Sabato 26 Maggio 2018 - 21:26

"Pino è", il grande tributo live a Pino Daniele in diretta Tv

NAPOLI. Verrà trasmesso in diretta in prima serata su Rai1, il grande concerto 'Pino è', il tributo live della musica italiana a Pino Daniele, che andrà in scena il 7 giugno allo Stadio San Paolo di Napoli e vedrà protagonisti i più grandi nomi della scena musicale: da Jovanotti a Claudio Baglioni, da Eros Ramazzotti ad Antonello Venditti, da Fiorella Mannoia a Gianna Nannini, da Francesco De Gregori a Biagio Antonacci, da Emma ad Elisa, da James Senese a Tony Esposito e Tullio De Piscopo. E poi ancora: Giuliano Sangiorgi, Alessandra Amoroso, Mario Biondi, Giorgia, J-Ax, Ron, Tiromancino ed altri ancora. A 3 anni e mezzo dalla scomparsa di Pino Daniele, infatti, viene finalmente realizzato il progetto del megaconcerto per omaggiare la musica del cantautore napoletano nel luogo simbolo della sua città, insieme ad alcuni tra i più grandi artisti del panorama musicale e amici di Pino Daniele. Inoltre, non mancheranno i componenti delle band storiche di Pino Daniele, Vai mo' e Nero a Metà, amici, prima che colleghi, che hanno condiviso con Pino momenti di musica e di vita negli oltre 40 anni di carriera del cantautore napoletano. Per l'occasione, oltre a Rai1, anche i più importanti network radiofonici nazionali, saranno eccezionalmente insieme, a sostenere l'evento ''Pino è'' da Rtl 102.5 a Radio Italia, da Radio Kiss Kiss a Radio2 Rai, da Radio Deejay a Radio Zeta. Al loro fianco anche le principali radio locali: Kiss Kiss Italia, Kiss Kiss Napoli e Radio Marte. Tutti gli introiti netti legati alla manifestazione saranno devoluti ai progetti benefici di Pino Daniele Forever Onlus gemellata con Save the Children, e alla Pino Daniele Trust Onlus, gemellata all'Associazione Oncologia Pediatrica e Neuroblastoma - Open Onlus. I biglietti per l'evento sono disponibili in prevendita su www.ticketone.it e in tutti i punti vendita abituali del circuito TicketOne e Go2.

«Morgan Freeman accusato di molestie da 8 donne»

Otto donne accusano l'attore Morgan Freeman di molestie sessuali. Lo afferma la Cnn, facendo riferimento ad un'inchiesta nella quale sono state raccolte le dichiarazioni di 16 donne. Otto non si sarebbero dichiarate vittime ma avrebbero descritto i comportamenti inappropriati dell'attore, oggi 80enne.

Appuntamento live con Nelson nell'ambito della rassegna Sottobosco Jam

Questa sera al Riot Laundry Bar & Clothes di via Kerbaker, undicesimo appuntameto con la rassegna "Sottobosco Jam", Il format di musica dal vivo che intende portare alla luce le sonorità ed artisti che oggi, in un mondo cosí veloce, non godono della giusta attenzione e che allo stesso tempo sanno regalare emozioni uniche. 

Per l'occasione, NELSON presenterà il suo ultimo album "Pipistrelli". 
 

Dal comunicato stampa:

"NELSON è un cantautore di Napoli. Ha scritto per Mario Merola e Daniele Sepe. Una sua canzone è diventata sigla della trasmissione televisiva Le Iene. Dopo aver navigato nei ritmi folk-pop-ska-reggae-blues della ciurma marinaro/concertista Capitan Capitone e i Fratelli della Costa ha appena terminato le registrazioni del terzo album solista, Pipistrelli, in cui emergono molteplici featuring: Gnut [produttore artistico del disco], Raiz, Maldestro, Daniele Sepe, Tartaglia. Parallelamente, NELSON è coinvolto in più progetti cinematografici. Lo scorso 21 marzo agli Studios di Roma con la sua Bang Bang ha ottenuto per la seconda volta consecutiva il riconoscimento del David di Donatello per la migliore canzone originale, inserita nella colonna sonora del lungometraggio Ammore e malavita – regia dei Manetti Bros – titolo che ha guadagnato il David di Donatello di miglior film della stagione cinematografica e per il quale NELSON ha scritto tutte le 15 canzoni. Diventando, di fatto, co-sceneggiatore di questa pellicola che è ormai un caso-cult. Già in concorso nella Selezione Ufficiale per il Leone d’oro all’ultima Mostra del Cinema di Venezia, la colonna sonora di questo audace crime-musical aveva ottenuto proprio al Lido il Premio Pasinetti del SNGCI e il Soundtrack Stars Award. Di più, a Venezia NELSON ha trionfato pure per la colonna sonora de La recita, cortometraggio scritto e diretto da Guido Lombardi che racconta l’amore adolescenziale e interculturale ispirandosi alla tragedia Romeo e Giulietta di Shakespeare e decretato vincitore della sezione MigrArti. E per il corto il cantautore ha scritto la canzone Non devi avere paura (che sarà nella tracklist del prossimo album). La relazione artistica fra NELSON e i Manetti Bros inizia da lontano, da quando già nel 2014 i registi romani realizzarono Song ‘e Napule. Ebbene, anche per quel film NELSON ha vinto un David di Donatello per la migliore canzone originale: era ‘A verità. Dalle propulsive esperienze con i Manetti Bros alle produzioni discografiche soliste e intime NELSON può raccontare oggi i retroscena delle immagini e delle parole. Il segno ritmico e cinematografico e introspettivo di un personaggio e di una sceneggiatura. L’innesto di un ritornello in un copione e la possibilità di trasformare una storia in videoclip".

Marco Sica

“Maschere del Teatro”, ecco i finalisti

di Giuseppe Trapanese

NAPOLI. Si è svolta al teatro Mercadante, davanti ad una numerosa platea di spettatori, la seduta pubblica della giuria di esperti per le nomination al “Premio Le Maschere del Teatro Italiano” 2018, il riconoscimento teatrale nato nel 2002 e patrocinato dall’Agis, da quattro edizioni promosso e organizzato dal Teatro Stabile di Napoli-Teatro Nazionale.

la giuria presieduta da gianni letta. Presieduta da Gianni Letta la giuria ha selezionato le seguenti terne di nomi e titoli finalisti delle 13 categorie del premio. Come “Migliore spettacolo di prosa”: “Il sindaco del Rione Sanità”, regia di Mario Martone; “La cucina”, regia di Valerio Binasco; “Girotondo Kabarett”, regia di Walter Le Moli. “Migliore regia”: Valerio Binasco (per “La cucina”); Jacopo Gassmann (per “Disgraced”); Liliana Cavani (per “Il piacere dell’onestà”); “Migliore attore protagonista”: Eros Pagni (per “Sei personaggi in cerca d’autore”, di L. De Fusco); Lello Arena (per “Parenti serpenti”, di L. Melchionna); Sandro Lombardi (per “L’apparenza inganna”, di F. Tiezzi); “Migliore attrice protagonista”: Gaia Aprea (per “Sei personaggi in cerca d’autore”, di L. De Fusco); Milvia Marigliano (per “Lunga giornata verso la notte”, di A. Cirillo); Federica Rosellini (per “Le Baccanti”, di A. De Rosa).

anche massimiliano gallo in nomination. Passiamo al “Migliore attore non protagonista”: Massimiliano Gallo (per “Il sindaco del Rione Sanità”, di M. Martone); Giovanni Ludeno (per “Il sindaco del Rione Sanità”, di M. Martone); Lorenzo Lavia (per “Antigone”, di F. Tiezzi); “Migliore attrice non protagonista”: Federica Di Martino (per “Il padre”, di G. Lavia); Marianna Fontana (per “La cupa”, di M. Borrelli); Francesca Benedetti (per “Antigone”, di F. Tiezzi); come “Migliore attore/attrice emergente”: Lucrezia Guidone (per “Antigone”, di F. Tiezzi); Aleph Viola (per “La cucina”, di V. Binasco); Jozef Gjura, Giulia Odetto, Filippo Porro (per “Tango Glaciale Reloaded”, di M. Martone); “Migliore interprete di monologo”: Pierfrancesco Favino (per “La notte poco prima delle foreste”, di Lorenzo Gioielli); Maria Paiato (per “Stabat Mater”, di Giuseppe Marini); Danio Manfredini (per “Tre studi per una crocifissione”, di D. Manfredini).

dai scenografi ai costumisti. È la volta del premio “Migliore scenografo”: Gregorio Zurla (per “Antigone”, di F. Tiezzi); Marta Crisolini Malatesta (per “Sei personaggi in cerca d’autore”, di L. De Fusco); Luigi Ferrigno (per “La cupa”, di M. Borrelli); “Miglior costumista”: Andrea Viotti (per “Il padre”, di G. Lavia); Gianluca Sbicca (per “Freud o l’interpretazione dei sogni”, di F. Tiezzi); Giovanna Buzzi (per “Antigone”, di F. Tiezzi); “Migliori musiche”: Antonio Della Ragione (per “La cupa”, di M. Borrelli); Arturo Annecchino (per “La cucina”, di V. Binasco); Daghi Rondanini (per “Tango Glaciale Reloaded”, di M. Martone); “Migliore autore novità italiana”: Mimmo Borrelli (per “La cupa”); Stefano Massini (per “Freud o l’interpretazione dei sogni”); Domenico Starnone (per “Autobiografia erotica” di Aristide Gambia); “Migliori luci”: Gianni Pollini (per “Freud o l’interpretazione dei sogni”, di F. Tiezzi); Pasquale Mari (per Don Giovanni, di V. Binasco); Gigi Saccomandi (per “Sei personaggi in cerca d’autore”, di L. De Fusco). 

la serata finale il 6 settembre. Le terne selezionate passeranno ora al vaglio della giuria composta da oltre 800 tra artisti e addetti ai lavori, chiamati a votare a scrutinio segreto i titoli e i nomi che decreteranno i vincitori del “Premio Le Maschere del Teatro Italiano” 2018. La serata della cerimonia di consegna dei premi si terrà il prossimo 6 settembre al teatro Mercadante, alle ore 20, come sempre condotta da Tullio Solenghi e trasmessa in diretta differita su Raiuno. 

Juraj Valčuha sul podio del San Carlo

NAPOLI. Ha appena vinto l'Abbiati 2018 come miglior direttore dell'anno «per il folgorante esordio e i risultati del primo anno di direzione musicale al San Carlo di Napoli, dove ha restituito i tre diversi linguaggi di 'Elektra', 'Carmen' e soprattutto 'Fanciulla del West' con affascinante identità sonora, ampliando nel teatro quella profonda maestria di orchestratore» come recita la motivazione e Juraj Valčuha torna sul podio dell'Orchestra del Massimo napoletano per dirigere sabato 26 maggio (ore 20,30, replica domenica 27 ore 18) un concerto sinfonico che impagina un programma di grande impegno. La prima parte si apre con il Concerto in re maggiore per violino e orchestra, Op. 35 di Erich Wolfgang Korngold nell'interpretazione del giovane violinista americano Stefan Jackiw. Nella seconda parte Valčuha e la ''sua'' Orchestra del San Carlo, affronteranno una grande pagina di scrittura virtuosistica strumentale, l''Eine Alpensinfonie' op. 64 di Richard Strauss. Dall'ottobre 2016 Juraj Valcuha è direttore musicale del Teatro San Carlo di Napoli, nonché primo direttore ospite della Konzerthausorchester di Berlino. Inoltre è stato direttore principale dell'Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai dal 2009 al 2016. Nato nel 1976 a Bratislava, vi studia composizione e direzione, proseguendo poi gli studi a San Pietroburgo con Ilya Musin e a Parigi. 

Peppino di Capri conquista il San Carlo VIDEO

di Diego Paura

NAPOLI. Teatro San Carlo praticamente “sold out” da diverse settimane per l'evento musicale ideato per celebrare i 60 anni di Peppino di Capri. Lo chansonnier ha deliziato la platea grazie alla lunga carrellata di brani musicali che ha eseguito accompagnato dall'orchestra di 32 elementi diretti dal figlio, Edoardo Faiella. Due ore e più di spettacolo - aperto dall'esecuzione di “Luna caprese” - racchiuse in uno show in cui l’artista ha ripercorso tutta la sua straordinaria carriera, con canzoni che tutt’ora sono vere e proprie evergreen, da “Roberta” a “Champagne”, da “Let's Twist Again” (primo disco d’oro con un milione e duecentomila copie vendute) a “St. Tropez Twist”, da “Voce ’e notte” a “Un grande amore e niente più” con cui vinse il Festival di Sanremo nel 1973. Continuando con “E mo' e mo'” e “Il sognatore”. Sul palco anche lo scrittore Maurizio de Giovanni, che si è seduto al suo fianco per ascoltare il suo “racconto” tra musica e parole. Prima di eseguire l'ormai “classico” del suo repertorio, la mitica “Roberta”, lo scrittore Maurizio de Giovanni, divertito, ha affermato: «Peppino lo sai che ti stai esibendo nel night più antico del mondo?», riferendosi all’esibizione dello chansonnier nel teatro lirico più antico d'Europa. Peppino di Capri ha poi raccontato i suoi esordi: «Mio suocero diceva di me: chist se po’ sentì, ma nun se po’ guarda’», ed ecco lo scrosciante applauso del Massimo partenopeo accompagnato da fragorose risate. Ancora musica con «Voce ‘e notte” e ancora applausi convinti della platea. “Santa Lucia luntana” approfondisce e chiude un siparietto dedicato all'emigrazione. «Tu hai iniziato giovanissimo ad esibirti all'estero», ha affermato Maurizio de Giovanni ad un emozionato Peppino che, per qualche istante, ha dimenticato qualche strofa del celebre brano. Poi le “domande”  dello scrittore sui Beatles: «Amavano molto la canzone napoletana - ha dichiarato di Capri - e questo incontro con loro mi ha lasciato un sound abbastanza nuovo, anche se ho iniziato prima di loro». «Poi è stata la volta del brano “Surdate” che - continua Peppino - racconta di un militare che per nostalgia di Napoli cantava brani per far passare il tempo in caserma, lontano da casa sua». “Standing ovation”  per l’esecuzione di “I te vurria vasa’” e “Palomma 'e notte”. Da poco il pubblico dei “peppiniani” ha festeggiato “I miei capelli bianchi”, la sua 500esima canzone celebrata con una puntata speciale di “Porta a Porta”, su Raiuno. Tra i presenti anche Gigi Marzullo che ha realizzato per l’occasione una puntata speciale di “Protagonisti”. Pubblico entusiasta, si replica il 9 giugno. 

IL VIDEO

Il ritorno degli Avion Travel, dopo 15 anni c'è "Privè"

di Gigi Avolio

Li avevamo lasciati a luglio 2014 al concerto di Castel S. Elmo che sanciva la loro reunion, un Retour che sarebbe durato tre anni e che avrebbe gettato le basi per un nuovo album di inediti. Poi l’improvvisa scomparsa di Fausto Mesolella. Un colpo che ha lasciato un segno profondo e indelebile negli Avion Travel, un evento che avrebbe potuto distruggere il progetto, rompere equilibri e schemi. E invece l’assenza/presenza di Fausto ha forse consolidato e dato maggior impeto al gruppo, che oggi pubblicano “Privè”, un nuovo lavoro di inediti a 15 anni dall’ultimo album registrato tutti insieme (“Poco Mossi gli altri Bacini”).
“Privè”, come tutti gli album degli Avion Travel ha un’eleganza musicale inconfondibile, propone brani totalmente inediti insieme a 4 brani che i vari componenti avevano scritto per i Musica Nuda, Fiorella Mannoia e Patty Pravo. La scrittura e la scelta dei brani è cominciata durante il Retour (2014-2017) insieme a Fausto Mesolella, di cui sono presenti quattro canzoni, mentre le altre sono state scritte da Mario Tronco, Peppe D’Argenzio e Ferruccio Spinetti. Quasi tutti i testi portano la firma di Peppe Servillo, ad eccezione de “Il Cinghiale”, scritto insieme a Franco Marcoaldi, “Dolce e Amaro” e “Alfabeto” scritti da Pacifico.
Ma ora siete ancora Piccola Orchestra o solo Avion Travel?
«Abbiamo messo a fuoco il nome Avion Travel – racconta Peppe D’Argenzio, il “padrone dei fiati” della band – un piccolo segno di discontinuità, perché Piccola Orchestra era legato ad un periodo preciso. Anche se però il nostro modo di affrontare la musica è sempre quello di una piccola orchestra, è un metodo di lavoro che riguarda il portare negli arrangiamenti musicali dei ruoli con funzione narrativa. In questo disco come i concerti che abbiamo fatto la scorsa estate senza Fausto, abbiamo un po’ lavorato per sottrazione, riporta un suono un po’ più scarno e minimale: volevamo mantenere gli stessi ingredienti di sempre, ma più evocati».
Visti i tanti progetti personali, dopo la reunion la scomparsa di Fausto poteva mettere la parola fine al progetto Avion Travel, e invece…
«In qualche modo ci ha consolidati, dopo lo sconforto e il dolore iniziali,  abbiamo superato il disorientamento con l’idea di realizzare il disco nuovo, la cui idea era iniziata a serpeggiare già nel 2014 dopo i primi concerti della reunion, appena abbiamo ritrovato la complicità, in maniera assolutamente naturale, concerto dopo concerto abbiamo notato che il nostro suono andava da solo in una direzione nuova. Fausto è ben presente nel disco, abbiamo sempre percepito la sua presenza, molti pezzi sono suoi ed abbiamo anche utilizzato un provino e alcune registrazioni che lui già aveva registrato oltre».
Ho notato che in 8 brani la chitarra è assente: è una scelta?
«È stata una scelta affettiva, per noi e per chi ci segue sarebbe stato molto difficile accettare la sostituzione di Fausto, per il momento non cerchiamo un chitarrista, non abbiamo ancora deciso che tipo di chitarra, anche se Emanuele Bultrini (provenienza Orchestra di Piazza Vittorio come Duilio Galioto alle tastiere e pianoforte ndr) in qualche passaggio ci ha dato una mano».
Partiamo dal titolo, “Privè”…
«Nasce in maniera casuale, si distacca anche dal testo della canzone, parla di un 50enne con le sue debolezze e ambiguità, ma si può intendere Privè anche come Privilegio di poter fare musica come riusciamo ancora a farlo, e vuole anche rimarcare la necessità di recuperare l’intimità e il privato come qualcosa da preservare dalla condivisione ossessiva».
Le quattro canzoni che avevate “prestato” ad altre artiste in mano agli Avion Travel suonano differenti.
«Le quattro canzoni non furono scritte su richiesta, anzi nella nostra storia erano già apparse e le avevamo provate, poi per vari motivi non le realizzammo. Le abbiamo affidate senza metterci bocca, anche quella di Patty Pravo a cui partecipammo alla registrazione ma seguimmo le scelte del produttore. Quando abbiamo scelto di farle abbiamo badato all’identità che volevamo dargli, trovando dinamiche e suoni che asciugassero certe dinamiche e certi suoni».
Chi è il Maestro?
«Non è dedicata a qualcuno in particolare, abbiamo avuto tanti maestri e non solo musicali, nelle vite di tutti ci sono figure che aiutano a crescere, a migliorare e cambiare. A volte le trovi nella musica o in un libro, anche se ultimamente questa funzione viene un po’ sottovalutata».
Pacifico aveva scritto Le mie parole, stavolta è partito dall’Alfabeto, un brano in cui si sente un eco musicale di Philip Glass
«Non sbagli, quel tipo di ambito musicale lo abbiamo sempre considerato con curiosità: abbiamo sempre avuto rapporto con un certo minimalismo».
È vero che siamo solo a maggio, ma se dico Sanremo?
«A noi piace, lo abbiamo sempre seguito. Ci siamo andati quando avevamo qualcosa di significativo e coerente da proporre. Tutto è legato ad una scintilla, se dovesse esserci una scintilla creativa nei prossimi mesi non avremmo problemi a proporci».
Il 22 maggio sarete alla Feltrinelli di piazza dei Martiri, uno show case o un firmacopie?
«Sicuramente firmeremo le copie, e poi faremo ascoltare in maniera acustica alcune canzoni del disco».
State preparando il tour, ci sarà anche una data a Napoli?
«Per ora c’è una data il 23 giugno al Museo di Pietrarsa, poi sicuramente capiterà…».

Clementino, Rocco Hunt, Achille Lauro e Boss Doms a Napoli: esplode la festa in via Chiaia VIDEO

NAPOLI. Clementino, Rocco Hunt, Achille Lauro e Boss Doms girano un videoclip con un fiume di ragazzi in via Chaia. Esplode la festa. E tutti cantano: "Abbiamo un sogno nel cuore, Napoli torna campione". La corsa dei ragazzi finisce a piazza dei Martiri, dove i loro beniamini improvvisano un live a cappella.

CLICCA QUI PER IL VIDEO

Pagine


cronaca
sport
politica
spettacoli

Rubriche

IL FATTARIELLO
di Edo e Gigi (I Fatebenefratelli)
REPORTACI
di Automobile Club Napoli
I PERSONAGGI
di Mimmo Sica
LA SCIENZA PER TUTTI
di Michele Sanvitale
SCATTI DI BIRRA
di Alfonso Del Forno
IL COMMERCIALISTA
di Carmine Damiano
ODISSEA GASTRONOMICA
di Antonio Medici
IL FATTARIELLO
di Edo e Gigi (I Fatebenefratelli)
REPORTACI
di Automobile Club Napoli
I PERSONAGGI
di Mimmo Sica