Giovedì 26 Aprile 2018 - 17:39

"M5S non fa paura"

Il M5S è "un partito democratico non fa paura". Così il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, a margine dell’assemblea generale di Sistema Moda Italia, sul risultato elettorale. "Lo abbiamo detto a Verona, riteniamo che alcuni provvedimenti abbiano dato effetti sull’economia reale in questo momento storico. In particolare - evidenzia - il Jobs Act e il piano Industria 4.0". "Smontarli - fa notare Boccia - significa rallentare. Invece dobbiamo accelerare se vogliamo ridurre il divario e aumentare l’occupazione nel paese. Abbiamo bisogno di una precondizione che si chiama crescita".

Poi, parlando del risultato elettorale: "Un po' era nell'aria un esito di questo tipo ma non a questo livello. Bisogna prendere atto del voto degli italiani". Parlando a margine dell'assemblea generale di Sistema Moda Italia, fa appello ad "avere a cuore l'interesse del Paese". E questo perché, soprattutto, fa notare "abbiamo appuntamenti importanti, non solo in chiave italiana, per continuare ad accelerare sulla crescita e ridurre i divari nel paese che sono emersi anche in funzione dell esito di voto. Abbiamo appuntamenti importanti - ricorda - a Bruxelles: a marzo la riunione dei capi di stato, tra marzo e luglio un dibattito importante sul bilancio europeo e in particolare sulla politica di coesione e determinante per il nostro Paese".

I nuovi protagonisti della politica italiana "non li conosco" ma "non mi spaventano, ne abbiamo passate di peggio", afferma dal canto suo l'ad di Fca Sergio Marchionne in conferenza stampa al Salone dell'auto di Ginevra.

Tremano le banche

Le banche crollano a Piazza Affari dopo i risultati delle elezioni italiane, che delineano uno scenario di ingovernabilità per il Paese, senza una maggioranza assoluta ottenuta da nessun partito né da una coalizione. Il Ftse Mib resta in area 21.697 punti, lontana dai minimi toccati all'avvio degli scambi (21.460 punti), ma sempre in calo di circa l'1%.

Il resto delle piazze europee ha girato in positivo e sembra non risentire, per ora, del 'rischio politico' di stampo populista che l'esito del voto italiano sembra suggerire, con il Movimento 5 Stelle primo partito e la Lega terzo.

"Molte delle ipotesi di grande coalizione immaginate prima del voto sono ora meno probabili", sostiene il gestore Amundi.

Francoforte avanza dello 0,9%, Londra dello 0,4% e Parigi dello 0,35%.

C'è da dire che altri indicatori sembrano alleviare la tensione delle prime ore sui mercati: lo spread tra Btp e Bund tedeschi è sceso a 145 punti base, dopo i 151 toccati in avvio. Stabile il cambio eurodollaro, con l''Euro saldo in area 1,23 dollari. Sul paniere principale della Borsa di Milano, è maglia nera Bper, che perde quasi il 7% a 4,54 euro. In caduta libera anche Banco Bpm (-5,6%), Ubi banca (-3,9%), Mps (-3,265), Unicredit (-2,4%), Intesa sp (-2,2%) e Generali (-1,59%).

Mediaset prosegue il trend di titolo tra i più venduti sul Ftse Mib, con un calo del 4,79% a 2,96 euro. Le azioni del gruppo della famiglia Berlusconi scontano il risultato inferiore alle attese di Forza Italia, sorpassata dalla Lega e destinata a perdere il suo peso politico. Di conseguenza, secondo gli investitori, questo comporterebbe maggiori difficoltà per il gruppo, anche nei rapporti di forza con Vivendi. Restano positive Tenaris (+1,5%) e Moncler (+1,4%).

Fondi Cipe, Confapi jr: snellire procedure per giovani imprenditori

«I 740 milioni di euro, stanziati dal Cipe, per rafforzare l'offerta culturale e potenziare sistemi urbani e promozione turistica sono un'ottima notizia. Adesso bisognerà coinvolgere i giovani imprenditori nei cantieri cultura». 
A dirlo è Raffaele Marrone, presidente del gruppo Giovani Confapi di Napoli.
«Al ministro Franceschini l'apprezzamento per aver creduto nelle potenzialità di Napoli e della Campania – ha aggiunto – e per aver dimostrato che la cultura è un asset che crea valore e occupazione».
«Sarebbe importante adesso, però, che si desse spazio al mondo delle imprese creative giovanili non solo per creare network virtuosi a livello di sistema-Paese ma per valorizzare le buone energie sul territorio – ha continuato – sia come potenzialità collettive che singole. Le proposte e le possibilità sono infinite. Penso ad esempio alle chiese chiuse nella nostra città, scrigni di inestimabili tesori, che potrebbero diventare musei e luoghi di grande attrattività culturale».
«I finanziamenti per il centro storico di Napoli e per la buffer zone di Pompei possono essere un campo di applicazione straordinario per testare le capacità dei giovani imprenditori del Sud Italia e della Campania in particolare. Per riuscire nell'obiettivo di creare sviluppo e occupazione, è necessario però che ai fondi siano affiancati adeguati strumenti normativi e fiscali per snellire le procedure – ha concluso Marrone – e per non gravare, fin da subito, le start up con oneri che rischierebbero solo di appesantire e di asfissiare le imprese prima ancora della partenza. Un primo passo importante sarebbe quello di rendere più veloce e accessibile il dialogo con le Soprintendenze che oggi risentono di una struttura burocratica eccessivamente articolata e bizantina. Non al passo, insomma, con il mondo dei social network e della comunicazione globale».

Moretta, “Commercialisti strategici nella gestione delle crisi d’impresa”

NAPOLI – “Il ruolo dei commercialisti è strategico nella consulenza globale a favore delle piccole e medie imprese anche per lo sviluppo economico- finanziario allo scopo di adottare modelli di business plan in linea con le esigenze del mercato”.

Lo ha detto Vincenzo Moretta, presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti di Napoli, aprendo il convegno “La responsabilità degli amministratori delle società: un bilancio tra una riforma e l’altra”, in programma presso l’Università telematica Pegaso.

“Poi, con l’introduzione della nuova legge fallimentare è necessario porre particolare attenzione alla gestione delle crisi d’impresa - ha aggiunto Moretta - adottando tutti i nuovi strumenti di alert disponibili”.

Maria Rosaria Cultrera, presidente della prima Sezione Civile della Corte d’Appello di Napoli, ha affermato che il tema delle responsabilità è piuttosto scottante, bisogna fare i conti con l’ingresso nel mondo imprenditoriale delle società pubbliche. Il governo ha disciplinato il regolamento con linee guida molto chiare”.

“Sempre più spesso i professionisti ricoprono ruoli come amministratori delle società - ha sottolineato Enrico Quaranta, magistrato del Tribunale delle Imprese di Napoli - e hanno bisogno di essere al passo con i tempi. Credo che il loro sia un ruolo molto importante che ha bisogno di un confronto continuo con gli altri settori anche alla luce della nuova norma”.

Per Francesco Fimmanò, Ordinario di Diritto Commerciale presso l’Università degli studi del Molise, “siamo in un momento storico, di passaggio tra una riforma vecchia 15 anni ed una incombente. Cambia l’approccio sotto molti punti di vista e tutti dovranno adeguarsi per stare al passo con i tempi”.
“L’Università entra nel quadro di riforma dell’Industria 4.0 – ha evidenziato Danilo Iervolino, presidente di Pegaso -. Tutto il mondo industriale sta cambiando e dunque cambiano anche le figure manageriali. I lavoratori devono convertire le proprie competenze e l’impianto normativo va totalmente riscritto: bisogna puntare sulla formazione e dare maggiore responsabilità ai professionisti”.

All'incontro hanno partecipato anche Eduardo Savarese, magistrato del tribunale di Nola; Livia De Gennaro, Gip presso il tribunale di Napoli; Dario Raffone, presidente del tribunale delle Imprese di Napoli; Giuseppe Fauceglia, ordinario di diritto commerciale dell'Università degli Studi di Salerno; Roberto Dante Cogliandro, direttore della Gazzetta Forense; Maurizio Bianco, presidente dell'ordine degli avvocati di Napoli.

Nel corso del forum è stato presentato il volume di Giuseppe Fauceglia"Codice commentato dell'Impresa e delle Società".

Radar e consolle di comando sulle nuove navi della Marina: primi nel mondo

NAPOLI.  Campania prima al mondo per una consolle multitouch che proietta avanti di 20 anni la flotta della Difesa nazionale. Il futuristico desk sarà in uso sulle navi della Marina Militare italiana di nuova generazione - in costruzione negli stabilimenti Fincantieri con i 5 miliardi della Legge Navale 2015 -. Dietro questa innovazione, che comprende anche i radar per l’identificazione e per i controlli di tiro millimetrici (Adt sulle fregate Fremm e Aesa dual-band), c’è l’intelligenza, la ricerca, la grande qualità degli studiosi e degli operatori della Leonardo Finmeccanica che tra i suoi siti di produzione vanta più sedi d'eccellenza in Campania.  «Ci siamo interrogati: e se provassimo a cambiare l’attuale concetto di consolle di comando della nave, sintetizzando tutte le informazioni che tradizionalmente si controllano dai vari schermi, proiettandoli su uno schermo touch dove si possono avere simultaneamente sott’occhio, o anche, ingrandendoli, singolarmente i dati con un semplice touch? E lo abbiamo fatto. Siamo i primi e gli unici» spiegano gli ingegneri della Lonardo, Michele D’Urso e Giovanni Cristiano.

Dentro il desk realizzato in leggerissima fibra di carbonio - che il mondo intero ci invidierà -, sono presenti solo i cavi e i collegamenti. Il cervello, anzi “i cervelli” che riducono a immagini le informazioni sull’avveniristico pannello di comando della nave, si trovano nei cosiddetti “armadi” che ricevono e analizzano milioni di dati raccolti dai radar. E anche tutto questo: cervelli-in-armadio e radar avanzatissimi sono una produzione della Leonardo Finmeccanica, tra Roma, Giugliano, Pozzuoli e Campi Bisenzio.

Per chi non lo sa, i radar non girano più come una volta. Lo fanno sulla terraferma, negli aeroporti e per la sorveglianza sulla costa. Ma sulle navi, oggi, sono potenti “occhi” montati su pannelli fissi che “guardano avanti e dietro” l’unità che se ne serve. Questi apparecchi "interrogano" le unità individuate mediante un codice che, analizzato, informa la nave incaricata della sorveglianza e della sicurezza se si tratta di amico o non amico. Tutto questo know how rappresenta l’orgoglio della Campania. «La Legge Navale è stato un grande stimolo per Leonardo» spiegano nell'azienda che nel 2018 investirà il 12% dei ricavi in ricerca e sviluppo: tecnologie del futuro; nuovi prodotti. Tra questi i sensori radar navali basati su tecnologia AESA (a scansione elettrica) sviluppati per le PPA (Pattugliatori Polivalenti d'Altura) della Marina Militare Italiana, nonché sistemi di difesa sempre in ambito navale. Lonardo impiega in Campania circa 4.500 addetti e tra Fusaro e Bacoli sono 340 i dipendenti, mentre a Giugliano 370 e a Pozzuoli 80.

I CANNONI. Sempre per la "Legge Navale", oltre alla fornitura del cannone 127/64 Light Weight (LW), il più evoluto a livello mondiale nel settore dei cannoni navali di grosso calibro, è in fase di realizzazione la nuova versione Sovraponte del cannone 76/62 che, nella sua tipica funzione multi ruolo, potrà essere utilizzato contro bersagli aerei, navali, terrestri e asimmetrici. Il cannone sarà dotato del kit Strales per l'uso delle munizioni guidate Dart (Driven Ammunition Reduced Time of Flight). Tra i nuovi sistemi figura anche il nuovo sonar Atas che, con il suo metro di lunghezza per meno di 8 tonnellate di peso, è il più piccolo sensore subacqueo al mondo in grado di rilevare bersagli fino a 40 Km di distanza.

Negli ultimi 50 anni, oltre 40 Marine in tutto il mondo hanno scelto i sistemi e le tecnologie di Leonardo per equipaggiare più di 100 unità navali. Gli interessi di Leonardo sono anche in Qatar, l'Algeria, i Paesi Arabi.

Le autostrade tra la terra ed il mare: coast to coast nel Mediterraneo

 

NAPOLI. Le autostrade del mare con le loro rotte invisibili, contribuiscono alla riduzione dell’inquinamento prodotto dall’eccessivo utilizzo del trasporto su gomma, e quindi del traffico su strada che rallenta l’arrivo della merce e delle persone alle loro mete. Tuttavia, c’è un però: si continua a prediligere il trasporto su gomma nonostante sia espressione di esternalità negative (NxCO2). “Perché?”. La motivazione è nel porta a porta della distribuzione delle merci e nell’assenza di rotture di carico che tale modalità offre. Ma cosa si sta facendo per un’efficiente ed efficace sistema di logistica e nel rispetto delle direttive europee che hanno istituito una rete Transeuropea?  Molti armatori ed enti sono oggi, impegnati nel settore, e con le “motorways of the sea” che costituiscono un veicolo di innovazione per i traffici commerciali, prestano particolare attenzione alla compatibilità ecologica ed alla modernizzazione dei collegamenti marittimi.

Su quali azioni sono state messe in campo, ne parla il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Tirreno Centrale, Pietro Spirito…

«In Campania assisteremo al consolidamento di sistemi portuali impegnati nella costruzione di un’offerta di servizi logistici, ed in questo quadro le autostrade del mare saranno un tassello determinante».

Tale prospettiva trae la sua motivazione anche nei dati statistici, per il sistema portuale campano, infatti, confrontando i dati dei primi 9 mesi del 2016 con quelli del 2017, si nota un incremento del 4,45 per cento per il movimento dei passeggeri ed un aumento del 25,74% del traffico ro-ro, con una punta particolarmente accentuata per il porto di Salerno, che registra una crescita del 28,67%.

Il residente Spiirto sottolinea: «L’aumento è legato in modo decisivo all’apertura di una nuova rotta, ad opera dell’armatore Grimaldi, che collega il porto di Genova ed il porto di Salerno, con notevole riduzione del traffico su strada». Poi aggiunge: «Lo sviluppo delle autostrade del mare è destinato ad aumentare, nei prossimi anni, con una crescita sostenibile ed intermodale. Infatti, dal porto di Napoli si sono consolidate rotte ro-pax, in particolare verso le isole, inoltre, rilevanti sono i collegamenti tra Campania e Sicilia che partendo la sera da Napoli approdano la mattina del giorno dopo a Palermo ed a Catania, grazie ad armatori quali, Tirrenia e TTLines».

L’Autorità di sistema portuale campana avrà il compito di stimolare gli operatori portuali e marittimi, nonchè le città ed i territori interessati, ad accogliere le nuove sfide che lo sviluppo delle autostrade del mare produrranno. In tal senso e di particolare rilevanza strategica è il percorso che collegherà, la Campania con i principali Paesi del Nord Africa (Tunisia, Egitto, Marocco), sia per il traffico passeggeri che per quello merci. «Quest’ultimo sta notevolmente crescendo - precisa il presidente Spirito - in virtù del vigoroso sviluppo economico del Nord Africa, con il quale nasceranno reti di collegamento logistico nel Mediterraneo».

Nel “Mare Nostrum” sono state già costituite zone economiche speciali, in particolare a Tanger Med ed a Port Said, che hanno dato un forte impulso allo sviluppo industriale e logistico del Nord Africa.  

«Un’area economica speciale sarà istituita nei prossimi mesi anche in Campania, a valle della recente approvazione della legge nazionale e dei decreti che il governo emanerà sui criteri e sulle modalità per la istituzione delle zone economiche speciali nel Mezzogiorno, che vedranno i porti principali quale perno e cerniera di questo nuovo modello di sviluppo economico per l’attrazione degli investimenti. L’Autorità di Sistema Portuale del Tirreno Centrale si colloca già oggi in una “catchment area”, che serve Campania, Basilicata, Molise, Alta Calabria, Alta Puglia, Basso Lazio, con un mercato di 14 milioni di consumatori a cui vanno assicurati servizi adeguati di connessioni marittime e di logistica. Si incentiveranno nuovi investimenti industriali e logistici, che potranno consolidare il ruolo del territorio regionale, generando un rapporto di simbiosi e sinergia con il sistema portuale della regione».

Il Gruppo Grimaldi investirà ancora?

«Sì,sul consolidamento e sullo sviluppo delle autostrade del mare, come ad esempio, per Salerno che rappresenta un ottimo scalo logistico per accogliere un maggior flusso futuro grazie al progetto di realizzare una struttura multipiano per liberare spazi che sono risorsa preziosa per rendere compatibili lo sviluppo di nuove rotte marittime con la movimentazione a terra. Il futuro deve puntare alla maggiore efficienza economica del trasporto, cioè rendere minimo il costo generalizzato della mobilità, considerato come la somma del costo di produzione del trasporto privato e pubblico, ed il valore delle altre risorse che gli utenti del sistema debbono consumare per muoversi. A tal proposito, importanza assume il rinnovo della flotta del trasporto pubblico per rendere conveniente agli armatori, passeggeri, etc, l’utilizzo del mare e dei relativi porti ed aree retro-portuali, con la creazione di un sistema Paese integrato, al servizio delle città. Pertanto cooperazione e non competizione tra i diversi porti e svecchiamento del parco veicoli sono obiettivi convergenti; si è stabilito in 30 anni il tempo di vita utile delle navi, che in seguito saranno rottamate, con opportuni incentivi che non devono diventare aiuti di Stato ma sostenere l’obiettivo di riduzione dell’inquinamento, favorendo l’innovazione tecnologica».

E’ bello immaginare il coast to coast del trasporto e della logistica, su rotte se pur invisibili, per le consegne dell’ultimo miglio: “City Logistics”.

Aurora Alfano

Commercialisti, le novità sul bilancio di previsione degli enti locali

AVERSA - “Nel corso del 2018 il Registro dei Revisori degli Enti Locali sarà investito da importanti novità tra cui quella della istituzione di una ‘quarta fascia’ alla quale saranno iscritti i colleghi revisori con maggiore esperienza destinati alle amministrazioni comunali di ‘prima fascia’ e alle Città Metropolitane.
Altra novità riguarderà i test di formazione che potranno essere seguiti on line con l’identificazione del professionista mediante riconoscimento facciale con la verifica effettiva del grado di preparazione ” .  

Lo rende noto il Dipartimento Enti locali (Guido Rossi, Vincenzo Natale,  Gennaro Carleo e Diego Musto) dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli Nord, presieduto da Antonio Tuccillo, presentando il forum “Le novità sul bilancio di previsione degli enti locali” che a causa del maltempo è stato rinviato ad altra data.

“Il ciclo della formazione 2018, dopo il bilancio di previsione, prevede anche un corso di secondo livello per l’attività del revisore consentendo agli iscritti una maggiore specializzare.
Anche se occorre sottolineare che i compensi per l’attività di revisore, nonostante i recenti aumenti,  risultano ancora esigui a fronte dell’ingente mole di adempimenti (oltre 200) e delle numerose ore di lavoro”.

All’incontro interverranno Ezio Maria Micillo (presidente della Commissione Enti locali); Domenico De Biase (responsabile del settore finanze e tributi del Comune di Melito di Napoli); Michele Scognamiglio (funzionario del ministero dell’Interno, esperto di finanza pubblica degli enti territoriali); Renato Polisio (Odcec di Napoli); Rosario De Piano (Odcec Napoli).

Commercialisti, il ruolo solidale delle professioni nello sviluppo economico

AFRAGOLA – “Non si può perseguire selvaggiamente uno sviluppo economico prescindendo da una virtuosa etica che sia incentrata sul bene collettivo. La stessa, sommata alle competenze oltre che alla congenita capacità dei commercialisti di accompagnare il cambiamento, farà della nostra categoria il principale traino del Paese”.

Lo ha detto Angelo Capone, consigliere delegato dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli Nord, presieduto da Antonio Tuccillo, che ha presentato il focus “Lo sviluppo economico tra Etica e Deontologia, il ruolo solidale delle professioni” che si terrà mercoledì 28 febbraio alle ore 15 presso la Pontificia Basilica Minore di Sant’Antonio da Padova ad Afragola (viale S. Antonio, 50)

“Secondo un filone diffuso nell’immaginario collettivo, i commercialisti si caratterizzano quasi esclusivamente nell’aiutare gli evasori a non pagare le tasse. Al contrario – ha aggiunto Capone - , rappresentiamo la categoria professionale che più di ogni altra svolge una funzione strategica, quasi pedagogica, sul piano sociale, ‘educando’ nella nostra quotidianità al pagamento delle tasse, concorrendo così al contrasto dei fenomeni legati all’evasione fiscale”.

Interverranno all’incontro Luigi Campoli (Parroco della Basilica di Sant’Antonio); Domenico Tuccillo (sindaco di Afragola); Gianfranco Mallardo (presidente dell’Ordine degli avvocati di Napoli Nord); Lucio Romano (docente di Bioetica dell’Università di Napoli Federico II); Domenico Airoma (Procuratore aggiunto presso il Tribunale di Napoli Nord); Lucio Lemmo, vescovo ausiliare della Curia di Napoli.

Mediazione, Moretta: “Serve un cambiamento culturale”

NAPOLI – “La mediazione è un istituto che ha bisogno di una forte promozione culturale e in questo senso i dottori commercialisti svolgono un ruolo importante grazie all’impegno di una rete nazionale di 80 Ordini. L’evoluzione della mediazione ci porta a pensare che nel prossimo futuro i commercialisti opereranno sempre di più in questo istituto e anche in settori analoghi o affini. Occorre capire, da parte di tutti, che trovare un’intesa anziché aspettare la decisione di un giudice è la strada migliore”.

Lo ha detto Vincenzo Moretta, presidente dell'Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli, aprendo il forum “Gestione della crisi, mediazione civile, Agcom e condominio”.

“La nuova legge delega è fondamentale anche per ciò che concerne la gestione della crisi - ha evidenziato Riccardo Izzo, presidente dell’istituto Medì –. Infatti viene data la possibilità al privato cittadino di avere una seconda chance e falcidiare i debiti senza limiti d’importo e con una tempistica personalizzata”.

Achille Coppola, segretario nazionale dei commercialisti, ha affermato: “I dottori commercialisti svolgono un ruolo centrale in tutti gli ambiti della nuova legge delega. Per quanto concerne la mediazione, si tratta di un istituto che può vedere i commercialisti scendere in campo nel ruolo di protagonisti”.

Per Nicola Graziano, giudice del Tribunale di Napoli – sezione fallimentare: “La legge delega fornisce percorsi interpretativi di cui dobbiamo tenere conto. Un tema delicato è quello del sovraindebitamento anche alla luce dei principi fondamentali posti dalla legge”.

Marcella Caradonna, presidente Odcec Milano, ha sottolineato: “Con la nuova legge si sta andando verso una modifica dell’approccio culturale nella gestione del contenzioso. La mediazione è basata sul raggiungimento di un accordo e sul superamento di un’ottica avversariale. È possibile raggiungere una soluzione che sia condivisa dalle parti”.

La chiusura dei lavori è stata affidata a Ciro Borriello, assessore al Patrimonio del Comune di Napoli.

Meno tasse un corno: a Napoli nel 2017 ogni famiglia ha pagato 2.700 euro

ROMA. Ammontano a 47 miliardi di euro le imposte e tasse locali, regionali e comunali, pagate dai contribuenti nel 2017: Imu-Tasi in testa che hanno generato un gettito per Comuni e lo Stato centrale per 20,7 miliardi di euro, 17,1 miliardi di euro i comuni e 3,6 miliardi di euro lo Stato centrale. È quanto emerge da un’analisi del Servizio politiche territoriali della Uil sul gettito fiscale totale e medio pro-capite di una famiglia-tipo (composta da 4 persone con reddito complessivo di 44 mila euro, reddito Isee 17.812 euro con una casa di proprietà e un altro immobile).

A seguire il gettito delle addizionali regionali Irpef a 12,4 miliardi, mentre per l’Irpef comunale sono stati incassati 4,8 miliardi di euro e per la Tassa Rifiuti 9,1 miliardi di euro. In media nel 2017 una famiglia-tipo ha pagato 2.066 euro di tasse locali, spiega Guglielmo Loy, segretario confederale Uil.

In particolare, per l’Imu-Tasi per immobili diversi dalla prima casa, l’esborso medio è stato di 814 euro; per le addizionali regionali Irpef mediamente l’esborso è stato di 726 euro; per le addizionali comunali Irpef 224 euro; per la Tari 302 euro. A Roma, la famiglia oggetto del campione ha pagato 3.028 euro; a Torino 2.993 euro; a Genova 2.778 euro; ad Alessandria 2.724 euro; a Napoli 2.684 euro; a Salerno 2.676 euro; a Benevento 2.650 euro; a Pisa 2.684 euro; a Biella 2.692 euro; a Milano 2.571 euro. Cifre più contenute a Oristano (1.368 euro); a Gorizia (1.394 euro); a Bolzano (1.464 euro); a Sassari (1.528 euro); a Macerata (1.546 euro).

A livello di singole tasse per l’Imu-Tasi a Roma si sono pagati 1.563 euro medi; a Milano 1.333 euro; a Torino 1.321 euro; a Bologna 1.277 euro; a Genova 1.232 euro. Per l’Irpef regionale, in Piemonte, la famiglia campione ha pagato 1.041 euro; in Campania 893 euro; in Molise 878 euro; in Liguria 855 euro; nel Lazio, in Abruzzo, Calabria e Sicilia 761 euro. È Roma la città dove si paga l’Irpef comunale più alta con 396 euro, mentre in 51 Città, tra cui Bologna, Ancona, Campobasso, Genova, Napoli, Palermo, Perugia, Reggio Calabria, Torino e Venezia si pagano 352 euro. Per la Tariffa Rifiuti ad Agrigento il costo medio nel 2017 è stato di 474 euro a famiglia; a Pisa 473 euro; a Benevento 470 euro; a Siracusa 466 euro; a Salerno 462 euro.

Negli ultimi due anni la pressione fiscale a livello locale è diminuita grazie all’eliminazione dell’Imu-Tasi sulla prima casa, mentre le altre imposte sono rimaste stabili grazie all’auspicato blocco delle aliquote. "Bisogna approfittare - commenta Loy - del blocco degli aumenti delle aliquote per riprendere il cammino interrotto e completare il quadro della finanza locale, nell’ambito più complessivo del riordino fiscale nazionale. In particolare, per le addizionali regionali e comunali Irpef è indispensabile rivedere il principio e la base imponibile trasformandole da imposta a sovraimposta, cioè calcolando l’importo per Regioni e Comuni sull’Irpef dovuta e non sull’intero imponibile fiscale".

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