Giovedì 19 Luglio 2018 - 2:16

Pensioni più basse dal 2019

Assegni più leggeri per chi andrà in pensione nel 2019. A partire dal prossimo anno, chi si ritirerà dal lavoro percepirà una pensione annua inferiore, mediamente, di oltre l'1% rispetto a chi ci è già andato o ci andrà quest'anno. Il decreto che lo stabilisce è il dm 15 maggio del ministero del lavoro, pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale, che fissa i coefficienti di trasformazione del montante contributivo validi dal 2019 al 2021 (i coefficienti che applicati al totale dei contributi versati durante la vita lavorativa, determinano l'importo annuo di pensione cui ha diritto il lavoratore).

Come ricorda 'Italia Oggi', da quando nel 2009 è stata introdotta la revisione dei coefficienti non ci sono mai state variazioni positive. Quella corrente è la numero quattro. Il quotidiano specializzato riporta anche un esempio: un lavoratore con 100 mila euro di contributi versati e 65 anni d'età, ha visto calare in questi anni la propria pensione di circa 900 euro. Il prossimo anno sarà di 5.245 euro, nel 2009 è stata di 6.136 euro.

Il quotidiano calcola che se nel triennio 2013/2015, a parità di ogni altra condizione, gli assegni sono stati alleggeriti in media di circa il 3% rispetto al triennio precedente, 2010/2012, con il terzo taglio c'è stata una riduzione ulteriore di circa il 2%, sempre in media, portando a circa l'11% la riduzione, in media, di tutto il periodo che va dal 2009 al 2018.

La riforma Fornero ha agevolato chi rimarrà al lavoro fino a 70 anni e 7 mesi ma dal prossimo anno, ricorda 'Italia Oggi' entrerà in vigore un nuovo coefficiente: quello legato all'età di 71 anni.

Ilva, Di Maio: «Da Grillo opinioni personali»

Sull'Ilva "Grillo, come altri, in questo momento esprime opinioni personali". Così a Radio Anch'Io su Radio Rai, il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio risponde a una domanda sull'ipotesi ventilata dal fondatore del Movimento di chiudere la fabbrica Ilva di Taranto e trasformarla in un parco, sul modello di quanto fatto in Germania in alcuni impianti. Sull'Ilva, ha aggiunto, "non prendo tempo" ma "non prendo una decisione finché non ascolterò le parti. Al Mise abbiamo diverse centinaia di dossier da affrontare: tutto sarà gestito con responsabilità, senza proclami".

Poi, commentando l'opinione dell'ex titolare del Mise, Carlo Calenda, secondo cui invitare ai tavoli di crisi i rappresentanti politici locali è un errore, Di Maio ha sottolineato: "Calenda non è più ministro, adesso il ministro dello Sviluppo Economico sono io e se Calenda permette vorrei cambiare un po' di cose. Poi, alla fine, saranno i cittadini a giudicarmi".

SGRAVI FISCALI - Parlando degli interventi sugli sgravi fiscali, il vicepremier ha espresso il suo no: "Non c'è nessun progetto di andare ad aggredire misure che siano favorevoli ai cittadini, sicuramente non c'è nessuna volontà di andare a toccare ciò che oggi sta aiutando le famiglie italiane". Di Maio, ha osservato piuttosto come "questo paese per fare cassa ha iniziato a perseguitare quelli che le tasse le pagavano sempre". "Se veramente vogliamo combattere l'evasione - ha affermato - il Mise ha gli strumenti per unificare le banche dati. Possiamo incrociare i dati della Motorizzazione con quelli dell'Inps e quelli dell'Inail per capire se c'è qualche furbo che si sta comprando la Ferrari da invalido".

IVA - Sul fronte Iva, Di Maio ha rimarcato quanto annunciato ieri: "Il nostro primo obiettivo - ha detto - è scongiurare l'aumento dell'Iva ed evitare le clausole di salvaguardia. Il ministro Tria è al lavoro per scongiurarlo: è una promessa che abbiamo fatto agli italiani e misuriamo la nostra credibilità anche su questo dossier". Il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico ha poi aggiunto che "il nostro obiettivo è anche assicurare a commercianti, imprenditori e consumatori che non aumentino ulteriormente i costi per loro". "Per quanto riguarda le coperture, ci prendiamo un impegno" a trovarle, ha concluso.

NOI NÉ DI DESTRA NÉ DI SINISTRA - Qualche parola, Di Maio l'ha spesa poi per commentare una frase dell'ex premier Romano Prodi, secondo cui Conte guida un esecutivo di destra che farà cose di destra. "La cosa più simpatica che ho notato dai banchi del governo nel corso della discussione sulla fiducia in Parlamento - ha spiegato Di Maio - è che i partiti di destra ci hanno definito 'governo di sinistra' e i partiti di sinistra dicono che il governo è di destra". "Io - ha aggiunto - da ministro del Lavoro ho parlato di salario minimo orario, reddito e pensione di cittadinanza, abolizione della legge Fornero. Tutti provvedimenti che non mi sembrano affatto di destra ma che, anzi, sono provvedimenti finalizzati a ripristinare dei diritti sociali che, proprio la sinistra, ha distrutto. Stessa cosa per le imprese: abolizione del redditometro, spesometro, split payment, studi di settore, che non mi sembrano provvedimenti di destra o di sinistra ma solo di buon senso, visto che la destra ha fatto Equitalia per massacrare le imprese".

UE - Capitolo Unione europea, Di Maio ha assicurato: "Lavoreremo notte e giorno perché la programmazione economica europea riconosca più fondi all'Italia". Il ministro ha quindi ricordato che all'Ue "diamo 20 miliardi e ne rientrano poco più della metà". Nei rapporti con Bruxelles, ha spiegato, "il vero grande equivoco è che si racconti di un paese che sta andando bene: ci sono alcune ragioni che se la cavano mentre altre stanno in miseria". Pertanto, ha aggiunto, "abbiamo bisogno di fondi per il sociale perché ci sono livelli di povertà che nessun altro paese in Europa ha".

SANZIONI RUSSIA - Affrontando il tema della revisione delle sanzioni contro Mosca, Di Maio ha ricordato che "stanno danneggiando i nostri agricoltori, danni anche per il settore del design e per l'artigianato. Questo genere di esportazioni si sono bloccate per le contro-sanzioni russe"."Quando affrontiamo questo tema - ha osservato - veniamo tacciati di essere filo-russi. In realtà questo sarà un governo filo-italiano che andrà nei consessi a discutere di alcune questioni su cui non è d'accordo". Quella che è iniziata con il governo giallo-verde, ha concluso, "deve essere un'epoca in cui qualche no bisognerà iniziare a dirlo".

Cantone: «Rilievi Conte? Sono tranquillissimo»

“Mi sento tranquillissimo". Il presidente dell'Autorità Nazionale Anticorruzione, Raffaele Cantone, ha replicato così ai giornalisti che gli chiedevano un commento ai rilievi sui risultati dell'Anac mossi ieri dal premier Giuseppe Conte. "Il mio incarico finisce nel 2020", ha aggiunto Cantone a margine della Cerimonia conclusiva del Progetto Legalità alla Luiss.

Ieri, nella replica alla Camera, Conte aveva affermato: "Cercheremo di valutare bene il ruolo dell'Anac, che non va depotenziata, ma in questo momento non abbiamo dall'Anac i risultati che ci attendevamo. Possiamo valorizzarla ma in una prospettiva di prevenzione".

TONINELLI - Il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Danilo Toninelli, ha incontrato il presidente dell'Anac. “Semplificazione per far ripartire gli investimenti e liberare le energie del Paese. Trasparenza per garantire legalità ed efficacia alla lotta anti-corruzione. Il settore degli appalti pubblici può e deve coniugare sburocratizzazione e rigore etico" ha sottolineato il ministro in una nota al termine dell'incontro, che ha avuto al centro "uno scambio di vedute importante e costruttivo".

"Abbiamo parlato in particolar modo - ha riferito Toninelli - del nuovo Codice dei contratti e di quello che in esso va migliorato per far partire e ripartire tante opere pubbliche oggi bloccate. Il mio ministero intende aprire un tavolo di confronto per le migliorie legislative che servono. Cercheremo la massima collaborazione con Anac, nella convinzione che bisogna voltare pagina rispetto ai troppi scandali del passato".

"La corruzione fiorisce soprattutto laddove c’è eccessiva discrezionalità nelle decisioni, accompagnata da complessità e opacità nelle regole. Ecco perché - ha evidenziato il ministro - una reale semplificazione, a favore soprattutto degli enti locali che devono investire per migliorare le loro infrastrutture e i servizi ai cittadini, può e deve coniugarsi con controlli più penetranti, in maniera da colpire non solo la pratica della mazzetta, ma anche e soprattutto quell’area grigia in cui prospera la collusione tra colletti bianchi, imprenditori compiacenti e criminalità organizzata”.

Di Maio: «L'Iva non aumenterà»

"L'Iva non aumenterà e le clausole di salvaguardia saranno disinnescate". E' quanto afferma il ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro, Luigi Di Maio, in occasione dell'assemblea di Confcommercio.

CONFCOMMERCIO - Poco prima, parlando sempre all'Assemblea Generale della Confederazione, il presidente Carlo Sangalli ha scandito con forza: "Sull’Iva non si tratta e non si baratta". L'aumento "viene chiamato 'clausole di salvaguardia'. Ma, cari amici - ha detto Sangalli - la vera salvaguardia, la vera garanzia per imprese e cittadini è difendere i loro redditi, il potere d’acquisto, la competitività diffusa delle imprese. Sull'Iva non si tratta e non si baratta". Si tratta di "una battaglia a favore di tutto il Paese" ha detto Sangalli. Il presidente di Confcommercio, richiamandosi poi ad una "piccola storia di Calamandrei" sull'interesse personale per la cosa propria e il disinteresse invece per la cosa di tutti, sottolinea "con forza e convinzione che la barca del Paese è prima di tutto la nostra" e va salvaguardata prima che affondi. "Il nostro mondo, il terziario di mercato - ha ricordato Sangalli - ha creato negli ultimi 3 anni, 740mila occupati. E 50mila solo nel commercio al dettaglio". E, ha rimarcato, "lo facciamo qui, nel nostro Paese. Senza delocalizzare, senza spostare ricchezza, valorizzando i territori. E lo facciamo qui, senza risparmiarci, 'nella buona e nella cattiva sorte'. In questo quadro, a noi, alle parti sociali, alle associazioni di rappresentanza delle imprese, va richiesto un supplemento di responsabilità".

CONFINDUSTRIA - Soddisfatto anche il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, che - al termine dell'assemblea di Confcommercio - ha affermato: "Mi sembra che il ministro Di Maio sia stato chiaro, ha detto che non aumenterà l'Iva per la felicità dei nostri amici di Confcommercio. E anche noi siamo in linea con questa posizione".

Previdenza, il presidente della Cassa ragionieri Pagliuca a Benevento

BENEVENTO - Il presidente della Cassa nazionale di previdenza dei ragionieri Luigi Pagliuca interverrà al forum "Una nuova professione, l'esperto contabile, ed il welfare moderno della Cassa Ragionieri", previsto per questa mattina alle ore 9,30, presso l'Hotel President di via Perasso a Benevento.

Alla manifestazione interverranno il consigliere d'amministrazione della Cnpr Paolo Longoni, il delegato dell'ente previdenziale Ranieri Russo, il presidente dell'Odcec locale Fabrizio Russo e il delegato Cnpadc Michele Grosso.

Come incentivare la tutela di innovazione e creatività

ROMA - Quali incentivi e quale strategia di comunicazione per la proprietà intellettuale nell’Era dell’informazione, caratterizzata dal passaggio dall’industria tradizionale all’economia basata sulle tecnologie dell’informazione? Questa la domanda al centro dell’Invention, Disclosure, Evolution, Ability - Idea Forum organizzato da Fasi (Funding Aid Strategies Investments), che il 5 giugno riunirà a Roma - presso la Camera di Commercio - esperti, politici, funzionari, imprenditori e giornalisti per un confronto sul tema “Il valore della Proprietà Intellettuale nell’Era dell’informazione”.

Nel corso dell’Idea Forum verranno affrontati temi riguardanti gli incentivi per stimolare la tutela della Proprietà Intellettuale nell’Era dell’informazione, dal brevetto unico europeo al diritto d'autore.

Le nuove tecnologie e i processi di digitalizzazione offrono infatti opportunità di sviluppo ed innovazione in tutti i settori, dal manifatturiero ai beni culturali, contribuendo alla crescita economica e al miglioramento della qualità della vita delle persone.

Nell’Era dell’informazione e della IV Rivoluzione industriale la tutela della proprietà intellettuale diventa più che mai un fattore determinante per garantire le capacità di innovare, mettendo a disposizione di imprese, pubbliche amministrazioni e cittadini gli strumenti necessari per proteggere nuove idee dai danni derivanti dalla contraffazione e dalla pirateria.

Durante la mattinata i partecipanti si confronteranno sugli strumenti agevolativi adottati in Italia al fine di valutare e migliorare l’impatto che tali misure hanno sul sistema economico e produttivo (Industria 4.0), in particolare per stimolare innovazione e creatività.

Nel pomeriggio i lavori si concentreranno sulle strategie di comunicazione da implementare per far conoscere alle aziende i benefici della proprietà intellettuale nel nuovo contesto globale e per combattere la contraffazione.

L’appuntamento è per domani,  5 giugno 2018, dalle ore 10.30 alle 16.30, a Roma presso la Camera di Commercio di Roma in Via de' Burrò 147, Sala del Consiglio.

Interverranno all’incontro, moderato da Andrea Gallo (Editore di Funding Aid Strategies Investments) e dal giornalista Giampaolo Roidi (Agenzia Giornalistica Italia), Massimo Antonelli (Customs Expert EUIPO Observatory),  Adriano Bonforti (Founder e CEO Patamu, Startup accelerata da H-Farm), Gianmarco Carnovale (Presidente - Roma Startup), Daniela Carosi (Nucleo Verifica e Controllo NUVEC - Agenzia Coesione Territoriale), Giulia Ponticelli  (Dirigente della Divisione Affari Giuridici e Normativi - Ufficio italiano brevetti e marchi del ministero dello Sviluppo Economico), Antonio Romeo (Vicedirettore Dintec, Consorzio per l’innovazione tecnologica di Unioncamere), Carlo Solimene (Primo Dirigente della Polizia di Stato - Direttore della II Divisione - Polizia postale e delle comunicazioni, Sesto Viticoli (Vicepresidente dell’Associazione Italiana per la Ricerca Industriale), Giovanni Zazzerini, segretario generale dell’International Network for SMEs), Paolo Agoglia (direttore ufficio Legislativo e Rapporti Istituzionali della SIAE), Massimo Antonelli (Customs Expert EUIPO Observatory), Claudio Bergonzi (Segretario generale dell’Istituto di Centromarca per la lotta alla contraffazione), Fortunato Celi Zullo (Coordinamento marketing dell’ Agenzia ICE), Alessandra de Marco (Direttore Generale dell’Ufficio informazione e comunicazione istituzionale, del Dipartimento Editoria della Presidenza del Consiglio), Clarissa Fonda (Presidente Associazione Sindacale dei Notai del Lazio), Gustavo Ghidini (professore di Diritto industriale e delle comunicazioni dell’Università LUISS di Roma), Giampaolo Girardi (Segretario dell’Associazione Agire e Informare), Luigi Troiani (Presidente dell’Associazione Nazionale Dottori Commercialisti - Accademia di Roma), Francesco Tufarelli, Direttore Generale Ufficio Autonomie Regionali Dipartimento Affari Regionali della Presidenza del Consiglio).

Nuova bufera su Facebook

Mentre Facebook cercava di diventare il servizio di social media dominante nel mondo, ha raggiunto accordi che consentono ai produttori di telefoni e altri dispositivi di accedere a una grande quantità di informazioni personali degli utenti. Lo rivela il New York Times.

Facebook ha raggiunto partenariati per la condivisione dei dati con almeno 60 produttori di dispositivi - tra cui Apple, Amazon, BlackBerry, Microsoft e Samsung - nell'ultimo decennio, a cominciare dalle applicazioni di Facebook erano ampiamente disponibili sugli smartphone. Le offerte hanno consentito a Facebook di espandere la propria portata e consentire ai produttori di dispositivi di offrire ai clienti funzionalità popolari del social network, quali messaggi, pulsanti e rubriche.

Ma i partenariati, la cui portata non è stata precedentemente segnalata, sollevano preoccupazioni circa la tutela della privacy della società e la conformità con il decreto di consenso del 2011 della Federal Trade Commission. Facebook ha consentito al dispositivo di accedere ai dati degli amici degli utenti senza il loro esplicito consenso, anche dopo aver dichiarato che non avrebbe più condiviso tali informazioni con gli estranei. Alcuni creatori di dispositivi potevano recuperare informazioni personali anche da amici degli utenti che ritenevano di aver vietato qualsiasi condivisione, ha rilevato The New York Times.

Mattarella nomina 25 cavalieri del lavoro: ci sono anche due napoletani

Nominati i 25 nuovi Cavalieri del lavoro. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ieri, ha firmato il decreto con il quale, su proposta del ministro dello Sviluppo Economico Dottor Carlo Calenda, sono stati nominati i nuovi Cavalieri del Lavoro. Dall'ad di Enel, Francesco Starace a Giovanni Fileni, il presidente dell'omonimo gruppo, passando da Andrea Illy, presidente di Illycaffè Spa, ecco l'elenco completo degli insigniti. Tra i 25 anche due napoletani. Si tratta di Vincenzo Cafarelli (nella foto) e Alessandro Morra.

I PROFILI. Vincenzo Cafarelli è presidente della Tufano Holding Spa, azienda di famiglia attiva nel campo della grande distribuzione di elettrodomestici, elettronica da consumo e di materiale elettrico. Entrato in azienda all'età di venti anni, intuisce l'espansione del mercato informatico ed elettronico e, progressivamente, amplia l'attività aziendale creando numerosi punti vendita anche al di fuori della Campania. Attualmente il Gruppo Tufano, leader in Campania è tra i primi dieci in Italia nel retail degli elettrodomestici e dell'elettronica di consumo. Commercializza prodotti con l'insegna Euronics e detiene 24 megastore per 27mila metri quadrati di superficie espositiva complessiva in Campania, Lazio, Calabria ed Umbria. Commercializza oltre 15mila articoli. Occupa 443 unità di cui il 75% a tempo indeterminato. Alessandro Morra è presidente di So.Farma.Morra Spa, che sin dall'anno della sua fondazione, 1979, opera nel mercato della distribuzione intermedia di farmaci, parafarmaci e affini. Sotto la sua guida la società, inizialmente solo a carattere regionale, ha progressivamente guadagnato quote di mercato grazie a una politica di fusioni e acquisizioni. Con 15 centri di distribuzione dislocati su quasi tutto il territorio nazionale e oltre 400 dipendenti, nonché agenti commerciali e collaboratori esterni, è tra i principali fornitori di una rete di 5.000 farmacie italiane, supportate a 360° gradi grazie a un portafoglio prodotti di oltre 100.000 referenze. Ultimamente sta sviluppando anche la propria attività sul mercato estero che vale il 10% del giro d'affari.

GLI ALTRI CAVALIERI DEL LAVORO. Gli altri neo cavalieri del lavoro sono: Baldassare Agnelli (Industria/Utensileria da cucina, Lombardia); Alberto Canonico Barbersi (Industria/Tessile, Piemonte); Massimo Carrara (Industria/Carta e affini, Toscana); Carla Casini (Industria/Tappeti e moquette, Toscana); Luciano Cillario (Industria/Grafica, Piemonte); Barbara Cittadini (Sanità privata/Case di cura, Sicilia); Giuseppe Costa (Servizi/Ricreativi, culturali, didattici, Liguria); Giancarlo Dallera (Industria/Componentistica, Lombardia); Piter Ennio De Rigo (Industria/Occhiali, Veneto); Gino Del Bon (Industria/Lavorazioni in vetro, Lombardia); Giovanni Fileni (Industria/Agroalimentare, Marche); Mario Coccetta Filippi (Industria/Tessile, Umbria); Andrea Illy (Industria/Caffè, Friuli Venezia Giulia); Carlo Francesco Mario Ilotte (Industria/Fusione metalli leggeri, Piemonte); Giovanni Licitra (Industria/Semi di carruba, Sicilia); Marco Palmieri (Industria/Borse, pelletteria, selleria, Emilia Romagna). Francesco Passadore (Credito/Banche, Liguria); Pierantonio Riello (Industria/Gruppi statici di continuità, Veneto); Remo Ruffini (Industria/Abbigliamento, Lombardia); Francesco Starace (Industria/Energia, Lazio); Fabio Storchi (Industria/Macchine industriali, Emilia Romagna); Gloria Maria Rosaria Tenuta (Industria/Agroalimentare, Calabria); Alberto Vacchi (Industria/Macchine automatiche, Emilia Romagna).

 

Pil, confermata la crescita

Nel primo trimestre del 2018 il prodotto interno lordo (Pil), espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2010, destagionalizzato e corretto per gli effetti di calendario, è aumentato dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e dell’1,4% nei confronti del primo trimestre del 2017. E' quanto rileva l'Istat, nel confermare così le stime congiunturali e tendenziali diffuse lo scorso 2 maggio.

Il primo trimestre di quest'anno, ricorda inoltre l'istitito, ha avuto tre giornate lavorative in più del trimestre precedente e lo stesso numero di giornate lavorative rispetto al primo trimestre del 2017. La variazione acquisita per il 2018 è pari a +0,8%.

La stima completa dei conti economici trimestrali conferma che "nel primo trimestre il Pil è cresciuto in termini congiunturali dello 0,3%, in leggera decelerazione rispetto al quarto del 2017; l’incremento tendenziale è dell’1,4%, anche esso in rallentamento". E' quanto rileva l'Istat, nel commentare i dati appena diffusi sulla crescita economica.

"La crescita del Pil è stata trainata dalla domanda interna (incluse le scorte) mentre quella estera ha fornito un ampio contributo negativo (-0,4 punti percentuali) derivante da un calo delle esportazioni ben più marcato di quello delle importazioni. Sul piano interno, l’apporto dei consumi privati è stato positivo per 0,3 punti e quello degli investimenti negativo per 0,2, mentre un ampio contributo positivo (+0,7 punti) è venuto dalla variazione delle scorte", continua l'istituto di statistica.

CONSUMI - Nel primo trimestre del 2018, rileva l'Istat, rispetto ai tre mesi precedenti i consumi finali nazionali registrano un aumento dello 0,3%, mentre gli investimenti segnano una diminuzione dell’1,4%. Dal lato degli scambi con l’estero, le esportazioni sono diminuite del 2,1% e le importazioni dello 0,9%.

La domanda nazionale al netto delle scorte ha registrato un contributo nullo alla crescita del Pil, con un contributo positivo di 0,3 punti percentuali dei consumi delle famiglie e delle Istituzioni Sociali Private, nullo della spesa delle Amministrazioni Pubbliche e negativo (-0,2 punti) degli investimenti fissi lordi. La variazione delle scorte ha contribuito positivamente per 0,7 punti percentuali, a fronte di un apporto negativo della domanda estera netta di 0,4 punti percentuali.

In termini di dinamica del valore aggiunto si registrano andamenti congiunturali positivi dell’agricoltura, silvicoltura e pesca (+4,6%) e nell’insieme dei servizi (+0,3%) mentre l’industria segna una piccola diminuzione (-0,1%).

Unione industriale Napoli, Vito Grassi presidente

NAPOLI. Vito Grassi subentra ad Ambrogio Prezioso alla Presidenza dell'Unione industriali Napoli. Lo ha eletto l'Assemblea dell'Associazione imprenditoriale, riunitasi oggi nella sede di Palazzo Partanna. Grassi, 59 anni, laureato in Ingegneria civile idraulica, è alla guida di Graded Spa, attiva nella progettazione, sviluppo, costruzione, e gestione di impianti tecnologici e di produzione energia ad alta efficienza. Nel 2006 ha inoltre creato in joint venture con la Stim Srl di Latina, la Grastim Srl, certificata Esc, "energy service company", impegnata nella costruzione e la gestione di impianti di cogenerazione ad alta efficienza energetica per il mercato primario dell' industria manifatturiera. Ad affiancare il ​presidente Grassi nel Comitato di presidenza saranno i ​vicepresidenti:​ Maurizio Manfellotto​,​ Innovazione e competitività nel manifatturiero​, Armando Brunini​,​ Promozione internazionale dell'Impresa napoletana​, Francesco Tavassi​,​ Economia del mare​, Maurizio Capotorto​,​ Infrastrutture materiali, Trasporti e Relazioni industriali​, Vincenzo Napolitano​,​ Energia ed Ambiente​. I vicepresidenti di diritto sono la ​p​residente del Gruppo Piccola Industria Anna Del Sorbo​, delegata a Sviluppo associativo, Reti d'impresa e Responsabilità sociale​, e il ​p​residente del Gruppo Giovani Imprenditori Vittorio Ciotola​, ​delegato a Start up, Legalità e Passaggio generazionale​.​

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