Giovedì 26 Aprile 2018 - 17:39

Cultura, Bocci: “Il consumo in Italia aumenta dell’1,7 per cento”

NAPOLI – “Finalmente dopo anni bui cominciamo a vedere la luce. Il consumo culturale in Italia è in ripresa e fa registrare un incremento dell’1,7 per cento rispetto all’anno precedente. Significa che il consumo culturale cresce più del consumo medio dei cittadini. Le aree di criticità non mancano, circa il 40 per cento degli italiani durante l’anno non fa esperienze culturali: il nostro compito è contribuire a cambiare questo trend”. Lo ha detto Claudio Bocci, direttore Federculture, presentando il 13° Rapporto annuale Federculture 2017 nel corso del convegno “Impresa cultura”, promosso dall’Ordine dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli.

La Campania è stabilmente la seconda regione per numero di visitatori nei siti statali, nel 2017 ha registrato quasi 9 milioni di visitatori, dato in crescita del 10,6% rispetto all’anno precedente, uno degli incrementi più alti tra le regioni italiane.

E’ una delle regioni che maggiormente attrae pubblico nazionale e internazionale nei propri musei è confermato dal fatto che gli 8,7 milioni di visitatori nei siti regionali rappresentano quasi il 18%, del totale dei visitatori dei musei statali nazionali. Sono, peraltro, campani 7 siti tra i 30 più visitati in Italia.

A livello territoriale – ha aggiunto Bocci - persiste il divario nei consumi delle famiglie tra l’Italia settentrionale e meridionale (ma in questo caso i dati disponibili permettono di analizzare le differenze regionali in termini di spesa media mensile): per ricreazione, spettacoli e cultura la spesa media mensile, a livello nazionale pari a 130,06 euro al mese, è nettamente superiore al Nord (circa 160 euro) seguita da Centro (129 euro), Sud (90 euro) e Isole (80). In termini assoluti, a Nord Ovest si spendono 80 euro al mese in più rispetto alle Isole, per un totale pari al doppio rispetto all’area insulare”.

“I tesori culturali della Campania sono noti a tutti – evidenzia Vincenzo Moretta, numero uno dei commercialisti partenopei -. Fare buona impresa con la cultura richiede però competenze specifiche e supporto tecnico adeguato: in questo senso i commercialisti intendono dare il loro apporto affinché si consolidi la relazione già avviata tra cultura ed economia e far sì che la cultura possa essere veramente al centro di un progetto integrato di sviluppo economico del nostro territorio”.

Secondo Paolo Giulierini, direttore Museo Archeologico di Napoli Mann: “I numeri parlano chiaro, tutti i grandi attrattori hanno raddoppiato o migliorato del 30 per cento il numero dei visitatori. La questione riguarda anche altri aspetti: gli introiti economici, che sono aumentati a beneficio del bilancio, l’indotto sull’economia locale e sulla filiera del turismo e la presenza dei musei all’estero, in Cina o in Usa, con grandi mostre che consentono di aumentare i fondi e sviluppare un pubblico potenziale che poi tornerà sicuramente sul territorio napoletano”.

 “L’aumento degli ingressi nei musei napoletani è di almeno il 45 per cento – ha sottolineato Paolo Iorio, direttore del Museo Filangieri e del “Tesoro di San Gennaro” -, in particolare la zona di via Duomo è stata catalizzante per i turisti. Questo ci fa ben sperare, abbiamo creato da poco la Strada dei musei e speriamo che questo movimento porti sempre maggiori benefici al terziario”.

Pierpaolo Forte, presidente Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee – Museo Madre di Napoli, ha rimarcato: “La cultura italiana ha margini di crescita notevoli. Ma dobbiamo capire quanto questo fenomeno possa diventare Pil, sappiamo che la cultura è un serbatoio che produce guadagni a 360 gradi. È un’operazione che dobbiamo portare al Sud, dove siamo un po’ dietro da questo punto di vista”.

Fabio Borghese, Direttore Creactivitas – Creative Economy Lab, ha posto l’accento sul ruolo dei professionisti: “I commercialisti possono dare un contributo fondamentale per connettere la dimensione dell’impresa a quella della cultura perché possono aprire all’impresa tradizionale i percorsi che la cultura offre in termini di crescita”.

Infine, Carolina Botti, Direttore A.L. E.S. .S.p.a. (Mibact), si è soffermata sulla norma fiscale Artbonus: “Uno strumento fondamentale per avvicinare il pubblico e il privato in ambito culturale. È una norma che ha reso semplice e trasparente le operazioni di sinergia, ad oggi registriamo le donazioni di 4 mila cittadini e 1.800 imprese verso gli enti culturali italiani. È una nuova, interessante forma di responsabilità culturale d’impresa”.

“La cultura è una precondizione dello sviluppo – ha evidenziato Alfonso Andria, presidente Centro Universitario Europeo per i beni culturali -, a Ravello in occasione di ‘Ravello Lab’ sono nate iniziative di natura legislativa con stakeholders pubblici e privati che hanno lavorato in sinergia”.

 Donatella Gallone, Editrice e fondatrice del Mondodisuk, rimarca infine: “Dieci anni fa abbiamo scommesso che Napoli ha un grande presente e un grande futuro. L’asse nella manica è sicuramente la cultura, dobbiamo però creare una struttura ramificata che crei rete e lasci fuori gli individualismi”.

Per Aldo Petrucciani, presidente Commissione gestione imprese della Cultura: “E’ innegabile che la Cultura può e deve rappresentare la piattaforma per lo sviluppo economico e sociale. La Commissione, con la presentazione del Rapporto Federculture si propone di evidenziare non solo alla categoria dei commercialisti,  ma all’intero territorio le potenzialità del sistema produttivo culturale e creativo e allo stesso tempo indicare  la possibilità di sviluppo (anche di impresa) in campo culturale”.

Mentre Concetta Riccio, consigliere delegato dell'Ordine partenopeo, evidenzia: “La cultura è uno dei settori che potrà sostenere lo sviluppo dell’economia locale, valorizzando l’unicità di proposte d’arte e mestieri se accompagnato in modo consapevole nella creazione, anche per le piccole e medie imprese, dai modelli economici e di business consapevole”.

Al convegno hanno partecipato Achille Coppola, segretario nazionale dei commercialisti italiani,   Guido Cabib, Direttore artistico Museo Civico Gaetano Filangieri di Napoli; Francesca Amirante, Presidente Progetto Museo; Orietta Palumbo, Vicepresidente Commissione gestione imprese della Cultura, Clelia Buccico, presidente della Fondazione Odcec Napoli e Gianfranco Frassetto (Comitato Scientifico).

La Cassazione accoglie l’istanza della Cassa ragionieri sul contributo solidarietà

ROMA - La Corte di Cassazione ha rinviato in pubblica udienza il dibattito sul contributo di solidarietà. I giudici supremi hanno accolto le ragioni sollevate dal professor Mattia Persiani, legale della Cassa, affinché nel giudizio di Cassazione sia ammesso il contraddittorio attraverso il dibattimento della questione in pubblica udienza.

È stata infatti riconosciuta la tesi di applicabilità del principio che la Corte Costituzionale ha sancito con la sentenza n. 173/2016 in ordine al riconoscimento del contributo di solidarietà quale elemento di riequilibrio del sistema previdenziale e di equità intergenerazionale e non come forma di prelievo tributario, in quanto ispirato al criterio della gradualità e in quanto non incidente sulla generalizzata categoria dei pensionati ma solo su beneficiari del regime retributivo più favorevole, in termini di reddito, rispetto a quello contributivo, oltre a non essere non incidente su anzianità contributive già maturate.

Allo stesso tempo la Cassazione ha rilevato come le norme che hanno introdotto e applicato il contributo di solidarietà non siano provvedimenti amministrativi unilaterali dell’Ente previdenziale ma norme giuridiche che, grazie all’autonomia conferita dal d.lgs. 509/1994, sono idonee a derogare e ad abrogare disposizioni aventi rango legislativo con l’unico limite della ragionevolezza.

Federaziende a Castellammare, associazione tutta in rosa

Piccole e medie imprese: a Castellammare nasce Federaziende Imprenditori Napoli, prima associazione datoriale per salvaguardia e qualità del lavoro pensata e formata da sole donne. Un’associazione di sole donne per la salvaguardia e la tutela delle micro, piccole e medie imprese. Federaziende apre in provincia di Napoli, più precisamente a Castellammare di Stabia. Avrà infatti sede qui la sezione provinciale dell’organizzazione datoriale in rosa.

A farsene carico un direttivo esclusivamente al femminile, a segnare un’inversione di tendenza, come spiega la presidente di Federaziende Napoli Carla Del Prete: «L’obiettivo è di essere vicini a tutte le piccole e medie imprese, partendo ove possibile dal contesto “rosa". Vicini dunque alle imprenditrici, come alla forza lavoro, ma anche alle compagne degli imprenditori, determinanti per il buon andamento dell’azienda grazie alla capacità di fare sintesi tra aspetto lavorativo e familiare».

In poche settimane Federaziende Napoli ha raccolto quasi 500 adesioni, a dimostrazione della qualità dell’offerta proposta. Un numero destinato a crescere sotto la spinta del lavoro svolto dallo staff, che si compone fra le altre del vicepresidente Sofia De Luca e della segretaria Carmen Manuela Melisse.

La struttura conta poi su un comitato di presidenza composto da professioniste, imprenditrici e altre figure di rilievo del contesto sociale del territorio napoletano. Donne che hanno voluto dare un contributo concreto a questo importante ed innovativo progetto.

Il primo appuntamento è l’apertura della sede, in programma sabato 27 gennaio alle 18: al taglio del nastro in via Cosenza 53 a Castellammare di Stabia hanno dato la loro adesione personalità del mondo politico, culturale ed imprenditoriale dell’hinterland partenopeo e dell’area vesuviana. Sarà l’occasione per spiegare le tante iniziative in programma per dare slancio all’azione di Federaziende imprenditori Napoli.

Tra queste la costituzione dello sportello permanente di ascolto gestito da una psicologa: «Sarà il luogo – spiega Sofia De Luca – per aprirci alle problematiche legate alle piccole e medie imprese, ovviamente in un’ottica ampia e senza distinzione tra uomini e donne». «Le prime segnalazioni di mobbing e molestie, oltre alla notoria difficoltà delle donne imprenditrici – le fa eco Carmen Manuela Melisse – ci spingono a tenere alta l’attenzione sulle problematiche più sommerse ma allo stesso tempo più inquietanti del mondo del lavoro».

Il resto lo faranno i programmi, che Federaziende illustrerà sabato 27: «Mettere al centro il benessere all’interno dei luoghi di lavoro – conclude Carla Del Prete – è il primo obiettivo del nostro operato. Un lavoro che, nella nostra ottica, sarà portato avanti in sinergia con i suggerimenti che ci giungeranno dalle imprese di riferimento».

«Il più grande furto della storia»

Le donne guadagnano in media il 23% in meno degli uomini: «è il più grande furto della storia». A puntare l'indice contro la disparità di genere in tema di retribuzioni è l'Onu in un rapporto sul divario salariale uomo-donna.

Dati alla mano, una donna guadagna in media 77 centesimi, laddove un uomo guadagna un dollaro. E il futuro non fa ben sperare: il gap migliora lentamente e secondo l'Onu, in assenza di azioni forti, ci vorranno oltre 70 per colmarlo.

Ad aggravare il gap salariale contribuisce tutta una serie di fattori: dalla minore partecipazione al mercato del lavoro alla mancata retribuzione per il lavoro domestico, alla discriminazione. E il divario si acuisce con l'età ed in presenza di figli: secondo le stime ad ogni nascita le donne perdono in media il 4% del loro stipendio rispetto a un uomo, i padri invece vedono invece il loro reddito crescere del 6%. Ma tra i paesi sussistono differenze rilevanti, anche se le metodologie usate dalle diverse organizzazioni non sono omogenee.

Basandosi sui dati Ocse, emerge che in Giappone il gap è al 25,7%, negli Usa al 18,9%, in Gran Bretagna al 17.1%, in Germania al 15,7%. Secondo l'organizzazione internazionale del lavoro nel 2015 fa parte della popolazione attiva il 76,1% degli uomini, ma per le donne la percentuale scende al 49,6%. Le donne inoltre dovrebbero lavorare tre mesi in più rispetto agli uomini per colmare il differenziale. Tra gli interventi in favore della parità salariale sicuramente l'Onu indica politiche in favore del part-time e che facilitino i congedi parentali e maggiore assistenza per l'inflanzia.

Milano chiude a +0,49%

MILANO. La Borsa di Milano chiude in rialzo con l'indice Ftse Mib che segna un progresso dello 0,49% a 23.630,81 punti.

Michelino, con le procedure di allerta si può anticipare lo stato di crisi ed intervenire

NAPOLI – "Preventive restructuring e la procedura di allerta nella legge delega di riforma delle procedure concorsuali” è il tema del forum che si terrà venerdì 19 gennaio alle ore 15.00, presso Palazzo Alabardieri (via Alabardieri 38, Napoli), promosso dal Centro Studi di diritto fallimentare dell'Andoc di Napoli  con il patrocinio dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli e dell’Ordine degli avvocati partenopei.

“E’ il primo evento formativo del nuovo corso – ha sottolineato Mario Michelino, numero uno dell’Andoc di Napoli -, sarà un'occasione importante per la presentazione dell’Accademia partenopea ed il suo nuovo programma”.

“Obiettivo prioritario del sindacato è riqualificare la professione del dottore commercialista e i suoi aspetti distintivi e peculiari. Oltre all’attività formativa, sarà importane, in tempi brevi, istituire un tavolo permanente di confronto con gli organi istituzionali sia a livello locale che nazionale.

“Nel corso dell’appuntamento - ha aggiunto Michelino - verranno approfondite le novità introdotte che hanno riscritto completamente la legge fallimentare con la modifica delle procedure concorsuali, la disciplina della composizione delle crisi da sovra indebitamento (Legge n. 3 del 2012) e il sistema dei privilegi e delle garanzie”.

Introdurranno i lavori Armando Mussolino, Vincenzo Moretta, Mario Michelino, Maurizio Bianco, Amelia Luca, Amedeo Sacrestano.

Alle 15.30 la prima tavola rotonda “L’allerta” con l'introduzione e il coordinamento di Girolamo Bongiorno.

Parteciperanno al dibattito Luigi Abete, Aldo Campagnola, Stanislao De Matteis, Pietro Paolo Ferraro, Claudio Ricci, Nicola Rocco di Torrepadula, Roberto Vona.

Alle ore 17.30 Massimo di Lauro presenterà il libro di Stanislao De Matteis “L’emersione anticipata della crisi d’impresa” (Giuffrè editore). Alle 18.00 si terrà la seconda tavola rotonda: “Altri istituti di prevenzione dell’insolvenza”. Introdurrà e coordinerà i lavori Elena Frascaroli Santi, interverrà Domenico Mazzocca.

Santomauro, la legge di Bilancio viola lo Statuto del Contribuente

TRANI - “Nella legge di Bilancio andava prevista una rivalutazione circa le modalità di detrazione Iva. La Manovra Correttiva ha modificato il termine entro cui è possibile esercitare il diritto alla detrazione Iva sugli acquisti, collocandola entro la dichiarazione relativa all’anno in cui il diritto alla detrazione è sorto: questa circostanza aggrava di ulteriori costi le imprese, impossibilitate a detrarre Iva regolarmente assolta, e i professionisti, che si vedranno alle prese con ulteriori disagi”. Lo ha detto Fedele Santomauro, presidente dell’Unagraco Trani e consigliere d’amministrazione della Cassa ragionieri.

“Tutto questo - spiega - contrasta con lo Statuto del Contribuente, che prevede, per tutti quei provvedimenti che gravano pesantemente sugli adempimenti destinati ai contribuenti, una dilazione temporale di 60 giorni per l’entrata in vigore del provvedimento stesso, al fine di concedere loro un ampio margine di tempo per potersi adeguare alle nuove disposizioni”.

Embraco non arretra: «Si chiude». A casa in 500

TORINO. Embraco sospenderà nel 2018 la produzione in Italia. È quanto emerso corso dell'incontro tra azienda e sindacati oggi all'Unione Industriali di Torino. A renderlo noto Uilm e Fiom che in una nota sottolineano che "l'azienda ha, anzi, sottolineato che, nonostante le proposte formulate dal Mise e i volumi dichiarati a fine 2017, al momento non c'è l'intenzione di mantenere, nemmeno parzialmente, in attività lo stabilimento di Riva di Chieri, che occupa 537 lavoratori, 497 dei quali sono stati dichiarati in esubero".

Il fisco incassa sempre di più

ROMA. A novembre le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato sono state pari a 35,9 miliardi (2,1 miliardi in più rispetto a quelle rilevate nello stesso mese del 2016). Nei primi undici mesi del 2017 esse sono state pari a 374,9 miliardi, in aumento dell'1,8 per cento rispetto al corrispondente periodo del 2016. Lo comunica la Banca d'Italia.

La Rdb fallita è il secondo debitore di Mps

TORRE DEL GRECO. Tra i principali debitori insolventi del Monte dei Paschi di Siena, la banca senese salvata con più di 5 miliardi di soldi pubblici, spunta anche il nome dei Rizzo Bottiglieri De Carlini. Il colosso armatoriale di Torre del Greco, dichiarato fallito la scorsa mattina dal giudice del tribunale di Torre Annunziata Valentina Vitulano, pare avere alle spalle un passivo che si aggirerebbe attorno al miliardo di euro. Il filo che da Torre del Greco porta a Siena passa sempre per il mare. E sulla fune corrono anche i soldi - montagne di soldi - di altri armatori di lusso con base a Torre del Greco. Come i Rizzo Bottiglieri De Carlini Armatori. Un’altra “potenza” economica che per decenni ha viaggiato a vele spiegate nel mondo della finanza. L’alleanza della navigazione ha un debito da 255,2 milioni con Monti dei Paschi di Siena, per il quale pare era partito un piano di restituzione - sul medio-lungo periodo - dei soldi incassati dal Monte dei Paschi. Si tratta della seconda esposizione a sofferenza lorda della banca dopo quella di Sorgenia Power Spa, appartenuta in passato alla famiglia di Carlo De Benedetti. Una situazione difficile anche alla luce del epilogo drammatico, cominciato mesi fa, che apre l’esercizio straordinario e permetterà alle navi della flotta Rbd e ai circa 400 dipendenti sparsi in tutto il mondo di proseguire con l’attività. Il crac della Rbd - nell’aria da diversi giorni, dopo il fallimento del tentativo di trovare un accordo su un’ipotesi concordataria - non è l’unica impresa corallina ad essere nella lista dei grandi debitori di Mps. Tra essi, infatti, c’è anche il nome dell’altro colosso armatoriale corallino decaduto, la Deiulemar, che con il suo crac ha portato a picco 13mila risparmiatori con le loro famiglie. A quel tempo, prima che il crack si manifestasse con tutta la sua forza, alcuni dei responsabili di Mps Service di Napoli si “vantavano” di avere la Deiulemar nel portafoglio dei clienti della banca. Oltre ai tredicimila risparmiatori che avevano investito nella società più di 720 milioni di euro, anche la banca senese è rimasta scottata dal crac della compagnia di Navigazione corallina. I finanziamenti di Monte Paschi di Siena all’ombra del Vesuvio risalirebbero al 2000, quando a Napoli nacque un team di Mps scelto per seguire le aziende campane e soprattutto quelle dello shipping. 

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