Martedì 21 Novembre 2017 - 11:19

Se una donna balla il flamenco

di Anita Pepe
Un colpo. Due. Tre. Il battito di un cuore. Lento e poi veloce, più veloce, impazzito: tamburo di guerra, gragnuola di proiettili. Infine, un movimento lento, sinuoso: le onde del mare, l’abbraccio di una notte stellata. “Tutto è possibile se una donna innamorata balla il flamenco”. E tutto è possibile se una donna innamorata delle parole s'innamora di una donna innamorata che balla il flamenco, anche se è vissuta quattrocento anni prima. Armida Parisi, insegnante e giornalista, caporedattrice della pagina culturale del “Roma”, presenta domani alle 11 al “Blu di Prussia” in via Filangieri 42 il suo primo racconto o, per dirla con un termine forse passato di moda ma più confacente, la sua novella dedicata a “Maria la Bailadora alla battaglia di Lepanto” (Edizioni Frame Ars Artes). A parlare di questo libro d’artista illustrato da Daniela Valentino (nelle foto, due disegni) e voluto da Paola Pozzi, che nella prefazione illustra il progetto e tratteggia lo sfondo storico, saranno Francesco Durante e Giovanna Mozzillo, “moderati” da Francesco Di Domenico e accompagnati dalle letture di Antonella Stefanucci e dalle musiche di Romano Lippi.
Chi fosse Maria lo scoprirete pagina dopo pagina, avvolti da una scrittura che, come un gioco seducente, nasconde più di quanto non riveli e che, ondeggiando e picchiando a ritmo di flamenco, dissemina gli elementi essenziali, emotivi più che narrativi, di un componimento “misto di storia e d'invenzione” linguisticamente acceso di accenti spagnoleggianti. 
Tocchi di pennello ora nervosi ora morbidi, come i piedini e le anche della protagonista sotto una gonna che muta in corazza: gitana focosa e pura, antesignana delle tante Carmen in cui s’incarna l’anima di una terra misteriosa e ferina, la Bailadora danza nelle taverne di Napoli. Offerta agli sguardi di tutti, ma in realtà posseduta da uno solo: don Jeronimo de Anguilar, capitano dell’ammiraglia che guida l'immensa flotta della Lega Santa contro l’Impero Ottomano. 7 ottobre 1571: nelle acque di Lepanto si consuma uno scontro epico, più per il dispiegamento di mezzi e l’impatto emotivo sull’immaginario coevo che per la reale portata di una battaglia tutto sommato rapida, apice del conflitto tra due mondi, quello cristiano e quello musulmano. Da un lato la potenza turca, in piena espansione nel Mediterraneo; dall'altro gli stati italiani e la Corona iberica di Filippo II, riunite sotto il vessillo benedetto da papa Pio V e “assistite” dalla Vergine del Rosario (che infatti diventerà il fulcro di una copiosa iconografia celebrativa). 
Maria la Bailadora è lì, accanto al suo hidalgo, travestita da archibugiere. Non sappiamo come sia riuscita a imbarcarsi sulla “Real”, non riusciamo a vederla mentre dà prova del suo valore, persa nel fumo, nel rombo dell’artiglieria, nelle urla e nel sangue. Perché alla fine quella che ci resta nel cuore non è l'eroina di cappa e spada, ma la ragazza che, seduta sul molo, si confida malinconica col suo amico Miguel. Una piccola donna fragile, forte, moderna. 
Sarà per questo che le diciotto tavole di Daniela Valentino hanno scelto di non imitare la tenebrosa pittura dell’epoca, ma di suggerire con la freschezza della china e dell’acquerello il canto di un amore libero e solido, rotondo e senza orpelli, come la fisicità elementare e “materna” che danza da una pagina all’altra. Corpi inebrianti come fiori carnosi e tuttavia leggeri come l’aria, pronti a volare nelle trasparenze di un sogno dalle tinte semplici e vive, in cui tra i pesci e le reti, le bolle e le sartie, sbuca sempre un topolino. Volete sapere di chi è quel musetto? E perché Miguel non è un amico qualsiasi? Prendete il libro. Leggetelo, toccatelo, annusatelo. E se una lacrima inumidirà l'inchiostro, o allargherà il colore, è normale.
Tutto è possibile se una donna innamorata balla il flamenco.

 

Domani il primo convegno tradizionalista di Napoli Capitale

NAPOLI.  “La civiltà del Sud contro le oligarchie dell’usura, dell’alta finanza e della globalizzazione, che attaccano la Tradizione per distruggere il futuro dei popoli e creare un mondo di sottomessi”, questo il tema del Primo Convegno Tradizionalista di Napoli Capitale, organizzato dalla rivista L’Alfiere, dall’associazione culturale “Sud e Civiltà” e dalla casa editrice napoletana Controcorrente. Una giornata di riflessioni e proposte racchiusa nello slogan “Il Sud non può aspettare” e che vedrà impegnati – sabato 28 ottobre 2017, nella splendida cornice di Villa Domi ai Colli Aminei di Napoli – scrittori, giornalisti, docenti e ricercatori universitari, storici, antropologi, sociologi, economisti, magistrati, medici, biologi e nutrizionisti.

«Rilanciando la grande esperienza del Convegno Tradizionalista della Fedelissima Città di Gaeta, avviato nel 1993 da Silvio Vitale, e tenendo ben presente l’esempio di integrità etica, di militanza appassionata e di dinamismo progettuale che ci ha dato Pietro Golia, il fondatore di Controcorrente – spiegano gli organizzatori –  vogliamo che confluiscano in un’avanguardia travolgente tutti gli uomini e le donne cui stanno a cuore i destini della nostra terra, un tempo prospera e proiettata verso il futuro, oggi abbandonata a sé stessa e alle razzie rapaci di oligarchie interne e internazionali senza cuore e senza Dio.

Per questo ripartiamo da Napoli Capitale, con rinnovato entusiasmo e incrollabile determinazione, perché il Sud non può più aspettare. Non c’è tempo né spazio per il vittimismo piagnone e per le faziosità autoreferenziali. Ognuno deve fare la sua parte, senza se e senza ma, partendo dalla difesa delle tradizioni e delle identità e percorrendo la strada della valorizzazione delle nostre risorse culturali, paesaggistiche, economiche, agroalimentari per creare sviluppo ed occupazione ed evitare che i nostri giovani abbandonino la terra dei padri».

Il programma prevede sedici interventi, dalle ore 10 alle ore 13:30 e dalle 16 alle 19:30, intervallati da due momenti musicali: le canzoni della tradizione napoletana interpretate da Mariana Mercurio e il concerto del maestro Enzo Amato. Le relazioni saranno tenute da Gaetano Marabello, Luigi Branchini, Michele Caccese, Massimo Cimmino, Eugenio Bennato, Stefano Arcella, Felicia Di Paola, Marina Simeone, Francesco Palmeri, Francesco Maurizio Di Giovine, Marina Lebro, Enzo Amato, Paolo Borgognone, Giuseppe Montanarella, Guido Belmonte, Edoardo Vitale.

Premio Landolfo 2017, il bando scade il 30 ottobre

Premio Landolfo 2017, via alla sesta edizione. Scade il prossimo 30 ottobre il bando di partecipazione alla sesta edizione del premio di giornalismo “Francesco Landolfo”. Indetto da Ordine dei giornalisti della Campania, Sindacato Unitario Giornalisti della Campania, quotidiano “Roma” e Arga Campania. Il premio vuole valorizzare le intuizioni e l'impegno di Francesco Landolfo (nella foto) - fondatore dell'Arga Campania, vicedirettore del “Roma” e segretario dell'Ordine dei giornalisti della Campania - nella formazione dei giovani colleghi e premia i migliori servizi giornalistici sui temi di ambiente, agricoltura e ricerca scientifica in Campania. I vincitori delle tre sezioni (carta stampata, radio e televisione, internet e foto/videoreportage) riceveranno un assegno di mille euro e una targa.

BANDO

ART. 1 L’Ordine dei Giornalisti della Campania, il Sindacato Unitario Giornalisti della Campania (Sugc), il quotidiano Roma e l’Arga Campania indicono la sesta edizione del Premio di giornalismo “Francesco Landolfo". Il premio ricorda e valorizza le intuizioni e l’impegno di Francesco Landolfo, fondatore e presidente dell’Arga Campania, vicedirettore del Roma e segretario dell’Ordine dei giornalisti della Campania, nella formazione dei giovani colleghi e premia il miglior lavoro giornalistico su ambiente e natura, agricoltura, territorio e ricerca scientifica in Campania.

ART. 2 Il premio è rivolto ai giornalisti professionisti, praticanti e pubblicisti iscritti all’Ordine dei Giornalisti.

ART. 3 Il premio è diviso in tre sezioni: carta stampata, radio e televisione, internet e foto/video reportage. Il vincitore di ogni sezione sarà premiato con una targa e un assegno di euro 1.000,00 (mille).

ART. 4 I servizi radiotelevisivi e multimediali non dovranno avere una durata superiore ai 15 minuti. Ogni candidato potrà partecipare con un solo lavoro pubblicato nel periodo 2016-2017. Non sono ammessi lavori pubblicati sul sito dell’Arga Campania. La partecipazione è gratuita; gli articoli, foto e cd non saranno restituiti.

ART. 5 I lavori, corredati da abstract, breve curriculum vitae, dati anagrafici e recapiti del/della concorrente, dovranno essere inviati entro e non oltre il 30 ottobre 2017 a mezzo raccomandata con R.R. o portati a mano alla segreteria del premio “Francesco Landolfo”, presso la redazione del quotidiano “Roma”, via Chiatamone 7, 80121 Napoli.

ART. 6 La Giuria del premio è composta dal presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, Ottavio Lucarelli; dal segretario del Sindacato Unitario Giornalisti della Campania, Claudio Silvestri; dai direttori del quotidiano “Roma”, Antonio Sasso e Pasquale Clemente; dal presidente dell’Arga Campania, Geppina Landolfo; dal consigliere nazionale Fnsi e Unaga (Unione delle Arga), Gianpaolo Necco; dal presidente dell’Istituto di cultura meridionale, Gennaro Famiglietti. Il giudizio della giuria è insindacabile; la partecipazione al Premio implica l’accettazione di tutte le clausole del presente bando.

ART. 7 I risultati del concorso, le motivazioni ai vincitori e le foto saranno pubblicati e scaricabili dai siti dell’Ordine dei Giornalisti, del Sugc, del quotidiano Roma e dell’Arga Campania. La data e il luogo di premiazione sarà comunicata direttamente agli interessati via email. I premi saranno consegnati esclusivamente ai vincitori presenti alla cerimonia di premiazione. L’invito ufficiale alla Cerimonia di Premiazione non dà diritto al rimborso delle spese di viaggio e di soggiorno.

“Il populismo e le sue maschere" al Suor Orsola Benincasa

Dal populismo digitale del Movimento 5 Stelle al populismo scientifico delle campagne No-Vax. Sono dedicate a “Il populismo e le sue maschere” le tre giornate (18-20 Ottobre) di conferenze, dibattiti e presentazioni di libri ideate e organizzate dall’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli nell’ambito della “Settimana della sociologia”, l’appuntamento annuale promosso dalla Conferenza nazionale dei direttori delle strutture didattiche di area sociologica, assieme alle Associazioni scientifiche dei sociologi (AIS e SiSEC).

Che cos’è oggi il populismo? Quali ne sono le cause e le conseguenze sulla vita quotidiana? In quali fenomeni si manifesta e dietro quali maschere, invece, si nasconde? Che cosa ha a che fare il populismo con lo stato di salute della democrazia oggi? Saranno questi gli interrogativi a cui proveranno a rispondere le tre giornate di riflessione promosse dall’Università Suor Orsola Benincasa che raduneranno a Napoli alcuni dei più importanti sociologi italiani provenienti dalle Università di tutto il Paese: dall’Università di Torino all’Università di Catania, dall’Università di Firenze all’Università del Salento, dall’Università degli Studi del Piemonte Orientale all’Università degli Studi di Cassino e del Lazio meridionale.

Il programma delle tre giornate: da mercoledì 18 a venerdì 20 Ottobre

Si parte domani alle 10 nella Sala Villani del Suor Orsola con il convegno dedicato a “La critica della ragion populista” coordinato dal Rettore del Suor Orsola Lucio d’Alessandro, vice presidente della Conferenza dei Rettori delle Università italiane. Ai problemi sociali e alle loro connessioni con i populismi della politica è dedicata la sessione pomeridiana di domani che sarà ospitata a partire dalle ore 17 dall’ex Asilo Filangieri e sarà coordinata da Antonello Petrillo, direttore di URiT, l’Unità di Ricerca sulle topografie sociali dell’Università Suor Orsola Benincasa. Spunto di partenza della discussione sarà la presentazione de “Le metamorfosi del paesaggio sociale. Tra territorializzazione, prestazioni e prossimità”, l’ultimo numero monografico di “Cartografie sociali. Rivista di sociologia e scienze umane” diretta da Lucio d’Alessandro e Antonello Petrillo.

Giovedì alle 10.30 nella sede centrale del Suor Orsola (aula D), nell’ambito delle attività didattiche del corso di laurea in scienze della comunicazione, il dibattito dedicato al “Populismo digitale”. A partire dai volumi di Paolo Ceri e Francesca Veltri “Il movimento nella rete. Storia e struttura del Movimento 5 Stelle (Rosenberg & Sellier, 2017) e di Rinaldo Mattera Grillodrome. Dall’Italia videocratica all’impero del clic” (Mimesis, 2017), la riflessione sarà incentrata su crisi della rappresentanza, fine dei partiti tradizionali e demagogia elettronica.

Venerdì alle 17 nella Sala Villani del Suor Orsola l’appuntamento conclusivo su “Il populismo scientifico. No-vax: Tra discorsi e strategie di salute pubblica” con l’intervento, tra gli altri, di Alfredo Guarino, responsabile dell’Area funzionale Malattie infettive pediatriche della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. “Informazione e controinformazione scientifica: con la salute non si scherza” sarà il tema della sua relazione.

“Il populismo oggi è un fenomeno cruciale per capire come si stia trasformando la nostra società e il nostro senso dell’essere in comune – spiega Davide Borrelli, docente di Sociologia dei processi culturali all’Università Suor Orsola Benincasa e coordinatore dell’iniziativa - e la sociologia ha molti strumenti per aiutarci ad andare oltre le manifestazioni più eclatanti del fenomeno del populismo e del carico di inquietudini e di indignazione di cui è espressione. Non ci si può, infatti, limitare a condannarlo come un fenomeno involutivo e deteriore, occorre mettere in campo una “scienza” di quella indignazione nella consapevolezza che il populismo obbliga a pensare allo stato di salute della nostra democrazia per realizzarla meglio”.

Mercoledì 18 Ottobre alle 20.30 all’ex Asilo Filangieri in anteprima nazionale lo spettacolo teatrale “La semimbecille e altre storie”

Accanto alle conferenze e ai dibattiti universitari le tre giornate della settimana della sociologia promosse dall’Università Suor Orsola Benincasa prevedono anche un importante avvenimento teatrale. Domani sera alle 20.30 all’ex Asilo Filangieri l’anteprima nazionale dello spettacolo di Giulia Bocciero “La semimbecille e altre storie” tratto dall’omonimo libro della ricercatrice URiT Stefania Ferraro che raccoglie Biografie di follie e miseria: per una topografia dell'inadeguato” (Meltemi Editore).

La Settimana della Sociologia

È un’iniziativa proposta e organizzata dalla Conferenza nazionale dei direttori e dei responsabili delle strutture didattiche di area sociologica, assieme alle Associazioni scientifiche dei sociologi (AIS e SiSEC). Due gli obiettivi dell’edizione di quest’anno. Il primo è quello di evidenziare la capacità della sociologia di leggere i mutamenti sociali in atto, sia come tendenze macro a livello complessivo, che collocandoli nei concreti contesti sociali e territoriali. Una disciplina dunque in grado di intrecciare la riflessione teorica e il confronto internazionale con le analisi di realtà specifiche in grado di dare concretezza e di supportare le stesse riflessioni teoriche. Con l’intento di evidenziare che i saperi della sociologia sono fondamentali in un momento storico in cui il ‘discorso’ pubblico fondato sulla conoscenza dei dati sembra lasciare spazio a dimensioni più emotive che razionali. Il secondo obiettivo è quello di rimarcare il ruolo ‘pubblico’ dell’Università come istituzione fondamentale non solo nella formazione di competenze in grado di intervenire positivamente sulla realtà, ma anche come sede privilegiata di sviluppo scientifico e culturale, in grado di rapportarsi con le istituzioni e gli attori sociali. Le iniziative si pongono quindi all’interno di quella terza missione che, pur essendo stata formalmente associata alle due funzioni ‘storiche’ dell’Università, Formazione e Ricerca, non sembra essere ancora entrata tra gli obiettivi perseguiti in modo condiviso.

“Genesi" di Salgado al Pan fino al 28 gennaio

Fino al 28 gennaio, al Palazzo delle Arti di Napoli, la spettacolare mostra 'Genesi' del fotografo Sebastiao Salgado: 245 immagini raccontano, in bianco e nero, il viaggio del documentarista brasiliano nei luoghi più remoti del Pianeta.

"È una mostra davvero eccellente, bellissima, con un messaggio profondissimo". Questo è il commento del sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, dopo aver visitato la mostra fotografica di Sebastião Salgado, "Genesi", a cura di Lelia Wanick Salgado, al Palazzo delle Arti di Napoli. Dopo aver presentato, in conferenza stampa, la mostra di Salgado, il primo cittadino e l'assessore alla Cultura del Comune di Napoli, Nino Daniele hanno visitato le sale del Pan per ammirare gli scatti. " Già il titolo, Genesi, prefigura il rapporto con madre terra, con gli esseri umani che vivono nei luoghi più incontaminati del mondo, la lotta per la salvaguardia del pianeta", aferma il numerouno di Palazzo San Giacomo. "Siamo contenti che questa mostra così bella, 245 fotografie, si possa tenere proprio di questi tempi nella nostra città", prosegue de Magistris, "non solo perché Napoli offre sempre di più una proposta culturale di altissimo livello ma anche per i momenti bui che vive la nostra natura in tante parti del mondo". Genesis è il risultato di una spedizione durata 8 anni, in cui Salgado è andato alla scoperta di montagne, deserti, oceani, animali e popolazioni che finora si sono sottratti al contatto con la cosiddetta società civile. "Qui c'è anche un messaggio pedagogico", afferma il leader di demA, "una fotografia militante che infiamma il cuore e risveglia coscienze assopite". "Mi auguro che tanta gente la visiti per capire come quest'uomo ha vissuto parte della sua vita alla ricerca di spazi nascosti e difficili da raggiungere", conclude l'ex pm, "non solo per mostrare la bellezza ma perché tutti quanti insieme si possa lottare per difendere il nostro pianeta in modo che queste immagini possano essere per sempre. Che Napoli possa esprimere questa militanza culturale noi ne siamo particolarmente orgogliosi"

Mille lettori in cerca di autori, via agli incontri del Premio Napoli

Mille lettori in cerca di autori. Partirà venerdì 20 ottobre il ciclo di incontri che vedrà protagonisti in diversi luoghi della città, fino al 24 novembre, i nove finalisti (per le sezioni narrativa, poesia e saggistica) della 63° edizione del Premio Napoli, lo storico riconoscimento letterario che sarà assegnato martedì 19 dicembre al Teatro Mercadante. A scegliere i vincitori tra i candidati, designati a giugno dalla giuria tecnica presieduta da Domenico Ciruzzi e coordinata da Edoardo Sant'Elia, sarà la giuria popolare, che quest'anno ha raggiunto un incoraggiante traguardo: circa 1000 i 'giudici lettori' presenti su tutto il territorio italiano e più di 5000 le copie tra saggi, romanzi e sillogi poetiche, consegnate dalla Fondazione ai singoli giudici e a comitati di lettura, coordinati da Argia Di Donato. "Un Premio letterario oggi più che mai non può chiudersi in una roccaforte elitaria - ha dichiarato Domenico Ciruzzi, presidente della Fondazione Napoli - ma deve calarsi nella realtà della quale è espressione, con partecipazione e antenne sensibili: per questo ho deciso di ripristinare con vigore la giuria popolare". Sarà lo scrittore Giuseppe Montesano (nella foto), autore del volume Lettori Selvaggi (Giunti), ad aprire la manifestazione con un doppio appuntamento in programma il 20 ottobre. L'autore napoletano, candidato nella categoria saggistica, dialogherà con gli studenti del Liceo Brunelleschi di Afragola (ore 10), e con il pubblico a Palazzo Reale di Napoli (ore 17), sede della Fondazione Premio Napoli ente morale che incoraggia la produzione culturale italiana e favorisce e il dibattito civile. Dalle stazioni dell'arte ai licei, dalle chiese ai teatri: aprire i luoghi della città ai suoi lettori e promuovere il dibattito con i cittadini. E' questo l'obiettivo degli appuntamenti a cadenza settimanale, organizzati da Carmen Petillo con le tre terne di finalisti dell'edizione del Premio 2017. Lunedì 30 ottobre (ore 17) a Palazzo Reale e martedì 31 ottobre (ore 17) Giancarlo Alfano incontrerà il pubblico. Lunedì 6 novembre la stazione dell'Arte della metropolitana di Municipio (ore 17) accoglierà Davide Rondoni, che martedì 7 novembre (ore 10) dialogherà anche con gli studenti della Scuola Militare 'La Nunziatella'. Martedì 7 novembre sarà anche il giorno di Donatella Di Pietrantonio alla Chiesa dell'Immacolata a Pizzofalcone (ore 16), che successivamente incontrerà gli allievi dell'Istituto Pontano mercoledì 8 novembre (ore 10). Il Teatro Area Nord (giovedì 9 novembre ore 16.30), il Liceo Mercalli (venerdì 10 novembre ore 10) e la Villa Fernandez di Portici (venerdì 10 novembre ore 17) vedranno invece protagonista lo scrittore Andrej Longo. Venerdì 17 novembre sarà invece il turno di Bruno Cavallone, con un doppio appuntamento nell'Aula Pessina della Federico II (ore 10) e nella Biblioteca Castel Capuano 'Alfredo de Marsico'. Si ritorna alle stazioni dell'Arte della Metropolitana di Montecalvario con Andrea Inglese (domenica 19 novembre ore 10), che lunedì 20 novembre (ore 9) terrà una conferenza con i ragazzi della Federico II nell'aula 1 della sede di Corso Umberto. Gli incontri si chiuderanno venerdì 24 novembre con Giuliano Tabacco, che nella mattinata (ore 10) discuterà del suo libro con gli alunni del Liceo Umberto e nel pomeriggio (ore 17) sarà ospite dell'Associazione M.Rosaria Sifo Ronga. Gli ultimi lettori a dialogare con gli autori saranno i detenuti della casa circondariale di Poggioreale (lunedì 18 dicembre ore 10) e del centro penitenziario di Secondigliano (martedì 19 dicembre ore 10). 

La stagione delle stragi e quel filone mafia-appalti mai approfondito

Mafia-appalti era l'unico filone investigativo da seguire, ma è stato lasciato morire qualche ora dopo l'esplosione in via d'Amelio. Dopo anni in cui il vuoto ed il nulla sono stati gli unici risultati delle indagini, Ingroia e Di Matteo hanno consegnato al Paese un teorema su un assai presunto accordo tra Stato e Cosa Nostra, puntando su un inattendibile Massimo Ciancimino e rinunciando a qualsivoglia evidenza indiziaria. Un processo che ha avuto il solo e unico risultato di infangare uomini che hanno combattuto la mafia a viso aperto.

È questa la tesi di fondo del libro «Oltre la Trattativa» (Iuppiter Edizioni) dell'autore Vincenzo Zurlo, sottoufficiale dei carabinieri, laureato in giurisprudenza e specializzato in criminologia forense, che spiega: «Sia Ingroia che Di Matteo non hanno approfondito il filone di mafia-appalti nonostante gli spunti offerti anche dai collaboratori di giustizia».

«Ricordiamo per tutti solo il pentito Giovanni Brusca – aggiunge l'autore – che proprio a Nino Di Matteo, raccontò che la pista da seguire per arrivare ai mandanti ed al movente dell'omicidio di Paolo Borsellino era legata proprio all'indagine sugli appalti».

Lo stesso pm Ingroia, nell'intervista rilasciata all'autore, ammette l'importanza del filone.

«Mafia-appalti è una indagine portata avanti dai carabinieri del Ros dall’allora capitano De Donno con Giovanni Falcone sulle dichiarazione di Giaccone sindaco di Baucina. [...] La cosa importante che diceva Borsellino era riferita all’annotazione che c’era nel diario di Falcone, nel senso che Borsellino diceva “Falcone non è solito annotare, se ha annotato ed ha lasciato traccia vuol dire che attribuiva grandissima importanza” e quindi avviò una sorta di indagine personale e parallela anche su mafia-appalti [...]. Ma non ci si crederà mai come movente definitivo e privilegiato.»

«Ecco, perché – si chiede Zurlo – non si è data la giusta importanza a quella famosa “annotazione” di Falcone? E perché i magistrati che se ne sono occupati non si sono mai chiesti come mai Borsellino, prima di essere ammazzato in via D'Amelio, decise di incontrare il Ros, che seguiva proprio mafia-appalti, non in Procura ma in una caserma dei carabinieri? Si sentiva, evidentemente – conclude Zurlo – poco protetto dall'allora procuratore capo Giammanco, il cui operato ha dato adito a diverse e non sempre positive valutazioni da parte dei suoi più stretti collaboratori. Perché ancora oggi, di fronte ad evidenze messe in luce anche da Fiammetta Borsellino, figlia dell'eroe di via D'Amelio, non si segue questa pista? Speriamo che Nino Di Matteo ci dia una risposta credibile, altrimenti c'è da pensare che quando "sono entrati nella stanza dei bottoni" in realtà hanno sbagliato porta».

Casalnuovo, Li Donni ospite di “Trame"

Pierfrancesco Li Donni sarà ospite, martedì, della terza giornata della rassegna cinematografica di “Trame”, il progetto che si pone l’obiettivo di riscattare la periferia attraverso il cinema d’autore che la racconta.

Il regista interverrà alle 18 nella sala grigia del multisala Magic Vision di Casalnuovo di Napoli, in occasione della proiezione del suo film “Loro di Napoli”. Prima di incontrare la platea, nel pomeriggio si presenterà ai trenta studenti dell’Istituto superiore “Giancarlo Siani” che stanno partecipando ai laboratori di film-making, screenwriting e storia del cinema organizzati nell’ambito del progetto. “Loro di Napoli” racconta la storia dell’Afro-Napoli United, squadra di calcio composta da migranti, nata a Napoli nel 2009. I circa cinquecento studenti della scuola “Siani” martedì alle 9 arriveranno al cinema per vederlo.

 “Trame” è promosso dalle associazioni “Tare” e “Res”, in collaborazione con l’istituto superiore Isis “Giancarlo Siani”, vincitori del bando “Sillumina” della Siae. La periferia, la marginalità, il disagio, gli italiani di seconda generazione, l’immigrazione e l’integrazione culturale sono i temi al centro della rassegna, suddivisa in due tipologie: “La periferia italiana nel cinema d’autore” e la “Rassegna italiana di cortometraggio sociale under 35”.

Dopo la partenza del 3 ottobre e l’ottima partecipazione registrata martedì scorso, il 17 ottobre prenderà il via il terzo appuntamento con il pubblico, prima della serata finale del 24 ottobre. Due gli orari delle proiezioni: alle 18 e alle 21. L’ingresso è gratuito. L’elenco dei film e dei corti in selezione è consultabile sul sito internet tramecinemaperiferia.wordpress.com e sulla pagina di Facebook “Trame - Cinema e Periferia”.

Programma

17 ottobre

Ore 18

Loro di Napoli di Pierfrancesco Li Donni. Introduzione a cura di Salvatore Marfella (sala grigia).

The first shot di Federico Francioni e Yan Cheng (sala blu).

Selezione dei cortometraggi (sala vip)

Ore 21

Selezione dei cortometraggi (sala grigia)

Il futuro è troppo grande di Giusy Buccheri e Michele Citoni (sala blu).

Selezione dei cortometraggi (sala vip)

24 ottobre

Ore 18

Selezione dei cortometraggi (sala grigia)

‘A Ciambra di Jonas Carpignano (sala blu)

Selezione dei cortometraggi (sala vip)

Ore 21

Moj Brate di Nazareno Manuel Nicoletti (sala grigia)

A Ciambra di Jonas Carpignano (sala blu)

Selezione dei cortometraggi (sala vip)

 

"La caduta del Regno delle Due Sicilie": la presentazione a Palazzo Caracciolo di San Teodoro

Questa mattina, a Palazzo Caracciolo di San Teodoro (Riviera di Chiaia), la delegazione di Napoli e Campania del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, coordinata da Carlo de Gregorio Cattaneo di Sant'Elia,con il gradimento del Gran Maestro S.A.R. Don Pedro di Borbone due Sicilie e Orleans, Duca di Calabria e Conte di Caserta (foto di repertorio) ha presentato il libro "Le cause della caduta del Regno delle Due Sicilie". Il volume, curato da Gianandrea de Antonellis e Roberto Mauriello, entrambi presenti all'evento, è la pubblicazione degli atti del Convegno di studi tenutosi nella nostra Città il 22 Ottobre 2016 sul tema "126 anni della dinastia dei Borbone a Napoli e del Regno delle Due Sicilie: cause ed eventi che ne determinarono la repentina ed improvvisa annessione al Regno d'Italia".

Le varie tematiche sono state affrontate con profonda analisi, da relatori di elevato spessore studiosi della materia, che hanno trattato: don Bruno Lima, le Cause morali. Persecuzione religiosa, interessi internazionali e considerazioni giuridiche sull'invasione delle Due Sicilie; Roberto Mauriello Le cause militari; Gianandrea de Antonellis le cause politiche; Amadeo-Martin Rey y Cabieses in conclusione ha fatto un excursus sui Re e i Principi reali delle due Sicilie nel 1861.

Afferma de Gregorio Cattaneo che il volume sarà distribuito agli astanti dopo la presentazione, con un donativo libero, finalizzato a finanziare le opere caritatevoli dell'Ordine Costantiniano. Ha voluto riservare un particolare ringraziamento personale dei cavalieri e dell'Ordine al dott.Giovanni Lombardo, per aver gratuitamente concesso il Palazzo San Teodoro, consentendo in una degna location,con il placet di S.A.R. don Pedro di Borbone, la presentazione.

Dialogue Place, Mygrants il top delle startup innovative sociali 2017

NAPOLI. Fervono i preparativi presso Dialogue Place, via Portacarrese a Montecalvario, 69, Napoli, al terzo piano di FOQUS – Fondazione Quartieri Spagnoli, per la presentazione di Mygrants, una delle startup sociali innovative più interessanti del 2017. L'incontro è previsto per venerdì 20 ottobre alle ore 18. Ma di cosa si tratta? Mygrants è una educational platform che offre un percorso di formazione per rifugiati e richiedenti asilo su tre temi e momenti del loro percorso – lo sbarco, il periodo in accoglienza, la formazione professionale. Attraverso una serie di quiz, i migranti vengono informati sui loro diritti, doveri e sul funzionamento del sistema italiano ed europeo di asilo. In più, acquisiscono nuove competenze – e rafforzano quelle pregresse – per un efficace inserimento nelle comunità ospitanti.  Attraverso Mygrants, i rifugiati e richiedenti asilo vengono messi in connessione con una rete che favorisce l’esplosione del loro talento – incubatori d’impresa, università, aziende – e così la piena integrazione nel tessuto economico e sociale. A presentare Mygrants ci sarà il suo fondatore, Chris Richmond Nzi.

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