Giovedì 18 Ottobre 2018 - 8:40

Frammenti di storia, la Scientifica in mostra alla Reggia di Caserta

CASERTA. La Polizia di Stato porta a Caserta la mostra fotografica nazionale itinerante “Frammenti di storia. L’Italia attraverso le impronte, le immagini e i sopralluoghi della Polizia Scientifica”. L’iniziativa, inaugurata a Roma lo scorso aprile, ripercorre alcuni dei momenti più drammatici e significativi della storia del Novecento e dell’inizio del nuovo Millennio, attraverso il lavoro ultracentenario della Polizia Scientifica, un’eccellenza del panorama mondiale, da sempre al servizio delle libertà del cittadino. Negli spazi espositivi, allestiti con numerosi pannelli fotografici e teche, sono mostrate immagini esclusive relative a fatti che hanno segnato la storia del nostro Paese, come l’arresto di Sandro Pertini, il futuro presidente della Repubblica, fermato dai fascisti, l’omicidio di Giacomo Matteotti avvenuto nel 1924, e poi, risalendo la corrente del tempo, il mostro di Firenze, le stragi di mafia e quelle dell’eversione nera. La mostra, ospitata presso la Reggia di Caserta, sarà inaugurata martedì 23 ottobre alla presenza di Autorità e rappresentanti delle Istituzioni del territorio. Da mercoledì 24 a domenica 28 ottobre i visitatori del Monumento vanvitelliano, guidati dal personale della Polizia Scientifica, potranno ripercorrere alcuni dei passaggi fondamentali della storia italiana, attraverso l’esposizione allestita nella suggestiva cornice del Vestibolo della Reggia. Oltre alla collezione fotografica mostrata nelle numerose città italiane coinvolte, saranno esposti materiali esclusivi relativi a importanti avvenimenti riguardanti la provincia di Caserta e la regione Campania. Tra le dotazioni della Polizia Scientifica, sarà inoltre mostrato all’opera il Forensic Fullback, il veicolo destinato alle scene del crimine più complesse con dotazioni tecnologicamente avanzate.

Pompei, un'iscrizione cambia la data dell'eruzione: fu in ottobre

POMPEI. Un'iscrizione a carboncino ritrovata nella Regio V di Pompei supporta la teoria che la data dell'eruzione del 79 d.C. fosse a ottobre e non ad agosto. La scritta è infatti datata al sedicesimo giorno prima delle calende di novembre, corrispondente al 17 ottobre. L'iscrizione appare in un ambiente di una casa che era in corso di ristrutturazione a differenza del resto delle stanze già completamente rinnovate. Trattandosi di carboncino, fragile ed evanescente che non avrebbe potuto resistere a lungo nel tempo, è più probabile quindi che si tratti dell'ottobre del 79 d.C., una settimana prima della grande catastrofe che sarebbe, secondo questa ipotesi, avvenuta il 24 ottobre.

IL MINISTRO. «Oggi, con umiltà, un pochino stiamo riscrivendo i libri di storia». Così il ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli commenta il ritrovamento di un'iscrizione a carboncino nella Regio V degli scavi archeologici di Pompei che supporta la teoria secondo cui l'eruzione del Vesuvio che distrusse la città sarebbe avvenuta a ottobre e non ad agosto del 79 d.C. «Quando facciamo ricerca il bello è che troviamo qualcosa che non cercavamo - aggiunge Bonisoli - l'iscrizione scoperta semplicemente ci aiuta a datare meglio quella che è la data della famosa eruzione. Non è più agosto ma ci muoviamo verso ottobre, il che da un certo punto di vista ci aiuta a capire come mai qui trovavamo tanti melograni, e sappiamo che il melograno di solito non matura in estate ma più avanti». Bonisoli ipotizza che «nel Medioevo qualche amanuense possa essersi sbagliato a trascrivere la lettera di Plinio», quella dalla quale si evinceva che l'eruzione del Vesuvio fosse avvenuta il 24 agosto. 

LA DATAZIONE DEGLI SCAVI. Potrebbero essere iniziati anche prima del 1748 gli scavi nell'area sulla quale insisteva l'antica città di Pompei. L'ipotesi è stata presentata dal ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli, in visita negli scavi archeologici di Pompei, riportato alla stampa quanto riferitogli dal direttore del Parco archeologico Massimo Osanna in merito alle scoperte degli scavi della Regio V. «Da quello che vediamo - ha spiegato Bonisoli - può darsi che ci siano state delle escavazioni non solo di tombaroli, ma qualcosa di più anche nel secolo precedente. Ma quello era il secolo della Controriforma e, forse, non era politically correct scavare qualcosa relativo a un'età ritenuta barbara o legata a pagani. Nel 1700 il clima era cambiato, c'era l'Illuminismo e la voglia di conoscere il periodo storico classico più di prima, e si è avuto il coraggio intellettuale di scavare». Secondo Bonisoli «è importante da ricordare ai nostri giovani il coraggio di fare cose che non sempre sono popolari e accettate, ma che sono importanti e portano ad un aumento della conoscenza».

TUTELA E RICERCA. «Quello che sta succedendo qui a Pompei in queste settimane e in questi mesi è un esempio di come si possa fare tutela e ricerca allo stesso tempo». Lo ha detto il ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli, in visita al Parco archeologico di Pompei dove ha assistito agli scavi in corso nella Regio V.  «Qui a Pompei - ha aggiunto Bonisoli - si sono utilizzati, a seconda di quando si è scavato, modi diversi di scoprire quello che c'era, alcuni invasivi altri meno. Ora siamo a un livello molto avanzato, siamo riusciti a fare un lavoro di estrema qualità mettendo insieme professionalità diverse e nuove tecnologie. Questo è qualcosa di estremamente valido e di eccellenza che succede qui, in Campania, vicino Napoli, a Pompei. Non in America, in Cina o in Giappone. Non parliamo di uno dei poli della tecnologia mondiale, ma del Sud Italia. Quello che succede qui è assolutamente a livello di eccellenza mondiale».

Premio Napoli, “Gli autori dialogano con i lettori"

NAPOLI. Scuole e università, chiese, musei ed edifici storici, istituti di detenzione, centri culturali e circoli sportivi. Ecco le tappe della rassegna “Gli autori dialogano con i lettori”, una tournée letteraria che da mercoledì 17 ottobre a venerdì 16 novembre vedrà i nove finalisti dell’edizione 2018 del Premio Napoli a confronto con il loro pubblico in diversi luoghi della città. I protagonisti saranno Giorgio Falco, Michele Mari e Davide Orecchio, candidati per la sezione “Narrativa”; Mariano Baino, Guido Mazzoni ed Elio Pecora, candidati per la sezione “Poesia”; Donatella Di Cesare, Francesco Merlo e Matteo Vegetti, candidati per la sezione “Saggistica”.

Presenti a ogni appuntamento Domenico Ciruzzi e Alfredo Contieri, rispettivamente presidente e vicepresidente della Fondazione Premio Napoli, che in un progetto di rinnovato sostegno al territorio, dal centro alle periferie e viceversa, coinvolge numerosi nomi noti del panorama letterario italiano. «Leggere è un atto di ribellione contro l’anestetizzazione imperante. È un modo per diventare più consapevoli e per poter compiere scelte sia politiche che etiche, indispensabili per vivere appieno la democrazia», commenta Domenico Ciruzzi.

Il ciclo d’incontri, ideato e organizzato da Carmen Petillo, farà da prologo alla 64esima edizione del Premio Napoli, che conferma ancora una volta il suo spirito colto e al contempo popolare: i riconoscimenti, che rappresentano il risultato dei voti espressi da più di 1.300 “giudici lettori”, a partire dalle terne finaliste selezionate da una giuria tecnica, saranno consegnati nel corso della cerimonia in programma martedì 18 dicembre al Teatro Mercadante.

A Donatella Di Cesare, autrice del saggio “Stranieri residenti” (Bollati Boringhieri), il compito di inaugurare la rassegna con due rendez-vous nello stesso giorno: mercoledì 17 ottobre alle ore 11 nell’aula 4 dell’università Federico II e alle ore 17 nella chiesa di Sant’Aniello a Caponapoli. Il Museo Archeologico Nazionale ospiterà lunedì 22 ottobre alle ore 17 Elio Pecora con la sua raccolta poetica “Rifrazioni” (Mondadori). Pecora incontrerà anche gli alunni del liceo scientifico Brunelleschi di Afragola martedì 23 ottobre alle ore 10.

La Fondazione Premio Napoli, mercoledì 24 ottobre alle ore 17, e il liceo scientifico Giordano Bruno di Arzano, giovedì 25 ottobre alle ore 10, accoglieranno Giorgio Falco con il romanzo autobiografico “Ipotesi di una sconfitta” (Einaudi). Doppio appuntamento pure per Francesco Merlo, autore del “Sillabario dei malintesi” (Marsilio): lunedì 29 ottobre alle ore 17 alla Fondazione Premio Napoli e martedì 30 ottobre alle ore 10 al liceo scientifico Elio Vittorini. Sempre martedì 30 ottobre alle ore 17 nel Centro Mamu di Ponticelli si parlerà del libro “L’invenzione del globo” (Einaudi) con Matteo Vegetti, atteso anche dagli allievi della scuola militare Nunziatella il giorno seguente, mercoledì 31 ottobre, alle ore 10.

In fila per l’ultima tranche d’incontri: Guido Mazzoni con “La pura superficie” (Donzelli), martedì 6 novembre alle ore 17 alla Fondazione Premio Napoli e mercoledì 7 novembre alle ore 10 nella Casa circondariale di Poggioreale; Mariano Baino con “Prova d’inchiostro e altri sonetti” (Aragno), che sarà con Mazzoni al centro del dialogo con i lettori-detenuti di Poggioreale mercoledì 7 novembre alle ore 10 e poi, alle ore 17, si trasferirà alla Fondazione Humaniter; Davide Orecchio con “Mio padre la rivoluzione” (Minimum Fax), lunedì 12 novembre alle ore 17 al Circolo Ilva di Bagnoli e martedì 13 novembre alle ore 10 nel liceo artistico Boccioni-Palizzi; Michele Mari con “Leggenda privata” (Einaudi), venerdì 16 novembre alle ore 10 con gli allievi del liceo classico Umberto I e alle ore 15,30 con gli studenti dell’università Suor Orsola Benincasa.

ArcheocineMANN: al via il Festival dedicato a cinema ed archeologia

NAPOLI. L'archeologia in dialogo con il cinema, per raccontare il nostro patrimonio culturale grazie a nuovi linguaggi: sarà in programma al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, da mercoledì 17 a sabato 20 ottobre, il Festival Internazionale "ArcheocineMANN", organizzato in collaborazione con Archeologia Viva e Firenze Archeofilm. In anteprima al Castello di Baia, lo straordinario passato sarà restituito attraverso lo sguardo artistico ed emozionale del cinema, in un contesto unico come quello della fortezza aragonese. Martedì prossimo (ore 10.30), dopo il saluto del direttore Paolo Giulierini, inizieranno le proiezioni, ripetute poi nel pomeriggio alle 16:30. "Pavlopetri. Un tuffo nel passato" di Paul Olding mostrerà l'importante scalo del Mediterraneo antico, lungo le coste meridionali della Grecia, sommerso dalle acque e scoperto nel 1967 tra fondazioni, templi e sepolture che raccontano della civiltà occidentale. Sarà poi la volta del film francese "Indagini in profondità - Il naufragio del Francesco Crispi", di Guilain Depardieu e Frédéric Lossignol, per ripercorrere la drammatica e misteriosa storia del piroscafo affondato nel 1943. Tre le sezioni in cui sarà articolata la rassegna nelle giornate di mercoledì 17, giovedì 18 e venerdì 19 ottobre: proiezioni mattutine per le scuole (ore 10); "MANN fuori concorso" (ore 15), con video e spot, realizzati dal Museo nella propria attività di valorizzazione; "Premio MANN"(ore 16), con la programmazione di spettacoli pomeridiani e la votazione in sala, da parte del pubblico, del film più gradito. 

GRAN FINALE. Gran finale sabato 20 ottobre: alle 11, conferenza per presentare, alla stampa ed al pubblico, le nuove produzioni audiovisive del MANN, rappresentate dai cinque cortometraggi del progetto "L'antico presente" di Lucio Fiorentino e dai dieci video "What's on" di Mauro Fermariello; insieme ai registi Fiorentino e Fermariello, interverranno il Direttore del Museo, Paolo Giulierini, Daniela Savy (Università Federico II/Progetto OBVIA) e Ludovico Solima (Università della Campania Luigi Vanvitelli). Nel pomeriggio, alle 17.30, dopo la proiezione della pellicola "Il misterioso vulcano del Medioevo", cerimonia di consegna del Premio MANN Napoli 2018: presente un ospite a sorpresa che conferirà il riconoscimento alla pellicola più apprezzata dai partecipanti al Festival. "Undici film per raccontare non soltanto l'archeologia nell'area del Mediterraneo, ma anche la cultura dei paesi limitrofi: una selezione attenta che rappresenta un viaggio alle origini delle civiltà ed, allo stesso tempo, un'incursione curiosa nel modo di fare ricerca oggi", commenta il Direttore Artistico del Festival, Dario Di Blasi.

CULTURA ARCHEOLOGICA. Saranno tante, infatti, le grandi pagine della cultura archeologica riscoperte da "ArcheocineMANN": nella mattinata di mercoledì 17 ottobre, il valore simbolico dei grandi monumenti megalitici sarà raccontato nella pellicola francese "L'enigma del Gran Menhir", mentre un corto portoghese ricostruirà, idealmente, la sepoltura del bambino di Lapedo di ventinovemila anni fa; nel pomeriggio, apertura del Festival con la proiezione de "La grande Odissea" e con l'intervista a Fabio Martini (Ordinario di Paletnologia all'Università di Firenze). Intensa la programmazione anche per giovedì 18 ottobre: se "Iceman Reborn", alle 10, sarà dedicato alla più antica mummia della terra, riportata in vita grazie alle tecnologie 3D, a partire dalle 16, saranno ben tre le proiezioni in programma ("Sotto la sabbia", "I confini del mare Tirreno e Adriatico diviso tra Etruschi Fenici e Focesi", "Indagini in profondità. Ci siamo tuffati nella Luna"), con una gradita finestra di approfondimento rappresentata dall'incontro/intervista fra la conduttrice televisiva Syusy Blady (alias Maurizia Giusti) e Valentino Nizzo (Direttore Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia). Molteplici, ancora, i fili tematici intrecciati nella giornata di venerdì 19 ottobre: dalle 10, spazio a "Il Profumo ritrovato" ed agli aromi nell'antica Pompei; dalle 16, non soltanto itinerari di scoperta tra la Sardegna e la Valle dei Re, ma anche confronto in sala con Rosanna Pirelli (docente di Egittologia e Archeologia egiziana all'Università Orientale di Napoli). 

GIULIERINI: NUOVI SENTIERI DI COMUNICAZIONE. «ArcheocineMANN è un itinerario colto nei nuovi sentieri di comunicazione del patrimonio archeologico: è un itinerario che facciamo sulle ali della grande produzione internazionale, sintetizzando anche l'esperienza che, come Museo, portiamo avanti da tempo per veicolare, in modo originale, contenuti culturali di qualità», afferma il direttore, Paolo Giulierini. Durante la rassegna, infatti, l'Archeologico si presenterà come vero e proprio centro di produzione di particolari creazioni audiovisive: dalle MANNstories di Fermariello al video costruito da Stefano Incerti, dal trailer del videogioco archeologico "Father and son" ai "Volti del MANN" di Paolo Soriani, dall' "Alcubierre" de "Il Cartastorie" alla ricostruzione virtuale del plastico di Pompei. Indispensabile, per la realizzazione del Festival, la sinergia con "Archeologia viva", diretta da Piero Pruneti: una sinergia riflessa non soltanto nella divulgazione dell'attività del MANN, ma anche nella presenza del Museo ad un importante momento di confronto, come il salone "TourismA", organizzato dalla rivista fiorentina. 

Artecinema, si comincia con Basquiat

di Chiara Reale

È diventato ormai un appuntamento tipico dell'autunno artistico e culturale napoletano Artecinema, il Festival Internazionale di Cinema sull'Arte Contemporanea, che giunge quest'anno alla ventitreesima edizione. Come orgogliosamente ama ricordare Laura Trisorio, curatrice e promotrice con la sua galleria d'arte Studio Trisorio della rassegna, Artecinema si è evoluto negli anni, sia nei “contenuti” che nei “contenitori”: dai suoi esordi nella sala Dumas, nella sede dell'Institut Français di Napoli, la rassegna, che oggi è ospitata dal Teatro di San Carlo nella serata inaugurale e dal Teatro Augusteo per le successive, coinvolge artisti di spicco del panorama artistisco internazionale, portando al pubblico documentari e film delle più prestigiose produzioni e dei videomaker di settore più affermati. Sono circa trenta i documentari selezionati ogni anno, suddivisi nelle sezioni Arte e dintorni, Architettura e Fotografia, per oltre settemila spettatori, non solo di “addetti ai lavori”, provenienti dal territorio nazionale e dall'estero.

A inaugurare l'Edizione 2018, nella serata che si terrà al Teatro di San Carlo giovedì 11 ottobre, due dei documentari ritenuti fra i più interessanti: “Soundings 2018” – Lucia Romualdi & Francesco De Gregori, di Paolo Pittoni e Lucia Romualdi; e “Basquiat: Rage to Riches” (nella foto, un frame), di David Shulman.
Soundings 2018 è la narrazione filmica di un'installazione - progettata nel 2014 per lo Studio Trisorio – ideata da Lucia Romualdi attorno alla canzone Cardiologia di  Francesco De Gregori, a cui l'artista contrappone le proprie “partiture di luce” e i suoni dei proiettori Kodak in movimento continuo. Ciò che ne viene fuori è raccontato attraverso la macchina da presa: un dialogo fra due artisti che utilizzano mezzi espressivi diversi ma complementari, nel tentativo di esplorare a due voci il concetto di lontananza.
Di interesse storico – se possiamo già parlare di Storia per i protagonisti dei movimenti artistici degli anni '80 del XX secolo – è invece il contenuto del documentario “Basquiat: Rage to Riches”, nel quale è rappresentata l'ascesa e la caduta di uno dei più importanti artisti degli ultimi decenni, Jean-Michel Basquiat. Il documentario propone una visione intima dell'artista, avvalendosi delle testimonianze delle sorelle Lisane e Jeanine, che non avevano mai concesso in precedenza interviste sul fratello e sulla sua arte. L'intimo Ritratto dell'artista da giovane è completato dai contributi dei galleristi Bruno Bischofberger, Larry Gagosian e Mary Boone e di coloro che hanno condiviso con l'artista newyorkese le gioie e soprattutto i drammi di una vita artisticamente prolifica e ricca di eccessi. Ospiti della serata, insieme a Laura Trisorio, Lucia Romualdi, protagonista di Soundings 2018; David Schulman, regista del film  dedicato a Basquiat; il Console francese Laurent Burin des Roziers; Andrea Viliani, direttore del Museo Madre; Giulia Russo, direttrice del carcere di Secondigliano e Ennio Cascetta, in rappresentanza della Metropolitana di Napoli.
I documentari dedicati ai grandi protagonisti del Novecento continueranno a succedersi, fra gli altri, nei giorni successivi all'inaugurazione e fino al 14 ottobre, sullo schermo del teatro Augusteo, a titolo interamente gratuito. Da Frida Kahlo, Diego Rivera, une passion dévorante  di Catherine Aventurier, dedicato alla tormentata storia d'amore fra Frida Kahlo e Diego Rivera, a Finding Places, Lawrence Carroll di Simona Ostinelli, che ripercorre le fasi salienti del percorso artistico di Lawrence Carroll, uno dei più importanti interpreti del monocromo, passando per il lungometraggio Mapplethorpe: Look at the Picture, di Fenton Bailey e Randy Barbato, vera e propria “opera sull'opera” di uno dei più controversi fotografi del nostro secolo: Robert Mapplethorpe.

 

Oltre seimila visitatori a Pietrarsa per i 179 anni della Ferrovia

NAPOLI. Oltre 6mila visitatori hanno varcato i cancelli del Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa per partecipare agli eventi organizzati in occasione dei 179 anni delle ferrovie in Italia. I festeggiamenti per celebrare il viaggio inaugurale del treno che percorse i binari della Napoli – Portici, prima linea ferroviaria del Paese, hanno visto una crescente affluenza, tra mercoledì 3 e domenica, di gruppi familiari, scolaresche e turisti provenienti da tutto il mondo. Per partecipare agli eventi, che hanno costituito ricca anticipazione per le celebrazioni del prossimo anno, domenica scorsa è stato anche allestito il Pietrarsa Express, treno con carrozze d’epoca su cui hanno preso posto circa 150 persone che hanno voluto aggiungere alla loro esperienza l’emozione di un viaggio “d’altri tempi”. Le mostre, gli spettacoli, i balli, le sfilate in costume e le performance artistiche che si sono susseguite tra i padiglioni e i viali del polo museale coinvolgendo 12 associazioni culturali e sportive, due compagnie teatrali e una di danza, hanno fatto registrare un alto indice di gradimento. La kermesse, organizzata dalla Fondazione FS Italiane, è stata patrocinata dai Comuni di Napoli e Portici.

 

Nobel Economia a Nordhaus e Romer

Il Premio Nobel 2018 per l'Economia è stato assegnato dalla Sveriges Riksbank a due studiosi americani, William Nordhaus e Paul Romer. Le motivazioni della decisione della banca centrale di Stoccolma riconoscono ai due economisti l'integrazione nelle analisi macro-economiche di lungo termine "dei cambiamenti climatici" - nel caso di Nordhaus - di quelle tecnologiche nel caso di Romer.

"Le loro scoperte - si sottolinea - hanno ampliato significativamente la portata dell'analisi economica costruendo modelli che spiegano come l'economia di mercato interagisce con la natura e la conoscenza".

Duemila anni di documenti da condividere, i progetti digitali della Bnn

NAPOLI. Martedì 9 ottobre, dalle ore 10 alle 13, alla Biblioteca Nazionale di Napoli sarà presentata la nuova piattaforma digitale della Bnn, saranno illustrate le esperienze di studio e le indagini virtuali realizzate sui papiri di Ercolano, i progetti di valorizzazione attraverso l’uso di nuove tecnologie  e la digitalizzazione  effettuata del patrimonio culturale che  consente di condividere e utilizzare nuovi modelli di fruizione per i Beni Culturali. L’evento rientra nella settimana di incontri “I Luoghi della cultura digitale -Il patrimonio culturale nell’era di Internet” organizzati dall’Istituto Centrale per il Catalogo Unico delle Biblioteche italiane (Iccu) e dal Polo Universitario della Città di Prato (Pin) nelle città di  Roma, Napoli, Firenze, Torino e Prato, nell’ambito dell’Anno europeo del patrimonio culturale (Eych). Un’occasione per conoscere ciò che è stato fatto ma anche di confronto tra  musei, archivi e biblioteche delle  principali città italiane per  definire un cammino condiviso che permetta ai mondi della cultura e della tecnologia di integrarsi in modo efficace e costruire  un senso comune di storia e identità in Europa. Il patrimonio digitale europeo costituisce uno strumento formidabile per nuove opportunità di ricerca e di studio ma anche per offrire  servizi direttamente disponibili in rete per conoscere il passato e costruire un nuovo umanesimo basato sulle nuove tecnologie.
 

Premio Cardinale Sepe a Verna, Coppola, Siani e Staiano FOTOGALLERY

NAPOLI. Settima edizione del premio dedicato al cardinale Sepe e promosso dal Movimento cristiano lavoratori di Napoli, presieduto da Michele Cutolo. Il premio svolto nell’ambito del 13esimo congresso provinciale di Mcl dal titolo “Forti della nostra identità, attraverso il lavoro. Costruttori di speranza in Italia e in Europa”, è stato aperto dal presidente provinciale Michele Cutolo, che ha lanciato la scuola politica dei cattolici. I premi quest’anno sono andati al presidente dell’Ordine nazionale dei giornalisti Carlo Verna per la sezione cultura, al presidente dell’Aci Antonio Coppola per il sociale, ad Alessandro Siani per lo spettacolo e una menzione speciale al “pizzaiolo” del Papa, Vincenzo Staiano. Presenti per la giuria, Giampiero de Cesare, Gennaro Famiglietti, Ciro Avallone, Alfonso Ruffo e Antonio Sasso. L'incontro, nella sala congressi dell’Università Federico II di via Partenope, è stato preceduto dai saluti delle autorità: il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca e il rettore dell’Università Federico II Gaetano Manfredi. Intervenuti l’assessore regionale Sonia Palmieri, il questore Antonio de Jesu, il senatore Vincenzo Carbone, il presidente della Bcc Amedeo Manzo, l’europarlamentare Barbara Matera. Ha moderato l'evento il direttore di Rai Vaticano Massimo Milone.

I De Filippo in mostra a Castel dell'Ovo

di Flavia Cuozzo

NAPOLI. “I De Filippo, il mestiere in scena”: la mostra monumentale, in anteprima mondiale a Napoli, riempirà dal 28 ottobre al 24 marzo del prossimo anno le storiche sale dell’intero Castel dell’Ovo. La mostra si propone come un dialogo continuo tra i De Filippo ed il pubblico, lo stesso al quale questa grande famiglia ha sempre donato la sua arte, infatti come scriveva Eduardo: “Puoi fare teatro se tu sei teatro perchè il teatro nasce dal teatro... l’albero è uno, e i frutti sono pochi.”
Voluta dalla famiglia De Filippo e promossa dal Comune di Napoli, con al fianco le principali istituzioni di riferimento, l’esposizione è a cura della moglie e del figlio di Luca De Filippo, Carolina Rosi e Tommaso De Filippo con Alessandro Nicosia, presidente Cor a cui si deve anche la produzione.
«Èun sogno fortemente voluto, che in qualche modo è diventato realtà. - afferma Carolina Rosi - È una mostra desiderata per raccontare una famiglia che attraverso due secoli di storia ha calcato i palcoscenici, ha lasciato scritti, pensieri, e commedie che attraverso i loro contenuti raccontano anche il nostro paese. La quantità di materiale che è stato protetto e catalogato, ha dato la possibilità di immaginare una mostra che voleva essere molto diversa dalle classiche iconografiche, non statica, ma interattiva: una mostra emotiva. Un percorso che racconta le vite e le opere dei suoi protagonisti, ma strutturata in modo tale che sia un luogo a raccontarcela. Perchè emotiva? De Filippo, così come Totò, è di tutti, quindi si è pensato alla mostra in modo tale che questi tutti possano davvero conoscere da vicino tutto il mondo legato a questa grande famiglia. È un regalo che dedichiamo a questa città. Nella grande cornice di Castel dell'Ovo, partiamo dalle carceri fino ad arrivare alle terrazze: il castello tutto nella sua unicità è a disposizione di questo racconto magnifico».
«Raccontare la storia di tanti personaggi che hanno lasciato  il segno non era facile - sottolinea Alessandro Nicosia - Aver incontrato una famiglia straordinaria ci ha permesso di lavorare bene, perchè l’amore e la dedizione con cui si sono confrontati in questo percorso è stata straordinaria e ha reso il lavoro appassionante. La mostra ha diverse fasi e chiavi di lettura, ma l’aspetto fondamentale è stato sin da subito l'idea che il pubblico possa dialogare con il tutto. Vi anticipo che oltre agli aspetti classici, abbiamo cercato aspetti anche più nascosti, come i rapporti della famiglia De Filippo con i personaggi della cultura, dello spettacolo, i rapporti di Eduardo con le platee internazionali. Proporremo anche diversi filmati, tra cui uno straordinario di Eduardo che arriva a Mosca, e trova un palcoscenico con platea impazzita. Il manifesto che abbiamo scelto con Eduardo, Peppino e Titina, del 1932 in una loro rappresentazione, è identificativo del valore di questa mostra: raccontare De Filippo nella sua interezza».
«Un lavoro di squadra. Vincente - racconta Tommaso De Filippo   - è stato un percorso emozionante per due motivi. Il primo, è stato bello scoprire lati della famiglia che ancora non conoscevo personalmente. È stato bello ricostruire e mettersi in contatto con componenti della famiglia dei quali negli anni si erano un po’ perse le tracce. Qualche giorno fa ci trovavamo a ricostruire l’albero genealogico dagli Scarpetta: più che un albero sembra un cespuglio. Il secondo motivo è che siamo andati a riscoprire vecchio materiale che fino ad ora era stato, in fondi, in giro per l’Italia nascosto al pubblico. È un dovere regalare nuovamente tutto questo al pubblico. Castel dell’Ovo con i suoi ambienti, ci ha dato la possibilità di dividere il tutto in varie tematiche: materiale inedito, lettere, foto, video, oggetti e centinaia di costumi, locandine, manifesti, copioni manoscritti e dattiloscritti, film, poesie, canzoni...».
«Napoli è cultura. - afferma il Sindaco De Magistris - Questa grande mostra è un riconoscimento ad un grande come De Filippo ed anche alla nostra città. Quando si ha l’opportunità di incontrare la cultura a questi livelli diventa più difficile prendere la via del male, soprattutto per i più giovani. Tocca a noi farla conoscere. La cultura è l’arma di riscatto della nostra città».

 

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