state:

SOPHIA HIGH TECH presentata dal founder Antonio Caraviello

Azienda che opera nel settore delle Mission Critical Application ed è impegnata in commesse ad elevato contenuto tecnologico, per applicazioni critiche dell'aerospazio, dell'automotive e della difesa.

PICKME APP presentato dalla founder Luciana DeFino

Startup che offre una soluzione di mobilità intelligente, flessibile e collettiva a bambini, anziani e persone con disabilità motorie.

HAPPY EVENTS presentata dal founder Marco Sessa

Il primo social network che vuole rivoluzionare il modo di promuovere gli eventi.

KINETON presentata da uno dei founder Angelo Palladino

Engineering company che fornisce servizi e prodotti ed assiste i propri clienti nella creazione e nello sviluppo di soluzioni in alcuni dei principali settori tecnologici: Automotive, IoT, Media e ICT.

A interrogare le startup con il pubblico Susanna Sanseverino

Antonio Prigiobbo designer di format innovativi e coordinatore di NAStartUp ha poi lanciato le tre novità sviluppate dalla community

L’EdTech Challenge presentata da Danilo Iervolino con Gennaro Tesone che impegna insieme Università Telematica Pegaso e Digital Magics in un processo di Open Innovation che premierà le migliori idee innovative nel settore della formazione, con borse premio da 10.000€ equity free

Stefano Imparato CTO di Intertwine ha raccontato i successi degli ultimi mesi e la corsa che ha portato il loro progetto a diventar leader nazionale della scrittura collaborativa (evoluzione e futuro dell’editoria) portandoli di recentissimo a acquisire il loro ex competitori 20lines [Napoli 1 - Milan 0]

Pablo Ramirez anche questo mese ha sviluppato da innovation Hunter il progetto 3i [Innovation, integrazione immigrati] con PSYCHO HELP

Terapia psicologica online per riprendere e mantenere un equilibrio sempre più spesso messo a repentaglio dai veloci cambiamenti della nostra società. Il progetto è stato presentato da Felipe Ramìrez Cortàzar

L’apertura del Tech Cocktail, offerto da CapriMoonlight, con il free Networking l’ha fatta con un brindisi Fabrizio Perrone CEO di Buzzoole startup napoletana incoronata, tra tutte le aziende italiane, con il maggior fattore di crescita: 217% in termini di fatturato complessivo e numero di dipendenti.

Per Candidarti gratuitamente e proporre la propria presentazione

www.nastartup.it/proponi-il-tuo-pitch/

Crac banche, più soldi per i risparmiatori

La Lega ha presentato un emendamento alla legge di bilancio che aumenta la disponibilità del fondo previsto dalla manovra per risarcire i risparmiatori che hanno perso i loro risparmi custoditi dalle banche. "Con l'emendamento presentato intendiamo allargare la platea dei risparmiatori da ammettere alle procedure, specificando che tra essi vi rientra anche chi è in possesso di quote di partecipazione, soprattutto risparmiatori della Banca Popolare di Vicenza" spiega in una nota il sottosegretario all'Economia della Lega, Massimo Bitonci. Inoltre, "acceleriamo i tempi di erogazione e incrementiamo lo stanziamento finanziario per aumentare la percentuale del ristoro attraverso ulteriori disponibilità fino a 2,5 miliardi provenienti da fondi dormienti".

E, ancora, dice Bitonci, "ripristiniamo la possibilità di proporre azioni nei confronti delle Autorità di vigilanza e delle banche, oltre a consentire di proseguire nel contenzioso legale contro la Consob, Banca d'Italia e banche". In base all'emendamento, i risparmiatori potranno sempre agire in giudizio per ottenere il risarcimento di quella parte del danno che non viene rimborsata dal fondo ad hoc previsto dalla manovra. "Già oggi - riferisce il sottosegretario all'Economia - sono stati erogati i primi 40 rimborsi, pari a 657mila euro, a dimostrazione che la nostra soluzione dell'arbitrato Consob funziona".

Draghi: "Spread sale se si sfida l'Ue"

Nuovo altolà sul debito da parte del presidente della Bce Mario Draghi, secondo cui lo spread in alcuni paesi sale quando si sfidano le regole europee. "Per proteggere le famiglie e le imprese dall'aumento dei tassi di interesse, i paesi ad alto debito non dovrebbero aumentare ulteriormente il loro debito e tutti i paesi dovrebbero rispettare le regole dell'Unione Europa", ha dichiarato Draghi nel corso del suo intervento allo European Banking Congress a Francoforte, sostenendo che "la mancanza di un consolidamento dei conti pubblici nei paesi ad alto debito pubblico aumenta la loro vulnerabilità agli shock, indipendentemente dal fatto che questi shock siano prodotti autonomamente mettendo in questione le regole dell'architettura dell'Ue o che arrivino attraverso un contagio". Finora, aggiunge Draghi, "l'aumento degli spread dei titoli sovrani è stato per lo più limitato al primo caso e il contagio tra i paesi è stato limitato". Questi sviluppi, rileva il presidente della Bce, "si traducono in condizioni più restrittive per i finanziamenti bancari all'economia reale. Ad oggi, sebbene si verifichi qualche ripercussione sui prestiti bancari in cui l'aumento degli spread è stato più significativo, i costi complessivi per i finanziamenti bancari rimangono vicini ai minimi storici nella maggior parte dei paesi, grazie ad una base di depositi stabili".

ECONOMIA - Per quanto riguarda l'economia dell'area dell'euro, sta registrando "un rallentamento graduale" dopo cinque anni di crescita, osserva Draghi, sostenendo che un rallentamento graduale "è normale mentre le espansioni maturano e la crescita converge verso il suo potenziale di lungo periodo ma allo stesso tempo l'espansione nell'area dell'euro è ancora relativamente breve e di dimensioni ridotte". "Ci aspettiamo che l'espansione europea continui nei prossimi anni", aggiunge il presidente della Bce, "non c'è certamente alcun motivo per cui debba improvvisamente finire". Secondo Draghi il rallentamento della crescita nell'area dell'euro è da legare al rallentamento registrato nel settore auto e alle tensioni commerciali a livello globale.

OCCUPAZIONE - "Negli ultimi cinque anni, l'occupazione nell'area dell'euro è aumentata di 9,5 milioni di persone- ha sottolineato Draghi, sostenendo che l'occupazione "è aumentata di 2,6 mln in Germania, 2,1 mln in Spagna, 1 mln in Francia e 1 mln in Italia. Questa crescita dell'occupazione è simile a quella registrata nei 5 anni prima della crisi quando era cresciuta di 10 mln". Tuttavia, in quel periodo, sottolinea ancora il presidente dell'Istituto di Francoforte, "quasi il 70% della crescita occupazionale proveniva dalla fase di età compresa tra i 25 e i 54 anni. Dal 2013 in poi, invece, la crescita ha riguardato la fascia di età compresa tra i 55 e i 74 anni. Questo riflette in parte l'impatto delle riforme strutturali, come quella che riguarda i sistemi pensionistici". Il tasso di partecipazione al mercato del lavoro delle persone di età tra i 55 e i 74 anni, rileva, "è quasi raddoppiato: passando da circa il 20% nel 1999 al 38% nel 2017".

UNIONE MONETARIA - "Completare l'Unione economica e monetaria è diventato più urgente con il tempo, e questo non solo per i ragionamenti economici sempre sottesi nei miei discorsi ma anche per preservare la nostra costruzione europea". "Dal mio discorso nel novembre 2011 in questa sede - sottolinea Draghi - avevo detto che la crisi economica avrebbe richiesto un passo più rapido nel processo di rafforzamento dell'Unione monetaria. Da quel momento il lavoro fatto è stato notevole ma è ancora lontano dall'essere completato". "Il completamento dell'unione bancaria in tutte le sue dimensioni, inclusa la riduzione del rischio e l'avvio di una unione dei mercati dei capitali attraverso l'attuazione a partire dal 2019 delle iniziative in atto è diventata ora una questione altrettanto urgente di come lo furono i primi passi nella gestione della crisi dell'area euro sette anni fa. L'urgenza oggi non è dettata da una crisi economica che abbiamo affrontato con successo ma perché rappresenta la miglior risposta alle minacce che vengono rivolte alla nostra unione monetaria: a queste minacce, la risposta è solo quella di una maggiore Europa".

INFLAZIONE - L'inflazione di base nell'area dell'euro "continua a oscillare intorno all'1% e deve ancora mostrare una tendenza al rialzo convincente", ha osservato Draghi. Il consiglio direttivo della Bce "ha anche notato che le incertezze sono aumentate" e quindi "a dicembre, quando le ultime previsioni saranno disponibili, saremo più in grado di fare una piena valutazione".

Manovra, cosa rischia l'Italia

Settimana decisiva per la manovra. E' infatti attesa il 21 novembre l'opinione della Commissione europea sul documento programmatico di bilancio rivisto e inviato dall'Italia, quando potrebbe scattare, a meno di ripensamenti o sorprese sempre possibili, la procedura per deficit eccessivo legata nel nostro caso al debito (una prima assoluta). Nello stesso giorno infatti potrebbe essere presentato il rapporto ex articolo 126.3 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (Tfue) che rappresenta il primo passo formale della procedura d'infrazione europea. Il negoziato con Bruxelles, a quel punto, si sposterà probabilmente sulle modalità e sui tempi della Edp, come viene chiamata in gergo la procedura per deficit eccessivo. Procedura che è lunga, complessa (prevede una quindicina di passaggi) e che diventa più pesante a mano a mano che procede.

LA PROCEDURA - La procedura per deficit eccessivo (Edp in gergo) che l'Italia rischia di subire è prevista dal braccio correttivo del patto di stabilità, nel quale passa un Paese che non rispetta gli obblighi previsti dal braccio preventivo del patto, quello in cui l'Italia si trova attualmente e che prevede, in caso di inosservanza, un'altra procedura, quella per deviazione significativa, Sdp in gergo. La procedura per deficit eccessivo è lunga e complicata: prevede una quindicina di passaggi e diventa più pesante a mano a mano che procede. Esiste per applicare la previsione del trattato che gli Stati membri debbano evitare livelli eccessivi di deficit e di debito, alla luce dell'interdipendenza degli Stati membri, specie di quelli dell'Eurozona. A questo proposito lo Stato che subisce la procedura viene costantemente monitorato tramite rapporti a cadenza semestrale. In qualsiasi momento la Commissione può emettere una raccomandazione allo Stato membro, se viene percepito un rischio di mancato rispetto della scadenza fissata per correggere il deficit eccessivo.

LA VIOLAZIONE - La procedura per disavanzo eccessivo scatta ogni volta che viene ravvisata una violazione del criterio del deficit (rapporto deficit/Pil al massimo al 3%), oppure del criterio del debito pubblico, che deve ammontare al massimo al 60% del Pil. L'Italia rischia, a quanto ha detto il vicepresidente della Commissione Europea Valdis Dombrovskis, che venga aperta una Edp per il debito, visto che nel maggio scorso si era ritenuto di non procedere alla luce del fatto che il nostro Paese rispettava gli obblighi del braccio preventivo del patto di stabilità. L'Italia infatti, secondo le raccomandazioni del Consiglio approvate all'unanimità (anche dal nostro Paese), avrebbe dovuto ridurre il deficit strutturale, ma programmando per il 2019 un deficit nominale del 2,4%, incompatibile con la richiesta di riduzione del disavanzo strutturale, si è posta fuori dalle regole del braccio preventivo del patto di stabilità.

LA RACCOMANDAZIONE UE - Con l'apertura della procedura per disavanzo eccessivo, il Consiglio deve approvare la raccomandazione ex articolo 126.7 della Commissione che stabilisce un limite temporale per correggere lo squilibrio di finanza pubblica e riportarlo in linea con i requisiti del deficit e del debito. La raccomandazione contiene obiettivi di deficit sia nominale che strutturale, legati allo scenario macro delineato nelle previsioni della Commissione. Viene anche data una quantificazione della risposta di politica economica necessaria a soddisfare quegli obiettivi.

LE SANZIONI - L'Italia, entro la scadenza indicata nella raccomandazione europea, dovrà dimostrare di aver adottato azioni volte a rimediare al deficit eccessivo, pena l'applicazione di alcune sanzioni. Dal deposito, che non produce interessi, di una somma pari allo 0,2% del Pil alla sospensione di alcuni o di tutti i fondi europei strutturali e di investimento. Se la procedura continua il Consiglio può anche decidere di intensificare le sanzioni arrivando ad imporre una multa con importo massimo pari allo 0,5% del Pil.

Fisco, in arrivo due sanatorie

Novità sul fronte del fisco, con due sanatorie in arrivo. La prima, che entra nel decreto fiscale, riguarda le irregolarità formali. La proposta di modifica dovrebbe essere presentata in commissione Finanze al Senato e consentirà di regolarizzare la propria posizione pagando 150 euro. Secondo quanto si apprende, il ministero dell'Economia avrebbe dato il via libera alla norma, che sarà inserita nel provvedimento con un emendamento. Stando ai primi calcoli, il gettito atteso con questa operazione è di circa 800 milioni.

La seconda 'sanatoria' concerne invece le sanzioni per la fatturazione elettronica, che diventa obbligatoria a partire dal 1 gennaio 2019. La proposta, approvata in Commissione Affari Europei della Camera, mira "ad andare incontro alle imprese artigianali che per il 2019 non riusciranno o lo faranno solo in parte ad ottemperare agli obblighi previsti dal decreto" hanno spiegato i deputati della Lega Marco Maggioni e Alessandro Giglio Vigna, precisando che si tratta di un'attenuazione delle sanzioni e non di una sanatoria vera e propria, come aveva osservato il deputato dem, Filippo Sensi.

"Nel processo che porta alla completa fatturazione elettronica le imprese artigianali vanno accompagnate e non vessate come vorrebbe invece fare il Pd - hanno sottolineato i due deputati leghisti -. Per questo il nostro parere votato dalla commissione Politiche europee della Camera ha chiesto di attenuare le sanzioni per l’anno 2019 e non sanarle del tutto. Il fatto che il Pd parli di sanatoria e si faccia paladino delle sanzioni rende l'idea di come sia scollegato dalla realtà e lontano dalle esigenze di chi lavora e porta avanti una piccola azienda".

Cultura, protocollo d’intesa tra commercialisti, Mibac e Ales Arte

NAPOLI – “Supportare i progetti delle istituzioni culturali sugli aspetti legati ai progetti Art Bonus, da quelli tecnici all’impostazione di una corretta campagna di fundraising, fino all’assistenza sugli aspetti contabili e fiscali, è l’obiettivo del Protocollo d’Intesa firmato dall’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli, il Segretariato Regionale Mibac per la Campania e la società Ales Arte Lavoro e Servizi, incaricata della gestione e promozione dell’Art bonus.

L’accordo si inserisce all’interno di un progetto che riguarda l’apertura di uno Sportello Art Bonus deputato al sostegno agli istituti e ai luoghi della cultura afferenti al Mibac Campania. E’ un progetto sperimentale, per ora unico in Italia, con il quale si intende valorizzare la cultura italiana sotto tutti i punti di vista. La figura dei dottori commercialisti è di grande rilievo all’interno di questo accordo, non solo come consulenti, ma anche come facilitatori della nascita delle reti d’impresa per la cultura”. Lo ha detto Vincenzo Moretta, numero uno dei commercialisti partenopei, a margine della firma del memorandum, questa mattina all’Odcec Napoli.

L’Art Bonus è una misura fiscale introdotta con il Decreto cultura, che prevede significativi incentivi fiscali per stimolare il contributo pubblico alla tutela, salvaguardia e valorizzazione del patrimonio culturale, con un credito d'imposta nella misura del 65% delle erogazioni liberali effettuate a sostegno della cultura.

“L’intesa mira a creare un ponte tra il patrimonio culturale, i cittadini e le imprese", ha evidenziato Mariella Utili, direttore del Segretariato regionale del Mibact. "Siamo abituati ad avere, in Italia, istituzioni culturali importanti e con grande visibilità, che riescono ad avere un potere attrattivo e convogliare interessi, fondi e ricerche. Ma nel nostro Paese - ha aggiunto -  il patrimonio culturale è molto diffuso, per questo creare un legame tra le parti e lavorare in sinergia mi sembra che possa essere un passo significativo per creare una condivisione di pratiche virtuose a beneficio del territorio”.

Per Mario De Simoni, presidente e amministratore delegato  di Ales, afferma: “Siamo chiamati a promuovere la misura dell’Art Bonus con uno sportello dedicato e con un protocollo d’intesa già esistente con il Segretariato regionale Mibac. A questo rapporto binario, oggi aggiungiamo quello con l’Ordine dei commercialisti, un terzo elemento fondamentale perché fondamentale è il ruolo dei commercialisti nel promuovere e anche orientare le scelte delle imprese verso una misura come quella dell’Art Bonus”.

Secondo Aldo Petrucciani, presidente della commissione Gestione imprese per la Cultura Odcec Napoli, “la cultura è un settore trainante dell’economia, in particolare in Campania. Scendiamo in campo per dare supporto a tutte le iniziative utili per lo sviluppo delle imprese culturali e creative”.

All’incontro sono intervenuti tra gli altri il consigliere delegato dell’Odcec Concetta Riccio, il segretario nazionale dei commercialisti italiani Achille Coppola; il direttore Ales - Arte Lavoro e Servizi Spa Carolina Botti.

Fmi boccia quota 100

"Sulla base delle evidenze registrate in altri Paesi è improbabile che l'aumento di pensionamenti" stimato con l'abbassamento dell'età pensionabile "creerebbe un pari numero di posti di lavoro per i giovani". Lo scrive il Fondo Monetario Internazionale nel rapporto annuale sull'Italia, ricordando che "le autorità dovrebbero essere consapevoli che, anche se non cambiassero le politiche, l'Italia dovrà affrontare significative pressioni sulla spesa pensionistica nei prossimi 2-3 decenni che metteranno a dura prova i conti pubblici".

Inoltre, le misure di stimolo previste dalla manovra 2019 "comportano notevoli rischi al ribasso in quanto lascerebbero l'Italia molto vulnerabile" scrive ancora il Fondo, stimando che il debito pubblico rimarrà intorno al 130% del PIL nei prossimi 3 anni. Per l'Fmi "saranno necessari ulteriori aggiustamenti di bilancio solo per stabilizzare il debito", alla luce del previsto aumento dei tassi di interesse e della spesa pensionistica.

PIL - Il Fondo Monetario Internazionale prevede poi una crescita economica annuale per l'Italia di circa l'1% nel 2018-20, destinata in seguito a calare. Nel rapporto annuale si stima un deficit per il 2019 intorno al 2,6/2,7% del PIL, mentre per il 2020-21 il disavanzo è previsto a circa il 2,8-2,9% "a meno che non vi sia un ampio sostegno politico per attivare la clausola di salvaguardia IVA o trovare misure compensative (nella misura pari allo 0,7-0,8% del PIL)"; interventi "che tuttavia si sono rivelati molto difficili in passato".

CRESCITA - L'impatto sulla crescita italiana delle "notevoli misure di stimolo" previste dal governo Conte nella manovra è "incerto per i prossimi due anni e probabilmente negativo nel medio periodo, se dovesse persistere un livello elevato di spread" per i nostri titoli di Stato: è questo infine il giudizio espresso dall'Fmi, che "raccomanda invece di intraprendere un modesto e graduale consolidamento fiscale per mettere il debito pubblico su una solida traiettoria di discesa e per ridurre i costi di finanziamento".

SALVINI - Allarme dell'Fmi? "No, io sono sicuro che si creerà lavoro e crescita. Lo dimostreranno i fatti, ne sono sicuro" dice all'Adnkronos il vicepremier Matteo Salvini, replicando alle critiche del Fondo monetario internazionale sulla manovra.

Cultura, nuovi scenari per la tutela e valorizzazione del patrimonio campano

NAPOLI – Mercoledì prossimo 14 novembre alle ore 9,30, presso  la sala delle conferenze dell’Odcec di Napoli (piazza dei Martiri, 30) verrà siglato un protocollo d’intesa tra l’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Napoli, il Segretariato Regionale Mibac (ministero per i beni e le attività culturali) per la Campania e la società Ales Arte Lavoro e Servizi S.p.a. (società partecipata al 100% dal ministero) incaricata della gestione e promozione dell’Art bonus.

L’accordo si inserisce all’interno di un progetto già avviato dal Segretariato e da Ales di istituzione, proprio presso il Segretariato Regionale, di un ufficio – Sportello Art Bonus – deputato al sostegno, sul tema Art Bonus, agli istituti e luoghi della cultura afferenti al Mibac Campania. E’ un progetto sperimentale, per ora unico in Italia, con il quale si intende supportare i progetti delle istituzioni culturali anche sugli aspetti legati ai progetti Art Bonus: da quelli tecnici (con caricamento sul portale www.artbonus.gov.it) all’impostazione di una corretta campagna di fundraising, all’assistenza sugli aspetti contabili e fiscali.

“In un’epoca in cui la cultura non è considerata sempre una priorità – ha sottolineato Vincenzo Moretta, numero uno dei commercialisti partenopei - è fondamentale fare squadra per sostenere quelle realtà virtuose che operano nel campo della cultura, che sono nate e che stanno per nascere. Questo protocollo di intesa rappresenta una grande risposta e dimostra ancora una volta il fondamentale ruolo che i commercialisti possono rivestire nel sistema-Paese. Grazie a questo nuovo accordo sarà possibile supportare i progetti delle istituzioni culturali anche sugli aspetti legati all’Art Bonus, una misura fiscale che può essere certamente di stimolo per la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio culturale”.

Anche Maria Utili, direttrice del Segretariato regionale, esprime grande favore nei confronti dell’intesa raggiunta, sottolineando il ruolo di grande rilievo che possono assumere i dottori commercialisti nel trasformare in sostegno concreto l’interesse e, spesso, l’attaccamento dei cittadini nei confronti del patrimonio artistico del nostro Paese, attraverso l’utilizzo delle misure introdotte con l’Art bonus, arrivando a supportare, quindi, non soltanto le istituzioni più importanti e a maggiore visibilità, ma anche i tanti, straordinari luoghi della cultura del nostro territorio che costituiscono il nocciolo duro di quella ricchezza culturale diffusa che rende unica l’Italia.

Grande soddisfazione è stata espressa da Mario De Simoni, presidente e amministratore delegato  di Ales: "Questo accordo consentirà di potenziare la diffusione di uno strumento importante come l'Art Bonus e dimostra il valore di iniziative che permettono la costruzione di sinergie tra professionalità diverse al fine di una efficace promozione culturale. Il nostro patrimonio - ha aggiunto - è quanto di più prezioso possediamo e da sempre Ales è attenta a tutelarlo e valorizzarlo, nella consapevolezza della sua rilevanza e del ruolo strategico che riveste per lo sviluppo di tutto il sistema Paese".

In questo scenario ben si inserisce il protocollo d’intesa con l’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Napoli che, tra l’altro, da anni segue con attenzione gli sviluppi del mondo della cultura grazie all’istituzione di un’apposita commissione di studio. Ed è stato proprio grazie al lavoro della Commissione Gestione Imprese della Cultura, presieduta da Aldo Petrucciani, che si è arrivati all’accordo con il quale si intendono affrontare diversi temi: coinvolgimento dei commercialisti sul tema Art Bonus, che va dal supporto tecnico in materia contabile e fiscale allo Sportello Art Bonus, alla promozione all’interno dell’Ordine al fine di aumentare la sensibilità culturale delle imprese assistite (dai commercialisti) e favorire l’esercizio dell’Art bonus su tutto il territorio locale; promozione e diffusione della cultura d’impresa, nel riconoscimento che essa è parte integrante del sistema culturale del nostro Paese, e della cultura del contratto di rete, strumento importante attraverso cui le imprese possono superare i limiti legati alla piccola dimensione per realizzare insieme progetti e iniziative su larga scala che accrescono la competitività individualmente e collettivamente, pur mantenendo ognuna la propria autonomia; formazione di nuove filiere finalizzate alla condivisione della tecnologia e del know-how innovativo attraverso l’integrazione tra comparti industriali e professionalità scientifiche nell’intento di agevolare la crescita complessiva della filiera culturale e creativa.

L’Art Bonus, infatti, è una misura fiscale introdotta con il “Decreto cultura”, ovvero il D.L. 31 maggio 2014, n.83, coordinato con la legge di conversione 29 luglio 2014, n.106, recante: “Disposizioni urgenti per la tutela del patrimonio culturale, lo sviluppo della cultura e il rilancio del turismo” e che prevede, all’articolo 1, significativi incentivi fiscali per stimolare il contributo pubblico alla tutela, salvaguardia e valorizzazione del patrimonio culturale. L’Art Bonus, infatti, prevede che, per le erogazioni liberali in denaro per interventi di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici, per il sostegno degli istituti e dei luoghi della cultura di appartenenza pubblica, delle fondazioni lirico-sinfoniche e dei teatri di tradizione, delle istituzioni concertistico-orchestrali, dei teatri nazionali, dei teatri di rilevante interesse culturale, dei festival, delle imprese e dei centri di produzione teatrale e di danza, nonché dei circuiti di distribuzione e per la realizzazione di nuove strutture, il restauro e il potenziamento di quelle esistenti di enti o istituzioni pubbliche che, senza scopo di lucro, svolgono esclusivamente attività nello spettacolo,  spetta un credito d'imposta nella misura del 65% delle erogazioni liberali effettuate.

E dunque la figura dei dottori commercialisti assume un grande rilievo all’interno di questo accordo, non solo come consulenti in grado di dirimere dubbi e perplessità sull’Art Bonus, ma anche come facilitatori della nascita delle reti d’impresa per la cultura.  Inoltre gli aspetti fiscali e contabili che spesso all’interno di determinate procedure sono visti come difficoltà e come ostacoli anche alla creazione di nuove esperienze, oggi diventano il centro promotore di una visione strategica del panorama culturale e rientrano a pieno titolo tra le attività di valorizzazione della filiera culturale e creativa.

All’incontro, moderato da Orietta Palumbo (Vicepresidente Commissione Gestione imprese della Cultura), interverranno i consiglieri delegati dell’Odcec  Concetta Riccio e Vincenzo Tiby; Achille Coppola (segretario nazionale dei commercialisti italiani), Carolina Botti (direttore Ales - Arte Lavoro e Servizi Spa); Pierpaolo Forte (Università del Sannio); Gianni Tomo (presidente Commissione Marketing territoriale).

Quota 100, riduzioni pensioni fino al 30%

ROMA. Pensione quota 100 rischia di costare cara. Chi optasse per questa formula, subirebbe infatti una riduzione fino al 30% dell'assegno pensionistico. Così il presidente dell’Ufficio parlamentare di bilancio, Giuseppe Pisauro, in audizione alla Camera sulla manovra. Per Upb, è la legge di bilancio nel complesso che presenta "incertezze insite sui conti". Per esempio, tra gli altri aspetti, osserva Pisauro, "il quadro della finanza pubblica non sconta incrementi della spesa per il personale che se attuati dovranno essere ricoperti o con altre spese o con aumenti di tassazione locale". Inoltre, il quadro economico peggiore e altri elementi contribuiscono a rendere "estremamente difficile capire quale sarà il deficit del prossimo anno", che il governo programma al 2,4% del Pil e la Commissione Ue al 2,9% mentre l'Upb stima al 2,6%.

"Nelle valutazioni più recenti dell’Upb che incorporano la manovra al suo valore facciale, l’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche si posizionerebbe nel 2019 al 2,6% del Pil. In particolare, le divergenze rispetto alla stima della Nadef e a quella recentemente diffusa dalla Commissione europea sono imputabili alla diversa previsione sulla crescita economica e all’impatto dell’aumento dello spread sulla spesa per interessi", afferma Pisauro. "Le grandezze della finanza pubblica programmate dal governo appaiono soggette a rischi (indebolimento del quadro macroeconomico e impatto dell’evoluzione recente dei tassi di interesse) e incertezze (l’efficacia delle misure di razionalizzazione della spesa, i tempi di attuazione delle norme sul 'reddito di cittadinanza' e sulla riforma del sistema pensionistico, l’effettiva realizzazione dei valori programmatici della spesa per investimenti)", aggiunge il presidente dell’Ufficio parlamentare di bilancio.

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