Domenica 23 Luglio 2017 - 14:35

Importante riconoscimento per l'Accademia Internazionale Partenopea Federico II

Un nuovo prestigioso traguardo per l'Accademia Internazionale Partenopea "Federico II" di Napoli, in occasione del decennio di attività, la registrazione, con atto di asseverazione legalizzata, presso il registro pubblico (iCSO) del Dipartimento Affari Economici e Sociali dell'Organizzazione delle Nazioni Unite e di Trasparenza dell'Unione Europea (European Trasparency Registry). Lo rende noto il Presidente Cav. Domenico Cannone, precisando che l'accredito è stato concesso, a seguito di una attenta valutazione dell'intero iter accademico,  per il costante impegno e la capacità dell'Accademia di distinguersi particolarmente nella promozione a livello locale, nazionale e internazionale dei valori dell'ONU e dell'UE, in ossequioso rispetto dell'integrazione culturale e socio-economica, della promozione dell'interculturalità, della tutela della lingua e della tradizione culturale mediterranea e della promozione della comunicazione radiotelevisiva.

Sin dalla nascita l'Accademia si prefigge l'obiettivo di produrre e divulgare la Cultura in qualsiasi espressione nel rispetto dei principi democratici e di tolleranza reciproca, organizzando periodicamente manifestazioni ed eventi a livello europeo e pan-mediterraneo, sulle tematiche della Cultura, dell'Arte, del Giornalismo, della Storia, del Cinema, delle Scienze e dello Sport tra cui primeggia il Premio Internazionale d'Arte e Cultura "Città di Napoli", premiato con medaglia di bronzo della Presidenza della Repubblica Italiana nel 2011, per aver contribuito alla rivalutazione della Cultura e della tradizione napoletana, affinché  Napoli possa mantenere il primato di città più bella del mondo.

Intanto proseguono gli impegni e nascono nuovi progetti, anche di sinergia tra enti, con l'obiettivo unico di sensibilizzare le coscienze nel pieno rispetto del vivere civile e del bene comune. MiSi

Meridonare allo Zoo di Napoli: "Scritto nel Dna: gli scimpanzé e l'uomo"

NAPOLI. Domani, mercoledì 19 luglio, alle ore 10,30 presso lo Zoo di Napoli nell'area antistante il vecchio Exhibit Scimpanzé sarà presentato il progetto messo in campo dall’Associazione Zoo di Napoli con Meridonare, la prima piattaforma di Crowdfunding del Meridione, dal nome "Scritto nel Dna: gli scimpanzé e l'uomo". L’intento dell’Associazione Zoo di Napoli è quello di sostenere lo Zoo di Napoli nella realizzazione di una struttura d’eccellenza che ospiti gli scimpanzé (Pan troglodytes) all’interno del Giardino zoologico, al fine di operare nel settore della ricerca e della divulgazione scientifica. Il contributo richiesto è necessario in particolare per la ristrutturazione delle vecchie gabbie presenti all’interno del parco dotandole di un giardino con alberi secolari adatto alla vita “libera” degli animali. L’obiettivo di lungo termine è quello di far diventare lo Zoo di Napoli centro d’eccellenza europeo per lo studio e la ricerca dei primati. Un progetto ambizioso che rilancia in pieno le aspettative dello Zoo e di una città di livello internazionale come Napoli. A presentare l’iniziativa saranno l'ingegnere Francesco Floro Flores Presidente Gruppo Trefin e  il professore  Marco Musella, Presidente di Meridonare. Interverranno:  Michele Capasso, Curatore Zoologico Zoo di Napoli e Fiorella Saggese, responsabile Scientifico Zoo di Napoli.

Francesco Floro Flores: «Abbiamo la ferma volontà di migliorare la conoscenza in ambito scientifico in merito agli scimpanzé e avvicinare il grande pubblico al mondo dei primati, nonché di intensificare l'attività di ricerca relativa a questi animali».

L’associazione Zoo di Napoli si occupa da anni di progetti scientifici e di conservazione avvalendosi delle prestigiose professionalità dello staff scientifico dell'ente. Il tutto viene realizzato attraverso una serie di attività didattiche. Dal 2013, con l'avvento di una nuova gestione, si è avviato un ampio processo di miglioramento che ha coinvolto il Giardino zoologico nel suo complesso: dalle strutture, alla cura del verde senza mai dimenticare il benessere e la collezione animale.

Lo Zoo di Napoli si prefigge poi una serie di collaborazione con altri giardini zoologici a livello nazionale e internazionale, ed un piano di attività di divulgazione scientifica desinata alle scuole.

Seconda giornata di studi sulla brachilogia con la Parthenope

NAPOLI. Si terrà oggi, dalle ore 10, presso la sede di palazzo Pacanowski dell’Università Parthenope di Napoli, la seconda giornata della due giorni di formazione molto interessante sulla brachilogia.

Il simposio su questa scienza che si presenta nuova seppur di antiche origini, fortemente voluto dal rettore Alberto Carotenuto, dal Direttore del dipartimento di studi economici e giuridici, Antonio Garofalo e da Carolina Diglio, coordinatrice del dottorato di ricerca in “Eurolinguaggi e terminologie specialistiche” e realizzato in collaborazione con la CIREB (coordinamento internazionale di studi e ricerche brachilogiche di Parigi), l’AUF (l’Agenzia Universitaria della Francofonia), con l’Institut Français di Napoli, con l’Università di Tunisi El Manar, si presenta molto interessante, ospite d’eccezione, infatti, in qualità di visiting professor presso il famoso ateneo campano, Mansour M’henni (nella foto), docente di fama internazionale nonché, presidente della Cireb, che proporrà un intervento intitolato “Communication dialogue et conversation. Approche brachypoétique”.  Maria Giovanna Petrillo, docente di lingua e letteratura francese  alla Parthenope nonché membro del gruppo di ricerca della Cireb presenterà, invece, uno studio dal titolo “L’autoportrait à la Toussaint : une approche brachylogique”.  

Formazione dottorale e riunione del gruppo di ricerca nazionale, che vede la partecipazione di illustri rappresentanti di diversi atenei, previsti il giorno dopo; M’henni, infatti, terrà un seminario dal titolo “De la brachylogie à la Nouvelle Brachylogie. Les défis d’un nouveau concept”. Al workshop con studenti e dottorandi seguirà  la presentazione dell’importante rivista internazionale di studi brachilogici Conversations e del progetto lessicografico dal titolo Dictionnaire de la Nouvelle Brachylogie. “Il termine “brachilogia”, dal greco βραχύς (brachys, breve) e λόγος (logos, discorso), indica un parlare conciso e sentenzioso che accomuna, in un’ottica interdisciplinare, diversi settori scientifici, dalla letteratura alla retorica, dalla linguistica all’arte all’economia. Questo secondo appuntamento alla Parthenope - la prima giornata di studi, infatti, ha visto come protagonista il mio collega e amico, professore Abderrahman Tenkoul, dell’Università di Kenitra, ci auguriamo possa consolidare qui a Napoli questa nascente rete nazionale. ”- spiega M’Henni, autore, tra l’altro, del saggio “Le retour de Socrate” (Tunis, Editions Brachylogia, 2015). 

Folla all'inaugurazione della mostra di Kuturi al Pan

Una folla superiore ad ogni aspettativa (VEDI FOTO GALLERY) ha partecipato, sabato 8 luglio al Pan, all’inaugurazione della mostra “Oxidium oltre l’icona” dell’artista Kuturi. Ospiti d’eccezione, il maestro Enzo Avitabile e l’assessore alla Cultura del Comune di Napoli, Nino Daniele. La sala dell’atrio del Pan è stata invasa da tantissime persone che, nonostante il forte caldo, hanno voluto rendere omaggio all’artista per la prima esposizione nella sua città d’origine dopo trentacinque anni di attività. Raggiunta la capienza massima, gli altri visitatori hanno dovuto attendere all’esterno il proprio turno per poter visitare le tre sale che il Pan ha voluto dedicare alle opere di Kuturi. Moltissimi i visitatori venuti appositamente per l’occasione da Milano, città d’adozione dell’artista partenopeo. Tra di loro anche la designer Anna Maria Re che ha realizzato una linea di gioielli ispirata alle opere di Kuturi, che sarà presentata a Milano il 21 ottobre.  Hanno commentato le opere il curatore della mostra, professore Andrea B. del Guercio, e lo scrittore Riccardo Notte, entrambi docenti dell’Accademia di Brera. Sono intervenuti, in rappresentanza del sindaco Luigi de Magistris, l’assessore Nino Daniele e il consigliere comunale Marco Cocifoglia. Applauditissimo il maestro Enzo Avitabile, la cui musica ha accompagnato e ispirato la realizzazione delle opere di Kuturi. Ad Avitabile l’artista ha donato una delle sue icone sacre e un’installazione che il musicista ha ribattezzato con il titolo di una sua canzone, “Crucifixus”, contenuta nell’album “Sacro Sud”. Quest’ultima, per volontà di Avitabile e di Kuturi, sarà destinata ad un centro sociale di Marianella. La mostra, composta da icone sacre, sculture e installazioni, prevalentemente realizzate mediante ossidazione di metalli preziosi con l’uso di reagenti chimici, sarà visitabile fino al 23 luglio.   

Luci e suoni, nuovo percorso agli scavi di Pompei

Il sistema d'illuminazione dell'area archeologica di Pompei ha ricevuto un nuovo impulso grazie a Enel che ha realizzato il moderno percorso integrato visivo e sonoro per le visite notturne del celebre sito archeologico, in collaborazione con il Parco Archeologico di Pompei. All'inaugurazione del nuovo itinerario hanno partecipato il Direttore generale del Parco Archeologico di Pompei, Massimo Osanna, il Direttore Country Italia di Enel, Carlo Tamburi, il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, il Ministro per la Coesione territoriale e il Mezzogiorno, Claudio De Vincenti, e il Ministro dei Beni e delle Attività culturali e del turismo, Dario Franceschini. Il nuovo percorso integrato è stato realizzato grazie all'intervento di relamping dell'impianto di illuminazione della parte di area archeologica che va da Porta Marina alla Basilica, attraverso il quale sono stati sostituiti circa 430 corpi illuminanti di vecchia generazione con quelli nuovi a LED che permettono un risparmio energetico di circa il 60%, mantenendo elevati standard di qualità di illuminazione a fronte di una durata di vita molto più lunga rispetto a quelli classici a incandescenza. 

Gli interventi di ammodernamento hanno riguardato anche il sistema audio che supporta il percorso emozionale dell'area archeologica, sfruttando le potenzialità comunicative dei contenuti e la perfetta integrazione con l'impianto di illuminazione artistica, offrendo un'esperienza culturale efficace e coinvolgente. I suoni, che si ripetono come sottofondo, riproducono voci di vita quotidiana dell'antica epoca romana: dentro i luoghi di aggregazione come il mercato o dentro luoghi sacri come il Tempio di Apollo. È stato inoltre installato un moderno sistema di domotica grazie al quale è possibile controllare l'intero impianto da remoto. I visitatori potranno godere quindi di suggestioni sensoriali lungo il nuovo percorso che ha una duplice trama narrativa, visiva e uditiva ed è formato da varie tappe nelle quali si possono apprezzare i resti archeologici di Pompei, in un'insolita atmosfera notturna resa unica grazie anche all'intervento di Enel. 

«Possiamo essere orgogliosi di questa storia di riscatto, di rinascita. Pompei era sinonimo di difficoltà ed ora è stato fatto un grande lavoro di squadra, ora la vera sfida ora è quella che si vuole fare intorno al sito. Ora c'è una domanda che può suscitare l'interesse dei privati». Così il ministro dei beni culturali Dario Franceschini.

Musei, nasce “Artecard Mann-Capodimonte"

La Regione Campania, con la società Scabec, lancia la nuova “Campania Artecard Mann-Capodimonte" che unisce il Museo Archeologico Nazionale di Napoli al Museo e Real Bosco di Capodimonte: un sistema integrato che in un unico ticket comprende l'ingresso ai due musei e il collegamento andata e ritorno con il servizio pubblico dei trasporti. L'iniziativa sarà presentata domani in una conferenza stampa, alle ore 10,30, nella sala di Palazzo Armieri (Via Nuova Marina n.19). Con il Presidente Vincenzo De Luca saranno presenti i direttori dei due musei Sylvain Bellenger e Paolo Giulierini (entrambi da sinistra nella foto), il Direttore Generale Beni Culturali e Turismo Rosanna Romano, il presidente di Scabec Antonio Bottiglieri, il presidente del consorzio Unico Campania Gaetano Ratto. 

“La mia vita. Senza parole”, successo per la presentazione del libro di Tessitore

NAPOLI. Affollata presentazione. alla Camera di Commercio di Napoli, del libro "La mia vita. Senza parole" scritto da Antonio Tessitore, malato di Sla da quattordici anni, con il giornalista del "Roma", Mario Pepe ed edito da Tullio Pironti. Nella sala convegni dell'ente camerale si sono succeduti, dopo il saluto del commissario Girolamo Pettrone, gli interventi, moderati dal giornalista Gianfranco Coppo, collaboratore de "Il Mattino", della neurologa Maria Rosaria Monsurrò; del pneumologo Giuseppe Fiorentino; di Lucio Matano dell'Aisla di Caserta; del presidente dell'Ordine dei giornalisti della Campania, Ottavio Lucarelli; di Angelo Cerulo, responsabile della redazione napoletana dell'Ansa; di Chiara Di Martino, dottoressa di ricerca in sociologia. Particolare emozione ha suscitato la lettura di brani estratti dal libro da parte della giornalista Francesca Di Lello. A chiudere il dibattito gli autori. Tessitore ha sottolineato che "il libro nasce dalla curiosità ma anche dall'esigenza di capire come gli altri percepiscano il rapporto con me, specie chi mi ha conosciuto prima della malattia. Ho voluto testimoniare, con questo secondo libro, la mia determinazione a proseguire nella battaglia contro la Sla e nell'impegno a favore della ricerca". Tutti gli intervenuti hanno sottolineato la necessità di un impegno comune nella divulgazione delle informazioni sulla Sla e il coraggio di Tessitore che con la sua attività tiene alta l'attenzione sulla necessità da parte delle istituzioni di essere più attente verso il mondo della disabilità. 

Presentato il “Premio Biagio Agnes”

Presentata la nona edizione del premio giornalistico Biagio Agnes, nella sede Rai di viale Mazzini. Il riconoscimento e' nato nel 2009 per iniziativa del giornalista ed ex direttore generale della Rai, Biagio Agnes, per lanciare un ponte verso le nuove frontiere dell'informazione senza rinunciare alla tradizione. Alla manifestazione e' stata assegnata la targa del presidente della Repubblica e vanta il patrocinio della presidenza del Consiglio, del ministero dei Beni e delle Attivita' Culturali e del Turismo, della regione Campania, del comune di Sorrento, della Federazione della Stampa Italiana, dell'Ordine Nazionale dei Giornalisti, dell'Usigrai e dell'Unione Cattolica Stampa Italiana. L'evento si terra' a Sorrento dal 23 al 25 giugno, mentre la cerimonia di premiazione si svolgera' sabato 24 e sara' condotta dai giornalisti Francesca Fialdini e Alberto Matano. Una serata ripresa dalle telecamere di Rai1 e trasmessa in differita il 30 giugno in seconda serata. Tv ma anche due dibattiti su temi sensibili come le fake news e il femminicidio in continuita' con il portare avanti il messaggio di Agnes per un giornalismo calato nella realta'. Alla conferenza stampa sono intervenuti il presidente della giuria del premio, Gianni Letta, la presidente della Rai, Monica Maggioni, il direttore generale della Rai, Mario Orfeo, il direttore di Rai1, Andrea Fabriano, e la presidente della Fondazione Biagio Agnes, Simona Agnes. Novita' di quest'anno la creazione di un premio per le nuove frontiere del giornalismo che e' stato assegnato a Fiorello per la sua "Edicola Fiore".

"Il premio porta grandi novita', per la prima volta saliranno sul palco personaggi che hanno fatto grande informazione con dei format innovativi, pur non essendo giornalisti, come Fiorello - ha spiegato Simona Agnes -. Una cosa che suscitera' grande interesse ma se lo merita, come ha gia' detto per lui e' una soddisfazione e un onore essere premiato da una giuria di grandissimi giornalisti, primi nel loro settore e riconosciuti a livello nazionale e internazionale". Anche quest'anno e' prevista una borsa di studio destinata a un giovane praticante dell'Universita' Luiss Guido Carli e tra i premi anche la categoria Under 35, vinta quest'anno dalla giornalista di Tv2000, Caterina Dall'Olio. "Siamo sempre molto attenti con la Fondazione ai giovani per dargli una spinta motivazionale, perche' e' un momento molto difficile per i ragazzi che intraprendono questa carriera. Cerchiamo ,quindi, nel nostro piccolo di dare un contributo a questi ragazzi". Tra i premi di quest'anno spicca un riconoscimento alla memoria a Ettore Bernabei, storico direttore generale della Rai scomparso meno di un anno fa, e il premio alla carriera allo scrittore nonche' firma sportiva di Repubblica, Gianni Clerici, lui stesso definitosi piu volte un "tennista mancato". Riconoscimenti, tra i tanti, anche per il direttore di Bloomberg News (Premio Internazionale), John Micklethwait e Maurizio Molinari, direttore de La Stampa, per la carta stampata. "Mi auguro che la lezione di Agnes e Bernabei ispiri Orfeo e la Maggioni alla coesione - ha detto Gianni Letta - perche' la Rai deve rimanere la prima industria culturale del paese e assolvere la funzione di servizio pubblico in modo moderno ma garantendo dignita', serieta' e speranza al Paese. A questo serve il premio per ricongiungere passato e presente e dare ai giovani la sostanza, il valore e la forza di qualunque giornalista Rai".

Pompei, nuove ricerche nel parco archeologico: otto cantieri di scavo

Pompei e la ricerca: nuovi tasselli per la storia di Pompei emergono attraverso studi e ricerche negli spazi pubblici e nei luoghi di culto della città antica. Dalla primavera di quest’anno sono iniziati i nuovi cantieri di scavo che stanno interessando ben 8 aree di indagine all’interno del perimetro del sito, oltre al cantiere di scavo nel suburbio meridionale.

Si tratta del Foro, dell’Insula Occidentalis, della Torre di Mercurio con le mura antiche, della  Schola Armaturarum  e delle aree sacre del Santuario di Apollo, del Foro Triangolare, del Tempio di Iside e del Santuario extraurbano del Fondo Iozzino. Di particolare rilievo nei luoghi di culto, le ricerche finalizzate a ricostruire l’aspetto del sacro e l’urbanistica della Pompei più antica.

La presenza di aree transennate che il pubblico incontrerà, sarà dunque connessa a tali interventi che prevederanno, in talune occasioni, l’illustrazione da parte degli archeologi delle attività svolte.

In attesa del grande cantiere che interesserà tutti i fronti di scavo, oggetto di consolidamento e che vedrà il dissotterramento di un’intera porzione di area sepolta della Regio V, le indagini  in corso stanno portando alla luce dati significativi per la conoscenza della città antica, e che risultano altresì indispensabili per la definizione di nuove strategie di conservazione e valorizzazione.

Tre i cantieri già avviati da metà marzo/aprile: l’Insula Occidentalis, la Torre di Mercurio e le relative mura, il Santuario del Fondo Iozzino.

L’Insula  Occidentalis corrisponde al settore ovest di Pompei, compreso tra Porta Ercolano e Porta Marina,. L’area  di indagine si  concentra  nella zona  della  Regio VI, in  corrispondenza della cosiddetta Casa del Leone. Dalle prime indagini si è potuta confermare la presenza di un portico di considerevoli dimensioni posto all'esterno della linea delle mura, in relazione alla Casa del Leone, già indagato in età borbonica, del quale si erano perse le tracce, in quanto parzialmente nascosto anche dal cumulo borbonico, nonché ambienti mosaicati mai esplorati. Tale scoperta fornisce nuovi elementi alla definizione del progetto urbanistico che caratterizzava questo versante della città con un sistema di case-villa a ridosso della cinta muraria, in posizione panoramica verso il mare. Le indagini sono finalizzate anche a individuare un accesso idoneo al museo di reperti organici di prossima realizzazione.

Le antiche mura nei pressi della Torre di Mercurio. In quest’area sono stati riaperti due saggi già condotti nel 1927-29  da Amedeo Maiuri, allo scopo di sondare le fasi più antiche della fortificazione della città e il suo impianto urbanistico. Particolarmente interessanti sono le tracce dei solchi delle macchine da guerra utilizzate per difesa durante l’attacco di Silla dell’89 a.C., emerse lungo il camminamento di ronda. Mentre nel luogo dell’altro saggio è venuta alla luce la fondazione della cortina a lastre di calcare di impianto greco.

Nel suburbio di Pompei, nel pieno centro della città moderna, sono riprese le indagini archeologiche nel Santuario del Fondo Iozzino. L’area, un tempo cava di estrazione del lapillo di proprietà Iozzino, indagata a più riprese a partire dal 1960, ha visto dal 2014 l’avvio  di una ricerca approfondita e continuativa che ha  portato alla scoperta  di una ricca messe di offerte votive, con testimonianze epigrafiche in lingua etrusca che  hanno  gettato  nuova  luce  sulla  Pompei  arcaica,  restituendo  quello  che  al  momento  è  il  più  ricco repertorio di iscrizioni etrusche della Campania.

Da pochi giorni sono inoltre partiti i cantieri nei principali luoghi di culto all’interno di Pompei: il Santuario di Apollo, il Tempio di Iside e il Foro Triangolare. Lo studio degli spazi sacri,  grazie ad un accordo stipulato dal Parco Archeologico di Pompei con un gruppo di Università e Istituzioni, sta consentendo una lettura nuova circa l’ utilizzo di questi spazi  e le forme di frequentazione rituale in periodo arcaico e nella successiva epoca romana.

Il Santuario  di Apollo, già alla quarta campagna di scavo condotta in collaborazione con l’Università degli studi della Campania Luigi Vanvitelli, si affianca in parallelo alle ricerche che con l’Università Federico II si stanno conducendo presso il Santuario di Atena nel Foro Triangolare. Già nelle precedenti campagne era emerso un tratto di strada, presente per tutto il periodo arcaico fino a quello ellenistico, di cui si era da sempre ignorata l’esistenza in quanto scomparso nel periodo di monumentalizzazione dell’area del Foro. L’attuale scavo, invece,  interesserà l’area centrale del tempio, ovvero gli spazi rituali attorno all’altare. Gli studi condotti finora hanno già fornito sorprendenti elementi relativi ai momenti rituali che dal Santuario si estendevano al Foro con l’organizzazione dei giochi in onore di Apollo.

Al Foro Triangolare gli scavi si stanno concentrando in punti diversi dell’area sacra, nell’Heroon (luogo sacro di sepoltura di Ercole, mitico fondatore della città) e all’interno del portico occidentale. A ridosso di quest’area già indagata, le nuove ricerche hanno portato alla luce un grande pozzo ovale, profondo circa 4,5 m, comunicante con una cisterna  coperta da una volta a botte. Numerosissimi gli ex-voto rinvenuti nell’area, tra i quali una miriade di vasetti miniaturistici offerti alla dea Atena che qui presiedeva ai passaggi di status di fanciulle e fanciulli pompeiani.

Il Santuario di Iside, fu l’unico tempio interamente ricostruito dopo il terremoto del 62 d.C. e come tale, nella sua interezza, si restituiva  agli scavatori  del XVIII secolo, fornendo un modello chiaro dello spazio rituale di un tempio antico. 

Anche il Foro è oggetto di campagne di scavo condotte in collaborazione con l’Università La Sapienza di Roma, che sta concentrando le ricerche sul Capitolium (Tempio di Giove) per approfondire la storia urbana di Pompei in relazione alle trasformazioni dell’area del Foro a seguito della sua monumentalizzazione nel corso del tempo. I dati appena emersi gettano luce sul cuore della Pompei pre-romana.

E non ultima, la Schola Armaturarum che, a poco più di 100 anni dalla sua scoperta, torna ad essere scavata.  Il suo carattere pubblico militare fu fin dall’inizio chiaro per via delle grandi dimensioni e della sua decorazione ( i trofei all'ingresso, poi danneggiati dal bombardamento del 1943, e le figure alate e armate che decorano le pareti). Tuttavia la sua esatta destinazione, deposito di armi o scuola di formazione della gioventù pompeiana, continua a non essere chiara. Lo scavo degli ambienti retrostanti ha come obiettivo quello di  chiarire tali aspetti.

«Le attività di studio e ricerca archeologica – dichiara il direttore generale Massimo Osanna - costituiscono la base imprescindibile delle attività di tutela e valorizzazione, in quanto solo la conoscenza approfondita del contesto archeologico può garantirne la corretta salvaguardia nel tempo. Gli scavi in corso si concluderanno entro l’estate e i numerosissimi reperti rinvenuti  saranno esposti all’Antiquarium al termine delle mostre temporanee attualmente in corso».

Aspetti inesplorati del periodo murattiano, convegno a Villa Doria D’Angri

NAPOLI. Ancora Gioacchino Murat al centro dell’interesse della città partenopea, ma questa volta ad essere studiati sono gli aspetti ancora sconosciuti del leggendario personaggio, generale francese, re di Napoli e maresciallo dell’Impero con Napoleone Bonaparte. Al via, infatti, domani lunedì 5 giugno, presso Villa Doria D’Angri un importante convegno dal titolo “Aspetti inesplorati del periodo murattiano”.

È l’Università degli Studi di Napoli “Parthenope”, in collaborazione con il Centro Studi di Arte e Cultura di Napoli “Sebetia-Ter” con il patrocinio morale della Regione Campania, dell’Institut Français, della Società Italiana dei Francesisti (SIDEF), della Fondazione Valenzi e del Centro europeo di informazione cultura cittadinanza (CEICC) del Comune di Napoli, ad organizzare questo simposio che “muove dalla necessità di riscoprire e rivalutare le radici della città di Napoli, per veicolare l’attenzione pubblica ad ampio spettro; suo obiettivo principe è approfondire alcuni aspetti noti della figura di Gioacchino Murat, del suo entourage e della sua epoca, ma che non siano stati ancora opportunamente indagati” – spiega Carolina Diglio (nella foto), professore oridinario di Lingua e Letteratura Francese presso il famoso ateneo campano nonché promotrice delle ricerche alla base di tale convegno. Del resto, tale generale francese, nato a Labastide-Fortunière nel 1767 e morto a Pizzo Calabro nel 1815, rappresenta una figura chiave nella storia partenopea: maresciallo dell’Impero di Napoleone Bonaparte, egli fu soprattutto re di Napoli nel corso di quel preciso momento storico passato alla storia come “Decennio francese” (1808-1815). Promotore della trasformazione urbanistica della città oltre che di numerose riforme quali l’abolizione della feudalità, la confisca della manomorta ecclesiastica e l’introduzione del Codice Civile, Gioacchino Murat portò a Napoli e nel resto del Mezzogiorno italiano una decisiva ventata di modernità.

Le linee di ricerca cui la manifestazione scientifica sono ad ampio spettro spaziano dalla storiografia alla storia dell’arte, dalla politica all’economia, dall’urbanistica al costume e finanche alla musica. Estremamente pertinenti sono gli studi di taglio terminologico afferenti diversi domini – dalla moda, all’arte e all’arredamento – che prevedendo altresì l’analisi del discorso fondata su testi autentici dell’epoca, oltre a lavori che illustrano la eco di tale periodo storico nella stampa europea.

Le relazioni saranno tenute da docenti e ricercatori delle Università di Napoli “Parthenope”, “Federico II” e “L’Orientale”, oltre che da eminenti rappresentanti della cultura nazionale.

 

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