Mercoledì 12 Dicembre 2018 - 4:30

Spread sfonda quota 300

L'incubo spread torna a turbare il sonno degli investitori. Dopo una giornata caratterizzata dai mercati in fibrillazione, nuovo avvio di seduta tutto in salita. Lo spread sfonda quota 300 attestandosi al momento a 303 punti con un rendimento del Btp decennale che tocca il 3,43%. Lo scontro tra Italia e Ue sulla manovra economica ha indebolito le piazze del Vecchio continente che accumulano perdite oscillanti tra lo 0,13% di Londra e lo 0,64% di Bruxelles. Piazza Affari è la peggiore, con il Ftse Mib che, dopo aver fallito ieri un tentativo di recupero, è tornata in territorio negativo e stamane arretra di un punto e mezzo percentuale. Sul principale paniere milanese sono le banche a registrare i risultati peggiori, appesantite dall'allargamento dello spread, schizzato oltre i 300 punti base.

Ubi, maglia nera, lascia sul terreno il 3,91% seguita da Bper (-3,42%), Unicredit (-2,40%) e Intesa Sanpaolo (-2,60%). Banco Bpm in avvio è finita in asta di volatilità. Riammessa alle contrattazioni, cede il 4,14%. Tengono i titoli del lusso: Ferragamo avanza dello 0,29%, Luxottica guadagna lo 0,61%. Ferrari supera la parità a quota +0,13%. Buona anche la partenza dei titoli petroliferi, sulla scia dell'aumento dei prezzi del Brent: Tenaris guadagna lo 0,74%, Saipem lo 0,52%. Euro in calo sul dollaro, con la moneta unica che scambia a quota 1,15467.

Deficit, Tria: «La Ue stia tranquilla»

Nel 2019 il rapporto tra "debito" pubblico e "Pil scende". Lo afferma il ministro dell'Economia Giovanni Tria a margine dell'Eurogruppo, a Lussemburgo. Ai partner Ue trasmetterò il messaggio "di stare tranquilli: cercherò di spiegare che cosa sta succedendo e come è strutturata la manovra", aggiunge. Fonti del Tesoro riferiscono che il ministro dell'Economia anticiperà la ripartenza da Lussemburgo e dunque non parteciperà all'Ecofin di domani.

Tria, spiegano le stesse fonti, rientrerà in anticipo per potersi dedicare al completamento della Nota di aggiornamento al Def. Raggiunto l'accordo di governo sul deficit-pil al 2,4% nel 2019, 2020 e 2021 al Cdm dello scorso 27 settembre, il testo della Nota di aggiornamento al Def non è ancora stato pubblicato. Probabilmente perché la Nadef venga resa nota bisognerà attendere fino a mercoledì o giovedì, anche perché prima di questo passaggio il testo va trasmesso al Parlamento.

Il commissario europeo agli Affari Economici e Finanziari Pierre Moscovici spiega: "Avremo un dialogo con il governo italiano. Manteniamo i nervi saldi: non è nell'interesse di nessuno avere una crisi. In Italia, con i mercati, o tra la Commissione e l'Italia, ma le regole ci sono per essere rispettate, perché sono giuste e proteggono i cittadini dallo spendere troppo per le spese politiche o troppo per il debito". L'Italia, aggiunge, "è l'unico Paese dell'Eurozona che avrà una politica di bilancio espansiva, di rilancio, nel momento in cui è uno dei Paesi più indebitati. La domanda è: è la politica economica giusta, solida ed efficace?".

Per Moscovici il deficit fissato al 2,4% del Pil per i prossimi tre anni dall'Italia "rappresenta una deviazione molto, molto significativa" rispetto agli "impegni che erano stati presi" dal Paese. Se l'Italia con il bilancio 2019 stia violando le regole Ue "lo vedremo il 15 ottobre, ma da quello che so delle cifre, c'è evidentemente una deviazione della quale non posso valutare l'ampiezza, ma che è molto significativa: non vedo proprio come queste cifre possano essere compatibili con le nostre regole. Noi lavoriamo con Tria, che vedrò oggi, sulla base dell'1,6%. Con il 2,4% si può immaginare che il deficit strutturale non sia per niente, per niente orientato nella medesima direzione".

Il governo italiano "sembra privilegiare la spesa pubblica, che può rendere popolari nel breve termine e che può assicurare dei guadagni politici, ma alla fine ai cittadini bisogna dire la verità: chi paga? Sono sempre i cittadini italiani che pagano", osserva il commissario europeo agli Affari Economici e Finanziari.

Il ministro dell'Economia francese Bruno Le Maire sottolinea come le decisioni del governo italiano in materia di bilancio rendano" l'approfondimento dell'area euro non più difficile, ma più necessario. Sappiamo tutti che bisogna rafforzare l'Unione economica e monetaria: abbiamo la roadmap, con la riforma dell'Esm, l'entrata in vigore del backstop e il bilancio dell'Eurozona. Dobbiamo attenerci a quella roadmap e dobbiamo prendere delle decisioni".

Ora "tocca alla Commissione Europea - aggiunge - fare una valutazione molto chiara delle ultime decisioni dell'Italia: non spetta agli Stati membri fare quella valutazione; ci baseremo sulla valutazione della Commissione. Voglio solo essere molto chiaro: ci sono delle regole. E le regole sono le stesse per tutti i Paesi, perché i nostri destini sono legati. Il futuro dell'Italia, della Francia, della Germania, della Spagna, del Lussemburgo e di tutti i membri dell'Eurozona sono legati" tra loro.

Per il presidente dell'Eurogruppo Mario Centeno "è molto importante capire che l'iter del bilancio è lungo e sappiamo che ci sono ancora negoziati in corso a Roma e dobbiamo aspettare che si concludano, per avere le risposte alla fine dell'iter". L'Italia, continua Centeno rivolto ai cronisti, "è nella testa di tutti, ma devo dirvi che non è nell'agenda dell'Eurogruppo. Tutti abbiamo delle domande e ci aspettiamo risposte, ma il documento programmatico di bilancio formale, con tutti i dettagli, deve essere ancora presentato: dobbiamo aspettare che venga presentato e che la Commissione emetta la sua opinione".

Disoccupazione sotto il 10%, prima volta dal 2012

Disoccupazione in calo, ma per i giovani il dato torna a salire. Ad agosto, infatti, il tasso di disoccupazione è sceso al 9,7%, -0,4 punti percentuali su base mensile e -1,6 punti rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, registrando un dato ai minimi da gennaio 2012. E' quanto rileva l'Istat, nel precisare come il calo della disoccupazione si distribuisca su entrambe le componenti di genere e tutte le classi di età. Il dato si traduce in un calo congiunturale di 119mila unità (-4,5%) e tendenziale di 438mila unità (-14,8%). Tuttavia, da agosto aumenta lievemente il tasso di disoccupazione giovanile, che si attesta al 31% (+0,2 punti percentuali sul mese). Su base tendenziale, invece, il dato è in calo: -3,5 punti percentuali rispetto ad agosto 2017.

Dopo il calo dei due mesi precedenti, la stima degli occupati ad agosto 2018 torna quindi a crescere (+0,3% su base mensile, pari a +69 mila unità). Il tasso di occupazione raggiunge così il 59%. Su base annua, ad agosto l’occupazione cresce dell’1,4%, pari a +312 mila unità. L’espansione interessa uomini e donne e si concentra fortemente tra i lavoratori a termine (+351 mila); in lieve ripresa anche gli indipendenti (+11 mila), mentre calano i dipendenti permanenti (-49 mila). Nell’anno, aumentano gli occupati ultracinquantenni (+393 mila), mentre calano nelle altre classi d’età. Al netto della componente demografica si stima comunque un segno positivo per l’occupazione in tutte le classi di età.

L’aumento degli occupati, precisa ancora l'istituto di statistica, si distribuisce tra i dipendenti permanenti (+0,3%, pari a +50 mila), che recuperano in parte il calo dei due mesi precedenti, e quelli a termine (+1,5%, +45 mila), che proseguono la loro tendenza positiva, mentre risultano in calo i lavoratori indipendenti (-0,5%, -26 mila).

Nei dodici mesi la crescita occupazionale si concentra fortemente tra i lavoratori a termine (+12,6%, +351 mila), in lieve ripresa anche gli indipendenti (+0,2%, +11 mila), mentre calano i dipendenti permanenti (-0,3%, -49 mila).

"Nell’arco dei dodici mesi - scrive l'Istat - la crescita occupazionale rimane consistente, concentrata tra i lavoratori a termine e gli ultracinquantenni. Con l’ulteriore calo di agosto, la disoccupazione torna ai livelli dell’inizio del 2012. Meno intense le variazioni dell’inattività che registra comunque un saldo annuo positivo".

"Ad agosto, dopo la flessione dei due mesi precedenti, si stima una ripresa dell’occupazione che coinvolge sia i dipendenti permanenti sia quelli a termine, mentre calano gli indipendenti. Il tasso di occupazione raggiunge il 59% e la disoccupazione scende sotto la soglia del 10%", prosegue l'istituto di statistica.

Mille dottori di ricerca incontrano le aziende alla prima “Borsa della Ricerca forDoc”

VERONA. Lunedì 1 e martedì 2 ottobre si terrà al Palazzo della Gran Guardia di Verona la Borsa della Ricerca forDoc, il primo appuntamento nazionale dedicato all’inserimento professionale dei PhD e ideato per far incontrare dottori di ricerca e selezionatori di aziende innovative ed enti di ricerca.

Alla manifestazione, realizzata dalla Fondazione Emblema, sono iscritti 960 dottori di ricerca provenienti da 55 università italiane di 18 Regioni e i delegati di oltre 60 aziende.

I partecipanti a forDoc hanno conseguito o stanno conseguendo il dottorato di ricerca in Italia, ma provengono da ben 27 Paesi di 4 continenti e hanno una distribuzione per area scientifica molto eterogenea: Giuridico-Economica 13,1%; Ingegneria-Architettura 15,4%; Scientifico-Tecnologica 46,2%; Sanitaria 11,8%; Umanistica 13,5%.

“Dal 2007 Fondazione Emblema – afferma Tommaso Aiello, direttore generale della Fondazione Emblema – è impegnata per avvicinare università e imprese sui temi del lavoro e della ricerca, attraverso eventi incentrati su incontri diretti tra atenei e aziende. La Borsa della Ricerca forDoc, con alle spalle oltre 18mila appuntamenti organizzati e centinaia di nuove collaborazioni avviate, si propone di dare un ulteriore apporto concreto, facendo incontrare per la prima volta aziende innovative e dottori di ricerca provenienti da tutta Italia. Siamo convinti che per molti ragazzi ci sarà una concreta possibilità di inserirsi in aziende e che queste realtà, grazie all’assunzione di risorse altamente specializzate, potranno innovare prodotti e processi e crescere in competitività”.

Come funziona la Borsa della Ricerca forDoc

L’inserimento professionale dei PhD, al di fuori del contesto universitario, è un aspetto critico nel mercato del lavoro italiano anche per quanto riguarda il raccordo tra università e imprese. I dottori di ricerca, infatti, nonostante la loro preparazione di alto livello, vengono spesso considerati come una risorsa “problematica” da inserire in azienda e non sempre il mercato del lavoro riesce a coglierne il valore potenziale.

La Borsa della Ricerca forDoc, quindi, si propone come il punto di incontro tra i dottorati e le aziende ed ha l’obiettivo di far incontrare domande ed offerta professionale di alto livello.

Nelle settimane precedenti, attraverso il portale della Borsa della Ricerca, www.borsadellaricerca.it i referenti delle aziende hanno potuto consultare i curriculum dei candidati, ricercando in base alla loro specializzazione e richiedendo un colloquio per la giornata del 2 ottobre.

Il format prevede colloqui individuali di 20 minuti tra responsabili delle risorse umane e PhD con l’obiettivo di favorirne l’inserimento professionale.

La Borsa della Ricerca forDoc è organizzata in collaborazione con l’assessorato all’Istruzione, Formazione, Lavoro della Regione Veneto. “La Regione Veneto – dichiara l’assessore Elena Donazzan – è impegnata nel promuovere iniziative che possano favorire, non solo sul nostro territorio, il raccordo tra il mondo della formazione e le imprese. Per questo motivo, abbiamo deciso di sostenere la Borsa della Ricerca forDoc e di ospitare in Veneto il primo evento di recruiting nazionale per i dottori di ricerca. Il desiderio è di consolidare questa esperienza, lavorando sin da subito ad altre iniziative di sistema in grado di favorire concretamente l’inserimento lavorativo di quanti terminano gli studi universitari”.

Quella in programma a Verona sarà dunque una prima nazionale, motivo di orgoglio anche per l’amministrazione scaligera. 

Federico Sboarina, sindaco della città di Verona ha sottolineato: “Il progresso di un territorio e di un Paese nasce dalla capacità di attrarre aziende innovative e trattenere le sue competenze qualificate. Ecco perché è importante questa prima Borsa della Ricerca dedicata a dottorati e dottorandi che va esattamente in questa direzione e ha un ulteriore duplice merito. Per due giorni Verona, grazie a forDoc e a Fondazione Emblema che la organizza, diventerà la città italiana a più alta concentrazione di competenze, quella in cui si riuniranno le migliori ‘teste’ d’Italia, ma sarà anche un modello di sviluppo innovativo grazie al quale si comincerà a contrastare la fuga dei cervelli offrendo adeguate opportunità professionali”.

Alla Borsa parteciperanno oltre 60 aziende, attive in tutti i principali cluster tecnologici: tra queste Aizoon, CNH, Dainese, Enel, Elica, FCA, GlaxoSimthKline, Intesa Sanpaolo, KPMG e Leonardo.

Sono contenta di rappresentare Huawei Italy Research Center in questa importante iniziativa. Per un HR Manager, l’attività di acquisizione e valorizzazione dei talenti è fondamentale – afferma l’HR manager Margherita Azzoni. La partecipazione a forDoc rappresenta un’occasione unica per conoscere e dialogare con i migliori dottorandi e dottori di ricerca delle più prestigiose Università italiane nonché rafforzare le collaborazioni con tali Università e altre realtà industriali innovative, per lo sviluppo di tecnologie all’avanguardia e di un ruolo di primaria importanza dell’Italia nell’expertise tecnologico del mondo”.

Come ha dichiarato da Stefano Miotto, direttore Confindustria Veneto Siav: “Borsa della Ricerca forDoc costituisce un significativo e concreto esempio di come si possano realmente creare collegamenti tra il mondo della ricerca e l'impresa. È innegabile come l'innovazione continua sia indispensabile per la competitività e lo sviluppo delle imprese. Ma è evidente come l'accesso alle fonti della ricerca e dell'innovazione non sia sempre agevole in particolare per le PMI Questo percorso può essere fortemente accelerato dall'inserimento di risorse umane altamente qualificate come i ricercatori. Ed è questa la ricetta di questa iniziativa. I ricercatori non apportano solo competenze specialistiche, ma consentono alle imprese di connettersi ai network delle comunità scientifiche e sono in grado di farlo utilizzando linguaggi appropriati, che spesso non sono propri delle imprese”.

Il Programma

Il programma inizia il 1° ottobre a partire dalle 15.00 con la sessione plenaria sul tema “Dal Dottorato all’azienda: un valore da scoprire”.

Interverranno alla Sessione Plenaria di apertura Elena Donazzan (assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro Regione Veneto); Tommaso Aiello (direttore generale della Fondazione Emblema); Federico Sboarina (sindaco di Verona); Nicola Sartor (Rettore Università di Verona); Enrico Bassi (Site HR Manager Ball Beverage Packaging Italia); Margherita Azzoni (HR Manager Huawei Technologies Italia); Stefano Miotto (Direttore Confindustria Veneto Siav); Santo Romano (Direttore Area Capitale Umano, Cultura e Programmazione Comunitaria Regione Veneto); Fabrizio D'Ascenzo (Delegato per i Rapporti con le Imprese ed il Mondo del Lavoro Università Sapienza di Roma); Alessandra Gentile (delegato alla Ricerca Università di Catania e Giuseppe Novelli (Rettore Università Tor Vergata).

La giornata del 2 ottobre, dalle 9,30 alle 16,30, sarà incentrata sui colloqui tra i dottori di ricerca accreditati e le aziende presenti.

Oltre alla Regione Veneto, gli altri partner dell’iniziativa sono Comune di Verona, Università di Verona, Veneto Lavoro, Confindustria Veneto SIAV, Comitato per la Valorizzazione del Dottorato di Ricerca, ADI – Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca Italiani e Find Your Doctor.

La Borsa della Ricerca forDoc, è un evento complementare al Forum nazionale che da nove edizioni a Salerno fa incontrare i gruppi di ricerca e investitori. L’appuntamento per la decima edizione è sempre al Campus di Fisciano (Sa) dal 28 al 30 maggio 2019.

Milano affonda, incubo spread

Il Def presentato ieri dal governo Lega-5S spaventa i mercati e gli investitori. Piazza Affari affonda e perde intorno al 4%, mentre lo spread vola. All'indomani dell'approvazione della nota di aggiornamento al Def da parte del Cdm, che estende al 2,4% il rapporto deficit/Pil, lo spread, dopo un avvio stabile a 237 punti base, raggiunge i 272 punti base con il rendimento al 3,196%.

Mentre non si arresta la corsa al ribasso di Piazza Affari: l'indice Ftse Mib scivola a quota -4% a 20.651 punti. L'All Share cede il 3,77%. I titoli bancari, molti dei quali erano stati sospesi dalle contrattazioni, raggiungono perdite di circa dieci punti percentuali: Banco Bpm, maglia nera, lascia sul terreno il 10,24% a 2,10 euro per azione. Seguono Bper (-9,22%), Ubi banca (-9,12%), Unicredit (-8,14%) e Intesa Sanpaolo (-7,43%).

Ampliano le perdite anche le altre piazze europee: Parigi cede lo 0,76%, Francoforte segna -1,34%, Londra -0,62% e Bruxelles -1,05%.

Genova, ecco la bozza del decreto

Il decreto legge per l'emergenza legata al crollo del ponte Morandi a Genova è stato inviato al Quirinale, dove ora verrà esaminato dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e dai suoi uffici prima dell'emanazione.

A far luce sui fondi è il comma 6 dell'articolo 1 che contiene le disposizioni sugli interventi urgenti per il sostegno e la ripresa economica del territorio del Comune di Genova dopo l'emergenza creata dal crollo del viadotto. "Il concessionario del tratto autostradale alla data dell'evento, tenuto (...) in quanto responsabile dell'evento, a far fronte alle spese di ricostruzione dell'infrastruttura, entro trenta giorni dalla richiesta del Commissario straordinario" dovrà versare "sulla contabilità speciale le somme necessarie al ripristino e alle altre attività connesse". Ma in caso di omesso versamento nel termine previsto o di ritardi il Commissario straordinario per la ricostruzione di ponte Morandi a Genova "può individuare un soggetto pubblico o privato che anticipi le somme necessarie alla integrale realizzazione delle opere, a fronte della cessione pro solvendo della pertinente quota dei crediti dello Stato nei confronti del concessionario alla data dell'evento". Inoltre per assicurare l'avvio rapido delle attività del Commissario: "in caso di mancato o ritardato versamento da parte del Concessionario - è scritto nel decreto - a garanzia dell'immediata attivazione del meccanismo di anticipazione è autorizzata la spesa di 30 milioni annui dall'anno 2018 all'anno 2029".

I lavori di ripristino dopo il disastro di ponte Morandi a Genova, ma anche tutte le attività propedeutiche e connesse, si legge sul comma 7 dell'articolo 1 del Dl Genova, saranno affidati dal commissario straordinario "a uno o più operatori economici che non abbiano alcuna partecipazione, diretta o indiretta, in società concessionarie di strade a pedaggio, ovvero siano da queste ultime controllate o, comunque, ad esse collegate, anche al fine di evitare un indebito vantaggio competitivo nel sistema delle concessioni autostradali". "L'aggiudicatario costituisce - si legge ancora nel testo, la cui bozza definitiva è allo studio del Quirinale - ai fini della realizzazione delle predette attività, una struttura giuridica con patrimonio e contabilità separati".

Il dl è stato bollinato dalla Ragioneria Generale dello Stato e ora è al vaglio del Colle, come confermato dal vicepresidente del Consiglio Luigi Di Maio da Bruxelles. "Mi ha scritto" il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ha riferito il capo politico dei 5 Stelle, "dicendomi che c'è stata la bollinatura del decreto Genova, che è undecreto più ampio. Ci sono le misure per il Centro Italia e la cassa integrazione per cessazione d'attività per i lavoratori di Bekaert", gruppo belga che ha annunciato nello scorso giugno la chiusura del sito produttivo di Figline e Incisa Valdarno, che produce rinforzi di acciaio per pneumatici.

Nel decreto Genova, ha aggiunto Di Maio, "ci sono le norme per Ischia". Le parti del decreto che riguardano il Centro Italia contengono "il nuovo commissario per il terremoto del Centro Italia e quelle norme che permetteranno ad Amatrice, ad Accumoli e ad altri Comuni di riprendersi più velocemente".

L'allungamento dei tempi del decreto per Genova aveva fatto esplodere mercoledì la rabbia degli sfollati. Nel corso del question time alla Camera il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli è tornato ieri a ribadire: "Il mio obiettivo, al pari di quello dell'intera compagine governativa, è quello di assicurare al martoriato territorio di Genova la ricostruzione quanto più veloce possibile del ponte crollato, con l'intransigente rispetto della legalità e della trasparenza".

Diretto: pronti a contribuire allo sviluppo economico per trasformare le idee in azioni imprenditoriali

OLBIA - “Riteniamo importante dedicare maggior attenzione alla crescita e allo sviluppo di nuove idee imprenditoriali, seguendo e supportando una trasformazione ormai avviata. Il fenomeno startup ha dato vita ad un ruolo nuovo e strategico per il commercialista che dovrà supportare e avviare la trasformazione delle idee in imprese, curando lo sviluppo e assicurando i finanziamenti più opportuni, indispensabili per la crescita. Intendiamo costituire un organismo che possa seguire a 360 gradi i nuovi imprenditori, una rete di 2000 commercialisti che condivide esperienze e casi su tutto il territorio nazionale".

Lo ha detto Giuseppe Diretto, presidente nazionale dell’Unagraco (Unione nazionale  commercialisti ed esperti contabili) presentando il congresso nazionale “Da startup a impresa: aspetti finanziari e fiscali legati alla crescita” che si terrà domani, giovedì 27 e venerdì 28 settembre al Centro Congressi Geovillage Hotel di Olbia.

Grandi novità e prospettive anche per i giovani commercialisti con nuove sfide che si presentano sul mercato del lavoro.

Attesi in Sardegna professionisti, commercialisti, docenti ed esperti provenienti da tutto il territorio nazionale, per approfondire tutti gli aspetti legati alle tematiche economiche.

Nella prima tavola rotonda di venerdì 28 alle 9,30 si parlerà di "Le Startup crescono...il ruolo del commercialista" a cui interverranno Francesco Marcetti (presidente Unagraco Olbia), Roberto Cunsolo (tesoriere del consiglio nazionale dei commercialisti), Gianluca Ferranti (Ceo e Co-founder Vivocha), Paolo Longoni (Consigliere d’amministrazione della Cassa di previdenza dei ragionieri), Nardo Marino (deputato del M5S e componente della commissione trasporti alla Camera), Gabriella Savigni (presidente dei commercialisti di Olbia), Lorenzo Sirch (Consigliere nazionale dei commercialisti con delega a Finanza Aziendale e Diritto Societario), Massimo Miani, presidente nazionale dei commercialisti italiani) e i presidenti degli Ordini della Sardegna.

Nella sessione pomeridiana alle verranno analizzati gli  "Aspetti finanziari e fiscali legati alla crescita" parteciperanno Sebastiano Gadaleta (presidente della Commissione Finanza aziendale di Unagraco), Elbano de Nuccio, Presidente dei commercialisti di Bari, Raffaele Marcello (Consigliere nazionale dei commercialisti con delega ai  Principi contabili e di valutazione), Enzo Tucci (Ceo di Augmentum e dottore commercialista di Bari), Alessandro Tronci (direttore generale Confidi Sardegna), Armando Urbano (commercialista di Bari) e i delegati degli Ordini della Sardegna.

«Decreto Genova senza coperture», governo smentisce

Botta e risposta sul decreto per Genova. Fonti del Mef - dopo aver smentito "categoricamente quanto riportato su un quotidiano online" circa un presunto blocco da parte della Ragioneria sul decreto legge sul ponte di Genova - precisano "che il provvedimento è giunto alla Ragioneria senza alcuna indicazione degli oneri e delle relative coperture" ma i tecnici della RGS "stanno lavorando attivamente per valutare le quantificazioni dei costi e individuare le possibili coperture da sottoporre alle amministrazioni proponenti". E "soltanto così - si ricorda - il decreto può essere bollinato e trasmesso al Quirinale per la promulgazione". Quindi, "la Ragioneria Generale dello Stato - spiegano - non ha bloccato il decreto, ma lo sta sbloccando". 

PALAZZO CHIGI - A stretto giro, in una nota, la Presidenza del Consiglio dei ministri fa sapere che, "quanto alle notizie diffuse sul decreto emergenze e sulle presunte carenze di coperture finanziarie che sarebbero all'origine di ritardo nella sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, si precisa che queste notizie non corrispondono al vero".

"Gli interventi in conto capitale sono integralmente finanziati. Parimenti, quelli di parte corrente sono integralmente finanziati per il 2018 e, in parte, per gli anni successivi. Per la parte residua, sarà data copertura nella prossima legge di bilancio, che sarà presentata al Parlamento il 20 ottobre", si legge ancora nel comunicato. "In definitiva, nessun ritardo per l'avvio delle misure di sostegno contenute nel decreto tant'è - evidenzia la Presidenza del Consiglio - che dal Mef hanno appena confermato di avere terminato le valutazioni di propria competenza e che il decreto legge sta per essere inviato al Quirinale".

Ponte Morandi, commissione accusa Autostrade

Pubblicata la relazione integrale della Commissione ispettiva del Mit sul Ponte Morandi. Per i tecnici del ministero "le misure adottate da Aspi ai fini della sua prevenzione erano inappropriate e insufficienti considerata la gravità del problema", si legge in un passaggio. 

Dall'analisi delle scelte di Autostrade per l'Italia "emerge una irresponsabile minimizzazione dei necessari interventi, perfino anche di manutenzione ordinaria" è il duro commento contenuto nella relazione della Commissione presieduta dall'ingegner Alfredo Principio Mortellaro, nominata dal ministro Danilo Toninelli dopo il crollo del 14 agosto. "Da ciò la seguente considerazione: non fare oggi semplice manutenzione ordinaria significa voler fare domani molta manutenzione straordinaria a costi certamente più alti, con speculare maggiore remuneratività. Ne discende, come logico corollario, una massimizzazione dei profitti utilizzando a proprio esclusivo tornaconto le clausole contrattuali".

DEGRADO VIADOTTO - Autostrade per l'Italia, "pur a conoscenza di un accentuato degrado del Viadotto e in particolare delle parti orizzontali" che mostravano "deficit strutturali, non ha ritenuto di provvedere come avrebbe dovuto al loro immediato ripristino e per di più non ha adottato alcuna misura precauzionale a tutela della utenza" si legge ancora nella relazione.

Nel documento si analizza in dettaglio il progetto di retrofitting elaborato dall'azienda ma si lamenta come la presentazione dell'intervento sul ponte "fattane da Aspi come di un mero ripristino conservativo dell'opera, al fine di 'allungarne la vita utile', non ha consentito" alla Direzione generale per la vigilanza sulle concessioni autostradali del MIT "di coglierne la complessità tecnica ed organizzativa e quindi l'opportunità di inviarlo al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici". 

Inoltre, si segnala come il fatto che siano stati i tecnici stessi di Aspi a presentare - lo scorso 1° febbraio - il progetto di intervento sulla struttura rappresenti una "procedura irrituale ed inopportuna al fine di un esame neutrale del progetto". E comunque, osserva la commissione, "nessuno, né Autostrade, né la Divisione 4, né il CTA del Provveditorato, ha colto la necessità di valutare l'importanza del progetto e la sua coerenza con la particolare e complessa struttura portante" del viadotto.

"Lo stato di ammaloramento del viadotto Polcevera, con ciò intendendo il suo intero sviluppo (dal km 0 al km 1+150) e con particolare riferimento alla corrosione dell'armatura lenta e precompressa, sia degli stralli, sia delle strutture orizzontali, si è evoluto negli ultimi 27 anni. Aspi - riferisce la Commissione - ha monitorato tale stato di ammaloramento periodicamente (con cadenze mono o pluri annuali), effettuando indagini di tipo sostanzialmente qualitativo, documentando anche alcune ispezioni visive, comunque limitate". 

MISURE INAPPROPRIATE - "Era in altri termini - spiega la relazione - in grado di cogliere qualitativamente l'evoluzione temporale dei problemi di ammaloramento ma con enormi incertezze. Tale evoluzione, ormai già da anni, restituiva un quadro preoccupante, e incognito quantitativamente, per quanto concerne la sicurezza strutturale rispetto al crollo. Le misure adottate da Aspi ai fine della sua prevenzione erano inappropriate e insufficienti considerata la gravità del problema".

PROCEDURA INADATTA - "La procedura di controllo della sicurezza strutturale delle opere d'arte documentata da Aspi, basata sulle ispezioni, è stata in passato ed è tuttora inadatta al fine di prevenire i crolli e del tutto insufficiente per la stima della sicurezza nei confronti del collasso" evidenzia la Commissione. "La procedura, in altre parole, è utile - si spiega - per quanto concerne gli stati limite di servizio ma di poco significato per quanto concerne gli stati limite ultimi. Tale procedura era applicata al viadotto Polcevera ed è ancora applicata all'intera rete di opere d'arte di Aspi".

È ufficiale: Versace è americana

Adesso è ufficiale. Versace diventa americana. Michael Kors ha acquistato tutte le azioni in circolazione del gruppo della Medusa per 1,83 miliardi di euro, approssimativamente 2,12 miliardi di dollari. E' il gruppo americano a riferirlo in una nota. "L'accordo definitivo è stato firmato", si legge.

L'acquisizione riguarderà il 100% delle azioni del gruppo della famiglia Versace, che confluiranno in una nuova holding di cui la famiglia avrà una quota di minoranza, l'entità della quale non è specificata nella nota dell'acquisizione. Da Michael Kors, il gruppo cambierà nome in Capri Holdings Limited , un nome, spiegano "ispirato alla leggendaria isola che è stata a lungo riconosciuta come destinazione iconica, di glamour e lusso".

Donatella, Santo e Allegra Versace riceveranno azioni di Capri per 150 milioni. La transazione, che sarà finanziata con una combinazione di denaro cash e un finanziamento bancario, dovrebbe chiudersi nel quarto trimestre. Jonathan Akeroyd resterà amministratore delegato della società, in quanto "partner fondamentale di Dontella nel condurre il brand al successo globale", sottolinea John D. Idol, ceo di Michael Kors. Lui e la stilista sorella del fondatore della maison, Gianni, "sono stati in grado di mettere insieme un management forte e un team di designer che condurrà Versace al suo prossimo capitolo: siamo estremamente fortunati ad acquisire un brand così straordinario e un team così talentuoso".

La stessa Donatella Versace resterà direttore creativo della maison. "Sono emozionato di entrare a far parte di Capri Holding, che sarà d'aiuto ad accelerare la nostra crescita globale", osserva Akeroyd. Tra gli obiettivi dell'acquisizione, l'opportunità di portare i ricavi consolidati di Versace dagli attuali 668 milioni di euro a oltre 2 miliardi di euro e di far crescere i punti vendita a livello globale da 200 a 300. La percentuale di ricavi da calzature e accessori passerà dal 30% al 60%. Con Versace, il gruppo di Michael Kors punta a raggiungere 8 miliardi di ricavi.

"Santo, Allegra e io diventeremo azionisti del nuovo gruppo - sottolinea Donatella Versace-. Questo dimostra la nostra fiducia nel successo a lungo termine di Versace e il nostro impegno per questo nuovo gruppo globale del mondo del lusso". "La mia passione non è mai stata così forte", aggiunge.
"Questo - dice ancora la stilista - è un momento molto entusiasmante per Versace. Sono passati più di 20 anni da quando ho preso le redini dell'azienda insieme a mio fratello Santo e ad Allegra. Sono orgogliosa che Versace rimanga forte". Il gruppo "non è solo sinonimo del suo stile iconico e inconfondibile, ma abbracciando la diversità, spinge le persone a esprimere loro stesse".
Lei, Santo e Allegra riconoscono che questo prossimo passo "permetterà a Versace di raggiungere il suo pieno potenziale. Siamo tutti molto entusiasti di far parte di un gruppo guidato da John Idol, che ho sempre ammirato come visionario oltre che come un leader forte e appassionato. Essere parte di questo gruppo - sottolinea - è essenziale per il successo a lungo termine di Versace. Questo è il momento perfetto per la nostra azienda, che mette la creatività e l'innovazione al centro di tutte le sue azioni, per crescere".

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di Automobile Club Napoli
BIRRA IN CAMPANIA
di Alfonso Del Forno