Martedì 11 Dicembre 2018 - 7:18

Giornalisti, domani a Napoli il Premio Francesco Landolfo

NAPOLI. Domani, 11 dicembre, alle ore 11 si terrà a Napoli la cerimonia di consegna del Premio di giornalismo “Francesco Landolfo”, presso la sede dell'Istituto di cultura meridionale in via Chiatamone 63 (Palazzo Arlotta). Il Premio, giunto alla settima edizione, ricorda e valorizza l’impegno nella professione e per l'ambiente di Landolfo, segretario dell'Ordine dei giornalisti della Campania, già vicedirettore del quotidiano “Roma”, fondatore e presidente dell'Arga Campania.

Da quest'anno, nell’ambito del premio, sarà assegnata una targa in ricordo di Gianpaolo Necco, consigliere nazionale Fnsi e Unaga, importante punto di riferimento per i colleghi dell’Arga Campania, scomparso due mesi fa.

Di seguito i premi assegnati dalla giuria. Carta stampata (ex aequo): “Il fiume Calore è una fogna. Caccia agli scarichi” di Barbara Ciarcia (Il Mattino), “Valentina, dalla Bocconi alle radici” di Antonino Siniscalchi (Il Mattino); menzione speciale a “Vigne che resistono in mezzo alla città. Un fronte di legalità, sapere e piacere da Posillipo al Vesuvio” di Marta Cattaneo (Terra e vita). Radio-televisione (ex aequo): “La lunga notte dei datterari” di Claudio Ciccarone (TGR Campania/Rainews24), “Economia circolare, la carta vincente di 100% Campania” di Valentina Trifiletti (Ricicla Tv); menzione speciale a “Legambiente, la nuova presidente” di Lorenzo Peluso e Antonella D’Alto (Radio Alfa). Web (ex aequo): “Claudio Miccoli, ucciso in volo dai fascisti” di Ferruccio Fabrizio (Articolo 21), “Resit, la relazione choc sul disastro ambientale” di Antonio Mangione (Internapoli.it); menzione speciale a “Basta droga, babygang e camorra. Questa è la nuova Scampia” di Andrea Ruberto (Il Mattino online) e “Mac: l’europa crede in Pozzuoli” di Valentina Soria (Voce Flegrea, L’Iniziativa). Targa Gianpaolo Necco a Giuseppe Mazzella per la campagna stampa a favore dell’isola d’Ischia dopo il sisma dello scorso anno.
 
Alla cerimonia parteciperà anche il direttore generale dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, Antonio Limone.

Il premio è indetto dall’Ordine dei Giornalisti della Campania, dal Sindacato Unitario Giornalisti della Campania, dal quotidiano “Roma” e dall'Arga Campania. La giuria è composta da Ottavio Lucarelli, presidente dell'Ordine dei giornalisti; Claudio Silvestri, segretario del Sugc; Antonio Sasso e Pasquale Clemente, direttori del quotidiano “Roma”; Geppina Landolfo e Antonella Monaco, vertici Arga Campania; Gennaro Famiglietti, presidente dell’Istituto di Cultura Meridionale; Francesco Fimmanò, docente universitario e vicepresidente del Consiglio di Presidenza della Corte dei conti.

Il Museo del Tesoro di San Gennaro compie 15 anni

NAPOLI. Il Museo del Tesoro di San Gennaro festeggia domani, domenica 9 dicembre, il suo 15esimo compleanno di vita, offrendo visite guidate gratuite comprese nel biglietto a partire dalle ore 10 sino alle 17. 15 anni di apertura che hanno rappresentato un vero e proprio evento culturale per la Città di Napoli perché ha finalmente mostrato ai napoletani e ai turisti, provenienti da tutto il mondo, straordinari capolavori e gioielli di inestimabile valore che per secoli sono stati chiusi nei caveau. Frutto di donazioni di regnanti, uomini illustri, provenienti da ogni parte di Italia e di Europa e dallo stesso popolo partenopeo, i capolavori sono stati custoditi per secoli dalla Deputazione, l’ente laico che governa la Cappella del tesoro di San Gennaro. Con le visite guidate gratuite di domani sarà possibile fare un itinerario emozionante tra le radici, l’arte e la storia di Napoli, raccontato da guide specializzate che faranno comprendere l’essenza di una storia unica al mondo: San Gennaro e il suo tesoro. 

Faito Secret Experience

Nell'ambito del progetto culturale dedicato al Monte Faito e agli amanti della natura e delle sue segrete suggestioni, l'8 dicembre la Faito Secret Experience ospiterà Music in the Sky, il secret concert del cantautore Gnut.

L'evento partirà alle h.20.00, con una cena dedicata, per poi proseguire con Gnut in concerto accompagnato da Arcangelo Michele Caso.

La Faito Secret Experience rappresenta un ulteriore passo importante per la valorizzaione e la riscoperta del nostro patrimonio naturale e culturale.

Al Museo di Roma una mostra sul legame di Papa Paolo VI con l’arte contemporanea

ROMA. Dall’8 dicembre 2018 apre al pubblico al Museo di Roma la mostra “Paolo VI. Il Papa degli artisti” dedicata al grande Pontefice canonizzato da Papa Francesco lo scorso 14 ottobre.

La mostra, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, è ideata e organizzata dal Centro Europeo per il Turismo e la Cultura presieduto da Giuseppe Lepore. Il Comitato Promotore è presieduto dal Cardinale Angelo Comastri, Vicario Generale di Sua Santità, Arciprete della Basilica Papale di San Pietro e Presidente della Fabbrica di San Pietro e il Comitato Scientifico è presieduto dal Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto Emerito della Congregazione per i Vescovi.

Realizzata grazie al sostegno dell’Università San Raffaele Roma, la mostra presenta un percorso con opere che arrivano dalla Reverenda Fabbrica di San Pietro in Vaticano, dalla Collezione Paolo VIarte contemporanea di Concesio (BS) e da alcune collezioni private.

L’intenzione di Paolo VI è quella di “avviare una nuova stagione dell’arte”, come precisa un altro grande pontefice, Giovanni Paolo II, e dunque questa esposizione al Museo di Roma sottolinea il legame indissolubile auspicato da Montini tra la Chiesa e l’arte, una precisa volontà di riavvicinamento annunciata con determinazione nella lettera agli artisti che il papa pronuncia nella Cappella Sistina il 7 maggio 1964.

È di Montini, poi, la conferma papale della Costituzione Conciliare Sacrosanctum Concilium del 4 dicembre 1963 che ha siglato precise disposizioni sull’arte e l’ampliamento conseguente della collezione d’arte sacra contemporanea dei Musei Vaticani in cui vengono accolte anche le esperienze artistiche del Novecento, dunque non solo l’iperrealismo ma anche il concettuale e l’astrattismo. È questo prezioso rapporto tra Giovanni Battista Montini, oggi santo, e gli artisti del suo tempo che la mostra indaga e lo fa proponendo al grande pubblico una parte della ricca collezione d’arte che dopo la morte del pontefice, il suo segretario personale, don Pasquale Macchi, ha donato all’Istituto Paolo VI di Concesio nel bresciano, città natale di Montini, dove tutt’ora si trova, affidata dal 1987 alle cure dell’associazione “Arte e Spiritualità”.

La collezione consta di oltre settemila opere tra dipinti, disegni, incisioni, stampe, sculture e medaglie custodite nella sede di Concesio di fianco alla Casa natale di Paolo VI.

Adesso approda al Museo di Roma una parte di questa vasta collezione che costituisce il nucleo centrale della mostra, con l’obiettivo di far conoscere un tesoro poco noto che comprende, tra gli altri, artisti quali Aldo Carpi, Emilio Greco, Fausto Pirandello, Angelo Biancini, Floriano Bodini, Trento Longaretti, Ennio Morlotti, Salvatore Fiume e Renato Guttuso, senza dimenticare l’intenso ritratto in bronzo di Pio XII modellato dal grande Francesco Messina.

Nei suoi scritti, il pontefice rammenta l’importanza dell’atto creativo che è proprio degli artisti, ai quali è affidata una evangelizzazione per immagini dell’Annuncio di Cristo, con la prerogativa di conservare “a tale mondo la sua ineffabilità, il senso della sua trascendenza, il suo alone di mistero”. Paolo VI si sofferma sull’aspetto spirituale della creazione, in quanto per un artista dipingere, scolpire o realizzare un manufatto d’arte applicata vuol dire entrare “nella cella interiore di se stessi e dare al momento religioso, artisticamente vissuto, ciò che qui si esprime: una personalità, una voce cavata proprio dal profondo dell’animo, una forma che si distingue da ogni travestimento di palcoscenico, di rappresentazione puramente esteriore; e l’io che si trova nella sua sintesi più piena e più faticosa, se volete, ma anche più gioiosa”. Le parole di Paolo VI sembrano abbracciare tutte le forme d’arte, infatti, qualsiasi sia il linguaggio artistico, l’arte ha il compito di rendere il messaggio evangelico esplicitamente più vicino agli uomini e più comprensibile.

Paolo VI succede a Giovanni XXIII, figura cara alla contemporaneità che aveva voluto un nuovo concilio ecumenico, e questa successione è il punto di partenza della mostra con i ritratti dei due pontefici, custoditi presso i depositi della Fabbrica di San Pietro in Vaticano ed eseguiti da due differenti artisti per la Basilica di San Paolo fuori le mura, utilizzati come base da cui sono stati realizzati i mosaici nella navata centrale, in seguito all’incendio del 1823. Artista che ha espresso bene il pontificato di Giovanni XXIII è Giacomo Manzù che accoglierà il pubblico con un suo celebre Cardinale di bronzo, che in mostra costituisce una sorta di viatico per poi trovarsi al cospetto degli artisti di Paolo VI.

Accompagna la mostra un catalogo edito da Gangemi Editore, in cui compaiono i contributi autorevoli dell'Arcivescovo Agostino Marchetto, Nunzio Apostolico e storico dei concili, del Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto Emerito della Congregazione per i Vescovi, di Paolo Bolpagni, ex Direttore della Collezione Paolo VI, di Paolo Sacchini, Direttore della Collezione Paolo VI, e di Antonio D’Amico, curatore della mostra.

Premio Francesco Landolfo: ecco i vincitori della settima edizione

NAPOLI. Martedì 11 dicembre alle ore 11 si terrà a Napoli la cerimonia di consegna del Premio di giornalismo “Francesco Landolfo”, presso la sede dell'Istituto di cultura meridionale in via Chiatamone 63 (Palazzo Arlotta). Il Premio, giunto alla settima edizione, ricorda e valorizza l’impegno nella professione e per l'ambiente di Landolfo, segretario dell'Ordine dei giornalisti della Campania, già vicedirettore del quotidiano “Roma”, fondatore e presidente dell'Arga Campania.

Da quest'anno, nell’ambito del premio, sarà assegnata una targa in ricordo di Gianpaolo Necco, consigliere nazionale Fnsi e Unaga, importante punto di riferimento per i colleghi dell’Arga Campania, scomparso due mesi fa.

Di seguito i premi assegnati dalla giuria. Carta stampata (ex aequo): “Il fiume Calore è una fogna. Caccia agli scarichi” di Barbara Ciarcia (Il Mattino), “Valentina, dalla Bocconi alle radici” di Antonino Siniscalchi (Il Mattino); menzione speciale a “Vigne che resistono in mezzo alla città. Un fronte di legalità, sapere e piacere da Posillipo al Vesuvio” di Marta Cattaneo (Terra e vita). Radio-televisione (ex aequo): “La lunga notte dei datterari” di Claudio Ciccarone (TGR Campania/Rainews24), “Economia circolare, la carta vincente di 100% Campania” di Valentina Trifiletti (Ricicla Tv); menzione speciale a “Legambiente, la nuova presidente” di Lorenzo Peluso e Antonella D’Alto (Radio Alfa). Web (ex aequo): “Claudio Miccoli, ucciso in volo dai fascisti” di Ferruccio Fabrizio (Articolo 21), “Resit, la relazione choc sul disastro ambientale” di Antonio Mangione (Internapoli.it); menzione speciale a “Basta droga, babygang e camorra. Questa è la nuova Scampia” di Andrea Ruberto (Il Mattino online) e “Mac: l’europa crede in Pozzuoli” di Valentina Soria (Voce Flegrea, L’Iniziativa). Targa Gianpaolo Necco a Giuseppe Mazzella per la campagna stampa a favore dell’isola d’Ischia dopo il sisma dello scorso anno.
 
Alla cerimonia parteciperà anche il direttore generale dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, Antonio Limone.

Il premio è indetto dall’Ordine dei Giornalisti della Campania, dal Sindacato Unitario Giornalisti della Campania, dal quotidiano “Roma” e dall'Arga Campania. La giuria è composta da Ottavio Lucarelli, presidente dell'Ordine dei giornalisti; Claudio Silvestri, segretario del Sugc; Antonio Sasso e Pasquale Clemente, direttori del quotidiano “Roma”; Geppina Landolfo e Antonella Monaco, vertici Arga Campania; Gennaro Famiglietti, presidente dell’Istituto di Cultura Meridionale; Francesco Fimmanò, docente universitario e vicepresidente del Consiglio di Presidenza della Corte dei conti.

«Archivio permanente dei fotoreporter napoletani»

NAPOLI. Venerdì 7 dicembre al Sindacato Unitario Giornalisti della Campania alle ore 15 si terrà l'inaugurazione di “Scatti della memoria”, una mostra fotografica che racconta la storia della città di Napoli, documentata con passione e professionalità da grandi fotoreporter campani: Mario Siano, Antonio Troncone, Franco Esse, Gaetano e Franco Castanò, Giacomo Di Laurenzio (Peppino), Guglielmo Esposito. La mostra, curata da Stefano Renna e Sergio Siano, è stata prodotta dal Festival Internazionale "Imbavagliati", ideato e diretto da Désirée Klain, ed ospitata in anteprima nel corso della quarta edizione della manifestazione, che si è svolta lo scorso settembre al Pan Palazzo delle Arti di Napoli. Sarà esposta in maniera permanente al Sindacato unitario dei giornalisti della Campania nella sala conferenze intitolata a Santo della Volpe. La direttrice artistica di “Imbavagliati”, Désirée Klain, sarà presente per il passaggio di consegne. «L’intenzione è di promuovere il fondamentale lavoro dei fotoreporter che sono sempre in prima linea per documentare fatti e cronaca del quotidiano e che necessitano di sempre maggiori tutele. - spiega il segretario del Sugc, Claudio Silvestri - Gli archivi fotografici napoletani sono documenti importanti che rappresentano la memoria della città. Questo è solo un primo passo, con la FNSI abbiamo proposto l’istituzione di un archivio permanente della fotografia dove poter raccogliere gli archivi fotografici di modo che diventino un prezioso documento, fruibile per la città». 
A seguire, alle ore 17:30 si terrà al PAN un incontro sulla fotografia organizzato dal World Press Photo in collaborazione con il Sindacato unitario dei giornalisti della Campania. Protagonista sarà Stefano Renna (nella foto), fotoreporter campano che presenterà in anteprima a Napoli una proiezione che racchiude i suoi trent’anni di carriera: “Camorra: Le voci di dentro”. Saranno presenti oltre all’autore, anche Claudio Silvestri, segretario del SUGC, Beppe Giulietti, presidente della Federazione Nazionale della Stampa Italiana. L’incontro sarà moderato da Roberta De Maddi, giornalista professionista e fotoreporter, consigliere del Direttivo del SUGC.

Museo accessibile, "festa dell'inclusione" al Mann

NAPOLI. Declinare il concetto di inclusione secondo diverse accezioni: sarà il fil rouge di alcuni degli eventi in programma questa settimana al Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Nell’ambito delle iniziative realizzate per la “Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità”, mercoledì 5 dicembre (ore 9.30) sarà in calendario al MANN la “Festa dell’inclusione”, organizzata in collaborazione con Federconsumatori Campania. All’evento, che prevedrà la realizzazione di laboratori creativi e visite in collezione, parteciperanno Paolo Giulierini (Direttore dell’Archeologico), Rosario Stornaiuolo (Presidente Federconsumatori Area Metropolitana di Napoli), Roberta Gaeta (Assessore alle politiche sociali del Comune di Napoli) e Toni Nocchetti (Associazione “Tutti a scuola”): il MANN, inoltre, riceverà il marchio di “Museo accessibile”. Durante l’iniziativa, sarà presentato un video di Davide Tartaglia ed i partecipanti avranno modo di assistere alla perfomance di Mauro Maurizio Palumbo dedicata alla “RiGenerazione”; infine, Alessandra Pagliano, curatrice della mostra “Le ore del sole”, effettuerà un laboratorio tattile di scoperta degli antichi orologi solari in esposizione. Eppure, anche in occasione delle festività natalizie, la parola “inclusione” assumerà, nel dizionario dell’attività museale, i contorni di integrazione con le arti tipiche del territorio campano: venerdì 7 dicembre, alle 12, sarà inaugurato il “Presepe continuum”, che i maestri dell’Associazione Presepistica Napoletana hanno progettato nell’atrio del Museo, forgiando alcuni splendidi pastori ispirati alle grandi sculture del MANN. 

Arte, la collezione Vandeneyden torna a Palazzo Zevallos Stigliano

NAPOLI. Dal 6 dicembre prossimo al 7 aprile 2019 la mostra “Rubens, Van Dyck, Ribera. La collezione di un principe" riporta eccezionalmente a Palazzo Zevallos Stigliano di Napoli, sede partenopea delle Gallerie d'Italia di Intesa Sanpaolo, la prestigiosa collezione appartenuta, prima di essere dispersa, alla famiglia Vandeneynden e, successivamente, ai principi Colonna di Stigliano che abitarono nella sontuosa dimora di via Toledo dagli ultimi decenni del Seicento: capolavori provenienti da musei italiani e stranieri, grazie a prestiti eccezionali, ritornano a Napoli, per la prima volta nelle stanze dello stesso Palazzo dove a lungo in passato furono custoditi. Originalità, ricerca, dimensione internazionale caratterizzano la mostra. Dopo lunghi studi che hanno permesso di approfondire e ricomporre “'a collezione del principe", questa inedita esposizione ha il sapore del “ritorno a casa" di opere straordinarie, nel contesto in cui oltre tre secoli fa furono raccolte e ammirate. Stretti rapporti di parentela legavano la famiglia Vandeneynden a quelle di diversi artisti delle Fiandre attivamente impegnati anche nel mercato dell'arte. Tale fitta rete di relazioni, di cui furono partecipi anche Rubens e Van Dyck, favorì la formazione della raccolta che annoverava il meglio della produzione italiana e fiamminga del tempo, esempio dei rapporti artistici e culturali che intercorsero a lungo tra il Nord e il Sud dell'Europa. La collezione vantava opere tuttora celebri, come il “Banchetto di Erode" di Rubens, ora a Edimburgo, e ancora esemplari di Anthony van Dyck, Aniello Falcone, Luca Giordano, Mattia Preti, Jusepe de' Ribera, Salvator Rosa, Massimo Stanzione, Guercino, Annibale Carracci, Jan Brueghel, Jan Miel, Andrea Vaccaro, numerose nature morte nonché paesaggi e battaglie di altri maestri fiamminghi. Con la presenza come consultant curator di Gabriele Finaldi, direttore della National Gallery di Londra, la mostra è curata da Antonio Ernesto Denunzio con la collaborazione di Giuseppe Porzio e Renato Ruotolo, ed è organizzata da Intesa Sanpaolo, Direzione Centrale Arte, Cultura e Beni Storici - Ufficio Iniziative Culturali, Progetti Espositivi, Patrimonio Artistico. L'iniziativa si avvale inoltre di un prestigioso comitato scientifico che annovera, tra gli altri, Christopher Brown, Aidan Weston Lewis, Gert Jan van der Sman, Keith Sciberras, Maria Cristina Terzaghi. 

Bellezza e solidarietà a di villa Domi con Stella Polare e Glad Art

Save the date. Da non perdere per il prossimo 9 dicembre nella splendida location di villa Domi la presentazione del calendario regionale della Bella d’Italia. Il calendario è stato realizzato nel Cilento, a Palinuro presso il residence Le Terrazze di Salvatore e Andrea Camillo. Gli scatti hanno coinvolto le ragazze che hanno rappresentato la Campania alla finale Nazionale di Scalea. C'è da sottolineare  che la manifestazione ha un valore anche solidale. L'evento è legato alla raccolta fondi di Meridonare messo in campo dalla associazione Stella Polare, dal titolo Glad Art. Di cosa si tratta? Parliamo di una iniziativa che nasce dal settore dell’artigianato, campo sottovalutato in Italia, che i ragazzi di questo laboratorio, inseme al loro maestro, voglioni rivalutare con lo sviluppo di una piccola bottega artigianale. Il settore artigianale specifico nel quale l'idea progettuale vuole svilupparsi è quello dell’arte presepiale e manufatti sacri. Attraverso il progetto “Glad Art” si intende realizzare, infatti, dei laboratori che possano tramandare l’arte presepiale e quindi aiutare i discenti a realizzare scenografie presepiali, sia libere che in campane e come diorami, oggetti di complemento per le scenografie, pastori di ogni dimensione con vestiti in stoffa e/o realizzati in stampo, statue di piccole e medie dimensioni. Il laboratorio intende formare anche nella realizzazione di scene raffiguranti i santi nei luoghi ove hanno vissuto, di colonne con capitello o base utili per le scenografie. Un progetto che va sostenuto per tramandare ai più giovani un sapere antico ma sempre affascinante e suggestivo.

Formazione marittimi, grande partecipazione Castellammare

Dopo anni di monopolio, il Ministero ha rilasciato ad Acma Enterprise, nata nel 2001 per associazione di alcune componenti dello shipping italiano, le autorizzazioni per organizzare un corso, il M.A.M.S, di fondamentale importanza per i marittimi. Nella sede di Castellammare di Stabia si è tenuta la prima giornata di corso che ha visti coinvolti circa 20 allievi provenienti da tutta la regione. L’apertura del Ministero delle Infrastrutture a nuove scuole di formazione ha il non trascurabile merito di abbattere i costi di un corso di formazione obbligatorio per tutti i marittimi e di “diversificare” l’offerta anche dal punto di vista geografico. Il corso organizzato da Acma Enterprise è diretto dal professor Nicola Petronzi, direttore tecnico di Acma Enterprise e dal comandante Aniello Russo, amministratore delegato di AcmaEnterprise e di Napoli-Sorrento Training Coast.

«I nostri corsi sono i primi in assoluto in Italia realizzati direttamente in mare – spiega Nicola Petronzi – e si tratta di un corso molto importante che, attraverso una formazione mirata, punta ad aumentare la sicurezza in mare. Il corso M.A.M.S è organizzato in 26 ore, di cui 19 di teoria e 7 di pratica ed è stato organizzato da noi i quattro giorni, dal lunedì al giovedì. Gli esami hanno la durata di sei ore e la commissione è composta da un ufficiale, o un sottufficiale, della Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia, dal direttore del corso e dall’istruttore».

Nel corso della prima giornata di prove gli allievi hanno fatto pratica, seguiti dall’occhio vigile del comandante Russo, sull’utilizzo dei principali ausili di soccorso in mare, sul dispiegamento dei mezzi di sicurezza, sul salvataggio in acque aperte e sull’ammaraggio della scialuppa di salvataggio da 65 persone.

«Siamo entusiasti dal vedere tanta partecipazione e impegno da parte degli allievi – ha commentato il comandante Russo – il nostro è un corso organizzato tenendo presenti tutti gli standard qualitativi imposti dal Ministero e, per consentire la miglior fruizione possibile ai discenti, abbiamo stabilito un numero chiuso per ogni corso. I docenti vengono scelti in base ai rigidi parametri ministeriali e sono tutti qualificati come prescrivono le leggi in materia. Acma Enterprise eroga già una ventina di corsi differenti nell’ambito della formazione marittima – prosegue – e ai 10-15 corsi organizzati con l’autorizzazione del Ministero affianchiamo corsi liberi che ci vengono chiesti dalle società armatrici che hanno necessità di formare adeguatamente il loro personale. Un lavoro a 360 gradi che si serve di tantissime professionalità conosciute e riconosciute nell’ambito marittimo in Campania e in tutta Italia».

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